Sono andata a ritroso come i gamberi e, dopo The Woman e Darlin' ho recuperato Offspring, diretto dal regista Andrew van den Houten nel 2009 e tratto dal romanzo omonimo di Jack Ketchum.
Trama: sulle coste del Maine, due famiglie vengono attaccate da un gruppo nomade di cannibali, in cerca di cibo e neonati da rapire.
Forse non è stata una grande idea recuperare Offspring dopo The Woman e Darlin' ma evidentemente c'era un motivo per cui a venire continuamente citato è ricordato è il film di Lucky McKee e non quello di Andrew van der Houten. Quest'ultimo è infatti un "banale" film a tema uomo contro natura, un survival movie dove persone tranquille e più o meno simpatiche (tranne il marito di una delle due donne, che avrebbe dovuto morire male al secondo minuto) vengono attaccate senza apparente motivo da un branco di cannibali che infieriscono su di loro in modi più o meno violenti, sanguinosi e fastidiosi. Nessun intento di critica sociale, messaggi femministi inesistenti, personaggi tagliati con l'accetta e tante scelte sbagliate (da parte dei protagonisti) tipiche dell'horror di serie B sono le caratteristiche di Offspring, che si fa ricordare giusto per la sfacciataggine con cui sfrutta la presenza di bambini cannibali istigando lo spettatore a volerli vedere morti nonostante la loro natura "innocente" e per il modo in cui si serve di poveri neonati per alimentare l'ansia e il sentimento di odio verso chi, nei film successivi, sarebbe diventato il beniamino del pubblico, ovvero la Donna (in effetti il personaggio caratterizzato meglio, mentre gli altri cannibali sono abbastanza dimenticabili). Interessante, inoltre, la presenza del già citato ex di una delle protagoniste femminili, una sorta di precursore del Chris di The Woman ma molto più caricaturale, un uomo abietto che non cessa di prevaricare la ex moglie e torturarla anche nelle situazioni più disperate, sacrificando il desiderio di sopravvivenza a quello di infierire ulteriormente.
Il resto, mi duole dirlo, ma è poca cosa. Benché sia stato girato nel 2009, Offspring ha lo stile squallido degli anni '90 e non parlo solo della regia o della fotografia, piatte che più non si può, tanto da sembrare quelle di un film TV dell'epoca, ma anche delle mise degli interpreti, un po' tutti, indistintamente, cani maledetti salvo la sempre magnetica Pollyanna McIntosh. Nulla da eccepire, invece, per quanto riguarda il reparto gore, segno che ai realizzatori interessava sicuramente più "scioccare" il pubblico con efferatezze assortite che non raccontare una storia come nei due film successivi. Anzi, tra seni nudi, morsi in parti decisamente dolorose per una donna, flagellazioni e quant'altro, direi che Offspring sconfina spesso e volentieri sul terreno della exploitation, non a caso agli uomini viene riservato un trattamento brutale ma rapido mentre la violenza sulle due poveracce protagoniste viene reiterata; non c'è nulla di divertente o divertito in quello che viene mostrato e, complice anche la messa in scena rozza e violentissima, spesso sembra di avere davanti uno di quei cattivissimi horror anni '70 zeppi di pessimismo e brutte persone. Personalmente, salvo pochi esempi, non è un genere che mi appassioni granché, forse anche perché sto invecchiando e tendo ad evitare di deprimermi, ma se vi piacciono queste atmosfere allora apprezzerete Offspring tanto quanto The Woman e Darlin'. Io, probabilmente, lo dimenticherò già domani.
Di Art Hindle (George Chandler) e Pollyanna McIntosh (la Donna) ho già parlato ai rispettivi link.
Andrew van den Houten è il regista della pellicola e interpreta l'assistente del medico. Americano, ha diretto film come Headspace. Anche produttore e sceneggiatore, ha 40 anni.
Amy Hargreaves interpreta Amy Halbard. Americana, ha partecipato a film come Brainscan - Il gioco della morte e La stanza delle meraviglie. Ha 49 anni e un film in uscita.
Nel film compare lo stesso scrittore e sceneggiatore Jack Ketchum nei panni di Max Joseph mentre Tommy Nelson, che interpreta il piccolo Luke, compare anche, non accreditato, in The Woman. Se il film vi fosse piaciuto o volete anche solo sapere come prosegue la storia, recuperate The Woman e Darlin', decisamente migliori di Offspring. ENJOY!
Visualizzazione post con etichetta pollyanna mcintosh. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pollyanna mcintosh. Mostra tutti i post
mercoledì 11 settembre 2019
martedì 10 settembre 2019
Darlin' (2019)
Dopo aver rivisto The Woman mi sono dedicata a Darlin', diretto e sceneggiato da Pollyanna McIntosh.
Trama: la piccola Darlin', ormai ragazza, viene abbandonata dalla Donna davanti a un ospedale e finisce in un collegio religioso che ospita giovani orfane...
Darlin' inizia, più o meno, dove The Woman finiva. A quanto pare, delle tre sorelle Cleek solo la piccola e rossa Darlin' è rimasta assieme alla Donna ma la stessa, a un certo punto, decide di abbandonarla in un ospedale senza apparente motivo. Darlin', un tempo bimba ciarliera, è diventata la versione più giovane della Donna, una creatura incapace di parlare e dagli istinti brutali, selvaggi, e proprio per queste sue caratteristiche diventa il "progetto" di un vescovo impegnato a non far chiudere un istituto da lui gestito, che la affida ad una suora dal passato oscuro e a ragazzine problematiche. Due uomini diversi, Chris Cleek e il vescovo, il primo violento e psicopatico, il secondo affabile ma veniale, entrambi tuttavia accomunati da un desiderio di prendere le donne e plasmarle secondo i loro desideri, reputandosi superiori e pronti ad indirizzare sulla giusta via creature palesemente inferiori, sciocche, incapaci di decidere da sé (almeno dal loro punto di vista). Purtroppo, vedere Darlin' venire "addomesticata" a son di prediche e letture bibliche atte a mostrarle il peccato in ogni aspetto della vita, fa forse ancora più male che vedere la Donna incatenata nella cantina dei Cleek, perché Darlin', a differenza della Donna, è una creatura dall'innocenza assoluta, facilmente malleabile nel bene e nel male, soprattutto se la sua ignoranza di ogni aspetto della vita umana viene alimentata da persone che tendono a giudicare ed indottrinare invece di spiegare. La libertà di Darlin', in grado già da sola di capire la differenza tra bene e male (il momento in cui parla di mangiare chi si ama mette il magone) ma anche di affrontarla senza remore per questioni legate alla sopravvivenza, si trasforma nel corso del film in un crogiolo di incubi e sensi di colpa, all'interno di un terribile coming of age nel quale la protagonista femminile ottiene una consapevolezza imposta dagli uomini, dalla religione e dalla società, filtrata dal loro punto di vista, che riesce ad annientarla più di quanto non abbia fatto la vita selvaggia.
Diversamente da Lucky McKee, Pollyanna McIntosh realizza un film elegante e quasi privo di sequenze gore, preferendo concentrarsi sul volto bellissimo di Lauryn Canny, sensuale ed innocente al tempo stesso, e sul contrasto tra gli squallidi interni del collegio dov'è rinchiusa Darlin' e la natura appena fuori da esso, deliziando lo spettatore con raffinate riprese crepuscolari e campi lunghi in cui viene racchiuso tutto il desiderio di libertà della protagonista e della Donna, per non parlare della bellezza dei flashback (pochi dettagli significativi che rivelano molto più di mille spiegoni), dell'uso delle luci, degli incubi che popolano i sonni di Darlin'. Ha del coraggio Pollyanna McIntosh a ritagliarsi un ruolo piccolissimo, rendendo la Donna (beniamina del pubblico) un personaggio "marginale" alla disperata ricerca della figlia, ha del coraggio a cambiare i toni del racconto cercando atmosfere più drammatiche che horror, eppure il messaggio che passa non è diverso da quello di The Woman, accusato a torto di essere misogino, ed è il rifiuto a conformarsi a idee ipocrite e vetuste, che non tengono conto del cambiamento dei tempi, del potere insito nella natura femminile, che impongono anziché tentare di inglobare punti di vista differenti, cercando magari un punto di contatto. Sono le posizioni estreme di chi rifiuta di guardare oltre il proprio patetico egoismo a richiamare una furia selvaggia come quella della Donna, pronta ovviamente a difendere se stessa e i suoi cari assieme a tutti quelli che si trovano nella stessa condizione di prigionia (fisica e mentale) e cercano in tutti i modi di liberarsene, lottando con le unghie e con i denti; si può dire che la Donna aiuti chi cerca già di aiutarsi da sé o, perlomeno, non gli strappa la gola a morsi, e chissà se la rivedremo mai a curare una nuova generazione di donne libere, prendendo a calci nel sedere padri di famiglia psicopatici e prelati disgustosi. Certamente, dovesse succedere, io sarò lì in prima fila.
Della regista e sceneggiatrice Pollyanna McIntosh, che interpreta anche la Donna, ho già parlato QUI.
Cooper Andrews, che interpreta l'infermiere Tony, è il Jerry di The Walking Dead mentre il vescovo Bryan Batt era il sindaco delle prime due serie di Scream. Se Darlin' vi fosse piaciuto recuperate i prequel Offspring e The Woman. ENJOY!
Trama: la piccola Darlin', ormai ragazza, viene abbandonata dalla Donna davanti a un ospedale e finisce in un collegio religioso che ospita giovani orfane...
Darlin' inizia, più o meno, dove The Woman finiva. A quanto pare, delle tre sorelle Cleek solo la piccola e rossa Darlin' è rimasta assieme alla Donna ma la stessa, a un certo punto, decide di abbandonarla in un ospedale senza apparente motivo. Darlin', un tempo bimba ciarliera, è diventata la versione più giovane della Donna, una creatura incapace di parlare e dagli istinti brutali, selvaggi, e proprio per queste sue caratteristiche diventa il "progetto" di un vescovo impegnato a non far chiudere un istituto da lui gestito, che la affida ad una suora dal passato oscuro e a ragazzine problematiche. Due uomini diversi, Chris Cleek e il vescovo, il primo violento e psicopatico, il secondo affabile ma veniale, entrambi tuttavia accomunati da un desiderio di prendere le donne e plasmarle secondo i loro desideri, reputandosi superiori e pronti ad indirizzare sulla giusta via creature palesemente inferiori, sciocche, incapaci di decidere da sé (almeno dal loro punto di vista). Purtroppo, vedere Darlin' venire "addomesticata" a son di prediche e letture bibliche atte a mostrarle il peccato in ogni aspetto della vita, fa forse ancora più male che vedere la Donna incatenata nella cantina dei Cleek, perché Darlin', a differenza della Donna, è una creatura dall'innocenza assoluta, facilmente malleabile nel bene e nel male, soprattutto se la sua ignoranza di ogni aspetto della vita umana viene alimentata da persone che tendono a giudicare ed indottrinare invece di spiegare. La libertà di Darlin', in grado già da sola di capire la differenza tra bene e male (il momento in cui parla di mangiare chi si ama mette il magone) ma anche di affrontarla senza remore per questioni legate alla sopravvivenza, si trasforma nel corso del film in un crogiolo di incubi e sensi di colpa, all'interno di un terribile coming of age nel quale la protagonista femminile ottiene una consapevolezza imposta dagli uomini, dalla religione e dalla società, filtrata dal loro punto di vista, che riesce ad annientarla più di quanto non abbia fatto la vita selvaggia.
Diversamente da Lucky McKee, Pollyanna McIntosh realizza un film elegante e quasi privo di sequenze gore, preferendo concentrarsi sul volto bellissimo di Lauryn Canny, sensuale ed innocente al tempo stesso, e sul contrasto tra gli squallidi interni del collegio dov'è rinchiusa Darlin' e la natura appena fuori da esso, deliziando lo spettatore con raffinate riprese crepuscolari e campi lunghi in cui viene racchiuso tutto il desiderio di libertà della protagonista e della Donna, per non parlare della bellezza dei flashback (pochi dettagli significativi che rivelano molto più di mille spiegoni), dell'uso delle luci, degli incubi che popolano i sonni di Darlin'. Ha del coraggio Pollyanna McIntosh a ritagliarsi un ruolo piccolissimo, rendendo la Donna (beniamina del pubblico) un personaggio "marginale" alla disperata ricerca della figlia, ha del coraggio a cambiare i toni del racconto cercando atmosfere più drammatiche che horror, eppure il messaggio che passa non è diverso da quello di The Woman, accusato a torto di essere misogino, ed è il rifiuto a conformarsi a idee ipocrite e vetuste, che non tengono conto del cambiamento dei tempi, del potere insito nella natura femminile, che impongono anziché tentare di inglobare punti di vista differenti, cercando magari un punto di contatto. Sono le posizioni estreme di chi rifiuta di guardare oltre il proprio patetico egoismo a richiamare una furia selvaggia come quella della Donna, pronta ovviamente a difendere se stessa e i suoi cari assieme a tutti quelli che si trovano nella stessa condizione di prigionia (fisica e mentale) e cercano in tutti i modi di liberarsene, lottando con le unghie e con i denti; si può dire che la Donna aiuti chi cerca già di aiutarsi da sé o, perlomeno, non gli strappa la gola a morsi, e chissà se la rivedremo mai a curare una nuova generazione di donne libere, prendendo a calci nel sedere padri di famiglia psicopatici e prelati disgustosi. Certamente, dovesse succedere, io sarò lì in prima fila.
Della regista e sceneggiatrice Pollyanna McIntosh, che interpreta anche la Donna, ho già parlato QUI.
Cooper Andrews, che interpreta l'infermiere Tony, è il Jerry di The Walking Dead mentre il vescovo Bryan Batt era il sindaco delle prime due serie di Scream. Se Darlin' vi fosse piaciuto recuperate i prequel Offspring e The Woman. ENJOY!
Labels:
cinema,
darlin',
horror,
pollyanna mcintosh
domenica 8 settembre 2019
The Woman (2011)
Siccome in questi giorni è uscito Darlin', ho deciso di rivedere The Woman, diretto nel 2011 da Lucky McKee e co-sceneggiato a partire dal romanzo omonimo di Jack Ketchum, e parlarne un po'.
Trama: un avvocato trova nei boschi una donna selvaggia, dedita al cannibalismo, e decide di catturarla e portarla a casa per educarla assieme ai membri della sua assurda famiglia.
Nel novero di film che fanno stare male davvero, un posto d'onore ce l'ha sicuramente The Woman. Non è facile parlare di questo film senza scadere nelle banalità quindi vi chiedo scusa fin da subito se tutto quello che leggerete lo avranno già detto meglio altri prima di me. The Woman è un film che prende allo stomaco, sia per la violenza che mostra sia, soprattutto, per quella che volutamente insinua tra le righe, nei silenzi dei personaggi e negli sguardi che si scambiano, nell'incalzare del ritmo della colonna sonora, nelle inquadrature realizzate ad arte anche quando la situazione sfocia nel paradossale. Sequel di Offspring (ma non è importante per seguire la trama), The Woman racconta appunto la storia di una donna selvaggia, l'ultima discendente di una stirpe di cannibali che un giorno incappa in qualcosa di ancor più terribile: un uomo folle che decide di "domarla" come tutte le inutili, imperfette donne della sua famiglia. Chris, avvocato e cacciatore, è un uomo che mette a disagio fin dalle prime inquadrature, dalle prime parole che rivolge alla moglie Belle e alla figlia Peggy, permeate da una durezza e un distacco che scompaiono quando le interlocutrici sono altre donne, da blandire ed ingannare; in questo novero, ovviamente, rientra anche la Donna, vittima degli interessi sessuali di Chris e soggetto perfetto da educare e conformare in base ai desideri dell'uomo, un progetto da sottoporre alla famiglia così da ribadire la supremazia del maschio alfa in barba ad ogni buon senso. E se, da un lato, abbiamo Belle e Peggy che si scambiano sguardi tra il perplesso e il disgustato, consapevoli di essere in balia del capofamiglia tanto quanto la Donna ma incapaci di ribellarsi a un giogo che viene mantenuto da anni, dall'altro c'è il figlio Brian che pare voler seguire le orme del padre palesando una malvagità inusuale per un ragazzino. In mezzo, la piccola Darlin', ancora innocente e permeabile a qualsiasi suggestione, l'unica ad accettare la Donna per quello che è: un essere vivente, né più né meno, dotata del fondamentale diritto di essere rispettata e trattata dignitosamente anche se diversa.
Ovvio, Lucky McKee non ci illude nemmeno per un momento che la Donna sia un personaggio bello o positivo, anzi. Pollyanna McIntosh, affascinante e animalesca, sporca come il lume e capace di esprimersi solo in un raffazzonato antico gaelico, è una delle creature più mortali mai apparse sullo schermo e la cosa viene ribadita fin dalle primissime sequenze, per non parlare della terribile, inappellabile condanna finale ai danni di chi ha scelto di sottomettersi senza aiutare, di odiare senza provare nemmeno un minimo di compassione, spinta da un'incomprensibile gelosia. Eppure c'è chi è ancora più orribile di chi, come la Donna, segue semplicemente la sua natura animalesca, ovvero colui che impone la sua visione del mondo col terrore e la violenza, convinto di essere matematicamente nel giusto anche davanti alle situazioni più aberranti, privando moglie e figlia delle più banali libertà. Più delle botte, più del sangue che scorre a fiumi, più delle condizioni inumane in cui viene costretta la Donna fanno male le lacrime silenziose di Peggy, l'animo distrutto da un segreto inconfessabile che condannerà l'unica persona capace di leggerle dentro, oppure lo sguardo stralunato di Belle (una Angela Bettis strepitosa come al solito), moglie annichilita dalla personalità soverchiante di un marito che non le ha mai perdonato un "errore" terribile e che ciò nonostante ha continuato ad usarla come sfornafigli perché, diamine, l'importante è dare agli altri l'illusione di avere una famiglia perbene, con tanti piccoli pargoletti "felici" come nelle pubblicità di una volta e che ci importa se l'illusione viene mantenuta a furia di botte, prevaricazioni e insulti. Ben venga dunque la Donna, a spazzare via chiunque si attacchi all'erronea idea di essere un santo e un condottiero, strappandogli di dosso l'ingannevole maschera perfetta per esporre al mondo un cuore marcio e imputridito, non buono nemmeno per venire mangiato. Ben venga l'orrore di The Woman, uno dei migliori horror moderni, film da vedere e rivedere, senza smettere mai di apprezzarlo.
Del regista e co-sceneggiatore Lucky McKee ho già parlato QUI. Sean Bridgers (Chris Cleek) e Angela Bettis (Belle Cleek) li trovate invece ai rispettivi link.
Pollyanna McIntosh interpreta la Donna. Scozzese, la ricordo per film come Offspring e Tales of Halloween, inoltre ha partecipato a serie come The Walking Dead. Anche sceneggiatrice e regista, ha 40 anni e due film in uscita.
Il film è il seguito di Offspring mentre il sequel è Darlin', di cui parlerò nei prossimi giorni. ENJOY!
Trama: un avvocato trova nei boschi una donna selvaggia, dedita al cannibalismo, e decide di catturarla e portarla a casa per educarla assieme ai membri della sua assurda famiglia.
Nel novero di film che fanno stare male davvero, un posto d'onore ce l'ha sicuramente The Woman. Non è facile parlare di questo film senza scadere nelle banalità quindi vi chiedo scusa fin da subito se tutto quello che leggerete lo avranno già detto meglio altri prima di me. The Woman è un film che prende allo stomaco, sia per la violenza che mostra sia, soprattutto, per quella che volutamente insinua tra le righe, nei silenzi dei personaggi e negli sguardi che si scambiano, nell'incalzare del ritmo della colonna sonora, nelle inquadrature realizzate ad arte anche quando la situazione sfocia nel paradossale. Sequel di Offspring (ma non è importante per seguire la trama), The Woman racconta appunto la storia di una donna selvaggia, l'ultima discendente di una stirpe di cannibali che un giorno incappa in qualcosa di ancor più terribile: un uomo folle che decide di "domarla" come tutte le inutili, imperfette donne della sua famiglia. Chris, avvocato e cacciatore, è un uomo che mette a disagio fin dalle prime inquadrature, dalle prime parole che rivolge alla moglie Belle e alla figlia Peggy, permeate da una durezza e un distacco che scompaiono quando le interlocutrici sono altre donne, da blandire ed ingannare; in questo novero, ovviamente, rientra anche la Donna, vittima degli interessi sessuali di Chris e soggetto perfetto da educare e conformare in base ai desideri dell'uomo, un progetto da sottoporre alla famiglia così da ribadire la supremazia del maschio alfa in barba ad ogni buon senso. E se, da un lato, abbiamo Belle e Peggy che si scambiano sguardi tra il perplesso e il disgustato, consapevoli di essere in balia del capofamiglia tanto quanto la Donna ma incapaci di ribellarsi a un giogo che viene mantenuto da anni, dall'altro c'è il figlio Brian che pare voler seguire le orme del padre palesando una malvagità inusuale per un ragazzino. In mezzo, la piccola Darlin', ancora innocente e permeabile a qualsiasi suggestione, l'unica ad accettare la Donna per quello che è: un essere vivente, né più né meno, dotata del fondamentale diritto di essere rispettata e trattata dignitosamente anche se diversa.
Ovvio, Lucky McKee non ci illude nemmeno per un momento che la Donna sia un personaggio bello o positivo, anzi. Pollyanna McIntosh, affascinante e animalesca, sporca come il lume e capace di esprimersi solo in un raffazzonato antico gaelico, è una delle creature più mortali mai apparse sullo schermo e la cosa viene ribadita fin dalle primissime sequenze, per non parlare della terribile, inappellabile condanna finale ai danni di chi ha scelto di sottomettersi senza aiutare, di odiare senza provare nemmeno un minimo di compassione, spinta da un'incomprensibile gelosia. Eppure c'è chi è ancora più orribile di chi, come la Donna, segue semplicemente la sua natura animalesca, ovvero colui che impone la sua visione del mondo col terrore e la violenza, convinto di essere matematicamente nel giusto anche davanti alle situazioni più aberranti, privando moglie e figlia delle più banali libertà. Più delle botte, più del sangue che scorre a fiumi, più delle condizioni inumane in cui viene costretta la Donna fanno male le lacrime silenziose di Peggy, l'animo distrutto da un segreto inconfessabile che condannerà l'unica persona capace di leggerle dentro, oppure lo sguardo stralunato di Belle (una Angela Bettis strepitosa come al solito), moglie annichilita dalla personalità soverchiante di un marito che non le ha mai perdonato un "errore" terribile e che ciò nonostante ha continuato ad usarla come sfornafigli perché, diamine, l'importante è dare agli altri l'illusione di avere una famiglia perbene, con tanti piccoli pargoletti "felici" come nelle pubblicità di una volta e che ci importa se l'illusione viene mantenuta a furia di botte, prevaricazioni e insulti. Ben venga dunque la Donna, a spazzare via chiunque si attacchi all'erronea idea di essere un santo e un condottiero, strappandogli di dosso l'ingannevole maschera perfetta per esporre al mondo un cuore marcio e imputridito, non buono nemmeno per venire mangiato. Ben venga l'orrore di The Woman, uno dei migliori horror moderni, film da vedere e rivedere, senza smettere mai di apprezzarlo.
Del regista e co-sceneggiatore Lucky McKee ho già parlato QUI. Sean Bridgers (Chris Cleek) e Angela Bettis (Belle Cleek) li trovate invece ai rispettivi link.
Pollyanna McIntosh interpreta la Donna. Scozzese, la ricordo per film come Offspring e Tales of Halloween, inoltre ha partecipato a serie come The Walking Dead. Anche sceneggiatrice e regista, ha 40 anni e due film in uscita.
Il film è il seguito di Offspring mentre il sequel è Darlin', di cui parlerò nei prossimi giorni. ENJOY!
Labels:
angela bettis,
cinema,
horror,
lucky mckee,
pollyanna mcintosh,
sean bridgers,
the woman
Iscriviti a:
Post (Atom)















