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domenica 23 settembre 2018

Gli Incredibili - Una normale famiglia di supereroi (2004)

Con l'uscita del sequel, ho deciso di recuperare Gli incredibili - Una normale famiglia di supereroi (The Incredibles), diretto e sceneggiato nel 2004 dal regista Brad Bird.


Trama: dopo anni di successi e fama, Bob Parr è stato costretto a dismettere la sua identità segreta di Mr. Incredible e a vivere come una persona normale assieme alla moglie, un tempo Elastigirl, e ai tre figlioletti. Ma una misteriosa organizzazione lo richiama in servizio...



Non vedevo Gli Incredibili dalla sua uscita al cinema, nel lontano 2004, chissà perché. E pensare che ero uscita dalla sala entusiasta e avevo acquistato il DVD doppio appena si era reso disponibile, per poi lasciarlo lì a prendere polvere, benché avessi adorato il film di Brad Bird. Sono passati ben quattordici anni da allora e posso dire tranquillamente che Gli Incredibili non ha perso smalto, anzi: semmai, questo gioiellino della Pixar ha acquistato ancora più valore ai miei occhi, dopo innumerevoli cinecomics che non sarebbero nemmeno degni di allacciargli le scarpe. Ciò che rende Gli Incredibili così prezioso è la sua natura estremamente seria, rispettosa dei canoni di un genere che viene sfruttato per veicolare un messaggio positivo da fare arrivare ai piccoli mentre i grandi, per una volta, possono gustarsi un "film di supereroi" come si deve, senza vergognarsi di essere costretti ad accompagnare figli e nipoti. I modelli, per qualcuno che mastica un minimo di fumetti, sono chiari, ché la storia si ispira in parte a una pietra miliare come Watchmen e in parte, ovviamente, alle saghe degli X-Men e non solo per i poteri dei personaggi (anzi, sia per nomi che per poteri i membri della famiglia Parr forse ricordano più i Fantastici 4). Abbiamo quindi il protagonista, ex Mr. Incredible, costretto a vivere un'esistenza normale dopo i fasti da supereroe, quando l'opinione pubblica ha cominciato a considerare un pericolo quelli come lui, con conseguenze deprimenti quali vecchiaia, decadimento fisico, lavoro insoddisfacente, desiderio di rimembrare i vecchi tempi con gli amici ma abbiamo anche dei ragazzini che si ritrovano dotati di poteri e non possono usarli perché costretti a nascondersi, pena il venire nuovamente sradicati dall'ambiente in cui vivono, che è un po' ciò che accade ai mutanti Marvel; a cercare di tenere in piedi la famiglia c'è la caparbia Helen, ex Elastigirl, la quale deve farsi nume tutelare della ragione familiare per quanto, sicuramente, anche lei vorrebbe tornare ai bei tempi della giovinezza e della fama, quando la sua natura non era "solo" quella di casalinga ma di donna forte capace di sventare i crimini e salvare il mondo. Insomma, Gli Incredibili riporta sullo schermo le frustrazioni delle persone normali, le rende "super" e per questo ancora più condivisibili, in una trama che riesce a coniugare azione seria e divertimento, con degli eroi buoni e un villain fatto e finito che condivide con loro la stessa, impotente rabbia davanti all'idea di essere considerato normale e quindi, erroneamente, inutile o non speciale. A tal proposito, poiché Gli Incredibili affronta con estrema serietà la parte di trama strettamente legata alla sua natura di "cinecomic" (sicuramente più di quanto ha fatto, in tempi recenti, un Thor: Ragnarok qualsiasi), il villain merita davvero questo appellativo, ché Syndrome è malvagio nel midollo e non si fa scrupoli a lasciarsi alle spalle un cumulo di supereroi morti per affermare la propria supremazia, cosa che a momenti non accade nemmeno nei film Marvel o, perlomeno, non viene sbattuta in faccia allo spettatore come se nulla fosse per mano di quei burattini senza fichi che continuano a farci passare per supercattivi (Thanos a parte).


Detto questo, non è che il film di Brad Bird sia qualcosa di improponibile per i piccoli spettatori, anzi. Gli Incredibili riesce ad essere anche assai lieve e divertente, coniuga le sue due identità meglio di quanto farebbe un supereroe, in un equilibrio che ha del miracoloso. Sfruttando i cliché del genere riesce infatti a far sorridere adulti e bambini grazie ad un ex super in piena crisi d'identità (Mr. Incredible in borghese è buffissimo) e a un paio di altri personaggi piazzati ad hoc, come la divina stilista Edna, doppiata magistralmente in italiano da Amanda Lear, e ovviamente il piccolo Jack Jack, pupotto sbrodolante e dallo sguardo folle che si fa protagonista di una delle sequenze più sorprendenti e riuscite del film. Gli stessi poteri dei protagonisti hanno una resa assai divertente, basti pensare al modo in cui il corpo di Elastigirl può plasmarsi in mille modi diversi, cosa che rende Gli Incredibili uno dei più riusciti film di supereroi anche per un altro motivo: l'accuratezza con la quale sono state realizzate sia le scene d'azione che gli ambienti in cui si muovono i personaggi. La combinazione dei vari poteri dei nostri, oltre al modo in cui vengono scoperti o ri-scoperti è molto fantasiosa e di conseguenza entusiasmante per lo spettatore, basti solo pensare ai campi di forza della piccola Violetta utilizzati in sincrono con la velocità del fratello, ma c'è anche un senso palpabile di "normale" umanità nel metterli in mostra, cosa che li rende ancora più veri, come quando Elastigirl si sofferma davanti a uno specchio all'interno della base per controllare come cade il nuovo costume su un corpo di donna plurimamma. Sfondi, dettagli e ambientazione, nonché la colonna sonora, sono invece debitori dei film di spionaggio, quelli di James Bond in primis, e i supereroi, così come i villain, sono dotati di accessori ipertecnologici, automobili zeppe di gadget, armi e robot pericolosissimi e dal design vintage e per questo ancora più affascinante, oltre che raffinato. Se a questo aggiungete un'animazione e un character design perfetti, che non mostrano il fianco a difetti nemmeno dopo quattordici anni, capirete perché Gli Incredibili rimanga ancora oggi uno dei film Pixar migliori... e anche perché sono terrorizzata all'idea di affrontare il sequel!


Del regista e sceneggiatore, nonché voce di Edna, Brad Bird ho già parlato QUI. Craig T. Nelson (voce originale di Bob Parr/Mr. Incredible), Holly Hunter (Helen Parr/Elastigirl), Samuel L. Jackson (Julius Best/Frozone), Jason Lee (Buddy Pyne/Syndrome) e Wallace Shawn (Gilbert Huph) li trovate invece ai rispettivi link.


I due anziani sul finale sono rispettivamente Frank Thomas e Ollie Johnston, due dei nove animatori storici della Disney, che prestano anche le voci ai personaggi. Gli Incredibili - Una normale famiglia di supereroi era stato già "completato" all'epoca da due corti, l'esilarante Jack Jack Attack e Mr.Incredible and Pals, che non ho mai visto ma che dicono essere altrettanto divertente e ben realizzato. Nell'attesa di vedere Gli Incredibili 2 recuperateli e... ENJOY!

martedì 31 ottobre 2017

Monster House (2006)

Dopo dieci anni ho rivisto grazie a Netflix il film Monster House, diretto nel 2006 dal regista Gil Kenan. E siccome buona parte del film è ambientata ad Halloween colgo l'occasione per augurarvi un meraviglioso 31 ottobre, con menzione a parte e un augurio specialissimo a Giulia de La collezionista di biglietti!!


Trama: DJ è un ragazzino curioso che passa le giornate ad osservare il vicino di casa, un anziano e rabbioso signore che impedisce a chiunque di avvicinarsi alla sua dimora. Proprio per colpa di un contrasto con DJ, l'uomo viene un giorno portato via dall'ambulanza e la casa priva di guardiano si rivela pericolosamente viva e famelica...



Correva l'anno 2006 e la Bolla Australiana si fiondava al cinema spinta dalla pubblicità e dalle recensioni entusiaste piovute addosso a Monster House, per uscire dal cinema ovviamente galvanizzata, nonostante le difficoltà linguistiche e l'assenza di sottotitoli. Undici anni dopo posso dire che Monster House, anche visto in italiano su uno schermo piccino, non ha perso verve e che rimane un piccolo gioiellino d'animazione, nonché un esempio di come si possa realizzare un ottimo film horror per ragazzi. Non lasciatevi infatti ingannare dall'utilizzo dell'animazione (o, meglio, della motion capture): Monster House sarà anche, e ci mancherebbe, privo di sangue, torture o violenze gratuite ma E' comunque un horror, non una belinata edulcorata per venire incontro ai bisogni dei più piccini. Inoltre, grazie a numi tutelari come Steven Spielberg e Robert Zemeckis è un horror per ragazzi dalle atmosfere molto anni '80 e la sceneggiatura racchiude molti degli stilemi di pellicole quali Scuola di mostri, Goonies, Non aprite quel cancello, per non parlare poi dei richiami a Poltergeist - Demoniache presenze (è un caso che Gil Kenan sia finito a dirigere quell'inutile remake? Noi del Bollalmanacco pensiamo di no!) o all'onnipresente Stephen King (omaggiato più volte durante il film). I protagonisti di Monster House sono tre ragazzini normalissimi e anche un po' sfigati, ai quali capita di venire "toccati" dal sovrannaturale proprio durante una tranquilla vigilia di Halloween in cui il personaggio principale, DJ, viene lasciato solo dai genitori. Nel corso del film, DJ, Timballo e Jenny non si trovano solo ad avere a che fare con la casa infestata del titolo ma anche e soprattutto con l'idea di mortalità, con la consapevolezza che gli adulti non saranno sempre lì a togliere le castagne dal fuoco per loro (se mai ci sono stati), che le persone sono molto più complesse di come appaiono, che crescere non significa abbandonare banalmente i passatempi d'infanzia bensì diventare consapevoli di noi stessi e degli altri pur continuando a fare "dolcetto o scherzetto" con gli amici scemi. Il tutto mentre una casa senziente e maligna cerca di divorarli, dopo che per anni l'inquietante padrone ha terrorizzato il vicinato con divieti d'accesso, urla e soprusi, senza contare che persino la babysitter e il suo ragazzo sono cattivissimi con DJ. Insomma, disagio e brividi a palate, il che rende Monster House non proprio adattissimo a un pubblico di bambini piccoli.


Le atmosfere cupe del cartone vengono appena mitigate da un umorismo nero e da battute che starebbero bene in una commedia per adulti eppure c'è anche spazio per almeno un momento di sincera commozione; anche lì, è un sentimento che probabilmente non tutti i giovani spettatori potranno capire poiché mescola dolore, rabbia, desiderio di vendetta e amore e offre il fianco a delle considerazioni molto tristi ed inquietanti, inusuali per un cartone animato. A fronte di tutte queste particolarità, bisogna dire che la confezione di questo gioiellino è altrettanto preziosa. Primo film dalla sceneggiatura originale ad essere stato girato quasi interamente con la tecnica della motion capture (Zemeckis, qui produttore, aveva già realizzato nel 2004 Polar Express), porta sullo schermo personaggi dall'aspetto caricaturale ma gradevole e, soprattutto, delle animazioni già molto fluide. L'aspetto horror è interamente racchiuso nel sembiante della casa e viene reso non solo grazie all'incredibile accuratezza con cui gli animatori hanno dotato l'edificio di caratteristiche antropomorfe ma anche ad un valido uso di luci, ombre e inquadrature, interamente derivate dalla tradizione horror: la casa di Amityville è la prima che salta alla mente ma ci sono anche echi raimiani negli alberi del giardino, che si animano nemmeno fossimo in un Evil Dead qualsiasi. Purtroppo, agli Academy Award del 2007 gli è stato preferito Happy Feet (pur diretto da un George Miller probabilmente drogato, per carità!), a dimostrazione di come qualunque cosa vagamente in odore di horror venga guardata ancora con sospetto dai maledetti vecchiacci dell'Academy; altra cosa che mi stupisce, sul web di Monster House si parla poco ed è un peccato perché è una pellicola ottimamente scritta e realizzata, che meriterebbe un ripescaggio e miglior considerazione!


Del regista Gil Kenan ho già parlato QUI. Steve Buscemi (Neddercracker), Catherine O'Hara (Mamma), Fred Willard (Papà), Maggie Gyllenhaal (Zee), Jason Lee (Punk), Kevin James (Agente Landers) e Kathleen Turner (Constance) li trovate invece ai rispettivi link.


La doppiatrice della bambinetta all'inizio, l'attrice Ryan Newman, sarebbe poi finita a fare la figlia di Fin Sheperd nel terzo e quarto capitolo della saga Sharknado mentre il doppiatore originale di Freak è Jon Heder, alias Napoleon Dynamite. In fase di realizzazione la sceneggiatura è stata tagliata e modificata in un paio di punti: in particolare, per ottenere un PG rating si è dovuto fare uscire dalle fondamenta della casa le vittime inghiottite durante il film (più o meno per lo stesso motivo due bulletti che DJ attira consapevolmente nella casa per usarli come esche non sono stati inseriti nella pellicola) mentre il fatto che Punk e Freak fossero parte dello stesso gruppo musicale è semplicemente stato lasciato fuori dalla pellicola. Detto questo, se Monster House vi fosse piaciuto recuperate ParaNorman, Coraline e la porta magica e magari anche Scuola di mostri. ENJOY!

sabato 11 agosto 2012

Clerks II (2006)

L’operazione “ViewAskew” è finita e sono riuscita a guardare anche Clerks II, diretto nel 2006 dal regista Kevin Smith.


Trama: a causa di un incendio che ha distrutto il supermercato, Dante e Randal si ritrovano trentenni e commessi presso il fast food Mooby’s. Certo, Dante è in procinto di sposarsi e scappare così dal New Jersey… ma non crederete mica che sarà così facile per lui!


Se con Clerks Kevin Smith decideva di raccontarci le vicende dei “suoi” vent’anni, dieci anni dopo arriva Clerks II a raccontarci l’esperienza dei suoi trenta. Le cose non sono poi così cambiate, a ben vedere: Dante e Randal sono sempre alle prese con un lavoro insoddisfacente che li classifica inevitabilmente come perdenti, il primo sta per sposarsi ma l’indecisione e l’incertezza sono, come sempre, gli unici punti fermi della sua vita (Randal invece non è cambiato di una virgola in dieci anni!), Jay e Silent Bob si sono disintossicati ma continuano la loro carriera di fancazzisti/spacciatori a tempo perso e il New Jersey è sempre popolato da personaggi al limite della demenza. Kevin Smith riprende così il racconto di formazione di Clerks da dove lo aveva lasciato, con i personaggi che, fondamentalmente, non hanno imparato nulla dalle esperienze pregresse, come spesso accade nella vita reale e come, probabilmente, è successo a lui. Quindi pone la domanda fatidica: ma esiste qualcosa in grado di smuoverci davvero, di costringerci a prendere il controllo delle nostre vite e metterci finalmente su un binario che possa portarci non dico al successo e alla felicità eterna, ma almeno alla soddisfazione? Beh, ovviamente non vi rovinerò il gusto di scoprirlo, ma sappiate che questo qualcosa esiste, almeno secondo Kevin Smith, ed è qualcosa di fondamentale e indispensabile, tanto quanto lo è una solida e sgangherata amicizia.

I'll fuck me.. I'll fuck me hard! XD
La recensione sta diventando però troppo seria e non rispetta lo spirito di Clerks II. Bando ai significati profondi, quindi, e parliamo di come questo sequel sia sicuramente meno cool e fondamentale del capostipite ma mille volte più esilarante e assurdo. Innanzitutto, inutile dirlo, dopo il successo ottenuto con i film precedenti Jay & Silent Bob hanno assunto il ruolo di spalle d’eccellenza e si profondono in numeri d’alta scuola come il dialogo sulla Bibbia, la “parodia” de Il silenzio degli innocenti o il geniale confronto finale in cui Jay accusa Bobbyno di essere praticamente un inutile muto. Nonostante queste loro performance, comunque, il duo non riesce a battere quella che, a mio avviso, è la coppia più geniale del film, ovvero la premiata ditta Randal/Elias: mettete insieme un cinico bastardo che odia tutto e tutti e un ragazzetto nerd senza nessuna esperienza di vita e farete così la conoscenza di Pillowpants, il famigerato “pussy troll”, oppure verrete a sapere qual è l’opinione di Kevin Smith sulla trilogia de Il signore degli anelli. A completare il quadro, aggiungo anche raffinati momenti dedicati all’”interspecies erotica” e un esilarante momento musical sulle note di ABC dei Jackson Five.

One ring to rule them all...!
A fronte di tutto questo, però, non saprei dirvi se ho preferito Clerks o Clerks II. Il primo è comunque pregno di un’atmosfera quasi vintage e di sicuro molto particolare, è in qualche modo più grezzo ma per questo anche più potente. Questo secondo capitolo si avvicina di più allo spirito moderno di Kevin Smith e probabilmente si fissa meno nella memoria dello spettatore, però è assolutamente divertente e a tratti incredibilmente commovente e coinvolgente, tanto che verrebbe quasi voglia di abbracciare Dante per tutti gli sbagli che rischia di fare ogni volta. Riflettendoci, però, Clerks II è anche troppo ottimista e facilone, soprattutto sul finale, come se ci fosse una sorta di deus ex machina in grado di cancellare tutti i problemi dei protagonisti regalando loro l’happy ending, mentre Clerks si concludeva con un bel “nulla di fatto” che lo rendeva molto più realistico. La mia preferenza andrebbe dunque alla pellicola del 1994, ciò non toglie che Clerks II è un film che consiglio spassionatamente.

Ci rivediamo a 40 anni, ragazzi! <3
Del regista Kevin Smith (che interpreta anche Silent Bob) ho già parlato qui, Jason Mewes (Jay), Brian O’Halloran (Dante), Jeff Anderson (Randal), Rosario Dawson (Becky), Ben Affleck (il cliente che si lamenta perché Dante ed Emma si baciano dietro il bancone) e il meraviglioso Jason Lee (Lance Dowds,  ruolo che era stato proposto a Matt Damon) li trovate ai rispettivi link.

Jennifer Schwalbach Smith interpreta Emma (e avrebbe interpretato Becky se Rosario Dawson avesse rifiutato la parte). Moglie di Kevin Smith sin dal 1999, ha partecipato ai film Jay & Silent Bob… fermate Hollywood!, Jersey Girl, Zack & Myri – Amore a… primo sesso e Red Estate. Anche produttrice e regista, ha 41 anni.


Kevin Weisman interpreta il fanatico degli Hobbit. Entrato di diritto nel mio personale olimpo di idoli per aver interpretato il meraviglioso Marshall della serie Alias, ha partecipato anche a film come The Rock, Fuori in 60 secondi e alle serie E.R. – Medici in prima linea, Roswell, Jarod il camaleonte, X – Files, Buffy l’ammazzavampiri, Streghe, Ghost Whisperer, CSI: NY, Numb3rs, CSI: Miami e CSI: Scena del crimine. Anche produttore, ha 42 anni e un film in uscita. 


Tra gli altri interpreti segnalo anche l’ormai storico Ethan Suplee nei panni del ragazzo che va a comprare la droga da Jay e Silent Bob, mentre la ragazzina che saluta Dante dalla finestra altri non è che Harley Quinn Smith, la figlia del regista. Nel cast avrebbe dovuto esserci anche Alec Baldwin nei panni del padre di Randal (e questa è davvero una scena che avrei voluto vedere!), mentre per il ruolo di Becky si era pensato anche a Bryce Dallas Howard e Liv Tyler. Se, dopo avere visto Clerks e Clerks II, volete continuare la vostra visita nel “ViewAskewniverse”, vi consiglio di vedere nell’ordine Generazione X, In cerca di Amy, Dogma e Jay & Silent Bob… Fermate Hollywood!, oppure l’effimera serie animata Clerks (solo 6 episodi!). ENJOY!


venerdì 8 gennaio 2010

Generazione X (1995)

Ennesimo post a distanza di poco! Non vi ci abituate, gente, è che nelle vacanze di Natale ho avuto tempo di vedere un po’ più film del solito, ora si torna ai vecchi ritmi. Comunque questo è il secondo frutto della “serata Kevin Smith” della settimana scorsa: Generazione X (Mallrats) del 1995. Uno dei miei film preferiti, il che la dice lunga sulle mie devianze mentali.


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La trama: Brodie e T.S. sono due amici, entrambi appena mollati dalle rispettive ragazze, il primo perché è un nerd bamboccione, il secondo perché odiato dal futuro suocero. La loro intenzione di affogare le disgrazie nel becero consumismo del centro commerciale, popolato da personaggi assurdi, si trasforma nell’ultimo tentativo di riconquistare le donzelle.


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Il titolo originale sta ad indicare i cosiddetti “topi da centro commerciale”, ovvero quel genere di persona che non va per comperare o far prosperare la struttura, ma va lì semplicemente a cazzeggiare e perdere tempo, arrivando in breve a sapere tutto di tutti. Il film ruota sulla non vita di questi personaggi, una manica di comari degli anni ’90, perditempo della peggior specie, smarriti in un vortice di pettegolezzi, dicerie, leggende metropolitane, citazioni fumettistiche e cinematografiche, spaventati dall’adolescenza che sta finendo per lasciare spazio ad un oscuro futuro, fatto di lavoro ingrato e relazioni insicure. Non c’è nulla più di quel che si vede e soprattutto si sente in Generazione X. E’ una commedia americana fondata sul nulla, su una storiellina pretestuosa che non è altro che un modo per stordire il pubblico con dialoghi fiume e situazioni al limite dell’assurdo, un po’ come comprare una semplicissima giacca solo per tutti gli orpelli che ci sono attaccati.


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E allora perché mi deve piacere un film simile? Beh, innanzitutto perché fa davvero ridere. Non è un film demenziale alla Hot Shots! né un’americanata per adolescenti infoiati come American Pie, è un genere a sé, però è esilarante. Ci vuole un po’ di pazienza a seguire i dialoghi, perché le gag sono tutte concentrate negli assurdi racconti e negli stratagemmi di Brodie (la storia del cugino e dei gatti che introduce il film è da antologia, così come il trucco della “stretta puzzona”), nei pettegolezzi dell’ex ragazza di T.S., nei botta e risposta tra i personaggi, senza ovviamente dimenticare la presenza dei geniali Jay e Silent Bob, impegnati nell’intento di smontare un palco per uno spettacolo che “non s’ha da fare”, il cameo di Stan “The Man” Lee, il tizio intento a cercare di vedere una nave tridimensionale, la medium con un terzo occhio assolutamente particolare, ecc. ecc. Descrivere ogni gag di questo film meriterebbe un libro, non un breve post in un blog: basta dire solo che Kevin Smith si sente assolutamente a suo agio nel dirigere la pellicola, si è divertito e si vede. Gli attori inoltre sono tutti in uno stato di grazia: Jason Lee, nei panni di Brodie, è superbo, Michael Rooker in quelli del folle padre di Brandi è semplicemente geniale.


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Innumerevoli le citazioni, da film e fumetti. I titoli di testa sono degli omaggi alle copertine di svariati comics, da Wolverine, a Gen13, ai Fantastici 4, a Hulk, modificate per indicare i determinati attori/personaggi del film. Il geniale dialogo tra Brodie e Stan Lee contiene ovviamente riferimenti all’universo Marvel, mentre Jay e Silent Bob si divertono a citare Il ritorno dello Jedi, Batman e gli immancabili X – Men. Jason Lee (di cui ho già parlato qui) ed Ethan Suplee, ovvero il tizio che fissa il quadro 3D, finiranno poi per fare coppia fissa nella bellissima serie My Name Is Earl.


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Di Kevin Smith e Ben Affleck, che interpreta il pervertito proprietario di Moda Maschio, ho già parlato qui. Di Michael Rooker invece potete leggere qui.


Shannen Doherty interpreta Rene. Famosa per essere stata la Brenda di Beverly Hills 90210 e per il suo carattere bizzoso e insopportabile, l’attrice americana ha partecipato soprattutto per la TV in serie come La casa nella prateria, Magnum P.I., 21 Jump Street, Streghe (sostituita poi da Rose McGowen) e 90210, ovvero il sequel di Beverly Hills. Ha inoltre dato la voce per il film Brisby e il segreto di Nihm. Ha 38 anni e due film in uscita.


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Claire Forlani interpreta Brandi, la fidanzata di T.S. L’attrice inglese ha cominciato a lavorare molto giovane, e ha partecipato a film come Scuola di polizia – Missione a Mosca, The Rock, Basquiat e Vi presento Joe Black. Per la TV ha girato un episodio di Incubi e deliri e CSI N.Y. Ha 38 anni e cinque film in uscita.


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Jeremy London interpreta T.S. L’attore americano ha partecipato a film come Babysitter… un thriller e per la TV lo si può trovare in telefilm come Party of Five, Oltre i limiti e Settimo cielo. Ha 38 anni e dieci film in uscita.


what-are-they-up-to-jeremy-londonE ora vi lascio con una delle scene più esilaranti del film... il pestaggio del coniglietto pasquale!!! ENJOY!




domenica 3 gennaio 2010

Dogma (1999)

Esistono film che, una volta usciti, fanno giustamente discutere e, meno giustamente, vengono condannati dalla morale comune o da quella cristiana a prescindere, e alla fine censurati o comunque vietati. Dopo averlo visto per ben due volte, mi chiedo cosa possa aver spinto, all'epoca, l'opinione pubblica a demolire ed additare come sovversivo o blasfemo un film come Dogma (1999) di Kevin Smith, che è poco più di un simpatico e fumettistico divertissement.


La trama: Bethany, che lavora in un consultorio femminile, viene avvicinata dal Metatron, la voce di Dio, che cerca di convincerla ad impedire che due Angeli caduti, Loki e Barthleby, riescano a passare per la porta d'ingresso di una chiesa del New Jersey ed ottenere così l'indulgenza plenaria, ripulendosi dai loro peccati sfruttando il Dogma della Chiesa. Ad aiutarla contro un paio di demoni che vorrebbero aiutare i due ci sono Jay, Silent Bob, una delle Muse e il tredicesimo apostolo, Rufus.


Ora, rileggete la trama, già abbastanza complicata. Aggiungeteci demoni fatti letteralmente di merda, una discendenza di Gesù Cristo, cartoni animati assunti a nuovi vitelli d'oro, angeli ubriachi e fatti di marijuana, un Dio donna, un apostolo nero, un Cristo Compagnone simbolo del movimento Cattolicesimo Wow! e una musa spogliarellista, insieme a mille altre cose altrettanto "blasfeme" e vi sarete fatti un'idea del perché questo film non possa essere additato come peccaminoso, rivoluzionario o pericoloso per la Chiesa. Sono invenzioni volutamente estreme e goliardiche, nate dalla mente di un regista cresciuto leggendo fumetti, fumetti e ancora fumetti. Assolutamente nulla di quello che viene mostrato sullo schermo viene preso sul serio da Kevin Smith, che comincia il film con un'avvertenza in tal senso. Nessuna intenzione di offendere i credenti perché in fondo "Dio ha il senso dell'umorismo. Ha creato un animale stupido come l'Ornitorinco. E non si offendano gli estimatori dell'Ornitorinco, scherzavamo. Non è affatto stupido". Insomma, il furbone immaginava già come avrebbero reagito bigotti e puritani. E ci ha marciato sopra, infischiandosene, a ragione.


Il risultato non è uno dei migliori film di un regista che personalmente adoro. Alcune scene sono esilaranti, soprattutto quelle dove compaiono Jay e Silent Bob, non a caso infilati nel film in modo assolutamente pretestuoso e additati come "Profeti", ma anche l'interazione tra Dio e il Metatron, o i battibecchi tra i due angeli caduti sono geniali, così come l'invenzione del Cristo Compagnone, vera icona cult dell'intero film. Però il tutto è decisamente troppo prolisso, con personaggi che si perdono in lunghissime spiegazioni sui retroscena della vita in paradiso, sul passato di Gesù, sul futuro della povera Bethany che, come personaggio, è assolutamente privo di carisma: spende tre quarti buoni della pellicola senza capire nulla, con una faccetta che esprime un "E quindi...?" perennemente stampato in testa, e nell'altro quarto rimprovera i vari protagonisti. Anche la regia, di per sé, non è troppo soddisfacente. Alterna immagini squallide e al limite del dilettantesco, come gli attacchi dei tre demonietti con i rollerblades, decisamente imbarazzanti, a momenti epici come la scena della strage davanti alla Chiesa, e anche gli effetti speciali non sono dei migliori, basta solo pensare a come vengono rese le pudenda degli angeli, anche se il Golgotiano di merda è piuttosto bellino nel suo essere disgustoso.


Tornando poi al messaggio "blasfemo", in realtà gratta gratta questo film è assolutamente ottimista e molto religioso, nel senso più giusto del termine. Non rinnega la presenza di Dio né addita le persone che credono in lui (o lei?). Quello che traspare è una critica feroce contro la strumentalizzazione che viene fatta della Fede proprio da parte di coloro che dovrebbero renderla non più attuale o moderna ma più vera e spirituale, sviluppandone i concetti, le idee, i messaggi di speranza, e non le regole, i divieti, le imposizioni, assurdi da rispettare e a volte anche banali nella loro stupidità. Se lo spettatore è in grado di superare le baracconate e le battute, troverà che il senso del film è molto semplice, ingenuo e "sano": ognuno creda al Dio che vuole, e rispetti chi non la pensa come lui. Porti avanti le sue idee, confrontandosi con gli altri, senza chiudersi in quella che rischia di diventare una prigione di preconcetti. Un messaggio molto "natalizio", se vogliamo. Per un film che consiglio comunque, da vedere con occhio disincantato, perdonando qualche imperfezione.


Di Alan Rickman, che interpreta il geniale Metatron, ho già parlato qui. Tra gli interpreti figura anche la cantante Alanis Morissette, ma non vi dico in che ruolo, per non rovinare la sorpresa se non avete mai sentito parlare del film.

Kevin Smith è il regista della pellicola nonché interprete del geniale Silent Bob. Figlio della "cultura" grunge e baraccona del New Jersey anni '90, attore, scrittore, disegnatore di fumetti e comico, se volete apprezzarlo come regista guardate Clerks (e il suo seguito), Generazione X, In cerca di Amy, Jay & Silent Bob Strike Back. Ha 39 anni e tre film in uscita.


Jason Lee interpreta il demone Azrael. Ora lo conoscono tutti grazie al geniale telefilm My Name Is Earl, ma all'epoca lo conoscevamo davvero in pochi estimatori questo meraviglioso genio californiano. Potete ammirarlo (ho un debole per lui, e si vede) nel suo massimo splendore sicuramente in Generazione X, poi anche in In cerca di Amy, Nemico pubblico, nel particolarissimo Mumford, Heartbraker - Vizio di famiglia, Jay & Silent Bob Strike Back, Vanilla Sky, L'acchiappasogni, Clerks 2 e Alvin Superstar (con lo Squeakquel in arrivo XD), inoltre ha dato la voce ad un personaggio de Gli Incredibili. Ha 39 anni e cinque film in uscita.


Matt Damon interpreta Loki. A mio avviso attore molto sopravvalutato, nonostante abbia vinto l'oscar come sceneggiatore per il film Will Hunting, in questo film è però abbastanza piacevole e simpatico. Tra le sue pellicole ricordo L'uomo dei sogni, In cerca di Amy, L'uomo della pioggia, Will Hunting - Genio ribelle, Salvate il soldato Ryan, Il talento di Mr. Ripley, Ocean's Eleven (e seguiti), The Bourne Identity (e seguiti), I fratelli Grimm e l'incantevole strega, il mattonazzo Syriana e ha doppiato la versione inglese di Ponyo sulla scogliera. Ha partecipato anche ad un episodio di Will & Grace. Ha 39 anni e sei film in uscita, tra cui la nuova pellicola di Clint Eastwood, Invictus.

  
Ben Affleck interpreta Barthleby. Di coppia fissa con Matt Damon, perennemente sulle cronache rosa per questo o quell'altro flirt con le divette del momento, ecco un altro vincitore di Oscar (ha diviso quello per la sceneggiatura di Will Hunting con l'amico di sempre) ed un altro attore che per me non vale una cicca. Tra i suoi film ricordo L'uomo dei sogni, Buffy l'ammazzavampiri, Generazione X, In cerca di Amy, Will hunting, Armageddon, Shakespeare in Love, Jay & Silent Bob Strike Back, Daredevil, Clerks 2 e ha dato la voce inoltre a Giuseppe in Giuseppe il re dei sogni. Ha 38 anni e due film in uscita.


Chris Rock interpreta Rufus. Comico americano tra i peggiori, a mio avviso, lo ricordo per film come Beverly Hills Cop II, Mai dire ninja, Arma letale 4, A.I. Intelligenza artificiale, Jay & Silent Bob Strike Back,  e ha doppiato alcuni personaggi in Dr. Dolittle, Osmosis Jones, Madagascar (e seguito), Bee Movie. Ha inoltre partecipato ad episodi di Miami Vice e Willy il principe di Bel Air. Ha 45 anni e due film in uscita.


Linda Fiorentino interpreta Bethany. Attrice americana attiva fin dagli anni '80 la ricordo per il folle Fuori orario e per Men in Black. Ha 52 anni.


Salma Hayek interpreta la musa Serendipity. Ormai ho perso il conto di quante volte ho visto l'attrice messicana ballare attaccata ad un palo nei panni di spogliarellista, a cominciare dalla splendida interpretazione di Satanico Pandemonium in Dal tramonto all'alba o nel piccolo cameo televisivo per Four Rooms. Tra gli altri suoi film ricordo Desperado, Studio 54, Traffic, C'era una volta in Messico, inoltre ha partecipato a molti episodi di Ugly Betty. Ha 44 anni e tre film in uscita tra cui Le Cirque du Freak!


Immagino qualcuno voglia sapere anche dove trovare il buon Jason Mewes, alias Jay. In ogni film di Kevin Smith, praticamente. Inutile ripetersi. Vi lascio ora con la scena cult del film... il BUDDY CHRIST! ENJOY!!

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