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venerdì 11 aprile 2025

2025 Horror Challenge: Piranha (1978)

Questa settimana la challenge prevedeva un Ecological Horror. La mia scelta è caduta su Piranha, dretto nel 1978 dal regista Joe Dante.


Trama: Un banco di pericolosissimi piranha geneticamente modificati viene liberato per sbaglio nelle acque di un fiume di montagna. Un eremita alcolizzato e un'investigatrice privata correranno contro il tempo per impedire una strage...


C'è stato un periodo, da bambina, in cui Pirahna e Piraña paura passavano sistematicamente in TV. Mio padre, ovviamente, non se li perdeva mai e ancora oggi ricordo il suo "piranha piranha!" con tanto di battito di denti quando si passava vicino a un fiume o un lago. A me facevano parecchia paura quei film, ma li guardavo con gioia perché erano l'unico modo che avevo per fruire di qualcosa di simile all'horror, genere che mmadre ha bandito almeno finché non sono entrata in possesso di un videoregistratore e di una tessera del videonoleggio. Ora, saranno stati almeno vent'anni, se non di più, che non guardavo Piranha e lo ricordavo come una commedia horror assai divertente; in realtà, il film di Joe Dante è come Fantozzi, una di quelle pellicole di cui si coglie la tristezza, il pessimismo di fondo solo con l'età e l'esperienza, e ammetto di non essermi divertita granché, guardandolo per la challenge. O meglio, la prima parte può trarre in inganno, soprattutto grazie allo scoppiettante personaggio di Maggie, investigatrice privata dal piglio deciso che viene inviata in una località turistica ad indagare sulla scomparsa di due ragazzi. Maggie trascina nella sua indagine un alcolista solitario, Paul Grogan, e insieme raggiungono un comprensorio militare abbandonato, all'interno del quale c'è un'enorme piscina dove (ma lo sappiamo solo noi spettatori) i due ragazzi scomparsi sono stati aggrediti e uccisi da qualcosa nascosto nell'acqua. Lì, scoprono che l'esercito americano sta ancora compiendo esperimenti genetici atti a trasformare creature viventi in potenti armi di sterminio, non prima di liberare per sbaglio un banco di piranha geneticamente modificati, aprendo loro la via per un fiume che confluisce nelle due principali attrazioni turistiche del luogo: un campo estivo per bambini e l'Aquarena resort. In generale, la struttura principale di Piranha è quella di un eco-horror prodotto da Roger Corman, il che si traduce in personaggi tagliati con l'accetta, una divisione tra buoni e cattivi abbastanza netta, qualche sporadica nudità (in realtà Corman, durante le scene di massacro sul pre-finale, ha chiesto a Dante di toglierne parecchia, con sommo stupore del regista) e, ovviamente, sangue e violenza. Sotto la superficie, però, c'è la rappresentazione di un'umanità triste e solitaria, di un tessuto sociale fatto di speculatori industriali che condannano le persone alla povertà, di militari che distruggono l'ambiente non per riportare la pace, ma per prepararsi alla guerra, alimentando un circolo vizioso di morte e noncuranza per la vita, umana o animale che sia (d'altronde, l'unica soluzione al problema piranha è ulteriore inquinamento. Alla faccia del cane che si morde la coda). 


Mentre il remake di Aja buttava tutto in supercazzola, tanto che uno aveva proprio piacere a vedere masticati gli sciocchi protagonisti, il Pirahna di Joe Dante è fin troppo realistico nella sua rappresentazione dei traumi mentali associati al dolore fisico e alla morte; l'orribile destino di un paio di personaggi innocenti, tra i quali la povera Betty, colpisce lo spettatore, ma personalmente ho trovato molto più angoscianti lo sguardo perso di Bradford Dillman, "curato" da una figlia in lacrime con l'inseparabile borraccia colma di superalcolico, lo sconforto di Dick Miller davanti ai giornalisti sciacalli, e il primo piano finale di Barbara Steele, agghiacciante monolite imperturbabile, che sceglie nuovamente di ignorare la portata mortale della minaccia da lei stessa creata, condannando l'umanità a versare sangue nelle acque degli oceani. Saranno le onde che si tingono di rosso, sarà la malinconica colonna sonora dell'elegantissimo Pino Donaggio, ma onestamente non mi veniva da ridere, né mi sono divertita come mi succedeva da bambina. E da piccoli, si sa, non si hanno neppure gli strumenti per apprezzare l'arte, o i primi passi dei grandi. Un film nato come opera di serie Z, come "parodia" de Lo squalo (al punto da beccarsi un paio di denunce per plagio, fatte scomparire da un illuminato Steven Spielberg) è in realtà una fucina di giovani talenti che avrebbero fatto strada. Il primo, ovviamente, è Joe Dante, al suo primo lungometraggio in solitaria. La fantasia del regista, all'epoca poco più che trentenne, è stata limitata giusto dal budget irrisorio, che ha permesso di conservarne una scintilla in guisa di creaturina in stop-motion che si aggira nel laboratorio militare per poi non farsi più vedere in tutto il resto del film; in realtà, Dante avrebbe voluto che la creatura tornasse nel corso di Piranha, ogni volta un po' più grande, fino ad averne una versione gigante pronta a distruggere un porticciolo. Purtroppo non se n'è fatto nulla, ma ci sono comunque i pesci zannuti e tanto, tanto sangue. Anche qui, le mani dietro alle mattanze dei piranha sarebbero diventate famosissime, perché gli orridi pescetti sono stati realizzati da Phil Tippett, mentre, su suggerimento di Rick Baker, il make-up è stato affidato a un altro mago degli effetti speciali, l'allora diciassettenne Rob Bottin. La loro arte, unita al terribile effetto sonoro che accompagna la masticazione dei piranha, è l'ennesima riprova della tristezza della CGI odierna, che sicuramente non induce lo stesso raccapriccio, né la sensazione tangibile di morsi e ferite dolorosissime, se non addirittura mortali. Quindi, il mio consiglio è riguardare Piranha con occhi più maturi, perché è un film invecchiato molto bene ed è assai meno stupido di quanto ricordavate. Provare per credere!


Del regista Joe Dante ho già parlato QUI. Kevin McCarthy (Dr. Robert Hoak), Dick Miller (Buck Gardner) e Barbara Steele (Dr. Mengers) li trovate invece ai rispettivi link.

Bradford Dillman interpreta Paul Grogan. Americano, ha partecipato a film come Fuga dal pianeta delle scimmie, Cielo di piombo, ispettore Callaghan, Bug insetto di fuoco, Swarm - Lo sciame che uccide, e a serie quali Colombo, Wonder Woman, Love Boat, L'incredibile Hulk, Fantasilandia, Charlie's Angels, Dynasty e La signora in giallo. E' morto nel 2018.


Piranha
ha avuto un seguito, Piraña paura, e un paio di remake, ovvero il film TV Piranha - La morte viene dall'acqua e Piranha 3D. Se il film vi fosse piaciuto, recuperateli e aggiungete Lo squalo. ENJOY!


mercoledì 9 aprile 2014

Bollalmanacco On Demand: Terrore dallo spazio profondo (1978)

Torna l’appuntamento con il Bollalmanacco On Demand e questa volta la richiesta arriva dall’alto, ovvero da uno dei blogger più appassionati e sinceri che esista, Davide de Lo spettatore indisciplinato! Disquisendo su faccialibro di una pellicola storica come L’invasione degli ultracorpi il suo imperativo categorico è stato “Guarda il remake, è anche meglio!!” e io non me lo sono fatta dire due volte. Ecco quindi la recensione indegna di Terrore dallo spazio profondo (Invasion of the Body Snatchers), diretto nel 1978 dal regista Philip Kaufman. Il prossimo film On Demand sarà invece Moon. ENJOY!


Trama: gli abitanti di San Francisco vengono sostituiti a poco a poco da copie aliene prive di sentimenti od emozioni. Solo pochissime persone se ne accorgono e cercano di contrastare l'invasione...


Avevo visto L'invasione degli ultracorpi (tratto, come Terrore dallo spazio profondo, dal romanzo Gli invasati di Jack Finney) ai tempi delle superiori e l'avevo trovato affascinante e sottilmente inquietante, con quell'idea maccartista del nemico nascosto in mezzo alla popolazione, invisibile e perfettamente integrato, massimo emblema della paranoia anti-comunista. Nel film di Siegel non c'era nemmeno un effetto speciale eppure non si poteva evitare di provare un disagio profondo, in grado di andare ben oltre lo sguardo, una sensazione "a pelle" resa perfettamente da dialoghi e recitazione, un desiderio infausto di scendere in cantina e vedere se il baccellone alieno era lì, pronto ad assorbire e sostituire anche te, povero spettatore ignaro. Philip Kaufman con Terrore dallo spazio profondo abbandona ovviamente la paranoia politica e fa leva su un orrore più grafico (mai esagerato) e moderno, puntando più sulla de-personalizzazione già innescata dalla società e dal modo di vivere, con qualcosa di piccino ed innocuo che si introduce in casa sfruttando gli animi più sensibili e attacca familiari, amici ed amanti senza che nessuno, o quasi, se ne accorga. All'inizio vediamo infatti come la protagonista, Elizabeth, abbia un compagno che, bene o male, la considera davvero poco, preso com'è da lavoro e partite televisive che lo portano persino ad isolarsi con le cuffie: vero è che lei si accorge della sostituzione ma obiettivamente si potrebbe dire che Geoffrey è cambiato davvero poco e lo stesso vale per molti dei personaggi che popolano la pellicola di Kaufman. Considerato anche che Terrore dallo spazio profondo, fin dal principio, indica chiaramente che la Terra è sotto attacco alieno, la cosa consente agli sceneggiatori di giocare parecchio su questo aspetto della trama e rifilare allo spettatore parecchi colpi bassi (se ripenso al finale mi viene la tachicardia. Basterebbe solo questo a rendere Terrore dallo spazio profondo uno dei migliori remake mai girati), tenendolo in scacco e preda del dubbio costante riguardo alla natura di questo o quel personaggio.


Molto, ovviamente, fanno anche gli attori, tutti bravissimi (a partire da un Donald Sutherland che all'inizio è semplicemente un eccentrico e sbrigativo dottore e poi, progressivamente, perde ogni traccia di giovialità ed incredulità ma c'è anche un insospettabile e luciferino Spock!), e soprattutto quei piccoli, insignificanti dettagli che Kaufman inserisce qua e là nella pellicola: sguardi che passano repentini tra la gente, persone che corrono senza un motivo apparente, scene che vengono volutamente riprese in modo che lo spettatore non veda precisamente quello che accade, tutti questi elementi contribuiscono ad accrescere inquietudine e disagio e funzionano meglio dell'effetto speciale brutalmente palesato. Non che gli effetti in questione siano fatti male, anzi. La nascita dei replicanti, implacabile ed inarrestabile, fa tuttora abbastanza senso, così come il progressivo disgregarsi delle povere vittime terrestri, ma è soprattutto il sonoro del film (omaggiato poi da Edgar Wright nel suo La fine del mondo) a far accapponare la pelle, sia per quella commistione di sibili e battiti cardiaci che accompagnano i baccelli nelle loro metamorfosi, sia perché ogni rumore naturale scema fino ad arrivare agli inquietanti titoli di coda senza musica sia, soprattutto, per il terribile urlo che gli alieni usano per segnalare la presenza di esseri umani nei dintorni. E chi ha visto il film capirà soprattutto quest'ultimo punto, mannaggia. Ora come ora non saprei dire se ho preferito l'originale (che non vedo da decenni) o questo remake ma, indubbiamente, Terrore dallo spazio profondo è l'intelligente evoluzione di un materiale di partenza che già funzionava alla perfezione, trasposto da una piccola comunità urbana ad una grande città e, per estensione, all'intera popolazione terrestre: sicuramente la pellicola di Siegel lasciava un minimo di speranza mentre quella di Kaufman, a partire dal cameo di Kevin McCarty, l'annulla completamente diventando così un tragico specchio dell'impotenza quasi volontaria del comune uomo della strada davanti a forze occulte (non necessariamente extraterrestri) più grandi di lui. Da recuperare assolutamente!!


Donald Sutherland (Matthew Bennell), Brooke Adams (Elizabeth Driscoll), Jeff Goldblum (Jack Bellicec) e Veronica Cartwright (Nancy Bellicec) li trovate ai rispettivi link.

Philip Kaufman è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come L'insostenibile leggerezza dell'essere, Henry & June, Sol levante, Quills - La penna dello scandalo e La tela dell'assassino. Anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 78 anni.


Leonard Nimoy interpreta il Dr. David Kibner. Indimenticabile Dr. Spock della storica serie Star Trek, ha partecipato ad altre serie come Ai confini della realtà, Perry Mason, General Hospital, Missione impossibile, Oltre i limiti e The Big Bang Theory. Come doppiatore, ha partecipato ai film Pagemaster - L'avventura meravigliosa, Atlantis - L'impero perduto e alle serie I Simpson Futurama. Anche regista, produttore e sceneggiatore, ha 83 anni.


Art Hindle interpreta il Dr. Geoffrey Howell. Canadese, ha partecipato a film come Black Christmas - Un Natale rosso sangue, Brood - La covata malefica, Porky's - Questi pazzi pazzi porcelloni!, Porky's II - Il giorno dopo e a serie come Starsky & Hutch, Dallas, MacGyver, Hunter, La signora in giallo, 21 Jump Street, Alfred Hitchcock presenta, Walker Texas Ranger, Beverly Hills 90210 Millenium. Anche regista e produttore, ha 66 anni e un film in uscita.


Kevin McCarthy compare in un cameo nel ruolo del Dr. Miles J. Bennell, ripreso direttamente da L'invasione degli ultracorpi, dove l'attore americano era protagonista. Ricordo anche la sua partecipazione a film come Morte di un commesso viaggiatore, I quattro dell'Ave Maria, Piranha, L'ululato, Salto nel buio, Matinee e a serie come Ai confini della realtà, Missione impossibile, Colombo, Love Boat, Dynasty, A-Team, Saranno famosi, L'ispettore Tibbs, La signora in giallo e Racconti di mezzanotte. E' morto nel 2010, all'età di 96 anni.


Tra gli altri attori presenti in Terrore dallo spazio profondo, segnalo la guest appearance di Robert Duvall nei panni del prete che all'inizio dondola sull'altalena e quella del regista de L'invasione degli ultracorpi, Don Siegel, che interpreta il tassista che dovrebbe portare Sutherland e la Adams all'aeroporto. Il film, come ho già avuto modo di dire, è il remake "ufficiale" de L'invasione degli ultracorpi ma negli anni seguenti la stessa storia è stata riproposta anche con Ultracorpi - L'invasione continua e Invasion, che vede la partecipazione di Veronica Cartwright: ammetto di non averli mai visti quindi non posso consigliarvi il recupero ma, se avete amato Terrore dallo spazio profondo, cercate almeno L'invasione degli ultracorpi, The Faculty, Il villaggio dei dannati (sia l'originale che il remake di Carpenter) e anche The Blob - Fluido mortale. ENJOY!

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