La fine dell'anno si sta avvicinando e come al solito questo periodo è un florilegio di titoli interessanti. Tra di loro rientra di diritto The Final Girls, diretto dal regista Todd Strauss-Schulson e sicuro candidato per la Top 5 horror del 2015!!!!
Trama: durante una maratona horror, Max si ritrova con gli amici all'interno del film che stavano guardando, uno slasher la cui protagonista è proprio la madre della ragazza, che dovranno difendere da un terribile serial killer...
Ormai viviamo in tempi in cui dell'horror è stato detto quasi tutto e in cui tematiche, cliché, stilemi e canovacci sono ormai talmente consolidati che è difficile per lo spettatore scafato sorprendersi. Eventuali registi o sceneggiatori che desiderano cimentarsi col genere senza dover per forza girare dei remake si trovano davanti un paio di strade percorribili, a seconda della loro onestà, bravura ed intelligenza: c'è chi decide di prendere la via facile del "pochi soldi, tanta pubblicità, miliardi di sequel", chi decide di realizzare l'horror autoriale ed intelligente che parla più alla mente che agli occhi, chi prova a contaminare i generi e chi ad omaggiare le pellicole cult del passato. Quest'ultima tendenza si è affermata parecchio negli ultimi tempi ma, anche lì, ci sono da fare alcune distinzioni. Lost After Dark, per esempio, replica esattamente le atmosfere di uno slasher anni '80 e lo imita sia nello stile che nella trama mentre, andando un po' più indietro nel tempo, c'è stato Quella casa nel bosco, che metteva alla berlina i cliché del genere sfruttando le tipiche domande che sorgono spontanee davanti a un horror e, ancora prima, era arrivato Scream a giocare con "le regole per sopravvivere in uno slasher". The Final Girls si avvicina di più a queste ultime due pellicole e trascina letteralmente i protagonisti all'interno di un horror esageratamente anni '70 fin dal titolo, Camp Bloodbath, che è praticamente la versione "poveraccia" di Venerdì 13. Max e i suoi amici si ritrovano ad essere parte di una pellicola che praticamente conoscono a memoria e devono cercare di sopravvivere ed uccidere il killer prima dei titoli di coda, accertandosi allo stesso tempo che i personaggi stereotipati del film non attirino il sanguinario Billy facendo tutte quelle cose stupide che tanto ci fanno trasecolare quando guardiamo un horror. Partendo da questo spunto originale, regista e sceneggiatori riescono a realizzare un vero gioiellino, nonché una dichiarazione di puro amore verso lo slasher che tuttavia non rimane mai fine a sé stessa; The Final Girls è un film con tanto, tantissimo sentimento, popolato da personaggi tridimensionali ai quali è impossibile non affezionarsi, esseri umanissimi che vivono, soffrono, crescono e cercano di scendere a patti con un dolore insormontabile (alla fine si piange moltissimo, io vi avviso).
Fulcro di The Final Girls è lo splendido rapporto tra la giovane Max e sua madre Amanda, attrice che ha avuto il suo momento di gloria proprio con Camp Bloodbath ed è rimasta legata al ruolo di Nancy, letteralmente "la bionda svampitella ma gentile che perde la verginità e viene uccisa dal killer dopo mezz'oretta di film". Sfruttando questo legame tra le due, gli sceneggiatori non sviluppano solo la personalità della protagonista ma scavano anche nel personaggio "di finzione" monodimensionale, portando a galla la vera personalità della bionda Nancy, le sue insicurezze e la successiva, dolorosa consapevolezza di essere stata creata solo per essere un personaggio di contorno, un'inutile esemplare di carne da macello tipico dell'horror. Certo, ai suoi compagni non viene concesso lo stesso trattamento, ché scemi erano e scemi rimarranno fino alla fine, tuttavia la delicatezza con la quale gli sceneggiatori hanno creato questa "nicchia" drammatica all'interno di una pellicola fondamentalmente divertente e sanguinosa dà l'idea di come The Final Girls sia un prodotto di rara intelligenza all'interno di un panorama horror sempre più piatto e banale. La cura immessa nella realizzazione del progetto balza comunque all'occhio fin dalla scelta degli attori, tutti incredibilmente bravi (e lo dice una che non va matta né per Taissa Farmiga né, soprattutto, per Malin Akerman), dall'utilizzo di una colonna sonora bellissima (non ascolterete più Bette Davis Eyes con lo stesso stato d'animo, ve lo garantisco) e dalle scelte di regia e montaggio che rendono The Final Girls una vera chicca: la scena iniziale di Camp Bloodbath ripetuta in loop è geniale ma mai quanto l'originale utilizzo del flashback e inoltre l'epico pre-finale, con quel cielo palesemente finto su cui poi scorrono i titoli di coda, potrebbe davvero essere una delle sequenze da ricordare in questo 2015. Ci sarebbero un sacco di altre cose da dire su The Final Girls ma rischierei di incappare in sgradevoli spoiler quando invece il film di Todd Strauss-Schulson è da gustare dall'inizio alla fine, rimanendo ipnotizzati davanti allo schermo come è successo a me. Guardatelo, perché qui siamo davvero in presenza dell'horror dell'anno!
Di Taissa Farmiga (Max Cartwright), Malin Akerman (Nancy/Amanda Cartwright) e Alexander Ludwig (Chris Briggs) ho già parlato ai rispettivi link.
Todd Strauss-Schulson è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Harold e Kumar, un Natale da ricordare. Anche sceneggiatore, produttore, attore e tecnico degli effetti speciali, ha 35 anni.
Nina Dobrev (vero nome Nikolina Constantinova Dobreva) interpreta Vicki Summers. Bulgara, ha partecipato a film come Noi siamo infinito e soprattutto alla serie The Vampire Diaries; come doppiatrice, ha inoltre lavorato per serie come I Griffin e Robot Chicken. Ha 26 anni e un film in uscita.
Angela Trimbur, che interpreta la disnibita Tina, aveva già partecipato a uno slasher, ovvero all'Halloween II di Rob Zombie. Detto questo, se The Final Girls vi fosse piaciuto recuperate Quella casa nel bosco e Lost After Dark. ENJOY!
Visualizzazione post con etichetta alexander ludwig. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alexander ludwig. Mostra tutti i post
domenica 1 novembre 2015
venerdì 23 ottobre 2015
Final Girl (2015)
Nonostante fosse stato caCCato da più parti, o forse proprio per questo, ho deciso di impelagarmi nella visione di Final Girl, diretto dal regista Tyler Shields. Segue breve post con un po' di SPOILER.
Trama: la giovane e bionda Veronica si ritrova sola in un bosco con quattro ragazzi che vogliono cacciarla e ucciderla. Ma le cose non sono quelle che sembrano...
Cosa diamine ho visto? Questa è la domanda che mi turbinava nella mente durante i pretenziosi e fuorvianti titoli di coda di Final Girl, titolo che non vi sto a spiegare perché l'hanno già fatto tutti i blog che si sono sbattuti a recensire questo filmucolo. In soldoni, trattasi di thriller-horror con un bassissimo bodycount, zero splatter e pochissimo coinvolgimento emotivo, una sorta di wannabe Nikita dove la protagonista viene cresciuta come una killer da un Wes Bentley stranamente mollo e svogliato che si limita a farle da papà ed istruttore mentre lei, poverella, ne è innamorata persa. La pellicola, che come idea base, per quanto già stravista, non sarebbe neppure male, parte svantaggiata proprio in virtù dei presupposti di questa trama: pretendere che lo spettatore si beva l'esistenza di una killer paffutella e tenerosa come Abigail Breslin (non sexy né tantomeno minacciosa, ahilei) è già ai limiti del surreale ma se la cosa finisse qui ci si potrebbe ancora passare sopra. Il problema è che davanti alle immagini patinate e forzatamente "oniriche" del fotografo riciclatosi regista Tyler Shields non si prova assolutamente nulla, se non un vago senso di tedio. Non c'è modo di parteggiare per la protagonista, vuota e morbidosa macchinetta per uccidere che si pone qualche domanda ma in generale segue i voleri di Bentley senza troppe remore e, ancor peggio, gli sceneggiatori non danno modo allo spettatore di empatizzare con quest'ultimo a causa di caratteristiche psicologiche appena abbozzate e zeppe di cliché. Certo, è vero che la trama prevede l'uccisione di un branco di ragazzotti viziati che amano passare il tempo trucidando ragazze indifese ma, siamo seri: se è vero che le ragazze in questione accettano di andare nel bosco con quattro sconosciuti vestiti come Il Volo meritano di fare la peggiore delle fini. E poi, parliamo un attimo di come vengono uccisi i quattro dementi.
Abigail Breslin, come si vede nei flashback, viene addestrata da Bentley ad essere una killer fredda e spietata, mi sarei quindi aspettata come minimo un bagno di sangue. Invece la furba Abigail preferisce drogare le sue vittime e farle scontrare con delle "visioni" prima di subentrare e ucciderli nei modi più noiosi e perplimenti che vi possano venire in mente. Il primo, tanto quanto, si becca un'accetta nel petto, un altro potrebbe venire ammazzato a colpi di mazza da baseball (l'arma d'ordinanza del ragazzo, ottimo contrappasso) ma Abigail si dimentica di averla in mano e ricorre ad una pietra, il terzo viene semplicemente strangolato nonostante la protagonista abbia palesemente la forza di un bradipo morto. Non vi dico la fine dell'ultimo, ridicolo lui e ridicolo il metodo scelto per farlo fuori. E tuttavia, se Final Girl fosse stato immerso in un'atmosfera malata e disagevole forse avrebbe anche potuto essere divertente. Purtroppo Tyler Shields ha voluto fare il fighètto e allo spettatore è stata propinata l'ennesima, patinata storia di noia alto-borghese, con i ragazzotti che si comportano come dei lord inglesi a caccia di volpi e dove tutti sono conciati manco dovessero andare al ballo di fine anno o alla notte degli Oscar. Quando dico che i quattro killer sembrano Il Volo, non lo dico tanto per: questi per uscire di casa la sera, in una cittadina talmente morta che al confronto Desperation è Las Vegas, indossano tuxedo e farfallino, mentre le ragazze hanno tutte degli abiti da prom anche solo per andare a bersi il frappé nel tipico, squallido diner americano. Come scelta stilistica non poteva davvero essere peggiore ma d'altronde l'intero film è una bufala ammorbante quindi il regista avrà pensato "perché no?". Voi non fate come me e come lui, state alla larga da questa monnezza profumata di Chanel.
Di Abigail Breslin (Veronica) e Wes Bentley (William) ho già parlato ai rispettivi link.
Tyler Shields è il regista della pellicola. Americano, conosciuto soprattutto come fotografo, è al suo primo lungometraggio. Anche attore e sceneggiatore, ha 33 anni e un film in uscita.
Cameron Bright (vero nome Cameron Douglas Crigger) interpreta Shane. Canadese, ha partecipato a film come The Butterfly Effect, Godsend, Birth - Io sono Sean, X-Men - Conflitto finale, Juno, Twilight (dal secondo film in poi) e a serie come Dark Angel e The 4400. Ha 22 anni.
Alexander Ludwig interpreta Jameson. Canadese, ha partecipato a film come Hunger Games, Un weekend da bamboccioni 2 e a serie come Vikings. Ha 23 anni.
Se Final Girl vi fosse piaciuto recuperate la serie Scream, You're Next e Kristy. ENJOY!
Trama: la giovane e bionda Veronica si ritrova sola in un bosco con quattro ragazzi che vogliono cacciarla e ucciderla. Ma le cose non sono quelle che sembrano...
Cosa diamine ho visto? Questa è la domanda che mi turbinava nella mente durante i pretenziosi e fuorvianti titoli di coda di Final Girl, titolo che non vi sto a spiegare perché l'hanno già fatto tutti i blog che si sono sbattuti a recensire questo filmucolo. In soldoni, trattasi di thriller-horror con un bassissimo bodycount, zero splatter e pochissimo coinvolgimento emotivo, una sorta di wannabe Nikita dove la protagonista viene cresciuta come una killer da un Wes Bentley stranamente mollo e svogliato che si limita a farle da papà ed istruttore mentre lei, poverella, ne è innamorata persa. La pellicola, che come idea base, per quanto già stravista, non sarebbe neppure male, parte svantaggiata proprio in virtù dei presupposti di questa trama: pretendere che lo spettatore si beva l'esistenza di una killer paffutella e tenerosa come Abigail Breslin (non sexy né tantomeno minacciosa, ahilei) è già ai limiti del surreale ma se la cosa finisse qui ci si potrebbe ancora passare sopra. Il problema è che davanti alle immagini patinate e forzatamente "oniriche" del fotografo riciclatosi regista Tyler Shields non si prova assolutamente nulla, se non un vago senso di tedio. Non c'è modo di parteggiare per la protagonista, vuota e morbidosa macchinetta per uccidere che si pone qualche domanda ma in generale segue i voleri di Bentley senza troppe remore e, ancor peggio, gli sceneggiatori non danno modo allo spettatore di empatizzare con quest'ultimo a causa di caratteristiche psicologiche appena abbozzate e zeppe di cliché. Certo, è vero che la trama prevede l'uccisione di un branco di ragazzotti viziati che amano passare il tempo trucidando ragazze indifese ma, siamo seri: se è vero che le ragazze in questione accettano di andare nel bosco con quattro sconosciuti vestiti come Il Volo meritano di fare la peggiore delle fini. E poi, parliamo un attimo di come vengono uccisi i quattro dementi.
Abigail Breslin, come si vede nei flashback, viene addestrata da Bentley ad essere una killer fredda e spietata, mi sarei quindi aspettata come minimo un bagno di sangue. Invece la furba Abigail preferisce drogare le sue vittime e farle scontrare con delle "visioni" prima di subentrare e ucciderli nei modi più noiosi e perplimenti che vi possano venire in mente. Il primo, tanto quanto, si becca un'accetta nel petto, un altro potrebbe venire ammazzato a colpi di mazza da baseball (l'arma d'ordinanza del ragazzo, ottimo contrappasso) ma Abigail si dimentica di averla in mano e ricorre ad una pietra, il terzo viene semplicemente strangolato nonostante la protagonista abbia palesemente la forza di un bradipo morto. Non vi dico la fine dell'ultimo, ridicolo lui e ridicolo il metodo scelto per farlo fuori. E tuttavia, se Final Girl fosse stato immerso in un'atmosfera malata e disagevole forse avrebbe anche potuto essere divertente. Purtroppo Tyler Shields ha voluto fare il fighètto e allo spettatore è stata propinata l'ennesima, patinata storia di noia alto-borghese, con i ragazzotti che si comportano come dei lord inglesi a caccia di volpi e dove tutti sono conciati manco dovessero andare al ballo di fine anno o alla notte degli Oscar. Quando dico che i quattro killer sembrano Il Volo, non lo dico tanto per: questi per uscire di casa la sera, in una cittadina talmente morta che al confronto Desperation è Las Vegas, indossano tuxedo e farfallino, mentre le ragazze hanno tutte degli abiti da prom anche solo per andare a bersi il frappé nel tipico, squallido diner americano. Come scelta stilistica non poteva davvero essere peggiore ma d'altronde l'intero film è una bufala ammorbante quindi il regista avrà pensato "perché no?". Voi non fate come me e come lui, state alla larga da questa monnezza profumata di Chanel.
Di Abigail Breslin (Veronica) e Wes Bentley (William) ho già parlato ai rispettivi link.
Tyler Shields è il regista della pellicola. Americano, conosciuto soprattutto come fotografo, è al suo primo lungometraggio. Anche attore e sceneggiatore, ha 33 anni e un film in uscita.
Cameron Bright (vero nome Cameron Douglas Crigger) interpreta Shane. Canadese, ha partecipato a film come The Butterfly Effect, Godsend, Birth - Io sono Sean, X-Men - Conflitto finale, Juno, Twilight (dal secondo film in poi) e a serie come Dark Angel e The 4400. Ha 22 anni.
Alexander Ludwig interpreta Jameson. Canadese, ha partecipato a film come Hunger Games, Un weekend da bamboccioni 2 e a serie come Vikings. Ha 23 anni.
Se Final Girl vi fosse piaciuto recuperate la serie Scream, You're Next e Kristy. ENJOY!
Labels:
abigail breslin,
alexander ludwig,
cinema,
lammerda,
tyler shields,
wes bentley
Iscriviti a:
Post (Atom)











