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domenica 2 giugno 2013

Bollalmanacco On Demand: Il giorno della Bestia (1995)

Dopo tempo immemorabile torna la rubrica On Demand, che purtroppo viene spesso lasciata al palo a causa dell’egoismo cinefilo della sottoscritta. Questa volta è toccato all’horroromane Matteo propormi la visione dell’incredibile Il giorno della Bestia (El dia de la Bestia), diretto nel 1995 dal regista Álex De La Iglesia. Per la cronaca, il prossimo film On Demand sarà Persepolis di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi. ENJOY!!


Trama: un prete spagnolo, dopo aver decifrato l’Apocalisse, si convince che l’Anticristo nascerà a Madrid la notte di Natale. Il sacerdote cercherà così di arrivare a uccidere il demoniaco pargolo compiendo le azioni più malvagie, così da conquistare la fiducia del Diavolo…


Il giorno della Bestia è una pellicola a dir poco esilarante e non potrò mai ringraziare abbastanza Matteo per avermi fatto scoprire questo incredibile mix di horror (poco) e humour nero (tanto, tantissimo!), popolato da personaggi talmente borderline che sembrerebbero usciti dritti da un film di Almodovar o John Waters. Álex De La Iglesia si inoltra tranquillamente nei meandri del trash e del grottesco senza mai risultare troppo eccessivo o blasfemo, nonostante l'argomento trattato avrebbe potuto dare il La a cose ben più turpi di quelle mostrate: il prete protagonista della pellicola decide di darsi al male per ingannare il Demonio, ma gli atti malvagi che compie sono davvero all'acqua di rose e quelli più gravi, come l'omicidio, sono causati più dalla sfortuna che dall'effettiva volontà del sacerdote. Considerato quante volte si sente parlare di pedofilia, violenze sessuali ai danni di persone deboli e conseguente insabbiamento delle alte sfere e ricollocazione dei colpevoli in un'altra parrocchia, l'idea di un prete che ruba, picchia le persone e invoca Satana fa quasi sorridere per la sua ingenuità infantile, soprattutto perché il protagonista, per quanto troppo spesso faccia delle figure barbine da primato, riesce a mantenere fino alla fine la sua dignità ed integrità morale.


Attorno a questo prete, come ho detto, gira un bestiario di personaggi a dir poco esilaranti, tra i quali spiccano il metallozzo ciccione José María e il conduttore cialtrone Caban. Questi due figuri, assieme al sacerdote, diventano parte di un'ideale Santa Trinità destinata a combattere le forze del male incarnate dall'organizzazione proto-nazista Limpia Madrid; se il protagonista potrebbe essere il Padre, origine della crociata intrapresa dai tre, l'ingenuo José María potrebbe essere il Figlio destinato a farsi depositario della parola del Sacerdote e a sacrificarsi per il bene di tutti, mentre Caban potrebbe essere lo Spirito Santo, che attraverso il mezzo televisivo cerca di risvegliare più coscienze possibili. Ovviamente sulla strada del trio si pareranno mille difficoltà, ma se credete che Satana ci metterà palesemente lo zampino sbagliate di grosso! Il giorno della Bestia, infatti, vira in campo dichiaratamente horror e "fantastico" non più di un paio di volte, mentre per la maggior parte della durata lo spettatore viene lasciato ad interrogarsi sulla sanità mentale del protagonista (nonché della reale conoscenza in campo mistico di Caban, che sembra più il mago Casanova spagnolo) e a ridere dei suoi goffi tentativi di ingraziarsi il Diavolo. Tra vecchi che girano nudi, procaci attricette meno che vergini, corsi di disegno per corrispondenza e cartine allucinogene c'è davvero poco da aver paura ma questo esilarante ibrido tra black comedy e horror, reso ancora più divertente da dialoghi frizzantissimi, è una bestia strana che i cinefili desiderosi di sperimentare non dovrebbero lasciarsi scappare!


Della nostrana Maria Grazia Cucinotta, che interpreta Susanna, ho già parlato qui.

Álex De La Iglesia (vero nome Alexandro De La Iglesia Mendoza) è il regista e cosceneggiatore della pellicola. Spagnolo, ha diretto film come Azione mutante, La stanza del bambino e Ballata dell’odio e dell’amore. Anche produttore e attore, ha 48 anni e tre film in uscita, tra cui un probabile seguito di The ABCs of Dead.


Álex Angulo (vero nome Alejandro Angulo Leon) interpreta il prete. Spagnolo, ha partecipato a film come Azione mutante, Carne trémula, Il labirinto del fauno e Imago mortis. Anche produttore, ha 62 anni e un film in uscita. 


Armando De Razza (vero nome Maurizio De Razza) interpreta Caban. Italianissimo, de Roma, nasce come cantante nelle storiche trasmissioni di Renzo Arbore (dove, per l’appunto, faceva il cantante pseudo spagnolo) e poi partecipa a film come Il grande cocomero, Maschi contro femmine, Femmine contro maschi e Volare – La grande storia di Domenico Modugno. Ha 58 anni.


Santiago Segura (vero nome Santiago Segura Silva) interpreta José María. Spagnolo, ha partecipato a film come Azione mutante, Blade II, Beyond Re-Animator, Hellboy, Hellboy II: The Golden Army e Ballata dell’odio e dell’amore. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 48 anni e un film in uscita. 


Inaspettatamente, tra gli interpreti spunta nei panni del produttore televisivo nientemeno che Gianni Ippoliti, uno di quegli storici, trashissimi figuri che popolano la tv italiana più o meno dagli anni ’70. A parte questo, se Il giorno della Bestia vi fosse piaciuto consiglio la visione di Dellamorte Dellamore, Sospesi nel tempo, La casa, La casa 2, L'armata delle tenebre, Splatters - Gli schizzacervelli, Bad Taste e Il presagio. ENJOY!!

venerdì 25 marzo 2011

Il Rito (2011)

Immancabile dopo il solito trailer devastante, la corsa al cinema per vedere un film come Il rito (The Rite), diretto dal regista Mikael Håfström. Come spesso accade, la troppa attesa ha coinciso con una mezza delusione.

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Trama: Michael lavora col padre in una ditta di pompe funebri. Per dare un’allegra svolta alla sua vita decide di tentare la via del seminario, ma inutilmente: il ragazzo non ha fede. Tuttavia, un prete illuminato decide di mandarlo a Roma per fargli seguire un corso sugli esorcismi, come ultima spiaggia prima di rinunciare definitivamente a prendere i voti. Lì, il buon Michael incontra padre Lucas, esorcista da anni, e si ritrova a dover mettere il proprio scetticismo a dura prova…

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Che peccato. E’ la prima cosa che ho pensato appena il film è finito. Che peccato, perché anche se Il Rito mi ha messo addosso una fifa boia (naturale, come ha detto il mio amico all’uscita del cinema “A me basta che ci sia gente che avvita la testa e bestemmia, mi diverto”. Con me vale la massima “basta che ci sia gente che avvita la testa e bestemmia, muoio di paura”), fifa peraltro svanita dopo un’ora visto che ho dormito bene la notte, per il resto non racconta niente di nuovo. Certo, per una volta si tenta di affrontare gli esorcismi con un approccio quasi scientifico, molto legato alla psicologia, distante dal baracconismo, almeno nella prima parte del film. Non c’è vomito verde, per intenderci, o gente che si attacca ai muri o tutta l’iconografia horror a cui siamo abituati fin dai tempi de L’Esorcista, anzi: attraverso il punto di vista “scettico” di Michael ci troviamo ad osservare qualcosa che potrebbe anche non essere vero, che potrebbe derivare semplicemente da schizofrenia o altre turbe psichiche. Per questo Il Rito, almeno fino a metà, è ben costruito ed inquietante, alterna fenomeni decisamente soprannaturali a spiegazioni quasi razionali degli stessi, mostrandoci Padre Lucas come fosse un cialtrone.

il rito

Ma dopo che il cialtrone in questione viene posseduto (no, non è uno spoiler, si capisce anche dai trailer, via…) la storia cambia e si concentra di più sugli effetti horror e sulla mancanza di fede di Michael, sovvertendo tutti i bei concetti espressi fino a cinque minuti prima. Innanzitutto, il personaggio di Hopkins aveva chiarito come per un esorcismo ben riuscito ci volessero mesi, a volte anni… e parliamo di un esorcista anziano ed esperto. Aggiungiamo anche che, per un buon esorcismo, bisogna arrivare a conoscere il nome del Demone implicato, “la cosa che i Demoni custodiscono più gelosamente”. Dopo queste premesse ragionevoli, purtroppo bastano un novizio e una “civile” per affrontare uno dei demoni più potenti delle schiere di Satana, ed ottenere il suo nome su un piatto d’argento. Ho capito che il film in qualche modo deve finire, ma la cosa mi sa di bestialità messa lì da sceneggiatori in panne. Come è una bestialità il fatto che Michael decida di intraprendere la via del seminario perché “Nella mia famiglia o si lavora nelle pompe funebri o si diventa preti”. Ma Cristo, sei un bel ragazzo, sei intelligente e tutto… ma fuggi da quella città di morti e vai all’università, sei pure senza fede, cosa vai a farti prete???!! Bah.

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E Bah anche all’interpretazione di Hopkins: Tonino, hai vinto un Oscar, mi hai interpretato il maniaco più affascinante della storia del cinema… perché ora vaghi per Roma, in mezzo ai gatti ed assumi la stessa espressione di un gatto di marmo?!? Ho capito che il personaggio probabilmente non ti convinceva e che i momenti più esilaranti, tuo malgrado, sono legati a Padre Lucas e all’orrendo doppiaggio italiano (non esiste che durante un horror “demoniaco” io scoppi a ridere alla vista di un Hopkins spiritato che di fronte ad una bimbetta esclama “che cariiiinaaaaaa!” prima di tirarle un ceffone e cominciare a vagare seminudo per Roma…): nei momenti di possessione Hopkins torna ad essere il grande attore che tutti conosciamo, ma per il resto la sua interpretazione è inqualificabile. Non pervenuta anche la nostrana Cucinotta (credo che il suo sia il cameo più inutile della storia del cinema…) e anche il personaggio del padre di Michael, interpretato da Rutger Hauer, pare messo lì giusto per giustificare una sorta di trauma infantile che ha spinto il protagonista verso le scelte che ha fatto. Ma la cosa forse peggiore del film è che Il rito dona per un attimo l’illusione di un finale inquietante, coraggioso e sovversivo.. che invece si affloscia nella sconcertante banalità di una “storia vera”. Ripeto: che delusione.

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Di Anthony Hopkins, che interpreta Padre Lucas, ho già parlato qui.

Mikael Håfström è il regista del film. Svedese, tra le sue pellicole ricordo 1408 (che devo ancora vedere, mannaggia!) e l’orrendo Derailed – Attrazione letale. Anche sceneggiatore, ha 51 anni.

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Rutger Hauer interpreta il padre di Michael, Istvan Kovak. Attore olandese attivissimo e per questo molto conosciuto soprattutto negli anni ’80, lo ricordo per film storici come Blade Runner, che lo ha consacrato nell’Olimpo dei miti cinematografici (“Ho visto cose che voi umani non potete immaginare…”), lo splendido Ladyhawke, The Hitcher – La lunga strada della paura, Confessioni di una mente pericolosa, Sin City, Batman Begins e altri film meno belli come Furia cieca, Buffy l’ammazzavampiri, Hemoglobin – creature dall’inferno, ‘Salem’s Lot e l’imbarazzante schifo nostrano Barbarossa. Ha lavorato anche per la TV, partecipando ad episodi di serie come Alias e Smallville. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 67 anni e sette film in uscita tra cui, ahimé, ahitutti!, ciò che si candida per essere la ciofeca principe del 2012 (e speriamo che il mondo finisca davvero prima che lo completino!): Dracula 3D di Dario Argento, dove l’attore Olandese dovrebbe interpretare nientemeno che Van Helsing. OVVoVe!!!!

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Colin O’ Donoghue interpreta Michael. Nonostante sia il protagonista la sua carriera è appena agli inizi e l’unica cosa degna di nota nella sua filmografia è una partecipazione al serial I Tudors. Irlandese, ha 30 anni e un corto in uscita.

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Alice Braga interpreta Angelina. Nel post dedicato a Predators non l’avevo nominata, così lo faccio adesso, segnalando la sua partecipazione anche a film come City of God e Io sono leggenda. Brasiliana, ha 28 anni e un film in uscita.

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Maria Grazia Cucinotta interpreta la zia Andria. Procace attrice siciliana assai quotata anche all’estero (non ai livelli della Bellucci però), la ricordo per film “memorabili” come Vacanze di Natale ’90, Abbronzatissimi 2 – Un anno dopo e anche, per fortuna, film più dignitosi come Il postino e Ho solo fatto a pezzi mia moglie. Ha partecipato ad un episodio della serie I Soprano e ne ha doppiato uno de I Simpson. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 43 anni e quattro film in uscita.

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Il Rito ha un’aura “potteriana”, se vogliamo. Tra gli altri attori presenti, infatti, c’è colui che in originale dona la voce all’elfo Dobby, Toby Jones, nei panni di Padre Matthew, e anche l’irlandese Ciarán Hinds, che ritroveremo nella seconda parte di Harry Potter e i doni della morte col ruolo di Aberforth Silente, mentre qui interpreta Padre Xavier. Se vi piace il genere, mi butterei sui grandi classici L’Esorcista e Il presagio, forse anche su Amityville Possession. E ora guardatevi il trailer originale, con la bella voce di Anthony Hopkins, è meglio!! ENJOY!

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