mercoledì 19 luglio 2023
Insidious - La porta rossa (2023)
venerdì 7 luglio 2023
Insidious: L'ultima chiave (2018)
Ce l'ho fatta! Grazie a una serie di miracolosi squarci di tempo libero ho concluso il recupero degli Insidious con Insidious: L'ultima chiave (Insidious: The Last Key), diretto nel 2018 dal regista Adam Robitel.
Trama: Elise riceve una telefonata che la costringe a tornare nella casa dov'è cresciuta e a rivangare terribili ricordi d'infanzia...
Con Insidious: L'ultima chiave si conclude, almeno fino all'uscita al cinema di Insidious: La porta rossa, la mia avventura con la saga creata da Wan e Whannell nel 2010. Giusto in tempo per evitare la noia, anche se questo quarto capitolo è stato il più fiacco, almeno per me. La prima parte, in realtà, è una delle più interessanti: la sceneggiatura fa un ulteriore passo indietro e ci mostra come viveva Elise da bambina, già fiaccata dal suo "dono" di sensitiva al punto da trovarsi in un costante stato di terrore, alimentato non solo dalla vicinanza con una prigione dotata di braccio della morte ma anche dalla presenza di un padre padrone deciso a liberare Elise dalle sue doti a son di vergate e violenze. La protagonista, assieme agli ormai inseparabili Specs e Tucker, viene richiamata dall'attuale proprietario nella casa da cui era fuggita da bambina, tuttora teatro di terrificanti fenomeni paranormali, e da lì la vicenda si dipana intrecciando presente e passato, famiglie naturali e nuclei costruiti nel tempo, vecchi e nuovi nemici. Dopo un inizio scoppiettante (e nonostante un paio di plot twist abbastanza sconvolgenti ma gettati in pasto al pubblico come se fossero delle note a margine) il film si ammoscia su sentieri già ampiamente battuti, tentando di ampliare ulteriormente la mitologia di Insidious attraverso uno stillicidio di rimandi che prova disperatamente a mantenere desta l'attenzione dello spettatore, il quale però ha già ottenuto tutte le informazioni necessarie nei primi due capitoli. Lo stesso tentativo di approfondire maggiormente il passato di Elise si rivela un'arma difficile da gestire, in quanto i suoi familiari, soprattutto nel presente, sono abbozzati in maniera talmente superficiale che anche la sua eventuale erede rimane davvero poco impressa.
Poca gioia anche dal reparto mostri. Il cosiddetto "Facciadichiave", incarnato dal solito Javier Botet, è affascinante sulla carta ma ben poco interessante non solo a livello visivo ma anche concettuale: questo mostro possiede dieci chiavi (una per ogni dito) e ne usa solo un paio, mentre invece sarebbe stata una mossa furba renderlo il fulcro di tutta la saga, soprattutto vista la volontà di sfruttare il potere di Elise per "aprire tutte le porte", ma, di fatto, si limita a collezionare vittime e farsi sconfiggere nel modo più moscio possibile. Soprattutto, quello che ho pensato guardando Insidious: L'ultima chiave è che i vari aspetti che solitamente compongono un film qui non si siano amalgamati bene. La recitazione di Lin Shaye, per esempio, è validissima e lei è carismatica come sempre, ma Specs e Tucker sono un comic relief al limite del cringe (la love story inserita a un certo punto, poi, sembra tirata via di peso da un altro film); la regia di Robitel non è male ma la fotografia è abbastanza squallida e il montaggio è poco dinamico, il che concorre a rendere il film soporifero; c'è un solo jump scare davvero inaspettato e furbo, nel momento in cui Elise entra nel tunnel, il resto dei momenti spaventosi funziona male e mi ha portata a rimpiangere la paraculaggine di Whannell, che invece infilava una scorrettezza ogni cinque secondi. In definitiva, il cerchio si è chiuso, imitando alla perfezione l'andamento della saga: ho cominciato annoiandomi col primo capitolo, ho finito annoiandomi con quello che, fino al 2018, doveva essere l'ultimo, così come tutto inizia e finisce in casa Lambert. Adesso esce il quinto, chissà cosa avrà tirato fuori dal cilindro Whannell e, soprattutto, come se la caverà Patrick Wilson dietro la macchina da presa!
Del regista Adam Robitel ho già parlato QUI. Lin Shaye (Elise Rainier), Leigh Whannell (anche sceneggiatore, interpreta Specs), Angus Sampson (Tucker), Spencer Locke (Melissa Rainier), Josh Stewart (Gerald Rainier), Bruce Davison ( Christian Rainier), Javier Botet (Keyface), Ty Simpkins (Dalton Lambert), Rose Byrne (Renai Lambert), Patrick Wilson (Josh Lambert), Stefanie Scott (Quinn Brenner) e Barbara Hershey (Lorraine Lambert) li trovate ai rispettivi link.
Credo che Insidious: L'ultima chiave possa essere visto come film a se stante ma ovviamente, per completezza, il mio consiglio è quello di recuperare Insidious, Oltre i confini del male - Insidious 2 e Insidious 3 - L'inizio (sono tutti su Netflix tranne il primo, che si trova a noleggio su qualsiasi piattaforma). ENJOY!
giovedì 6 luglio 2023
Insidious 3 - L'inizio (2015)
lunedì 3 luglio 2023
Oltre i confini del male - Insidious 2 (2013)
Siccome tra qualche giorno uscirà l'ultimo capitolo della saga, ho deciso di recuperare tutti i film della serie Insidious partendo da Oltre i confini del male - Insidious 2 (Insidious: Chapter 2), diretto e co-sceneggiato nel 2013 dal regista James Wan.
Trama: nonostante la decisione di trasferirsi a casa della nonna paterna, i guai dei Lambert con gli spettri che perseguitano Josh e Dalton non sono ancora finiti...
Avevo visto il primo Insidious ormai 10 anni fa, proprio in occasione dell'uscita del secondo capitolo, e mi aveva impressionata talmente poco che non ero neppure andata al cinema per proseguire con la saga. Parlando con i miei compagni di visioni horror si è accennato all'uscita dell'ultimo episodio, Insidious - La porta rossa, e ho scoperto che praticamente nessuno di noi ha mai guardato la serie completa, quindi mi sono detta "Perché non provare?". Per motivi di tempo, ho lasciato perdere il primo Insidious, rinfrescandomi la memoria su Wikipedia, e ho ricominciato con Oltre i confini del male - Insidious 2, trovandolo una visione inaspettatamente gradevole. La solfa, di base, non cambia: ci sono sempre i Lambert, ci sono sempre i fantasmi dell'Altrove che cercano di ucciderli/possederli, c'è sempre qualcuno che cerca di aiutare questi poveri cristi a sopravvivere, c'è sempre il momento in cui qualcuno si farà una bella passeggiata nelle nebbie dell'Altrove. L'unica variazione, tra l'altro quella che ha fatto storcere il naso a fior di appassionati, è la volontà Wanina di fare di Insidious 2 un sequel ma anche un prequel, atto a spiegare ogni aspetto del suo predecessore, il che si traduce in una sceneggiatura fatta di continui salti temporali con incroci arzigogolati e parecchie sequenze riprese sì da Insidious MA da altre angolazioni. Chiamatemi ingenua e boccalona (in realtà sono solo appassionata di storie à la Rashomon, passatemi il paragone improprio, dove lo stesso argomento viene riproposto da più punti di vista), a me questi mezzucci piacciono sempre e contribuiscono ad un maggiore coinvolgimento rispetto a ciò che vedo sullo schermo, non a caso Insidious mi aveva fatta addormentare, questo invece no. Inoltre ho apprezzato la maggiore presenza della "vecchia" che perseguitava Josh nel primo film e l'esplorazione del background di questo inquietante personaggio.
Per il resto, la mano di Wan si sente, e tutto sta ad amare o odiare il regista e il suo approccio gotico a storie di fantasmi che più classiche non si può. La casa di nonna Lambert, così accogliente alla prima inquadratura, diventa in tempo zero un susseguirsi di stanze e corridoi inospitali dove i personaggi possono esplorare liberamente e dove si cela la qualsiasi, tanto che anche i giochi più innocenti diventano veicoli di orrore ed inquietudine, mentre le sequenze si alternano tra carrellate cinematografiche e immagini in presa diretta, affidate come sempre alle mani di Specs e Tucker. A proposito dei due personaggi, la mancanza del carisma di Lin Shaye si sarebbe avvertita troppo, quindi gli sceneggiatori hanno cercato un modo per inserire nuovamente Elise nel film dopo gli eventi del precedente e la decisione di affiancarle un altro, particolare sensitivo armato di dadi, è stata a mio avviso molto azzeccata. Interessante anche l'idea di complicare un po' le cose per il personaggio di Josh: nulla che non si sia visto in altri trecento horror, ma almeno Patrick Wilson regala momenti di genuina inquietudine e la sua interpretazione è una delle cose migliori di Insidious 2. Ero convinta che mi sarei di nuovo fermata nel recupero, invece credo proprio che continuerò con Insidious 3 - L'inizio, chissà che non mi appassioni e arrivi a rivalutare tutto il cucuzzaro. Per ora, continuo a preferire un'altra creatura di Wan, la serie dei The Conjuring!
Del regista e co-sceneggiatore James Wan ho già parlato QUI. Patrick Wilson (Josh Lambert), Rose Byrne (Renai Lambert), Barbara Hershey (Lorraine Lambert), Lin Shaye (Elise Rainer), Ty Simpkins (Dalton Lambert), Leigh Whannell (anche co-sceneggiatore, interpreta Specs), Angus Sampson (Tucker), Jocelin Donahue (Lorraine da giovane) e Jenna Ortega (Annie) li trovate ai rispettivi link.
Steve Coulter interpreta Carl. Americano ha partecipato a film come Hunger Games, L'evocazione - The Conjuring, Anchorman 2 - Fotti la notizia, Insidious 3 - L'inizio, The Conjuring - Il caso Enfield, Barry Seal - Una storia americana, First Man - Il primo uomo, Annabelle 3, The Hunt, The Conjuring - Per ordine del diavolo, Un fantasma in casa e a serie quali L'ispettore Tibbs, Dawson's Creek, Prison Break, The Walking Dead, The Purge e She-Hulk: Attorney at Law. Anche sceneggiatore, regista e produttore, ha 63 anni e due film in uscita.
venerdì 18 ottobre 2013
Insidious (2010)
Trama: la famiglia Lambert si trasferisce in una casa nuova ma qualcosa va storto. Dalton, il figlio maggiore, cade in un coma profondo e, contemporaneamente, i Lambert cominciano a venire perseguitati da strane presenze…
Finalmente ho capito perché buona parte delle persone che hanno guardato prima Insidious e poi L’evocazione non sono rimasti tanto estasiati dall’ultima pellicola di Wan: gira che ti rigira, è sempre la stessa broda. L’evocazione aveva dalla sua una regia più innovativa (per quanto classica), un’aria pregevolmente vintage e una sceneggiatura più lineare e coerente mentre Insidious mi è sembrato un po’ più noioso, raffazzonato, a tratti ridicolo e terribilmente debitore di Poltergeist – Demoniache presenze, con l’aggravante di avere solo un paio di personaggi interessanti (nella fattispecie la medium interpretata da Lin Shaye e la madre del protagonista) e degli spiriti che sì, sfruttando l’effetto sorpresa fanno paura ma, nel complesso, sembrano quasi finti, tanto che il demone più pericoloso mi è parso praticamente identico a Darth Maul. Probabilmente, se avessi però visto prima Insidious e poi L’evocazione avrei detto le stesse cose dell’ultima fatica di Wan, chissà. E meno male che Leigh Wannell ha scritto la sceneggiatura con davanti un elenco di cliché horror da evitare, sennò chissà cosa usciva.
A dire il vero, ciò che proprio non mi ha convinta di Insidious è, paradossalmente, proprio quello che dovrebbe differenziarlo da altri horror simili, ovvero la presenza non già di una casa infestata, bensì di un ragazzino infestato (e mi fermo qui per non rovinare la sorpresa a chi non ha ancora visto la pellicola); non perché l’idea sia balzana, anzi, di per sé è piuttosto interessante, ma per il mezzuccio utilizzato all’inizio per sviare lo spettatore che, col senno di poi, risulta inutile e gratuito. Il resto del film, poi, tolto il particolare pre-finale girato in un ambiente oscuro e nebbioso, è un Paranormal Activity senza soggettive né telecamere semoventi, con porte che si aprono da sole, allarmi che scattano, ombre che si muovono e personaggi fondamentalmente deficienti, il marito in primis. Ecco, forse è anche questo che mi ha privata di entusiasmo: i personaggi sono freddi, stereotipati ed inutili (all’inizio i Lambert sono tormentati da figli a dir poco camurriosi, ma gli sceneggiatori fanno presto a farli sparire dalla circolazione), ben lontani da quell’ensemble di protagonisti gradevoli e cazzuti che la facevano da padrone in L’evocazione. Insomma, niente di nuovo sotto il sole e adesso, nonostante il finale aperto, mi è anche passata la voglia di guardare Oltre i confini del male – Insidious 2…
Del regista James Wan ho già parlato qui. Patrick Wilson (Josh Lambert), Rose Byrne (Renai Lambert), Leigh Whannell (sceneggiatore del film e interprete di Specs), Barbara Hershey (Lorraine Lambert) e Lin Shaye (Elise Rainier) li trovate invece ai rispettivi link.
Angus Sampson interpreta Tucker. Guardatelo. No, dico, guardatelo bene. Nel 2007 è stato inserito dalla rivista Who Weekly Magazine nell'elenco delle 27 persone più sexy del mondo. C'è speranza per tutti. Detto questo, l'attore australiano ha partecipato a film come Al calare delle tenebre, Nel paese delle creature selvagge e ovviamente Oltre i confini del male - Insidious 2. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 35 anni e tre film in uscita tra cui Mad Max: Fury Road.
Il piccolo Ty Simpkins, che interpreta Dalton, oltre a tornare ovviamente in Oltre i confini del male - Insidious 2, ha fatto anche da spalla a Robert Downey Jr. in Iron Man 3. Pare che il pluricitato seguito di Insidious abbia esordito col botto negli USA, frantumando parecchi record d'incasso; i produttori che ci vedono lungo, dunque, hanno già commissionato un Insidious 3, che sarà sempre scritto da Leigh Whannell ma diretto da un altro regista perché Wan ha dichiarato di voler abbandonare l'horror per un po'. Per me, potevano anche evitare di creare l'ennesima, inconcludente saga horror, ma se a voi Insidious è piaciuto godetevi pure tutti i suoi seguiti e recuperate Poltergeist - Demoniache presenze, The Innkeepers e L'evocazione. ENJOY!
























