So che mi farò del male, ma mi è venuta la scimmia di vedere tutti i Final Destination girati finora. E visto che il primo l’avevo guardato e riguardato, le novità cominciano da Final Destination 2, diretto nel 2003 dal regista David R. Ellis.
Trama: grazie ad una provvidenziale visione, la giovane Kimberly salva se stessa e un’altra mezza dozzina di persone da un terribile incidente stradale. La Morte, beffata, cerca però di portare avanti il proprio piano, e i sopravvissuti cominciano a morire uno per uno. Per fermare l’inquietante catena di incidenti mortali, Kimberly cerca quindi l’aiuto di Clear, l’unica superstite dell’incidente aereo raccontato nel primo capitolo della saga.
Squadra che vince o, meglio, schema che vince non si cambia. Final Destination 2 è praticamente la copia carbone del suo predecessore, con qualche inutile “rivelazione” buttata qua e là giusto per offrire qualche minimo cambiamento della trama. Se nel primo episodio il piano della Morte era lineare e seguiva l’ordine dei posti sull’aereo, nel secondo capitolo della saga si segue uno schema a ritroso e viene spiegato che ogni “fallimento” della Morte e conseguente modifica del suo piano porta ovviamente ad ulteriori cambiamenti, in un ciclo perpetuo a cui questo mega-villain deve porre freno. I riferimenti, anche un po’ gratuiti, al primo film si sprecano quindi e torna il becchino di Tony Todd a fare la parte del guru, arrivando addirittura a rivelare ai protagonisti l’unico modo per fare fessa la Morte: permettere la nascita di una nuova vita. Tante volte, i becchini conoscono cose che non ti aspetti, eh! Vabbé.
Spiegazioni e metodi un po’ deliranti a parte, noi beceri spettatori non stiamo mica a spaccare il capello: il bello di Final Destination era l’incredibile sequenza di eventi che metteva in moto gli incidenti più disparati, con gran dispendio di fantasia e sfiga. Questo secondo capitolo, ad essere sinceri, manca un po’ della prima ma distribuisce la seconda in abbondanza, con un pizzico di moralismo. Vittime predestinate, questa volta, sono infatti sozzi arricchiti che gettano la rumenta dalla finestra, mocciosi che infastidiscono poveri piccioni, tiratori di coca, infoiati teenager in cerca di sesso e canne, maleducate ed egoiste donnette in carriera, tutti interpretati da attori un po’ poco carismatici ed espressivi, a dir la verità. L’incidente che da il via alla storia è, come nel primo capitolo, semplicemente spettacolare e alcune morti sono pregevoli ed ironiche, sempre accompagnate da quel “qualcosa” che porta lo spettatore attento ad intuirle (la lettera H che cade lasciando scritto EYE, per esempio, la bambola senza occhio, la scritta ROAD TRIP con la “t” coperta, che diventa ROAD RIP, ecc.), ma in generale la pellicola è meno convincente di Final Destination. Complice anche il beffardo finale aperto e una splendida sequenza “panoramica” nella quale Clear si trova immersa in un compendio di cose da non fare nei pressi di una pompa di benzina, do però la piena sufficienza a Final Destination 2, un horror “classico e onesto” che vi consiglio comunque di recuperare.
Del regista David R. Ellis ho già parlato qui, mentre Ali Larter, che interpreta Clear, la trovate qua.
A.J. Cook (vero nome Andrea Joy Cook) interpreta Kimberly. Canadese, ha partecipato a film come Il giardino delle vergini suicide, Wishmaster 3 – La pietra del diavolo e a serie come Piccoli brividi, Psi Factor, Tru Calling e Criminal Minds. Ha 34 anni e un film in uscita.
Michael Landes interpreta Thomas. Americano, ha partecipato a film come Burlesque, 11-11-11 e a serie come Willy il principe di Bel Air, Blossom, Una bionda per papà, CSI: scena del crimine, CSI: Miami e Ghost Whisperer. Anche produttore, ha 40 anni e tre film in uscita.
Jonathan Cherry interpreta Rory. Canadese, ha partecipato a film come They – Incubi dal mondo delle ombre, House of the Dead e alle serie Oltre i limiti, CSI: NY e CSI: Miami. Ha 34 anni.
Keegan Connor Tracy (vero nome Tracy Armstrong) interpreta Kat. Canadese, ha partecipato a film come White Noise – Non ascoltate e a serie come Millenium, Dark Angel, The 4400 e Supernatural. Ha 41 anni.
Lynda Boyd interpreta Nora. Canadese, ha partecipato a film come Mission to Mars, doppiato episodi di Cara dolce Kyoko, Che magnifico campeggio, Ranma ½, Street Fighter, e partecipato alle serie Highlander, X – Files, Millenium, Oltre i limiti, E.R. – medici in prima linea, Smallville, Masters of Horror e Cold Case. Anche produttrice, sceneggiatrice e regista, ha 47 anni.
James Kirk interpreta Tim. Canadese, ha partecipato a film come X – Men 2 e a serie come Dark Angel, Taken e Smallville. Ha 26 anni.
Justina Machado interpreta Isabella. Chi seguiva Six Feet Under si ricorderà di quest’attrice americana per il ruolo di Vanessa, la moglie di Federico; inoltre, ha partecipato a film come She’s so Lovely – Così carina, A.I. Intelligenza artificiale e a serie come NYPD, Angel, Ghost Whisperer, Grey’s Anatomy, Cold Case, E.R. – Medici in prima linea, Bones e Desperate Housewives. Ha 40 anni.
Devon Sawa doveva tornare nel ruolo di Alex (che avrebbe dovuto venire ucciso non da una mattonata in testa, bensì da un virus “carnivoro”), ma per problemi contrattuali non se n’è fatto nulla. Alla prossima puntata con Final Destination 3, allora! ENJOY!
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domenica 15 luglio 2012
mercoledì 3 agosto 2011
Final Destination (2000)
Alcuni film, a modo loro, nonostante non siano dei capolavori hanno comunque segnato un’epoca e generato serie pressoché infinite. Ne è un esempio Final Destination, diretto nel 2000 dal regista James Wong.

Trama: grazie ad una sorta di premonizione del giovane Alex un gruppetto di ragazzi scampa al disastro aereo in cui trovano la morte tutti i loro compagni e almeno un altro centinaio di persone. Ma la Morte non ha intenzione di lasciare andare i sopravvissuti…

Il 2000 era l’anno del Millenium Bug, durante il quale vennero fatte le peggiori congetture riguardanti la fine del mondo, la morte in massa di miliardi di persone, ecc. ecc. Non c’è da stupirsi dunque che, messo da parte l’ultimo grande “mostro” del cinema horror, ovvero il Ghostface di Scream, gli sceneggiatori si fossero impegnati a mettere in campo quello più grande ed implacabile di tutti, ovvero la morte in persona. In Final Destination, infatti, la Morte non è imparziale o “giusta”, ma è stronza, vendicativa ed infantile, in possesso di un Disegno che deve portare a termine a tutti i costi. E quando quel disegno viene intuito da un ragazzo che riesce a mettere i bastoni tra le ruote alla Signora con la Falce, va da sé che come i migliori killer del grande schermo la Morte si impegni a portarlo a termine comunque. E questo è il bello di Final Destination.

Infatti l’aspetto interessante del film, almeno all’inizio, non è tanto cercare di capire chi dei sopravvissuti veniva prima nel disegno della Morte e quindi in che ordine ci lasceranno le penne, ma i modi fantasiosi in cui ciò accade; una concatenazione di eventi all’apparenza normali ed innocui (un rubinetto che perde, un bicchiere che si crepa per colpa dello sbalzo termico…) che, uniti assieme, creano degli incidenti “domestici” da primato e che provocano ovviamente un senso di ansia e di attesa notevoli perché qualunque cosa può dare la morte, letteralmente. Anche la regia di Final Destination è molto interessante, per come anticipa subdolamente gli eventi giocando con la colonna sonora, i numeri e i simboli mostrati, per come si sofferma sui dettagli delle premonizioni, per come mescola visioni e realtà e per la grandiosità dell’incidente aereo all’inizio, che mette davvero i brividi per come è fatto bene. Per il resto, non è un film destinato ad essere rivisto più di una volta, visto che l’effetto sorpresa è il suo punto di forza, e neppure un film particolarmente memorabile per la performance degli attori, ma è comunque meglio di altri e anche più originale.

Del regista della pellicola, James Wong, ho già parlato qui, mentre di Kerr Smith, che interpreta Carter, ho parlato qua.
Devon Sawa interpreta Alex. Canadese, lo ricordo per film come il bellissimo Casper e il divertente Giovani diavoli. Ha 33 anni e tre film in uscita.

Ali Larter (vero nome Alison Elisabeth Larter) interpreta Clear. Americana, la ricordo per aver partecipato a film come Il mistero della casa sulla collina, Jay & Silent Bob… fermate Hollywood! e Final Destination 2, oltre alle serie Dawson’s Creek e, soprattutto, Heroes, dove interpretava la biondina che nel corso delle stagioni cambiava nomi, personalità e poteri. Anche produttrice, ha 35 anni.

Seann William Scott interpreta Billy. Passato alla storia come lo Stiffler di American Pie (e seguiti), lo ricordo per altri film come Road Trip, Jay & Silent Bob… fermate Hollywood! e Hazzard, oltre che per aver lavorato come doppiatore nei film L’era glaciale 2 e 3 e partecipato alla serie … e vissero infelici per sempre. Americano, anche produttore, ha 35 anni e quattro film in uscita, tra cui l’ennesimo seguito di American Pie, American Reunion, e il quarto episodio de L’era glaciale, Ice Age: Continental Drift.

Tra le guest star del film segnalo Tony Todd, famoso per il ruolo di Candyman, che qui compare nei panni di un inquietante guardiano dell’obitorio. A proposito di icone horror, probabilmente se non siete nerd come me non ci farete nemmeno caso, ma la maggior parte dei cognomi dei protagonisti deriva da quello di una star dei film di genere, come Lon Chaney, Tod Browning, Alfred Hitchcock, F.W. Murnau e Max Schrek, solo per citarne alcuni. Il risultato di un simile omaggio è quantomeno discutibile, visto che i nomi che escono fuori sono molto irreali e stonano parecchio nel contesto. Passando invece alla solita rubrica “scartati”, i ruoli di Alex e Claire erano stati pensati per Tobey Maguire e Kirsten Dunst (che poi avrebbero comunque recitato assieme nella serie dedicata a Spiderman). Final Destination ha anche un paio di finali alternativi: in uno, quello contenuto nel DVD che ho visto, Alex muore fulminato da un cavo elettrico, ma Claire (con la quale ha fatto sesso in una scena tagliata) riesce a sopravvivere, partorisce un bambino che viene chiamato come il padre, ed eredita il dono di vedere la Morte. Nell’altro Alex viene "semplicemente" decapitato dall’elica di un elicottero della polizia. E dopo tanti finali alternativi, ecco l’elenco della marea di seguiti, che vi consiglio di guardare se vi siete appassionati al capostipite: Final Destination 2, Final Destination 3, The Final Destination e Final Destination 5, che dovrebbe uscire in Italia a settembre. E pensare che il film è nato da quella che avrebbe dovuto essere la sceneggiatura di un episodio di X-Files! E ora vi lascio con il consueto trailer... ENJOY!!!
Trama: grazie ad una sorta di premonizione del giovane Alex un gruppetto di ragazzi scampa al disastro aereo in cui trovano la morte tutti i loro compagni e almeno un altro centinaio di persone. Ma la Morte non ha intenzione di lasciare andare i sopravvissuti…
Il 2000 era l’anno del Millenium Bug, durante il quale vennero fatte le peggiori congetture riguardanti la fine del mondo, la morte in massa di miliardi di persone, ecc. ecc. Non c’è da stupirsi dunque che, messo da parte l’ultimo grande “mostro” del cinema horror, ovvero il Ghostface di Scream, gli sceneggiatori si fossero impegnati a mettere in campo quello più grande ed implacabile di tutti, ovvero la morte in persona. In Final Destination, infatti, la Morte non è imparziale o “giusta”, ma è stronza, vendicativa ed infantile, in possesso di un Disegno che deve portare a termine a tutti i costi. E quando quel disegno viene intuito da un ragazzo che riesce a mettere i bastoni tra le ruote alla Signora con la Falce, va da sé che come i migliori killer del grande schermo la Morte si impegni a portarlo a termine comunque. E questo è il bello di Final Destination.
Infatti l’aspetto interessante del film, almeno all’inizio, non è tanto cercare di capire chi dei sopravvissuti veniva prima nel disegno della Morte e quindi in che ordine ci lasceranno le penne, ma i modi fantasiosi in cui ciò accade; una concatenazione di eventi all’apparenza normali ed innocui (un rubinetto che perde, un bicchiere che si crepa per colpa dello sbalzo termico…) che, uniti assieme, creano degli incidenti “domestici” da primato e che provocano ovviamente un senso di ansia e di attesa notevoli perché qualunque cosa può dare la morte, letteralmente. Anche la regia di Final Destination è molto interessante, per come anticipa subdolamente gli eventi giocando con la colonna sonora, i numeri e i simboli mostrati, per come si sofferma sui dettagli delle premonizioni, per come mescola visioni e realtà e per la grandiosità dell’incidente aereo all’inizio, che mette davvero i brividi per come è fatto bene. Per il resto, non è un film destinato ad essere rivisto più di una volta, visto che l’effetto sorpresa è il suo punto di forza, e neppure un film particolarmente memorabile per la performance degli attori, ma è comunque meglio di altri e anche più originale.
Del regista della pellicola, James Wong, ho già parlato qui, mentre di Kerr Smith, che interpreta Carter, ho parlato qua.
Devon Sawa interpreta Alex. Canadese, lo ricordo per film come il bellissimo Casper e il divertente Giovani diavoli. Ha 33 anni e tre film in uscita.
Ali Larter (vero nome Alison Elisabeth Larter) interpreta Clear. Americana, la ricordo per aver partecipato a film come Il mistero della casa sulla collina, Jay & Silent Bob… fermate Hollywood! e Final Destination 2, oltre alle serie Dawson’s Creek e, soprattutto, Heroes, dove interpretava la biondina che nel corso delle stagioni cambiava nomi, personalità e poteri. Anche produttrice, ha 35 anni.
Seann William Scott interpreta Billy. Passato alla storia come lo Stiffler di American Pie (e seguiti), lo ricordo per altri film come Road Trip, Jay & Silent Bob… fermate Hollywood! e Hazzard, oltre che per aver lavorato come doppiatore nei film L’era glaciale 2 e 3 e partecipato alla serie … e vissero infelici per sempre. Americano, anche produttore, ha 35 anni e quattro film in uscita, tra cui l’ennesimo seguito di American Pie, American Reunion, e il quarto episodio de L’era glaciale, Ice Age: Continental Drift.
Tra le guest star del film segnalo Tony Todd, famoso per il ruolo di Candyman, che qui compare nei panni di un inquietante guardiano dell’obitorio. A proposito di icone horror, probabilmente se non siete nerd come me non ci farete nemmeno caso, ma la maggior parte dei cognomi dei protagonisti deriva da quello di una star dei film di genere, come Lon Chaney, Tod Browning, Alfred Hitchcock, F.W. Murnau e Max Schrek, solo per citarne alcuni. Il risultato di un simile omaggio è quantomeno discutibile, visto che i nomi che escono fuori sono molto irreali e stonano parecchio nel contesto. Passando invece alla solita rubrica “scartati”, i ruoli di Alex e Claire erano stati pensati per Tobey Maguire e Kirsten Dunst (che poi avrebbero comunque recitato assieme nella serie dedicata a Spiderman). Final Destination ha anche un paio di finali alternativi: in uno, quello contenuto nel DVD che ho visto, Alex muore fulminato da un cavo elettrico, ma Claire (con la quale ha fatto sesso in una scena tagliata) riesce a sopravvivere, partorisce un bambino che viene chiamato come il padre, ed eredita il dono di vedere la Morte. Nell’altro Alex viene "semplicemente" decapitato dall’elica di un elicottero della polizia. E dopo tanti finali alternativi, ecco l’elenco della marea di seguiti, che vi consiglio di guardare se vi siete appassionati al capostipite: Final Destination 2, Final Destination 3, The Final Destination e Final Destination 5, che dovrebbe uscire in Italia a settembre. E pensare che il film è nato da quella che avrebbe dovuto essere la sceneggiatura di un episodio di X-Files! E ora vi lascio con il consueto trailer... ENJOY!!!
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