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venerdì 9 giugno 2023

The Boogeyman (2023)

Siccome è miracolosamente giunto anche a Savona, potevo forse perdermi The Boogeyman, diretto dal regista Rob Savage e tratto dal racconto Il baubau di Stephen King?


Trama: dopo la morte della madre, due sorelle devono affrontare una terribile entità omicida che predilige i luoghi bui per nascondersi...


Con la visione di The Boogeyman partivo molto prevenuta. Il baubau è uno dei racconti kinghiani che preferisco, nonché uno di quelli che mi terrorizzano di più, mentre Rob Savage, dopo il bell'exploit di Host (horror girato con due lire in pandemia, sfruttando le limitazioni da lockdown), ha rischiato che andassi a prenderlo a sberle per aver realizzato quella fonte di nervoso a propulsione atomica di Dashcam (horror girato con due lire in pandemia, sfruttando una vlogger realmente esistente e assai discutibile a livello di "idee") e, di base, non aveva mai messo la cinepresa al servizio di una sceneggiatura che prevedesse un impianto visivo classico. A tal proposito, la sceneggiatura che è arrivata dalle mani di Scott Beck e Bryan Woods, autori di A Quiet Place, e Mark Heyman, che ci aveva deliziati con Il cigno nero, è il bignami di ogni horror a misura di teenager girato negli ultimi 23 anni, quindi alla faccia dell'impianto classico. Il racconto di King (lungo una decina di pagine) viene utilizzato come "causa scatenante" di tutto ciò che accade alle sorelle Sadie e Sawyer e, sul finale, diventa una strizzata d'occhio a chi lo ha letto prima di vedere il film, per il resto tutto è stato inventato di sana pianta. L'intento degli sceneggiatori è stato quello di omaggiare comunque il Re ricreando le atmosfere a lui tanto care, fatte di famiglie distrutte non solo da eventi luttuosi o avversi, ma anche dalla mancanza di comunicazione tra i membri delle stesse, e di ragazzi costretti a crescere in fretta e, spesso, in totale solitudine o quasi; il risultato è una storia prevedibile dall'inizio alla fine ma ugualmente gradevole, con due giovani protagoniste per le quali è facile empatizzare, scritte con in mente adolescenti e bambini "veri", non dei semplici cliché (altra storia sono le amiche di Sadie, che toglierebbero fiducia verso l'umanità persino a un santo, se esistessero davvero).


In tutto questo, Savage fa il suo mestiere e sfrutta ogni elemento a sua disposizione per inquietare lo spettatore, a partire dalle peculiari caratteristiche di questo baubau, il quale non solo si acquatta nel buio (quindi, virtualmente, in ogni anfratto dell'enorme casa di Sadie e Sawyer) ma sfrutta anche il dolore delle sue vittime, attirandole allo scoperto nei modi più bastardi. Il risultato è una corsa sulle montagne russe di tensione perenne, non solo quando il mostro titolare, ancora senza volto, si limita a terrorizzare i malcapitati annunciandosi come mera "presenza" più mentale che fisica, ma anche quando si manifesta in tutta la sua eccelsa bruttezza, con una CGI che, per una volta, non fa grandi disastri. Ho molto apprezzato anche l'uso delle luci, con la furbissima lampada rotolante ahimé ampiamente spoilerata nel trailer, e un paio di sequenze in cui le fonti di illuminazione più fioche ed inusuali diventano indispensabili baluardi di salvezza, per quanto precaria, mentre un montaggio intelligente contribuisce a rendere ancora più efficaci ed inaspettati i jump scare. Su tutto, però, ho apprezzato l'utilizzo (in un cast di attori comunque molto bravi, protagoniste in primis) della splendida faccia di David Dastmalchian per interpretare Lester Billings, il protagonista originale del racconto, pur epurato di tutte le caratteristiche sgradevoli; nel giro di 5 minuti la sinergia tra attore e regista crea un pregevolissimo omaggio a Il baubau, capace di lasciare lo spettatore col fiato sospeso, soprattutto per quanto riguarda chi ha avuto la fortuna di fare la conoscenza della versione cartacea. Quindi bravo Savage, che ha realizzato un gradevole horror "commerciale", perfetto per quest'estate appena cominciata!


Del regista Rob Savage ho già parlato QUI. Chris Messina (Will Harper), David Dastmalchian (Lester Billings), Marin Ireland (Rita Billings) e LisaGay Hamilton (Dr. Weller) li trovate invece ai rispettivi link.


Sophie Thatcher
, che interpreta Sadie, è nel cast di Yellowjackets (serie che piace a tutti e che io non sono ancora riuscita a recuperare), mentre la piccola Vivien Lyra Blair, che interpreta Sawyer, è la Leila bambina della serie Obi-Wan Kenobi. La medium che si vede nel video che Sadie guarda su Youtube è quella del film Host, non a caso la interpreta la stessa attrice. Immagino che lo sappiate se siete lettori di questo blog, ma The Boogeyman non ha niente a che spartire con la trilogia iniziata nel 2005 col mediocre Boogeyman - L'uomo nero; nel caso vogliate vedere altri film come quello di Savage, vi consiglio quindi di recuperare The Babadook, Antlers - Spirito insaziabile e Lights Out (li trovate tutti a noleggio su Prime altrimenti, se avete un abbonamento, il primo è sul canale Midnight Factory e il secondo su Disney +). ENJOY!

martedì 8 gennaio 2019

Vice - L'uomo nell'ombra (2018)

Bestemmiando per essere dovuti andare fino a Genova a vederlo (probabilmente presenterò il conto al Multisala di Savona visto che, ridendo e scherzando, tra biglietto, autostrada, benzina e cibo abbiamo speso sui 25 euro a testa), domenica ho recuperato Vice - L'uomo nell'ombra (Vice), diretto e sceneggiato nel 2018 dal regista Adam McKay e fresco di un Golden Globe a Christian Bale.


Trama: la rapida ascesa di Dick Cheney, dai primi lavori con l'amministrazione Nixon fino alla carica di vicepresidente nell'ora più buia per gli Stati Uniti e l'intera società moderna.


Io adoro Adam McKay. Come ti fa capire lui le cose, senza insultare la tua intelligenza, nessuno mai. Anche questa volta, come ne La grande scommessa, l'autore sceglie di raccontare una pagina vergognosa di storia americana strappando amare risate al pubblico ma senza l'arroganza tipica del comico che crede di sapere tutto e di poter indottrinare l'audience, quanto piuttosto spingendo lo spettatore a ragionare, a ricordare, a rivivere sulla pelle determinati momenti e a riflettere su quanto diamine possano essere boccalone le masse. E intendo tutte le masse. Destra, sinistra, centro, apolitici, io per prima: siamo un branco di tacchini pronti ad inghiottire qualunque porcata ci venga propinata, basta solo indorarcela un po'. In mezzo a questo clima di idiozia perenne, chi prospera è ovviamente chi, zitto zitto, approfitta di ogni cedimento dell'apparentemente impenetrabile struttura socio-politica di un Paese o di ogni debolezza del proprio interlocutore, potente o inutile che sia, per farsi i propri interessi. Questo è il caso di Dick Cheney, "uomo nell'ombra" di buona parte della storia del Partito Repubblicano americano, machiavellica eminenza grigia nonché fruitore di cantonate madornali che hanno portato, per dirne una, a far sì che l'ISIS si ingrandisse fino a raggiungere i livelli odierni. Non è un caso che il bravissimo Christian Bale abbia ringraziato Satana, durante il discorso di accettazione del Golden Globe, citandolo come fonte d'ispirazione per l'interpretazione del personaggio perché, di fatto, il Cheney ritratto in Vice E' il diavolo tentatore, un maligno "pescatore di uomini" il cui animo torbido riesce a giustificare contemporaneamente patriottismo, sete di potere e menefreghismo, una creatura talmente abietta che al confronto Salveenee parrebbe Papa Bergoglio. Potrebbe anche non essere stato così, in effetti: McKay ce lo dice nel disclaimer iniziale, chiuso con un "abbiamo fatto del nostro meglio per ricostruire le cose, cazzo!" e ci/si prende in giro autocriticandosi nella geniale scena post credit, ma ciò non toglie che i fatti salienti del film siano provati da documenti incontrovertibili o, ancor peggio, da documenti mancanti e per questo ancora più sospetti. E poi, che Bush fosse un coglione lo avevamo capito tutti, quindi la seconda parte di Vice risulta ancora più verosimile.


Per rendere più digeribile la serie ininterrotta di colpi bassi che viene propinata allo spettatore, McKay sfrutta qualunque cosa, rendendo Vice - L'uomo nell'ombra un trionfo di sceneggiatura witty, montaggio dinamico e regia sopraffina. Per me, la sequenza in cui Cheney "pesca", letteralmente, Bush, riproposta in due diversi momenti del film, è già una delle più belle viste al cinema; altrettanto efficace, anche se magari più paracula, quella ambientata in un infernale ristorante mentre quella Shakespeariana renderebbe molto di più in lingua originale, sono sicura, ma unita a un compendio ininterrotto di didascalie, finti finali (il genio!), spezzoni di terribile vita reale, abbattimento della quarta parete e simulazioni di gradimento, concorre a garantire la bellezza di un film che assolutamente non andrebbe perso. Anche perché, diciamoci la verità, il parallelismo Cheney/Bush e Salvini/Di Maio mi è balzato alla mente più volte guardando Vice e mi sono sentita per questo ancora più male. Una sensazione che non ha soverchiato la gioia nel vedere un cast di prim'ordine come quello presente nel film. Christian Bale è fenomenale e, come ho scritto nel post dedicato ai Golden Globes, il mio unico rammarico è quello di non aver guardato il film in v.o. perché quella boccuccia storta mi avrebbe dato di sicuro parecchia soddisfazione e lo stesso vale per l'interpretazione di Sam Rockwell che, mi si dice, sfoggia un'invidiabile accento "bushiano" oltre che una somiglianza imbarazzante con lo sciocco presidente USA. Perfetti anche Amy Adams, ingrassatella ed imbruttita al punto giusto, e uno Steve Carell che sta rapidamente diventando uno dei miei attori preferiti. Insomma, l'anno "vissuto pericolosamente in Sala" non poteva cominciare meglio, almeno per me: Vice - L'uomo nell'ombra è un film grandissimo che vi consiglio spassionatamente, anche solo per farvi aprire un po' gli occhi sui meccanismi che muovono tutti i governi, anche quelli "del cambiamento", e le facce di merda che ne fanno parte. 


Del regista e sceneggiatore Adam McKay ho già parlato QUI. Christian Bale (Dick Cheney), Amy Adams (Lynne Cheney), Steve Carell (Donald Rumsfeld), Sam Rockwell (George W. Bush), Alison Pill (Mary Cheney), Eddie Marsan (Paul Wolfowitz), Justin Kirk (Scooter Libby), Jesse Plemons (Kurt), Bill Camp (Gerald Ford), Lily Rabe (Liz Cheney), Shea Whigham (Wayne Vincent), Naomi Watts (conduttrice del TG) e Alfred Molina (cameriere) li trovate invece ai rispettivi link.

LisaGay Hamilton interpreta Condoleeza Rice. Americana, ha partecipato a film come L'esercito delle 12 scimmie, Jackie Brown, Halloween - 20 anni dopo e a serie come Ally McBeal, Sex and the City, E.R. Medici in prima linea, Senza traccia, Numb3rs, Grey's Anatomy e House of Cards. Anche regista e produttrice, ha 55 anni e tre film in uscita.


Durante la fase di post-produzione il regista Adam McKay è stato colpito da un leggero attacco cardiaco e ha quindi deciso di includere nel film una ripresa in bianco e nero dell'operazione per inserire lo stent nel suo cuore, a mo' di partecipazione speciale. Bill Pullman avrebbe dovuto interpretare Nelson Rockefeller ma la sua parte è stata tagliata. Se Vice vi fosse piaciuto recuperate anche La grande scommessa. ENJOY!

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