domenica 31 maggio 2015

Chronicle (2012)

Ormai dovreste aver capito che il vero bradipo della blogosfera (e non me ne voglia il Bradipo cinefilo con le sue maratone) sono io. Oggi infatti, per la serie "vai con calma e stai sereno", parlerò di un film ormai discusso da chiunque già nel lontano 2012, quel Chronicle diretto e co-sceneggiato dal regista Josh Trank.


Trama: tre ragazzi ottengono per caso il potere della telecinesi. Quella che all'inizio viene vissuta come un'esperienza meravigliosa e divertente si trasforma a poco a poco in tragedia...



Era ormai da qualche tempo che non affrontavo più un mockumentary o un found footage, modo di raccontare una storia per immagini tanto odiato da gente che, come me, ne ha ormai le palle piene e tanto amato invece dai cineasti che ne apprezzano le infinite possibilità a fronte di costi bassissimi. Per fortuna Chronicle non è un insieme di immagini sfocate e raffazzonate, assemblate alla bell'e meglio senza nessuna idea di base, come troppo spesso succede in questi casi, bensì è un doloroso racconto di formazione e disagio dove i superpoteri (come già accadeva nei comics degli X-Men) diventano un mezzo per indagare più in profondità il significato di "diverso" ed emarginato. La telecamera che, instancabile, segue le vicende dei tre protagonisti è utilizzata come un prolungamento della personalità del disadattato Andrew che, all'inizio del film, decide di "riprendere tutto quello che succede durante il giorno", mettendo volutamente un filtro tra sé stesso e la dolorosa realtà che gli sta davanti: la madre è affetta da un tumore incurabile che richiede cure molto costose, il padre è un ubriacone violento e senza lavoro, i compagni di liceo lo considerano uno sfigato e l'unico che cerca in qualche modo di inserirlo nella vita reale è il cugino Matt, con il quale condivide un rapporto di amore/odio. Mano a mano che il film prosegue la telecamera acquista però ulteriori valenze, a seconda degli eventi che vengono narrati, diventando prima un mezzo per testimoniare gli incredibili poteri dei tre protagonisti e poi una sorta di video-diario di un Andrew sempre più incontrollabile e alla deriva, consapevole di quanto il suo nuovo dono lo renda diverso e superiore rispetto alle persone che lo circondano ma altrettanto dolorosamente conscio di come la sua natura sia sempre quella di un adolescente disagiato e mentalmente fragile. I poteri diventano così metafora di un'adolescenza difficile, dove le emozioni e la rabbia sono sempre pronte ad esplodere con violenza e dove basta fraintendere una parola o un gesto per distruggere non solo la stima di sé stessi, ma anche la più solida delle amicizie.


In quanto esponente della generazione social, Andrew non è il solo a sfruttare la tecnologia per esprimere ciò che si nasconde nel suo animo ed è su questo punto che fa leva il regista per rendere più credibile il proliferare di telecamere presenti in Chronicle. Un altro punto di vista infatti, oltre a quello delle telecamere di sicurezza sparse per tutta la città, è quello della videoblogger Casey e per tutto il film i personaggi si mostrano impegnati a chattare, inviare sms, scrivere mail e quant'altro; questo, oltre a consentire al regista di sfruttare al meglio la tecnica del found footage/mockumentary, offre loro la possibilità di fare una riflessione sull'alienazione derivante dall'uso smodato della tecnologia, che ci rende sì più visibili agli altri ma ci rende anche quasi impossibile avere delle interazioni "umane": non a caso, Andrew, Matt e Steve formano un legame solo quando Andrew decide di utilizzare la telecamera come mezzo di studio, quando la scoperta dei poteri li costringe a fidarsi l'uno dell'altro e a condividere in toto la loro esperienza. Chronicle però non è solo interessante, ben scritto e molto intelligente ma anche ben realizzato. Le riprese in soggettiva durante le sequenze del volo sono mozzafiato e mi hanno costretta a distogliere lo sguardo dallo schermo più di una volta ma in generale la resa dei poteri del trio è perfetta in ogni scena, dalle più "tranquille" (bellissima quella dello spettacolo di Andrew) a quelle più movimentate; al limite, solo sul finale ho patito un po' l'eccesso di effetti speciali e quella serie di sequenze distruttive talmente esagerate da risultare finte, per quanto comunque spettacolari. I tre attori principali, poi, sono assolutamente adatti ai rispettivi ruoli: il futuro Harry Osborn Dane DeHaan poteva essere lo stereotipo del fighetto, invece si è annullato completamente in un personaggio ambivalente, in grado di suscitare contemporaneamente nello spettatore odio e pietà, mentre Alex Russell e Michael B. Jordan sono due spalle perfette, dotati entrambi di una personalità ben definita e non troppo banale. Se vi capitasse, quindi, date un'occhiata a questo Chronicle anche se siete stufi di found footage, potreste rimanere piacevolmente sorpresi!


Di Dane DeHaan, che interpreta Andrew, ho già parlato QUI mentre Michael Kelly, che interpreta suo padre Richard, lo trovate QUA.

Josh Trank (vero nome Joshua Benjamin Trank) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola, al suo primo film. Americano, anche attore e produttore, ha 31 anni e un film in uscita, Fantastic 4 - I fantastici 4.


Alex Russell interpreta Matt. Australiano, ha partecipato a film come Lo sguardo di Satana - Carrie. Anche produttore e regista, ha 28 anni e un film in uscita.


Michael B. Jordan, che interpreta Steve, sarà uno strano Johnny Storm di colore sia nell'imminente Fantastic 4 - I fantastici 4, sia nell'annunciato sequel Fantastic Four 2, che dovrebbe uscire nel 2017. Invece l'attrice Anna Wood, ovvero la ragazza che Andrew riesce finalmente a rimorchiare alla festa, all'epoca era davvero fidanzata con Dane DeHaan e i due si sono sposati proprio nel 2012. Da anni si vocifera di un possibile seguito di Chronicles che, peraltro, dovrebbe chiarire la natura dell'oggetto trovato dai ragazzi nel buco, ma non se ne hanno più avuto notizie; nell'attesa, se Chronicle vi fosse piaciuto recuperate Super 8, Cloverfield, Carrie - Lo sguardo di Satana e Unbreakable. ENJOY!



21 commenti:

  1. Sai che invece a me, a suo tempo, non convinse per niente?

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    1. Io mi sono appassionata, sarà che amo le storie di supereroi a prescindere...

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  2. Forse è un po' affrettato nella seconda parte, ma è un gran bella pellicola.
    In particolare mi piacquero tantissimo le inquadrature.
    Gran bel film. :-)

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    1. Sì, nella seconda parte sbraga un po' ma necessariamente, perché si affida alla spettacolarizzazione. Però bello!

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  3. Ricordo che mi piacque non poco. Concordo in pieno con la tua analisi.

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  4. Mi era piaciuto un mondo. Spassosissimo, a modo suo.
    Poi c'era un esordiente DeHaan, attore che non ancora fa il botto, ma che ha un carisma non da poco.
    Di recente me l'ha fatto venire in mente Project Almanac: stessa tecnica, stessa infarinatura fantascientifica, ma molto più easy. Lo produce Michael Bay :P

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    1. Non lo conoscevo ma lo segno, grazie per l'"hint" :P

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  5. ah ah va bene ti cedo lo scettro di bradipo...però lentamente...il film sinceramente non mi era dispiaciuto...

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  6. Quando era uscito il trailer ne ero rimasta molto affascinata, ma poi chissà perché non l'ho ancora guardato. Devo decisamente rimediare.

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  7. Odio con tutte le budella i found footage,ed all'epoca annoiò tutto il Khalasar a morte,tanto che non credo di averne visto più di un terzo ;)

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    1. Ah sì? Io mi sono appassionata invece, nonostante concordi con l'odio verso i footage :P

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  8. Concordo con tutto quello che hai scritto ;)
    E tu pensi di essere lenta? Sapessi quante cose mancano a me...

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  9. Lo trovai carino.... Dalle belle idee, dalla bella pubblicità virale.
    Forse gli manca qualcosina per farmelo reputare eccezionale.

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    1. Eccezionale infatti non lo è parso neppure a me però merita sicuramente una visione!

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  10. A me questo stile di regia non dispiace e la storia mi ispira, potrei recuperarlo, grazie!

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  11. Ma sai che, molto vergognosamente, io Akira devo ancora vederlo? Lo recupererò presto, così farò il confronto!

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