Torna il Bollalmanacco On Demand con un film chiesto da Patrizia, l'horror The Cured, diretto e sceneggiato nel 2017 dal regista David Freyne. Il prossimo film On Demand sarà Patrick vive ancora! ENJOY!
Trama: dopo che un virus ha trasformato buona parte della popolazione in bestie assetate di sangue, i sopravvissuti sono riusciti a trovare una cura ma i cosiddetti "risanati", che hanno mantenuto i ricordi della malattia, faticano a inserirsi nuovamente nella società.
Ultimamente quando vedo scritto sullo schermo Irish Film Board mi rilasso, perché solitamente quello è il marchio di fabbrica di un buon horror, perlomeno particolare. E' il caso anche di questo The Cured, che prende la situazione tipica di un film di zombi (i rimandi a 28 giorni dopo di Danny Boyle sono parecchi) e la "insaporisce" con una bella domanda scomoda: cosa succederebbe se i cosiddetti zombi, in questo caso persone vive rese rabbiose ed affamate di carne umana da un virus, potessero venire curati e ricordassero tutte le nefandezze commesse durante la malattia? A pensarci bene sarebbe una cosa terribile, per la mente di un essere umano normale, custodire il ricordo perenne di avere ucciso uomini donne o bambini ed essersene nutriti, convivendo con questa colpa atroce mentre si cerca di tornare a vivere un esistenza normale. A peggiorare ulteriormente la situazione, pensate cosa tirerebbe fuori l'opinione pubblica. Immaginate, nell'Italia salviniana, nell'America trumpista, dove già non sono ben accetti i migranti (per non parlare dei ghéi o delle giocatrici di calcio femminile, dove andremo a finire signora mia!), se la società dovesse accogliere persone CURATE da una malattia che trasforma in zombi. Sento già Burioni mettersi le mani nei capelli e i no-vax parlare di contagio tramite incrocio di sguardi, credo che questi poveretti non verrebbero nemmeno picchiati o ostracizzati ma direttamente appesi in piazza a testa in giù, loro e le famiglie che dovessero riaccoglierli. Questo mondo post-apocalittico, poco felice e poco tollerante, viene portato su schermo da David Freyne, che racconta la storia di Seanan, da poco risanato, ed Abbie, la cognata che ha deciso di accoglierlo in casa benché ancora devastata dalla morte del marito proprio per mano degli infetti, una storia triste destinata a finire in maniera ancor peggiore.
Come ho scritto sopra, infatti, non esiste cura alcuna per chi era, è e sempre sarà cattivo nell'animo e questo vale sia per i "sani" che per i malati o risanati. Intolleranza, diffidenza e odio saranno sempre le armi di distruzione di massa preferite dall'umanità, quelle che finiranno per condannarla a morte anche quando il pericolo sembrerebbe passato, e a farne le spese come al solito sono gli innocenti o gli ingenui, inghiottiti dai giochi perversi di chi è più subdolo di loro. Il malvagio Conor, per esempio, è uno di quelli che, una volta risanato, ha sentito la mancanza di quella totale assenza di freni che gli consentiva di indulgere in crimini spaventosi e sfogare la sua bestialità; la sua crociata per i diritti dei risanati, alimentata dal rifiuto del padre di farlo rientrare nell'ordine degli avvocati e dall'umiliazione di dover lavorare come spazzino, si trasforma in poco tempo in un mezzo per sfogare la violenza e ricreare il caos, elevando i risanati a "capi" di un'umanità impazzita. E ditemi, di nuovo, tra capi violenti e umanità lasciata preda dei peggiori istinti, qual è la differenza sostanziale tra la nostra società e quella ritratta nel film, a parte il fatto che noi non ci nutriamo (ancora) di carne umana? Lascio a voi il giudizio, intanto però vi tranquillizzo. The Cured non è così "politico" come si potrebbe evincere dal mio post, anzi. E' un dramma horror intimo, familiare, all'interno del quale basta la storia di pochi personaggi per tratteggiare un disastro globale di proporzioni immani e farci empatizzare con i protagonisti, anche quelli secondari; è una pellicola, quindi, che vi consiglio di recuperare e ringrazio Patrizia per avermela fatta conoscere.
Di Ellen Page, che interpreta Abbie, ho già parlato QUI.
David Freyne, irlandese, anche produttore è il regista e sceneggiatore della pellicola, al suo primo e finora unico lungometraggio.
Sam Keeley, che interpreta Senan, aveva partecipato al film This Must Be the Place mentre Tom Vaughan -Lawlor è stato Ebony Maw in Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame. Detto questo, se The Cured vi fosse piaciuto recuperate 28 giorni dopo e 28 settimane dopo. ENJOY!
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martedì 2 luglio 2019
mercoledì 29 novembre 2017
Flatliners: Linea mortale (2017)
Dopo avergli tirato pacco con Auguri per la tua morte non potevo non tornare al cinema con l'amico Ale in occasione di Flatliners: Linea mortale (Flatliners), diretto dal regista Niels Arden Oplev e remake di Linea Mortale. Qualche SPOILER opportunamente segnalato in un paragrafo a parte!
Trama: cinque studenti di medicina tentano un esperimento che consentirà loro di morire temporaneamente e sbirciare nell'aldilà. Tornati alla vita di tutti i giorni, tutto sembra andare per il meglio, almeno finché i ragazzi non cominciano a venire perseguitati da terrificanti allucinazioni...
Avevo concluso il post su Linea mortale, classico sovrannaturale anni '90, con queste parole: "Forse Linea mortale è uno di quei film che effettivamente abbisognava di una rinfrescata, soprattutto a livello di trama e personaggi, tuttavia temo che l'imminente remake possa soffrire anche di mancanza di originalità per quel che riguarda la messa in scena e la regia, mentre degli attori nuovi salvo solo Ellen Page, la cui presenza mi farebbe sperare in una svolta più "femminista" della faccenda. Staremo a vedere." Siccome del maiale (ovvero del Bollalmanacco) non si butta via niente, ho deciso che comincerò proprio da qui a parlare di Flatliners, remake aggiornato, riveduto e corretto del film di Schumacher. A livello di trama e personaggi cambia poco e cambia molto. Abbiamo sempre gli studenti di medicina che tentano di squarciare il velo che separa l'aldilà dall'aldiqua ma stavolta le motivazioni, almeno all'inizio, sono molto più "innocenti" rispetto all'originale, più spirituali e meno scientifiche; il personaggio di Ellen Page non è spregiudicato ed amorale come quello di Kiefer Sutherland (non a caso tratti del carattere di quest'ultimo confluiscono in un altro protagonista), assomiglia più alla vecchia Julia Roberts, e lo stesso vale per tutto il codazzo di dottorini sbarbatelli, assai lontani dalla cupezza dei loro "zii" e, va detto, molto meno esperti. L'atmosfera iniziale è quella goliardica e svagata di un teen horror, con caratteri ben definiti che fanno quello che ci si aspetta da loro marciando ignari verso la risoluzione sovrannaturale, e la sceneggiatura si permette persino di citare Limitless, aggiungendo altre motivazioni, oltre alla mera fascinazione, per affrontare un esperimento pericolosissimo. Il resto è preso pari pari da Linea mortale e vengono giusto aggiornate le "colpe" dei singoli personaggi onde aumentare di una tacca l'aspetto horror della pellicola e giustificare una presenza di jump scare di cui l'originale difettava. Se Schumacher giocava d'atmosfera, scegliendo con cura luci ed ambientazioni, Niels Arden Oplev si affida, ben più pigramente, al make up di banalissimi spettri che compaiono alle spalle degli attori, figure che scivolano nell'ombra, spaventi telefonati almeno 20 minuti prima ed espedienti narrativi un po' deludenti (ah, per l'aspetto femminista lasciamo perdere: le tre donne servono a giustificare più storie d'amore e un paio di scene di sesso, punto). Il bello di Flatliners è che non siamo più costretti a vedere un uomo di vent'anni pestato a sangue da un ragazzino di dieci ma è anche vero che la sceneggiatura è ben più facilona, moralista e pure un po' paracula rispetto a trent'anni fa. Se non avete ancora visto il film saltate al paragrafo successivo.
SPOILER:
Tolto che a me 'sta storia delle colpe da scontare ha sempre fatto un po' storcere il naso in quanto trovo assurda la possibilità di venire perseguitati dagli spiriti di persone ancora vive, gli sgallettati anni '90 avevano dalla loro l'innocenza di aver compiuto "cose brutte" da bambini: Sutherland che aveva ammazzato involontariamente l'amichetto, Bacon che aveva preso in giro una ragazzina, il padre della Roberts che si era suicidato dopo essere stato visto dalla figlia mentre si drogava in bagno, l'unico "colpevole" adulto era Baldwin che però, diciamolo, si limitava a portarsi a letto delle donne senza far troppo mistero di essere un porco recidivo e cornificatore. Sceme loro, mi vien da dire. La versione 2017 prevede invece la presenza di stronzi da primato e l'unica a rimetterci, paradossalmente, è quella che ha causato un incidente involontariamente. Lasciando perdere il povero cretino che ha abbandonato una ragazza incinta (lei è morta? Il bambino è morto? No. E allora cosa rompono le balle?), le due grazie che, rispettivamente, hanno a) rovinato la vita alla compagna di scuola spedendo a laqualunque foto che la ritraevano nuda e b) ucciso un paziente ed insabbiato la cosa ALTERANDO i risultati dell'autopsia meritano sputi, schiaffi, insulti e morte, altro che "devi perdonare te stesso". Ma che moralismo orribile, mi volete dire davvero che utilizzare un cellulare alla guida è un crimine peggiore di cyberbullismo e incompetenza medica aggravata da stronzaggine?
FINE SPOILER
La previsione che ho azzeccato, ma ci voleva davvero poco, è che mi sarei trovata davanti un film poco interessante dal punto di vista della regia e della scenografia. Le visioni dei protagonisti sono moscerelle e banali, più volte la cinepresa mostra la soggettiva di un volo rapido oppure spazia in ambienti lugubri dove la presenza della CGI fa paura più di tutto quello che si può nascondere nelle ombre, tuttavia ho molto apprezzato la scelta di ambientare l'esperimento in un luogo luminosissimo ed asettico, in aperto contrasto col salone gotico utilizzato da Schumacher (la cui estetica, peraltro, sottolineava anche l'aspetto religioso della vicenda, totalmente assente dal remake). Gli attori, per carità, fanno il loro lavoro. Quello di Courtney non è il ruolo più memorabile di Ellen Page né quello più significativo, ma l'attrice è indubbiamente la migliore del mucchio ed è l'unica capace di toccare il cuore dello spettatore nell'angosciante flashback a metà pellicola; Diego Luna e Nina Dobrev sono meno peggio di quanto avessi pensato, l'alchimia tra i due c'è e la seconda ha la resting bitch face perfetta per il personaggio aristocratico e competitivo di Marlo, mentre James Norton e, soprattutto, Kiersey Clemons (ma solo a me ricorda una Jessica Alba "colorata"?) sono due gatti di marmo messi lì per far numero e istigare lo spettatore all'odio verso coloro che interpretano, un po' come succedeva con Baldwin negli anni '90 ma senza il simpatico Oliver Platt a fare da spalla. C'è da dire che a me non ha mai fatto impazzire già Linea Mortale, quindi la rilettura di Niels Areden Oplev e compagnia, sempre prodotta da Michael Douglas e benedetta dalla presenza di un Kiefer Sutherland imbiancato ma comunque figo, non mi ha fatto né caldo né freddo: ho visto di molto meglio ma ho visto anche di molto peggio quindi non mi sento di consigliarlo o meno. Fate un po' quel che volete ma ricordate che in sala c'è Detroit e giovedì escono Assassinio sull'Orient Express, Smetto quando voglio: Ad Honorem, l'ultimo film di Haneke, Seven Sisters, persino Riccardo va all'inferno. 'nuff said...
Del regista Niels Arden Oplev ho già parlato QUI. Ellen Page (Courtney), Diego Luna (Rey), Nina Dobrev (Marlo) e Kiefer Sutherland (Dr. Barry Wolfson) li trovate invece ai rispettivi link.
Ovviamente, se Flatliners: Linea mortale vi fosse piaciuto consiglio il recupero di Linea mortale. ENJOY!
Trama: cinque studenti di medicina tentano un esperimento che consentirà loro di morire temporaneamente e sbirciare nell'aldilà. Tornati alla vita di tutti i giorni, tutto sembra andare per il meglio, almeno finché i ragazzi non cominciano a venire perseguitati da terrificanti allucinazioni...
Avevo concluso il post su Linea mortale, classico sovrannaturale anni '90, con queste parole: "Forse Linea mortale è uno di quei film che effettivamente abbisognava di una rinfrescata, soprattutto a livello di trama e personaggi, tuttavia temo che l'imminente remake possa soffrire anche di mancanza di originalità per quel che riguarda la messa in scena e la regia, mentre degli attori nuovi salvo solo Ellen Page, la cui presenza mi farebbe sperare in una svolta più "femminista" della faccenda. Staremo a vedere." Siccome del maiale (ovvero del Bollalmanacco) non si butta via niente, ho deciso che comincerò proprio da qui a parlare di Flatliners, remake aggiornato, riveduto e corretto del film di Schumacher. A livello di trama e personaggi cambia poco e cambia molto. Abbiamo sempre gli studenti di medicina che tentano di squarciare il velo che separa l'aldilà dall'aldiqua ma stavolta le motivazioni, almeno all'inizio, sono molto più "innocenti" rispetto all'originale, più spirituali e meno scientifiche; il personaggio di Ellen Page non è spregiudicato ed amorale come quello di Kiefer Sutherland (non a caso tratti del carattere di quest'ultimo confluiscono in un altro protagonista), assomiglia più alla vecchia Julia Roberts, e lo stesso vale per tutto il codazzo di dottorini sbarbatelli, assai lontani dalla cupezza dei loro "zii" e, va detto, molto meno esperti. L'atmosfera iniziale è quella goliardica e svagata di un teen horror, con caratteri ben definiti che fanno quello che ci si aspetta da loro marciando ignari verso la risoluzione sovrannaturale, e la sceneggiatura si permette persino di citare Limitless, aggiungendo altre motivazioni, oltre alla mera fascinazione, per affrontare un esperimento pericolosissimo. Il resto è preso pari pari da Linea mortale e vengono giusto aggiornate le "colpe" dei singoli personaggi onde aumentare di una tacca l'aspetto horror della pellicola e giustificare una presenza di jump scare di cui l'originale difettava. Se Schumacher giocava d'atmosfera, scegliendo con cura luci ed ambientazioni, Niels Arden Oplev si affida, ben più pigramente, al make up di banalissimi spettri che compaiono alle spalle degli attori, figure che scivolano nell'ombra, spaventi telefonati almeno 20 minuti prima ed espedienti narrativi un po' deludenti (ah, per l'aspetto femminista lasciamo perdere: le tre donne servono a giustificare più storie d'amore e un paio di scene di sesso, punto). Il bello di Flatliners è che non siamo più costretti a vedere un uomo di vent'anni pestato a sangue da un ragazzino di dieci ma è anche vero che la sceneggiatura è ben più facilona, moralista e pure un po' paracula rispetto a trent'anni fa. Se non avete ancora visto il film saltate al paragrafo successivo.
SPOILER:
Tolto che a me 'sta storia delle colpe da scontare ha sempre fatto un po' storcere il naso in quanto trovo assurda la possibilità di venire perseguitati dagli spiriti di persone ancora vive, gli sgallettati anni '90 avevano dalla loro l'innocenza di aver compiuto "cose brutte" da bambini: Sutherland che aveva ammazzato involontariamente l'amichetto, Bacon che aveva preso in giro una ragazzina, il padre della Roberts che si era suicidato dopo essere stato visto dalla figlia mentre si drogava in bagno, l'unico "colpevole" adulto era Baldwin che però, diciamolo, si limitava a portarsi a letto delle donne senza far troppo mistero di essere un porco recidivo e cornificatore. Sceme loro, mi vien da dire. La versione 2017 prevede invece la presenza di stronzi da primato e l'unica a rimetterci, paradossalmente, è quella che ha causato un incidente involontariamente. Lasciando perdere il povero cretino che ha abbandonato una ragazza incinta (lei è morta? Il bambino è morto? No. E allora cosa rompono le balle?), le due grazie che, rispettivamente, hanno a) rovinato la vita alla compagna di scuola spedendo a laqualunque foto che la ritraevano nuda e b) ucciso un paziente ed insabbiato la cosa ALTERANDO i risultati dell'autopsia meritano sputi, schiaffi, insulti e morte, altro che "devi perdonare te stesso". Ma che moralismo orribile, mi volete dire davvero che utilizzare un cellulare alla guida è un crimine peggiore di cyberbullismo e incompetenza medica aggravata da stronzaggine?
FINE SPOILER
La previsione che ho azzeccato, ma ci voleva davvero poco, è che mi sarei trovata davanti un film poco interessante dal punto di vista della regia e della scenografia. Le visioni dei protagonisti sono moscerelle e banali, più volte la cinepresa mostra la soggettiva di un volo rapido oppure spazia in ambienti lugubri dove la presenza della CGI fa paura più di tutto quello che si può nascondere nelle ombre, tuttavia ho molto apprezzato la scelta di ambientare l'esperimento in un luogo luminosissimo ed asettico, in aperto contrasto col salone gotico utilizzato da Schumacher (la cui estetica, peraltro, sottolineava anche l'aspetto religioso della vicenda, totalmente assente dal remake). Gli attori, per carità, fanno il loro lavoro. Quello di Courtney non è il ruolo più memorabile di Ellen Page né quello più significativo, ma l'attrice è indubbiamente la migliore del mucchio ed è l'unica capace di toccare il cuore dello spettatore nell'angosciante flashback a metà pellicola; Diego Luna e Nina Dobrev sono meno peggio di quanto avessi pensato, l'alchimia tra i due c'è e la seconda ha la resting bitch face perfetta per il personaggio aristocratico e competitivo di Marlo, mentre James Norton e, soprattutto, Kiersey Clemons (ma solo a me ricorda una Jessica Alba "colorata"?) sono due gatti di marmo messi lì per far numero e istigare lo spettatore all'odio verso coloro che interpretano, un po' come succedeva con Baldwin negli anni '90 ma senza il simpatico Oliver Platt a fare da spalla. C'è da dire che a me non ha mai fatto impazzire già Linea Mortale, quindi la rilettura di Niels Areden Oplev e compagnia, sempre prodotta da Michael Douglas e benedetta dalla presenza di un Kiefer Sutherland imbiancato ma comunque figo, non mi ha fatto né caldo né freddo: ho visto di molto meglio ma ho visto anche di molto peggio quindi non mi sento di consigliarlo o meno. Fate un po' quel che volete ma ricordate che in sala c'è Detroit e giovedì escono Assassinio sull'Orient Express, Smetto quando voglio: Ad Honorem, l'ultimo film di Haneke, Seven Sisters, persino Riccardo va all'inferno. 'nuff said...
Del regista Niels Arden Oplev ho già parlato QUI. Ellen Page (Courtney), Diego Luna (Rey), Nina Dobrev (Marlo) e Kiefer Sutherland (Dr. Barry Wolfson) li trovate invece ai rispettivi link.
Ovviamente, se Flatliners: Linea mortale vi fosse piaciuto consiglio il recupero di Linea mortale. ENJOY!
venerdì 1 febbraio 2013
X-Men - Conflitto finale (2006)
E finalmente eccoci giunti alla fine della trilogia mutante che ha tenuto banco nei primi dieci anni del nuovo millennio! Nella fattispecie, oggi concludiamo con X-Men - Conflitto finale (X-Men: The Last Stand), diretto da Brett Ratner nel 2006.
Trama: le industrie Worthington hanno trovato una cura che cancellerebbe permanentemente il gene X. Tra mutanti che vorrebbero ritornare normali e altri che vedono la cura come una minaccia, ovviamente scoppia il caos... e gli X-Men si ritrovano decimati e in mezzo ai due fuochi!
Se con X-Men 2 veniva approfondito il discorso del mutante come emblema del "diverso", con questo Conflitto finale viene annullata ogni riflessione e il ruolo degli X-Men si riduce a quello di meri vigilantes ed eroi nell'accezione più ristretta del termine: Magneto e compagnia vogliono uccidere umani e distruggere la cura che renderebbe felici molti mutanti ai quali i poteri pesano particolarmente? Benissimo, mettiamoci tra i cattivi e questa fantomatica cura e speriamo che in questo modo il governo capisca quanto siamo buoni e collaborativi, così forse non la userà come arma. Mi sembra un OTTIMO piano. A questo esilissimo canovaccio, che poi è un mero pretesto per far sfilare sullo schermo tutti quei mutanti che negli altri due film non avevano trovato spazio, si aggiunge una gestione a dir poco talebana dei personaggi e delle trame lasciate in sospeso da Bryan Singer, con mutanti amatissimi che prendono decisioni inaudite (Rogue su tutti) ed altri che schiattano come se non fossero mai serviti all'economia delle storie (non faccio nomi per non spoilerare ma, per quanto mi stiano sulle balle, che diamine! ci voleva comunque un po' di coerenza). Va bene dare un piglio nuovo all'operazione, ma diciamo che hanno un po' esagerato. Nel finale, poi, si assiste ad una tristissima, incoerentissima ed assurda accettazione di tutti gli avvenimenti... salvo che per una scena aggiunta dopo i titoli di coda a mo' di ripensamento.
Quindi cosa rimane di questo Conflitto Finale? Eh beh, quello che probabilmente i realizzatori volevano che rimanesse: gran dispiego di effetti speciali e mutanti come se piovessero. Sui primi posso anche dar loro ragione, sono forse i più ben fatti tra tutti quelli visti nella trilogia e indubbiamente il make-up della Bestia supera quello orrendo visto in X-Men - L'inizio, ma l'effetto pixel sgranato che segue lo scatenarsi della forza Fenice è a dir poco imbarazzante... e nemmeno tanto potente visto che la signora scuoia vivo Wolverine strappandogli tutto tranne i pantaloni. Ma siamo matti?? Ehm, dicevo... Quanto ai nuovi mutanti introdotti, oddio. Il look degli Accoliti di Magneto è zamarro da far schifo, il Fenomeno (per quanto adori Vinnie Jones) sembra un uomo affetto da idrocefalia, con 'sto testone enorme innestato in un corpo normale e ripreso malamente in modo da sembrare più alto delle persone che lo affiancano, le aggiunte di Angelo e Bestia al roster dei buoni vanno dall'assolutamente inutile al vagamente piacevole, di sicuro non toccano le intensità raggiunte da Nightcrawler in X-Men 2. Questa volta, per la gioia dei maschietti, vincono i personaggi femminili: buona l'interpretazione di Famke Janssen nei panni di Fenice in almeno due scene madri, deliziosa la Kitty Pryde di Ellen Page, sempre validissima la pur breve presenza di Rebecca Romijn nei panni di Mystica, mentre ormai Wolverine, Xavier e Magneto sono tre povere macchiette senza nerbo alcuno... un po' come la patetica Rogue di Anna Paquin, l'unico personaggio di cui gli sceneggiatori non hanno veramente capito una mazza. In definitiva, X-Men - Conflitto finale è un film che bisognerebbe vedere solo per dovere di completezza, ma a mio avviso la serie doveva fermarsi a X-Men 2 per poi saltare direttamente all'ottimo spin-off X-Men - L'inizio. Se non siete iper-appassionati eviterei... a meno che, certo, non vogliate a tutti i costi vedere i capelli di Tempesta finalmente realizzati in maniera umana, come viene sottolineato anche durante un dialogo.
Di Patrick Stewart (Prof. Charles Xavier), Hugh Jackman (Logan/Wolverine), Ian McKellen (Erik Lehnsherr/Magneto), Halle Berry (Ororo Munroe/Tempesta), Famke Janssen (Jean Grey), James Marsden (Scott Summers/Ciclope), Anna Paquin (Marie/Rogue), Rebecca Romijn (Raven Darkholme/Mystica), Shawn Ashmore (Bobby Drake/Uomo Ghiaccio), Olivia Williams (Moira McTaggart), Aaron Stanford (John Allerdyce/Pyro), Vinnie Jones (Cain Marko/Fenomeno), Ellen Page (Kitty Pryde/Shadowcat) e Michael Murphy (Warren Worthington II) ho già parlato ai rispettivi link.
Brett Ratner è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Rush Hour – Due mine vaganti, Colpo grosso al Drago Rosso - Rush Hour 2, Red Dragon, Rush Hour: missione Parigi e un episodio di Prison Break. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 43 anni e un film in uscita.
Parecchi sono gli ospiti "televisivi" della pellicola: sotto il make-up della Bestia troviamo il Frasier dell'omonima serie, l'attore Kelsey Grammer; Ben Foster, ovvero l'Angelo, ha partecipato a diversi episodi di Six Feet Under e al film 30 giorni di buio, Dania Ramirez (Callisto) ha ripreso il ruolo di "mutante" in Heroes, l’uomo multiplo Eric Dane è in forza al cast di Grey’s Anatomy e Ken Leung/Kid Omega è stato invece l’odioso Miles di Lost. Daniel Cudmore e il piccolo Cameron Bright invece, che interpretano rispettivamente Colosso e Pulce, sono finiti poi a fare i vampiri nella saga di Twilight. Immancabile, ovviamente, Stan Lee, il vicino di casa dei Grey che si vede strappare di mano l'innaffiatoio... ma stavolta compare persino l'effettivo creatore dei nuovi X-Men, Chris Claremont, nei panni del vicino con la falciatrice. Halle Berry, invece, avrebbe rifiutato di riprendere il ruolo di Tempesta, sia per problemi con Bryan Singer sia per la staticità del personaggio: la fanciulla ha cambiato idea dopo l'arrivo di Ratner (l'ultima scelta dopo che erano stati chiamati registi come Darren Aronofski, Joss Whedon, Alex Proyas, Zack Snyder e Matthew Vaughn, tutti diversamente impegnati), la promessa che Tempesta avrebbe avuto un ruolo maggiore nel film e, soprattutto, dopo il giusto flop dell'orrendo Catwoman, che la vedeva protagonista. Certo, se Singer fosse rimasto avremmo avuto una gatta di marmo a recitare in meno e un film decisamente migliore, visto che la trama originale prevedeva uno scontro col Club Infernale (e una Regina Bianca interpretata nientemeno che da Sigourney Weaver!!) deciso a servirsi della Fenice e il suicidio finale di quest'ultima. Inoltre avremmo avuto anche il ritorno di Nightcrawler e la comparsa di un giovane Gambit che si sarebbe conteso con l'Uomo Ghiaccio il cuore di Rogue, insomma, una meraviglia! E invece.. ciccia! Vabbé. X-Men - Conflitto finale segue ovviamente X-Men e X-Men 2 (che vi consiglio di guardare se il film vi fosse piaciuto) mentre dalle costole della serie hanno avuto origine i due spin-off X-Men: Le origini - Wolverine e X-Men: L'inizio a cui presto seguiranno The Wolverine (in uscita in Italia a giugno 2013) e X-Men - Giorni di un futuro passato, che dovrebbe essere pronto per il 2014. ENJOY!
Vista l'abbondanza di mutanti (anche gente che io nei comics non ho mai visto, come il lanciatore di coltelli d'osso Spike, l'Uomo Lucertola, il megamorfo Phat e Jones, il ragazzino che accende e spegne le TV con un battito di palpebre) che compaiono in X-Men - Conflitto finale questo angolino risulta oggi più importante che mai, e allora... via con le chiose!
Henry "Bestia" McCoy: membro degli X-Men originali. Intelligentissimo, nato con piedoni e manone ma senza pelo, a furia di sperimentare su sé stesso è diventato anche peloso e blu. Prima somigliava a una scimmia, da qualche anno somiglia a un leone ma l'indole più meno è sempre la stessa. Dopo aver mandato a spigolare Ciclope durante la saga Scisma, ha deciso di diventare uno degli insegnanti della Jean Grey School per giovani dotati e milita anche nei Vendicatori. Ah, in giro c'è anche una Bestia nera, esule dell'Era di Apocalisse. Diffidate dalle imitazioni.
Cain "Fenomeno"Marko: fratellastro di Charles Xavier e nemico storico degli X-Men, era il legame col demone Cyttorak a renderlo inarrestabile. In tempi recenti il demone si è legato però a Colosso e teoricamente Marko dovrebbe essere rimasto senza poteri, ma con la Marvel non si sa mai.
Warren "Angelo" Worthington III: membro degli X-Men originali, dopo anni passati a svolazzare qua e là tirandosela da ricco playboy è finito con le ali amputate. Il malvagio Apocalisse (potentissimo mutante mai apparso nei film) gliele ha sostituite con alucce di metallo organico senziente e lo ha trasformato nel bluastro Cavaliere Morte, per un po' è stato cattivo, poi è tornato buono, etc. etc. Ultimamente questo lato oscuro, per così dire, era tornato a sopraffarlo ma ci hanno pensato i membri della nuova X-Force a farlo secco. E' risorto senza ricordi e con i poteri di un vero Angelo di Dio. La questione è ancora avvolta nel mistero e al momento il personaggio è tornato a far parte degli studenti della nuova Jean Grey School per giovani dotati.
Callisto: altro che bellona incredibile, nel fumetto è un donnino bruttarello e con la benda sull'occhio. Nel film si picchia volentieri con Tempesta in omaggio ai comics, dove le due si sono sfidate per decidere chi avrebbe guidato i Morlock, gruppo di mutanti reietti che vivevano nelle fogne. Scontata la vittoria di una Tempesta senza poteri, che poi aveva lasciato Callisto come vice-capo. Sinceramente, non ho mai capito i poteri della tizia, credo avesse solo dei supersensi o giù di lì, ma di sicuro non ha mai rintracciato mutanti come fa nel film (quel potere ce l'aveva Calibano, un altro dei Morlock).
Jamie "Uomo multiplo" Madrox: mutante dotato del potere di generare infinite copie di sé stesso (ognuna con la propria personalità ahimé!), è nato come “malvagio” e poi si è evoluto, soprattutto grazie alle sante mani di Peter David, in uno dei personaggi più complessi e meravigliosi al momento in circolazione. Attualmente è a capo della X-Factor Investigations.
Pulce: mutantino deforme e Morlock dotato del potere di annullare quelli altrui. Spesso in coppia con l'altro mostrillo Artie, al momento sono senza poteri, persi in qualche limbo narrativo.
Psylocke: nel film ha il potere di fondersi con le ombre e compare per qualche minuto tra i mutanti Omega raggruppati da Magneto. Nei fumetti parliamo di uno dei personaggi più importanti della serie, un'X-Man inglese infilata nel corpo di una telepate asiatica, mezza ninja e molto puerca.
Kid Omega: qui bisogna fare delle distinzioni. Nel film Kid Omega è il mutante dal cui corpo spuntano le spine, un potere preso paro paro da Quill, che era in forza alla nuova Accademia degli X-Men prima di venire ucciso assieme al 90% dei suoi compagni durante un attacco di Stryker. Nei comics invece, al nome Kid Omega risponde Quentin Quire, un arrogante e potentissimo ragazzetto telepate che ha dato non poco filo da torcere agli X-Men e che ora frequenta di malavoglia la Jean Grey School.
Arclight: storica nemica degli X-Men in quanto membro dei malvagissimi Marauders, è una dei pochi mutanti “minori” che nel film mantengono i loro poteri, nella fattispecie quello di generare scosse sismiche o comunque fortissime onde d’urto battendo le mani.
Glob Herman: nel film compare brevemente assieme agli accoliti di Magneto durante l’attacco ad Alcatraz, prima di essere “curato” da un dardo. Nei comics è uno degli studenti della Jean Grey School ed è dotato di un corpo fatto di paraffina trasparente, attraverso cui si vedono le ossa e gli occhi. Una schifezza d’essere, via, e uno dei mutanti più stupidi e inutili mai creati durante l’inquietante gestione Morrison.
Umani: Tra gli umani nominati nel film segnalo il Segretario della difesa Bolivar Trask, che ha preso evidentemente il nome da colui che nei comics ha inventato i robot cacciatori di mutanti denominati Sentinelle, la genetista ed ex fidanzata di Xavier prima e Banshee poi Moira McTaggert e la dottoressa Kavita Rao, inventore della terribile cura anti-mutante e oggi alleata degli X-Men, almeno nei comics.
Trama: le industrie Worthington hanno trovato una cura che cancellerebbe permanentemente il gene X. Tra mutanti che vorrebbero ritornare normali e altri che vedono la cura come una minaccia, ovviamente scoppia il caos... e gli X-Men si ritrovano decimati e in mezzo ai due fuochi!
Se con X-Men 2 veniva approfondito il discorso del mutante come emblema del "diverso", con questo Conflitto finale viene annullata ogni riflessione e il ruolo degli X-Men si riduce a quello di meri vigilantes ed eroi nell'accezione più ristretta del termine: Magneto e compagnia vogliono uccidere umani e distruggere la cura che renderebbe felici molti mutanti ai quali i poteri pesano particolarmente? Benissimo, mettiamoci tra i cattivi e questa fantomatica cura e speriamo che in questo modo il governo capisca quanto siamo buoni e collaborativi, così forse non la userà come arma. Mi sembra un OTTIMO piano. A questo esilissimo canovaccio, che poi è un mero pretesto per far sfilare sullo schermo tutti quei mutanti che negli altri due film non avevano trovato spazio, si aggiunge una gestione a dir poco talebana dei personaggi e delle trame lasciate in sospeso da Bryan Singer, con mutanti amatissimi che prendono decisioni inaudite (Rogue su tutti) ed altri che schiattano come se non fossero mai serviti all'economia delle storie (non faccio nomi per non spoilerare ma, per quanto mi stiano sulle balle, che diamine! ci voleva comunque un po' di coerenza). Va bene dare un piglio nuovo all'operazione, ma diciamo che hanno un po' esagerato. Nel finale, poi, si assiste ad una tristissima, incoerentissima ed assurda accettazione di tutti gli avvenimenti... salvo che per una scena aggiunta dopo i titoli di coda a mo' di ripensamento.
Quindi cosa rimane di questo Conflitto Finale? Eh beh, quello che probabilmente i realizzatori volevano che rimanesse: gran dispiego di effetti speciali e mutanti come se piovessero. Sui primi posso anche dar loro ragione, sono forse i più ben fatti tra tutti quelli visti nella trilogia e indubbiamente il make-up della Bestia supera quello orrendo visto in X-Men - L'inizio, ma l'effetto pixel sgranato che segue lo scatenarsi della forza Fenice è a dir poco imbarazzante... e nemmeno tanto potente visto che la signora scuoia vivo Wolverine strappandogli tutto tranne i pantaloni. Ma siamo matti?? Ehm, dicevo... Quanto ai nuovi mutanti introdotti, oddio. Il look degli Accoliti di Magneto è zamarro da far schifo, il Fenomeno (per quanto adori Vinnie Jones) sembra un uomo affetto da idrocefalia, con 'sto testone enorme innestato in un corpo normale e ripreso malamente in modo da sembrare più alto delle persone che lo affiancano, le aggiunte di Angelo e Bestia al roster dei buoni vanno dall'assolutamente inutile al vagamente piacevole, di sicuro non toccano le intensità raggiunte da Nightcrawler in X-Men 2. Questa volta, per la gioia dei maschietti, vincono i personaggi femminili: buona l'interpretazione di Famke Janssen nei panni di Fenice in almeno due scene madri, deliziosa la Kitty Pryde di Ellen Page, sempre validissima la pur breve presenza di Rebecca Romijn nei panni di Mystica, mentre ormai Wolverine, Xavier e Magneto sono tre povere macchiette senza nerbo alcuno... un po' come la patetica Rogue di Anna Paquin, l'unico personaggio di cui gli sceneggiatori non hanno veramente capito una mazza. In definitiva, X-Men - Conflitto finale è un film che bisognerebbe vedere solo per dovere di completezza, ma a mio avviso la serie doveva fermarsi a X-Men 2 per poi saltare direttamente all'ottimo spin-off X-Men - L'inizio. Se non siete iper-appassionati eviterei... a meno che, certo, non vogliate a tutti i costi vedere i capelli di Tempesta finalmente realizzati in maniera umana, come viene sottolineato anche durante un dialogo.
Di Patrick Stewart (Prof. Charles Xavier), Hugh Jackman (Logan/Wolverine), Ian McKellen (Erik Lehnsherr/Magneto), Halle Berry (Ororo Munroe/Tempesta), Famke Janssen (Jean Grey), James Marsden (Scott Summers/Ciclope), Anna Paquin (Marie/Rogue), Rebecca Romijn (Raven Darkholme/Mystica), Shawn Ashmore (Bobby Drake/Uomo Ghiaccio), Olivia Williams (Moira McTaggart), Aaron Stanford (John Allerdyce/Pyro), Vinnie Jones (Cain Marko/Fenomeno), Ellen Page (Kitty Pryde/Shadowcat) e Michael Murphy (Warren Worthington II) ho già parlato ai rispettivi link.
Brett Ratner è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Rush Hour – Due mine vaganti, Colpo grosso al Drago Rosso - Rush Hour 2, Red Dragon, Rush Hour: missione Parigi e un episodio di Prison Break. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 43 anni e un film in uscita.
Parecchi sono gli ospiti "televisivi" della pellicola: sotto il make-up della Bestia troviamo il Frasier dell'omonima serie, l'attore Kelsey Grammer; Ben Foster, ovvero l'Angelo, ha partecipato a diversi episodi di Six Feet Under e al film 30 giorni di buio, Dania Ramirez (Callisto) ha ripreso il ruolo di "mutante" in Heroes, l’uomo multiplo Eric Dane è in forza al cast di Grey’s Anatomy e Ken Leung/Kid Omega è stato invece l’odioso Miles di Lost. Daniel Cudmore e il piccolo Cameron Bright invece, che interpretano rispettivamente Colosso e Pulce, sono finiti poi a fare i vampiri nella saga di Twilight. Immancabile, ovviamente, Stan Lee, il vicino di casa dei Grey che si vede strappare di mano l'innaffiatoio... ma stavolta compare persino l'effettivo creatore dei nuovi X-Men, Chris Claremont, nei panni del vicino con la falciatrice. Halle Berry, invece, avrebbe rifiutato di riprendere il ruolo di Tempesta, sia per problemi con Bryan Singer sia per la staticità del personaggio: la fanciulla ha cambiato idea dopo l'arrivo di Ratner (l'ultima scelta dopo che erano stati chiamati registi come Darren Aronofski, Joss Whedon, Alex Proyas, Zack Snyder e Matthew Vaughn, tutti diversamente impegnati), la promessa che Tempesta avrebbe avuto un ruolo maggiore nel film e, soprattutto, dopo il giusto flop dell'orrendo Catwoman, che la vedeva protagonista. Certo, se Singer fosse rimasto avremmo avuto una gatta di marmo a recitare in meno e un film decisamente migliore, visto che la trama originale prevedeva uno scontro col Club Infernale (e una Regina Bianca interpretata nientemeno che da Sigourney Weaver!!) deciso a servirsi della Fenice e il suicidio finale di quest'ultima. Inoltre avremmo avuto anche il ritorno di Nightcrawler e la comparsa di un giovane Gambit che si sarebbe conteso con l'Uomo Ghiaccio il cuore di Rogue, insomma, una meraviglia! E invece.. ciccia! Vabbé. X-Men - Conflitto finale segue ovviamente X-Men e X-Men 2 (che vi consiglio di guardare se il film vi fosse piaciuto) mentre dalle costole della serie hanno avuto origine i due spin-off X-Men: Le origini - Wolverine e X-Men: L'inizio a cui presto seguiranno The Wolverine (in uscita in Italia a giugno 2013) e X-Men - Giorni di un futuro passato, che dovrebbe essere pronto per il 2014. ENJOY!
L'angolo del Nerd (o del gnégnégné, fate voi):
Henry "Bestia" McCoy: membro degli X-Men originali. Intelligentissimo, nato con piedoni e manone ma senza pelo, a furia di sperimentare su sé stesso è diventato anche peloso e blu. Prima somigliava a una scimmia, da qualche anno somiglia a un leone ma l'indole più meno è sempre la stessa. Dopo aver mandato a spigolare Ciclope durante la saga Scisma, ha deciso di diventare uno degli insegnanti della Jean Grey School per giovani dotati e milita anche nei Vendicatori. Ah, in giro c'è anche una Bestia nera, esule dell'Era di Apocalisse. Diffidate dalle imitazioni.
Cain "Fenomeno"Marko: fratellastro di Charles Xavier e nemico storico degli X-Men, era il legame col demone Cyttorak a renderlo inarrestabile. In tempi recenti il demone si è legato però a Colosso e teoricamente Marko dovrebbe essere rimasto senza poteri, ma con la Marvel non si sa mai.
Warren "Angelo" Worthington III: membro degli X-Men originali, dopo anni passati a svolazzare qua e là tirandosela da ricco playboy è finito con le ali amputate. Il malvagio Apocalisse (potentissimo mutante mai apparso nei film) gliele ha sostituite con alucce di metallo organico senziente e lo ha trasformato nel bluastro Cavaliere Morte, per un po' è stato cattivo, poi è tornato buono, etc. etc. Ultimamente questo lato oscuro, per così dire, era tornato a sopraffarlo ma ci hanno pensato i membri della nuova X-Force a farlo secco. E' risorto senza ricordi e con i poteri di un vero Angelo di Dio. La questione è ancora avvolta nel mistero e al momento il personaggio è tornato a far parte degli studenti della nuova Jean Grey School per giovani dotati.
Callisto: altro che bellona incredibile, nel fumetto è un donnino bruttarello e con la benda sull'occhio. Nel film si picchia volentieri con Tempesta in omaggio ai comics, dove le due si sono sfidate per decidere chi avrebbe guidato i Morlock, gruppo di mutanti reietti che vivevano nelle fogne. Scontata la vittoria di una Tempesta senza poteri, che poi aveva lasciato Callisto come vice-capo. Sinceramente, non ho mai capito i poteri della tizia, credo avesse solo dei supersensi o giù di lì, ma di sicuro non ha mai rintracciato mutanti come fa nel film (quel potere ce l'aveva Calibano, un altro dei Morlock).
Jamie "Uomo multiplo" Madrox: mutante dotato del potere di generare infinite copie di sé stesso (ognuna con la propria personalità ahimé!), è nato come “malvagio” e poi si è evoluto, soprattutto grazie alle sante mani di Peter David, in uno dei personaggi più complessi e meravigliosi al momento in circolazione. Attualmente è a capo della X-Factor Investigations.
Pulce: mutantino deforme e Morlock dotato del potere di annullare quelli altrui. Spesso in coppia con l'altro mostrillo Artie, al momento sono senza poteri, persi in qualche limbo narrativo.
Psylocke: nel film ha il potere di fondersi con le ombre e compare per qualche minuto tra i mutanti Omega raggruppati da Magneto. Nei fumetti parliamo di uno dei personaggi più importanti della serie, un'X-Man inglese infilata nel corpo di una telepate asiatica, mezza ninja e molto puerca.
Kid Omega: qui bisogna fare delle distinzioni. Nel film Kid Omega è il mutante dal cui corpo spuntano le spine, un potere preso paro paro da Quill, che era in forza alla nuova Accademia degli X-Men prima di venire ucciso assieme al 90% dei suoi compagni durante un attacco di Stryker. Nei comics invece, al nome Kid Omega risponde Quentin Quire, un arrogante e potentissimo ragazzetto telepate che ha dato non poco filo da torcere agli X-Men e che ora frequenta di malavoglia la Jean Grey School.
Arclight: storica nemica degli X-Men in quanto membro dei malvagissimi Marauders, è una dei pochi mutanti “minori” che nel film mantengono i loro poteri, nella fattispecie quello di generare scosse sismiche o comunque fortissime onde d’urto battendo le mani.
Glob Herman: nel film compare brevemente assieme agli accoliti di Magneto durante l’attacco ad Alcatraz, prima di essere “curato” da un dardo. Nei comics è uno degli studenti della Jean Grey School ed è dotato di un corpo fatto di paraffina trasparente, attraverso cui si vedono le ossa e gli occhi. Una schifezza d’essere, via, e uno dei mutanti più stupidi e inutili mai creati durante l’inquietante gestione Morrison.
Umani: Tra gli umani nominati nel film segnalo il Segretario della difesa Bolivar Trask, che ha preso evidentemente il nome da colui che nei comics ha inventato i robot cacciatori di mutanti denominati Sentinelle, la genetista ed ex fidanzata di Xavier prima e Banshee poi Moira McTaggert e la dottoressa Kavita Rao, inventore della terribile cura anti-mutante e oggi alleata degli X-Men, almeno nei comics.
venerdì 1 ottobre 2010
Inception (2010)
Che trip, è proprio il caso di dirlo. E’ difficile uscire dall’atmosfera onirica di Inception di Christopher Nolan, soprattutto è difficile recensirlo a caldo dopo solo una visione, visto che sicuramente avrò perso l’80% dei dettagli, ma posso provarci.
Miracolo. Finalmente sono riuscita ad andare a vedere un film colmo di effetti speciali funzionali alla trama che il regista ha RIFIUTATO di girare in 3D. E vai col primo punto a favore. Un film commerciale sì ma privo di attorucoli adolescenti o iperfighe incapaci di recitare messi solo per fare audience. Secondo punto a favore. Un film che, sebbene sia stato sicuramente ispirato da qualcosa di già esistente, non è né un remake, né un reboot, né un sequel, né un prequel, ma una storia concepita e scritta ex novo dal regista. Terzo, importantissimo punto a favore. Inception è una gioia per gli occhi e per le orecchie, ed è un esercizio mentale non da poco. Rinuncio in partenza ad avvallare o confutare tutte le teorie psichiche ed oniriche che stanno alla base della complicatissima trama, perché i tecnicismi di base mi sfuggono e giuro che se nel film ci sono delle incongruenze o dei passaggi illogici non li ho assolutamente colti, ma anche se fosse: chi se ne frega. La pellicola di Nolan per me è stata una perfetta scatola cinese, un rompicapo costruito da mille fili diversi che il regista snoda con maestria fino alla fine, trovando di ognuno un capo e una coda. Non sono solo il sogno e la realtà che si mescolano, ma i sogni con altri sogni, la fantascienza con lo spionaggio, l’avventura con l’introspezione psicologica; Inception non si limita a mostrarci paesaggi a base di CGI conditi con gran paroloni, ma ci fa affondare nella mente di un uomo che ha perso tutto per avere giocato con qualcosa di troppo difficile da capire e che ora è completamente alla deriva, un uomo che ha rovinato la sua vita per sperimentarne un’altra, e che ora è tormentato dai sensi di colpa e dai rimpianti. Un vecchio nel corpo di un giovane, il cui animo viene esplorato e penetrato principalmente grazie all’innocenza di una ragazza che invece la vita deve ancora iniziarla, e che gioca con i sogni con tutta la meraviglia e la fiducia in sé stessa tipica di qualsiasi adolescente. Un subconscio forte e complesso, che cerca di forzare quello di un altro giovane uomo che deve cominciare la propria vita da solo, dopo essere uscito dall’ombra di un padre opprimente e distante; un’operazione che potrebbe rivelarsi semplicemente devastante oppure, anche se compiuta per scopi meno che nobili, salvifica e positiva. E questo ci porta al quarto punto a favore del film, il finale. Semplicemente diabolico.
Joseph Gordon – Levitt interpreta Arthur. Va bene, io sono di parte, visto che seguo questo ragazzo da quando, all’età di 15 anni, recitava nell’esilarante Una famiglia del terzo tipo con il ruolo di Tommy, il vecchio alieno nel corpo di adolescente. Adesso è cresciuto e la sua bravura non è calata, anzi. Tra i suoi altri film ricordo Beethoven, Halloween 20 anni dopo, 10 cose che odio di te e (500) giorni insieme mentre per la tv ha recitato in Casa Keaton, La signora in giallo, Pappa e ciccia, That’s 70’s Show, Oltre i limiti e Numb3rs. Americano, ha 29 anni e quattro film in uscita. Quando e se uscirà il Batman nuovo di Christopher Nolan per lui dovrebbe esserci pronto un ruolo ereditato nientemeno che dal mitico Jim Carrey: quello dell’Enigmista.
Michael Caine (il cui vero nome è Maurice Joseph Micklewhite) compare in un cameo nel ruolo di Miles, il vecchio mentore di Cobb. Uno dei più grandi attori inglesi e, ultimamente, feticcio di Nolan visto che compare in quasi tutti i suoi film, lo ricordo per pellicole come Un colpo all’italiana, Vestito per uccidere, Hannah e le sue sorelle (per il quale ha vinto l’Oscar come migliore attore non protagonista), Lo squalo 4: la vendetta, Festa in casa Muppet, Blood and Wine, Le regole della casa del sidro (per il quale ha vinto il suo secondo e meritato Oscar come migliore attore non protagonista), Austin Powers in Goldmember, Batman Begins, The Prestige e Il cavaliere oscuro. Ha 77 anni e tre film in uscita. Nel prossimo Batman di Nolan lui dovrebbe riprendere il ruolo del maggiordomo Alfred.
Lukas Haas appare nella prima parte del film nei panni dell’”architetto” Nash. L’attore americano nei miei ricordi di bambina rimarrà sempre il ragazzino protagonista dell’inquietante Scarlatti, il thriller, ma nel frattempo è ovviamente cresciuto (malissimo!!), e tra i suoi altri film segnalo Witness – Il testimone, Mars Attacks! e Long Time Dead. Ha anche partecipato a serie come Ai confini della realtà, Le avventure del giovane Indiana Jones, 24 e Criminal Minds. Ha 34 anni e quattro film in uscita.
Tra gli altri, bravissimi attori coinvolti segnalo Ken Watanabe (attore giapponese già apparso in film come L’ultimo samurai e Memorie di una Geisha) nel ruolo di Saito, Tom Hardy (attore inglese già apparso in Maria Antonietta e Rocknrolla) nel ruolo di Eames e Marion Cotillard (attrice francese già apparsa nel Big Fish di Tim Burton e ne La vie en rose, biopic dedicato ad Edith Piaf, la cantante di Non je ne regrette rien, utilizzata dai protagonisti del film come sfondo per ogni risveglio.) nei panni della moglie di Cobb, Mal. ENJOY!
Trama: Cobb è una sorta di ladro “onirico”, in grado di entrare nei sogni della gente, nel loro subconscio, e di rubare loro i segreti più nascosti, grazie anche ad un valido gruppo di abili aiutanti. Il suo desiderio più grande è quello di tornare, dopo anni, a casa dai suoi figli, cosa che non può fare a causa di un mandato di arresto internazionale. L’unico che può esaudire il suo desiderio è il potente magnate Saito, che gli commissiona non di rubare un’idea, ma di impiantarla nella mente del figlio del suo diretto concorrente. Inutile dire che la cosa non sarà facile…
Miracolo. Finalmente sono riuscita ad andare a vedere un film colmo di effetti speciali funzionali alla trama che il regista ha RIFIUTATO di girare in 3D. E vai col primo punto a favore. Un film commerciale sì ma privo di attorucoli adolescenti o iperfighe incapaci di recitare messi solo per fare audience. Secondo punto a favore. Un film che, sebbene sia stato sicuramente ispirato da qualcosa di già esistente, non è né un remake, né un reboot, né un sequel, né un prequel, ma una storia concepita e scritta ex novo dal regista. Terzo, importantissimo punto a favore. Inception è una gioia per gli occhi e per le orecchie, ed è un esercizio mentale non da poco. Rinuncio in partenza ad avvallare o confutare tutte le teorie psichiche ed oniriche che stanno alla base della complicatissima trama, perché i tecnicismi di base mi sfuggono e giuro che se nel film ci sono delle incongruenze o dei passaggi illogici non li ho assolutamente colti, ma anche se fosse: chi se ne frega. La pellicola di Nolan per me è stata una perfetta scatola cinese, un rompicapo costruito da mille fili diversi che il regista snoda con maestria fino alla fine, trovando di ognuno un capo e una coda. Non sono solo il sogno e la realtà che si mescolano, ma i sogni con altri sogni, la fantascienza con lo spionaggio, l’avventura con l’introspezione psicologica; Inception non si limita a mostrarci paesaggi a base di CGI conditi con gran paroloni, ma ci fa affondare nella mente di un uomo che ha perso tutto per avere giocato con qualcosa di troppo difficile da capire e che ora è completamente alla deriva, un uomo che ha rovinato la sua vita per sperimentarne un’altra, e che ora è tormentato dai sensi di colpa e dai rimpianti. Un vecchio nel corpo di un giovane, il cui animo viene esplorato e penetrato principalmente grazie all’innocenza di una ragazza che invece la vita deve ancora iniziarla, e che gioca con i sogni con tutta la meraviglia e la fiducia in sé stessa tipica di qualsiasi adolescente. Un subconscio forte e complesso, che cerca di forzare quello di un altro giovane uomo che deve cominciare la propria vita da solo, dopo essere uscito dall’ombra di un padre opprimente e distante; un’operazione che potrebbe rivelarsi semplicemente devastante oppure, anche se compiuta per scopi meno che nobili, salvifica e positiva. E questo ci porta al quarto punto a favore del film, il finale. Semplicemente diabolico.
La realizzazione del tutto è magistrale. Ci sono moltissime immagini che mi hanno colpita, tutte scandite dalla splendida colonna sonora di Hans Zimmer. Prima fa tutte l’intera sequenza che mostra allo spettatore i tre livelli del sogno in contemporanea: il furgone che cade nel fiume al ralenti, secondi che diventano lunghissimi minuti, durante i quali, in un altro “piano”, Joseph Gordon – Levitt oscilla privo di gravità e combatte assecondando i movimenti del suo corpo addormentato, mentre in un altro piano il resto dei personaggi affronta una battaglia nella neve quasi impossibile, e su tutto incombe una Non je ne regrette rien che a tratti si sente normalmente, a tratti viene distorta e resa lentissima, rimbombante, tanto da non sembrare neppure la canzone di Edith Piaf. E poi, molto più semplicemente, mi ha spiazzata la scena in cui Ariadne piega completamente le leggi della fisica nel sogno di Cobb, creando una Parigi priva di cielo, con palazzi e strade al suo posto. Ci sarebbero mille altre scene da citare, però non voglio rovinarvi il gusto della sorpresa. Mi limiterò ad aggiungere che gli attori sono tutti perfetti, a partire da “faccia da pancotto” Di Caprio, che in questo film finalmente ha smesso di essere bolso come negli ultimi che avevo visto; voto 10 a Joseph Gordon – Levitt che interpreta una spalla stilosa e professionale da morire, all’affascinante e raffinatissima dark lady di Marion Cotillard e all’ambiguo Ken Watanabe, con il suo personaggio in bilico tra avida “cattiveria” e un animo essenzialmente zen. Detto questo, l’anno cinematografico appena iniziato non poteva venire inaugurato meglio.
Di Leonardo Di Caprio, che interpreta Cobb, ho già parlato qui, Cillian Murphy, alias Robert Fischer, è stato nominato qua, mentre Pete Postlethwaite, che appare nel ruolo del padre morente di Fischer, lo trovate qui.
Christopher Nolan è regista e sceneggiatore del film. Autore completo e molto interessante, tra i suoi film ricordo il particolarissimo Memento, Insomnia, Batman Begins, The Prestige e Il cavaliere oscuro. Inglese, ha 40 anni e un terzo film di Batman in progetto.
Christopher Nolan è regista e sceneggiatore del film. Autore completo e molto interessante, tra i suoi film ricordo il particolarissimo Memento, Insomnia, Batman Begins, The Prestige e Il cavaliere oscuro. Inglese, ha 40 anni e un terzo film di Batman in progetto.
Joseph Gordon – Levitt interpreta Arthur. Va bene, io sono di parte, visto che seguo questo ragazzo da quando, all’età di 15 anni, recitava nell’esilarante Una famiglia del terzo tipo con il ruolo di Tommy, il vecchio alieno nel corpo di adolescente. Adesso è cresciuto e la sua bravura non è calata, anzi. Tra i suoi altri film ricordo Beethoven, Halloween 20 anni dopo, 10 cose che odio di te e (500) giorni insieme mentre per la tv ha recitato in Casa Keaton, La signora in giallo, Pappa e ciccia, That’s 70’s Show, Oltre i limiti e Numb3rs. Americano, ha 29 anni e quattro film in uscita. Quando e se uscirà il Batman nuovo di Christopher Nolan per lui dovrebbe esserci pronto un ruolo ereditato nientemeno che dal mitico Jim Carrey: quello dell’Enigmista.
Michael Caine (il cui vero nome è Maurice Joseph Micklewhite) compare in un cameo nel ruolo di Miles, il vecchio mentore di Cobb. Uno dei più grandi attori inglesi e, ultimamente, feticcio di Nolan visto che compare in quasi tutti i suoi film, lo ricordo per pellicole come Un colpo all’italiana, Vestito per uccidere, Hannah e le sue sorelle (per il quale ha vinto l’Oscar come migliore attore non protagonista), Lo squalo 4: la vendetta, Festa in casa Muppet, Blood and Wine, Le regole della casa del sidro (per il quale ha vinto il suo secondo e meritato Oscar come migliore attore non protagonista), Austin Powers in Goldmember, Batman Begins, The Prestige e Il cavaliere oscuro. Ha 77 anni e tre film in uscita. Nel prossimo Batman di Nolan lui dovrebbe riprendere il ruolo del maggiordomo Alfred.
Ellen Page interpreta Ariadne. Giovanissima attrice canadese già nominata all’Oscar come miglior attrice protagonista per il film Juno, ha partecipato anche a Hard Candy e X – Men: conflitto finale (col ruolo di Kitty Pride), inoltre ha prestato la voce per un episodio de I Simpson. Ha 23 anni e due film in uscita.
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