Finalmente anche io sono riuscita a vedere Lo sguardo di Satana - Carrie (Carrie), diretto nel 2013 dalla regista Kimberly Peirce. Siccome questo film è stato già recensito dai più esimi blogger esistenti in Italia, che l'hanno giustamente CACCAto senza pietà, cercherò di fare qualcosa di diverso e utilizzare la mia scarsa memoria per ricordare la prima volta in cui ho visto Carrie - Lo sguardo di Satana di Brian De Palma per poi mettermi nei panni dello spettatore odierno che, invece, guarderà Lo sguardo di Satana - Carrie (come se ad invertire le due cose la zuppa cambiasse).
Trama: Carrie è una ragazza vessata dai compagni di scuola e cresciuta all'ombra della madre, fanatica religiosa e pazza. Le cose cambieranno quando la ragazzina si accorgerà di avere poteri telecinetici...
Avevo visto il Carrie di De Palma per la prima volta in videocassetta, registrato dalla TV assieme ad un altro grande classico tratto da un'opera di Stephen King, Shining. Dopo la visione l'avevo cancellato, per un semplice motivo: mi aveva terrorizzata. Fatti dovuti calcoli, sarò stata alle medie e avevo cominciato già la visione del film come si affronta un nemico, per quanto affascinante. La fotografia patinata e retrò, quel sapore antico, il sonoro invecchiato, quelle ragazze vestite e pettinate diversamente da me e dalle mie amiche erano tutte cose che facevano già un po' impressione e creavano un effetto straniante. La protagonista non era un anonimo pezzo di carne da macello, tuttavia era priva di carisma, bianchiccia, fragile... e inquietante, inquietante da morire. Inquietante quanto il San Sebastiano che la terribile Madre teneva nello sgabuzzino e sembrava seguire con lo sguardo sia Carrie che lo spettatore? No, ovvio. Ogni sequenza ambientata in Quella Casa e Quello Sgabuzzino, con Quella Donna, soffocante, religiosa, pazza, terribile, mi creava un'angoscia fuori da ogni grazia di Dio, letteralmente. Quella Casa era maligna, come le migliori case stregate della letteratura horror, i poteri di Carrie (appena percettibili, latenti, quasi insignificanti ma comunque un piccolo barlume di speranza e riscatto) erano strettamente legati a quell'ambiente malsano e non avrebbero portato a nulla di buono, lo capivo persino io. Perché sulla fronte di Sissy Spacek c'era scritto SVENTURA a caratteri cubitali. E poi c'era il suono, quel suono! La colonna sonora di Pino Donaggio, così delicata da entrarti sotto pelle e nel cervello, infamina e falsamente rassicurante ma mai quanto quel terribile STRIDIO che spaccava letteralmente lo schermo, quel senso di snervante attesa quando Chris strattona il filo, lo strattona, aspetta, lo ristrattona, che qualcunocazzolafermi perché succederà un casino quando Carrie verrà inondata di sangue, possibile che non lo capisca De Palma?? Possibile che non capisca quanto orrore mi abbia riversato addosso inquadrando i giganteschi occhi della Spacek, implacabili, che dispensano morte a chiunque, senza nemmeno permettere allo spettatore di capire chi sia sopravvissuto, chi è buono e chi è cattivo? Non c'è tregua, nemmeno un attimo, fino alla fine, perché la Madre muore male ma non c'è liberazione, non c'è catarsi, San Sebastiano esce da quel maledetto sgabuzzino e quel suono stridente non smette, non smette la musica di Donaggio, non smette Carrie di farmi paura, nemmeno da morta. E io per i giorni a venire mi immagino la mano che ghermisce una Sue Snell ormai pazza e rischio di diventare pazza anch'io mentre la colonna sonora mi risuona in testa. Fine del trauma pre-adolescenziale.
Inizio del trauma dell'età adulta. Il Carrie di Kimberly Peirce non merita nemmeno di essere acquistato in DVD, lo capirebbe anche un bambino, lo cancellerò subito, ma dalla mente. Seduta in poltrona al cinema affronto la visione del film come si affronta un nemico, un nemico rozzo e indegno di essere chiamato tale. La regia rientra perfettamente nella media dei 300 altri horror prodotti annualmente dalle varie major, è curata, priva di guizzi o difetti, la fotografia è pulita e nitida, il sonoro asettico come può essere il Sony 4K del multisala, le ragazzette che chiocciano sul maxischermo sono la quintessenza dell'americanità, mi fanno un po' impressione perché sembrano tutte uguali e fatte con lo stampino, non per altro. La protagonista ha carisma da vendere, per quanto cerchi di nasconderlo, non inquieta per nulla perché so che ad un certo punto prenderà a calci nel culo tutte le sue compagnucce, è più bella lei ingobbita, struccata e spettinata di quanto potrò mai essere io dopo una seduta dall'estetista. Quando arriva a casa, una casa pulita e assolutamente anonima, con qualche santino sparso nella casa o all'interno di uno sgabuzzino, l'aspetta la madre, spettinata e pazza, l'attrice più brava del cast ma non ai livelli di Piper Laurie, nemmeno nei suoi sogni più perversi; da lei nessun tipo di inquietudine, ahimé. I poteri di Carrie sono già stati mostrati con dovizia di effetti speciali e CG a quel punto, talmente simili a quelli di un qualsiasi mutante da farmi pensare, per un attimo, di stare guardando un episodio di Heroes, non oso immaginare cosa tireranno fuori nella scena clou. Sulla fronte di Chloe Grace Moretz non c'è scritto nulla, ma a poca distanza dalle sue labbra perennemente schiuse si intravede la scritta "invisible penis"*, una roba terribile che l'accompagnerà fino alla fine del film. I suoni che si odono sono fastidiosi scricchiolii in perfetto stile Esorcista, che rimbombano nella testa e farebbero vibrare le otturazioni, se ne avessi. Colonna sonora non pervenuta, nemmeno durante le scene del ballo, che si trascinano leziosette e fastidiose finché Chris strattona il filo. Lo strattona. Lo ristrattona mentre la stessa scena viene ripetuta all'infinito. E TIRALO STO CA**O DI FILO, SEMBRI UNA MONGOLA!! Possibile che non capisca Kimberly Peirce che la tensione non si costruisce sull'incapacità attoriale delle persone? Possibile che non capisca quanto orrore mi abbia riversato addosso mostrandomi un paio di pulitissime morti a effetto, i sopravvissuti che se la chiacchierano e la Moretz che si muove come se l'avesse morsa una tarantola, agitando le mani scomposta, con 'sti occhioni sbarrati, l'invisible penis a un centimetro dalla bocca, un incrocio tra il Mago Otelma e un porno-mimo francese??? Non c'è tregua, nemmeno un attimo, fino alla fine, perché la Madre muore
male, sembra di vedere Matrix, poi tutto finisce a tarallucci e vino (dimostrando inoltre che, per quanto il remake sia più fedele al libro di King, le ultime righe evidentemente non le hanno lette...) e gli spiegoni, quei maledetti spiegoni che rendono prevedibile e univoca ogni sequenza del film, mi perseguitano fino all'ultima scena uccidendo anche l'ultimo dei miei neuroni, quello che ancora canticchiava tra sé la melodia di Donaggio e si illudeva di poter dare un'interpretazione personale a questo inutile, inutilissimo remake.
Di Julianne Moore (Margaret White), Chloë Grace Moretz (Carrie White) e Judy Greer (Ms. Desjardin) ho già parlato ai rispettivi link.
Kimberly Peirce è la regista della pellicola. Americana, ha diretto anche Boys Don’t Cry e un episodio della serie The L World. Anche sceneggiatrice e produttrice, ha 46 anni.
Gabriella Wilde, che interpreta Sue Snell, aveva partecipato anche a I tre moschettieri nel ruolo di Constance. Parlando invece di chi non ce l'ha fatta, tra le attrici che hanno partecipato all'audizione per il ruolo di Carrie c'erano Emily Browning e Lily Collins (che a mio avviso avrebbero avuto un sembiante migliore vista la situazione...) mentre Jodie Foster era stata la prima scelta per il ruolo di Margaret White e in questo caso brinderei allo scampato pericolo, se non fosse che tanto, peggio di così, il film non sarebbe potuto uscire. E preparatevi, perché nel blu ray sarà incluso il finale alternativo, dove la mano insanguinata di Carrie esce dalla baginga di una Sue in sala travaglio. Per fortuna è solo un incubo, che scherzone! E che raffinatezza! Nell'attesa, se Lo sguardo di Satana - Carrie vi fosse piaciuto vi consiglierei il recupero del cult Carrie - Lo sguardo di Satana, ma se volete continuare a farvi del male esistono anche il film TV Carrie del 2002 e l'aberrante Carrie 2. ENJOY!
*la dicitura "invisible penis" è stata utilizzata svariate volte dall'amico Simone nel corso della visione. Ho rischiato di morire cercando di non scoppiare a ridere ed evitare così di venire linciati dal resto del pubblico pagante.
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martedì 28 gennaio 2014
domenica 12 maggio 2013
Bolla's Top 5 - Viva la mamma!!
Buona domenica e buona Festa della Mamma!!! Come si dice, "di mamma ce n'è una sola". Io la mia la adoro ma per fortuna che ce n'è solo una, perché potevano toccarci degli elementi come quelli che compongono la terrificante cinquina odierna. Un "mommy dearest" in salsa thriller/horror, come piace tanto al Bollalmanacco, con qualche blando SPOILER. E voi a quale orribile genitrice cinematografica siete più affezionati? ENJOY!!
5. Pamela Voorhes (Venerdì 13, 1980)
Una donnina a modo, proprio. Come ricorda simpaticamente il killer di Scream, alla faccia del ben più famoso Jason Voorhes la prima killer della saga è stata lei, la sensibile Pamela. Che per vendicare il figlio, prima scherzato dai soliti adolescenti idioti e poi annegato nel lago davanti al Crystal Lake Camp, decide di sterminare altri ragazzi che non c'entrano una mazza con la morte del pargolo. Ah, cuore di mamma!!
4. Vera Cosgrove (Splatters - Gli schizzacervelli, 1992)
La madre scassapalle per eccellenza, un gatto nero appeso ai marroni che non smetterà di vessare il figlio nemmeno dopo che il morso della scimmia-topo la trasformerà in uno schifosissimo zombie in grado di spargere pus infetto (la scena del pudding non sono mai riuscita a finire di guardarla, giuro!!) e autocannibalizzarsi. L'apice dell'esageratissimo ed esilarante secondo film di un giovane Peter Jackson.
3. Mother Firefly (La casa dei 1000 corpi, 2003 e La casa del diavolo, 2005)
Per quanto pazza, se c'è una mamma degna di questo nome è proprio la signora Firefly. Che l'ha probabilmente data a cani e porci, mettendo assieme un'accozzaglia di figli dalla dubbia origine e folli quanto lei, ma non si può dire che non tenga alla famiglia, al punto da sopportare indicibili torture pur di salvare i suoi pargoli.
2. Margaret White (Carrie, lo sguardo di Satana, 1976)
La donna alla quale avrebbero dovuto togliere l'affidamento della figlia subito dopo il parto. Bigotta, ignorante, paurosa, sadica, crudele, rancorosa ed incapace di provare affetto, Mrs. White è uno di quei personaggi che meriterebbe di venire torturato in modi indicibili, prima di venire cotto vivo nell'olio bollente. Chissà se Julianne Moore riuscirà a raccogliere lo scomodo scettro della perfetta, inquietantissima Piper Laurie.
1. Norma Bates (Psyco, 1960)
Numero uno indiscusso. Una madre talmente vessante da arrivare ad uccidere persino le povere ospiti del Bates Motel, giusto per evitare che il figlio cada in tentazione. Ma è davvero così? Una rivelazione finale tra le più scioccanti della storia del cinema rende praticamente impossibile non tributare a Mrs. Bates il posto d'onore che le spetta ormai da decenni e che ancora la rende protagonista dell'immaginario collettivo, come dimostra l'ottima serie Bates Motel.
Ah, dimenticavo!! Oltre ad essere la Festa della mamma oggi è anche il Katharine Hepburn Day. Per motivi di tempo non sono riuscita a partecipare, ma vi metto i link ai post degli amici blogger che hanno aderito all'iniziativa!
Director's cult
In Central Perk
Montecristo
Pensieri Cannibali
Scrivenny
Il cinema spiccio di Frank Manila
WhiterRussian
5. Pamela Voorhes (Venerdì 13, 1980)
Una donnina a modo, proprio. Come ricorda simpaticamente il killer di Scream, alla faccia del ben più famoso Jason Voorhes la prima killer della saga è stata lei, la sensibile Pamela. Che per vendicare il figlio, prima scherzato dai soliti adolescenti idioti e poi annegato nel lago davanti al Crystal Lake Camp, decide di sterminare altri ragazzi che non c'entrano una mazza con la morte del pargolo. Ah, cuore di mamma!!
4. Vera Cosgrove (Splatters - Gli schizzacervelli, 1992)
La madre scassapalle per eccellenza, un gatto nero appeso ai marroni che non smetterà di vessare il figlio nemmeno dopo che il morso della scimmia-topo la trasformerà in uno schifosissimo zombie in grado di spargere pus infetto (la scena del pudding non sono mai riuscita a finire di guardarla, giuro!!) e autocannibalizzarsi. L'apice dell'esageratissimo ed esilarante secondo film di un giovane Peter Jackson.
3. Mother Firefly (La casa dei 1000 corpi, 2003 e La casa del diavolo, 2005)
Per quanto pazza, se c'è una mamma degna di questo nome è proprio la signora Firefly. Che l'ha probabilmente data a cani e porci, mettendo assieme un'accozzaglia di figli dalla dubbia origine e folli quanto lei, ma non si può dire che non tenga alla famiglia, al punto da sopportare indicibili torture pur di salvare i suoi pargoli.
![]() | |
| Interpretata da Karen Black ne La casa dei 1000 corpi |
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| Interpretata da Leslie Easterbrook ne La casa del Diavolo |
La donna alla quale avrebbero dovuto togliere l'affidamento della figlia subito dopo il parto. Bigotta, ignorante, paurosa, sadica, crudele, rancorosa ed incapace di provare affetto, Mrs. White è uno di quei personaggi che meriterebbe di venire torturato in modi indicibili, prima di venire cotto vivo nell'olio bollente. Chissà se Julianne Moore riuscirà a raccogliere lo scomodo scettro della perfetta, inquietantissima Piper Laurie.
1. Norma Bates (Psyco, 1960)
Numero uno indiscusso. Una madre talmente vessante da arrivare ad uccidere persino le povere ospiti del Bates Motel, giusto per evitare che il figlio cada in tentazione. Ma è davvero così? Una rivelazione finale tra le più scioccanti della storia del cinema rende praticamente impossibile non tributare a Mrs. Bates il posto d'onore che le spetta ormai da decenni e che ancora la rende protagonista dell'immaginario collettivo, come dimostra l'ottima serie Bates Motel.
Ah, dimenticavo!! Oltre ad essere la Festa della mamma oggi è anche il Katharine Hepburn Day. Per motivi di tempo non sono riuscita a partecipare, ma vi metto i link ai post degli amici blogger che hanno aderito all'iniziativa!
Director's cult
In Central Perk
Montecristo
Pensieri Cannibali
Scrivenny
Il cinema spiccio di Frank Manila
WhiterRussian
giovedì 14 febbraio 2013
Bolla's Top 5 - Appuntamenti (in)dimenticabili!
Come vi avevo promesso, ecco il secondo post della giornata, tutto
dedicato a quel sentimento che oggi dovrebbe pervadere l’aere:
l’aMMore!! Quello con la A e soprattuttamente le due MM maiuscole,
quello che il cinema ci mostra spesso e volentieri perfetto, unico,
prezioso, raro, grande… ah, ma noi comuni mortali per arrivare all’Amore
dobbiamo riuscire innanzitutto a passare indenni attraverso
appuntamenti, incontri e figuracce che proprio memorabili non sono.
Della serie, non è che tutti possono essere Cosette e Marius che zac!,
uno sguardo ed è unione eterna, e che diamine!! E dunque, per onorare
degnamente questa giornata in cui ogni coppia si ricorda improvvisamente
di essere tale e magari si scioglie perché lui s’è scordato
l’importantissima scatola di Baci Perugina a forma di cuore per lei
oppure perché lei si è dimenticata di rasarsi l’aiuola a forma di cuore
per regalare una memorabile serata a lui, andiamo a vedere la mia
personale top 5 degli appuntamenti veramente di MMerda (altro che
aMMore!) che il cinema ci ha regalato nel corso degli anni. ENJOY!!
5. Tutti pazzi per Mary (There’s Something About Mary, 1998)
Ah, il famoso Prom, momento importantissimo nella vita di ogni adolescente americano, una roba che per fortuna a noi italiani è stata risparmiata o immaginatevi quante feste sarebbero finite a schifìo come quella delle medie di Elio. Considerazioni a parte, al povero Ben Stiller accade la cosa peggiore che potrebbe succedere ad un uomo il giorno del primo appuntamento con la ragazza dei suoi sogni e proprio in un’occasione così importante: ritrovarsi con l’attrezzo incastrato nella cerniera dei pantaloni. La bella serata al Prom finisce così per diventare un viaggio al pronto soccorso e un trauma adolescenziale mica da poco!!
4. Fargo (1996)
Durante le indagini sul rapimento della signora Lundegaard, Marge riceve una chiamata da un ex compagno di scuola e accetta di incontrarlo. Nonostante lei sia incinta lui ci prova pesantemente facendo leva sulla sensibilità femminile della poliziotta: dichiara di essere vedovo e scoppia a piangere. Peccato che sia tutta una balla, come scoprirà poi una scioccata Marge da un'altra ex compagna di scuola. Nell'assurdo mondo dei Coen anche gli appuntamenti sono grotteschi!!
3. Taxi Driver (1976)
Il disadattato tassista Travis Bickle, interpretato da uno strepitoso Robert De Niro, riesce a strappare un appuntamento alla donna dei suoi sogni, interpretata nientemeno che dalla splendida Cybill Shepherd. Purtroppo, il dialogo tra i due stenta a decollare e il nostro (anti)eroe, per rimediare e creare l'atmosfera giusta, decide di portare la sua bella al cinema. Un classico, quanta tenerezza! Peccato che il film designato sia un porno. Tra un mugolio e l'altro il povero Travis verrà piantato in asso da un'inviperita e schifata Betsy. L'epic fail d'autore, una delle sequenze culto di una pellicola che ha fatto storia.
2. Pulp Fiction (1994)
Apparentemente, parliamo dell’appuntamento ideale: lui cool e automaticamente affascinante come solo un personaggio tarantiniano può essere (anche se io avrei preferito uscire con il fratellino Mr. Blonde o con il vestagliato Jimmy, lì va a gusti!), lei sexy e pericolosa come solo Uma Thurman SA essere. Mia e Vincent chiacchierano, mangiano in un locale meraviglioso, ballano sulle note di You Never Can Tell in una delle sequenze meglio girate della storia del cinema e infine tornano a casa. La tensione sessuale si taglia col coltello, ma lei è la moglie del boss, di conseguenza lui si chiude in bagno per richiamare all’ordine i propri istinti di maschio alfa. E’ un attimo, il tempo necessario affinché Mia si sbagli e sniffi dell’eroina al posto della coca: l’appuntamento diventa una corsa contro il tempo per salvare la vita di lei (e conseguentemente quella di lui). Il resto, come si dice, è pura storia cinematografica.
1.Carrie - Lo sguardo di Satana (Carrie, 1976)
Carrie è la ragazzina che tutti a scuola prendono di mira, è bruttarella, goffa, timida e ha una madre a dir poco spaventosa. Quando il bellissimo Tommy le chiede di essere la sua dama per il ballo della scuola, la poveretta non crede ai suoi occhi e si convince di vivere in un sogno. Peccato che il tanto agognato primo appuntamento si trasformerà in un incubo e in uno dei più terribili bagni di sangue della storia dell’horror. Questo insegna che non bisogna mai scherzare con i sentimenti di una fanciulla innamorata!!
5. Tutti pazzi per Mary (There’s Something About Mary, 1998)
Ah, il famoso Prom, momento importantissimo nella vita di ogni adolescente americano, una roba che per fortuna a noi italiani è stata risparmiata o immaginatevi quante feste sarebbero finite a schifìo come quella delle medie di Elio. Considerazioni a parte, al povero Ben Stiller accade la cosa peggiore che potrebbe succedere ad un uomo il giorno del primo appuntamento con la ragazza dei suoi sogni e proprio in un’occasione così importante: ritrovarsi con l’attrezzo incastrato nella cerniera dei pantaloni. La bella serata al Prom finisce così per diventare un viaggio al pronto soccorso e un trauma adolescenziale mica da poco!!
4. Fargo (1996)
Durante le indagini sul rapimento della signora Lundegaard, Marge riceve una chiamata da un ex compagno di scuola e accetta di incontrarlo. Nonostante lei sia incinta lui ci prova pesantemente facendo leva sulla sensibilità femminile della poliziotta: dichiara di essere vedovo e scoppia a piangere. Peccato che sia tutta una balla, come scoprirà poi una scioccata Marge da un'altra ex compagna di scuola. Nell'assurdo mondo dei Coen anche gli appuntamenti sono grotteschi!!
3. Taxi Driver (1976)
Il disadattato tassista Travis Bickle, interpretato da uno strepitoso Robert De Niro, riesce a strappare un appuntamento alla donna dei suoi sogni, interpretata nientemeno che dalla splendida Cybill Shepherd. Purtroppo, il dialogo tra i due stenta a decollare e il nostro (anti)eroe, per rimediare e creare l'atmosfera giusta, decide di portare la sua bella al cinema. Un classico, quanta tenerezza! Peccato che il film designato sia un porno. Tra un mugolio e l'altro il povero Travis verrà piantato in asso da un'inviperita e schifata Betsy. L'epic fail d'autore, una delle sequenze culto di una pellicola che ha fatto storia.
2. Pulp Fiction (1994)
Apparentemente, parliamo dell’appuntamento ideale: lui cool e automaticamente affascinante come solo un personaggio tarantiniano può essere (anche se io avrei preferito uscire con il fratellino Mr. Blonde o con il vestagliato Jimmy, lì va a gusti!), lei sexy e pericolosa come solo Uma Thurman SA essere. Mia e Vincent chiacchierano, mangiano in un locale meraviglioso, ballano sulle note di You Never Can Tell in una delle sequenze meglio girate della storia del cinema e infine tornano a casa. La tensione sessuale si taglia col coltello, ma lei è la moglie del boss, di conseguenza lui si chiude in bagno per richiamare all’ordine i propri istinti di maschio alfa. E’ un attimo, il tempo necessario affinché Mia si sbagli e sniffi dell’eroina al posto della coca: l’appuntamento diventa una corsa contro il tempo per salvare la vita di lei (e conseguentemente quella di lui). Il resto, come si dice, è pura storia cinematografica.
1.Carrie - Lo sguardo di Satana (Carrie, 1976)
Carrie è la ragazzina che tutti a scuola prendono di mira, è bruttarella, goffa, timida e ha una madre a dir poco spaventosa. Quando il bellissimo Tommy le chiede di essere la sua dama per il ballo della scuola, la poveretta non crede ai suoi occhi e si convince di vivere in un sogno. Peccato che il tanto agognato primo appuntamento si trasformerà in un incubo e in uno dei più terribili bagni di sangue della storia dell’horror. Questo insegna che non bisogna mai scherzare con i sentimenti di una fanciulla innamorata!!
sabato 5 novembre 2011
Carrie, lo sguardo di Satana (1976)
Trama: Carrie è una liceale dagli strani poteri psicocinetici, vessata dagli stupidi compagni di scuola e condannata a vivere con una madre resa folle dalle sue manie religiose. Quando viene invitata al ballo scolastico, l'esperienza si trasforma in un incubo a causa dell'ennesimo, crudele scherzo... ma questa volta Carrie reagisce, e scatena l'inferno.
Carrie, lo sguardo di Satana è uno di quegli horror dove non accade molto per più di metà film e che si risolve nel caos finale, che libera tutto l'orrore. Proprio per questo è un'opera magistrale, perché l'inquietudine che esplode nelle scioccanti scene del ballo viene tesa come un filo sottile per tutta la durata del film ed è percepibilissima in ogni immagine, anche nelle sequenze più "tranquille". Fin dall'inizio siamo perseguitati dallo "sguardo di Satana" della povera Carrie, dagli occhi da bestia sacrificale della bravissima attrice Sissy Spacek, quegli occhi increduli che fissano attoniti un mondo crudele, freddo, duro ed incomprensibile, popolato da persone stupide, egoiste e menefreghiste (per esempio il preside, che la chiama sempre Cassie). Occhi che vengono inquadrati ogni volta che le persone passano la misura e la protagonista viene spinta a perdere il controllo dei propri poteri con uno stridente suono, che preannuncia l'esplosione di una lampadina o di un posacenere. Occhi che si abbassano quando Carrie viene costretta a confrontarsi con la madre (altra grandissima interprete, Piper Laurie); una strega più che una santa, pervasa da un perverso "fuoco sacro" che la porta a trattare la figlia come una disgrazia, un ricettacolo del peccato, un informe e disgustoso essere da punire e crescere nell'ignoranza di ciò che è la vita vera. La soluzione della donna è chiudere Carrie in un angusto stanzino, dove la ragazza viene segnata da un altro sguardo, quello terrificante di un San Sebastiano dagli occhi bianchi, quasi indemoniati, dalle fattezze rozze e appena abbozzate. Non c'è nulla di bello nella religione professata da Margaret, non esiste il perdono, solo il castigo e il divieto.
Il film cambia registro, diventando quasi un tenero dramma per adolescenti, quando Tommy invita Carrie al ballo. Le immagini diventano luminose, lo splendido score di Pino Donaggio una dolce nénia. Ma noi spettatori sappiamo che qualcosa necessariamente andrà storto, nonostante la gentilezza di Tommy e Sue, che per il bene di Carrie rinuncia ad andare al ballo: le immagini felici della coppia, infatti, vengono spesso interrotte da sequenze che ci fanno intuire quale sarà l'orribile piano di Chris e del suo ragazzo. Un altro dettaglio che, durante il ballo, ci anticipa il triste destino di Carrie è l'utilizzo di una morbida luce rossa, che avvolge la protagonista e Tommy con una fotografia quasi patinata e un montaggio al ralenty; l'intera sequenza diviene ancora più lenta quando Sue scopre l'inganno di Chris e vede il secchio traballante, posizionato proprio sopra il punto dove il re e la regina del ballo verranno incoronati. Questa è una delle sequenze più devastanti dell'intera storia cinematografica: De Palma pare volutamente indugiare sui dettagli, il filo che lentamente si tende, un festone che cade con un lentissimo movimento a vite, la lingua che passa sulle labbra di Chris, che già pregusta il momento, miss Collins che, senza capire, porta via Sue a forza proprio mentre quest'ultima scopre i due ragazzi nascosti sotto il palco, pronti a colpire. Il nostro cuore di spettatori per contro accellera, speriamo che l'inevitabile non accada. Ma accade, ahimé, e il tempo pare fermarsi. L'immagine di Sissy Spacek coperta di sangue ha fatto scuola, ma mai come l'espediente dello split screen, in cui De Palma divide lo schermo in due consentendoci di guardare sia il doloroso primo piano dello sguardo di Carrie, sia i devastanti effetti del suo potere, mentre anche la colonna sonora pare impazzire e perdere senso, quando la morte si abbatte, finalmente, su tutti i presenti.
Le scene finali sono quelle che mi porto dentro fin da quando, all'età di 10 anni, ho visto per la prima volta il film. La madre di Carrie finalmente trasformata in quello spaventoso e minaccioso San Sebastiano che sembrerebbe crocefisso, i coltelli che, volando, le provocano le sue stesse ferite, conseguenza del potere ormai fuori controllo della figlia terrorizzata e morente. La resa finale di Carrie, che si rifugia assieme alla madre nello sgabuzzino mentre la casa crolla, esplode, in un inferno di fiamme e calcinacci. La splendida, eterea immagine di Sue, unica sopravvissuta, soffusa di un alone bianco mentre sogna, accompagnata nuovamente dalla bellissima e dolce musica di Donaggio, di portare fiori sulla tomba di Carrie.... e infine urla, perché la mano insanguinata della ragazza esce dalla terra per afferrlarle il braccio. Sogno e realtà si mescolano... chissà se è davvero finita? La recensione lo è, e vogliate scusarmi se, per una volta, è stato un resoconto di quello che ho pensato e provato per tutto il film. Quando guardo Carrie, lo sguardo di Satana, non posso fare altro che venirne coinvolta. E ripensarci per giorni.
Brian De Palma (vero nome Brian Russell De Palma) è il regista della pellicola. Uno dei più famosi autori al mondo, lo ricordo per film come Il fantasma del palcoscenico, Vestito per uccidere, Blow Out, Scarface, The Untouchables - Gli intoccabili, Il falò delle vanità, il bellissimo Carlito's Way e Mission: Impossible. Americano, anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 71 anni.
Sissy Spacek (vero nome Mary Elisabeth Spacek) interpreta Carrie. Attrice americana, la ricordo per film come JFK - Un caso ancora aperto, Una storia vera, The Ring 2 e North County. Ha 62 anni e un film in uscita. E' stata più volte nominata all'Oscar, anche per Carrie, lo sguardo di Satana, ma quell'anno ha vinto Faye Dunaway per Quinto potere. La Spacek si è rifatta nell'81, vincendo l'Oscar come miglior attrice protagonista in La ragazza di Nashville.
Piper Laurie (vero nome Rosetta Jacobs) interpreta la madre di Carrie, Margaret. Chi è cresciuto con Twin Peaks non può dimenticare l'altezzoso viso della Laurie nei panni della machiavellica Catherine Martell e il suo travestimento da Mr. Tojamura. Per tutti gli altri, l'attrice americana ha anche partecipato ai film Nel fantastico mondo di Oz (indimenticabile nei panni della zia!!), Figli di un dio minore e Tre giorni per la verità, oltre a serie come Uccelli di rovo, La signora in giallo, Ai confini della realtà, E.R. Medici in prima linea, Will & Grace e Cold Case. Anche regista, ha 79 anni. Per il ruolo di Margaret White ha ottenuto la seconda delle sue tre nomination all'Oscar, ma Quinto Potere ha avuto la meglio anche su di lei.
Amy Irving interpreta Sue. Ex moglie di Steven Spielberg, anche lei la ricordo più per un telefilm che per la sua carriera cinematografica, perché nel bellissimo Alias interpretava la moglie di Sloane, Emily. Tra i film a cui ha partecipato ricordo Harry a pezzi, l'orribile Carrie 2: la furia (di cui parlerò più avanti) e Traffic. Inoltre, ha doppiato uno dei personaggi di Fievel conquista il West e partecipato alle serie Happy Days, Dynasty e Dr. House. E' anche una brava cantante, infatti la voce originale della Jessica Rabbit di Chi ha incastrato Roger Rabbit durante i numeri musicali è la sua. Americana, anche produttrice, ha 58 anni. E' stata nominata per l'Oscar come miglior attrice non protagonista nel film Yentl.
William Katt interpreta Tommy. Quest'uomo è stato per anni il Ralph di Ralph, supermaxieroe. Non so se lo ricordate, io vagamente, in effetti. Tra gli altri film a cui ha partecipato il cherubinico attore segnalo Un mercoledì da leoni, Baby il segreto della leggenda perduta, Chi è sepolto in quella casa?, La piccola peste si innamora, Amiche Cattive e Mirrors 2; inoltre ha partecipato a serie come Mash, Kung Fu, Il tenente Kojak, Alfred Hitchcock presenta, La signora in giallo, Settimo cielo, Walker Texas Ranger, The Hunger, Dr. House, Heroes, Numb3rs e doppiato episodi di Animaniacs e Batman. Anche regista e sceneggiatore, ha 60 anni e tre film in uscita.
Betty Buckley interpreta Miss Collins. Americana, ha partecipato a film come Frantic, Wyatt Earp e E venne il giorno oltre alle serie La famiglia Bradford, Oz e Senza traccia. Anche produttrice, ha 64 anni.
Nancy Allen interpreta Chris. Ex moglie di De Palma, la ricordo per film come 1941: allarme a Hollywood, Vestito per uccidere, Blowout, Robocop, Poltergeist III: ci risiamo, Robocop 2, Robocop 3, Out of Sight e Children of the Corn 666 - Il ritorno di Isaac. Americana, ha 61 anni.
John Travolta interpreta Billy. Eh sì, c'è anche lui! Prima di prendersi la Febbre del sabato sera, incantare orde di ragazze in Grease e diventare uno degli attori più famosi del pianeta (non uno dei più furbi, leggasi: Scientology) prima e dopo essere stato riscoperto da Tarantino, gli è toccato fare la parte del bulletto idiota. Tra gli altri suoi film ricordo Blow Out, Staying Alive, Senti chi parla, Senti chi parla 2, Senti chi parla adesso, Pulp Fiction, Get Shorty, Nome in codice: Broken Arrow, Phenomenon, Michael, She's So Lovely - Così carina, Face/Off, La sottile linea rossa e Austin Powers in Goldmember. Anche produttore e sceneggiatore, ha 57 anni e tre film in uscita tra cui, pare, il seguito di The Expendables. Si è beccato due nomination come miglior attore protagonista, una per La febbre del sabato sera e una per Pulp Fiction; sulla prima sconfitta non mi pronuncio, sulla seconda non posso fare altro che chinare il capo, Tom Hanks in Forrest Gump dava ancora il bianco.
P.J. Soles (vero nome Pamela Jayne Hardon) interpreta Norma. Tedesca, ha partecipato a film come Halloween: la notte delle streghe, Amiche cattive e La casa del diavolo, oltre ad un episodio della serie Supercar. Anche produttrice, ha 51 anni e tre film in uscita.
Nonostante la performance da Oscar, pare che all'inizio De Palma volesse Amy Irving nella parte di Carrie. Convinto poi dal marito di Sissy Spacek a darle la parte, la Irving si è dovuta accontentare del pur importante ruolo di Sue. Tra le altre scartate eccellenti figurano Melanie Griffith, Farrah Fawcett e persino Linda Blair. Del film è esistito, per poco tempo, anche un musical inizialmente portato sulle scene inglesi e poi a Broadway, dove è diventato uno dei flop più clamorosi della storia. Non ho idea di come potesse essere il musical, ma ho purtroppo avuto occasione di vedere il terribile seguito del film, Carrie 2: La furia, la cui storia si svolge una ventina di anni dopo gli eventi del primo film, a cui si ricollega grazie alla presenza del personaggio di Sue, sempre interpretato da Amy Irving. Altrettanto inqualificabile il film per la tv Carrie con Angela Bettis nei panni della protagonista e la Claire di Lost (Emilie de Ravin) in quelli di Chris. Pare sia previsto anche un possibile remake, Dio me ne scampi e liberi. Nell'attesa di qualcosa che, si spera, non verrà mai alla luce, se Carrie, lo sguardo di Satana vi è piaciuto io recupererei senza indugi Suspiria, dalle atmosfere simili. ENJOY!!
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