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martedì 31 marzo 2026

Bolla Loves Bruno: Armageddon - Giudizio finale (1998)


Aiuto, non so più quanti mesi sono passati dall'ultima volta che ho scritto un post per la rubrica Bolla Loves Bruno, ma non me la sono dimenticata, giuro! Oggi parliamo di Armageddon - Giudizio finale (Armageddon), diretto nel 1998 dal regista Michael Bay.

Trama

Quando la Terra viene minacciata da un asteroide simile a quello che aveva condannato i dinosauri all'estinzione, la NASA compie una scelta disperata e decide di mandare in orbita una squadra di trivellatori per farlo esplodere dall'interno...

RECENSIONE

Non mi sono dimenticata né della rubrica né di Bruce Willis, anche se pensare a lui mi fa talmente male che ogni giorno approccio i social con diffidenza, per paura che arrivi la ferale notizia che non voglio neppure mettere nero su bianco. Purtroppo, tra challenge, uscite recenti, Oscar e recuperi horror, è difficile riuscire a trovare anche il tempo per la filmografia del nostro, e promettere di essere più costante serve a poco. Sia come sia, oggi siamo arrivati a uno dei suoi film più famosi, ironicamente girato come "punizione" per quella storiaccia con Broadway Brawler. Armageddon esce nel 1998, costa 140 milioni di dollari e ne incassa più di 500 in tutto il mondo, segnando un colpaccio allucinante per la Touchstone Pictures e Michael Bay, regista già sulla cresta dell'onda dopo Bad Boys e The Rock. E' un film di merda, capiamoci, e lo dico con tutto l'amore di chi se l'è guardato, nella vita, almeno 3 o 4 volte, odiandolo fin dalla prima visione. Se non siete vissuti su Marte finora e quindi non vi è mai capitato di guardare Armageddon, il perché del mio odio potete immaginarlo, ed è lo stesso motivo che mi porta a fare una smorfia di disprezzo ogni volta che mi compare davanti Ben Affleck (benché, negli anni, lo abbia rivalutato come attore e autore). Documentandomi un po' per il post, ho peraltro scoperto che il mio odio era giustificato fin dall'età di 17 anni: in origine il film doveva essere "duro e puro", al limite focalizzarsi più sul personaggio di Dan Truman, mentre dopo l'uscita di Titanic (altro film che, all'epoca, avevo detestato) i produttori hanno deciso di inserire a forza il mielosissimo, terrificante subplot della storia d'amore tra A.J. e Grace. Sì, sono sempre stata un'adolescente strana e sì, io volevo solo vedere Bruce Willis "fare Bruce Willis" e coprirsi di gloria, altro che saltare in aria e farmi soffocare in pianti straziati ogni maledetta volta. Ma non è solo questo il motivo per cui, razionalmente e a fronte di ogni regola che determina i capolavori cinematografici, Armageddon è un film di merda. Armageddon è l'emblema della faciloneria e dell'orgoglio ammeregano, dove qualsiasi scappato di casa, se ha cuore e un sogno, può salvare il mondo (pazienza se nel frattempo i Paesi "minori" sono già stati spazzati via dai detriti spaziali) e ricoprirlo di bandierine a stelle e strisce; è un film con dialoghi invecchiati malissimo e personaggi imbarazzanti (povero Steve Buscemi...), che appena inciampa in un "maccosa?" lo cancella con un'esplosione, un'esibizione di "celodurismo" o una scena in cui A.J. e Grace limonano/si pastrugnano in un'atmosfera da videoclip zuccheroso. 

Eppure, ciò nonostante, Armageddon è quel genere di film che ti fermi a guardare fino alla fine, volente o nolente, quando lo passano in TV, emozionandoti, tifando per i protagonisti (ovviamente indignandoti per quei pochi americani cattivi che non capiscono i principi base della land of the free e agiscono, guarda un po', come un Trump qualsiasi), commuovendoti come un cretino e diventando, per un paio d'ore, Americano onorario. Il merito ce l'hanno gli attori, ovviamente, il meglio di quello che poteva offrire la fine degli anni '90. Se Bruce Willis si palleggia le battute e le pose cult migliori, affermandosi come esempio massimo di carisma e di duro dal cuore tenero, Will Patton gli fa da ragionevole spalla e Billy Bob Thornton da rispettabile controparte (sempre per la solita storia, anch'essa tipicamente USA, della contrapposizione tra working class hero e colletto bianco); il resto è un delirio di caratteristi al massimo della loro forma, tra i quali spiccano il folle Steve Buscemi, un Peter Stormare sopra le righe, il dolcissimo Michael Clarke Duncan e il buffo Owen Wilson, i quali surclassano senza problema alcuno Ben Affleck, messo lì solo per essere figo pur avendo meno presenza scenica di uno dei satelliti, e Liv Tyler, messa lì solo per essere incredibilmente fregna e attirare papino Steven, assicurando al film la ballad più famosa e strappalacrime degli Aerosmith. Guardando Armageddon dopo quasi 30 anni, c'è da dire che gli effetti speciali non sono invecchiati di un giorno e che qualsiasi sequenza di morte e distruzione, realizzata nel solito, roboante stile di Michael Bay, per quanto sia improbabile appare comunque realistica. Di Bay si può dire quello che si vuole, ma non che non abbia il senso del "ritmo", nemmeno quando ci si dovrebbe ragionevolmente fare due palle cubiche (per esempio durante gli interminabili briefing della NASA), perché persino le sequenze più statiche e introspettive contengono quel dettaglio capace di tenere desta l'attenzione e coinvolgere lo spettatore, anche a costo di infilarci dentro la nota melodrammatica a tradimento oppure la battuta improbabile e di cattivo gusto. Anche questa è arte, signore e signori, ma permettetemi di dire che a me Armageddon ha sempre fatto male, male, male da morire, perché dotato di un finale orribile e ingiusto. #TeamStamper dal 1998, #FuckAJ .

CAST

Di Bruce Willis (Harry S. Stamper), Billy Bob Thornton (Dan Truman), Ben Affleck (A.J. Frost), Liv Tyler (Grace Stamper), Will Patton (Chick), Steve Buscemi (Rockhound), William Fichtner (Colonnello Willie Sharp), Owen Wilson (Oscar), Michael Clarke Duncan (Bear), Peter Stormare (Lev Andropov), Keith David (Generale Kimsey), Jason Isaacs (Ronald Quincy), Grace Zabriskie (Dottie), Udo Kier (Psicologo), Shawnee Smith (Rossa) e Charlton Heston (la voce narrante a inizio film) ho parlato ai rispettivi link.
  • Michael Bay è il regista del film. Americano, ha diretto film come The Rock, Pearl Harbor e tutta la recente saga Transformers. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 60 anni. 

CURIOSITà

Neve Campbell ha dovuto rinunciare al ruolo di Grace Stamper perché impegnata sul set del telefilm Cinque in famiglia. Se Armageddon vi fosse piaciuto recuperate Deep Impact e Independence Day. ENJOY! 



venerdì 29 agosto 2014

Transformers 4 e la sua estinzione... forse!

Dando un’occhiata ai programmi stasera in tv, la mia attenzione è caduta sull’inutile “Hong Kong - Colpo su colpo”, film d’azione del 1998 con Jean-Claude Van Damme. E a proposito di “inutile”, mi è così venuto in mente che di recente nelle sale è uscito il 4° capitolo della saga Transformers dal titolo temerario Transformers 4 – L’era dell’estinzione. Ma estinzione di cosa esattamente? Della saga o di che altro?
La mia è ovviamente una provocazione, una domanda che vuole giocare sul fatto che in molti lo ritengono ormai un film privo di ogni significato realizzato solo per accontentare i fanatici degli effetti speciali e delle tuonanti esplosioni che rimbombano per tutto il film. Su una durata della pellicola di 164 minuti (esatto, ben 164 minuti!), credo che almeno 100 siano contornati da incessanti “boom” ed esplosioni di ogni genere.
A tal proposito mi viene in mente proprio una delle scene finali dove per circa 10/15 minuti si assiste alla distruzione di un’intera città dovuto ad un grosso magnete attaccato ad una navicella spaziale enorme in mano al nemico che sovrasta la città. Certo, devo dire che proprio quel magnete genera un suono davvero particolare che grazie al sofisticato impianto sonoro di un cinema ha il suo perché ed anche un certo fascino. Ma sentire questo rumore insieme a quello dei mille vetri che vanno in frantumi o a quello di accartocciamento delle macchine che si ritrovano sospese in aria a causa della potente forza magnetica, alla lunga stanca. E quei 15 minuti diventano così nauseabondi.


Per tutto questo e soprattutto per il fatto che il cast umano del film è totalmente cambiato segnandone così quasi un reboot e facendo sparire del tutto Shia LaBeouf senza alcuna spiegazione logica da dare al pubblico, Transformers 4 risulta senza dubbio uno di quei film privo di significato se non semplicemente quello di intrattenere il pubblico. Certamente questo non sarà uno scopo nobile tipico dei più bei film d’autore che tentano in qualche modo di lasciare un messaggio di vita a chi lo guarda, ma non lo fa neanche rientrare tra i peggiori film della storia dell’umanità.
Di fatto Transformers 4 vuole solo essere una macchina d’intrattenimento ed in questo Michael Bay, regista del film, ci riesce molto bene. Con oltre 2 ore di sceneggiatura su cui ricamare macchine che sfrecciano tra campi di grano ed autostrade, razzi che vengono schivati da enormi giganti di metallo, robot che si prendono a calci e pugni, navicelle spaziali con interni simili a quelli di Alien, allo spettatore viene impressa la giusta energia e il giusto input per non annoiarsi e proseguire il film fino alla fine.
Il regista eccede probabilmente in scene di combattimento proponendone fin troppe, ma si sa bene che Bay ama questo tipo di cose e non a caso è proprio lui lo stesso regista che si è occupato di alcuni titoli come Bad Boys, Armageddon, Pearl Harbor, Pain & Gain e The Island. Film utili solo per passare qualche ora in totale spensieratezza. Nulla di più.


Ma oltre ad essere una macchina d’intrattenimento vuole anche (e soprattutto) essere una macchina per fare soldi. Il film ha infatti incassato talmente tanto nel mondo da farlo rientrare nella classifica dei film con il maggiore incasso nella storia del cinema posizionandosi al momento al 12° posto. Ed è proprio questo che dimostra che Transformers non è una saga giunta al termine ma che anzi è un prodotto molto amato dalla maggior parte delle persone tanto da spenderci qualche soldo per andarlo a vedere al cinema.

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