Trama: dopo il ritrovamento di un fossile misterioso, un gruppo di ricercatori si reca in Amazzonia. Lì scopriranno l'esistenza di un antichissimo mostro anfibio e decideranno di provare a catturarlo, con tragiche conseguenze...
Il mostro della laguna nera era sicuramente un altro di quei film che avevo guardato ai tempi dell'università ma che, purtroppo, ricordavo poco. Il bello di questa challenge è che mi costringe a riguardare anche cose che, normalmente, non penserei mai di riprendere, e mi lascia ogni volta meravigliata per la freschezza che mantengono alcuni titoli, anche dopo decenni. Il mostro della laguna nera ne è un ottimo esempio, e fa strano pensare, col senno di poi, che il film di Jack Arnold aveva tutte le carte in regola per finire del dimenticatoio: il gill-man è stato l'ultimo dei cosiddetti mostri classici della Universal, quindi ha avuto meno tempo di altri per sedimentarsi nella memoria degli spettatori dell'epoca, inoltre il film è stato realizzato in 3-D quando la moda per questo formato si stava esaurendo, circostanze che, al giorno d'oggi, avrebbero condannato un'opera all'oblio senza possibilità di appello. Invece, Il mostro della laguna nera è entrato a far parte dell'immaginario collettivo, ha segnato autori come Stephen King o Guillermo del Toro, solo per citarne un paio, e ha generato due seguiti e chissà quanti emuli. Forse perché la trama, di per sé molto semplice, profuma d'avventura e di mondi sconosciuti, o forse perché il mostro, poverino, sotto sotto fa un po' pena. Il gill-man, infatti, non viene connotato come malvagio, ma come una creatura vissuta per secoli in un luogo incontaminato, che si ritrova tra i piedi esseri umani pronti a scavare, deturpare e depredare, per amore di una scienza e di un progresso che lui non può ovviamente capire. All'epoca, la sequenza in cui il gill-man spia e segue Kay sott'acqua avrà sicuramente messo angoscia, a me è sembrata il frutto della fascinazione di un essere vivente nei confronti di una creatura completamente diversa da lui, una brama nata da solitudine secolare, e mi è sembrata invece molto malinconica. La duplice percezione della natura del gill-man, d'altronde, è parte integrante della trama, che vede contrapposti due modi di intendere la ricerca scientifica, con David e Kay, da una parte, che vogliono studiare e capire nel rispetto dell'ecosistema e degli esseri che lo popolano, mentre dall'altra parte Mark non esita ad uccidere ed inquinare per raggiungere gli obiettivi ed ottenere finanziamenti. Il mostro della laguna nera potrebbe quindi anche essere considerato come un antenato degli eco-horror, in quanto il messaggio ammonitore è chiaro e la fine del gill-man non ha il sapore del trionfo, quanto più quello di un'occasione perduta.
Il mostro della laguna nera è molto moderno anche nella realizzazione, e nel modo in cui rappresenta l'eroina femminile. Intanto, la fotografia del film è fatta di contrasti tra luce ed ombra molto nitidi, e ogni fotogramma è chiaro e ben definito, sia per le riprese effettuate sulla "terraferma" che per quelle subacquee. Queste ultime hanno una bellezza tutta particolare, che sconfina nella poesia espressa durante la nuotata parallela di Kay e del gill-man, quasi un balletto dotato di una fluidità e un'eleganza impressionanti; viceversa, quando la creatura viene ripresa a figura intera nella caverna che segna l'ingresso del suo regno, l'impressione è quella di avere di fronte un alieno a disagio in un ambiente che non gli si confà, il che accresce ulteriormente la sensazione di un pericolo imminente e feroce per gli umani. Non è che le sequenze in cui il gill-man attacca gli incauti subacquei non mettano ansia, però c'è un ribaltamento dell'estraneità, anche se è un modo contorto e orribile per dirlo: nell'acqua, sono gli umani ad essere innaturali e goffi, giustamente vulnerabili, mentre sulla terra, nonostante la sua ferocia, è il gill-man ad esporsi alla possibilità di venire catturato, ferito o peggio. C'è da dire che, forse, questa mia idea è alimentata, giocoforza, dai due diversi attori sotto il costume della creatura e, soprattutto, dai due diversi costumi, ma sia come sia è qualcosa che rende il film ancora più particolare. Tornando al discorso, invece, di Kay e dell'eroina femminile, è interessante trovare nei dialoghi dei riferimenti alla realizzazione lavorativa prima ancora che matrimoniale e alla pari dignità di due scienziati differenziati solo dal rispettivo sesso. Sebbene Kay venga trattata come una damsel in distress in virtù del suo essere l'unica donna (e in quanto concupita dal gill-man) e sebbene l'idea di una nuotata in costumino bianco non sia proprio furbissima, quanto piuttosto una strizzata d'occhio agli spettatori maschi, la protagonista viene comunque connotata come una donna forte, intelligente e indipendente, la cui apertura mentale va di pari passo con un'empatia che esula dal genere o dalla specie e che viene condivisa con l'eroe maschile. Il mostro della laguna nera ha un solo, grande difetto se, come me, avete poco tempo per i rewatch: fa venire una voglia matta di riguardare La forma dell'acqua per godere di uno dei capolavori di del Toro con rinnovata consapevolezza. Credo proprio che sia un double feature da sperimentare, almeno una volta nella vita!
Jack Arnold è il regista del film. Americano, ha diretto film come Destinazione Terra, Tarantola, Radiazioni BX: distruzione uomo, La vendetta del mostro ed episodi di serie quali Wonder Woman, La donna bionica e Love Boat. Anche produttore, sceneggiatore e attore, è morto nel 1992.
Richard Carlson, che interpreta David, aveva già lavorato col regista in Destinazione Terra mentre Nestor Pavia, che interpreta il capitano Lucas, sarebbe tornato per il seguito del film, sempre diretto da Jack Arnold, La vendetta del mostro. Il mostro della laguna nera ha anche un terzo sequel, Il terrore sul mondo, diretto però da John Sherwood. Se il film vi fosse piaciuto cercateli e, ovviamente, aggiungete La forma dell'acqua. ENJOY!
Richard Carlson, che interpreta David, aveva già lavorato col regista in Destinazione Terra mentre Nestor Pavia, che interpreta il capitano Lucas, sarebbe tornato per il seguito del film, sempre diretto da Jack Arnold, La vendetta del mostro. Il mostro della laguna nera ha anche un terzo sequel, Il terrore sul mondo, diretto però da John Sherwood. Se il film vi fosse piaciuto cercateli e, ovviamente, aggiungete La forma dell'acqua. ENJOY!




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