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martedì 24 marzo 2015

Crossposting: Cenerentola (2015)

Dopo aver parlato ieri del Classico originale Disney, il Crossposting con Prevalentemente Anime e Manga dedicato alla bella Cenerella continua con Cenerentola, diretto dal regista Kenneth Branagh.

QUI trovate il post di Acalia! ENJOY!



Trama: il padre della giovane Ella, un commerciante spesso in viaggio per lavoro, decide dopo la morte dell'amata moglie di risposarsi con un'arrampicatrice sociale che porta in dote due figlie sciocche e maleducate. Quando anche il padre muore, Ella viene ridotta a far da serva al trio di megere, che iniziano a chiamarla Cenerentola, finché un giorno la giovane non incontra il Principe...


Anastasia, Genovéffa, salutate la dignità di Branagh, laggiù...!
"Perché no?" Il senso dell'operazione che ha portato su grande schermo un live action sostanzialmente identico al classico Disney Cenerentola potrebbe interamente riassumersi in questa domanda retorica, la stessa che rivolge la protagonista al Principe Keith quando lui, giustamente, le chiede "Perché proprio delle scarpette di cristallo? (Che, povera minchietta, peseranno 27 kg l'una e saranno scomodissime?)". Ovvero, se cercavate nell'ultima opera Branaghiana un film che potesse  gettare una luce moderna o perlomeno razionale sulle dinamiche che governavano il cartone animato, poveri voi. Qualche cambiamento, per quanto minimo, effettivamente c'è, diamo a Cesare quel che è di Cesare: questa nuova Cenerentola aggiusta il tiro rendendo più plausibile sia il modo in cui viene indetto il famoso ballo conferendo un po' di spessore, indipendenza e spirito d'iniziativa ad un Principe che nel cartone originale era giusto un pezzo di carta da parati messo lì per caso, sia quello in cui detto Principe e Cenerentola si incontrano per la prima volta e si innamorano. La sceneggiatura introduce inoltre i sempre graditi intrighi di corte (ciao ciao, simpatico Granduca Monocolao, benvenuto perfido Stellan Skarsgard) e la storia di Cenerentola passa dal raccontare la giusta e legittima riappropriazione dello status sociale da parte di una fanciulla di sangue blu trasformata in servetta, al rappresentare la scalata verso il successo di una borghese sognatrice dall'animo gentile, così che tutte le bambine povere del mondo possano cantare "Ce la farò, io ce la farò" come la vecchia Raffa in TV sperando di riuscire anche loro a fare prima o poi capitolare un calciatore, un attore o un tarro di Geordie Shore. Ma queste, signori, sono quisquilie.

Ma che, davéééro??!!
Se fossi un regista dall'ego smisurato come Kenneth Branagh, non mi accontenterei di questi piccoli cambiamenti! Pretenderei invero una sceneggiatura scespiriana in grado di sviscerare i complessi sentimenti che sicuramente avranno fatto turbinare la testa di Ella non tanto davanti alla bellezza del Principe, quanto piuttosto davanti all'odio irrazionale di Matrigna e Sorellastre; se fossi stata Kenneth Branagh avrei chiesto a gran voce un confronto adulto e sul filo del rasoio tra Ella e la Matrigna, non l'ennesimo "Perché no?" rifilato alla protagonista disperata quando si decide finalmente a chiedere alla madre surrogata il motivo di tanto odio (va bene, il padre di Ella non ti amava quanto la sua defunta moglie ma tu te lo sei sposato per interesse, ti serviva una sguattera perché non potevi mantenere la servitù, la Convenzione di Ginevra nel regno non sanno nemmeno cosa sia, d'accordo, ma la cosa deve finire lì, non puoi infierire in questo modo contro sta poveraccia, a meno che non t'abbia ammazzato il gatto Lucifero!!); se fossi stata Kenneth Branagh avrei chiesto la testa dello sceneggiatore che mi avesse propinato l'ennesima apologia del coraggio e della gentilezza che spalancano le porte all'amore a prima vista, all'io ti amo "perché sì" e tutti allora decidono di cambiare le regole secolari del regno al grido di "perché no?"; se fossi stata Kenneth Branagh avrei concertato una fine spettacolare per matrigna e soprattutto sorellastre, che nella fiaba originale venivano accecate da una colomba per aver osato cercare di rientrare nelle grazie di Cenerentola durante il matrimonio col Principe. Purtroppo, non sono Kenneth Branagh e mi sono trovata così davanti una gradevole ma inutile e dimenticabile fiera del cosplay che, bene o male, ripropone piuttosto fedelmente la vecchia pellicola Disneyana.

We are men, we are men in tights!
L'ego gigantesco di Branagh si è dunque tradotto essenzialmente nella pacchianeria barocca di costumi e scenografie e nella strabordante e virilissima abbondanza di prominenti verghe maschili inguainate in attilate calzamaglie. Che, ti dirò, caro Kenneth, se anche non mi schiaffavi in faccia quegli imbarazzanti rigonfiamenti messi in ogni inquadratura andavo comunque a dormire serena, eh. La strafottente arroganza architettonica del Branagh già si poteva notare in Thor ma qui ha costretto il buon Dante Ferretti a ricostruire quadri rococò come L'altalena di Fragonard e a sfondare il set di lampadari giganteschi e stucchi come se piovessero, con l'aggiunta di orde di putti dorati vomitanti interi palazzi realizzati in CG. Io, da brava bambina, su questo aspetto ho preferito sorvolare perché speravo di rifarmi gli occhi con gli abiti. E invece, anche lì, kitsch a palate. Milena Canonero si è probabilmente data malata, Coleen Atwood si dev'essere ricordata di aver lasciato aperto il gas ed è rimasta "solo" Sandy Powell: il risultato, oltre alle tutine peniche, è stato quello di vedere le due Sorellastre ricoperte da una carta simile a quella dei cioccolatini, Cenerentola ornata di farfalle e strass manco fosse una scolaretta alla sua prima uscita in discoteca e una Fata Madrina spumosa come un Puff al formaggio e altrettanto stucchevole. Per quel che concerne il guardaroba, l'unica che si salva è l'elegantissima, meravigliosa Cate Blanchett ma anche la sua sguaiata matrigna con l'espressione alla "me cojoni" non regge il confronto con la perfida, aristocratica Lady Tremaine del cartone. In generale, c'è da dire che gli attori non sono male, anzi, sono tutti abbastanza in parte e il Principe non è neppure ottuso ed inespressivo come la maggior parte dei suoi colleghi (se ripenso al crétin di Maleficent mi sento male!) ed è un discreto figonzo ma sinceramente quello che a me ha fatto orrore più di tutto sono i cocchieri-Visitors, punta dell'iceberg di un bestiario di creature computerizzate in grado di privarmi di ogni residua poesia: l'oca antropomorfa e i ratti cavallini popoleranno i miei incubi per mesi, ve l'assicuro. Insomma, lì per lì sono uscita dal cinema divertita ma più ci penso più mi rendo conto che Cenerentola è una bella pacchianata. Non è da scomunicare come Maleficent o Biancaneve e il cacciatore, ci mancherebbe, però è fondamentalmente inutile nel suo essere una semplice riproposta "in carne e ossa" di un cartone animato degli anni '50; aggiornarlo un po' nei contenuti (non solo nella simpatica idea di creare un villaggio che è un meltin'pot di razze), magari aggiungendo qualche dettaglio che potesse non già cambiare la storia, ma perlomeno approfondire cose già risapute, non sarebbe stato male. Quel dommage!

Cenerentola sta per essere divorata.
P.S. Prima di Cenerentola c'è il corto animato Frozen Fever, una sorta di breve sequel di Frozen - Il regno di ghiaccio ambientato il giorno del compleanno di Anna. Non aggiunge nulla alla trama principale del film (per quello dovremo aspettare Frozen 2, che probabilmente uscirà a Natale nel 2017) ma è ben realizzato e da in pasto allo spettatore un branco di personaggini deliziosi, oltre a mostrare un'Elsa tenerissima, a proposito della quale avrei una domanda: ma come diavolo fa a creare dal nulla qualsiasi tipo di abito? E' la regina dei ghiacci o delle stoffe? Mah, mistero!


Del regista Kenneth Branagh ho già parlato QUI. Cate Blanchett (la matrigna), Helena Bonham Carter (la fata madrina), Stellan Skarsgård (il Granduca), Holliday Grainger (Anastasia), Derek Jacobi (il Re) e Hayley Atwell (la madre di Ella) li trovate invece ai rispettivi link.

Ben Chaplin (vero nome Benedict John Greenwood ) interpreta il padre di Ella. Inglese, ha partecipato a film come La sottile linea rossa, Lost Souls - La profezia, Birthday Girl e Dorian Gray. Ha 45 anni.


La Cenerentola Lily James fa parte del cast di Downton Abbey (come anche Sophie McShera, alias Genoveffa) e la ritroveremo sul grande schermo verso fine anno con il film tratto da Orgoglio, pregiudizio e zombie, dove interpreterà Elizabeth Bennet mentre il Principe Richard Madden è figlio del Trono di spade e aveva già partecipato al film I segreti della mente. Per la cronaca, il ruolo di Ella era stato offerto a Emma Watson, che lo ha rifiutato preferendo partecipare ad un altro film che sta già procurandomi notevoli incubi, ovvero la versione live action del mio adorato La bella e la bestia, che dovrebbe uscire nel 2017; altre candidate per la parte di Ella erano Imogen Poots, Bella Heathcote e Margot Robbie. Ci sono stati cambiamenti anche dietro la macchina da presa: la prima scelta della produzione era stato il regista di Non lasciarmi, Mark Romanek, che tuttavia ha abbandonato il progetto per "divergenze creative". Detto questo, se Cenerentola vi fosse piaciuto recuperate la Cenerentola di cui abbiamo parlato ieri, La leggenda di un amore - Cinderella, Come d'incanto e Biancaneve di Tarsem. ENJOY!

domenica 26 maggio 2013

Helena Bonham Carter Day - Grandi speranze (2012)


Finalmente una donna!! Dopo tutte le celebrazioni dedicate ad attori uomini, oggi cade invece l'Helena Bonham Carter Day, dedicato all'attrice inglese che, proprio in questo giorno, compie 47 anni. L'inglesotta moglie di Tim Burton è una delle mie attrici preferite, nonostante la sua carriera si sia troppe volte fossilizzata in alcune "fasi" composte da personaggi tutti più o meno identici, ovvero eleganti damigelle in costume nel periodo giovanile, inquietanti pazze dallo sguardo pallato e i capelli spettinati durante il post-Burton, con qualche sporadica variazione qua e là. Visto quello che ho scritto, temo avrete già capito che il film da me scelto per celebrare Helena, Grandi speranze (Great Expectations), diretto nel 2012 dal regista Mike Newell, non mi ha entusiasmata più di tanto...


Trama: il giovane apprendista fabbro Pip viene aiutato da un misterioso benefattore e condotto a Londra per diventare un gentiluomo. Il carattere umile del ragazzo cambierà parecchio, ma quello che non verrà mai meno sarà il tormentato amore per Estella, figlia senza cuore dell'inquietante Miss Havisham...


Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Helena Bonham Carter non ha un ruolo preponderante, in questo film tratto da uno dei più famosi romanzi di Charles Dickens, nonostante il personaggio di Miss Havisham sia molto importante. Parliamo di una donna misteriosa e manipolatrice, ridotta alla follia e ad avere sfiducia nei confronti del prossimo da un tristissimo passato, nonché il mezzo attraverso cui il protagonista Pip arriva a conoscere l'amore della sua vita, Estella. Subdolamente, la donna riesce a legare a lei e alla figlia questo povero apprendista, illudendolo ed ingannandolo in maniera sempre molto sottile, usando la reticenza più che la menzogna, nonostante alla fine il gioco le sfugga un po' di mano e anche lei riconosca con stupore la propria inutile perfidia. Insomma, non ho mai letto Grandi Speranze ma mi è parso di capire che Miss Havisham sia un personaggio fondamentale e potenzialmente ben costruito... tuttavia la Bonham Carter si limita, come ho anticipato nel paragrafo iniziale, a vagare per il set con lo sguardo allucinato e perennemente stupefatto della pazza furiosa, avvolta negli abiti de La sposa cadavere e (s)pettinata come la Thénardier. Insomma, un incrocio tra Bellatrix Lestrange, Mrs. Lovett e la povera Elizabeth di Frankenstein di Mary Shelley (il destino finale, d'altronde, è lo stesso. Ma la Bonham Carter non è stufa di far sempre la parte della porchetta alle sagre??), un ripetersi di caratteristiche già viste che ormai fa un po' lo stesso effetto del Johnny Depp post-Jack Sparrow. Però diciamo che anche il resto del film non è poi questo gran modello di innovazione.


Io adoro Dickens, amo perdermi nei suoi intrighi fatti di persone senza cuore, poveri ingenuotti sballottati dalla furbizia altrui e incredibili mescolanze di segreti, parentele, adozioni, etc. etc. Eppure, questo Grandi speranze cinematografico non appassiona neppure per un istante, tutto sembra capitare secondo uno schema ben preciso che non lascia mai il minimo dubbio allo spettatore, a cui ogni evento viene scodellato bello pronto, ripulito e spiegato. L'unica cosa incomprensibile, a dir la verità, è l'incredibile stupidità di Estella (la storia che la madre l'ha cresciuta in quel modo regge fino ad un certo punto...) e la conseguente decisione di Pip di essere un Servo della Gleba dall'occhio spento e il viso di cemento per tutta la durata della pellicola, per il resto l'identità del benefattore del protagonista si può intuire praticamente fin dalla prima sequenza. La sceneggiatura lascia quindi parecchio indifferenti e lo stesso vale purtroppo per la regia del veterano Mike Newell, priva di guizzi interessanti o di sequenze degne di essere ricordate (di solito impazzisco per i costumi, qui non sono degni di nota nemmeno quelli...). Gli attori, quasi tutti reduci dalla saga Harry Potter, portano a casa un'interpretazione assolutamente nella norma. Anzi, a dire il vero Ralph Fiennes parrebbe persino un po' svogliato, mentre i giovani Jeremy Irvine e Holliday Grainger sono privi di carisma, un paio di visetti carini facilmente dimenticabili. Insomma, Grandi speranze, piccolo film. Peccato, speravo di celebrare Helena Bonham Carter con qualcosa di meglio, quindi andatevi a rileggere gli altri post a lei dedicati presenti sul Bollalmanacco:

Sweeney Todd (2007), con la sua terrificante, deliziosa e malvagissima Mrs. Lovett.


Harry Potter e il Principe mezzosangue (2009), Harry Potter e i doni della morte - Parte I (2010), Harry Potter e i doni della morte - Parte II (2011), dove incarna alla perfezione uno dei personaggi più belli della saga dedicata al maghetto occhialuto.


Alice in Wonderland (2010), la sua Regina Rossa è il personaggio più bello di un film assolutamente DImenticabile.


Il discorso del re (2011), rimaniamo sempre in ambito regale ma più realistico. Per una volta la vediamo come paffutella, dolce e comprensiva  moglie del sovrano balbuziente.


Dark Shadows (2012), dove compare in una piccola ed inusuale parte che la vede coinvolta nelle sequenze più esilaranti della pellicola.


Les Misérables (2012), dove interpreta una Madame Thénardier praticamente perfetta (tranne per l'accento), impagabile nei duetti con Sacha Baron Cohen.


E se ancora non vi basta, ecco dove potete trovare altri validissimi omaggi alla festeggiata del giorno. ENJOY!!

In Central Perk - La Dea dell'Amore
La Fabbrica dei Sogni - La Fabbrica di Cioccolato
Montecristo - Novocaine
Movies Maniac - Alice in Wonderland
Scrivenny - Il Discorso del Re
The Obsidian Mirror - Sweeney Todd
Triccotraccofobia - Frankenstein di Mary Shelley
White Russian Cinema - Fight Club

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