Trama: Grace si risveglia in un letto d'ospedale, accusata dello sterminio della famiglia del marito, i Le Domas. Convinta che la cosa peggiore che potrebbe capitarle è un ergastolo, si ritrova invece di nuovo vittima di una caccia all'uomo legata al culto di Le Bail e Satana, stavolta assieme alla sorella...
Finché morte non ci separi è uno dei film che più ho amato negli ultimi anni, al punto da averlo già riguardato tre o quattro volte, il che per me è un evento assai raro da un ventennio a questa parte. Il motivo risiede essenzialmente in un paio di cose. La prima, ovviamente, è la presenza di Samara Weaving, che qui interpreta un personaggio cazzutissimo, e sapete quanto adori le eroine femminili che picchiano come fabbri ferrai. La seconda, assieme all'abbondanza di umorismo nero e di personaggi talmente stupidi da fare il giro, è la cura con cui gli sceneggiatori hanno tratteggiato un background molto interessante, riproposto con attenzione nella scelta delle scenografie e dei complementi d'arredo che le ornano. Nel primo film, infatti, Grace si trovava in balìa di una famiglia arricchitasi con i giochi di società, che seguiva ciecamente le regole e i riti del misterioso Signor Le Bail, benefattore in pesantissimo odore di satanismo e custode di una tradizione centenaria. Come d'uso comune, il sequel prende gli stessi elementi che hanno decretato il successo del primo film e li esagera, in questo caso addirittura li moltiplica: per esempio, al posto di una sola bionda cazzuta ne abbiamo due, in quanto a Grace si aggiunge la sorella "perduta" Faith. Questo aspetto di Finché morte non ci separi 2 è l'eredità di un altro film che stavano progettando i registi, e si allaccia al discorso iniziato con i primi due episodi del nuovo Scream, che giocava molto sul rapporto tra sorelle distanti, sulla necessità di tagliare i legami per il bene di entrambe le persone coinvolte, e sul dolore che dà adito ad inevitabili incomprensioni. Finché morte non ci separi 2 si prende il tempo di ragionare sui traumi familiari di Grace e Faith, raccontando un progressivo riavvicinamento, ma mette in scena anche un altro tipo di rapporto fraterno, quello tra Ursula e Titus, distorto non già dalla lontananza ma dalla troppa prossimità, e che, a differenza di quello tra le due protagoniste, si sfalda man mano che il film prosegue, in un interessante parallelo. Ciò rende il film molto più cupo e malinconico del suo predecessore, ma per fortuna gli sceneggiatori non si sono dimenticati dell'aspetto demenziale che tanto avevo adorato, e neppure del worldbuilding legato a Le Bail.
Se in Finché morte non ci separi c'era solo una famiglia di scappati di casa, qui ce ne sono addirittura cinque, senza dimenticare il loro mefistofelico avvocato. Rispetto ai Le Domas, c'è da dire che buona parte delle new entry sono un po' più "navigate" e addentro a giochi di potere ed omicidi, quindi si perde un po' quell'atmosfera da dilettanti allo sbaraglio che era una delle carte vincenti del primo film, ma le inviolabili regole di Le Bail si fanno ancora più intriganti e, comunque, ci sono parecchi personaggi di livello anche qui. Finché morte non ci separi 2 riconferma la capacità dei registi di mettere assieme cast corali dove chiunque riesce a ritagliarsi il suo momento di gloria, non solo la sempre divina Samara Weaving con i suoi favolosi urli da banshee e gli scoppi graditissimi di ultraviolenza, la quale ha un'alchimia perfetta e credibile con la "sorellina" Kathryn Newton; non sto a spoilerare, ma in cima alla classifica di personaggi preferiti ci sono l'imperturbabile avvocato Elijah Wood, i figlioli di Nestor Carbonell (ognuno, a suo modo, favoloso), e un Kevin Durand che si vede troppo poco ma si fa volere benissimo, ma anche la "maggiordoma" Pernilla non fa rimpiangere il suo predecessore, riproponendosi come punto di partenza della rivalsa della bassa manovalanza contro la "fucking rich people" che infesta il film. Forse l'unico elemento in cui Finché morte non ci separi 2 risulta un po' debole è un'inevitabile ripetitività che priva di forza gli aspetti scioccanti del primo capitolo (anche se comunque è sempre una soddisfazione vedere la gente che esplode male); inoltre, ma dovrei riguardarlo un paio di volte per riconfermare la mia opinione, mi è parso che il film fosse meno fantasioso per quanto riguarda le scenografie, nonostante una gradita ed affascinante apertura al satanismo tout court nelle sequenze finali, che si giocano il premio per le scene migliori assieme allo showdown matrimoniale sulle note di Total Eclipse of the Heart, brano decisamente calzante. Mi fermo qui col post, non perché Finchè morte non ci separi 2 non mi sia piaciuto, visto che l'ho adorato, ma per evitare di incappare nello sgradevole terreno dello spoiler. Se siete fan del primo film, vi piacerà molto anche questo e vorrete che Grace e Faith tornino in un sequel... anche se loro, poverine, non saranno troppo d'accordo.
Dei registi e co-sceneggiatori Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett ho già parlato QUI. Samara Weaving (Grace MacCaullay), Kathryn Newton (Faith MacCaullay), Elijah Wood (l'avvocato), Sarah Michelle Gellar (Ursula Danforth), David Cronenberg (Chester Danforth), Nestor Carbonell (Ignacio El Caído) e Kevin Durand (Bill Wilkinson) li trovate invece ai rispettivi link.
Shawn Hatosy interpreta Titus Danforth. Americano, ha partecipato a film come In & Out, The Faculty e a serie quali Six Feet Under, CSI - Scena del crimine, E.R. - Medici in prima linea, Numb3rs, My Name is Earl, CSI: Miami, Criminal Minds, Southland, Fear the Walking Dead e Animal Kingdom. Anche regista e sceneggiatore, ha 50 anni e film in uscita.
Se Finché morte non ci separi 2 vi fosse piaciuto recuperate, ovviamente, Finché morte non ci separi e aggiungete Abigail. ENJOY!





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