Trama: Agnes, separata da un marito violento appena uscito dal carcere, vive da sola in un motel. Un giorno, un'amica le presenta Peter, uomo dal passato misterioso. Dopo essersi fermato a dormire da lei, Peter sviluppa con Agnes un rapporto sempre più stretto e pericoloso...
Se vogliamo essere proprio precisi, Bug festeggerà i vent'anni l'anno prossimo, perché l'opera di Friedkin era stata distribuita nelle sale statunitensi a maggio del 2007, dopo essere stata presentata al festival di Cannes l'anno prima. Per amor di challenge, e poiché ormai ho già guardato il film, ho deciso di far valere comunque il 2006, tanto l'anno prossimo ci sarà già un sacco di gente appassionata che vi parlerà di Bug e il mio post sarebbe un'insignificante goccia nel mare. Tra l'altro, la challenge mi ha dato modo di colmare l'ennesima lacuna. Nonostante la regia importante, infatti, non avevo mai avuto modo di guardare Bug e ne sono rimasta folgorata. Il film racconta, in maniera lucidissima, una triste vicenda dove proprio la lucidità va a invece farsi friggere e, come da orripilante sottotitolo italiano, la paranoia diventa contagiosa. La vicenda, tratta dall'omonima pièce teatrale di Tracy Letts (autore anche della sceneggiatura), ruota attorno al rapporto che si instaura tra Agnes, donna spezzata da un passato doloroso e in fuga dal marito violento, e Peter, taciturno veterano della Guerra del Golfo. I due si incontrano una sera grazie ad un'amica comune e Agnes decide di ospitare per la notte Peter, privo di un posto dove stare. Inizialmente, le interazioni tra i due, pur influenzate dalla profonda solitudine di entrambi, sono all'insegna di un cortese distacco. Una notte di sesso, tuttavia, segna l'inizio di una connessione più profonda e deleteria per entrambi. Agnes, vittima del senso di colpa legato alla scomparsa del figlio e terrorizzata dal marito appena uscito di prigione, sviluppa una contorta dipendenza da Peter, un mix tra un istinto di protezione quasi materno verso una "vittima" della società e dei "poteri forti" e il bisogno di avere accanto un uomo che la faccia sentire necessaria. L'atteggiamento di Agnes, al tempo stesso altruista ed egoista, non fa altro che esacerbare i problemi mentali di Peter, il quale, privo di qualcuno in grado di porre un freno logico alle sue paranoie, le porta all'estremo. In una graduale ma inarrestabile inversione dei ruoli, la natura potenzialmente salvifica di Agnes viene sconfitta dal desiderio di tenere vicino Peter a tutti costi e la donna di polso dell'inizio diventa uno scricciolo impaurito e privo di pensieri "suoi"; viceversa, Peter passa dall'essere l'uomo timido che voleva soltanto un amico a complottista terrorizzato ma sicuro di sé, autoproclamandosi guida di Agnes all'interno di un mondo governato da un'élite di potenti intenzionati a controllare il genere umano. La cosa triste e angosciante di Bug è la zona grigia in cui si muovono i due protagonisti, due anime perse che non possono venire definiti come carnefice o vittima, colpevole o innocente. Lo stesso Peter non è cattivo, anzi, vuole soltanto il bene dell'unica persona che ha ascoltato e accolto ciò che per altri erano solo paranoie da curare, senza rendersi conto che il suo atteggiamento è persino più deleterio e pericoloso di quello dell'ex marito di lei.
Essendo un dramma teatrale, gli ambienti dove si svolge Bug sono ridotti all'osso. La maggior parte della vicenda ha luogo all'interno della stanza di motel dove vive Agnes, mentre quel paio di sequenze nel bar e nel supermercato hanno due funzioni diverse, la prima quella di contestualizzare il sostrato sociale in cui si muove la protagonista, la seconda per delinearne il dramma passato. La stanza del motel, già claustrofobica e squallida all'inizio, tanto che sembra quasi di sentire l'odore stantio dell'alcol, delle sigarette e del caffè che scandiscono i giorni e le notti di Agnes, si trasforma sotto la cinepresa di Friedkin in un mondo alieno. La metamorfosi del mondo ridotto dei due protagonisti passa attraverso un drastico cambiamento di scenografia, che va di pari passo con una fotografia sempre più fredda; da insicuro ricettacolo di sporcizia ed insetti, dove chiunque o qualunque cosa potrebbe entrare senza nemmeno troppa fatica, la stanza diventa un asettico trionfo di alluminio, proiettando all'esterno la follia che divora la mente di Agnes e Peter. Friedkin, rigorosissimo nel mettere in scena una discesa agli inferi quanto più verosimile possibile, lascia talvolta che le paranoie dei protagonisti trovino sfogo sullo schermo, coinvolgendo lo spettatore con movimenti di macchina e un montaggio isterici, sottolineati da un sonoro invasivo, oppure giocando di sottrazione e lasciando che siano gli attori a convincere il pubblico della presenza o meno dei fantomatici insetti del titolo. Ed è difficile, credetemi, non cominciare a grattarsi in maniera forsennata, nel momento in cui Michael Shannon e Ashley Judd iniziano a convincersi gradualmente che ci sia un'infestazione (o peggio) in corso. Coadiuvati da un sapiente trucco prostetico, i due attori sono talmente tanto intensi nelle loro interpretazioni da far scomparire dalla memoria dello spettatore i pochi comprimari che li affiancano (tranne un surreale Brían F. O'Byrne). In particolare, Michael Shannon, che già interpretava Peter a teatro, compie un lento e convincente percorso da eccentrico tutto sommato innocuo a matto col botto dotato di una logica agghiacciante, difficile da confutare, mentre Ashley Judd, nei suoi disperati tentativi di rimanere aggrappata a una sanità mentale sempre più labile, spezzerebbe il cuore a un sasso; il dialogo e la sequenza "rivelatori", prima dell'inevitabile, scioccante epilogo, sono tra i punti più alti raggiunti al cinema quell'anno, e lasciano svuotati, vittime di un tarlo nel cervello che rischia di rendere difficile il sonno. Se, come me, avete sempre vissuto nell'ignoranza, è giunto il momento di festeggiare i 20 anni di Bug recuperandolo e inserendolo nei vostri film preferiti di sempre. E' un viaggio angosciante, ma val la pena, credetemi!
Del regista William Friedkin ho già parlato QUI. Ashley Judd (Agnes White) e Michael Shannon (Peter Evans) li trovate invece ai rispettivi link.
Harry Connick Jr. interpreta Jerry Goss. Americano, lo ricordo per film come Il mio piccolo genio, Independence Day e serie quali Will & Grace. Anche produttore, cantante e compositore, ha 59 anni.
Lynn Collins interpreta R.C.. Americana, ha partecipato a film come Number 23, X-Men: le origini - Wolverine e a serie quali The Walking Dead. Ha 49 anni e un film in uscita.






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