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giovedì 29 ottobre 2026

Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 29: Giovani diavoli (1999)


Anche oggi la Nuovi Incubi Halloween Challenge si incrocia con quella di Letterboxd. E' uscito fuori Giovani diavoli (Idle Hands), un film in cui avrei voluto recitare, presente nella videoteca del creatore della challenge di Letterboxd, diretto nel 1999 dal regista Rodman Flender.

Trama

Anton, ragazzo pigro dedito al divano e alle canne, scopre di avere una mano indemoniata e assassina...

Recensione

Sento già i commenti di quei quattro lettori rimasti: "Ma veramente, con tutti i film che esistono, tu hai scelto Giovani diavoli come opera in cui recitare?". A parte che la risposta è "Perché no?", il fatto è che tutti gli horror in cui avrei bramato recitare sono stati già trattati sul Bollalmanacco, e l'unico che era rimasto fuori dal blog non era stranamente presente nella videoteca di Kynky. C'era però Giovani diavoli e, appena l'ho visto, mi è tornato in mente quanto amore avessi all'epoca (e ce l'ho tutt'ora) per Seth Green, e quanto avrei voluto recitare assieme a lui, in primis perché è un gran figo, e seconda cosa perché immaginavo le grassissime risate che si saranno fatti in un set dove, tra l'altro, erano capitati anche gli Offspring a suonare. Quindi, Seth Green, Devon Sawa e un concerto gratis degli Offspring. Capite bene che, a 18 anni, non c'era nulla di più cool per me. All'epoca dell'uscita italiana di Giovani diavoli avevo consumato la videocassetta registrata dalla TV, mi ero comprata il DVD appena l'avevo visto in un negozio di Genova e, prima ancora, avevo scaricato interi file wav. di dialoghi pronunciati da Seth Green per riascoltarli al PC, assieme alle canzoni della ruffianissima, perfetta colonna sonora; insomma, è un film che ho sempre amato con tutta me stessa, però non lo riguardavo da anni e avevo paura che, a 45 anni, mi sarei resa conto che non era così bello come ricordavo. Donna di poca fede! In realtà, Giovani diavoli non è bello, è bellissimo. Prosegue spedito come un treno in equilibrio tra horror serio e commedia "stoned", senza mai prendere in giro lo spettatore, perché è una delle poche horror comedy che fa sul serio nelle sequenze gore. Questo a prescindere da quanto sia cretino l'assunto, legato al titolo originale, per cui le mani pigre sono terreno fertile per il diavolo, o forse proprio per questo motivo. E non esistono mani più pigre di quelle di Anton, liceale che passa il tempo a guardare la TV sul divano e farsi canne assieme agli amici di sempre, Mick e Pnub. Il fulcro del film è la pigrizia, lo scoglionamento cosmico di questi tre adorabili scappati di casa, con Anton che non si accorge della morte dei genitori se non dopo tre/quattro giorni, finché lui e i due amici si rendono conto che il killer è proprio Anton, la cui mano pigra (la sinistra, perché la destra usa il telecomando e si fa le pippe, quindi insomma!) è stata posseduta da un demone dotato di un fortissimo istinto omicida. Già questa è un'idea che dà il la ad una serie infinita di possibilità, ma le cose migliorano quando, dopo essere stati uccisi da Anton, Mick e Pnub tornano come non-morti e come consiglieri "fraudolenti" del povero ragazzo, che si ritrova tra i piedi due adolescenti resi ancora più pigri e menefreghisti dalla loro condizione di morti. Tra perle di umorismo nero, un crescente numero di cadaveri, druide destinate a combattere il male, gemelli che fanno cose strane nei fast food, ragazze disnibite che limonano con gioia il vicino di casa, ma solo quando ne notano la creepytudine, e mani indemoniate che scalpano cantanti punk, Giovani diavoli prosegue per accumulo senza mai esagerare, inanellando tuttavia una serie di scelte talmente azzeccate da sembrare miracolose.

Come ho detto, la caratteristica di Giovani diavoli è quella di rispettare, senza snaturarle, le due anime che lo compongono, a partire dallo stile. Le parti horror sono curatissime, cominciando da una sequenza introduttiva che mette davvero inquietudine, passando poi alle splatterate causate dalla mano di Anton (i ferri da calza!!), realizzate con ottimi effetti speciali che reggono il passare del tempo senza alcun problema. La mano di Anton subisce un'interessante metamorfosi dopo la separazione dal ragazzo, ampliando ulteriormente il ventaglio di ramificazioni horror della trama, e il make-up di Mick e Pnub è semplicemente stupendo; in particolare, l'animatronic della testa di Pnub è allucinante, e lo stesso vale per tutti i momenti in cui il personaggio si ritrova ad interagire con gli altri senza testa, toccando un altissimo picco di genialità nell'istante in cui Mick decide di "aggiustarlo" per consentirgli di mangiare un burrito. Il trio di protagonisti, a tal proposito, è molto affiatato. Vero, Devon Sawa è il protagonista e regge da solo senza problemi intere sequenze che lo vedono lottare disperato contro la crescente sete di sangue della mano, ma il film non varrebbe nemmeno la metà senza due spalle come Seth Green ed Elden Henson. Assieme, i due fanno faville, alternando momenti in cui il caustico umorismo di Mick (il cui aplomb ricorda, a tratti, l'adorato Oz di Buffy) la fa da padrone ad altri in cui è il goffo, ma non meno irriverente, Pnub ad essere sotto i riflettori e a causare ancora più problemi al povero Anton, che piano piano arriva a mettere in discussione il loro stile di vita. Di fatto, Mick e Pnub sono protagonisti tanto quanto Anton, e non vengono mai eclissati dagli altri comprimari, ai quali viene comunque concesso tutto lo spazio necessario per non essere soltanto delle semplici macchiette. Diciamo che, ad oggi, l'unico personaggio invecchiato un po' male è quello di Jessica Alba, dipinto come una ragazzetta dall'aria profonda e tormentata, in realtà pronta a darla al primo che le palpa violentemente le chiappe, la cui funzione nella trama è quella di essere la damsel in distress che, come anticipato in un dialogo all'inizio, aspetta il suo knight with a shining armour. E peccato che questa "armour" siano una vestaglia da casa, una t-shirt strappata e un paio di boxer che Anton non si cambia per tutto il film. EEW. A parte questo dettaglio trascurabile, se non avete mai visto Giovani diavoli è giunto il momento di rimediare e innamorarvi perdutamente di questa adorabile commedia horror!

Cast

Devon Sawa (Anton Tobias), Seth Green (Mick), Elden Henson (Pnub), Jessica Alba (Molly), Vivica A. Fox (Debi LeCure), Jack Noseworthy (Randy), Sean Whalen (McMacy) e Fred Willard (Papà Tobias) li trovate ai rispettivi link. 

  • Rodman Flender è il regista del film. Americano, ha diretto film come Leprechaun 2 ed episodi di serie quali I racconti della cripta, Millenium, Dawson's Creek, Una mamma per amica e Scream: La serie. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 64 anni.

Curiosità

La mano di Giovani diavoli è "interpretata" da Christopher Hart, lo stesso attore che aveva dato vita a Mano nei due film de La famiglia Addams. In mezzo allo staff del Burger Jungle ci sono poi facce familiari come Kyle Gass dei Tenacious D e Tom DeLonge dei Blink 182, non bastassero già gli Offspring che si esibiscono al ballo di Halloween! Se Giovani diavoli vi fosse piaciuto recuperate The Faculty, Splatters - Gli schizzacervelli, The Babysitter, La Babysitter: Killer Queen e Freaky. ENJOY!

martedì 6 aprile 2021

Hunter Hunter (2020)

Continuiamo a scalare la classifica di Lucia, arrivando al settimo posto occupato da Hunter Hunter, diretto e sceneggiato nel 2020 dal regista Shawn Linden. Vi avviso, metà post sarà "normale", metà zeppo di spoiler.


Trama: la dura vita di una famiglia isolatasi nei boschi si fa anche più pericolosa quando un lupo comincia ad aggirarsi nei dintorni...


Hunter Hunter
è uno di quei film che parte lentamente, molto lentamente, e poi a un certo punto arriva ad una svolta che lascia impietriti e persino sconvolti sul finale. Si comincia infatti con una situazione "già vista", prodromo ideale di un survival thriller, nella quale facciamo la conoscenza di Joseph, Anne e Renee, famigliola costretta dal padre cacciatore, survivalista, stundaio e quant'altro (Devon Sawa. Irriconoscibile causa vecchiaia) a vivere ai margini della società, all'interno di una casa nel bosco dove non arriva nemmeno l'elettricità. Joseph contribuisce all'economia familiare andando a caccia assieme alla figlia tredicenne Renee mentre madre, oltre a fare i lavori di casa, va a prendere l'acqua nel fiume e vende le pellicce degli animali uccisi, ricavandone un sostentamento ben misero. Hunter Hunter inizia in un momento assai duro per la famigliola, percorsa da comprensibili tensioni tra Joseph e Anne, l'unica a capire che una vita simile non è l'ideale per una ragazzina e che presto i soldi finiranno, mentre Joseph non vuole sentire ragioni; ad aggravare il tutto spuntano i segni di un lupo, che oltre a cibarsi degli animali presi in trappola da Joseph e figlia rischia anche di mangiarsi loro, prima o poi, il che porta l'uomo ad armarsi di tutto punto e andare a caccia. E qui non aggiungo altro sulla trama, perché a un certo punto il film prende una biforcazione inaspettata che porta lo spettatore su un territorio simile a quello di partenza, altrettanto ansiogeno e "conosciuto" ma gestito comunque con furbizia e coerenza ancora più angoscianti se si ripensa a tutto quello che ha dato origine alla "valanga" di eventi. I personaggi, tutti tratteggiati alla perfezione con pochissime battute e grande espressività da parte degli attori coinvolti, entrano magari non nel cuore (alcuni sono odiosi, altri semplicemente ciechi, soprattutto quelli secondari) ma sicuramente nello stomaco dello spettatore, che non può fare a meno di lasciarsi coinvolgere dall'atmosfera cupa e lugubre di un film che allontana la gioia di vivere sin dalla prima sequenza; la vita di Anne e Renee non è quella bucolica e avventurosa di Flo, la piccola Robinson, con tutto l'amore che si può avere per la natura, e se all'anacronismo ci si aggiunge una buona dose di testardaggine e machismo, la rabbia diventa inevitabile. Alcuni siti, tra cui uno assai rispettabile, non parlano benissimo di Hunter Hunter ma io vi consiglierei di fidarvi di Lucia, se non di me, e dargli una chance perché è uno degli horror più interessanti dell'anno passato, oltre che ben diretto e ben recitato e dotato di un favoloso uso della colonna sonora. Proseguirò con un po' di SPOILER quindi non leggete oltre. A LISA, nel caso passasse da queste parti, dico solo di evitarlo, ora che si sta appassionando all'horror, perché potrebbe non reggere il colpo.


SPOILER, ho detto.

Se alla stupidaggine tutta umana e d'altri tempi di Joseph ci si aggiunge l'elemento altrettanto umano di una folle crudeltà, l'equazione porta sullo schermo un uomo che, davanti a un cimitero di corpi profanati, invece di affidarsi ad una polizia che pure è inutile, decide di "cacciare" predatori a due zampe, convinto di avere tutta la situazione in pugno. In realtà, come direbbe Rupert Sciamenna, Joseph è un coglione, che con la sua coglionaggine condanna una figlia capace di riconoscere le tracce dei lupi ma non di spianare un fucile in faccia a un pazzo e una moglie che in tutti i modi ha cercato di convincerlo a cambiare stile di vita, ricevendo in cambio solo dei "ho tutto sotto controllo". Il finale di Hunter Hunter è qualcosa di agghiacciante, la rappresentazione letterale di una mente che si spezza e agisce non per vendetta, né per soddisfazione, ma solo perché impossibilitata a trovare qualcosa a cui aggrapparsi in un mondo che è andato in frantumi e ha lasciato solo il vuoto; è qualcosa che non è catartico nemmeno per lo spettatore perché non c'è trionfo nelle azioni di Anna (soprattutto non dopo la tremenda eleganza con cui viene rivelato l'agghiacciante destino di Renee, interamente dipinto sul volto di un'attrice bravissima e per me sconosciuta, Camille Sullivan, che per metà film viene "nascosta" dai riflettori puntati sul risoluto Joseph e sull'apparentemente sgamatissima Renee) e si può solo rimanere lì, a guardare inebetiti una delle sequenze più gore dell'anno con la stessa espressione incredula di chi ha preso le richieste di aiuto di una donna disperata e le ha considerate semplicemente l'ennesima stranezza di persone relegate ai margini della società. Assieme a The Dark and the Wicked e The Swerve, Hunter Hunter è probabilmente l'horror più deprimente dell'anno e non risparmia nulla allo spettatore, vi avverto. Ma vi consiglio anche, di nuovo, di recuperarlo comunque. 


Di Devon Sawa (Joseph) e Nick Stahl (Lou) ho già parlato ai rispettivi link.

Shawn Linden è il regista e sceneggiatore della pellicola. Canadese, ha diretto film come Nobody e The Good Lie ed è anche produttore. 


Camille Sullivan
interpreta Anne. Canadese, ha partecipato a film come The Butterfly Effect e a serie quali Dark Angel, Ai confini della realtà e Taken. Anche sceneggiatrice, ha 46 anni e un film in uscita. 


Summer H. Howell
interpreta Renee. Canadese, ha partecipato a film come La maledizione di Chucky, The Midnight Man, Il culto di Chucky e a serie come Channel Zero. Ha 16 anni.



mercoledì 3 agosto 2011

Final Destination (2000)

Alcuni film, a modo loro, nonostante non siano dei capolavori hanno comunque segnato un’epoca e generato serie pressoché infinite. Ne è un esempio Final Destination, diretto nel 2000 dal regista James Wong.



Trama: grazie ad una sorta di premonizione del giovane Alex un gruppetto di ragazzi scampa al disastro aereo in cui trovano la morte tutti i loro compagni e almeno un altro centinaio di persone. Ma la Morte non ha intenzione di lasciare andare i sopravvissuti…



Il 2000 era l’anno del Millenium Bug, durante il quale vennero fatte le peggiori congetture riguardanti la fine del mondo, la morte in massa di miliardi di persone, ecc. ecc. Non c’è da stupirsi dunque che, messo da parte l’ultimo grande “mostro” del cinema horror, ovvero il Ghostface di Scream, gli sceneggiatori si fossero impegnati a mettere in campo quello più grande ed implacabile di tutti, ovvero la morte in persona. In Final Destination, infatti, la Morte non è imparziale o “giusta”, ma è stronza, vendicativa ed infantile, in possesso di un Disegno che deve portare a termine a tutti i costi. E quando quel disegno viene intuito da un ragazzo che riesce a mettere i bastoni tra le ruote alla Signora con la Falce, va da sé che come i migliori killer del grande schermo la Morte si impegni a portarlo a termine comunque. E questo è il bello di Final Destination.



Infatti l’aspetto interessante del film, almeno all’inizio, non è tanto cercare di capire chi dei sopravvissuti veniva prima nel disegno della Morte e quindi in che ordine ci lasceranno le penne, ma i modi fantasiosi in cui ciò accade; una concatenazione di eventi all’apparenza normali ed innocui (un rubinetto che perde, un bicchiere che si crepa per colpa dello sbalzo termico…) che, uniti assieme, creano degli incidenti “domestici” da primato e che provocano ovviamente un senso di ansia e di attesa notevoli perché qualunque cosa può dare la morte, letteralmente. Anche la regia di Final Destination è molto interessante, per come anticipa subdolamente gli eventi giocando con la colonna sonora, i numeri e i simboli mostrati, per come si sofferma sui dettagli delle premonizioni, per come mescola visioni e realtà e per la grandiosità dell’incidente aereo all’inizio, che mette davvero i brividi per come è fatto bene. Per il resto, non è un film destinato ad essere rivisto più di una volta, visto che l’effetto sorpresa è il suo punto di forza, e neppure un film particolarmente memorabile per la performance degli attori, ma è comunque meglio di altri e anche più originale.



Del regista della pellicola, James Wong, ho già parlato qui, mentre di Kerr Smith, che interpreta Carter, ho parlato qua.

Devon Sawa interpreta Alex. Canadese, lo ricordo per film come il bellissimo Casper e il divertente Giovani diavoli. Ha 33 anni e tre film in uscita.



Ali Larter (vero nome Alison Elisabeth Larter) interpreta Clear. Americana, la ricordo per aver partecipato a film come Il mistero della casa sulla collina, Jay & Silent Bob… fermate Hollywood! e Final Destination 2, oltre alle serie Dawson’s Creek e, soprattutto, Heroes, dove interpretava la biondina che nel corso delle stagioni cambiava nomi, personalità e poteri. Anche produttrice, ha 35 anni.



Seann William Scott interpreta Billy. Passato alla storia come lo Stiffler di American Pie (e seguiti), lo ricordo per altri film come Road Trip, Jay & Silent Bob… fermate Hollywood! e Hazzard, oltre che per aver lavorato come doppiatore nei film L’era glaciale 2 e 3 e partecipato alla serie … e vissero infelici per sempre. Americano, anche produttore, ha 35 anni e quattro film in uscita, tra cui l’ennesimo seguito di American Pie, American Reunion, e il quarto episodio de L’era glaciale, Ice Age: Continental Drift.



Tra le guest star del film segnalo Tony Todd, famoso per il ruolo di Candyman, che qui compare nei panni di un inquietante guardiano dell’obitorio. A proposito di icone horror, probabilmente se non siete nerd come me non ci farete nemmeno caso, ma la maggior parte dei cognomi dei protagonisti deriva da quello di una star dei film di genere, come Lon Chaney, Tod Browning, Alfred Hitchcock, F.W. Murnau e Max Schrek, solo per citarne alcuni. Il risultato di un simile omaggio è quantomeno discutibile, visto che i nomi che escono fuori sono molto irreali e stonano parecchio nel contesto. Passando invece alla solita rubrica “scartati”, i ruoli di Alex e Claire erano stati pensati per Tobey Maguire e Kirsten Dunst (che poi avrebbero comunque recitato assieme nella serie dedicata a Spiderman). Final Destination ha anche un paio di finali alternativi: in uno, quello contenuto nel DVD che ho visto, Alex muore fulminato da un cavo elettrico, ma Claire (con la quale ha fatto sesso in una scena tagliata) riesce a sopravvivere, partorisce un bambino che viene chiamato come il padre, ed eredita il dono di vedere la Morte. Nell’altro Alex viene "semplicemente" decapitato dall’elica di un elicottero della polizia. E dopo tanti finali alternativi, ecco l’elenco della marea di seguiti, che vi consiglio di guardare se vi siete appassionati al capostipite: Final Destination 2, Final Destination 3, The Final Destination e Final Destination 5, che dovrebbe uscire in Italia a settembre. E pensare che il film è nato da quella che avrebbe dovuto essere la sceneggiatura di un episodio di X-Files! E ora vi lascio con il consueto trailer... ENJOY!!!

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