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martedì 23 giugno 2026

Ti uccideranno (2026)


Nonostante non fosse uscito dalle mie parti, una volta diventato disponibile in streaming ho recuperato Ti uccideranno (They Will Kill You), diretto e co-sceneggiato dal regista Kirill Sokolov.

Trama

Una donna si introduce all'interno di un esclusivo complesso di appartamenti per cercare la sorella scomparsa, senza sapere quali orrori nasconde l'edificio...

RECENSIONE

Ti uccideranno era uno di quei film che mi aveva conquistata già dal trailer e, appena saputo che il regista era Kirill Sokolov, di cui non ho ancora dimenticato quel trionfo di Why Don't You Just Die!, il mio è diventato un vero e proprio fomento. Ti uccideranno è uno di quegli action "di menare" sdoganati dal buon John Wick, pur con parecchi rimandi alle pellicole blacksploitation, e racconta la storia di Asia, un'ex galeotta alla ricerca della sorella scomparsa. La trova all'interno del Virgil, un complesso di appartamenti di lusso, dove si introduce in qualità di inserviente. La prima sera, Asia si addormenta e si sveglia nel bel mezzo della notte circondata da figure mascherate che, come da titolo, hanno tutte le intenzioni di ucciderla. Il perché e il percome di questa incresciosa situazione, così come il motivo per cui le due sorelle si sono allontanate nel tempo, lo scoprirete solo guardando il film, che spezza l'azione con alcuni flashback ad hoc. L'unica cosa che posso dire, perché tanto era chiaro fin dal trailer, è che Asia non starà tanto a farsela menare, né a farsi menare. I suoi aggressori scopriranno che la fanciulla è una specie di Erinni scatenata, che non va tanto per il sottile quando si tratta di sopravvivere, soprattutto quando i suoi avversari hanno una caratteristica peculiare in grado di renderli molto più pericolosi del normale e, purtroppo, anche più insistenti. All'interno di Ti uccideranno c'è un blando discorso legato alla lotta di classe e alla triste condizione dei poveri sempre più poveri che vengono costretti ad assumere gli stessi comportamenti vergognosi dei riccastri per poter sopravvivere, ma è una nota di colore che si perde in ciò che riesce meglio a Kirill Sokolov, ovvero creare delle ininterrotte, divertentissime e fantasiose sequenze in cui la gente o muore male o si fa comunque malissimo.

Se vi piace il genere, Ti uccideranno è una gioia per gli occhi. In pratica, salvo per una brevissima introduzione, il film si concentra essenzialmente sulla disperata lotta di Asia per sopravvivere. Tradotto, vuol dire che Asia userà qualunque arma, tanto più se impropria, e qualsiasi oggetto contundente per sbarazzarsi degli ostacoli che la separano dal suo obiettivo ultimo, il tutto senza che il film mostri il fianco alla minima noia o ripetitività. Sokolov, infatti, sfrutta non solo la varietà degli ambienti, facendo buon uso di scenografie ricche di passaggi segreti e dettagli nascosti, ma si avvale di alcuni aspetti horror e sovrannaturali che ampliano molto la sua gamma di possibilità. Il tutto, tra l'altro, utilizzando il più possibile effetti dal vivo invece di ricorrere alla computer graphic (utilizzata per trasformare un palazzo in Sud Africa nel Virgil, per forza di cose), cosa che rende, per esempio, l'occhietto semovente e la testa di maiale inaspettatamente gradevoli nonostante il loro potenziale trash. In tutto questo, la bella e bravissima Zazie Beetz ci sguazza e, dopo anni passati nelle retrovie del cinema supereroistico o action, ottiene finalmente il ruolo di protagonista che meritava zittendo, con violenta cazzimma e una capigliatura uscita dritta da Afro Samurai, minions dimenticabili e attori che si sono divertiti tantissimo a prendersi in giro. Il primo è stato di sicuro l'ex Draco Malfoy Tom Felton, perfetto come "puntaspilli", ma soprattutto ci sono due grandi signore come Patricia Arquette e Heather Graham, le quali senza colpo ferire (oddio, non è proprio vero in un film così!) si prestano alle scene più grottesche ed esagerate, uscendone talvolta irriconoscibili ma comunque invitte. Ti uccideranno è pura goduria, l'ideale per una serata di divertimento assoluto, e l'unico dispiacere che ho è di non averlo visto al cinema, per godermi la gioiosa follia di Sokolov sul grande schermo, come avrebbe meritato! 

CAST

Di Zazie Beetz (Asia Reaves), Patricia Arquette (Lily Woodhouse), Tom Felton (Kevin), Heather Graham (Sharon), ho parlato ai rispettivi link.

SE VI è PIACIUTO...

Se Ti uccideranno vi è piaciuto recuperate Kill Bill, Finché morte non ci separi e il suo seguito, e The Hunt. ENJOY!

lunedì 26 settembre 2011

L'alba del pianeta delle scimmie (2011) - Recensione

Dopo un teaser per nulla invogliante e un trailer ufficiale decisamente ispirevole, la curiosità ha vinto e questo weekend sono andata a vedere L’alba del pianeta delle scimmie (Rise of the Planet of the Apes), diretto dal regista Rupert Wyatt.



Trama: durante le ricerche di una cura per l’alzheimer, un genetista scopre un virus che riesce a rendere le scimmie intelligenti come gli esseri umani. Cesare, un cucciolo di scimpanzè da lui adottato, cresce e diventa sempre più consapevole di questo dono, finché non decide di usarlo per liberare i suoi simili prigionieri…



Come dicevo, non volevo andare a vedere L’alba del pianeta delle scimmie. In primis, perché ero già rimasta scottata dal film di Tim Burton, quel Planet of the Apes che aveva già cominciato a segnare il declino artistico del regista. Seconda cosa, non sono mai stata una fan dei film originali, che credo di non aver mai guardato se non qualche spezzone giusto per caso. Quindi, appena saputo dell’esistenza di questo prequel ho sbuffato e storto il naso, soprattutto dopo aver visto il teaser, che mostrava un branco di scimmie in procinto di balzare addosso ad un povero sfigato che passava di lì per caso. E poi… e poi è arrivato il trailer ufficiale, che mi schiaffava John Lithgow in primo piano. Diamine, uno dei miei attori preferiti. Subito dopo, spuntava Tom Felton: voglia di rivedere Draco subito salita a 3000. E infine lui, quello scimmiottino dolcissimo dagli occhioni chiari, quella bestiola così espressiva. Alla fine mi sono quindi decisa a dare una chance al film, e non me ne sono pentita affatto.



Certo, L’alba del pianeta delle scimmie non è il film dell’anno, ma è ben fatto, ben recitato e ha degli effetti speciali che sono la fine del mondo; in più, e non è poco, non bisogna essere fan dei vecchi film per poterselo godere. Ovvio, magari non guasta conoscerne la trama, ecco, visto che solo lo spettatore che più o meno la sa intuirà il significato del finale e della sua particolare prosecuzione durante i titoli di coda, comprendendo così anche il significato del titolo. Ma per il resto, il film si lascia guardare, eccome. La storia non è sicuramente delle più originali, visto che fa leva sul solito binomio “scienziato buono che trova una cura vs profittatori cattivi che condannano la razza umana solo per avidità”, ma è come sempre molto efficace e regala momenti abbastanza toccanti ed emozionanti. Momenti che non esisterebbero senza la bravura degli attori, che poi è il motivo principale che mi ha spinta ad andare al cinema e fondamentalmente la caratteristica che rende L’alba del pianeta delle scimmie diverso da tonnellate di altri film simili.



Essendo abituata a vedere John Lithgow come un vulcano, un carismatico caratterista impossibile da relegare a semplici ruoli di comprimario, il suo personaggio in L’alba del pianeta delle scimmie mi ha stupita; la sua interpretazione è misurata, sofferente, realistica e commovente, assolutamente indispensabile. Infatti, nonostante i protagonisti siano lo scienziato Will e la scimmia Cesare, il personaggio più importante della pellicola è il vecchio Charles; il figlio crea la cura che rende intelligenti i primati proprio per guarirlo dall’alzheimer e decide di accogliere il cucciolo di scimpanzé in casa anche per l’immediata simpatia che il vecchio dimostra nei confronti dell’animale. Si può dire così che la vita di Cesare cominci grazie a Charles e che anche la sua perdita dell’”innocenza” e successiva ribellione coincida con il progressivo aggravarsi delle condizioni dell’uomo. Questi sono i momenti più toccanti dell’intero film e diventano ancora più emozionanti perché la realizzazione di Cesare rasenta la perfezione di un’opera d’arte, dove la bravura mimica di Andy Serkis si fonde con degli effetti speciali incredibili, dando vita ad una creatura espressiva, viva, assolutamente realistica (lo stesso si può dire anche delle altre scimmie, la maggior parte delle quali credo sarebbero indistinguibili da quelle vere, a parte un paio di primati un po’ più “fasulli” perché troppo caratterizzati, come il gorilla, lo scimpanzé orbo o il babbuino).



     
Non è tutto oro quel che luccica, ovviamente, perché alcune finte immagini “da poster” con il gruppetto di primati messi in posa ci sono, e anche perché l’idea che un branco di scimmie, per quanto intelligenti siano, riesca a mettere a ferro e fuoco una città come San Francisco in barba alle forze armate mi risulta un po’ difficile da digerire. Però devo ammettere che L’alba del pianeta delle scimmie mi ha fatto venire voglia di vedere i vecchi film della serie perché, laddove Planet of the Apes di Burton non mi aveva smosso un capello, questo mi ha messo addosso parecchia inquietudine e mi è riuscito difficile parteggiare per le scimmie, per quanto vessate e desiderose di libertà: l’idea che la razza umana si autocondanni all’estinzione e che le scimmie nel frattempo si freghino le mani sottomettendo gli stupidi uomini… mah, mi turba!! Lo ammetto! E ora scappo… il babbuino che tengo in casa mi ha detto di staccarmi dal pc che gli serve, e anche di invitarvi a vedere L’alba del pianeta delle scimmie e di votare per lui alle prossime elezioni. (Aiuto).



Decisamente. AIUTO.



Di Brian Cox, qui nei panni dell’odioso John Landon, ho parlato qua. Immancabile, ovviamente, Andy Serkis, che presta i movimenti e l’espressività a Cesare.

Rupert Wyatt è il regista della pellicola. Inglese, è al suo quarto film. Anche sceneggiatore e produttore, ha 39 anni.



James Franco interpreta Will. Uno dei più famosi attori americani di ultima generazione, lo ricordo per film come Spider – Man (e i suoi due seguiti) e 127 ore, che gli ha valso la nomination all’Oscar come miglior attore protagonista. Ha partecipato anche ad un episodio di X – Files. Anche regista, sceneggiatore e produttore, ha 33 anni e otto film in uscita tra cui l’attesissimo (almeno da me!!) Oz: The Great and Powerful di Sam Raimi, dove interpreterà Oz in persona.  



John Lithgow interpreta il padre di Will, Charles. Uno dei miei attori preferiti, soprattutto dopo essermi goduta per anni le sue performance nella meravigliosa ed esilarante serie Una famiglia del terzo tipo, lo ricordo per film come Ai confini della realtà, Footlose, Bigfoot e i suoi amici, Cliffhanger – L’ultima sfida e Rosso d’autunno; ha inoltre prestato la voce al Lord Farquaad di Shrek e partecipato ad episodi delle serie Dexter e How I Met Your Mother. Americano, anche produttore e sceneggiatore, ha 66 anni e quattro film in uscita.



Tom Felton (vero nome Thomas Andrew Felton) interpreta l'odioso Dodge. Attore inglese passato alla storia per avere interpretato un altro personaggio odioso per eccellenza, il Draco Malfoy dei sette film dedicati ad Harry Potter, ha partecipato giovanissimo al film Anna and the King. Ha 24 anni e quattro film in uscita.



Non è facile inserire questo L’alba del pianeta delle scimmie in una cronologia che comprenda gli altri film perché, apparentemente, se ne distacca mantenendo solo qualche riferimento in quanto a nomi e situazioni. Per esempio, Cesare era il protagonista del quarto film della franchise originale, 1999: conquista della terra, ambientato in un futuro alternativo dove lo scimpanzé liberava i suoi simili ritornati ad essere schiavi degli uomini. Quindi, probabilmente L’alba del pianeta delle scimmie sarà un film che preluderà a tutta una nuova serie di reboots delle pellicole originali, anche perché il regista sta già pensando ad un sequel ambientato otto anni dopo le vicende narrate in questo episodio. E ora... so che dovrei lasciarvi con il trailer del film. Ma mentre scrivevo il post una canzone e una sola mi rimbombava nella mente.... ENJOY!!!

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