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domenica 12 maggio 2013

Bolla's Top 5 - Viva la mamma!!

Buona domenica e buona Festa della Mamma!!! Come si dice, "di mamma ce n'è una sola". Io la mia la adoro ma per fortuna che ce n'è solo una, perché potevano toccarci degli elementi come quelli che compongono la terrificante cinquina odierna. Un "mommy dearest" in salsa thriller/horror, come piace tanto al Bollalmanacco, con qualche blando SPOILER. E voi a quale orribile genitrice cinematografica siete più affezionati? ENJOY!!

5. Pamela Voorhes (Venerdì 13, 1980)
Una donnina a modo, proprio. Come ricorda simpaticamente il killer di Scream, alla faccia del ben più famoso Jason Voorhes la prima killer della saga è stata lei, la sensibile Pamela. Che per vendicare il figlio, prima scherzato dai soliti adolescenti idioti e poi annegato nel lago davanti al Crystal Lake Camp, decide di sterminare altri ragazzi che non c'entrano una mazza con la morte del pargolo. Ah, cuore di mamma!!

4. Vera Cosgrove (Splatters - Gli schizzacervelli, 1992)
La madre scassapalle per eccellenza, un gatto nero appeso ai marroni che non smetterà di vessare il figlio nemmeno dopo che il morso della scimmia-topo la trasformerà in uno schifosissimo zombie in grado di spargere pus infetto (la scena del pudding non sono mai riuscita a finire di guardarla, giuro!!) e autocannibalizzarsi. L'apice dell'esageratissimo ed esilarante secondo film di un giovane Peter Jackson.

3. Mother Firefly (La casa dei 1000 corpi, 2003 e La casa del diavolo, 2005)
Per quanto pazza, se c'è una mamma degna di questo nome è proprio la signora Firefly. Che l'ha probabilmente data a cani e porci, mettendo assieme un'accozzaglia di figli dalla dubbia origine e folli quanto lei, ma non si può dire che non tenga alla famiglia, al punto da sopportare indicibili torture pur di salvare i suoi pargoli.
Interpretata da Karen Black ne La casa dei 1000 corpi

Interpretata da Leslie Easterbrook ne La casa del Diavolo
2. Margaret White (Carrie, lo sguardo di Satana, 1976)
La donna alla quale avrebbero dovuto togliere l'affidamento della figlia subito dopo il parto. Bigotta, ignorante, paurosa, sadica, crudele, rancorosa ed incapace di provare affetto, Mrs. White è uno di quei personaggi che meriterebbe di venire torturato in modi indicibili, prima di venire cotto vivo nell'olio bollente. Chissà se Julianne Moore riuscirà a raccogliere lo scomodo scettro della perfetta, inquietantissima Piper Laurie.

1. Norma Bates (Psyco, 1960)
Numero uno indiscusso. Una madre talmente vessante da arrivare ad uccidere persino le povere ospiti del Bates Motel, giusto per evitare che il figlio cada in tentazione. Ma è davvero così? Una rivelazione finale tra le più scioccanti della storia del cinema rende praticamente impossibile non tributare a Mrs. Bates il posto d'onore che le spetta ormai da decenni e che ancora la rende protagonista dell'immaginario collettivo, come dimostra l'ottima serie Bates Motel.


Ah, dimenticavo!! Oltre ad essere la Festa della mamma oggi è anche il Katharine Hepburn Day. Per motivi di tempo non sono riuscita a partecipare, ma vi metto i link ai post degli amici blogger che hanno aderito all'iniziativa!

Director's cult
In Central Perk
Montecristo
Pensieri Cannibali
Scrivenny
Il cinema spiccio di Frank Manila
WhiterRussian

giovedì 26 marzo 2009

Venerdì 13 (1980)

Il povero Bollalmanacco si è lasciato un po’ andare, ma senza tempo di vedere film, ahimé, è così!

Comunque in questi giorni sono riuscita a vedere Venerdì 13, quello diretto nel lontano 1980 da Sean S. Cunningham.

 


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La trama è storica ormai: un gruppo di ragazzi decide di mettersi a lavorare per riaprire Camp Crystal Lake, teatro di una tragedia accaduta qualche anno prima. Peccato che questi ragazzi cominciano a cadere come mosche sotto i colpi di mano ignota. D’altronde Ralph il pazzo li aveva avvertiti che non sarebbero usciti vivi…

 


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Questo viene considerato il capostipite degli Slasher Movies, ovvero quei film dove ci sono una serie di persone perseguitate da un maniaco (più o meno sovrannaturale e mostruoso) che riesce ad ucciderle in modi vari e spesso fantasiosi, con dovizia di sangue ed urla. E questo Venerdì 13 è appunto il compendio di queste regole, anche se è stato ampiamente superato dal gore dei film che sono venuti dopo. Nonostante tutto questo film si difende bene sia per numero di vittime che per le metodologie scelte dal killer: interessante la morte di Kevin Bacon (questa è una delle sue prime apparizioni cinematografiche), che viene infilzato al collo da una lama spuntata da sotto il materasso, e anche quella del killer, che toglie ogni  mio dubbio sulla morte iniziale dell’ultimo Venerdì 13 e che sottolinea la bravura del tecnico degli effetti speciali Tom Savini, se ce ne fosse bisogno.

 



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Pecche questo Venerdì 13 ne ha molte. Innanzitutto risente dell’usura del tempo, e per il pubblico odierno risulta certamente più noioso rispetto ad un Hostel o ad un Saw. Gli attori sono inguardabili ed inascoltabili persino in originale: le facce sorprese delle vittime quando vengono infilzate da una lama danno un po’ da pensare, soprattutto quella della tizia che, vedendosi calare un’accetta sulla faccia, chiude gli occhi, si appoggia al muro e si lancia in un urletto che pare più il verso di Jet McQuack quando chiamava il “Signor De’ Paperoooonii aAAAaaah!”. Ovviamente chi conosce l’identità del killer perché ha visto il film può confermare l’assurdità di non riuscire a sfuggirgli quando viene meno l’effetto sorpresa. Nel finale, in effetti, l’assassino vendicativo viene giustamente scassato di botte, sebbene la vittima ne sia terrorizzata. Ora, io dico… una volta che ne scopri l’identità quanto ti ci vuole a prendere e correre via, dopo avergli magari assestato una bastonata tra capo e collo? Un conto è Jason, inarrestabile persino a scagliargli contro del napalm, ma qui Jason non c’è… non del tutto.

 


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I pregi invece sono che, oltre ad essere stato il “primo” ed avere dato il via ad una delle saghe cinematografiche più fortunate e amate della storia, l’identità del killer è totalmente inaspettata (ovviamente se non avete visto il primo Scream…) ed il finale aperto precorre i tempi, piazzando un bel mistero proprio nelle ultime scene, come va tanto di moda fare oggi. Un happy ending non troppo happy, col senno di poi. Nonostante secondo me sia più thriller che horror, è comunque una pietra miliare che un appassionato che si rispetti non può non conoscere, e alla luce dell’orrendo newquel è comunque una pellicola che va recuperata.

 

Sean S. Cunningham è il regista della pellicola. Questo è forse l’unico suo successo universalmente riconosciuto, è più importante la sua attività di produttore, che ci ha regalato tutti quegli horror i cui titoli sono rimasti impressi in ogni appassionato cresciuto negli anni ’80 con la Notte Horror di Zio Tibia: L’ultima casa a sinistra (1972 e 2009), Chi è sepolto in quella Casa?, La casa di Helen, l’orrido La casa 7, Jason va all’inferno, Venerdì 13 (2008). Ha 68 anni.

 



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Kevin Bacon interpreta Jack, e chi pensava che sto ragazzetto belloccio avrebbe fatto tanta carriera, fino a diventare uno degli idoli degli anni ’80 e ’90? Il suo esordio risale allo storico Animal House con il compianto John Belushi, e la carriera del nostro è proseguita con titoli come Footloose, Tremors, Linea mortale, JFK – Un caso ancora aperto, Codice d’onore, Alcatraz – L’isola dell’ingiustizia, Apollo 13, Balto, Sleepers, Sex Crimes – Giochi pericolosi, Echi mortali, L’uomo senza ombra, lo splendido Mystic River e Frost/Nixon. Per la TV, ha partecipato a Sentieri e Will & Grace.







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Avendo nominato zio Tibia, visto che il trailer di questo film è stato già messo in un altro post, beccatevi l'icona delle Notti Horror della mia infanzia... anche se me lo ricordavo più cattivo e pauroso, invece fa tenerezza! ENJOY!!! 






venerdì 20 febbraio 2009

Venerdì 13 (2008)

Forse l’ho già detto ma ripeterlo non fa mai male: per me gli slasher sono fuffa. Maniaco (fornito di oggetto tagliente di varia foggia e fattura) entra, maniaco uccide, maniaco esce, solitamente senza motivazioni e perpetuando la stessa carneficina con due, tre variazioni sul tema e sempre ai danni di una manica di imbecilli che segue alla lettera ogni clichè dei film horror. Nonostante tutto, altri horror al cinema non ce n’erano e da parecchio non andavo a vederne uno col mio compare storico. Ed ecco palesarsi davanti ai miei occhi il mascherone da hockey di Jason Voorhes in Venerdì 13 di Marcus Nispel, ennesimo prequel/sequel/newquel di una saga storica (ormai solo quello sanno fare…).

 


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La trama è sempre la stessa, da più di 20 anni (non a caso questo sarebbe il dodicesimo film…). Tanti infatti ne sono passati da quando la mammina di Jason sterminò gli ospiti del Crystal Lake camp per vendicarsi della morte del figlio, tempo prima. E il figlio, io non l’ho mai capito, o non è mai morto o è diventato una sorta di enorme zombie che porta avanti il vizietto di famiglia e stermina chiunque si avvicini all’amena località di villeggiatura e, per buona pace degli spettatori, anche coloro che poveracci lì nelle vicinanze ci vivono!


 


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Gli attori sono ovviamente da dimenticare, sia le vittime sacrificali che quelli che interpretano i protagonisti. La regia è classica, senza troppi orpelli da videoclip, fotografia nitida e pulita anche nelle parti girate nei sotterranei. La colonna sonora è inesistente, se non fosse per il solito verso Jasoniano (chi ha visto almeno un film della serie mi capirà, quello che è un incrocio tra un maniaco sessuale e un serpente a sonagli, forse la cosa più inquietante di tutta la saga..). E’ apprezzabile il tentativo di fare una sorta di “compendio” di tutti gli eventi più importanti accorsi in vent’anni, per poter ricominciare la saga da capo a beneficio delle nuove generazioni: dalla morte della madre, agli esordi di un Jason con una maschera fatta di stoffa, per poi giungere alla tanto agognata maschera più o meno ad un terzo del film. Se dovessi dire la verità la pellicola poteva fermarsi tranquillamente all’ultima morte del primo gruppo, ovvero dopo 10 minuti: ritmo serrato, inizio in grande stile, un Jason più cattivo e furbo che in passato. Poi il tutto si ammoscia nella banale prevedibilità.


 


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Questo film è un for Fans only. Se non ve ne è mai fregato un tubo di Jason e della saga di Venerdì 13 non andate nemmeno a vederlo. E’ come se fosse un’enorme, lunghissima pubblicità dedicata ad un’icona degli anni ’80: niente è cambiato, Jason è cattivo, indistruttibile, ha la maschera, anche se, come dice Ale, in realtà la trova nel terzo capitolo della saga, si mette in pose plastiche per captions che poi verranno sicuramente prese dagli appassionati di tutto il mondo per farne wallpapers e quant’altro (vedi la scena in cui sta in agguato contro la luna piena, molto d’effetto) e non si impegna neppure troppo per regalare morti ad effetto, tutto sa molto di già visto, persino io che non ho seguito tutti i film della saga sapevo quando saltare sulla poltrona e quando tutelarmi dall’ingresso “a sorpresa”. Anche il finale era telefonato, miseriaccia. Lo sanno tutti che per eliminare Jason bisognerebbe smembrarlo, bruciarne i pezzi, mettere le ceneri in almeno quindici contenitori d’amianto e seppellirli nei luoghi di culto più sacri al mondo. Altrimenti torna…


 


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C’è da dire che anche questa volta Jason agisce da paladino della morale, manco fosse il Repo Man di Papa Ratzinger. Le giovani vittime sono infatti la quintessenza del vizio e della perversione! Innanzitutto gli piantano della marijuana nel territorio (e pretenderebbero che, dopo avere abbandonato le pianticelle alle sue cure, lui gliele lasciasse anche.. ma dico!), poi gli adolescenti d’oggi nemmeno più indugiano in atti impuri come il sesso di coppia per amore, ma, orrore!, per piacere e tradendosi anche a vicenda. E vogliamo parlare del cinese ubriaco, il nero e il campagnolo che si fanno le pippe MENTRE fumano, e non sigarette, e i due che addirittura RUBANO la barca dell’amico per commettere ulteriore peccato sessuale? Assolutamente, non si fa. E per questo devono essere puniti. Gratta gratta anche quelli che parrebbero i più morigerati sono abissi di turpitudine: una tradisce col pensiero il fidanzato, un altro ha avuto una gioventù dissipata, l’ultima cerca persino di divertirsi un pochino nonostante abbia la mamma gravemente malata.. e quindi venga Jason con il machete e sia cacca su tutti loro!! Unbelivable, come i tempi e gli USA non cambino affatto…




Marcus Nispel è il teutonico regista della pellicola, il suo secondo lungometraggio. Inizialmente si occupava solo di videoclip, poi ha esordito per il grande schermo con il francamente orribile remake di Non aprite quella porta. Ha 46 anni.


 


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Derek Mears interpreta nientemeno che Jason Voorhes, sebbene il suo volto non si veda mai nel film. Il bestione californiano non è un novellino, ha collezionato partecipazioni in pellicole come Man in Black II, l’orrendo Cursed – Il Maleficio, Le colline hanno gli occhi 2. E’ un assiduo frequentatore anche di serie televisive: ER, Alias, My Name Is Earl, Masters of Horror, CSI: Miami, solo per citarne alcune. Ha 37 anni.


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Questo è MMostro già di per sé... o___O


Vi lascio con il trailer del Venerdì 13 originale, che inizia proprio con quel famigerato verso di cui vi parlavo! Se vi capita ritrovatelo... c'è anche il buon Kevin Bacon al suo esordio come vittima sacrificale, nonostante, come capirete dall'urlo della tizia che viene minacciata con l'accetta, il livello degli attori è da dimenticare!


 


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