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venerdì 29 luglio 2022

Il silenzio dei prosciutti (1994)

Sono emozionatissima. Finalmente è arrivato il momento di parlare del mio guilty pleasure per eccellenza, Il silenzio dei prosciutti, scritto e diretto nel 1994 da Ezio Greggio.


Trama: l'agente speciale Jo Dee Fostar deve indagare sulla scomparsa della sua fidanzata Jane, fuggita coi soldi rubati al proprio capo e finita nelle grinfie del misterioso proprietario di cimiteri Antonio Motel...


Disclaimer: io amo questo film. Qualunque critico illuminato vero, qualunque cinèfilo dell'internet, qualunque persona dotata di senno proverà a farmi passare questo amore, facendomi aprire gli occhi sui millemila difetti de Il silenzio dei prosciutti troverà un muro davanti a sé, perché l'amore vero ACCETTA  i difetti e questa parodia ne è zeppa, ne sono consapevole. Eppure l'avrò guardata, da bambina e ragazzina, almeno trenta volte e non avete idea della gioia che mi è sorta in cuore quando, qualche settimana fa, l'ho vista per caso sul Canale 34 e mi sono ritrovata impossibilitata a staccare gli occhi dallo schermo. Per chi non avesse mai guardato Il silenzio dei prosciutti, una breve spiegazione. Il film è una parodia che mescola principalmente la trama di Psyco ad elementi de Il silenzio degli innocenti e il livello di umorismo è, che ve lo dico a fare, quello di un ragazzino entusiasta che crede di far ridere (ovvero Ezio Greggio) ispirandosi non già ai film di Mel Brooks, ma più a L'aereo più pazzo del mondo oppure Hot Shots!. Non c'è nulla di particolarmente raffinato, l'umorismo a base di gag scatologiche, sessuali o semplicemente infantili si spreca, ed Ezio Greggio, che interpreta anche il "villain" Antonio Motel, sembra non essere mai uscito da una puntata di Drive In e, di tanto in tanto, la sua interpretazione tenta di rifarsi, senza successo, a quelle di Marty Feldman. Questa, ovviamente, è solo la punta dell'iceberg dei difetti del film, ai quali bisogna aggiungere l'approccio grezzo dietro la macchina da presa e la caratteristica "caducità" di buona parte dell'umorismo legato ad elementi tipici dell'epoca, di cui patiscono spesso anche le parodie più riuscite e che rischia di appannarle o renderle meno divertenti per chi non riesce a cogliere il riferimento. Eppure, come ho scritto prima, in questo caso sorvolo su tutto, e per un motivo ben preciso.


Il motivo è che, da bambina, Ezio Greggio mi faceva riderissimo (ora non gli sputerei in faccia nemmeno se bruciasse, all due respect) e non sto nemmeno a dirvi quanto adorassi i film completamente fuori di senno come il già citato Hot Shots!, quindi per me Il silenzio dei prosciutti era il non plus ultra della comicità e quell'imprinting è rimasto intatto fino a oggi, tanto da cancellare dal mio cervello ogni capacità di discernimento critico. Non posso fare altro che sbellicarmi davanti a un grandioso Dom DeLuise che urla "Iggy-Poo!" profondendosi nella soave imitazione del Dottor Hannibal Lecter o ai dialoghi non-sense tra lui e un Billy Zane in stato di grazia, pronto ad abbracciare il trash senza riserve nei panni dello stupidissimo Jo Dee Fostar, e come posso non adorare Ezio Greggio vestito come un becchino, che tratta tutti gli ospiti del suo "cimitero chiamato Motel" con lo scazzo fotonico di un killer costretto a fare il superlavoro? Credetemi se vi dico che, anche a 41 anni, ho riso di cuore per qualsiasi gag, anche la più triste (in questo caso, quella di Pavarotti a pezzi), anche la più becera (quelle che riguardano il grasso Putrid) e che, soprattutto, sono rimasta affascinata da ciò che da ragazzina non potevo comprendere. Ma, signori, avete idea del cast che è riuscito a tirare su Il silenzio dei prosciutti? Mi sembrava di essere in un universo parallelo. In quale favoloso, berlusconiano mondo zeppo di cocaina Ezio Greggio è riuscito a chiamare sul set di una parodia stroncata in ogni dove e distribuita non si sa in virtù di cosa gente come John Carpenter (!!), Joe Dante, John Landis, Martin Balsam (che fa la parodia del suo ruolo più famoso), Mel Brooks, John Astin, Shelley Winters e chi più ne ha più ne metta? E lo stesso Billy Zane, ragazzi, in quegli anni era bello come il sole e all'apice della carriera, è incredibile anche solo pensare che si sia prestato. Per questi e per mille altri motivi continuerò sempre a sbandierare il mio amore per questo frutto di un universo alternativo finito per sbaglio in questo... e continuerò sempre a piangere all'idea che Jurassic Pork non sia mai stato girato mentre ci siamo beccati quell'orrore di Chicken Park!


Dom DeLuise (Dr. Animal Cannibal Pizza), Billy Zane (Jo Dee Fostar), Martin Balsam (Detective Balsam), Shelley Winters (la madre), Tony Cox (Guardia nana), Joe Dante (Moribondo), John Carpenter (Uomo con l'impermeabile) e John Landis (Agente dell'FBI) li trovate ai rispettivi link. 

Ezio Greggio è il regista e sceneggiatore della pellicola, inoltre interpreta Antonio Motel. Piemontese, ha diretto altri film come Killer per caso, Svitati e Box Office 3D: Il film dei film. Anche produttore, ha 67 anni.


Joanna Pacula interpreta Lily Wine. Polacca, ha partecipato a film come Gorky Park, Il bacio del terrore, Virus e Tombstone. Ha 65 anni.  


Stuart Pankin interpreta l'ispettore Pete Putrid. Americano, ha partecipato a film come Attrazione fatale, Aracnofobia, Congo, Striptease, e a serie quali Chips, Saranno famosi, Casa Keaton, Otto sotto un tetto, Ally McBeal, Innamorati pazzi, Walker Texas Ranger, Malcom, Dharma & Greg, Raven e Desperate Housewives; come doppiatore ha lavorato per Darkwing Duck, Bonkers, Dinosauri, Batman, Aladdin, Mucca e pollo, Angry Beavers, Animaniacs e Hercules. Anche sceneggiatore, ha 76 anni.


John Astin interpreta il Ranger. Americano, indimenticabile Gomez originale de La famiglia Addams, ha partecipato a film come West Side Story, Tutto accadde un venerdì, Il ritorno dei pomodori assassini, Gremlins 2 - La nuova stirpe, Killer Tomatoes Strike Back!, Killer Tomatoes Eat France!, Sospesi nel tempo e ad altre serie quali Ai confini della realtà, Dennis the Menace, Star Trek, Batman, Fantasilandia, Il mio amico Arnold, Love Boat, I racconti della cripta, Innamorati pazzi, La signora in giallo, Una bionda per papà e La tata; come doppiatore ha lavorato per Bonkers, Tazmania, Aladdin, Johnny Bravo, Mignolo e Prof. Anche regista, sceneggiatore e produttore, ha 92 anni e un film in uscita.


Charlene Tilton è famosa per avere interpretato una delle sorelle di Bobby nella serie Dallas mentre Bubba Smith, che interpreta Olaf, è l'Hightower della serie Scuola di polizia. Ciò detto, se Il silenzio dei prosciutti vi fosse piaciuto, recuperate Hot Shots!, Hot Shots! 2, Palle in canna, L'aereo più pazzo del mondo, Dracula morto e contento e Robin Hood - Un uomo in calzamaglia. ENJOY!

martedì 2 settembre 2014

NOTTE HORROR 2014: Il cavaliere del male (1995)


Buon martedì zombetti! Siete pronti per le ultime battute della Notte Horror Blog Edition? Stasera tocca a me ed Arwen intrattenervi, lei lo farà con Lo squartatore di New York mentre io ho ripescato dal sottosuolo nientemeno che Il cavaliere del male (Tales From the Crypt: Demon Knight), diretto nel 1995 dal regista Ernest R. Dickerson.


Trama: un uomo fugge da un demone deciso a recuperare un'antichissima chiave colma del sangue di Cristo, l'ultimo tassello per fare piombare la Terra nelle tenebre. L'uomo si rifugia in un motel pieno di persone e la fuga diventa una terribile lotta per la sopravvivenza...


Il cavaliere del male è uno di quegli horror che ho guardato fino alla nausea, arrivando a consumare la videocassetta e versando una lacrima per l'impossibilità di reperirlo in DVD ad un prezzo umano. Razionalmente, mi rendo conto che stiamo parlando di un film supercazzola come pochi, affossato da un adattamento italiano zeppo di battute da avanspettacolo persino peggiori di quelle originali, ma come posso non amarlo quando Billy Zane, qui nei panni di un demone, da letteralmente il bianco ed offre la sua interpretazione più gigionesca ed esilarante? Quest'uomo per tutto il film balla, fa il piacione, sputa spugne dalla bocca, ammicca a vecchi ubriaconi circondato da donnine semi-svestite neanche fosse Rocco Siffredi, scatena la "spada de foco" di Verdoniana memoria e seduce ingenue fanciulle bisognose d'affetto, il tutto senza fare (quasi) una piega mentre attorno a lui si consumano carneficine della peggior specie. Il cavaliere del male, infatti, nonostante i costanti richiami ad un tipo di umorismo fumettistico, ribadito anche in una sequenza in cui si alternano scene filmate e vignette, non lesina i momenti splatter e grotteschi, con corpi che vengono letteralmente dilaniati da demoni deformi e brutti come il peccato; ovviamente la colpa di tanta violenza (nonché dell'abbondanza di tette che spuntano generose nel corso di tutto il film) non è di Dickerson, bensì del del vero regista della pellicola, quel graziosissimo e simpatico Crypt Keeper che spadroneggia nelle scene d'apertura e di chiusura e che presenta Il cavaliere del male come accadeva con gli episodi della serie I racconti della cripta.


Il cavaliere del male è un film adorabile anche perché riunisce attori già comparsi nella serie I racconti della cripta, come William Sadler, e vecchie glorie dell'horror e del fantastico come l'inconfondibile Dick Miller, sempre a suo agio nei panni del vecchio ubriacone, il "nuovo" Herman Munster John Schuck nel ruolo dello sceriffo o l'ex psichiatra del primo Nightmare Charlesh Fleisher, recuperato per interpretare il postino svitato ed innamorato; in una girandola di omaggi e citazioni (tra le più evidenti ci sono Psyco, Aliens - Scontro finale e Jason va all'inferno), momenti tesissimi, spacconate assortite e deliziosi attimi gore, Il cavaliere del male prosegue senza una sola battuta d'arresto nonostante la sceneggiatura improbabile (basterebbe solo il modo in cui viene perpetuato il potere della chiave per far mettere le mani nei capelli a più di uno spettatore!) e la sostanziale monodimensionalità della maggior parte dei personaggi, confermandosi comunque un horror disimpegnato che, a modo suo, è riuscito a fare storia. A mio avviso, non poteva essere altrimenti visti i nomi eccellenti di produttori come Walter Hill e Robert Zemeckis o di un compositore come Danny Elfman, che ha creato l'orecchiabile e a suo modo tetro motivetto che accompagna lo spettatore sia nei titoli di coda che nel prefinale. Insomma, riconosco la natura belinesca dell'opera in oggetto ma nonostante questo la difenderò sempre a spada (de foco) tratta e non posso fare altro che consigliarla neanche fosse un caposaldo del cinema di genere. Guardatelo e mi ringrazierete!


Di Billy Zane (il demone), William Sadler (Brayker), Jada Pinkett Smith (Jeryline), CCH Pounder (Irene) e Dick Miller (Zio Willy) ho già parlato ai rispettivi link.

Ernest R. Dickerson (vero nome Ernest Roscoe Dickerson) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto episodi delle serie Criminal Minds, CSI: Miami, Heroes, Masters of Horror, E.R. Medici in prima linea, The 4400, Weeds, Medium, Dexter, The Walking Dead, Once Upon a Time e Under the Dome. Anche sceneggiatore e attore, ha 63 anni.


John Cassir, doppiatore originale del Crypt Keeper, ha prestato la voce al personaggio in tutte le sue incarnazioni, anche nella serie Racconti di mezzanotte e nel cartone animato Brividi e polvere con Pelleossa (in originale, Tales from the Cryptkeeper). Il cavaliere del male avrebbe dovuto essere il primo di una trilogia di Racconti della cripta, ma il flop al botteghino nel 1996 de Il piacere del sangue (la cui uscita viene annunciata dal Crypt Keeper alla fine dei titoli di coda de Il cavaliere del male) ha ovviamente interrotto l'operazione fino al 2002, anno in cui è stato distribuito per il solo mercato dell'home video RitualIl piacere del sangue lo ricordo pochissimo e Ritual non l'ho mai visto quindi non ve li posso consigliare, ma se Il cavaliere del male vi fosse piaciuto recuperate assolutamente Sospesi nel tempo, I delitti del gatto nero e La notte dei morti viventi. ENJOY!

E se ve li foste persi ecco tutti i post passati e futuri dell'orrorifica rassegna!!


venerdì 14 giugno 2013

Ritorno al futuro - Parte II (1989)

So che avrei dovuto aspettare una riedizione magari l'anno prossimo, ma in questi giorni mi è venuta voglia di rivedere Ritorno al futuro - Parte II (Back to the Future Part II), diretto nel 1989 dal regista Robert Zemeckis.


Trama: Doc torna nel 1985 e convince Marty ad andare nel futuro per impedire un avvenimento che distruggerebbe la famiglia del ragazzo. E' solo l'inizio di una serie di disavventure che porterà di nuovo i nostri eroi a spasso per le epoche...


Ritorno al futuro rimane un film storico e il capitolo della saga a cui sono più affezionata, ma la Parte II è un grandissimo esempio di come, se diretti e sceneggiati con accortezza, anche i sequel possono essere dei capolavori. Nonostante il difficile argomento trattato e gli innumerevoli salti temporali che caratterizzano la pellicola, Ritorno al futuro - Parte II è perfettamente collegato al film precedente (da cui riprende un paio di sequenze chiave e persino un paio di dettagli che sicuramente ad una prima visione sono impossibili da cogliere) e riesce ad approfondire alcuni aspetti dei personaggi che abbiamo imparato ad amare, anche in maniera non del tutto positiva: per esempio, abituati come eravamo a considerare Marty un ragazzo forte e dinamico, ce lo ritroviamo nel futuro quasi più sfigato del padre, prostrato dalla sua tendenza a cadere nei tranelli di chiunque gli dia del codardo e con una famiglia a dir poco disastrata. Inoltre, scorazzando tra  le epoche, gli sceneggiatori giocano ironicamente sia con quello che conoscevamo dei protagonisti del primo film, sia con i simboli dell'epoca in cui è stato girato che, nel futuro prossimo, diventano dei pezzi da museo come il pupazzetto di Roger Rabbit o l'ennesimo episodio de Lo Squalo.


Come trama, quindi, la Parte II si distacca poco da Ritorno al futuro e il meccanismo rimane sempre lo stesso, sia per quanto riguarda i viaggi temporali sia per i villain (anzi, IL villain) che si ripropongono più o meno sempre identici nel corso delle epoche. Se il tono della pellicola precedente era però più ingenuo e scanzonato, questa fa il verso agli apocalittici film di fantascienza che imperversavano in quegli anni e a tratti diventa più cupa ed intricata del capostipite, con i paradossi temporali che rischiano di diventare assai pericolosi, addirittura mortali. Incredibile il lavoro tecnico alle spalle del film, visto che parecchie scene vengono ricreate identiche a quelle di Ritorno al futuro (pensate anche solo ai costumi: nella scena del ballo pare  fosse stata solo Lea Thompson a conservare l'abito, gli altri sono stati ricreati per l'occasione...) e visto che, spesso e volentieri, gli attori devono condividere la scena con i loro doppi, cosa possibile solo con degli effetti speciali più che validi che, tra l'altro, non risentono del passare del tempo. Gli attori offrono, come già nel primo capitolo, un'interpretazione convincentissima ed è impossibile non voler bene ai personaggi di Marty e Doc... in effetti, l'unico difetto che trovo al film è la mancanza di scene e battute destinate a diventare cult, ma la cosa viene ampiamente compensata dal geniale colpo di scena finale: il film si conclude infatti con un cliffhanger non da poco seguito dal trailer del terzo capitolo, che prometteva agli spettatori dell'epoca l'imminente conclusione della saga. Non oso immaginare come si saranno sentiti emozionati i fan seduti sulle poltroncine davanti ad una simile anticipazione.. io, sicuramente, quando avevo visto la videocassetta, mi ero fiondata ad affittare il terzo episodio, di cui troverete la recensione domenica.


Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui. Michael J. Fox (Marty), Christopher Lloyd (Doc Brown), Lea Thompson (Lorraine), Thomas F. Wilson (Biff Tannen/Griff), Elisabeth Shue (che interpreta Jennifer al posto della Claudia Wells del primo episodio, costretta a interrompere la carriera di attrice per stare vicina alla madre malata di cancro), Billy Zane (Match), Elijah Wood (irriconoscibile, interpreta uno dei bimbetti alle prese con il videogioco del bar anni ’80) e George “Buck” Flowers (il barbone) li trovate invece ai rispettivi link.

In questo sequel alcuni personaggi del primo film vengono interpretati da altri attori, è il caso della già citata Elisabeth Shue e anche di Jeffrey Weissman, che ha preso il ruolo di George McFly al posto di Crispin Glover (che peraltro, dopo essere stato sostituito a causa dell’esoso compenso richiesto per comparire nel sequel ha anche fatto causa ai realizzatori della pellicola per aver utilizzato alcune delle sue vecchie scene senza permesso). Inaspettatamente, inoltre, compare tra gli attori anche il bassista dei Red Hot Chili Peppers Flea, nei panni del viscido Needles. Un seguito di Ritorno al futuro non era affatto nei progetti di Zemeckis & co., tanto che se avessero immaginato le intenzioni degli studios non avrebbero mai concluso il primo film facendo salire in macchina con Doc e Marty anche Jennifer (non a caso, la poveraccia viene messa ko all’inizio di Ritorno al futuro – Parte II e non si vede per più di metà film); stantibus rebus hanno ovviamente deciso di essere parte integrante della cosa, tanto che Ritorno al futuro – Parte III, come si evince dal teaser integrato nel finale, è stato girato contemporaneamente al secondo capitolo della saga. Inutile aggiungere quindi che, se Ritorno al futuro – Parte II vi fosse piaciuto, converrebbe recuperare l’intera, bellissima trilogia. ENJOY!

venerdì 7 dicembre 2012

Ritorno al futuro (1985)

Mercoledì sera c'è stato "il raduno" in alcune sale cinematografiche italiane che proiettavano il meraviglioso, storico Ritorno al futuro (Back to the Future), diretto nel lontano 1985 da Robert Zemeckis. Ovviamente, un'occasione così ghiotta non poteva andare sprecata...


Trama: Marty è un adolescente che, durante un esperimento del bizzarro Doc Brown, finisce su una macchina del tempo e viene catapultato negli anni '50. Impossibilitato a tornare a casa e concupito dalla madre adolescente al punto da rischiare di compromettere la sua stessa esistenza futura, il povero Marty cerca così l'aiuto di un più giovane ma sempre geniale Doc...


Un film come Ritorno al futuro non ha assolutamente bisogno di una recensione, perché pur non essendo una pietra miliare del cinema (ma ne siamo proprio sicuri...?) incarna tutto ciò che quelli della mia generazione hanno amato e visto non una, ma tremila volte, al punto da conoscere le battute del film a memoria. E allora, come ho fatto per Ghostbusters - Acchiappafantasmi, ecco "solo" un elenco di motivi per cui chiunque, almeno una volta nella vita, dovrebbe sedersi e guardare questo trionfo di umorismo e avventura anni '80.

HEY tu, PORCO! Levale le mani di dosso!!!
Innanzitutto per i personaggi. Marty McFly (e Michael J. Fox di conseguenza!!) è il prototipo dell'adolescente "figo". Ma non figo nel senso di fighetto, di precisino, di elegantino, ma proprio figo: simpatico, brillante anche nel suo essere sfigato, in grado di cavarsela in ogni situazione e con uno spropositato senso dell'umorismo. Impossibile non applaudire davanti alle sue storiche evoluzioni sullo skateboard o al modo in cui riesce a mettere nel sacco il prepotente Biff, perché parliamo di sequenze che hanno fatto storia. Così come hanno fatto storia lo sguardo stralunato di Doc Brown, un Christopher Lloyd mai così indimenticabile, e il suo assurdo modo di parlare (il gigowatt, il cerimoniale ritmico...!), gli straordinari strafalcioni del timidissimo George McFly (immancabile l'urlo in mezzo alla sala "Hey tu, porco!! Levale le mani di dosso!!" ma anche "E' il delfino che ci unisce" non è male...!), l'aspetto da madonnina infilzata di Lorraine, che tanto gentile e tanto onesta pare e poi... vabbé!, oppure l'"Hallo??hallo?? C'è nessuno in casa?" dell'odioso Biff. Insomma, un mix di caratteri così ben distribuiti in grado di generare personaggi indimenticabili è qualcosa che non si vede tanto spesso in un film.


Seconda cosa: la trama. Difficilotta da comprendere per la bambina di sette, otto anni che ero quando ho visto per la prima volta Ritorno al futuro (ma il secondo era anche più incasinato). Un ragazzo che parte dal 1985, torna indietro negli anni '50 e modifica il futuro, ovvero il suo presente, rischiando di venire violentato dalla madre e cercando di rimediare ai paradossi temporali che tanto fanno orrore a Doc... non è facile tenere le redini di una trama così, soprattutto perché nerd e spettatori "cinici" hanno mille appigli per trovare difetti ed errori o fare elucubrazioni: perché Doc non ha il giubbetto antiproiettile nelle prime scene del film? Perché i genitori di Marty non si ricordano di averlo conosciuto negli anni della loro adolescenza? Perché Marty arriva a casa e si stupisce di vedere la sua famiglia così cambiata, sul finale? Tutte domande che ho sentito fare al cinema e di cui ho letto su internet, ma io dico: non fatevi domande e guardatevi il film con gli occhi di un bambino innocente, per cortesia!! Lasciate le questioni strane all'uomo fumetto de I Simpson! Assaporate il vero spirito d'avventura degli anni '80 e ciò che di meglio potevano offrirci intraprendenti autori come Zemeckis, perché in Ritorno al futuro non c'è un solo momento di noia né un singolo tempo morto e quest'atmosfera frizzante ed elettrica si mantiene inalterata fino alla conclusione!


Arriviamo infine alla realizzazione del film (che, tra l'altro, si è portato a casa anche un Oscar per i migliori effetti sonori e altre tre nomination). Superba, semplicemente. Una colonna sonora da urlo, che conta musiche originali e hit degli anni '50, con una strizzata d'occhio a grandi musicisti come Chuck Berry. Passando a scenografie e costumi, si ravvisa una cura certosina sia per i dettagli (all'inizio, notate come tra gli orologi ce ne sia uno con un uomo appeso ad una delle lancette, come succederà poi a Doc sul finale...), che si manifesta specialmente nelle differenze che caratterizzano gli stessi luoghi e personaggi nelle due epoche, come i genitori di Marty e Biff, oppure il cinema trasformato in sala a luci rosse, la proprietà di Mr. Peabody trasformata in centro commerciale, il giubbotto "da marinaio" di Marty, ecc. ecc. Geniale, infine, l'idea di usare una VERA automobile come macchina del tempo: il design della DeLorean era già sufficientemente all'avanguardia negli anni '80 e nel passato può tranquillamente venire confusa con un'astronave spaziale, senza contare che la difficoltà di trovare il carburante adatto per il salto temporale (il plutonio mica lo vendono al supermercato!!) da il La all'altra sequenza assolutamente indimenticabile, quella dell'attacco dei libici. E con un ultimo "Scappa Marty! I libici!!", altra battuta cult che ricordo dall'infanzia, vi dico di recuperare assolutamente Ritorno al futuro se non l'avete mai visto... e di riguardarlo per l'ennesima volta se, come me, lo annoverate tra gli immancabili cult della vostra vita. Per ora è tutto, ci risentiamo quando riproporranno nelle sale il secondo capitolo, e ricordate: "non esistono strade... nel futuro!!".


Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui mentre Christopher Lloyd (Dr. Emmet Brown), Billy Zane (uno degli sgherri di Biff) e George "Buck" Flower (Red Thomas, il barbone che compare verso la fine del film) li trovate ai rispettivi link.

Michael J. Fox (vero nome Michael Andrew Fox) interpreta Marty McFly. Idolo assoluto della mia infanzia al pari di Bill Murray, purtroppo costretto a ridurre di parecchio la sua attività di attore fin quasi a ritirarsi dalle scene per una grave forma del morbo di Parkinson, lo ricordo per film come Voglia di vincere, Il segreto del mio successo, Ritorno al futuro - parte II, Ritorno al futuro - parte III, Doc Hollywood - Dottore in carriera, Caro zio Joe, Sospesi nel tempo, Mars Attacks! e ha partecipato alle serie Love Boat, Casa Keaton, Racconti di mezzanotte e Scrubs; inoltre, ha lavorato come doppiatore per i film Stuart Little - Un topolino in gamba, Atlantis - L'impero perduto e la serie Phineas & Ferb. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 51 anni.


Lea Thompson interpreta Lorraine. Americana, la ricordo per film come Lo squalo 3, Howard... e il destino del mondo, Ritorno al futuro - parte II, Ritorno al futuro - parte III, Dennis la minaccia e J.Edgar, inoltre ha partecipato alle serie Racconti di mezzanotte, Friends e Robot Chicken. Anche produttrice, regista e sceneggiatrice, ha 51 anni e un film in uscita.


Crispin Glover interpreta George McFly. Americano, lo ricordo per film come Venerdì 13 Parte IV: Capitolo finale, Cuore selvaggio, The Doors, Buon compleanno mr. Grape, Dead Man, Larry Flint - Oltre lo scandalo, Charlie's Angels, Charlie's Angels - Più che mai, La leggenda di Beowulf (era il Grendel, nientemeno!!) e Alice in Wonderland, inoltre ha partecipato alle serie Happy Days e Casa Keaton. Anche regista, produttore e sceneggiatore, ha 48 anni e un film in uscita.  


Thomas F. Wilson (vero nome Thomas Francis Wilson Jr.) interpreta Biff. Americano, lo ricordo per film come Ritorno al futuro - parte III, inoltre ha partecipato alle serie Supercar, Sabrina vita da strega, Nash Bridges, Two and a Half Men, Cold Case, Dr. House, Bones e Ghost Whisperer.  Ora soprattutto doppiatore, ha lavorato nelle serie Back to the Future, Gargoyles, Pinky and The Brain, The Angry Beavers, Spongebob Squarepants (anche nel film), Batman: The Brave and the Bold e I Griffin. Anche produttore e sceneggiatore, ha 53 anni e un film in uscita.


Marc McClure interpreta il fratello di Marty, Dave. Americano, ha partecipato a film come Tutto accadde un venerdì, Superman, Superman II, Superman III, Supergirl la ragazza d'acciaio, Superman IV, Ritorno al futuro - parte III, Apollo 13 e a serie come Happy Days, La famiglia Bradford, Hunter, Beverly Hills 90210, Nash Bridges, E.R. Medici in prima linea, Cold Case e Smallville. Ha 55 anni e due film in uscita.


Frances Lee McCain, che interpreta la madre di Lorraine, è stata anche la madre di Billy nell'altro film cult anni '80 per eccellenza, I Gremlins. Rimanendo sempre in tema di attori, Michael J. Fox è sempre stata la prima scelta per il ruolo di Marty. Tuttavia, a causa dei pressanti impegni con la serie Casa Keaton, era stato costretto a rifiutare e la parte era finita ad Eric Stoltz che aveva girato anche parecchie scene prima di risultare inadatto e lasciare così nuovamente la parte ad un Michael J.Fox che si è ritrovato costretto a fare innumerevoli tour de force tra i due set. Parlando invece della trama, pare che in origine non si fosse pensato di girare dei seguiti del film (effettivamente il To be continued a cui siamo abituati fin dagli anni '80 nel film che ho visto al cinema non c'era) e che, addirittura, il finale prevedesse un 1985 fermo alla mentalità degli anni '50 a causa delle continue interferenze di Marty. Interessanti anche le differenze tra l'adattamento italiano e la versione originale del film, causate dal fatto che le marche citate, all'epoca, erano praticamente ancora sconosciute nel nostro paese: Marty viene ribattezzato Calvin Klein e non Levi Strauss e al bar chiede la TaB (una versione dietetica della Coca-Cola) e non una "Fanta senza". Infine, oltre ai seguiti "canonici", ovvero Ritorno al futuro - parte II e Ritorno al futuro - parte III, esiste anche un simpatico spin - off animato della serie, Ritorno al futuro, che è andato in onda negli anni '90 sulle reti Mediaset. Senza andare a disseppellire questo dinosauro, comunque, se il film vi fosse piaciuto consiglio la visione di Navigator e Pleasantville. ENJOY!!

giovedì 22 settembre 2011

Recensione: Critters (1986)

Nostalgia nostalgia “chénégliaaaaHHH” si cantava in altri tempi più felici, quando Al Bano e Romina ci davano ancora modo di credere nell’amore eterno, per dire. O quando anche una belinata di film come Critters, diretto nel 1986 da Stephen Herek, assurgeva al ruolo di cult e anche il solo sentirlo nominare metteva i brividi a me che ero piccina picciò.



Trama: in un paesotto campagnolo americano atterrano i Critters, un gruppetto di alieni pelosi, cattivi e mordaci, che non ci pensano due volte ad assediare una sfigatissima famiglia di autoctoni. Nel frattempo, dallo spazio, arrivano anche due cacciatori di taglie sulle tracce degli extraroditori…



Ho dovuto compiere i trenta prima di riuscire a vedere Critters. Non che le occasioni mi fossero mancate negli anni ’80, complice un cugino “merda” (con affetto, ovviamente!!) dall’insana passione per gli horror, ma grazie ad una madre premurosa, a leggende metropolitane legate alla presunta sanguinosità della pellicola in questione e ad una mia vaga codardia, non c’ero mai riuscita prima. In compenso, ho avuto modo di innamorarmi dei Gremlins, di cui alla fine Critters è una vaga e un po’ scadente scopiazzatura, anche se dallo spirito più affine ai b – movie di fantascienza anni ’50. Visti i presupposti, immaginate quindi la mia perplessità durante e dopo la visione del film! Critters di horror ha giusto un 10%, il resto è puro, esilarante e quasi commovente trash USA.



Prendete una roccia di cartone che vaga nello “spazio”, prendete gli alieni carcerieri più tristi che possiate immaginare e metteteli a parlare di un fantomatico “carcere intergalattico” da cui scappano i terribili Critters. Prendete poi due cacciatori di taglie decisi ad ingabbiare gli extraroditori, due alieni senza faccia che, chissà perché, decidono di assumere l’aspetto degli umani più orrendi e bolsi sulla faccia del pianeta. Inserite il tutto nella tipica provincia cafona USA che tutti conosciamo e amiamo, con sceriffi rincoglioniti, ubriaconi del paese e l’ovvia famiglia composta da padre e madre amorevoli e lavoratori, figlio minore scapestrato e furbetto, figlia maggiore vanerella e zoccoletta ma dal cuore d’oro e avrete il mix ideale per un film à la Tremors altrettanto divertente anche se più povero.



Del tanto temuto gore che immaginavo da piccola non c’è praticamente nulla: qualche morso ben dato ai protagonisti principali, un paio di mucche e galline sbranate e un'altra morte fuori campo (o meglio, sotto una macchina!), per il resto i Critters si limitano a mostrare le zannine e il brutto musetto o a saltellare qua e là come tanti porcospini, risultando talvolta inarrestabili, talvolta intimoriti dalla semplice vista di un fucile, comunque abbastanza spaventevoli e divertenti (il Critter che stacca la testa al pupazzetto di ET è geniale!). Mai spaventevoli, ovviamente, come la faccia dell’alieno/rockstar, dalla capigliatura marmorea quanto la sua espressione, o come gli orridi effetti speciali, con le astronavi identiche a quelle di Big Jim. E proprio per tutte queste cose, senza dimenticare il finale che mescola Mulini Bianchi a bastardate da primato, nomino Critters film imperdibile e degno di essere messo tra i cult infantili riscoperti troppo tardi!



Di Dee Wallace, qui nei panni di mamma Helen, ho già parlato qua, mentre Lin Shaye, che qui interpreta Sally, la trovate qua.

Stephen Herek è regista e sceneggiatore del film. Americano, ha girato film come I tre moschettieri e La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera. Anche produttore, ha 53 anni e un film in uscita.



Il regista è quello basso!



Billy Zane (vero nome William George Zane Jr.) interpreta Steve. E’ vero che compare solo per una decina di minuti nel film, ma siccome lo trovo un gran fico, soprattutto quando interpreta Satana nel film I racconti della Cripta – Il cavaliere del male, e siccome ha interpretato il ruolo di Joe Dee Foster nel geniale (e non mi vergogno assolutamente a dirlo!!) Il silenzio dei prosciutti, non fa male citarlo e ripercorrerne un po’ i trascorsi. Tra i suoi altri film ricordo Ritorno al futuro, Ore 10: Calma piatta, Ritorno al futuro parte II, Orlando, Acque profonde e Titanic, inoltre ha partecipato a serie come La signora in giallo, Twin Peaks e Streghe. Americano, anche produttore e regista, ha 45 anni e dieci film in uscita.



M. Emmet Walsh (vero nome Michael Emmet Walsh) interpreta lo sceriffo Harv. Americano, ha partecipato a film come Blade Runner, Bigfoot e i suoi amici e Romeo + Giulietta, oltre a serie come Starsky & Hutch, La casa nella prateria, Ai confini della realtà, Flash, Quell’uragano di papà, Oltre i limiti, X – Files, NYPD e Frasier. Ha 76 anni e un film in uscita



Scott Grimes interpreta il piccolo Brad. Difficile riconoscere lo scapestrato e simpatico ragazzino di allora nel più odioso degli ultimi protagonisti della serie E.R. Medici in prima linea, il pel di carota Dottor Morris, eppure eccolo lì! Tra gli altri film a cui ha partecipato l’attore americano segnalo Critters 2, mentre per quanto riguarda le serie televisive, lo trovate in episodi di Ai confini della realtà, Party of Five, Band of Brothers e Dexter; inoltre, in originale presta la voce a Steve, il figlio adolescente di American Dad!. Ha 40 anni e un film in uscita.



Del film esiste anche un finale alternativo “più realistico”, nel quale i danni provocati dagli alieni non si risistemano. Se Critters vi fosse piaciuto, sappiate che ne esistono tre seguiti: Critters 2 del 1988, Critters 3 del 1991 (con un giovanissimo Leonardo Di Caprio) e Critters 4 del 1992. Ovviamente, liberissimi di guardarvi anche due capolavori del genere come il sottovalutato Tremors oppure Essi vivono di John Carpenter. E ora vi lascio col trailer originale del film... ENJOY!!

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