venerdì 8 febbraio 2013

Bollalmanacco On The Road: Venezia

Se tutto va bene, mentre la "magia" di Blogger pubblicherà il post, in questo momento dovrei essere in panciolle a godermi la mia prima sera in quel di Venezia. Eh già, la Bolla ha avuto la fortuna di ricevere in regalo da tre folli di cui non faccio il nome un bel WE nell'amena città lagunare e proprio in periodo di Carnevale. E visto che la prima ed unica volta che sono stata a Venezia risale a ben vent'anni fa ho deciso di celebrare l'evento rispolverando la rubrica On The Road. Migliaia di film seri sono stati girati nella città dei canali e delle gondole... ma perché indugiare sulla "serietà" quando il genere che mi è più congeniale è l'horror-thriller, soprattutto quando è arricchito dal trash? Ecco quindi un bell'elenco di pellicole "a tema" ambientate a Venezia, introdotto da quello che ritengo un capolavoro assoluto del genere. Per il resto, spero che qualcuno di voi abbia visto gli altri film citati e che il post possa risvegliare ricordi (volutamente) sopiti. Ci risentiamo lunedì! ENJOY!

A Venezia... un dicembre rosso shocking
Un capolavoro del genere thriller, un film difficile da dimenticare soprattutto per l'incredibile bellezza della regia e della fotografia... nonché per la bravura degli attori. Venezia diventa una presenza inquietante più che una città, una falsa speranza che nasconde in ogni anfratto dei pericoli inimmaginabili. Credete a me, starò MOLTO attenta a tutto ciò che è rosso. La recensione di questa meraviglia la trovate qui.



Nosferatu a Venezia
Ah, Klaus. Come sguazzavi tu tra aulici capolavori e trash spudorato, nessuno mai. Qui lo vediamo vezzosamente agghindato da una parrucchetta color stoppa mentre striscia guardingo tra i canali della città lagunare. Un pasticciaccio brutto girato a più (incompetenti) mani, un film visto eoni fa e per fortuna quasi dimenticato, che non escludo però di poter recuperare per un bel post all'insegna del weird e delle grasse risate.



Nero veneziano
Praticamente Il presagio a Venezia. Visto anche questo in tempi ormai lontani dopo averlo registrato probabilmente alle 3 di notte su Italia Uno, ne ho davvero pochi ricordi, tra cui l'inespressività del protagonista cieco e un paio di apparizioni sataniche. Considerato che la colonna sonora è del grandissimo Pino Donaggio e che tra i protagonisti c'è anche la Olga Karlatos di Zombi 2 credo proprio che effettuerò un recupero anche di questo film, magari al ritorno dal weekend.



Il mostro di Venezia
Film che sicuramente non ho mai avuto modo di vedere. La trama sembra assai simpatica e degna di ulteriori approfondimenti: un killer fa il suBBaqui nella laguna, con tanto di tenuta da palombaro,  piombando non visto alle spalle di povere e solitarie giovinette. Una volta rapite le bélle, il maniaco si veste da frate, indossa una maschera della morte e le porta nei sotterranei della città, parlottando tra sé mentre le imbalsama e le infila nella sua collezione privata. La pellicola è in bianco e nero e potete trovarla in inglese su Youtube con il titolo The Embalmer.  



Giallo a Venezia
Altro misconosciuto film anni '70 ma con un regista dal nome familiare, tale Mario Landi. Andatevi a leggere la trama e il commento su Exxagon perché c'è da farsi un mare di risate. Ilarità a parte, l'idea di vedere Venezia messa alla berlina, tra commissari mangia-uova, forbici che vengono infilate in parti del corpo innominabili, cozze titillate da grissini e quant'altro non mi sconfinfera per nulla. Lascio l'onore di vederlo e recensirlo a qualche blogger più coraggioso, soprattutto perché la faccia da gatto di balsa di quel Gianni Dei lì potrebbe perseguitarmi nei secoli a venire.

La foto dei due sciagurati erotomani protagonisti del film. Mi farebbero passare ogni voglia di copulare, a vita. A dire il vero volevo mettere un'immagine del famigerato "taglio della gamba", ma il mio blog lo leggono anche persone timorate di Dio, schiaffare una baginga in prima pagina non mi sembrava il caso! <3

Shark in Venice
E dopo tanto male nostrano.... pensavate mica che i maledetti americani e il loro fuffosissimo trash avrebbero lasciato in pace Venezia? No. Ma per fare le cose in grande, anziché infilare nei canali dei maniaci... ci hanno infilato UNO SQUALO. Sì, nel 2008 giravano ancora belinate simili e scritturavano persino Stephen Baldwin. No comment. Da quel poco che ho visto su Youtube la qualità degli FX è imbarazzante e le immagini patinate di Venezia sono ancora peggio, roba da indurre l'intestino a ribellarsi per molto tempo. Se c'era uno squalo nei Canali probabilmente ha commesso suicidio dopo aver saputo di questo film.
Lo squalo dipinto sulla pellicola si intuisce appena XD



giovedì 7 febbraio 2013

WE, Bolla! del 7/2/2013

Buon giovedì! Presa dalla depressione per la mancata uscita de Les Misérables, la settimana scorsa ho disertato le sale cinematografiche. La mia mancanza dev'essersi fatta sentire: al multisala si sono pentiti e hanno messo il film di Tom Hooper, con mia somma gioia. Ovviamente, però, Re della terra selvaggia è rimasto al palo. Miseria, non riescono proprio a far le cose per bene dalle mie parti!! Speriamo nel prossimo giovedì, ma nel frattempo... ENJOY!!


Les Misérables
Reazione a caldo: evvivaaaaaa!!! Vive la Fraaaance!!!!
Bolla, rifletti!: ok, lo ammetto. Mi ero già preparata all’evenienza di non vederlo. So che stanno spuntando critiche negative come funghi, ma chissene. Perseverare nella lettura del romanzo-fiume di Hugo ha pagato e appena tornata dal WE misterioso mi fionderò in sala a cantare a squarciagola, godendomi un Jean Valjean così bello che le francesi all’epoca sarebbero svenute al grido di “Mon Dieu!”


Broken City
Reazione a caldo: bah.
Bolla, rifletti!: su questo film ho già speculato a queste coordinate. La mia opinione non è cambiata, non penso proprio mi verrà mai voglia di vedere questo noir moderno. In sala dalle mie parti ci sono ancora Looper e The impossible da recuperare, quindi Broken City verrà inevitabilmente sacrificato.


Studio illegale
Reazione a caldo: è illegale proiettare questo film!
Bolla, rifletti!: dai, ammettiamolo. Ai tempi de Le Iene Fabio Volo mi piaceva pure. Lo trovavo fico fico. Ma che l’Italietta feisbucchiana sia arrivata addirittura a consacrarmelo maestro di vita, con le ragazzine che postano le sue frasi sul wall mi fa sbellicare dalle risate. Come non farà invece questo film, che lo vede protagonista in un ruolo da cumenda pentito. Se c’è una cosa che odio più dei cinepanettoni sono questi filmetti che partono come commedia cinica e divertente e si sciolgono in melense ed improbabili storie d’aMMore. Un orrore da evitare!

Cosa danno invece al cinema d’élite?

Cercasi amore per la fine del mondo
Reazione a caldo: e uffa!!!
Bolla, rifletti!: anche questo lo avrete già visto praticamente tutti, solo io me lo sono fumata da qualche parte. La trama mi ispira, perché racconta quello che succederebbe a due persone che, alla vigilia di una fine del mondo ormai certa, decidessero di patire per un viaggio alla ricerca dei ricordi e degli amori lontani… ma è anche vero che i due attori protagonisti, Keira Knightley e Steve Carell, mi stanno cordialmente sulle balle. A prescindere, mi sembra interessante e particolare, quindi cercherò di recuperarlo quanto prima!


martedì 5 febbraio 2013

In Darkness (2011)

Con ovvio ritardo rispetto al giorno della memoria riesco finalmente a postare la recensione di In Darkness (W ciemności), film diretto nel 2011 dalla regista Agnieszka Holland e uscito in Italia con il solito ritardo di un paio d'anni.


Trama: il film racconta la storia vera di Leopold Socha, un ispettore fognario polacco che riuscì a nascondere "i suoi ebrei" nelle fogne, salvandoli così dalle persecuzioni del regime nazista.


Ho tentennato un po' prima di vedere questo In Darkness e per un paio di ottimi motivi. Innanzitutto, sulla locandina campeggiava vigliaccamente la faccina sporca di una bimbetta che usciva da un tombino, inoltre la maggior parte dei film basati sui mille, orribili aspetti dell'olocausto mi portano a piangere in maniera incontrollabile a prescindere che ci siano o meno dei pargoli tra i protagonisti. Alla fine, però, questa pellicola mi ispirava parecchio e ho deciso di farmi forza. Sono stata premiata, perché le lacrime sono scese copiose soltanto sul finale, frenate nel corso della visione dallo stile comunque asciutto della regista, che fortunatamente concede poco al melodramma o alle scene ad effetto. Rispetto ad altri film dedicati all'argomento, infatti, In Darkness è innanzitutto meno patinato, conserva un'aria "rustica" per nulla disprezzabile ed è abbastanza realistico sia per quanto riguarda le reazioni dei personaggi che per quanto riguarda la triste realtà che descrive. Ovvio, la pellicola deve risultare quanto meno varia e fruibile da una gran fetta di pubblico, quindi all'interno dello sparuto gruppo di ebrei nascosti nelle fogne si creano anche dinamiche sentimentali, invidie, rabbia, gelosie che rendono ancora più doloroso il dramma di questa loro vita costretta, appunto, nell'oscurità, ma il tutto viene affrontato con intelligenza e sensibilità.


La macchina da presa scava nell'oscurità che tiene prigionieri gli ebrei creando un effetto a dir poco claustrofobico e la pur nitida fotografia non impedisce allo spettatore di avvertire nelle ossa l'umidità del luogo e nel naso la puzza dell'acqua putrida delle fognature. La regista indugia spesso sui visi di queste povere persone private dell'umanità, costrette a vivere fianco a fianco con ratti ed escrementi, mostrandoci il loro tentativo di preservare la sanità mentale nell'oscurità mentre in superficie dilaga la follia più incredibile: persone impiccate nelle strade per ritorsione, uomini uccisi per la mancanza di un berretto, donne nude utilizzate come prede per una caccia insensata e altri orrori innominabili. A fare da "bilancia" tra questi due mondi in lotta tra loro è il viso pacioso e a tratti furbesco di Leopold Socha, colui che conosce le fogne come le sue tasche, l'uomo di fiducia di un militare che desidera solo far carriera sulla pelle degli ebrei, il ladro e truffatore che, all'inizio, decide di aiutare questi "Yid" perseguitati solo per soldi. La regista non ce lo mostra come un uomo illuminato, anzi: è razzista quanto gli altri, è un uomo semplicissimo e quasi privo di cultura, non lesina le botte alla figlioletta inconsapevole del pericolo che correrebbe se rivelasse che nelle fogne abitano degli ebrei. Però, il bello del film è anche vedere come Socha si affezioni, molto lentamente, a quelli che arriverà a considerare "i SUOI ebrei" attraverso un percorso fatto di colpa ed espiazione, di escamotage quasi divertenti e veri, toccanti atti di eroismo ed umiltà.


Impressionanti gli attori, soprattutto se si ha la fortuna di guardare il film in lingua originale (un interessante mix di - spero di non peccare di ignoranza - yddish, polacco e tedesco). I volti dei protagonisti sono molto espressivi pur nella loro "normalità", non c'è nessuno che spicchi per bellezza o particolari caratteristiche somatiche ma tutti hanno quell'aspetto di persone qualunque che li rende ancora più credibili. Spicca ovviamente l'incredibile e toccante performance di Robert Wieckiewicz nei panni del protagonista, ma anche gli sfortunati amanti interpretati da Benno Fürmann (attore tedesco che mi pareva di aver già visto, ed effettivamente ha recitato in Anatomy) e Agnieszka Grochowska rischiano di rimanere per lungo tempo nel cuore dello spettatore, per il loro coraggio e la loro umanità. Insomma, In Darkness è la dimostrazione che ogni tanto fa bene tirare fuori la testa dalla sabbia delle cinematografie più conosciute e volgere lo sguardo su ciò che può offrire il resto del mondo sia a chi ama follemente il cinema e sia a chi abbia semplicemente voglia di vedere un bel film.

Agnieszka Holland è la regista della pellicola. Polacca, ha diretto film come Il giardino segreto, Poeti dall’inferno e alcuni episodi di Cold Case. Anche sceneggiatrice e attrice, ha 64 anni e un film in uscita.


Se In Darkness (che nel 2012 era tra i candidati all'Oscar come miglior film straniero) vi fosse piaciuto consiglierei la visione di Schindler’s List. ENJOY!







lunedì 4 febbraio 2013

Get Babol! #52

Lasciamoci alle spalle l'ottimo Sukiyaki e l'apprezzatissimo e discussissimo (per gli standard del mio blog, ovvio!!) meme sui 10 film orribili da propinare ai nemici e gettiamoci negli abissi sconfinati della distribuzione USA e dei consigli del sito GetGlue, che questa settimana propone tre film di generi diversi e un paio decisamente in contrasto con i miei gusti. Oh, mica si può sempre parlare di pellicole belle!! ENJOY!
 
Warm Bodies
Di Jonathan Levine   
Con Nicholas Hoult, Teresa Palmer, John Malkovich
Trama (da Imdb): Dopo che R (uno zombie moolto atipico) ha salvato Julie da un attacco, i due formano un legame che metterà in moto una serie di eventi che potrebbe trasformare l'intero mondo dei non-morti.

Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti L'armata delle tenebre, Benvenuti a Zombieland, Scream, L'alba dei morti viventi e Shaun of the Dead. Immagino già che tutti questi bei film citati non c'entreranno una benemerita con Warm Bodies... e a naso mi sentirei di accomunare questa pellicola diretta e scritta dal regista del pregevole 50/50 al filone tuailaito. Comunque.... già dal trailer un film simile mi fa cadere le palle che non ho, nonostante si ammanti di quell'accenno di ironia in più che ovviamente manca alla saga della Meyers: la bionda protagonista di 'sta boiata può ringraziare la Madonna che lo zombie che si innamora di lei abbia giusto un po' di occhiaie e basta, perché l'avrei voluta vedere baciare questo. E aggiungo anche che schifo, per la miseria, vero è che anche un vampiro è fondamentalmente morto, ma lo zombie è proprio un cadavere rianimato, chissà che afrore pestilenziale emanerà. Whatever, almeno finché le ragazzine non cominceranno ad agognare di poter fare sesso con un morto (ah no sesso noo, è vero, qui si parla solo di aMMore). L'unica cosa che davvero mi uccide è che persino Malkovich si sia prestato a partecipare. Mah. In Italia è ovviamente già pronta una data di uscita, nella fattispecie il 7 febbraio. Strano non abbiano scelto San Valentino, ma forse era troppo anche per i distributori italiani.
Appunto. Non ci crede nemmeno lei. Ma lo zombi di Fulci pare più espressivo..

Bullet to the Head
Di Walter Hill  
Con Sylvester Stallone, Jason Momoa, Christian Slater
Trama (da Imdb): Dopo aver visto morire i rispettivi partner, un sicario di New Orleans e un detective di Washington si alleano per sconfiggere il loro comune nemico.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Leon. Vabbé, sentite, oggi il sito sta a fa' coglionella. Caro Sly, ho capito che I Mercenari e I Mercenari 2 mi sono piaciuti tanto, ma non è che adesso devi prendere OGNI residuato degli anni '80/'90 (sì Walter Hill, sto parlando con te) e mettere su un film che riporti alla mente quel genere di action. Quando l'indubbia tamarreide viene stemperata da una trama troppo seria l'operazione nostalgia s'ammoscia, sappilo. Peccato per Christian Slater, che è sempre un piacere vedere... e peccato anche per il titolo italiano, come già preannunciato dal validissimo blog Death Row: Jimmy Bobo - Bullet to the Head. JIMMY BOBO??? XDXDXD Ma schiatto, mi ricorda tanto una certa trashissima cosetta. Da noi uscirà il 4 aprile e per me potrà rimanere confinato nel più remoto cinema parrocchiale di provincia.



Stand Up Guys
Di Fisher Stevens
Con Al Pacino, Alan Arkin, Christopher Walken
Trama (da Imdb):  Una coppia di galeotti ormai anziani cercano di riunire la vecchia banda per un'ultima impresa prima che uno di loro riceva il suo ultimo incarico - uccidere il suo compare.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto La 25sima ora. Già i nomi di Al Pacino e Christopher Walken mi rimettono in pace con il mondo, in più il fatto che l'inizio del trailer riprenda la colonna sonora di Pulp Fiction mi ispira anche di più. Però... mah. Anche qui c'è qualcosa che non mi convince, il film in sé mi sembra un po' moscerello e non vorrei fosse solo uno spreco di ottimi attori. Chi vivrà vedrà, intanto non esiste ancora una data d'uscita italiana.

domenica 3 febbraio 2013

Sukiyaki Western Django (2007)

Dopo aver visto un Django in versione italiana e un altro in versione americana, non potevo esimermi dal guardare anche l'omaggio al western del folle regista Takashi Miike, Sukiyaki Western Django (スキヤキ・ウエスタン ジャンゴ - Sukiyaki uesutan Jango-), da lui diretto nel 2007. 


Trama: in un villaggio conteso tra due bande rivali arriva un abilissimo e solitario pistolero. Ovviamente entrambe le fazioni cercheranno di accaparrarsi il suo aiuto promettendogli oro e ricchezze... 


Ogni volta che finisco di vedere un film diretto da Takashi Miike rimango letteralmente a bocca aperta. Sconvolta, perplessa, indecisa se urlare al capolavoro o strillare alla ca**ata trash. Il mio animo occidentale si ribella al japanenglish utilizzato dagli attori, alla loro recitazione caricaturale ed impostata, ai rumori da comica, agli abiti e alle capigliature da zingari portati con disinvoltura dai membri delle due bande e a tutto il corollario di scene al limite del grottesco che infarciscono Sukiyaki Western Django... ma d'altra parte il mio cuore giapponese esulta proprio davanti a queste stesse cose e mi ricorda che i bambini nipponici crescono ascoltando e vedendo di continuo pacchianate come questa quindi cerco di mettermi nei panni di questo meraviglioso popolo che tanto amo e trovare la normalità dove la mia cultura mi impone di percepire solo stranezza. Ovviamente, se non riuscite a sopportare l'idea di vedere uno sceriffo che parla con le sue due diverse personalità e si prende a schiaffi da solo, dei proiettili che colpiscono i nemici in base a come soffia il vento, un balletto sensuale scandito dal suono di un didgeridoo, un guerriero che ci prova col boss travestendosi da donna dopo che un colpo di pistola gli ha fatto saltare gli zebedei e tante, tante altre cosette più o meno trash, non andate avanti a leggere la recensione, tanto Sukiyaki Western Django non fa per voi!


Il film, come si evince dal titolo, è un incredibile e sfacciatissimo melting pot di generi e stili narrativi. Il sukiyaki infatti è un piatto giapponese dove viene messo praticamente di tutto, a partire dagli spaghetti (appunto!) giapponotti, carne, funghi, un mix di verdure, tofu, salsa di soia, mirin, uova sbattute e zucchero. All'inizio del film vediamo il "muso" ispiratore Tarantino ingegnarsi abilmente per procurarsi l'uovo nel bel mezzo di un selvaggio west che sembra proprio il palco di un teatro giapponese (con tanto di fondale dipinto) e durante un esilarante flashback lo sentiamo lamentarsi del fatto che il piatto è troppo dolce... ma questo, al di là dell'immenso piacere di vedere recitare l'autoproclamatosi otaku Quentin è un altro modo trovato da Takashi Miike per ribadire la dualità della sua opera e il modo in cui occidente e oriente si mescolano continuamente all'interno della trama. Sukiyaki Western Django, in effetti, è sì un omaggio al film di Corbucci (tanto che un personaggio viene impalato con la stessa croce che si vede nel finale di Django) e un ringraziamento a Tarantino per il suo Kill Bill (che viene citato più volte, per la firma di Bloody Benten e per il rapporto tra il pistolero Piringo e una giovane Ruriko, che tanto ricorda quello tra Bill e La Sposa) ma è anche un film che si basa sull'epico Heike Monogatari, opera giapponese che racconta appunto della battaglia tra i due clan rivali Taira e Minamoto. Tra riferimenti alla guerra delle due rose, cosa che porta il capo dei rossi a ribattezzarsi, molto shakespearianamente, Henry, e un improbabile retroscena sull'infanzia del nostrano Django, l'animo del film si riconferma quindi nipponico e richiama alla mente La sfida del samurai, uno dei tanti capolavori di Akira Kurosawa, poi rifatto in chiave western da Sergio Leone con Per un pugno di dollari.

クエンチン・チャンはかわいいです!
Per quanto riguarda la realizzazione di Sukiyaki Western Django, bisognerebbe tapparsi le orecchie per non sentire parlare gli attori e sopportare stoicamente un paio di fastidiosissime scene di stupro...  ma regia, fotografia e montaggio sono un trionfo. Molto vivaci ed importantissimi i colori, sia per distinguere ovviamente i due clan rivali (dotati anche di un diverso stile di abiti, con i bianchi più "fighetti" e i rossi più straccionati) che per una sorta di simbologia: soprattutto verso il finale, una stupenda quanto improbabile nevicata ricopre di bianco, il colore della morte per i giapponesi, l'intero villaggio e da il la all'ultimo duello, dove le macchie di sangue sembrano fiori rossi. Il rosso è il colore del sangue, dell'amore e delle rose striate di bianco che diventeranno l'eredità del piccolo Heiachi, mentre quella favoleggiata montagna d'oro per cui il villaggio è stato stretto nella morsa della disperazione e della morte assume un colore giallo quasi malato, ininfluente e disgustoso come una macchia di pipì sulla neve. Stupendamente coreografati i combattimenti, sia che abbiano per protagonisti il pistolero misterioso e la furiosa Bloody Benten, sia che mostrino le persone crivellate dai colpi della storica mitragliatrice nascosta nella bara, sia che prevedano l'utilizzo (anche troppo breve, ahimé!) di un'elegante katana... e voto undici anche alla scelta di raccontare il passato di Bloody Benten come se ci trovassimo di fronte ad un trailer grindhouse o ad un violentissimo e cupo anime giapponese, come già aveva fatto Tarantino per l'infanzia di O-Ren Ishii. Insomma, senza rovinarvi ulteriormente la visione con degli spoiler; questo Sukiyaki Western Django è da vedere assolutamente, sia che siate fan di Tarantino, sia che siate fan di Takashi Miike e del suo incredibile modo di fare cinema. Alla fine anche voi, come ho fatto io, piangerete commossi all'udire il tema portante di Django cantato in lingua giapponese!


Del regista e co-sceneggiatore Takashi Miike ho già parlato qui, mentre Quentin (che interpreta l’improbabile pistolero Piringo!) lo trovate qua.

Masanobu Andô interpreta Yoichi. Giapponese, ha partecipato ai film Battle Royale e Kids Returns. Ha 37 anni e un film in uscita.


Kaori Momoi interpreta Ruriko. Giapponese, ha partecipato a film come Kagemusha – L’ombra del guerriero e Memorie di una geisha. Anche regista, sceneggiatrice e produttrice, ha 60 anni.


Alle mangofile come me il nome Kôichi Satô, l’attore che interpreta Kiyomori/Henry, non dovrebbe risultare nuovo. Non scervellatevi, vi aiuto io. Ricordate il gestore del Jackson Hole, il pub preferito da Hachi e soci nello stupendo Nana di Ai Yazawa? Ecco, è un personaggio comparso pochissimo ma sicuramente “bucava la pagina”, per così dire, e si chiamava proprio così! Facezie a parte, se Sukiyaki Western Django vi fosse piaciuto (e spero vivamente che la Dynamic faccia uscire in DVD la versione integrale perché quella internazionale ha parecchie scene tagliate, tra cui quella in cui Benkei concupisce Yoshitsune) consiglierei la visione di Django, Django Unchained e Per un pugno di dollari. ENJOY!!

sabato 2 febbraio 2013

Punite i vostri nemici con 10 film orribili


E' un noioso e freddo sabato pomeriggio, la vostra Bolla aspetta solo che arrivi la sera per uscire con gli amici. Cazzeggiando su FB mi giunge la sfida di Davide, de Lo spettatore indisciplinato, che dice: " ti va di partecipare a un meme,si chiamano così?Una classifica circa i 10 film che useresti come tortura,cura lodovico,contro i tuoi nemici?La dovresti stilare sul tuo blog eh!". La cosa mi ispira parecchio e accetto la sfida. Ovviamente, in quanto meme sono andata subito a cercarne la fonte, nella fattispecie ringrazio per la brillante idea Mr. Giobblin! E ora, BEWARE... ecco la sequela di film con i quali punirei i miei nemici!

 Un'offesa per ogni amante di Dragonball che si rispetti. La recensione è qui.

La partita a carte più lunga della storia. Lucio, che camurrìa!

Il punto più basso mai toccato da Tobe Hooper e Robert Englund.


 Il film di fantascienza italiano di cui NESSUNO aveva bisogno. Recensione qui.


Effettivamente, guardandolo l'itterizia è venuta anche a me. Qui trovate la recensione.


Gloria! Manchi tu nell'aria!! Nemico, beccati lo psicopipponelyncianobelga! Recensione qui.




La mia personale corazzata Potemkin.


L'insulto finale al Re Stephen.


Tra la "dizione" della Stella, la "simpatia" dei protagonisti e l'"espressione" di Accorsi il divertimento è assicurato!

Ne avrei messi altri, ma basta dare una scorsa al mio blog per trovare tante altre simpatiche brutture da propinare ai vostri nemici. E se volete altre fonti di ispirazione, alla cura Lodovico partecipano anche e soprattuttamente:


venerdì 1 febbraio 2013

X-Men - Conflitto finale (2006)

E finalmente eccoci giunti alla fine della trilogia mutante che ha tenuto banco nei primi dieci anni del nuovo millennio! Nella fattispecie, oggi concludiamo con X-Men - Conflitto finale (X-Men: The Last Stand), diretto da Brett Ratner nel 2006.


Trama: le industrie Worthington hanno trovato una cura che cancellerebbe permanentemente il gene X. Tra mutanti che vorrebbero ritornare normali e altri che vedono la cura come una minaccia, ovviamente scoppia il caos... e gli X-Men si ritrovano decimati e in mezzo ai due fuochi!


Se con X-Men 2 veniva approfondito il discorso del mutante come emblema del "diverso", con questo Conflitto finale viene annullata ogni riflessione e il ruolo degli X-Men si riduce a quello di meri vigilantes ed eroi nell'accezione più ristretta del termine: Magneto e compagnia vogliono uccidere umani e distruggere la cura che renderebbe felici molti mutanti ai quali i poteri pesano particolarmente? Benissimo, mettiamoci tra i cattivi e questa fantomatica cura e speriamo che in questo modo il governo capisca quanto siamo buoni e collaborativi, così forse non la userà come arma. Mi sembra un OTTIMO piano. A questo esilissimo canovaccio, che poi è un mero pretesto per far sfilare sullo schermo tutti quei mutanti che negli altri due film non avevano trovato spazio, si aggiunge una gestione a dir poco talebana dei personaggi e delle trame lasciate in sospeso da Bryan Singer, con mutanti amatissimi che prendono decisioni inaudite (Rogue su tutti) ed altri che schiattano come se non fossero mai serviti all'economia delle storie (non faccio nomi per non spoilerare ma, per quanto mi stiano sulle balle, che diamine! ci voleva comunque un po' di coerenza). Va bene dare un piglio nuovo all'operazione, ma diciamo che hanno un po' esagerato. Nel finale, poi, si assiste ad una tristissima, incoerentissima ed assurda accettazione di tutti gli avvenimenti... salvo che per una scena aggiunta dopo i titoli di coda a mo' di ripensamento.


Quindi cosa rimane di questo Conflitto Finale? Eh beh, quello che probabilmente i realizzatori volevano che rimanesse: gran dispiego di effetti speciali e mutanti come se piovessero. Sui primi posso anche dar loro ragione, sono forse i più ben fatti tra tutti quelli visti nella trilogia e indubbiamente il make-up della Bestia supera quello orrendo visto in X-Men - L'inizio, ma l'effetto pixel sgranato che segue lo scatenarsi della forza Fenice è a dir poco imbarazzante... e nemmeno tanto potente visto che la signora scuoia vivo Wolverine strappandogli tutto tranne i pantaloni. Ma siamo matti?? Ehm, dicevo... Quanto ai nuovi mutanti introdotti, oddio. Il look degli Accoliti di Magneto è zamarro da far schifo, il Fenomeno (per quanto adori Vinnie Jones) sembra un uomo affetto da idrocefalia, con 'sto testone enorme innestato in un corpo normale e ripreso malamente in modo da sembrare più alto delle persone che lo affiancano, le aggiunte di Angelo e Bestia al roster dei buoni vanno dall'assolutamente inutile al vagamente piacevole, di sicuro non toccano le intensità raggiunte da Nightcrawler in X-Men 2. Questa volta, per la gioia dei maschietti, vincono i personaggi femminili: buona l'interpretazione di Famke Janssen nei panni di Fenice in almeno due scene madri, deliziosa la Kitty Pryde di Ellen Page, sempre validissima la pur breve presenza di Rebecca Romijn nei panni di Mystica, mentre ormai Wolverine, Xavier e Magneto sono tre povere macchiette senza nerbo alcuno... un po' come la patetica Rogue di Anna Paquin, l'unico personaggio di cui gli sceneggiatori non hanno veramente capito una mazza. In definitiva, X-Men - Conflitto finale è un film che bisognerebbe vedere solo per dovere di completezza, ma a mio avviso la serie doveva fermarsi a X-Men 2 per poi saltare direttamente all'ottimo spin-off  X-Men - L'inizio. Se non siete iper-appassionati eviterei... a meno che, certo, non vogliate a tutti i costi vedere i capelli di Tempesta finalmente realizzati in maniera umana, come viene sottolineato anche durante un dialogo.


Di Patrick Stewart (Prof. Charles Xavier), Hugh Jackman (Logan/Wolverine), Ian McKellen (Erik Lehnsherr/Magneto), Halle Berry (Ororo Munroe/Tempesta), Famke Janssen (Jean Grey), James Marsden (Scott Summers/Ciclope), Anna Paquin (Marie/Rogue), Rebecca Romijn (Raven Darkholme/Mystica), Shawn Ashmore (Bobby Drake/Uomo Ghiaccio), Olivia Williams (Moira McTaggart), Aaron Stanford (John Allerdyce/Pyro), Vinnie Jones (Cain Marko/Fenomeno), Ellen Page (Kitty Pryde/Shadowcat) e Michael Murphy (Warren Worthington II) ho già parlato ai rispettivi link.

Brett Ratner è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Rush Hour – Due mine vaganti, Colpo grosso al Drago Rosso -  Rush Hour 2, Red Dragon, Rush Hour: missione Parigi e un episodio di Prison Break. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 43 anni e un film in uscita.


Parecchi sono gli ospiti "televisivi" della pellicola: sotto il make-up della Bestia troviamo il Frasier dell'omonima serie, l'attore Kelsey Grammer; Ben Foster, ovvero l'Angelo, ha partecipato a diversi episodi di Six Feet Under e al film 30 giorni di buio, Dania Ramirez (Callisto) ha ripreso il ruolo di "mutante" in Heroes, l’uomo multiplo Eric Dane è in forza al cast di Grey’s Anatomy e Ken Leung/Kid Omega è stato invece l’odioso Miles di Lost. Daniel Cudmore e il piccolo Cameron Bright invece, che interpretano rispettivamente Colosso e Pulce, sono finiti poi a fare i vampiri nella saga di Twilight. Immancabile, ovviamente, Stan Lee, il vicino di casa dei Grey che si vede strappare di mano l'innaffiatoio... ma stavolta compare persino l'effettivo creatore dei nuovi X-Men, Chris Claremont, nei panni del vicino con la falciatrice. Halle Berry, invece, avrebbe rifiutato di riprendere il ruolo di Tempesta, sia per problemi con Bryan Singer sia per la staticità del personaggio: la fanciulla ha cambiato idea dopo l'arrivo di Ratner (l'ultima scelta dopo che erano stati chiamati registi come Darren Aronofski, Joss Whedon, Alex Proyas, Zack Snyder e Matthew Vaughn, tutti diversamente impegnati), la promessa che Tempesta avrebbe avuto un ruolo maggiore nel film e, soprattutto, dopo il giusto flop dell'orrendo Catwoman, che la vedeva protagonista. Certo, se Singer fosse rimasto avremmo avuto una gatta di marmo a recitare in meno e un film decisamente migliore, visto che la trama originale prevedeva uno scontro col Club Infernale (e una Regina Bianca interpretata nientemeno che da Sigourney Weaver!!) deciso a servirsi della Fenice e il suicidio finale di quest'ultima. Inoltre avremmo avuto anche il ritorno di Nightcrawler e la comparsa di un giovane Gambit che si sarebbe conteso con l'Uomo Ghiaccio il cuore di Rogue, insomma, una meraviglia! E invece.. ciccia! Vabbé. X-Men - Conflitto finale segue ovviamente X-Men e X-Men 2 (che vi consiglio di guardare se il film vi fosse piaciuto) mentre dalle costole della serie hanno avuto origine i due spin-off X-Men: Le origini - Wolverine e X-Men: L'inizio a cui presto seguiranno The Wolverine (in uscita in Italia a giugno 2013) e X-Men - Giorni di un futuro passato, che dovrebbe essere pronto per il 2014. ENJOY!


L'angolo del Nerd (o del gnégnégné, fate voi): 

Vista l'abbondanza di mutanti (anche gente che io nei comics non ho mai visto, come il lanciatore di coltelli d'osso Spike, l'Uomo Lucertola, il megamorfo Phat e Jones, il ragazzino che accende e spegne le TV con un battito di palpebre) che compaiono in X-Men - Conflitto finale questo angolino risulta oggi più importante che mai, e allora... via con le chiose!
Henry "Bestia" McCoy: membro degli X-Men originali. Intelligentissimo, nato con piedoni e manone ma senza pelo, a furia di sperimentare su sé stesso è diventato anche peloso e blu. Prima somigliava a una scimmia, da qualche anno somiglia a un leone ma l'indole più meno è sempre la stessa. Dopo aver mandato a spigolare Ciclope durante la saga Scisma, ha deciso di diventare uno degli insegnanti della Jean Grey School per giovani dotati e milita anche nei Vendicatori. Ah, in giro c'è anche una Bestia nera, esule dell'Era di Apocalisse. Diffidate dalle imitazioni.
Cain "Fenomeno"Marko: fratellastro di Charles Xavier e nemico storico degli X-Men, era il legame col demone Cyttorak a renderlo inarrestabile. In tempi recenti il demone si è legato però a Colosso e teoricamente Marko dovrebbe essere rimasto senza poteri, ma con la Marvel non si sa mai.
Warren "Angelo" Worthington III: membro degli X-Men originali, dopo anni passati a svolazzare qua e là tirandosela da ricco playboy è finito con le ali amputate. Il malvagio Apocalisse (potentissimo mutante mai apparso nei film) gliele ha sostituite con alucce di metallo organico senziente e lo ha trasformato nel bluastro Cavaliere Morte, per un po' è stato cattivo, poi è tornato buono, etc. etc. Ultimamente questo lato oscuro, per così dire, era tornato a sopraffarlo ma ci hanno pensato i membri della nuova X-Force a farlo secco. E' risorto senza ricordi e con i poteri di un vero Angelo di Dio. La questione è ancora avvolta nel mistero e al momento il personaggio è tornato a far parte degli studenti della nuova Jean Grey School per giovani dotati.
Callisto: altro che bellona incredibile, nel fumetto è un donnino bruttarello e con la benda sull'occhio. Nel film si picchia volentieri con Tempesta in omaggio ai comics, dove le due si sono sfidate per decidere chi avrebbe guidato i Morlock, gruppo di mutanti reietti che vivevano nelle fogne. Scontata la vittoria di una Tempesta senza poteri, che poi aveva lasciato Callisto come vice-capo. Sinceramente, non ho mai capito i poteri della tizia, credo avesse solo dei supersensi o giù di lì, ma di sicuro non ha mai rintracciato mutanti come fa nel film (quel potere ce l'aveva Calibano, un altro dei Morlock).
Jamie "Uomo multiplo" Madrox: mutante dotato del potere di generare infinite copie di sé stesso (ognuna con la propria personalità ahimé!), è nato come “malvagio” e poi si è evoluto, soprattutto grazie alle sante mani di Peter David, in uno dei personaggi più complessi e meravigliosi al momento in circolazione. Attualmente è a capo della X-Factor Investigations.
Pulce: mutantino deforme e Morlock dotato del potere di annullare quelli altrui. Spesso in coppia con l'altro mostrillo Artie, al momento sono senza poteri, persi in qualche limbo narrativo.
Psylocke: nel film ha il potere di fondersi con le ombre e compare per qualche minuto tra i mutanti Omega raggruppati da Magneto. Nei fumetti parliamo di uno dei personaggi più importanti della serie, un'X-Man inglese infilata nel corpo di una telepate asiatica, mezza ninja e molto puerca.
Kid Omega: qui bisogna fare delle distinzioni. Nel film Kid Omega è il mutante dal cui corpo spuntano le spine, un potere preso paro paro da Quill, che era in forza alla nuova Accademia degli X-Men prima di venire ucciso assieme al 90% dei suoi compagni durante un attacco di Stryker. Nei comics invece, al nome Kid Omega risponde Quentin Quire, un arrogante e potentissimo ragazzetto telepate che ha dato non poco filo da torcere agli X-Men e che ora frequenta di malavoglia la Jean Grey School.
Arclight: storica nemica degli X-Men in quanto membro dei malvagissimi Marauders, è una dei pochi mutanti “minori” che nel film mantengono i loro poteri, nella fattispecie quello di generare scosse sismiche o comunque fortissime onde d’urto battendo le mani. 
Glob Herman: nel film compare brevemente assieme agli accoliti di Magneto durante l’attacco ad Alcatraz, prima di essere “curato” da un dardo. Nei comics è uno degli studenti della Jean Grey School ed è dotato di un corpo fatto di paraffina trasparente, attraverso cui si vedono le ossa e gli occhi. Una schifezza d’essere, via, e uno dei mutanti più stupidi e inutili mai creati durante l’inquietante gestione Morrison.
Umani: Tra gli umani nominati nel film segnalo il Segretario della difesa Bolivar Trask, che ha preso evidentemente il nome da colui che nei comics ha inventato i robot cacciatori di mutanti denominati Sentinelle, la genetista ed ex fidanzata di Xavier prima e Banshee poi Moira McTaggert e la dottoressa Kavita Rao, inventore della terribile cura anti-mutante e oggi alleata degli X-Men, almeno nei comics.


 

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