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venerdì 23 giugno 2023

Lightyear - La vera storia di Buzz (2022)

Avendolo perso al cinema ho approfittato della sua uscita su Disney + per recuperare Lightyear - La vera storia di Buzz (Lightyear), diretto e co-sceneggiato dal regista Angus MacLane.


Trama: dopo essere rimasto bloccato su un pianeta sconosciuto e ostile, il ranger spaziale Buzz Lightyear cerca un modo di riportare la sua gente sul pianeta natale, ma invano. La situazione precipita quando la colonia viene aggredita da un orda di robot capitanati dal misterioso Zurg...


Lightyear, come chiarito dal testo in sovrimpressione che si può leggere all'inizio, è il film da cui sono stati tratti i personaggi tanto amati da Andy nel primo Toy Story, quindi il "gioco" che ha dato il la all'operazione è l'idea che lo spettatore si mettesse nei panni del piccolo Andy e vedesse coi suoi occhi, finalmente, cosa lo avesse entusiasmato tanto da mettere da parte il suo cowboy Woody per il moderno ranger spaziale Buzz Lightyear. Ho cercato un po' di notizie in rete e l'età di Andy nel primo Toy Story non è proprio chiarissima. Chi dice sette anni, chi dice dieci, comunque si parla di un bambino delle elementari, massimo delle medie, e onestamente, ricordando cosa piaceva a me da piccola, mi risulta un po' difficile credere che a quell'età ci si possa entusiasmare tanto per un film del genere. Visto con gli occhi di un bambino degli anni '90, Lightyear risulta interessante per l'ambientazione spaziale, l'abbondanza di robot e navicelle, per il piglio combattivo del protagonista e la presenza di comprimari abbastanza simpatici e, soprattutto, "inesperti", perfetti perché un ragazzino ci si possa identificare e sognare di essere al loro posto accanto al suo eroe; d'altra parte, ho trovato il protagonista anche troppo antipatico e supponente per essere apprezzabile da un bambino (mi viene in mente, uno su tutti, Han Solo oppure anche Luke Skywalker, se vogliamo rimanere in tema spaziale, molto più carismatici e umani di Buzz) e la trama è cupa da morire oltre che molto complicata, soprattutto da un certo punto in poi. Quella di Buzz è la storia di un uomo che ha fallito, che non riesce a creare dei legami perché per lui la cosa essenziale è concludere con successo una missione che, per forza di cose, lo porta ad alienarsi non solo dalle persone ma anche dalla realtà, e il suo percorso di "redenzione" verso una visione più umana ed altruista del mondo non è particolarmente vivace, quindi non riesco davvero ad immaginare come un bambino possa sentirsi totalmente coinvolto. 


Dal punto di vista di un adulto del 2022, Lightyear risulta invece un film non necessario e neppure memorabile. La storia stenta un po' ad ingranare, anche se le cose più interessanti e coinvolgenti succedono proprio nel primo atto, dopodiché il piglio umoristico dei personaggi secondari, soprattutto del gatto SOX che merita di entrare nell'Olimpo dei preferiti di chiunque, la rende leggermente più scorrevole, almeno fino al pre-finale, durante il quale ammetto che il mio livello di interesse è drasticamente calato, al punto che il mega twist con spiegone annesso mi ha lasciata abbastanza fredda. Considerato ciò, la fortuna di Lightyear è la sua relativamente breve durata, ma riuscire ad annoiarsi a tratti davanti ad un cartone animato di un'ora e mezza o poco più è qualcosa che dovrebbe fare vergognare la Pixar. Nulla da eccepire, invece, per quanto riguarda la qualità visiva, sempre eccelsa. I passi avanti fatti nel campo dell'animazione al computer (provate a non spaventarvi quando Disney +, alla fine di Lightyear, vi schiafferà in home page un fotogramma del primo Toy Story!) sono tangibili e alcune sequenze del film, molte delle quali omaggiano film di fantascienza ormai cult, sono belle da mozzare il fiato, non hanno nulla da invidiare alle grandi produzioni riservate a franchise come Star Wars (anzi, a volte le superano) e funzionano bene anche su uno schermo piccolo, quindi figuriamoci al cinema. Un peccato, dunque, che questi passi avanti dell'animazione vengano accompagnati da un passo indietro della complessiva qualità dei prodotti Pixar, che ci aveva abituati ad exploit ben più grandi e, soprattutto, ben più dotati di cuore ed anima; Lightyear risulta una specie di riempitivo, un tentativo di mungere una mucca prosciugatasi già nel 2010, un film carino ma nulla più che, probabilmente, avrà lasciato freddi anche i fan di Toy Story e che non fa venire la voglia di guardarlo e riguardarlo. Che peccato! 


Del regista e co-sceneggiatore Angus MacLane ho già parlato QUI. Chris Evans (voce originale di Buzz Lightyear), Keke Palmer (Izzy Hawthorne), Peter Sohn (SOX/Vecchio SOX), Taika Waititi (Mo Morrison), James Brolin (Zurg) e Bill Hader (Featheringhamstan) li trovate invece ai rispettivi link.


Il film è uno spin-off di Toy Story - Il mondo dei giocattoli, quindi, se vi fosse piaciuto, recuperate anche Toy Story 2 - Woody & Buzz alla riscossa, Toy Story 3 - La grande fuga  e Toy Story 4. ENJOY!


venerdì 23 settembre 2016

Alla ricerca di Dory (2016)

Mercoledì sono dunque andata in un cinema gremito di pargoli per vedere Alla ricerca di Dory (Finding Dory), diretto e co-sceneggiato da Andrew Stanton e Angus MacLane.


Trama: Un anno dopo aver ritrovato Nemo, Dory si ricorda di avere letteralmente perso i genitori da piccola e, assieme a Nemo e Marlin, intraprende un viaggio verso la California per ricongiungersi con loro.


Dopo tredici anni trascorsi nella realtà e solo uno nella finzione, la Pixar torna a rinverdire i fasti di alcuni dei suoi personaggi più famosi, i divertenti pesciolini di Alla ricerca di Nemo. Come dice la mia amica Paola, "Dory è uno dei personaggi più belli mai creati per un cartone animato" e ha ragione: la pescetta smemorata è nata come perfetto amalgama tra esilarante spalla comica ed involontaria, commovente fonte di pratica saggezza. Era quindi solo questione di tempo prima che la Pixar decidesse di dedicarle un intero film ed ecco quindi nascere Alla ricerca di Dory (che, a dirla tutta, avrebbe dovuto chiamarsi Alla ricerca DEI GENITORI DI Dory), storia di un viaggio allucinante intrapreso per ritrovare le proprie radici. Una pellicola assai carina, come già era il suo predecessore, piena di momenti divertenti e altri più malinconici, che tuttavia impallidisce davanti a Alla ricerca di Nemo a causa del tipico problema che tocca inevitabilmente quasi tutti i sequel: gli sceneggiatori, invece di mettere i personaggi al servizio della storia, hanno messo la storia al servizio del personaggio amato dai fan di tutto il mondo, andando a privare così gli spettatori della possibilità di godere di vicende capaci di emozionarli davvero. Alla ricerca di Nemo era un epico racconto di formazione che toccava non uno, ma ben due personaggi (ne parlerò nei prossimi giorni anche se mi spiace non rispettare la consecutio temporum, mannaggia!!), Alla ricerca di Dory si concentra invece "solo" sul personaggio da cui prende il titolo, puntando esclusivamente sulla peculiarità della protagonista e sulle mille gag derivanti da essa, con la domanda retorica "cosa farebbe Dory?" messa in bocca un po' troppo spesso ai personaggi. La necessità di puntare i riflettori essenzialmente su Dory e di affiancarle nuovi potenziali beniamini per i bambini paganti ha inoltre portato all'impoverimento dei "vecchi" personaggi e a farne le spese sono stati Marlin e Nemo, soprattutto il primo il quale, a parte un paio di aneddoti, pare non avere serbato nulla dell'odissea per ritrovare il figlio, tornando così ad essere il pesce timoroso, cupo e noioso di un tempo.


Dei personaggi nuovi, il più sfaccettato e l'unico a mostrare un'evoluzione dall'inizio alla fine è il polpo Hank, capace di essere divertente e di veicolare allo stesso tempo un importante messaggio per i più piccoli. Decisamente, ho preferito il suo "buttati e non rifiutare il mondo che ti circonda" rispetto a "puoi fare qualunque cosa nonostante tutti i tuoi difetti" anche perché, intendiamoci, un bambino potrebbe anche farsi due risate ma sinceramente in un paio di sequenze io non ho potuto fare a meno di collegare la "perdita di memoria a breve termine" di Dory all'Alzheimer e le scene che la vedono persa all'interno del sistema idrico del parco acquatico le ho trovate a dir poco angoscianti e claustrofobiche. Per scacciare di dosso queste terrificanti sensazioni da neofita della terza età, meglio concentrarsi sull'assurdità di quattro idoli conclamati come il mostruoso uccello Becky dall'occhio sifulo o i leoni marini Fluke e Rudder che, assieme al terzo incomodo "hillbilly" Gerald dal monociglio prominente, riescono ad annichilire lo spettatore dalle risate. E se da un lato si sente un po' la mancanza di un villain degno di rispetto, fosse stata anche la piccola e malefica Darla, dall'altro c'è da dire che la realizzazione tecnica del film è ineccepibile come sempre: la bellezza artificiale del Marine Life Institute, dettagliatissimo e molto realistico, non fa rimpiangere le ambientazioni oceaniche di Alla ricerca di Nemo che, per inciso, tornano anche in questo episodio per la gioia di chi non vedeva l'ora di reimmergersi "Somewhere beyond the sea" assieme a Nemo e agli altri amati abitanti della barriera corallina. Quindi, in definitiva Alla ricerca di Dory non mi ha delusa ma non mi ha neppure entusiasmata come avrei sperato. Tredici anni (per quanto annullati con il colpo da maestro di un flashback iniziale a dir poco perfetto) sono troppi per tornare alla ribalta e, come ho detto all'inizio del post, se ci si concentra solo sul personaggio in sé è difficile scatenare emozioni che durino nel tempo. Piuttosto, ho preferito il corto Piper, interamente incentrato su una cucciola di "gambecchio" impegnata a superare le sue paure per poter sopravvivere assieme alla mamma e al resto dello stormo, un trionfo di tenerezza e splendide animazioni capace di emozionare e fare riflettere nel breve lasso di cinque minuti.


Di Albert Brooks (voce originale di Marlin), Eugene Levy (Charlie), Idris Elba (Fluke), Dominic West (Rudder), Kate McKinnon (Pesce moglie), Bill Hader (Pesce marito), Sigourney Weaver (Sigourney Weaver), Willem Dafoe (Gill/Branchia) e Allison Janney (Peach/Diva) ho già parlato ai rispettivi link.

Andrew Stanton è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola, inoltre presta la voce alla tartaruga Crush (in italiano Scorza) e alla cozza parlante. Americano, ha diretto film come A Bug's Life - Megaminimondo, WALL-E e Alla ricerca di Nemo. Anche sceneggiatore, produttore, doppiatore e animatore, ha 51 anni.

Angus MacLane è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola, al suo primo lungometraggio. Americano, anche animatore e doppiatore, ha 41 anni.


Ellen DeGeneres è la voce originale di Dory. Americana, la ricordo per film come Edtv, inoltre ha partecipato a serie come Pappa e ciccia, Innamorati pazzi, Ellen, Will e Grace e Six Feet Under; come doppiatrice, ha lavorato per film quali Il dottor Dolittle, Alla ricerca di Nemo e serie come I Simpson. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 56 anni.


Diane Keaton è la voce originale di Jenny. Americana, la ricordo per film come Il padrino, Provaci ancora Sam, Il padrino - Parte II, Io & Annie (che le è valso l'Oscar come migliore attrice protagonista), Manhattan, Radio Days, Il padrino - Parte III, Il padre della sposa, La stanza di Marvin e Tutto può succedere; come doppiatrice, ha lavorato per film quali Senti chi parla adesso!. Anche produttrice, regista e sceneggiatrice, ha 70 anni, un film in uscita e parteciperà all'imminente serie The Young Pope.


Tra gli altri doppiatori originali, segnalo la presenza del regista Bob Peterson, che riprende il ruolo di Mr. Ray, già presente in Alla ricerca di Nemo; la canzone dei titoli di coda (a proposito dei quali vi consiglio di rimanere proprio fino alla fine per la scena post credit), cover di Unforgettable, è invece cantata di Sia, buona amica di Ellen DeGeneres. Per la versione italiana abbiamo gli insostituibili Carla Signoris nel ruolo di Dory e Luca Zingaretti in quello di Marlin, mentre Licia Colò viene utilizzata come "guest star" al posto di Sigourney Weaver. Siamo messi malissimo, lo sapete, vero? Detto questo, ovviamente Alla ricerca di Dory segue Alla ricerca di Nemo, per cui se il film vi fosse piaciuto recuperatelo e aggiungete  Monsters & Co., Monsters University, Il re leone e la trilogia di Toy Story. ENJOY!

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