venerdì 19 maggio 2023
Orphan: First Kill (2022)
venerdì 11 febbraio 2022
The Last Thing Mary Saw (2021)
Tra i buoni propositi di inizio anno c'era quello di partecipare a una challenge di Letterboxd, la Horror 52 che, come potete intuire, porterebbe a vedere un'horror alla settimana per tutto l'anno. Inutile dire che sono riuscita, per ora, a partecipare solo con la quarta settimana, che prevedeva la visione di un horror uscito nel 2022; la scelta è quindi ricaduta su uno degli ultimissimi acquisti di Shudder, The Last Thing Mary Saw, scritto e diretto nel 2021 dal regista Edoardo Vitaletti.
Trama: in una comunità puritana di metà ottocento, Mary e la servetta Eleanor si amano, andando contro ad ogni precetto della famiglia della prima. Il loro giusto desiderio di libertà le porterà a percorrere un sanguinoso cammino...
Il primo horror visto su Shudder quest'anno parte all'insegna dell'allegria. The Last Thing Mary Saw è una cupissima pellicola d'atmosfera, che gioca con le atmosfere gotiche e rurali già care a film come il The Witch di Eggers e sfrutta il topos della comunità chiusa (sia a livello di mentalità che di ambiente) all'interno della quale "qualcosa" non si conforma alle rigide regole. In questo caso, la "non conformità" risiede nel sentimento d'amore che lega Mary, membro di un'importante famiglia gestita con pugno di ferro da un'inquietante matriarca, e la serva Eleanor, due ragazze che, all'interno del loro legame, cercano quella libertà di pensiero, parola e azione in grado di contrastare le pesanti imposizioni accettate passivamente da tutti i membri della famiglia e provenienti da una parola di Dio completamente priva di gioia. L'atmosfera cupa ed angosciante in cui sono immerse le due, fa sì che anche il loro amore sia all'insegna del terrore e della tristezza, anche nei momenti di complice solitudine, perché l'ombra del peccato e della persecuzione grava sempre su di loro, persino durante un'intima pausa di lettura; non stupisce, dunque, che alla violenza di un intero ambiente che fa loro del male senza neppure alzare un dito, le ragazze decidano di rispondere con una violenza definitiva che sia in grado di liberarle, alla fine della quale comincia The Last Thing Mary Saw, realizzato come un lungo, angosciante flashback. Cosa sia "l'ultima cosa vista da Mary", legata a doppio filo con un libriccino proibito, dalle pagine strappate, è possibile scoprirlo solo sul finale, ambiguo ed inquietante quanto il resto del film.
La bellezza dell'opera prima di Edoardo Vitaletti, che è anche curatissima a livello di regia e di fotografia, soprattutto visto che la maggior parte delle scene è ambientata in luoghi cupi e desolati, claustrofobici, è l'ambiguità sottesa che colloca la vicenda di Mary ed Eleanor a metà tra realtà e superstizione, tra eventi che avrebbero potuto tranquillamente succedere e altri che lasciano lo spettatore perplesso sulla reale natura del pericolo che incombe sulle due. La sensazione che dà Vitaletti è quella di un mondo governato da un Dio (?) implacabile, alla cui volontà non si può sottrarre neppure chi viene mosso da un afflato di disperato coraggio; l'idea di una persecuzione umana e bigotta, fatta di "correzioni", punizioni corporali e silenzi, si accompagna a quella di un'occhio onnisciente che, in qualche modo, spinge le sue vittime verso un destino ineluttabile, in barba ad ogni soluzione che potrebbero trovare. Non è un caso se, ad interpretare la terribile nonna, c'è Judith Roberts, già terrificante Mary Shaw in Dead Silence, il cui sguardo pare sempre essere presente sulle povere Mary ed Eleanor, la cui esistenza si snoda come una di quelle fiabe nere (o parabole) dove ad ogni azione corrisponde una reazione spropositata che possa fungere da insegnamento morale agli incauti, e non è nemmeno un caso se The Last Thing Mary Saw è diviso in capitoli, l'ultimo elemento in grado di spingere all'immedesimazione uno spettatore che dovrebbe avere davvero il cuore di pietra per non sentirsi toccato da questo film. Se non lo avete ancora capito, ve lo consiglio, sperando che anche quest'anno la piattaforma Shudder regali moltissime altre (cupe) gioie.
Isabelle Fuhrman (Eleanor) e Rory Culkin (l'intruso) li trovate ai rispettivi link.
Edoardo Vitaletti è il regista e sceneggiatore della pellicola, al suo primo lungometraggio. Italiano, è anche produttore.
Se The Last Thing Mary Saw vi fosse piaciuto potete recuperare Brimstone, The Witch e Il sabba. ENJOY!
mercoledì 13 luglio 2016
Cell (2016)
A proposito di adattamenti kinghiani, il moscerello Owen Teague, che qui interpreta Jordan, è stato scritturato per il ruolo del viscido Patrick Hostetter nel nuovo adattamento di It; il fatto che il personaggio sia presente mi fa già stare male all'idea di un eventuale "momento sanguisuga" che, fortunatamente, mi era stato risparmiato nel film TV ma sento odore di miscasting ahimé. Chi ci ha visto lungo invece, almeno per quel che riguarda Cell, è stato Eli Roth che si è chiamato fuori dal progetto per divergenze creative. Vai, amorino peloso! Detto questo se il film vi fosse piaciuto (ma perché?) recuperate qualsiasi film sugli zombi diretto da Romero, che è meglio. ENJOY!
venerdì 3 gennaio 2014
Orphan (2009)
Trama: Kate e John, già genitori di due figli, decidono di adottarne una terza per superare il trauma causato dalla perdita della bambina che la donna portava in grembo. La decisione si rivelerà pessima, poiché la piccola orfana Esther nasconde un terribile segreto...
Vi dovesse capitare di guardare Orphan, assicuratevi innanzitutto che nessuno vi sveli il colpo di scena finale com'è sucesso a me più o meno due anni fa (grazie, Noruzza); nel caso succeda, uccidete l'incauto spoileratore, perché gran parte del valore della pellicola si basa proprio su quella scioccante quanto inaspettata rivelazione, sulla quale non indugerò oltre. Detto questo, Orhpan è un pregevolissimo ritorno a quel genere di film che andava di moda negli anni '80, quello della famiglia minacciata dall'interno da una persona insospettabile, degna della massima fiducia e in grado, ovviamente, di fuorviare tutti quelli che le stanno intorno tranne il/la protagonista, che passa quindi buona parte del film a beccarsi degli insulti o, peggio, a prendersi le colpe di tutte le malefatte del terribile killer di turno. Per me, film simili sono un'esperienza frustrante ma anche divertente; guardando Orphan ho riso per metà pellicola, incredula davanti alla deficienza del marito John o dell'ingenua passività della povera figlia Max e, ovviamente, più la trama proseguiva nelle inevitabili escalation della follia di Esther, più mi veniva ansia per la bravissima Vera Farmiga, assolutamente perfetta nei panni della madre segnata da mille e uno problemi personali (alcolismo, figlia sordomuta per colpa sua, aborto, marito fedifrago... ancora qualcosa??) e conseguentemente bollata a vita come persona indegna di fiducia e potenzialmente pazza.
Quello che riesce a differenziare Orphan da altri film di genere è però il clima di angoscia che il regista confeziona fin dalle prime sequenze; tutto quello che avverrà nella pellicola viene infatti prefigurato nello scioccante, sanguinosissimo incubo iniziale di Kate, dove la donna perde la bambina sotto gli occhi disinteressati del marito e dei medici. Questo è un pezzo di grande regia e montaggio, in grado di preparare lo spettatore e metterlo subito nel mood giusto per continuare la visione di Orphan che, per inciso, non toccherà più simili vette di gore ma, come nei migliori thriller, suggerirà la violenza fisica e indulgerà maggiormente in quella psicologica, racchiudendo tutta la tensione nell'ambiguo personaggio di Esther. Interpretata da una bravissima Isabelle Furhman dall'intrigante accento russo, l'orfana del titolo è un anacronistico, raffinato, compassato piccolo demonio che turba più per gli sguardi silenziosi che non per i banali escamotage di sceneggiatura utilizzati per accrescere i dubbi verso di lei (d'altronde, persino nella locandina è scritto "C'è qualcosa di sbagliato in Esther", quindi...); impressionante e fondamentale, inoltre, il lavoro dei responsabili del make-up e degli scenografi sul finale che, nonostante tutto, riesce a reggersi in piedi nonostante il tangibilissimo rischio di sconfinare nella baracconata e lascia in bocca un sapore amaro che si prolunga per tutti i bellissimi titoli di coda (realizzati come se li avesse fatti Esther). Di più non mi sento di dire su Orphan, guardatelo e godetevelo!
Di Vera Farmiga, che interpreta Kate, ho già parlato qui.
Jaume Collet - Serra è il regista della pellicola. Spagnolo, ha diretto anche La maschera di cera. Anche produttore, ha 39 anni e due film in uscita.
Peter Sarsgaard (vero nome John Peter Sarsgaard) interpreta John. Americano, ha partecipato a film come Dead Man Walking - Condannato a morte, La maschera di ferro, Boys Don't Cry, The Cell, The Skeleton Key, Innocenti bugie, Lanterna verde e Blue Jasmine. Anche produttore, ha 42 anni e due film in uscita.
Isabelle Fuhrman interpreta Esther. Americana, ha partecipato a film come Hunger Games e a serie come Ghost Whisperer; inoltre, ha lavorato come doppiatrice per le serie The Cleveland Show, Adventure Time e nella versione USA di La collina dei papaveri. Ha 16 anni e due film in uscita.
CCH Pounder (vero nome Carol Christine Hilaria Pounder) interpreta suor Abigail. Originaria della Guyana britannica, ha partecipato a film come L'onore dei Prizzi, Psycho IV, RoboCop 3, Sliver, Il cavaliere del male, Face/Off, Avatar, ShadowHunters - Città d'ossa e a serie come Miami Vice, Quell'uragano di papà, I Robinson, X-Files, E.R. - Medici in prima linea, Millenium, Oltre i limiti, Numb3rs, The Shield e Sons of Anarchy. Come doppiatrice, ha lavorato per le serie Biker Mice da Marte, Gargoyles e per il film Aladdin e il principe dei ladri. Ha 61 anni.
Jimmy Bennett (vero nome James Michael Bennett) interpreta Daniel. Americano, ha partecipato a film come Anchorman - La leggenda di Ron Burgundy, Polar Express, Amityville Horror, Un'impresa da Dio, Star Trek, Comic Movie e alle serie CSI- Scena del crimine e Una mamma per amica. Ha 17 anni e due film in uscita.
Il DVD del film contiene un paio di scene eliminate e un finale alternativo molto più ambiguo e negativo rispetto a quello della versione definitiva... ma ovviamente non posso essere più precisa onde evitare spoiler! Posso però dirvi, se Orphan vi fosse piaciuto, di guardare Omen - Il presagio, Chi è l'altro?, Il villaggio dei dannati, L'innocenza del diavolo e The Children. ENJOY!!


















