mercoledì 1 aprile 2026

Whistle - Il richiamo della morte (2026)

A febbraio è uscito, come al solito in pochissime sale, Whistle - Il richiamo della morte (Whistle), diretto dal regista Corin Hardy.


Trama: un gruppo di studenti entra in possesso di un fischietto azteco dotato del potere di evocare la morte...


Whistle
è stato distribuito, come purtroppo spesso accade con la Midnight Factory, in pochissime sale italiane, ed è stato massacrato dalla critica, il che, immagino, non ha invogliato la gente a recuperarlo. In realtà, Whistle è un horror adolescenziale dignitoso, che mescola suggestioni à la Talk to Me e l'immortale Final Destination, imbroccando anche un paio di idee molto azzeccate. La storia è abbastanza classica. Un gruppo di studenti entra in possesso di un oggetto maledetto, nella fattispecie il "sciguellu della morte" (come da me ribattezzato a beneficio di un Bolluomo incuriosito): soffiandoci dentro, il manufatto azteco emette un suono da spaccare i timpani che richiama letteralmente la morte per tutti coloro che hanno avuto la sventura di udirlo. L'aspetto divertente, passatemi il termine, della questione è che, in virtù del potere del fischietto, la morte arriva prima di quanto determinato dal destino, ma uccide mantenendo le modalità previste. Quindi, chi dovesse morire di vecchiaia si ritroverebbe decrepito, chi dovesse crepare a causa di un vaso di fiori caduto in testa si ritroverebbe col cranio spaccato e così via. Per il resto, il film segue un pattern abbastanza regolare. La potenziale final girl ha un rapporto molto ravvicinato con la morte per via di un tragico passato, ma né lei né gli altri personaggi hanno una personalità particolarmente spiccata e, salvo giusto per uno dei protagonisti che mi faceva una tenerezza enorme, non c'è grande coinvolgimento emotivo nell'attesa che uno di loro ci lasci le penne. Come spesso accade in questo genere di film, una volta che i protagonisti capiscono di essere nella bratta fino al collo, spunta il personaggio in grado di fornire un abbozzo di soluzione al problema, che come spesso accade non è semplice e prevede che la questione si ingarbugli ulteriormente, mettendo alla prova la tempra e l'intelligenza dei sopravvissuti. Insomma, Whistle non è tanto diverso dal 90% degli horror che guardiamo dall'età della ragione, quindi cos'è che lo differenzia dalla marea di prodottucoli di genere minori?


C'è, per esempio, che Corin Hardy sa il fatto suo. Il regista non aspetta lo jump scare, non si appoggia esclusivamente alle solite inquadrature in cui il personaggio centrale è a fuoco mentre alle sue spalle si muove "qualcosa" sfocato, sullo sfondo, ma crea delle sequenze dinamiche e molto varie, alcune anche molto belle a vedersi, come quella del labirinto. La natura stessa delle morti dei personaggi, inoltre, offre il fianco ad alcune soluzioni visive molto fantasiose e ad un paio di splatterate di tutto rispetto (una, in particolare, mi fa comunque dubitare del finale "lieto", ché insomma, gente da mandare in terapia ce ne sarebbe in abbondanza, e che il tutto non abbia una risonanza mediatica a livello mondiale dà da pensare!), realizzate ovviamente con una CGI che, per una volta, non è posticcia né invasiva, ma si amalgama abbastanza bene agli elementi reali della scena, senza contare che anche il design del fischietto, nonostante sia pacchianissimo, è notevole. Anche gli attori sono molto in parte. Daphne Keen e Sophie Nélisse sono due protagoniste dolci e verosimili, anche in virtù di una scrittura che, finalmente, offre al pubblico una coppia dello stesso sesso "normale", senza drammi né timori persecutori, e i comprimari fanno il loro, pur venendo etichettati in base ad una determinata tipologia di studente cinematografico (la bella della scuola, il jock stronzo, il nerd sfigato), alla quale si sottrae giusto Percy Hynes White che, "chissà perché", è perfetto per il ruolo di leppego inquietante. Completa il tutto la presenza di Nick Frost, che si vede poco ma è sempre, comunque una garanzia di gioia. Quindi, non vi starò a dire che Whistle è il capolavoro horror dell'anno, ma è un'opera dignitosa e perfetta per il pubblico a cui è rivolto, un horror che rispetta tutte le regole del genere ed è piacevolissimo da guardare. A volte, basta solo questo!


Del regista Corin Hardy ho già parlato QUI Sophie Nélisse (Ellie Gains) e Nick Frost (Mr. Craven) li trovate invece ai rispettivi link. 

Dafne Keen interpreta Chrys Willet. Spagnola, la ricordo per film come Logan - The Wolverine e Deadpool & Wolverine. Anche produttrice, ha 21 anni e due film in uscita. 


Percy Hynes White
interpreta Noah Haggerty. Americano, lo ricordo per film come My Old Ass e serie come 22.11.63, The Gifted e Mercoledì. Ha 25 anni e un film in uscita. 


Se Whistle - Il richiamo della morte vi fosse piaciuto, recuperate la serie Final Destination, Talk to Me e It Follows. ENJOY!

7 commenti:

  1. Film derivativo però - è vero - ben fatto, qualche cosa l'avrei evitata (ma ormai bisogna strizzare l'occhio alla comunità queer, si può fare ma mi piacerebbe che se non si scegliesse il "dramma" o la "persecuzione" alla Keeps You Alive o The Retreat che non si desse l'impressione di inserire un tema in scrittura in modo così forzato, insomma qualcosa raccontato invece davvero in punta di penna e naturalezza come, per me, è stato in Mare of Easttown. Per curiosità, hai preferito Primate o Whistle, io la scimmietta di Roberts.

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    1. Non vedo perché un legame queer debba sembrare forzato in questo contesto: una love story etero, di quelle che vengono spesso inserite a sproposito all'interno degli horror per adolescenti, sarebbe sembrata meno forzata? Personalmente, sono contenta che questi aspetti della società vengano finalmente normalizzati. Mi metto nei panni dei/delle ragazzini/e queer alle prese con le prime pulsioni sessuali i quali, finalmente, non dovranno più vergognarsi o sentirsi strani.
      Comunque ho preferito la Simmia! ;)

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    2. Forse non sono riuscito ad essere chiaro, il problema nasce dal fatto che proprio per normalizzare quello che dovrebbe essere normale in fase di scrittura spesso ci sono - come in questo caso per me - coppie gay costruite artificiosamente (ma mutatis mutandis il discorso si può fare anche per coppie etero costruite - a loro volta - per accalappiare pubblico: proprio in questi giorni commentavi Armageddon - a proposito io vengo da Marte - o F1) per venire incontro a una nuova e, fortunatamente migliore, sensibilità. Ma il discorso si potrebbe fare su molto altro: non ci sono più eroi od eroine che fumano (e certo non solo perché oggi si fuma di meno); nei teen movie i gruppi sono sempre forzatamente ed eccessivamente multietnici (chi conosce la realtà sociale degli USA e le difficoltà dell'integrazione - penso ad esempio allo school busing e al suo fallimento - sa che non è propriamente così). Ho insomma l'impressione che spesso il cinema si voglia fare eccessivamente educativo e sociale perdendo però aderenza alla realtà. Ho fatto l'esempio riuscitissimo, per me, di Mare of Easttown perché lì l'omosessualità della figlia di Kate Winslet è raccontata come dovrebbe essere: come la cosa più normale di questo mondo ma senza l'idea di doverla inserire perché si debba comprendere ed educare che è la cosa più normale del mondo. Spero di essere stato un po' più chiaro.

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  2. Che i soggettisti avessero in mente il racconto di M.R. James, "Oh, whistle and I'll come to you, my lad" ? Va' a sapere...

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    1. E' un racconto che non conosco. Il tema è simile?

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    2. Ciao, Babol !
      Sì, il racconto - di epoca edoardiana - parla di uno studioso che in vacanza rinviene uno strano fischietto medievale nelle rovine di un sito templare, prova a fischiare e...mal gliene incoglie.

      Si trova in rete facilmente, ci sono anche delle letture su Youtube.

      P.S. Se ti piacciono le storie di fantasmi e le atmosfere inglesi "old style" procurati i racconti di James, a me piacciono molto e le 'apparizioni' sono assai originali.

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  3. Scusami, l'autore del messaggio precedente ero io, avevo dimenticato di fare il login.

    Ciao, e Buona Pasqua !

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