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martedì 24 marzo 2026

Keeper - L'eletta (2025)


Nonostante fosse reperibile già da mesi, sono stata bravissima e ho aspettato la tardiva uscita italiana per andare al cinema e vedere Keeper - L'eletta (Keeper), diretto nel 2025 dal regista Osgood Perkins.

Trama

Liz e Malcom vanno nello chalet di lui per festeggiare l'anniversario, ma le cose cominciano ad andare male...

RECENSIONE

Probabilmente lo avrete già visto tutti questo Keeper ma, qualora ci fosse qualcuno che non solo ha fatto il bravo, ma vuole addirittura aspettare l'uscita in streaming, cercherò di non fare spoiler. Keeper rientra nell'abbondante e piuttosto recente filone di horror che hanno per tema una vita di coppia meno che idilliaca e dove, in qualche modo, uno dei due manipola l'altro, più o meno sottilmente. Nel caso di Keeper, Liz e Malcom stanno insieme da un anno, lei è una pittrice e lui un medico abbastanza danaroso. Per festeggiare l'anniversario, Malcom decide di portare Liz nel suo chalet in mezzo ai boschi, un luogo affascinante ma anche privo di privacy, in quanto l'edificio è un trionfo di legni e ampie vetrate. Che qualcosa non vada, Perkins e lo sceneggiatore Nick Lepard ce lo fanno intuire fin da subito, attraverso telefonate, gesti, sguardi e atteggiamenti che rivelano come l'idillio tra i due sia solo apparente. A parole, Malcom è dolcissimo, pieno di premure per colei che è "speciale", eppure Liz non riesce ad abbandonarsi totalmente alla fiducia verso qualcuno che, piano piano, ha già cominciato a "trasformarla". L'isolamento nello chalet non aiuta, così come non aiutano la visita del cugino di Malcom assieme alla bellissima "patata" del momento, né una misteriosa torta lasciata dalla donna delle pulizie che, nella scena più irritante del film, Malcom fa assaggiare a Liz con un atteggiamento passivo/aggressivo da manuale. Peggio ancora, la casa e i boschi che la circondano sono dotati di occhi, e qualcosa spia Liz con insistenza, qualcosa di radicato nella natura folk horror di Keeper e che richiama l'atmosfera delle opere precedenti di Perkins, malinconiche, misteriose e non del tutto lineari, per fortuna. Il mix di tutti questi elementi risulta meno che esplosivo, perché Keeper è un horror riflessivo, fatto di pause ben dosate e silenzi, dove il tempo si dilata fino ad assumere sfumature allucinatorie e la paranoia la fa da padrone ben più dei pochi, ben dosati jump scare. Eppure, proprio questo ritmo rallentato e l'incertezza che accompagna non tanto l'intreccio (quello è chiaro e forse persino didascalico direbbero i detrattori), quanto la lore che sta dietro alle vicende di Liz e Malcom, rendono Keeper molto affascinante.

Dedicandosi solo alla macchina da presa, Perkins mette in campo tutti i vezzi tipici del suo cinema, con quelle inquadrature soffocanti, dove i personaggi si trovano appena fuori dalle simmetrie perfette degli elementi geometrici, come se facessero già parte di un mondo "altro" o come se qualcosa li osservasse dai luoghi più impensabili. E la casa di Malcom è uno scenario perfetto perché i protagonisti si perdano in essa, impossibilitati a capire da dove arriverà la minaccia, se dalle ombre celate negli angoli acuti delle travi in legno oppure dalle enormi vetrate che fungono da sottile separazione da una natura esterna lussureggiante e, ovviamente, pericolosa, colma di segreti celati. Al di là dei pochi effetti speciali che, a onor del vero, non sono neppure così eccelsi (anche se il design delle creature mi ha fatto abbastanza impressione), sono proprio le inquadrature e le scenografie a trasmettere un senso di inquietudine costante, e la performance di Tatiana Maslany si carica di tutte queste sensazioni negative trattenendole nel disperato tentativo di razionalizzarle. La Maslany interpreta una donna equilibrata ma diffidente, che non si abbandona alla follia di una situazione allucinata e cerca, in qualche modo, di rimanere lucida e, probabilmente, di salvare qualcosa che era nato sbagliato già in partenza; poiché l'attrice è spesso da sola, la sua interpretazione regge l'intero film, mentre Rossif Sutherland lavora ancor più di sottrazione, mettendo a disagio lo spettatore fin dalla prima inquadratura, con quel mix di accondiscendenza e boria malamente dissimulata. Mi fa un po' strano che di Keeper siano state dette e scritte le peggio cose, quando è perfettamente coerente con la filmografia di Perkins. Per quanto mi riguarda, non è il suo lavoro migliore e mi è sembrato quasi un modo per "riposarsi" dopo due bombe come Longlegs e The Monkey, ma è comunque un horror dignitosissimo ed intelligente, che merita più di una visione.  

CAST

Del regista Osgood Perkins ho già parlato QUI mentre Rossif Sutherland, che interpreta Malcolm Westbridge, lo trovate QUA.

  • Tatiana Maslany interpreta Liz. Canadese, la ricordo per film come Licantropia apocalypse, The Messengers, La promessa dell'assassino, Le cronache dei morti viventi, The Monkey e serie quali She-Hulk: Attorney at Law; come doppiatrice ha lavorato in BoJack Horseman e Robot Chicken. Anche produttrice, ha 41 anni e due film in uscita, tra cui The Young People, il prossimo film di Perkins.

venerdì 19 maggio 2023

Orphan: First Kill (2022)

Dopo essermi preparata riguardando Orphan, in occasione dell'uscita in DVD e Blu-Ray per la Midnight Factory ho recuperato anche Orphan: First Kill, diretto dal regista William Brent Bell. SEGUONO SPOILER SUL PRIMO ORPHAN COME SE PIOVESSERO, spettatori avvisati mezzi salvati, ché non è detto l'abbiate visto già tutti. Fermatevi già qui, recuperate Orphan e poi ne riparliamo.


Trama: Leena fugge dall'ospedale psichiatrico in cui è rinchiusa e arriva in America, fingendosi la figlia scomparsa una facoltosa famiglia.


Nel 2009 usciva al cinema Orphan, un thriller horror che, nonostante l'assurdità che costituiva il nucleo della trama, funzionava benissimo in virtù della padronanza di Jaume Collet Serra, fine conoscitore dei meccanismi del genere, e delle due attrici principali, l'allora dodicenne (ma probabilmente era anche più piccola quando il film è stato girato) Isabelle Fuhrman e la stupenda, umanissima Vera Farmiga. Poiché  Esther, la demoniaca bambina protagonista, andava incontro sul finale ad un destino "abbastanza" definitivo, per far tornare il mostrino dopo la bellezza di tredici anni era necessario o compiere vergognosamente il salto dello squalo tirando fuori il bastoncino Findus dal lago ghiacciato, oppure girare un prequel che andasse a tapullare un buco presente in Orphan, ovvero raccontare agli spettatori come avesse fatto Leena, paziente di un manicomio estone, a finire in un orfanotrofio americano. I realizzatori di First Kill hanno scelto il secondo approccio, tenendo da conto che l'effetto sorpresa legato alla vera natura di Leena/Esther era già andato perduto nel primo film; la prima parte di First Kill gioca quindi a carte scoperte, mettendo in scena tutta la pericolosità della protagonista, la sua follia e la sete di sangue che non risparmia nessuno, e la pellicola prosegue alzando ulteriormente la posta, nel tentativo di non realizzare una copia conforme del primo capitolo del dittico. Il risultato, almeno a livello di trama, è un film ancora più sfrontato del precedente, che infila un colpo di scena totalmente inaspettato e, a patto di stare al gioco, regala un'ora e mezza di divertimento molto anni '80, come quando da ragazzini guardavamo quei thriller dalle trame assurde senza stare tanto a spaccare il capello spacciandoci per cinèfili dell'internet: il successo di First Kill dipende interamente dalla voglia dello spettatore di rilassarsi e farsi due risate, accogliendo gioiosamente ogni esagerazione e persino la critica di grana grossa a un certo tipo di élite, consapevoli che film "ignoranti" come questo ormai raramente vengono girati.


Messa da parte la trama, passiamo al vero scoglio dell'intera operazione. L'enorme colpo di scena di Orphan funzionava perché la Fuhrman era una bambina. Sul finale, il make up le conferiva lineamenti più adulti senza esagerare e bastavano anche solo due denti finti e marci per rivelare allo spettatore sconvolto il terrificante segreto della protagonista. Oggi la Fuhrman ha 25 anni e, nonostante non sia decrepita (ha sempre 15 anni meno di me, maledetta), i suoi lineamenti sono innegabilmente "squadrati", molto meno morbidi della bambina dell'epoca, per non parlare dello sguardo; interviste al cast confermano che, per ringiovanirla, non è stata usata CGI ma solo buon vecchio make-up, e per quanto mi riguarda posso dire che in alcune sequenze il risultato non è granché (non faccio la sborona, gente. A un certo punto Mirco, che non aveva mai visto Orphan, mi ha chiesto perché hanno scritturato una vecchia per interpretare una bambina). Guardando al risultato complessivo e tenendo conto delle difficoltà, mi viene comunque da dire chapeau. Con l'ausilio di zeppe, controfigure per i campi lunghi e inquadrature furbe, devo dire che le discrepanze sono minime e probabilmente derivano solo dalla mia voglia di far le pulci a tutti i costi, senza contare che la Fuhrman non ha perso talento, anzi. A dirla tutta, l'unico vero difetto di Orphan: First Kill, a parte il fatto che Willam Brent Bell si appoggia anche troppo alle scelte estetiche di chi lo ha preceduto (ma, come ho detto, gli va riconosciuta molta abilità nello scegliere le inquadrature adatte), è un cast di comprimari assolutamente inadatto a fungere da spalla alla protagonista, con attori moscerelli e poco carismatici che fanno rimpiangere quelli che li hanno preceduti. A parte questo, Orphan: First Kill è un film simpatico di cui vi consiglio la visione, a patto di guardare prima Orphan, ça va sans dire!


Del regista William Brent Bell ho già parlato QUI mentre Isabelle Fuhrman (Esther/Leena) la trovate QUA

Julia Stiles interpreta Tricia Albright. Americana, la ricordo per film come L'ombra del diavolo, 10 cose che odio di te,  Save the Last Dance, Omen - Il presagio e serie quali Dexter. Anche produttrice, regista e sceneggiatrice, ha 41 anni. 


Rossif Sutherland interpreta Allen Albright. Canadese, figlio di Donald Sutherland, ha partecipato a film come Hellions, Possessor e a serie quali E.R. Medici in prima linea. Anche compositore e produttore, ha 44 anni e un film in uscita.


Se il film vi fosse piaciuto, ovviamente, recuperate Orphan, che va rigorosamente guardato PRIMA, nonostante First Kill sia un prequel. ENJOY!

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