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mercoledì 1 gennaio 2014

Bolla's Top 5: Best of 2013

Buon 2014!! Ieri ho riunito tutta la rumenta cinematografica da lasciarsi alle spalle mentre oggi ho deciso di stilare la mia piccola classifica di quello che vorrei ricordare e rivedere anche con l'anno nuovo. Se mancheranno film per voi fondamentali, ricordate che a casa Bolla, causa distribuzione maffa e connessione lentissima, si guarda quel che passa la Provvidenza, quindi ancor grazie che sia riuscita a recuperare questi, ma se avete dei suggerimenti per colmare le lacune inseriteli nei commenti. ENJOY!!

5. Behind The Candelabra
Forse la sorpresa del 2013, il film bello che non ti aspetti, pur con tutte le sue imperfezioni. Nonostante fosse un prodotto televisivo della HBO, il film di Soderbergh ha saputo conquistare le platee cinematografiche di mezzo mondo, soprattutto grazie ad un grandissimo (per quanto inquietante) Michael Douglas, e a far conoscere anche a noi giovinastri l'ambigua figura del pianista Liberace.

4. Stoker
Sputato dai più, che lo hanno visto come l'asservimento di Park Chan-Wook alle leggi dell'entertainment hollywoodiano, io l'ho trovato un piccolo capolavoro di tensione, inquietudine e immagini artistiche, con una grandissima protagonista. Da recuperare assolutamente!

3. The World’s End
L'ultimo capitolo della trilogia del Cornetto fa ridere a crepapelle, piangere e riflettere. Un trip intergalattico che, appena finito di guardare, fa venire voglia di ricominciare da capo. Ancora, ancora e ancora. L'unico difetto del film è la paura che possa essere l'ultimo prodotto della premiata ditta Nick Frost/Simon Pegg/Edgar Wright.

2. Wolf Children
Non poteva mancare, nell'elenco dei 5 film più belli del 2013, un capolavoro di animazione nipponica stranamente non firmato da Miyazaki. Le avventure dei piccoli Ame e Yuki, curati dallo sguardo amorevole della giovane mamma, sono semplici, delicate ed emozionanti e rimangono impresse a lungo nel cuore dello spettatore.

1. Django Unchained
Già visto almeno quattro volte, sia in italiano che in inglese, sia a casa che in viaggio, non sono ancora riuscita a trovare un difetto all'ennesimo capolavoro dell'aMMore Quentin. Nonostante sia del 2012, l'ho visto nel 2013 quindi  il primo posto è meritatissimo ma, come potete immaginare, glielo avrei dato anche se si fosse trattato del filmino delle vacanze del mio inquartatissimo regista preferito.


E siccome la mia passione sono soprattutto i film horror/thriller, non posso esimermi dall'aggiungere una piccola postilla relativa alle cinque pellicole di genere che più mi hanno entusiasmata o inquietata quest'anno!

5. You’re Next
Banalissimo e derivativo, ma con quel tocco di umorismo nero in grado di renderlo gustoso. O forse sarà che mi sono innamorata della storia del Papero.

4. Le streghe di Salem
Oh, a me è piaciuto. Mi ci sono persa come in un trip e ho apprezzato molti degli omaggi o plagi, fate vobis. Considerata la memoria da pesce rosso che ho, entra di diritto in classifica anche solo per il fatto che, ancora oggi, ricordo la melodia dei Lords of Salem.

3. La notte del giudizio
Altra pellicola derivativa e banale, ma provateci voi a guardarla soli in una casa che intorno ha giusto il giardino, qualche campo coltivato e un paio di vicini vecchi e sordi. La notte insonne che mi ha procurato gli conferisce il terzo posto senza se e senza ma.

2. L’evocazione
Il 2013 è stato l'anno della banalità e la conferma che non serve stupire gli spettatori con "fenomenali poteri cosmici". Basta ricorrere a bravi attori, un po' di stile vintaggio, rubare dai caposaldi dell'horror e inserire, a mo' di mazzata tra capo e collo e in modo anche abbastanza bastardo, la bambola più inquietante degli ultimi 10 anni. Però ora basta eh, Wan.

1. Stoker
Alla faccia di chi gli ha voluto male e pur non essendo horror, Stoker merita comunque il primo posto, per tutti i motivi di cui sopra. Stacce™.











venerdì 27 settembre 2013

The World's End (2013)

Finalmente è arrivato il momento di vedere conclusa una delle trilogie “non ufficiali” più amate del mondo! La Blood and Cornetto Trilogy si congeda dai suoi fan con The World’s End, sempre diretto e co-sceneggiato, come i suoi fratellini, dal regista Edgar Wright. Segue recensione SENZA SPOILER, giuro.


Trama: il disadattato Gary riunisce, dopo 20 anni, lo storico gruppo di amici con i quali era quasi riuscito a fare il giro completo dei pub nel loro sonnolento paesino natale. Le cose però, dopo 20 anni, sono molto cambiate e quella che comincia come una serata normale diventa presto una corsa per la sopravvivenza…


I film che prevedono la collaborazione tra Wright, Pegg e Frost sono un po' l'antitesi del diludendo: ci può essere magari quello un pochino meno bello degli altri, ma in generale si sa che saranno delle pellicole favolose e The World's End non fa eccezione, collocandosi nella scala del Cornettometro appena sotto Shaun of the Dead e sopra Hot Fuzz. D'altronde, ormai la sinergia del trio è tale che sono loro i primi a divertirsi girando i film e, di conseguenza, lo spettatore non può fare a meno di rimanerne influenzato e apprezzare ogni gag, ogni riferimento agli altri due episodi della trilogia (ormai un marchio di fabbrica, assieme al Cornetto, il salto degli steccati), ogni battuta e ogni momento commovente, senza dimenticare di avere comunque davanti un film a sé stante. Che, in questo caso, pesca a piene mani dalla fantascienza maccartista e la mescola con quei film apocalittici che stanno andando tanto per la maggiore in questi ultimi anni, risultando però nettamente migliore nel descrivere la fine del mondo del titolo italiano. La sceneggiatura, scritta a quattro mani da Pegg e Wright, è infatti un cerchio perfetto dove ogni avvenimento o particolare insignificante non è messo a caso: The World's End andrebbe guardato almeno due volte solo per riuscire ad apprezzare appieno come, per esempio, tutto ciò che viene detto e fatto all'inizio prefiguri in qualche modo l'intero film, così come i nomi dei dodici pub dove il protagonista, Gary King (il Re affiancato da Cavaliere, Ciambellano, Paggio, Ministro e Principe), decide di prendersi l'epica sbronza e rinverdire i fasti di gioventù. The World's End è un film "di congedo", un'amara e malinconica riflessione sul tempo che passa impietoso, sul diventare adulti e sulle speranze infrante e, di conseguenza, un'ulteriore evoluzione dei due fancazzisti di Shaun of the Dead: lì Shaun ed Ed avevano una trentina d'anni (appena a inizio carriera?) ed erano ancora "recuperabili" mentre Gary è un triste e squallido quarantenne che ha deciso di non crescere e di rimanere ancorato all'ultimo giorno in cui si è sentito giovane, vivo ed invincibile.


Simon e Nick questa volta si scambiano quindi i ruoli e quello che un tempo era lo streppone Ed si ritrova oggi nei panni di un personaggio "antipatico" e precisino come il vecchio Pete, almeno per i primi 20 minuti. Il risultato è esilarante, Pegg con la tinta nera, i vestiti GGiovani e il viso pieno di rughe dell'adulto sfatto è divertentissimo ma allo stesso tempo triste e pietoso e tutti i comprimari che compongono il gruppo dei "cinque moschettieri" interagiscono tra loro in maniera divina. Tolti "i soliti due" (anche Nick Frost da il bianco e mi chiedo come abbia fatto a non farsi venire un infarto visto che corre di lungo!!), ho apprezzato molto la deliziosa, malinconica faccetta di un Eddie Marsan sempre più ubriaco e svampito mano a mano che il film prosegue e a tal proposito, prima di passare agli aspetti tecnici, vorrei spendere due parole sul doppiaggio. Mi rendo conto che in Italia le sale che proiettano i film in lingua originale sono mosche bianche (da me non è nemmeno arrivato doppiato...), tuttavia questo è il motivo per cui mi sarei comunque rifiutata di andare a vedere The World's End al cinema: ho conosciuto Pegg e Frost in Australia, non ho mai visto un loro film "di coppia" in italiano e questo vale soprattutto per quelli della Trilogia, quindi non riuscirei a sopportare la mancanza delle loro voci e il modo in cui si accompagnano alle loro espressioni (una su tutte: Simon Pegg spara una cazzata qualsiasi davanti alla ragazza e fa quell'incredibile smorfia da cagnetto bastonato, con la bocca piegata all'ingiù)... ma a maggior ragione in The World's End più i protagonisti si ubriacano più la loro parlata diventa biascicata, rapida, sincopata ed esilarante, per non parlare poi dei giochi di parole come "He was new! Like a baby! Like a man baby!" "Like a maybe". Quindi, ci siamo capiti, recuperatelo in lingua appena potete e preparatevi a ridere di più.


Delirio linguistico a parte, come gli altri due film della Trilogia anche The World's End è curatissimo per quel che riguarda regia ed effetti speciali. Devo ammettere che questi ultimi all'inizio mi hanno lasciata perplessa (non ricordo se nel trailer si vedevano, però il primo impatto è scioccante...) ma concorrono a dare al film un piglio più grottesco che risulta ancora più divertente a fronte di scene da combattimento veramente serie e ben fatte. Le entità contro cui devono combattere i nostri cinque moschettieri a tratti mettono davvero paura soprattutto per gli urlacci accompagnati da fasci di luce che ricordano tanto L'invasione degli ultracorpi e il finale, teso e mozzafiato, ha proprio poco da invidiare ai "veri" film di fantascienza. E detto questo, siccome ho promesso di non fare spoiler, conviene chiudere qui la recensione prima che il delirio e l'amore mi travolgano e vi racconti tutto questo spazialissimo, adorabile The World's End come avrei voglia di fare finché l'onda dell'entusiasmo, che dura ormai da due giorni e mi accompagnerà per mesi (lo riguarderei già ora!!!), è ancora lì a travolgermi. Correte in sala e ringraziate l'Inghilterra per averci dato questi tre geni e il loro assurdo modo di fare cinema!


Del regista e co-sceneggiatore della pellicola Edgar Wright ho già parlato qui. Simon Pegg (co-sceneggiatore, Gary King), Nick Frost (Andy Knightley), Martin Freeman (Oliver Chamberlain), Eddie Marsan (Peter Page), Pierce Brosnan (Guy Shephard) e Bill Nighy (in originale presta la voce al Network) ho già parlato nei rispettivi link. 

Paddy Considine interpreta Steven Prince. Inglese, ha partecipato a film come Cinderella Man, Hot Fuzz e The Bourne Ulimatum – Il ritorno dello sciacallo. Anche sceneggiatore e regista, ha 39 anni e due film in uscita.


Rosamund Pike interpreta Sam Chamberlain. Inglese, ha partecipato a film come La morte può attendere, The Libertine, Orgoglio e pregiudizio, La versione di Barney, Johnny English - La rinascita e Jack Reacher - La prova decisiva. Ha 34 anni e cinque film in uscita.


Tra gli altri attori, segnalo la presenza di David Bradley, ovvero l’uomo che ogni fan di Harry Potter conosce come Gazza, lo scorbutico custode di Hogwarts, qui nei panni del folle Basil. Anche Rafe Spall e i due protagonisti di Killer in viaggio compaiono come guest star, il primo ed Alice Lowe come avventori di un pub, mentre Steve Oram è riconoscibilissimo nei panni del poliziotto in moto. Infine, se il film vi fosse piaciuto (e non vedo come non potrebbe!!) consiglio il recupero di Shaun of the Dead e Hot Fuzz. ENJOY!!

lunedì 19 agosto 2013

Get Babol! #76

Nonostante un paio di camurrie capitate alla sottoscritta, oggi è un giorno fausto per tutti gli amanti del cinema perché negli USA esce quello che, senza troppi giri di parole, è il film più atteso dell'anno!!! Curiosi di sapere qual è? E leggete un po' allora! ENJOY!!

The World's End
Di Edgar Wright
Con Simon Pegg, Nick Frost, Martin Freeman
Trama (da Imdb): Cinque amici che si riuniscono per ripetere l'epico giro di pub di 20 anni prima diventano, senza volerlo, l'unica speranza di sopravvivenza per l'umanità.

Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti L'armata delle tenebre, Attack the Block, Benvenuti a Zombieland, Galaxy Quest, Tropic Thunder e Dogma. Se anche il sito GetGlue non me l'avesse consigliato ne avrei comunque parlato perché, finalmente, con questo La fine del mondo (titolo italiano con cui il film verrà distribuito dal 26 settembre) si concluderà la trilogia denominata Three Flavours Cornetto Trilogy o, comunemente, Blood and Cornetto. So che la pellicola non raggiungerà le vette di Shaun of the Dead ma se si assesterà sui livelli di Hot Fuzz potrò davvero costruire un monumento alla premiata ditta Pegg/Frost/Wright.

You're next
Di Adam Wingard
Con Sharni Vinson, Nicholas Tucci, AJ Bowen
Trama (da Imdb): Quando i membri della famiglia Davison vengono attaccati durante un anniversario di matrimonio, i misteriosi killer impareranno presto che una delle vittime nasconde un'innata capacità di reazione.

Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Funny Games, The Strangers, Quella casa nel bosco, Hostel e Wolf Creek. Dati i presupposti, potrei anche pensare che You're Next mi farà uscire dal cinema con un'incredibile ansia addosso e la voglia di non guardare mai più un horror in vita mia. Questo, il bellissimo trailer sulle meravigliose note di Perfect Day e il ricordo dell'esilarante e bastardissimo Q is for Quack mi spinge a considerare la pellicola come una degli imperdibili della stagione, mi chiedo solo perché mai ci siano voluti due anni per trovargli una distribuzione. In Italia uscirà il 19 settembre.

The Mortal Instruments: City of Bones
Di Harald Zwart
Con Lily Collins, Jamie Campbell Bower, Jemima West
Trama (da Imdb): Dopo la scomparsa della madre, Clary Fray scopre di discendere da una linea di guerrieri che proteggono il nostro mondo dai demoni. Si unisce ad altri come lei e si dirige verso una New York alternativa chiamata Downworld.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Cappuccetto rosso sangue. Che poi, piaciuto è una parola grossa, diciamo che non lo avevo trovato insopportabile come temevo. Il che mi fa credere che questo film, tratto dalla serie di romanzi Shadowhunters della scrittrice Cassandra Clare, sia l'ennesima bimbominkiata post Twilight. Il trailer, nonostante mi piacciano molto sia Lily Collins che Jamie Campbell Bower che, soprattutto, quell'incredibile figo di Jonathan Rhys Meyers, conferma in parte i miei timori, quindi credo proprio che lascerò Shadowhunters - Città di ossa, la cui uscita italiana è prevista per il 28 agosto, a chi è appassionato di queste cose.

 

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