venerdì 8 settembre 2023
Tartarughe Ninja - Caos mutante (2023)
mercoledì 24 maggio 2017
L'angolo del Bolluomo: Kung Fu Yoga (2017)
Trama: un archeologo cinese si allea con una collega indiana per recuperare un antico tesoro in Tibet ma le cose si complicano quando un gruppo di mercenari cerca di mettere loro i bastoni tra le ruote...
Post brevissimo sul film con cui ho inaugurato l'abbonamento a Netflix, durante una serata cominciata tardissimo (22.30!!) e con un devastante sonno da post-aperitivo ad incombere sulla sottoscritta, tra me e il Bolluomo che cercavamo di capire il funzionamento di questa nuova meraviglia della tecnica e ci spaccavamo i marroni dopo 5 minuti, al quinto film da me proposto e non trovato (catalogo scarsino, eh, Netflix?). Sul più bello arriva l'ideona: cerchiamo un elenco a caso e spulciamolo. Alla seconda pagina di elenco spunta la faccetta tronfia di Jackie Chan e parte il trailer di questo Kung Fu Yoga, talmente corto e trash, così almeno pensavo, da tenermi sveglia per tutta la sua durata e rallegrarmi la serata con improbabili commistioni tra kung fu cinese e bollywood. Invece ho dormito per buona parte del tempo, "galvanizzata" dalla vecchiaia di Jackie, da un'orrida introduzione interamente realizzata in computer graphic e dalla poraccitudine di trama e personaggi secondari, tanto che forse sarebbe meglio lasciare la parola a Mirco, visto che di tutto il cucuzzaro ho visto e apprezzato giusto la danza bollywoodiana sul finale, unico motivo di gioia e risveglio. Vai, Mirco!
Premetto che se cercate un film nel quale apprezzare prodigiose mosse di arti marziali rimarrete molto delusi. Jackie Chan ci ha abituato a mescolare il suo kung fu con la comicità, ma questa volta è stato dedicato ben poco spazio alla prima componente. L'unica scena "marziale" degna di nota è quella nella quale Chan è alle prese con una curiosa variante del tradizionale "pupazzo di legno", utilizzato soprattutto nel kung fu e reso famoso, dal punto di vista cinematografico, nei film dedicati al maestro Ip Man (interpretati da Donnie Yen). Per il resto solo qualche "zuffa", più simile alle risse da saloon dei film "spaghetti western" che a quelli cinesi di arti marziali.
Passando al lato comico, le battute del film che strappano il sorriso si contano sulle dita di una mano. Interrogato dalla Bolla, così presa dalla visione da abbandonarsi fra le braccia di Morfeo dopo circa mezz'ora di film, ho impiegato un minuto netto a riassumere la "intricata" trama in modo che potesse comprendere il finale. Confermo che il momento più simpatico della pellicola è il balletto stile "Bollywood" eseguito sui titoli di coda, prima dai vari personaggi e, successivamente, dall'intera troupe.
In conclusione, se non fosse per il cast femminile del film (devo dire apprezzabile, ma non proprio per le doti di recitazione), si potrebbe "saltare" direttamente ai titoli di coda, senza grandi rimpianti.
![]() |
| Il cast femminile. Jackie in mezzo. |
Stanley Tong (vero nome Tong Kwai-Lai) è il regista e sceneggiatore della pellicola. Cinese, ha diretto film come Terremoto nel Bronx, Mr. Magoo, The Myth - Il risveglio di un eroe ed episodi della serie Più forte ragazzi. Anche produttore, stuntman e attore, ha 57 anni.
Kung Fu Yoga è il seguito di The Myth - Il risveglio di un eroe, sempre diretto da Stanley Tong, dove Jackie Chan interpreta l'archeologo Jack. Se vi piace il genere recuperatelo, io credo proprio che ne farò a meno! ENJOY!
martedì 29 marzo 2016
Kung Fu Panda 3 (2016)
Trama: mentre il crudele Kai riesce a fuggire dal regno degli spiriti dove era confinato, il panda Po deve trovare la sua reale identità come Guerriero Dragone e affrontare il ritorno del vero padre...
Alla fine di questo terzo episodio posso tranquillamente dire che quella di Kung Fu Panda è una delle migliori trilogie mai girate, ovviamente con tutti i limiti del caso, non fraintendete. Il bello di questa serie di film infatti è che il protagonista Po, panda teneroso, cicciottello e pasticcione, cresce diventando un vero maestro del Kung Fu gradualmente, affrontando in ogni film una sfida che lo eleva di uno scalino rispetto alla sua condizione precedente, senza mai snaturarne l'essenza di bambinone combina guai; per intenderci, non vedremo mai Po diventare un eroe tragico alla Goku perché ogni suo passo verso la consapevolezza è costellato di piccoli momenti umoristici e, soprattutto, un'enorme umiltà. Ciò vale anche per questo ultimo episodio, che inizia con un Guerriero Dragone "adagiato" in una routine fatta di battaglie e allenamenti. Ma cosa significa davvero essere IL Guerriero Dragone? Cosa lo differenzia da combattenti ben più abili come, solo per fare due nomi, Tigre e il maestro Shifu? Eh, qualcosa di importantissimo c'è e il film lo rende chiaro e palese agli occhi dei piccoli spettatori, introducendo la tanto chiacchierata (almeno in Italia) figura del vero padre di Po, un pandone pasticcione ed esageratamente chiassoso, tanto quanto il figlio, e l'intera comunità dei suoi tenerissimi simili, uno più pacioccone e bello dell'altro. La ricerca delle proprie radici, la necessità di collaborare e migliorare sé stessi, la consapevolezza che il concetto di famiglia non può e non deve essere limitato ai legami di sangue, sono tutti temi importantissimi che vengono snocciolati con naturalezza tra un combattimento e l'altro, tra una risata e una lacrima, mentre gli sceneggiatori cercano di dare spazio non solo a Po ma anche a tutti i comprimari tanto amati da chi ha seguito la saga fin dall'inizio.
Kung Fu Panda 3 è come sempre molto bello anche visivamente. Sarà stata la grandezza della sala o dello schermo ma mi è parso che stavolta i personaggi fossero molto più realistici per quel che riguarda la resa del pelo (meravigliosamente morbido!!) e delle fattezze in generale, mentre le mosse di kung fu mi sono sembrate molto più fluide. L'animazione, come accadeva anche negli altri due film, alterna la CGI a disegni chiaramente ispirati alle stampe cinesi, soprattutto quando occorre introdurre dei flashback o delle leggende ricavate dalle storiche pergamene custodite da Shifu, e i due registi ricorrono spesso alla tecnica dello split screen, soprattutto durante le scene d'azione più concitate. Il character design dei personaggi nuovi, in gran parte ovviamente panda, è incredibilmente delicato e tenero, ogni animalotto è caratterizzato in modo che non sia possibile confonderlo con un altro e non avete idea di che esplosione di pucciosità siano i pandini, uno più bello dell'altro; il cattivo nuovo, Kai, è connotato come già succedeva ai tempi del primo Kung Fu Panda con un abbondante utilizzo del verde "ooze", concentrato di spettrale malvagità che si scatena nei terribili guerrieri di Giada che accompagnano il villain, ma purtroppo non raggiunge le vette di teatrale crudeltà del pavone del capitolo precedente, rischiando di cadere presto nel dimenticatoio come predetto dall'inside joke presente all'interno della pellicola. E se le sequenze ambientate nel Regno dello Spirito meritano il voto dieci per i colori e la fantasia con cui sono state realizzate, l'unico rammarico che mi resta è che Scimmia, Gru e Mantide siano un po' diventati i guerrieri scemi del villaggio, perdendo buona parte di quella tridimensionalità che, fortunatamente, non è venuta meno a Tigre e Shifu. E ora, prima di concludere, parliamo un po' della...
TERRIBILE QUESTIONE GENDER (Contiene Spoiler)
Cari genitori,
prima di impedire ai vostri bambini di andare a vedere un film delizioso come Kung Fu Panda 3 perché temete che esso possa pregiudicare non solo la loro identità sessuale futura ma anche il loro concetto di Famiglia Giusta, leggete queste due righe. Il panda Po viene cresciuto da un papero maschio e single perché quest'ultimo un giorno se lo vede piombare nel ristorante poco più che neonato. Non è che il vero padre, un panda per inciso, abbia deciso di abbandonarlo ma, capitelo, credeva fosse morto assieme alla moglie quando il loro villaggio è stato assaltato. E aggiungo anche che la mamma di Po viene più volte nominata nel corso del film, compianta nonché lodata per l'eroico sacrificio che l'ha portata a salvare la vita del pargolo. Quando il vero padre di Po torna a riabbracciarlo, NESSUNO mette in discussione la sua paternità, nessuno chiede a gran voce che panda e papero si uniscano in matrimonio per crescere il protagonista; piuttosto, i due padri riconoscono reciprocamente i rispettivi meriti e il loro rapporto, dopo la diffidenza e la gelosia iniziali, diventa una rispettosa e profonda amicizia. Tutto per il bene di Po che, in buona sostanza, capisce di essere stato cresciuto non solo da panda e papero, ma anche dal maestro Shifu, da maestro Oogway, da tutti gli amici, uomini e donne che siano, che hanno sempre avuto fiducia in lui. Quindi cari, perfetti genitori, andate a vedere Kung Fu Panda 3 tranquilli, ché il Gender non verrà a mordervi le chiappe e magari per una volta riuscirete anche a farvi una risata invece di prendere tutto così maledettamente sul serio!
Della regista Jennifer Yuh Nelson ho già parlato QUI. Jack Black (Po), Bryan Cranston (Li), Dustin Hoffman (Shifu), Angelina Jolie (Tigre), J.K. Simmons (Kai), Jackie Chan (Scimmia), Seth Rogen (Mantide), Lucy Liu (Vipera), David Cross (Gru), James Hong (Ping) e Jean-Claude Van Damme (Maestro Coccodrillo) li trovate invece ai rispettivi link.
Alessandro Carloni è il co-regista della pellicola. Nato a Bologna, è al suo primo lungometraggio. Anche animatore e tecnico degli effetti speciali, ha 38 anni.
Kate Hudson (vero nome Kare Garry Hudson) è la voce originale di Mei Mei. Americana, figlia di Goldie Hawn, la ricordo per film come Quasi famosi, The Skeleton Key e Tu, io e Dupree, inoltre ha partecipato a serie come Party of Five e Glee. Anche produttrice, regista e sceneggiatrice, ha 37 anni e tre film in uscita.
Tra gli altri doppiatori originali segnalo la presenza fissa Randall Duk Kim, che come negli altri episodi doppia il maestro Oogway, Wayne Knight, che invece presta la voce a Big Fun e Hom-Lee, e quattro dei figli della coppia Angelina Jolie/Brad Pitt, ovvero Pax, Knox, Zahara e Shiloh, tutti a doppiare i piccoli pandini mentre Rebel Wilson e Jamie Campbell Bower hanno rispettivamente dovuto rinunciare ai ruoli di Mei Mei e Li. I boss della Dreamworks hanno confermato che questo non sarà l'ultimo film della franchise ma che ce ne saranno ancora almeno tre; nell'attesa, se Kung Fu Panda 3 vi fosse piaciuto recuperate i primi due film e aggiungete I segreti dei cinque cicloni, il corto Kung Fu Panda Holiday, la serie Kung Fu Panda - Mitiche avventure e i corti Kung Fu Panda: I segreti dei maestri e Kung Fu Panda: Secrets of the Scroll. ENJOY!
sabato 25 febbraio 2012
1911 (2011)

Trama: il film racconta la storia della rivoluzione cinese del 1911, quando le forze ribelli guidate da Huang Xing e Sun Yat – Sen riuscirono a spodestare la dinastia Qing e ad instaurare la prima repubblica.

1911 non è un film facile per un occidentale che di storia cinese non sa praticamente nulla. Il fatto che si svolgesse nello stesso periodo de L’ultimo imperatore di Bertolucci (visto una volta da bambina e poi mai più dimenticato né riguardato, visti i traumi che mi aveva causato…) mi ha un po’ aiutata a contestualizzare il tutto e a capire, ma tenere a mente la marea di nomi e facce, praticamente tutti e tutte uguali, dei personaggi che popolano la pellicola è praticamente un’impresa epica. 1911 tuttavia viene incontro al pubblico ignorante occidentale intervallando lo scorrere degli eventi con del testo scritto in sovrimpressione, che racconta, riassume e sintetizza un po’ alcune vicende, inoltre introduce quasi tutti i personaggi con un’altra didascalia che mostra il loro nome e il loro ruolo all’interno della società cinese. Questa piccola premessa era d’obbligo, perché 1911 è davvero un film splendido e sarebbe un peccato rinunciare ad “affrontarlo” per il timore di non capire nulla e ritrovarsi davanti un polpettone storico indigeribile.

Jackie Chan dirige con una classe e una bravura che farebbero impallidire registi ben più “seri” e scafati, avvalendosi della collaborazione del direttore della fotografia Li Zhang. Il risultato è un fluido scorrere di immagini splendide e molto forti dal punto di vista emotivo, che mescolano il sangue, il dolore e la frenesia della guerra a momenti più riflessivi e quasi lirici, accompagnati da una colonna sonora di incredibile bellezza. I dialoghi penalizzano un po’ il film, perché sono conditi da un’inevitabile retorica, ma il bello è che, nonostante questo, 1911 non è un film utopico che celebra la rivoluzione chiudendo gli occhi su tutte le cose negative che porta con sé, anzi. E' vero che Sun, il primo presidente cinese, viene dipinto come un altruista assoluto, pronto a rinunciare al potere per il bene del popolo, a condividere la gloria con l'amico e guardia del corpo Huang Xing, a farsi da parte se necessario, ma viene anche mostrato come i rivoluzionari siano dovuti scendere a patti con generali corrotti e governi stranieri pronti a cambiare bandiera a seconda della convenienza economica, oppure come la rivoluzione non abbia portato i risultati sperati, lasciando nella povertà la maggior parte del popolo, già provato da un terribile bagno di sangue costato moltissime vite. Inoltre, anche la famiglia imperiale non viene stigmatizzata come "il nemico", ma viene mostrata come un gruppo di persone fragili, ignoranti (la sequenza in cui la rivoluzione francese viene considerata una "leggenda" occidentale usata solo per spaventarli mette i brividi..), testardamente aggrappate ai loro privilegi e dipendenti dalle parole di una donna sola e spaventata o da quelle di un bambino troppo piccolo per poter diventare imperatore.

Il fulcro del film è principalmente la dicotomia tra Sun, "la mente" portatrice delle idee rivoluzionarie all'estero, e Huang Xing, "il braccio" armato tuttavia anche di grande cuore e lungimiranza, disposto a rimanere nell'ombra perché, a detta sua, quello di portare in giro per il mondo la parola e lo spirito della rivoluzione è un compito molto più arduo e difficile di quello di condurre una guerra. Grande importanza, tuttavia, viene anche data alla figura della donna. 1911 si apre con le strazianti immagini di una rivoluzionaria condannata a morte, pronta ad affrontare il suo destino per i propri figli e tutti quelli dei suoi compatrioti e, nel corso della storia, introduce la compagna di Huang Xing, l'unica in grado di riportarlo alla ragione, o la figlia dell'ambasciatore cinese in Inghilterra, una ragazza dalla mentalità aperta che da fiducia a Sun e gli consente di parlare ai rappresentanti delle nazioni straniere nonostante la mentalità conservatrice del nobile padre. Jackie Chan, infine, non rinuncia neppure ad un'ironica autocelebrazione di sé stesso, nonostante l'assoluta serietà del proprio personaggio, e si profonde così in un breve, acrobatico e velocissimo combattimento in solitaria contro alcuni attentatori. Insomma, 1911 è un film che mi sento di consigliare; sicuramente non è adatto a tutti e a tratti risulta sicuramente un po' pesantino, ma secondo me merita comunque una visione.

Di Jackie Chan, qui nel doppio ruolo di regista e interprete di Huang Xing, ho già parlato qui. Li Zhang invece è l’altro regista della pellicola, qui alla sua prima esperienza. In precedenza, aveva lavorato come direttore della fotografia in film che purtroppo non conosco e, sempre purtroppo, su di lui non trovo né foto né informazioni ulteriori. Se qualche cinefilo orientaleggiante è all’ascolto e vuole aiutarmi…
Bingbing Li interpreta Xu Zonghan. Attrice cinese, la ricordo per film come Diciassette anni e L’impero proibito. Ha 39 anni e un film in uscita, Resident Evil: Retribution.

Joan Chen (vero nome Chong Chen) interpreta l’imperatrice Longyu. Cinese, la ricordo innanzitutto per avere interpretato l’affascinante e fragile Jocelyn Packard ne I segreti di Twin Peaks, poi per film come L’ultimo imperatore, Fuoco cammina con me e Dredd – La legge sono io. Ha partecipato anche a serie come Supercar, Miami Vice, MacGyver, Nightmare Café e Oltre i limiti. Anche regista, sceneggiatrice e produttrice, ha 51 anni e cinque film in uscita.

Nel film compare anche Jaycee Chan, figlio trentenne di Jackie Chan, nei panni di Zhang Zhenwu. Non ho film da consigliarvi in caso piacesse 1911, ma personalmente cercherò di recuperare L’ultimo imperatore e affrontare così questo demone d’infanzia! ENJOY!
venerdì 2 settembre 2011
Kung Fu Panda 2 (2011)
Trama: dopo gli eventi del primo film troviamo il panda Po ormai perfettamente integrato nel suo ruolo di Guerriero Dragone, amato e rispettato da amici, cittadini e compagni. Ma all’orizzonte si profila la minaccia del malvagio Shen e della sua temibile arma in grado di annientare per sempre il kung fu…
Come dicevo, l’industria cinematografica, soprattutto quella USA, sta grattando il fondo del barile e sforna remake e sequel in quantità. Per fortuna questo trend non si limita a produrre solo cose pessime, ma anche film pregevoli come Fright Night – Il vampiro della porta accanto e questo Kung Fu Panda 2, che arricchisce e completa la storia del primo episodio maturando anche dal punto di vista dei temi trattati, che diventano più seri e complessi. Mantenendo ovviamente l’essenziale carica umoristica del delizioso panda Po, goffo ed imbranato anche ora che è diventato ufficialmente il Guerriero Dragone, e della maggioranza dei personaggi secondari, gli sceneggiatori in questo sequel scavano infatti nell’infanzia del protagonista, portando in superficie un argomento difficile (soprattutto per il pubblico più giovane; non a caso i bambini presenti in sala sbuffavano spesso e volentieri, senza capire una ceppa) come l’accettazione di un passato angosciante e il tentativo di trasformarlo nella forza necessaria a migliorare sé stessi nel presente, guardando al futuro. Fondamentale, dunque, anche l’introduzione di un villain molto più malvagio rispetto a quello del primo film, vanesio (non a caso è un Pavone), folle e dedito allo sterminio come un novello Erode, spinto dalle profezie di una povera Capra veggente.
Superando questa cupezza e maggior serietà, sorvolando su una sequenza talmente struggente che piango ancora adesso a ripensarci, lo spirito di Kung Fu Panda 2 rimane comunque invariato rispetto al primo capitolo. I personaggi regalano gag a profusione, sia i buoni (Po è, come al solito, una fucina di risate, ma esilarante è anche la Mantide che gioca sulla natura della sua specie, con le femmine che staccano la testa ai maschi, e il nuovo personaggio della veggente, un’irritante Capra che predice persino le parole che stanno per esserle rivolte e cerca di mangiarsi gli abiti del malvagio di turno) che i cattivi (il lupo che, nel descrivere Po, usa aggettivi come “supercoccolo e morbidoso” o anche lo stesso Shen, un malvagio talmente borioso da risultare insopportabile ai suoi stessi sottoposti) e le sequenze d’azione mescolano le tecniche serie delle cinque furie o l’eleganza del pavone all’ovvia incapacità, goffaggine e sfacciataggine occidentale di Po, con risultati che vanno dal semplicemente divertente al geniale (la mia sequenza preferita è senza dubbio quella del Dragone Cinese che mangia ed espelle gli avversari!). Per quanto riguarda l’animazione, è ovviamente spettacolare, sia per quanto riguarda i singoli personaggi che le intere sequenze, soprattutto quando l’arma utilizzata sono i fuochi d’artificio, che regalano immagini assai vicine a quelle degli anime giapponesi, in particolare verso il finale; interessante inoltre l’utilizzo di tre diverse tecniche per mostrare tre diversi tempi narrativi, ovvero la CG per il presente, una sorta di teatrino di ombre cinesi per la storia di Shen e una deliziosa animazione stilizzata per l’infanzia di Po.
Detto questo, Kung Fu Panda 2 non è comunque esente da difetti e risulta sicuramente inferiore (anche se di poco) al primo capitolo. Innanzitutto, sembrerebbe quasi uno spin – off per il mercato dell’home video sia per la sua durata che per la velocità con cui vengono presentati i vari eventi che compongono il film; inoltre, a parte Shen e La Divinatrice, i nuovi “maestri” introdotti non sono niente di trascendentale e possono passare tranquillamente inosservati (tranne il Maestro Croc, che consente allo spettatore attento di riconoscerne al volo il doppiatore originale grazie alla “mossa della spaccata”, tipica di Van Damme). Per quanto riguarda la versione italiana, la pecca grossa come una casa è sempre quella fastidiosa voce che Fabio Volo appioppa a Po; il buon Fabio pare infatti non aver capito che il Panda non è un decerebrato idiota che parla come un bambino piccolo affetto da dislessia (“Ehi, tu, Tigre. Vorrei essere… uuhh… ficofico come te!” Ficofico? Ma per pietà…), ed è un peccato visto che il resto dei doppiatori, soprattutto quello di Shen, fa un lavoro a dir poco egregio. Ma arriverà il giorno in cui Jack Black tirerà una panciata a Volo e troveranno un altro doppiatore, spero. Nel frattempo, gustatevi Kung Fu Panda 2, ovviamente guardandovi i titoli di coda, che mostrano come il cucciolo Po sia arrivato al ristorante di Ping, e asciugandovi l’inevitabile lacrimuccia che scenderà alla vista del Maestro Oogway che pesca sulla luna del logo Dreamworks all’inizio. Ah, aspettatevi anche un terzo capitolo, visto il finale!
Di Jack Black (Po), Gary Oldman (Shen), Dustin Hoffman (Shifu), Angelina Jolie (Tigre), Seth Rogen (Mantide), Jackie Chan (Scimmia), Lucy Liu (Vipera), David Cross (Gru), ho già parlato nei post ai quali potete arrivare seguendo i rispettivi link.
Jennifer Yuh è la regista della pellicola. Americana, già supervisore artistico del primo Kung Fu Panda, ha diretto alcuni episodi della serie animata Spawn. Anche sceneggiatrice, ha 39 anni.
Michelle Yeoh (vero nome, Yeoh Chu – Kheng) in originale presta la voce alla Divinatrice. Malese, ha partecipato a film come Il domani non muore mai, il bellissimo La tigre e il dragone, Memorie di una geisha e La mummia: la tomba dell’Imperatore Dragone, inoltre ha doppiato un episodio della serie Jackie Chan Adventures. Anche produttrice, ha 49 anni e due film in uscita.
Jean – Claude Van Damme (vero nome Jean-Claude Camille François Van Varenberg) in originale presta la voce al Maestro Croc. Attore belga annoverato nella classe dei tamarroni cinematografici esperti di arti marziali, tipo Chuck Norris o Steven Seagal per intenderci, ha partecipato a film sostanzialmente indegni di entrare nella storia del cinema, come ad esempio Lionheart: scommessa vincente, Colpi proibiti, Kickboxer – il nuovo guerriero, Senza tregua e Street Fighter: sfida finale. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 51 anni e quattro film in uscita, tra cui il seguito del geniale I mercenari.
Dennis Haysbert in originale presta la voce al Maestro Ox. Attore americano che ricordo con piacere nei panni del presidente nelle prime stagioni della serie 24, ha partecipato anche a film come Heat – La sfida, Insomnia, Potere assoluto e il bellissimo Far from Heaven; inoltre lo si può vedere in episodi delle serie L’incredibile Hulk, The A – Team, Dallas, Magnum P.I., Genitori in blue jeans e Oltre i limiti. Anche produttore e regista, ha 57 anni e un film in uscita.
Victor Garber in originale presta la voce al Maestro Rhino. Altro grande attore che ricordo innanzitutto per il ruolo in una serie TV, quel meraviglioso Alias dove interpretava il padre della protagonista, Sydney, ha partecipato anche a film come Insonnia d’amore, Titanic, La rivincita delle bionde e Star Trek. Per la TV, ha partecipato a serie come Ai confini della realtà, Sentieri, Law & Order, Oltre i limiti, Frasier, Will & Grace e Ugly Betty. Canadese, ha 62 anni e due film in uscita.
venerdì 12 agosto 2011
Kung Fu Panda (2008)
Siccome a breve uscirà il secondo episodio, urge ripassare le epiche gesta del panda più mitico della storia del kung fu. E così vi beccate la recensione di Kung Fu Panda, diretto nel 2008 dai registi Mark Osborne e John Stevenson.
Trama: il panda Po sogna di diventare maestro nell'arte del kung fu ma, grasso e impacciato com'è, pare che il suo destino sia quello di vendere noodles assieme al padre Ping. Per un caso fortuito però viene designato come leggendario Guerriero Dragone proprio quando il malvagio Tai Lung evade dal carcere... e lì cominciano i guai!
Azione, risate, messaggio positivo, animazione della madonna. Kung Fu Panda è sicuramente uno dei più bei film a cartoni animati prodotti negli ultimi tempi, uno degli ultimi "anelli di congiunzione" tra il glorioso passato delle fiabe Disney e un presente fatto di prodotti sicuramente bellissimi graficamente ma un po' privi di inventiva e "cuore", maggiormente rivolti al pubblico adulto di nostalgici nerd (mi ci metto io per prima, eh!!) piuttosto che ai più piccoli. Qui invece la grafica moderna e l'uso del 3D si sposano benissimo con una storia ideale per i bambini e divertente anche per gli adulti.
La storia del panda Po, desideroso di coronare un sogno impossibile, è un incitamento per i piccoli spettatori ad impegnarsi sempre senza mai arrendersi, a discapito di malelingue, invidiosi e pessimisti; a trovare il buono in sé stessi e sfruttare al meglio le proprie qualità perché, come ci insegna questa storia, ognuno di noi è speciale per quello che è. E così, anche la "mistica" arte del Kung fu ci viene presentata con una visione un po' più umana: non ci sono imperturbabili e perfetti maestri zen, né invincibili guerrieri come quelli che ci sono stati tramandati da anni di manga, anime, film e quant'altro. L'americanizzazione delle leggende cinesi sicuramente le priva di quell'aura di mistero e magia che tanto ci attraggono, ma le rendono più comprensibili anche al pubblico ottuso occidentale e più "a portata di mano", senza privarle del significato positivo di fondo. Il tutto senza mettere troppo alla berlina un'arte così nobile e senza calcare la mano sull'ironia fuori luogo: le gag sono spesso esilaranti e tutte azzeccate, ma quasi delicate, non strappano mai la risata "crassa" che ci si potrebbe aspettare da un personaggio col cuore (e il fisico!) di Jack Black e a tratti alcune scene sono anche tristi, commoventi ed emozionanti.
Perfetta, come ho detto, l'animazione. I combattimenti tra i personaggi e gli stili di kung fu che riflettono la natura di ogni singolo animale sono splendidi e naturalissimi, gli sfondi e gli ambienti creati sono imponenti e ricchissimi di dettagli, mentre la scena iniziale, realizzata con un'animazione più classica ma non meno efficace, ha un sapore nostalgico affatto disprezzabile. La versione in lingua originale ha dalla sua poi l'utilizzo delle voci del già citato Jack Black e di un Dustin Hoffman semplicemente perfetto nei panni del severo, incredulo e bizzoso maestro Shifu, cosa che potrebbe parere insignificante ma che sicuramente la eleva rispetto alla versione italiana, penalizzata dall'utilizzo del pubblicizzatissimo Fabio Volo come doppiatore di Po e dall'ovvia impossibilità di rendere, nella nostra lingua, la differenza tra le espressioni "nerd" e colloquiali utilizzate dal protagonista (parole come "awsomeness", "kungfuish" e altre danno proprio l'idea del ragazzino entusiasta che si approccia a qualcosa che ama, su cui ha fantasticato per secoli, sentendosi inadatto e anche un po' titubante) e il linguaggio compassato e mistico di Shifu e delle Cinque Furie. Se non avete ancora avuto modo di vedere Kung fu Panda, questo è il momento giusto visto che tra qualche giorno la awsomeness del grasso Po tornerà ad invadere i cinema!!
Di Jack Black (Po), Dustin Hoffman (Shifu), Angelina Jolie (Tigre), Seth Rogen (Mantide), Ian McShane (Tai lung), Michael Clarke Duncan (Comandante Vachir), David Cross (Gru), ho già parlato nei post ai quali potete arrivare seguendo i rispettivi link.
Mark Osborne è uno dei registi della pellicola. Prima di Kung Fu Panda, aveva diretto qualche episodio televisivo di Spongebob Squarepants e le scene live action del film tratto dalla serie. Americano, anche produttore, sceneggiatore e attore, ha 41 anni.
John Stevenson è l'altro regista della pellicola. Inglese, alla sua prima esperienza cinematografica come regista, ha un film in uscita.
Jackie Chan (vero nome Kong - san Chang) doppia Scimmia in originale. Mitica star di tantissimi, assurdi action sia cinesi che americani e per fenomenali stunts, lo ricordo per film come l'esilarante e trashissimo City Hunter - Il film, Terremoto nel Bronx, Lo smoking e Il giro nel mondo in 80 giorni. Originario di Hong Kong, anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 57 anni e un film in uscita; ovviamente, riprenderà il ruolo di Scimmia nell'imminente Kung Fu Panda 2.
Lucy Liu doppia Vipera in originale. Ovviamente il migliore ricordo che ho dell'attrice newyorchese è l'interpretazione dello splendido personaggio di O-Ren Ishii in Kill Bill Vol.1 e 2, ma ha partecipato anche a film come Jerry Maguire, Gridlock'd - Istinti criminali, Charlie's Angels e Charlie's Angels: più che mai; inoltre, ha partecipato a serie come Beverly Hills 92010, Quell'uragano di papà, Hercules, E.R., X - Files, Nash Bridges, NYPD, Ally McBeal, Joey e Ugly Betty, oltre ad aver doppiato un episodio de I Simpson. Anche produttrice e regista, ha 43 anni e cinque film in uscita; ovviamente, riprenderà il ruolo di Vipera nell'imminente Kung Fu Panda 2.
Randall Duk Kim, che in originale doppia il maestro Oogway, interpretava nonno Gohan nell'urendo Dragonball Evolution, mentre Invece James Hong, che da la voce al padre di Po, Ping, interpretava David Lo Pan in Grosso guaio a Chinatown. Tra gli altri doppiatori, segnalo anche l'altro membro dei Tenacious D, Kyle Gass, che qui doppia uno dei tanti maialini presenti nel film. Il primo film è stato seguito da parecchi special televisivi e brevi "spin-off" straight to video. Personalmente, ho visto solo Secrets of the Furious Five, che è molto carino, ma sono usciti anche l'inevitabile Kung Fu Panda Holiday Special e il corto Kung Fu Panda: Secrets of the Masters; inoltre, è imminente una serie tv dal titolo Kung Fu Panda: Legends of Awesomeness. E ora, invece che col solito trailer, vi lascio con un pezzo della colonna sonora del film, la geniale cover di Kung Fu Fighting cantata da Jack Black e Cee Lo Green... ENJOY!!
















