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martedì 14 dicembre 2021

Non dormire nel bosco stanotte 2 (2021)

Per il 2022 ho un ottimo buon proposito: MAI più guardare film solo perché ho poco tempo e questi durano solo un'ora e mezza, come Non dormire nel bosco stanotte 2 (W lesie dziś nie zaśnie nikt 2), diretto e co-sceneggiato dal regista Bartosz M. Kowalski.


Trama: dopo gli eventi accorsi nel primo film, Zosia finisce in prigione assieme ai due fratelli deformi responsabili della morte di tutti i suoi amici. Ma qualcosa di ancora peggiore la attende...


Non sarò io a dire che Non dormire nel bosco stanotte fosse il Quarto potere dell'horror, per carità, però era una supercazzolona divertente che omaggiava i film splatter anni '80 e '90 con i quali il regista Bartosz M. Kowalski era cresciuto, un festival del gore di grana molto grossa, buono per una serata tra il divertito e il disgustato. Quando ho saputo che Netflix aveva fatto uscire il seguito non sono stata a catapultarmi nel recupero, è capitata l'occasione qualche sera fa per i motivi di cui sopra e ho pensato "ma sì, dai, sarà divertente come il primo!". Ed effettivamente, per la prima mezz'ora o poco più, Non dormire nel bosco stanotte 2 mantiene quanto promesso nel capitolo precedente; la storia comincia esattamente dov'era finita l'anno scorso e vediamo un terzetto di poliziotti di una tristezza inenarrabile cercare di tirare le fila della mattanza perpetrata dai mostruosi gemelli del film precedente ai danni di un gruppo di "scout" ignari. L'unica sopravvissuta, Zosia, torna sui luoghi del misfatto e da lì il film prende una piega inaspettata e parecchio splatter, che lì per lì mi ha fatta ben sperare, tra personaggi sopra le righe, squartamenti assortiti e tantissima bruttezza. Ho apprezzato persino il momento Conte Uguccione Vampire Hunter con citazione (a sproposito) di Maniac Cop, covando l'insanissimo desiderio che l'atmosfera del film, a poco a poco, potesse diventare trash a livello Iron Sky... e invece, il sommo diludendo. 


Gli ultimi lunghissimi, pesantissimi 40 minuti di Non dormire nel bosco stanotte 2 sono il "Benone!" di Venom fatto a film, una roba così triste ed imbarazzante che ritengo dovrebbe essere vietata nell'anno domini 2021. Quando ho cominciato a pensare che il film potesse diventare un body horror à la Cronenberg... ecco che Non dormire nel bosco stanotte 2 è diventato la versione scabeccia di Twilight, senza vampiri ma con mostri, un enorme scherzo tirato per le lunghe che si trascina con dialoghi vergognosi e situazioni ad altissimo livello di cringe, una roba che ha costretto me e il povero Mirco (scusa, amore!) a guardarci di tanto in tanto per distogliere lo sguardo subito dopo, in tacito imbarazzo per noi, il regista, gli attori coinvolti e Netflix che ha distribuito quello che, in tempo zero, è diventato il film più brutto dell'anno. Non bastano una morte a effetto e un finale "esplosivo" per salvare la stantìa baracca creata da un autore che, evidentemente, non sa affatto giostrarsi tra generi e che pensava di diventare il nuovo Adam Green convinto che la commedia horror fosse una cosa facile; mi spiace per te, ciccio, ma è davvero tanto, tanto difficile azzeccare i tempi comici, molto più di quelli horror, e il risultato finale mi ha messo sì i brividi, ma come le prime due puntate di LOL, serie che non sono riuscita a finire per l'imbarazzo. Evitate come la peste, gente, sono MOLTO meglio i Welcome to the Blumhouse, il che è tutto dire. 


Del regista e co-sceneggiatore Bartosz M. Kowalski ho già parlato QUI

Julia Wieniawa-Narkiewicz interpreta Zosia. Polacca, ha partecipato a film come Non dormire nel bosco stanotte, The Hater e All My friends Are Dead. Anche cantante e compositrice, ha 23 anni e due film in uscita. 


Come già Julia Wieniawa-Narkiewicz, anche Mateusz Wieclawek, che interpreta il poliziotto Adas, ha partecipato a All My Friends Are Dead, che vi consiglio di recuperare se avete voglia di guardare un film polacco su Netflix che non vi metta addosso la voglia di morire. ENJOY!

venerdì 12 marzo 2021

Non dormire nel bosco stanotte (2020)

E' il periodo degli horror adolescenziali ambientati in outdoor, questo. Dopo Get Duked! ho infatti recuperato Non dormire nel bosco stanotte (W lesie dziś nie zaśnie nikt) diretto e co-sceneggiato nel 2020 dal regista Bartosz M. Kowalski, disponibile su Netflix.

Trama: in un ritiro per ragazzi affetti da dipendenza da social, un gruppo di adolescenti viene portato in gita nel bosco, dove vengono fatti fuori da uno a uno da una coppia di energumeni deformi.

Non dormire nel bosco stanotte è una divertente belinata che passa per essere il primo slasher polacco. L'entusiasmo infuso dal regista nel realizzare l'operazione ed ottenere così l'invidiabile primato è palese e, dal mio umile punto di vista, fa perdonare un sacco di risoluzioni al limite del camp per quanto riguarda la trama, che poco ha da invidiare, onestamente, alle peggiori produzioni nostrane degli anni '80: il campo di "disintossicazione da social" (!) è gestito da matti, di cui uno doppiato in italiano con una perplimente "r" moscia, i personaggi fanno tutto ciò che non si dovrebbe fare in un horror, c'è un esilarante prete che decide di far prigioniero uno dei fanciulli invece di salvarlo e un vecchio che, pur conoscendo il segreto dei due energumeni non si sa per quale motivo, invece di partire e andare a dar fuoco alla casa che li ospita ha scelto di starsene anni chiuso nella propria, ad aspettarli col fucile in mano. Il fatto poi che i protagonisti siano adolescenti offre il fianco a parecchi stereotipi del genere, con l'immancabile ragazzino nerd che pare andare tanto per la maggiore in quest'epoca e la meravigliosa ragazzetta tutta sesso e storie instagram, ma c'è spazio anche per cliché che ci portiamo dietro dagli anni '70, tra tutti il bullo che bullo non è e ovviamente la final girl.


Non prendete tutto quello che ho scritto su come una critica però, ve ne prego. Per quanto riguarda i cliché, guardare Non dormire nel bosco stanotte è come indossare una calda copertina insanguinata e non c'è motivo di non passare una serata gradevole se si ha intenzione di stare al gioco sapendo per "cosa si è speso dei soldi"; per quanto riguarda invece le cose trash, basta essere un po' razzisti e pensare di stare guardando un film polacco, girato probabilmente da un mattacchione cresciuto a pane e quello che passava al convento sul mercato dell'home video del luogo. Kowalski è poco più giovane di me e le influenze che lo hanno formato si notano lontano un chilometro. Gli energumeni protagonisti e il gusto per il gore esagerato e un po' sciocchino sono presi quasi pari pari dalla saga di Hatchet, quella col bruto Victor Crowley in pettorina, e a proposito di gore esagerato ed ironia, non si può non notare "quella" botola sul pavimento che sembra uscita dritta dal casotto in mezzo al bosco di Evil Dead. Al momento in cui scrivo queste righe non ho idea di come sia andato il film sull'algoritmo Netflix e purtroppo non mastico il polacco ma grazie a Google Translate mi è parso di capire che Kowalski, pur volendo impegnarsi in qualcosa di nuovo, non disdegnerebbe l'idea di un sequel, visto il finale apertissimo. Posso dirlo? A me non dispiacerebbe affatto vederlo!

Bartosz M. Kowalski è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Polacco, ha diretto un altro lungometraggio, Playground. Ha 36 anni.


Se Non dormire nel bosco stanotte vi fosse piaciuto recuperate la trilogia de La casa e quella di Hatchet. ENJOY!

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