Afflitta come sono dal diludendo per L'avventura italiana è normale che io mi aggrappi ancor più ai vecchi anime di Lupin ed è per questo che oggi parlerò del TV Special Lupin III: L'uovo di Colombo (ルパン三世 愛のダ・カーポ〜FUJIKO'S Unlucky Days〜 - Rupan Sansei Ai no da capo - Fujiko's Unlucky Days), diretto nel 1999 dal regista Shin'ichi Watanabe.
Trama: dopo un appuntamento con Lupin, Fujiko e il ladro gentiluomo vengono attaccati e, nella fuga, lei perde la memoria proprio dopo avere scoperto il segreto del fantomatico Uovo di Colombo. Lupin deve così recuperare sia il ricordo del tesoro sia quello dell'amore di Fujiko...
L'uovo di Colombo è forse uno dei TV Special più weird, ironici ed incasinati tra tutti quelli che mi è capitato di vedere. La colpa (o il merito?) di ciò va senza dubbio al folle Shin'ichi Watanabe che, per chi se lo fosse scordato, è quel regista che va in giro conciato come un Lupin afro e che, in questo sembiante, si è inserito a forza tra i personaggi di Excel Saga col nome di Nabeshin. Anzi, secondo me è riuscito ad infilarsi anche ne L'uovo di Colombo, che vede come principale antagonista di Lupin un tale Nazarof, praticamente la versione capellona e in giacca verde del ladro gentiluomo, un trasformista dalla fastidiosa risata ma con gli stessi "appetiti" di quel vecchio porco di Arsenico: oggetto del contendere dei due, infatti, non è solo la memoria perduta di Fujiko ma sono soprattutto le grazie della suddetta, che in questo Special TV è particolarmente gnocca. Talmente gnocca da stuzzicare l'interesse del primo personaggio più o meno dichiaratamente lesbico del franchise, ovvero la bionda Rosaria, che si erge a cavalierA servente della povera Fujiko, smemorata e ridotta ad essere un'indifesa e delicata damsel in distress. Nonostante Rosaria sia, in virtù di ciò, un personaggio potenzialmente interessante, va detto anche che la sottotrama a lei dedicata è un casino senza capo né coda, un pasticcio che mescola ingegneria genetica, sconvolgimenti climatici, riferimenti a 007 e persino al conflittuale e malatissimo rapporto tra i due personaggi chiave di Neon Genesis Evangelion, il mollo Shinji e suo padre Genzo. Fatal difetto de L'uovo di Colombo è proprio la sua trama sfilacciata e zeppa di carne al fuoco, che spesso perde di vista il fulcro centrale della storia, ovvero "l'amore da capo", il tentativo maldestro di Lupin di farsi ricordare da Fujiko con conseguente riflessione su quale sia la vera natura del sentimento tra i due, uno dei più complessi mai creati per una serie animata: stando alle parole della Fujiko smemorata, molto probabilmente il suo non è Amore e mai lo sarà, non nel senso comunemente inteso da noi mortali, è più un affetto complice rafforzato dalla matematica certezza che Lupin sarà sempre l'unico punto fermo della sua complicata esistenza. D'altra parte, il ladro gentiluomo sarebbe impossibile da ingabbiare in una relazione monogama però Fujiko è intrigante proprio per la sua essenza sfuggente, come se fosse l'unico tesoro che Lupin non riuscirà mai a rubare se non magari, come diceva Willow, "quando saranno entrambi vecchi, coi capelli blu, e si incontreranno per caso svoltando un angolo ad Istanbul".
Bando ai sentimentalismi però, non è proprio il caso. Anche perché, come dicevo sopra, L'uovo di Colombo è fatto di momenti seri, tristi e anche violenti ma abbonda soprattutto di episodi ironici, paradossalmente non affidati a Zenigata (ve lo credevate! La verità è che l'ispettore si vede proprio poco e ci fa la solita figura di tolla...), bensì a Jigen e Goemon. Ebbene sì, ai personaggi potenzialmente più badass dell'intera serie. Se avete pensato che il tasso di GHENDERRR venisse portato a livello "arancione" solo dalle tendenze di Rosaria, "guarita" giusto poco prima della fine dal carisma di Lupin, sappiate che non solo avrete modo di vedere uomini travestiti da donna che indossano soltanto biancheria intima ma anche, orrore!!, un momento particolarmente yaoi (per quanto non consenziente) tra un premuroso Goemon e un orripilato Jigen, costretto a sottostare ad una fastidiosa respirazione bocca a bocca e a fare gargarismi col colluttorio per il resto dello special. Il samurai si profonde inoltre in una sorta di trucco magico che consente ai motori spenti di ripartire e in generale si presta a molti siparietti divertenti che, stranamente, non stonano con l'usuale carattere serio del personaggio e, soprattutto, sono perfettamente coerenti con il clima principalmente demenziale de L'uovo di colombo, che recupera una parvenza di serietà giusto sul finale. A parte questo paio di cosucce e la scelta di mostrare una Fujiko inedita, questo Special TV non si distingue troppo dagli altri già esaminati in precedenza: l'animazione è piacevole così come il character design, le musiche di Yuji Ono si lasciano ascoltare come sempre ed è soprattutto molto bella la canzone che si sente nei titoli di coda, dove Fujiko, purtroppo per Lupin, torna normale... chissà, se fosse rimasta priva di memoria ce ne sarebbe anche stato stavolta!!! Speriamo che il ladro gentiluomo prima o poi riesca a combinare qualcosa!
Shin'ichi Watanabe è il regista della pellicola. Giapponese, ha diretto episodi di serie come Excel Saga, Puni Puni Poemi e Tenchi Muyo! GXP. Anche animatore, doppiatore, sceneggiatore e produttore, ha 51 anni.
Se L'uovo di Colombo (conosciuto anche come Lupin III - L'amore da capo: Fujiko's Unlucky Days) vi fosse piaciuto QUI trovate il link a tutti gli altri film di Lupin di cui ho parlato finora. ENJOY!
venerdì 9 ottobre 2015
giovedì 8 ottobre 2015
(Gio)WE, Bolla! del 8/10/2015
Buon giovedì a tutti! La settimana prossima, dal 12 al 15 ottobre, ci sarà la Festa del Cinema, durante la quale il biglietto costerà 3 euro. Siccome solitamente la programmazione cambia al giovedì, con pochissime eccezioni, ecco i pochi film che avrò a disposizione per sfruttare questa promozione che, come al solito in Italia, è stata realizzata coi piedi... ENJOY!
Black Mass
Reazione a caldo: Oh!
Bolla, rifletti!: Nonostante ultimamente Johnny Depp sia sceso parecchio nella mia classifica di attori, Black Mass racconta una storia di mafia e criminali, ovvero le mie preferite, quindi già per questo merita di essere visto. A quanto pare poi è anche un bel film, quindi tanto meglio.
Hotel Transylvania 2
Reazione a caldo: Ooh!
Bolla, rifletti!: Il primo Hotel Transylvania mi era piaciucchiato abbastanza ma temo un po' la maledizione dei seguiti e, soprattuttamente, il doppiaggio italiano. Credo che attenderò un'uscita in DVD per recuperarlo, senza fretta.
Al cinema d'élite aprono le porte al nemico...
Life
Reazione a caldo: Ah, Robert Pattinson!!
Bolla, rifletti!: Per un attimo ho avuto paura che il ruolo di James Dean lo avessero affidato al monoespressivo Robert, invece è toccato all'inquietante Dane DeHaan, sicuramente più adatto. Però, sinceramente, non essendo cresciuta nel mito di Dean la storia di un servizio fotografico che sfocia in virile amicizia tra fotografo e star mi sconfinfera davvero poco...
Black Mass
Reazione a caldo: Oh!
Bolla, rifletti!: Nonostante ultimamente Johnny Depp sia sceso parecchio nella mia classifica di attori, Black Mass racconta una storia di mafia e criminali, ovvero le mie preferite, quindi già per questo merita di essere visto. A quanto pare poi è anche un bel film, quindi tanto meglio.
Hotel Transylvania 2
Reazione a caldo: Ooh!
Bolla, rifletti!: Il primo Hotel Transylvania mi era piaciucchiato abbastanza ma temo un po' la maledizione dei seguiti e, soprattuttamente, il doppiaggio italiano. Credo che attenderò un'uscita in DVD per recuperarlo, senza fretta.
Al cinema d'élite aprono le porte al nemico...
Life
Reazione a caldo: Ah, Robert Pattinson!!
Bolla, rifletti!: Per un attimo ho avuto paura che il ruolo di James Dean lo avessero affidato al monoespressivo Robert, invece è toccato all'inquietante Dane DeHaan, sicuramente più adatto. Però, sinceramente, non essendo cresciuta nel mito di Dean la storia di un servizio fotografico che sfocia in virile amicizia tra fotografo e star mi sconfinfera davvero poco...
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mercoledì 7 ottobre 2015
Nausicaa della Valle del vento (1984)
Dal 5 al 7 ottobre molti fortunati cinefili dei quali io purtroppo non faccio parte potranno godersi al cinema Nausicaa della Valle del vento (風の谷のナウシカ - Kaze no tani no Naushika), diretto e sceneggiato nel 1984 da Hayao Miyazaki prima della fondazione dello Studio Ghibli e tratto dall'omonimo manga da lui serializzato dal 1982 al 1994. Ovviamente, pur non avendo a disposizione sale che lo proiettano, Nausicaa è in giro da tantissimi anni e per questo oggi riuscirò comunque a parlarvene un po'.
Trama: dopo una terribile guerra nucleare l'umanità è quasi estinta e i pochi sopravvissuti vivono in comunità site ai margini del Mare della putrefazione, una distesa di terra velenosa e desertica nella quale prosperano insetti giganteschi. Nausicaa è la principessa della Valle del Vento, dove gli abitanti vivono in armonia con la natura, nel poco spazio di territorio ancora incontaminato e un giorno è costretta ad affontare l'invasione della principessa Kushana e delle sue truppe, alla disperata ricerca di un modo per far sorgere nuovamente il Dio Guerriero...
Nausicaa della Valle del vento è stato, assieme a Proteggi la mia terra, il primo manga "serio" che abbia mai comprato e letto. Era il 2000, frequentavo il primo anno di università e l'idea di spendere quasi 10 euro al mese per un fumetto era al limite dell'irresponsabilità viste le mie scarse finanze; eppure, ero stata rapita dagli eleganti disegni di Miyazaki, dall'edizione gigante con le tavole virate in seppia, dagli splendidi acquerelli delle copertine, quindi come avrei potuto rinunciarvi? Col senno di poi sono felicissima di averlo fatto perché quella di Nausicaa è una storia splendida e commovente, un vero Capolavoro manga, un racconto in grado di parlare al cuore del lettore e di farlo riflettere. Non si tratta di una storia semplice e di immediata comprensione, questo no: la trama del manga racchiude in sé non solo il messaggio ecologista dell'anime ma anche profonde riflessioni sul ruolo della donna, sulla filosofia, sulla religione, sulla guerra e sulla natura umana e servirebbero una serie di post solo per sviscerare il contenuto dei singoli volumi. Eppure, nonostante tutta questa carne al fuoco e alla progressiva trasformazione di Nausicaa da ragazzina vivace ad adulta protettrice di un doloroso segreto, io ai personaggi di Miyazaki non ho mai smesso di volere bene. L'anime Nausicaa della Valle del vento mette in scena l'azione dei primi due volumi del manga perché il sensei lo stava ancora scrivendo e ciò ha reso l'opera filmica molto più "semplice", fruibile ed universale rispetto alla sua controparte cartacea ma non meno bella o poetica. In essa, assistiamo alle peripezie della giovane Nausicaa, principessa della Valle del vento dotata di strani poteri (o per meglio dire di una sensibilità particolare) che le permettono di entrare in comunione con la natura e la spinge a provare una sana ed irrefrenabile curiosità verso tutto ciò che la circonda. Il cielo azzurro dove la protagonista si libra col suo Mehve è in netto contrasto con l'oscurità velenosa che ha ormai inghiottito la Terra; quello di Nausicaa è infatti un mondo post-apocalittico, retrocesso ad una sorta di medioevo a seguito di una terribile guerra nucleare che ha spazzato via buona parte della civiltà. La terra stessa è diventata velenosa e putrida, in essa convivono laghi acidi e foreste dall'aspetto spettrale in grado di generare spore velenose e contaminanti oltre a fungere da tana per insetti giganteschi e pericolosi, però nella Valle del vento la gente vive in pace e gli abitanti sono arrivati ad accettare questa situazione. Così non è per la gente di Pejite che, alleatasi con la Principessa Kushana e spinta dalla folle idea di spazzare via il cosiddetto Mare della putrefazione e liberare la terra dagli insetti, decide di riesumare il Dio Guerriero, ultimo superstite della stirpe di mostri artificiali che già una volta aveva annichilito il pianeta.
Nausicaa della Valle del vento parte da una situazione in cui guerra, brama di potere e stupidità hanno irrimediabilmente rovinato l'ambiente, rendendolo velenoso ed inospitale e fiaccando l'anima delle persone, costrette a vivere nella paura della morte incombente. L'arroganza degli esseri umani, convinti di avere il diritto esclusivo di stare sulla terra, viene messa in discussione con eleganza e delicatezza dal Sensei Miyazaki; attraverso il personaggio di Nausicaa lo spettatore arriva a comprendere l'incredibile capacità della natura di rinnovarsi e purificarsi da quello che è il parassita più nocivo, quella porzione di umanità incapace di rispettare ciò che la circonda e fermamente convinta che il mondo sia suo, tanto da ergersi a giudice e boia di creature innocenti o da sentirsi in diritto di creare delle aberrazioni per il solo gusto di conquista. A differenza degli altri, Nausicaa è in grado di aprire il proprio cuore e ascoltare la voce della Natura, che siano vento o insetti, e di comprendere l'enorme e doloroso segreto celato nelle profondità della Foresta. E' grazie a lei che noi spettatori, nonostante siamo consapevoli della loro pericolosità, arriviamo ad amare gli occhi azzurri dei pericolosi Ohmu (i colori utilizzati per l'anime non sono solo belli, sono proprio ipnotici) e anche la bellezza incredibile della Foresta pietrificata, con le spore che fluttuano nell'aria come neve; rifuggiamo la bassezza di Kushana e il disgustoso, purtrido orrore del Dio Guerriero, che pure dovrebbero essere i campioni dell'umanità, e bramiamo di poter volare insieme a Nausicaa coronando la passione di Miyazaki per i velivoli strani, anche se basterebbe un solo soffio di vento a farci marcire i polmoni. Il destino dell'uomo, per come viene dipinto da Miyazaki, non è dei più sereni, nonostante la visione salvifica e quasi messianica di una Nausicaa in piedi in mezzo alle "spighe d'oro". Eppure, chissà perché guardando Nausicaa nella valle del vento mi sono commuovo sempre, fino a riuscire ad accettare un imminente destino di morte, poiché anche in essa ci sono vita e rinnovamento, magari non per noi ma sicuramente per quelli che verranno dopo, che non meritano il mondo disastrato e velenoso che stiamo lasciando. Sono tanti anni, più di trenta, che la voce degli Ohmu tenta di metterci in guardia, pur cullandoci con le meravigliose immagini di Miyazaki e le splendide musiche di Joe Hisaishi, ma è più facile fare orecchie da mercante come Kushana e affidarci ad un qualche Dio Guerriero che cancelli tutto ciò che gli esseri umani hanno fatto di buono, lasciandoci solo paura, desiderio di vendetta e profonda ignoranza. Sta succedendo a Palmira, succede ogni giorno in ogni parte del mondo. Il racconto di Miyazaki è valido tanto oggi quanto allora e c'è solo da augurarsi che la storia di Nausicaa ci insegni prima o poi ad osservare, ascoltare, capire e rispettare questo mondo malato prima che sia troppo tardi.
Del regista e sceneggiatore Hayao Miyazaki ho parlato QUI.
Nausicaa della Valle del vento è stato trasmesso solo una volta in Italia, nel 1987 su Rai 1. Non so dire se fosse la versione integrale ma credo di sì visto che, a quanto pare, il film è stato diviso in quattro parti, mentre agli americani nel 1985 è toccato sorbirsi un adattamento pesantemente tagliato: Warriors of the Wind, questo il titolo della pellicola mutilata, è stato privato di quasi 25 minuti di girato, tra cui i titoli di testa e di coda, le sequenze in cui Nausicaa esplora la foresta, il dialogo tra lei e Yupa nel laboratorio, i flashback della giovane Nausicaa e dell'Ohmu e i momenti in cui Nausicaa e Asbel discutono della natura della foresta, inoltre molti dialoghi sono stati completamente riscritti (autore dello scempio è stato David Schmoeller, sceneggiatore di Puppet Master e dei suoi seguiti. Come possano aver anche solo PENSATO di metterlo a confronto con Miyazaki è un mistero). Nel 2012 invece, in occasione della mostra Kanchō Anno Hideaki Tokusatsu Hakubutsukan, è stato presentato il corto live action Kyoshinhei Tôkyô ni arawaru (Il Dio robot gigante compare a Tokyo), una sorta di "prequel" di Nausicaa della Valle del vento diretto da Shinji Iguchi, regista del recentissimo L'attacco dei giganti e autore degli storyboard della serie Evangelion: purtroppo non riesco a trovarlo da nessuna parte, se qualcuno ha idea di dove possa reperirlo mi faccia un fischio via mail! Detto questo, se Nausicaa della Valle del vento vi fosse piaciuto recuperate La città incantata e La principessa Mononoke. ENJOY!
Trama: dopo una terribile guerra nucleare l'umanità è quasi estinta e i pochi sopravvissuti vivono in comunità site ai margini del Mare della putrefazione, una distesa di terra velenosa e desertica nella quale prosperano insetti giganteschi. Nausicaa è la principessa della Valle del Vento, dove gli abitanti vivono in armonia con la natura, nel poco spazio di territorio ancora incontaminato e un giorno è costretta ad affontare l'invasione della principessa Kushana e delle sue truppe, alla disperata ricerca di un modo per far sorgere nuovamente il Dio Guerriero...
Nausicaa della Valle del vento è stato, assieme a Proteggi la mia terra, il primo manga "serio" che abbia mai comprato e letto. Era il 2000, frequentavo il primo anno di università e l'idea di spendere quasi 10 euro al mese per un fumetto era al limite dell'irresponsabilità viste le mie scarse finanze; eppure, ero stata rapita dagli eleganti disegni di Miyazaki, dall'edizione gigante con le tavole virate in seppia, dagli splendidi acquerelli delle copertine, quindi come avrei potuto rinunciarvi? Col senno di poi sono felicissima di averlo fatto perché quella di Nausicaa è una storia splendida e commovente, un vero Capolavoro manga, un racconto in grado di parlare al cuore del lettore e di farlo riflettere. Non si tratta di una storia semplice e di immediata comprensione, questo no: la trama del manga racchiude in sé non solo il messaggio ecologista dell'anime ma anche profonde riflessioni sul ruolo della donna, sulla filosofia, sulla religione, sulla guerra e sulla natura umana e servirebbero una serie di post solo per sviscerare il contenuto dei singoli volumi. Eppure, nonostante tutta questa carne al fuoco e alla progressiva trasformazione di Nausicaa da ragazzina vivace ad adulta protettrice di un doloroso segreto, io ai personaggi di Miyazaki non ho mai smesso di volere bene. L'anime Nausicaa della Valle del vento mette in scena l'azione dei primi due volumi del manga perché il sensei lo stava ancora scrivendo e ciò ha reso l'opera filmica molto più "semplice", fruibile ed universale rispetto alla sua controparte cartacea ma non meno bella o poetica. In essa, assistiamo alle peripezie della giovane Nausicaa, principessa della Valle del vento dotata di strani poteri (o per meglio dire di una sensibilità particolare) che le permettono di entrare in comunione con la natura e la spinge a provare una sana ed irrefrenabile curiosità verso tutto ciò che la circonda. Il cielo azzurro dove la protagonista si libra col suo Mehve è in netto contrasto con l'oscurità velenosa che ha ormai inghiottito la Terra; quello di Nausicaa è infatti un mondo post-apocalittico, retrocesso ad una sorta di medioevo a seguito di una terribile guerra nucleare che ha spazzato via buona parte della civiltà. La terra stessa è diventata velenosa e putrida, in essa convivono laghi acidi e foreste dall'aspetto spettrale in grado di generare spore velenose e contaminanti oltre a fungere da tana per insetti giganteschi e pericolosi, però nella Valle del vento la gente vive in pace e gli abitanti sono arrivati ad accettare questa situazione. Così non è per la gente di Pejite che, alleatasi con la Principessa Kushana e spinta dalla folle idea di spazzare via il cosiddetto Mare della putrefazione e liberare la terra dagli insetti, decide di riesumare il Dio Guerriero, ultimo superstite della stirpe di mostri artificiali che già una volta aveva annichilito il pianeta.
Nausicaa della Valle del vento parte da una situazione in cui guerra, brama di potere e stupidità hanno irrimediabilmente rovinato l'ambiente, rendendolo velenoso ed inospitale e fiaccando l'anima delle persone, costrette a vivere nella paura della morte incombente. L'arroganza degli esseri umani, convinti di avere il diritto esclusivo di stare sulla terra, viene messa in discussione con eleganza e delicatezza dal Sensei Miyazaki; attraverso il personaggio di Nausicaa lo spettatore arriva a comprendere l'incredibile capacità della natura di rinnovarsi e purificarsi da quello che è il parassita più nocivo, quella porzione di umanità incapace di rispettare ciò che la circonda e fermamente convinta che il mondo sia suo, tanto da ergersi a giudice e boia di creature innocenti o da sentirsi in diritto di creare delle aberrazioni per il solo gusto di conquista. A differenza degli altri, Nausicaa è in grado di aprire il proprio cuore e ascoltare la voce della Natura, che siano vento o insetti, e di comprendere l'enorme e doloroso segreto celato nelle profondità della Foresta. E' grazie a lei che noi spettatori, nonostante siamo consapevoli della loro pericolosità, arriviamo ad amare gli occhi azzurri dei pericolosi Ohmu (i colori utilizzati per l'anime non sono solo belli, sono proprio ipnotici) e anche la bellezza incredibile della Foresta pietrificata, con le spore che fluttuano nell'aria come neve; rifuggiamo la bassezza di Kushana e il disgustoso, purtrido orrore del Dio Guerriero, che pure dovrebbero essere i campioni dell'umanità, e bramiamo di poter volare insieme a Nausicaa coronando la passione di Miyazaki per i velivoli strani, anche se basterebbe un solo soffio di vento a farci marcire i polmoni. Il destino dell'uomo, per come viene dipinto da Miyazaki, non è dei più sereni, nonostante la visione salvifica e quasi messianica di una Nausicaa in piedi in mezzo alle "spighe d'oro". Eppure, chissà perché guardando Nausicaa nella valle del vento mi sono commuovo sempre, fino a riuscire ad accettare un imminente destino di morte, poiché anche in essa ci sono vita e rinnovamento, magari non per noi ma sicuramente per quelli che verranno dopo, che non meritano il mondo disastrato e velenoso che stiamo lasciando. Sono tanti anni, più di trenta, che la voce degli Ohmu tenta di metterci in guardia, pur cullandoci con le meravigliose immagini di Miyazaki e le splendide musiche di Joe Hisaishi, ma è più facile fare orecchie da mercante come Kushana e affidarci ad un qualche Dio Guerriero che cancelli tutto ciò che gli esseri umani hanno fatto di buono, lasciandoci solo paura, desiderio di vendetta e profonda ignoranza. Sta succedendo a Palmira, succede ogni giorno in ogni parte del mondo. Il racconto di Miyazaki è valido tanto oggi quanto allora e c'è solo da augurarsi che la storia di Nausicaa ci insegni prima o poi ad osservare, ascoltare, capire e rispettare questo mondo malato prima che sia troppo tardi.
Del regista e sceneggiatore Hayao Miyazaki ho parlato QUI.
Nausicaa della Valle del vento è stato trasmesso solo una volta in Italia, nel 1987 su Rai 1. Non so dire se fosse la versione integrale ma credo di sì visto che, a quanto pare, il film è stato diviso in quattro parti, mentre agli americani nel 1985 è toccato sorbirsi un adattamento pesantemente tagliato: Warriors of the Wind, questo il titolo della pellicola mutilata, è stato privato di quasi 25 minuti di girato, tra cui i titoli di testa e di coda, le sequenze in cui Nausicaa esplora la foresta, il dialogo tra lei e Yupa nel laboratorio, i flashback della giovane Nausicaa e dell'Ohmu e i momenti in cui Nausicaa e Asbel discutono della natura della foresta, inoltre molti dialoghi sono stati completamente riscritti (autore dello scempio è stato David Schmoeller, sceneggiatore di Puppet Master e dei suoi seguiti. Come possano aver anche solo PENSATO di metterlo a confronto con Miyazaki è un mistero). Nel 2012 invece, in occasione della mostra Kanchō Anno Hideaki Tokusatsu Hakubutsukan, è stato presentato il corto live action Kyoshinhei Tôkyô ni arawaru (Il Dio robot gigante compare a Tokyo), una sorta di "prequel" di Nausicaa della Valle del vento diretto da Shinji Iguchi, regista del recentissimo L'attacco dei giganti e autore degli storyboard della serie Evangelion: purtroppo non riesco a trovarlo da nessuna parte, se qualcuno ha idea di dove possa reperirlo mi faccia un fischio via mail! Detto questo, se Nausicaa della Valle del vento vi fosse piaciuto recuperate La città incantata e La principessa Mononoke. ENJOY!
martedì 6 ottobre 2015
Il Bollodromo #16: Lupin III - L'avventura italiana - Non spostate la Gioconda!
Lupin - L'avventura italiana continua ad essere mandato in onda ad orari criminali e un episodio per volta, io continuo a farmi del male e proseguire imperterrita nella visione. Stavolta, per fortuna, mi è però andata bene, via.
Finalmente in Non spostate la Gioconda! il ladro gentiluomo fa quello per cui è stato creato: RUBA. Lancio di mortaretti dagli spalti, a casa Bolla è partita la "ola". Ci voleva Jigen con la sua solita, adorabile posa da couch potato, a dire "Siamo rimasti senza un soldo" (grazie al Pazzo, Jigen, non avete rubato nulla in 15 episodi!!!) e scatenare le ire affamate di Lupin che, nonostante la ruggine sui grimaldelli e al cervello, decide di compiere il più classico dei furti, ovvero rubare la Gioconda dal Louvre. Ci credete che la prima metà dell'episodio è una gloriosa, tipica avventura di Lupin dove il ladro gentiluomo e soci si ingegnano per superare le invalicabili misure di sicurezza messe in atto da un meraviglioso, capace Zenigata? Ci credete che tornano i travestimenti impossibili, le fughe in auto, la pistola di Jigen, la katana di Goemon (che surfa sulla piramide del Louvre!!) e i tradimenti di Fujiko? Io non ci stavo credendo e infatti avevo le lacrime agli occhi, persino le animazioni della puntata sono tornate ad essere belle, persino Jigen è tornato ad essere un grandissimo figo!! Vorrei farvi notare come nella puntata non compaiano né Rebecca né l'MI-6. Coincidenze? Io non credo!
Poi vabbé, gli sceneggiatori sbragano tantissimo da metà episodio in poi, tirando fuori tremila gioconde diverse senza capirci nulla neanche loro, facendo diventare Lupin e soci proprietari di una villa acquistata coi fondi del ladrocinio e, soprattutto, mettendo in mezzo la Monna Lisa di Isleworth. Che è forse è il WTF più grande dell'intera puntata. Come abbia potuto anche solo PENSARE Fujiko di ingannare gli occhi (ripetutamente definiti infallibili) di Lupin spingendolo a scambiare detta Monna Lisa con la Gioconda è qualcosa che sfugge alla mia comprensione, visto che i due quadri sarebbero diversissimi anche per lo sguardo di un profano, ma tant'è, non stiamo a spaccare il capello: finalmente ho trovato un episodio di Lupin - L'avventura italiana capace di intrattenermi e divertirmi durante la visione! Purtroppo all'orizzonte si profilano rispettivamente un Leonardo Da Vinci dislocato nel tempo e, ancora peggio, un Lupin versione insegnante del liceo. SPERO vivamente in un omaggio a Lino Banfi ma chissà perché ne dubito...
Ecco le altre puntate di Lupin III - L'avventura italiana:
Episodi 1- 4
Episodi 5 - 7
Episodi 8-10
Episodi 11-13
Episodio 14
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| L'adorato couch potato <3 |
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| Il MACCOSA. Confondetele, se ci riuscite. |
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| Ah ma non era Gandalf... |
Episodi 1- 4
Episodi 5 - 7
Episodi 8-10
Episodi 11-13
Episodio 14
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domenica 4 ottobre 2015
The Green Inferno (2013)
Dopo lunghe e travagliate vicissitudini anch'io sono riuscita finalmente ad andare a vedere The Green Inferno, diretto e co-sceneggiato da Eli Roth nel 2013 ma rimasto a frollare in un limbo distributivo per due anni.
Trama: un gruppo di studenti universitari si reca in Ammazonia per salvare alcune tribù della foresta pluviale, minacciate dalle ruspe di una ditta senza scrupoli. A causa di un incidente aereo i ragazzi finiranno proprio persi nei territori di queste tribù che, ahiloro, si riveleranno cannibali...
Il ritorno dell'exploitation horror cannibale sul grande schermo dopo più di 30 anni bastava già di per sé a fomentarmi tantissimo, ancora prima della visione di The Green Inferno. Non prendetemi per pazza se vi dico che al primo pezzo di carnazza finito sotto i denti della vecchia capatribù ho frenato l'applauso, interamente dedicato alla faccia tosta di Eli Roth, che ha avuto l'ardire di riproporre un genere che, a ben vedere, non era mai sparito del tutto dalla scena horror ma era sempre stato mescolato a perversioni incestuose, ad ambienti degradati appena fuori dal passetto di casa, oppure completamente trasformato in una riflessione filosofica sull'homo homini lupus. E invece Eli ri-tira fuori dall'immaginario collettivo la tribù completamente sconosciuta agli occhi del mondo, tutta ossa nel naso e pelle colorata di rosso o giallo, che non aspetta altro che farsi una bella scorpacciata di buana bianchi e pronti a salvare un mondo al quale non frega una benemerita cippa di loro. Mancava solo il pentolone (ma c'è il forno!), per il resto The Green Inferno ha persino il sale e le erbe aromatiche da utilizzare per cucinare gli incauti bianchi, vittime di indigeni che non sono cattivi o pazzi ma seguono semplicemente i loro incomprensibili usi e costumi tribali, davanti ai quali l'uomo moderno può adattarsi oppure soccombere nel peggiore ed ingiusto dei modi. Con buona pace di maiali, mucche e galline che hanno imparato a fare loro il gesto dell'ombrello, ovviamente. The Green Inferno, con le motivazioni "innocenti" che spingono i mostri (o presunti tali), della pellicola, riporta al cinema l'horror ignorante che getta letteralmente in pasto allo spettatore dei bagni di sangue per il solo gusto di schifarlo e divertirlo e in questo do ragione a Stephen King, che ha definito il film di Roth "un ritorno al cinema da drive-in della sua giovinezza"; che potrebbe essere un complimento come no, ovviamente. Personalmente, come dicevo a Lucia (andate a leggere il suo post in merito, please!) trovo che il film più bello e maturo di Eli Roth sia Hostel 2, sia per il modo in cui il regista riusciva a farci affezionare alle protagoniste sia per la sua capacità di cambiare bruscamente e in maniera inaspettata le prospettive di tutti i coinvolti mostrando anche il punto di vista dei "torturatori", mentre The Green Inferno ha dei personaggi tagliati con l'accetta e mediamente insopportabili, oltre ad essere anche troppo lineare nel dipanarsi della trama.
La furberia di Eli Roth, quindi, non è tanto quella di mostrare macellate fuori dal comune (ero al cinema col mio ragazzo digiuno di horror e il suo commento è stato "il film non mi è piaciuto ma le immagini non mi hanno fatto così tanto schifo") quanto quella di saper creare l'attesa e fomentare l'aspettativa dello spettatore scafato, un'aspettativa che spesso, e per fortuna, rimane estremamente delusa; sinceramente, dopo il primo banchetto mi aspettavo cose fuori dalla grazia di Dio ma se riuscite a superare quello molto probabilmente potrete arrivare alla fine del film senza vomitare, piuttosto la cosa peggiore è stata per me "ricamare" e fare congetture sul destino delle tre donne superstiti, sopratutto dopo gli argomenti che vengono toccati a inizio film. La parte centrale di The Green Inferno è infatti una supercazzola quasi simpatica, con un paio di trucchi da cartone animato che sciolgono la tensione in un'inopportuna risata, nell'attesa che il personaggio più odioso della pellicola, l'infame Alejandro di quell'Ariel Levy che in Aftershock era invece una delle persone più gradevoli, faccia una fine devastante. Le uniche emozioni che The Green Inferno è in grado di suscitare sono in effetti un odio mortale per tale Alejandro e tanta, tanta pena per la povera Lorenza Izzo, ricca figlia di papà dal cuore d'oro, i cui occhioni terrorizzati testimoniano non tanto l'orrore celato nella foresta, quanto la malvagità insita nell'animo di chi si approfitta della bontà altrui ed è pronto a sacrificare chiunque per fare soldi e pubblicità. A parte queste considerazioni, c'è da dire che Eli, rimasto più o meno sempre uguale come sceneggiatore (qui è aiutato da Guillermo Amodeo, autore del già citato Aftershock e dell'imminente Knock Knock, sempre prodotto da Roth), è invece migliorato molto come regista, diventando in qualche modo più "riflessivo" e attento alla bellezza delle immagini; le panoramiche della foresta e le sequenze ambientate nel fiume, dove peraltro la Izzo ha rischiato davvero di annegare, sono piuttosto inusuali per il mio amato cialtronetto, così come alcune riprese della vita quotidiana dei veri indigeni, da me molto apprezzate. Se a questo aggiungete gli effetti splatter superiori di Nicotero & Berger avrete tra le mani un ottimo film di genere, non esagerato quanto vogliono fare credere giornalisti, divieti ai minori di 18 anni ecc., né sicuramente meritevole di entrare nella top 5 di fine anno ma sicuramente divertente e godereccio, almeno per gli amanti di questo tipo di horror.
Del regista e co-sceneggiatore Eli Roth ho già parlato QUI mentre Richard Burgi, che interpreta Charles, lo trovate QUA.
Lorenza Izzo (vero nome Lorenza Izzo Parsons) interpreta Justine. Fortunatissima moglie di Eli Roth, la ricordo per il film Aftershock e tornerà sul grande schermo con l'imminente Knock Knock. Cilena, ha 26 anni e due film in uscita.
Ariel Levy interpreta Alejandro. Cileno, lo ricordo per il film Aftershock. Ha 31 anni e sei film in uscita.
Anche Nicolás Martínez, che interpreta Daniel, e Matías López, Carlos, avevano partecipato al film Aftershock; quindi, se The Green Inferno vi fosse piaciuto recuperatelo e aggiungete Cannibal Holocaust, Cabin Fever, Hostel e Hostel 2. ENJOY!
Trama: un gruppo di studenti universitari si reca in Ammazonia per salvare alcune tribù della foresta pluviale, minacciate dalle ruspe di una ditta senza scrupoli. A causa di un incidente aereo i ragazzi finiranno proprio persi nei territori di queste tribù che, ahiloro, si riveleranno cannibali...
Il ritorno dell'exploitation horror cannibale sul grande schermo dopo più di 30 anni bastava già di per sé a fomentarmi tantissimo, ancora prima della visione di The Green Inferno. Non prendetemi per pazza se vi dico che al primo pezzo di carnazza finito sotto i denti della vecchia capatribù ho frenato l'applauso, interamente dedicato alla faccia tosta di Eli Roth, che ha avuto l'ardire di riproporre un genere che, a ben vedere, non era mai sparito del tutto dalla scena horror ma era sempre stato mescolato a perversioni incestuose, ad ambienti degradati appena fuori dal passetto di casa, oppure completamente trasformato in una riflessione filosofica sull'homo homini lupus. E invece Eli ri-tira fuori dall'immaginario collettivo la tribù completamente sconosciuta agli occhi del mondo, tutta ossa nel naso e pelle colorata di rosso o giallo, che non aspetta altro che farsi una bella scorpacciata di buana bianchi e pronti a salvare un mondo al quale non frega una benemerita cippa di loro. Mancava solo il pentolone (ma c'è il forno!), per il resto The Green Inferno ha persino il sale e le erbe aromatiche da utilizzare per cucinare gli incauti bianchi, vittime di indigeni che non sono cattivi o pazzi ma seguono semplicemente i loro incomprensibili usi e costumi tribali, davanti ai quali l'uomo moderno può adattarsi oppure soccombere nel peggiore ed ingiusto dei modi. Con buona pace di maiali, mucche e galline che hanno imparato a fare loro il gesto dell'ombrello, ovviamente. The Green Inferno, con le motivazioni "innocenti" che spingono i mostri (o presunti tali), della pellicola, riporta al cinema l'horror ignorante che getta letteralmente in pasto allo spettatore dei bagni di sangue per il solo gusto di schifarlo e divertirlo e in questo do ragione a Stephen King, che ha definito il film di Roth "un ritorno al cinema da drive-in della sua giovinezza"; che potrebbe essere un complimento come no, ovviamente. Personalmente, come dicevo a Lucia (andate a leggere il suo post in merito, please!) trovo che il film più bello e maturo di Eli Roth sia Hostel 2, sia per il modo in cui il regista riusciva a farci affezionare alle protagoniste sia per la sua capacità di cambiare bruscamente e in maniera inaspettata le prospettive di tutti i coinvolti mostrando anche il punto di vista dei "torturatori", mentre The Green Inferno ha dei personaggi tagliati con l'accetta e mediamente insopportabili, oltre ad essere anche troppo lineare nel dipanarsi della trama.
La furberia di Eli Roth, quindi, non è tanto quella di mostrare macellate fuori dal comune (ero al cinema col mio ragazzo digiuno di horror e il suo commento è stato "il film non mi è piaciuto ma le immagini non mi hanno fatto così tanto schifo") quanto quella di saper creare l'attesa e fomentare l'aspettativa dello spettatore scafato, un'aspettativa che spesso, e per fortuna, rimane estremamente delusa; sinceramente, dopo il primo banchetto mi aspettavo cose fuori dalla grazia di Dio ma se riuscite a superare quello molto probabilmente potrete arrivare alla fine del film senza vomitare, piuttosto la cosa peggiore è stata per me "ricamare" e fare congetture sul destino delle tre donne superstiti, sopratutto dopo gli argomenti che vengono toccati a inizio film. La parte centrale di The Green Inferno è infatti una supercazzola quasi simpatica, con un paio di trucchi da cartone animato che sciolgono la tensione in un'inopportuna risata, nell'attesa che il personaggio più odioso della pellicola, l'infame Alejandro di quell'Ariel Levy che in Aftershock era invece una delle persone più gradevoli, faccia una fine devastante. Le uniche emozioni che The Green Inferno è in grado di suscitare sono in effetti un odio mortale per tale Alejandro e tanta, tanta pena per la povera Lorenza Izzo, ricca figlia di papà dal cuore d'oro, i cui occhioni terrorizzati testimoniano non tanto l'orrore celato nella foresta, quanto la malvagità insita nell'animo di chi si approfitta della bontà altrui ed è pronto a sacrificare chiunque per fare soldi e pubblicità. A parte queste considerazioni, c'è da dire che Eli, rimasto più o meno sempre uguale come sceneggiatore (qui è aiutato da Guillermo Amodeo, autore del già citato Aftershock e dell'imminente Knock Knock, sempre prodotto da Roth), è invece migliorato molto come regista, diventando in qualche modo più "riflessivo" e attento alla bellezza delle immagini; le panoramiche della foresta e le sequenze ambientate nel fiume, dove peraltro la Izzo ha rischiato davvero di annegare, sono piuttosto inusuali per il mio amato cialtronetto, così come alcune riprese della vita quotidiana dei veri indigeni, da me molto apprezzate. Se a questo aggiungete gli effetti splatter superiori di Nicotero & Berger avrete tra le mani un ottimo film di genere, non esagerato quanto vogliono fare credere giornalisti, divieti ai minori di 18 anni ecc., né sicuramente meritevole di entrare nella top 5 di fine anno ma sicuramente divertente e godereccio, almeno per gli amanti di questo tipo di horror.
Del regista e co-sceneggiatore Eli Roth ho già parlato QUI mentre Richard Burgi, che interpreta Charles, lo trovate QUA.
Lorenza Izzo (vero nome Lorenza Izzo Parsons) interpreta Justine. Fortunatissima moglie di Eli Roth, la ricordo per il film Aftershock e tornerà sul grande schermo con l'imminente Knock Knock. Cilena, ha 26 anni e due film in uscita.
Ariel Levy interpreta Alejandro. Cileno, lo ricordo per il film Aftershock. Ha 31 anni e sei film in uscita.
Anche Nicolás Martínez, che interpreta Daniel, e Matías López, Carlos, avevano partecipato al film Aftershock; quindi, se The Green Inferno vi fosse piaciuto recuperatelo e aggiungete Cannibal Holocaust, Cabin Fever, Hostel e Hostel 2. ENJOY!
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venerdì 2 ottobre 2015
Crossposting: Descendants (2015)
Qualche tempo fa ho notato su Facebook la pubblicità di Descendants, film TV Disney diretto dal regista Kenny Ortega che avrebbe dovuto andare in onda in Italia su Disney Channel il 3 ottobre, proprio domani. Quale occasione migliore per tornare a scrivere un bel Postcrossing con Acalia Fenders di Prevalentemente Anime e Manga?
La sua recensione di questo capolavooooro! la trovate QUI.
Trama: Belle e la Bestia si sono sposati e hanno riunito tutti i buoni dei cartoni Disney sotto l'egida del regno di Auradon, relegando i malvagi e le spalle inutili nell'Isola degli Sperduti, luogo protetto da una barriera che impedisce loro di uscire e usare la magia. Vent'anni dopo, il figlio di Belle e Bestia sta per essere incoronato re e il giovane sovrano decide di consentire a quattro ragazzi "Sperduti" di frequentare la Auradon Prep; Mal, Evie, Jay e Carlos, rispettivamente figli di Malefica, della Regina Cattiva, di Jafar e di Crudelia De Mon, varcano così la barriera, spinti a tessere turpi trame dai loro genitori...
Di fronte alla pubblicità di Descendants immaginavo che avrei dovuto passare la serata davanti a una pezzenteria quasi insostenibile ma non credevo la Disney potesse raggiungere simili abissi di depravazione, nemmeno dopo High School Musical. Un attimo, sono ingiusta, diamo a Cesare quel che è di Cesare, almeno per un paio di righe, poi cominciamo a sparare a zero. Se provassi a mettermi nei panni di un'undicenne molto probabilmente vi direi che Descendants è una figata. Voglio dire, i genitori ormai più che crescere i figli a pane e Classici Disney li crescono a Pixar quando va bene e Masha & Orso quando va male quindi dubito che i ragazzini, privi di memoria storica come sono oltre che al 90% privi di qualsivoglia senso critico, abbiano per i vecchi villain Disney lo stesso affetto che provo io o si sentano spezzare il cuore davanti al modo terrificante in cui vengono ridotti in questo film TV; se a ciò si aggiunge che la trama di Descendants comprende piccoli problemi scolastici, primi amori, un pizzico di cattiveria e ribellione, finali a tarallucci e vino, il tutto messo in scena con attori belloccetti, mise "stilose" e qualche canzoncina piazzata nei momenti topici, va da sé che il prodotto di successo per i giovanissimi è bell'e pronto, non a caso a Londra ho visto miriadi di gadget a tema. Però mi viene anche da dire "Maledizione! ma che cazzarola vi abbiamo mai fatto noi trentenni per ritrovarci costretti a crescere i figli con della schifezza simile e a guardarla insieme a loro?" Io ripenso a mamma e papà, ai primi film che mi hanno portata a vedere (le riedizioni di Biancaneve e Cenerentola poi Bianca e Bernie, Oliver & Company, la Sirenetta, Aladdin, La Bella e la Bestia, ecc..) e ai cartoni che passavano in TV come quelli della Warner o di Hannah e Barbera e ritengo che i miei genitori potessero tranquillamente leccarsi dita e gomiti mentre noi al massimo potremo martellarci i marroni! Ma posso essere costretta a subire un'ora e mezza di pessimi cosplay, ancor peggiori effetti speciali e devastanti accessori comprati in cartoleria solo per far felice i miei pargoli? La risposta è NO. Giammai.
Partiamo dalla trama. La trama avrebbe anche senso. Sono io la prima ad essermi sparata due stagioni e mezzo di Once Upon a Time sciogliendomi in brodo di giuggiole davanti alla rilettura delle fiabe che più avevo amato quindi perché non immaginare un seguito alle storie Disney dove i personaggi hanno avuto figli? Passi anche la scellerata decisione della Bestia di separare i buoni dai cattivi (anche se lui per primo avrebbe dovuto essere lungimirante, da che pulpito!!!!) e condannare questi ultimi a un'esistenza senza magia, è un espediente simpatico e ci sta. Però devi anche creare nuovi personaggi all'altezza e rispettare UN MINIMO quelli storici oltre a non incappare in colossali castronerie per quel che riguarda le implicazioni di una storia simile. I figli dei villain Disney, nati probabilmente per mitosi visto che ognuno di loro ha UN solo genitore, sono degli scappati di casa di indicibile tristezza e, quel che è peggio, sono il trionfo del cliché e dell'incertezza in fase di scrittura. Mal è figlia, come si evince dal nome, di Malefica e questa coppia forse è l'unica ad aver avuto un minimo di fortuna, sia per il casting (Kristin Chenoweth è esilarante e canta l'unica canzone che non mi ha fatto venire voglia di morire) che per il background: a Malefica, che fortunatamente non somiglia a quella della Jolie ma, ahilei, non ha neppure un decimo dell'eleganza di quella che mi ha deliziata in La bella addormentata nel bosco, non frega una cippa della figlia, che è cresciuta di conseguenza nell'ombra della madre, cercando di compiacerla. Mal è una ragazzina che non sa cosa fare della sua vita, è cresciuta nel culto della malvagità, conseguentemente è l'unico personaggio vagamente interessante dell'intero film. Da qui, però, l'oblio. Evie, figlia di un'inquartata ed invajassita Regina di Biancaneve, è stata convinta dalla madre che l'unica cosa importante nella vita è la bellezza e trovare un Principe che se la sposi (ci proverà col rampollo scemo di Cenerentola ma finirà col figlio nerd, santoddio!, del nano Cucciolo perché "meglio furba che gnocca"); Jay, figlio di un imbarazzante, pezzentissimo Jafar e probabilmente di Jasmine vista la figaggine, è stato assurdamente cresciuto dal padre come un emulo di Aladdin (non essendoci la magia Jafar ha pensato bene di tirare su il figlio a pane e ignoranza, ché la sottile arte dell'inganno era troppo difficile da imparare); Carlos, figlio di una Crudelia De Mon dai tratti sudamericani (ma perché????) e totalmente decerebrata, è cattivo solo perché ha paura dei cani e giuro che questo atavico terrore è tutto ciò che il giovane imbecille apporta al gruppo, privo com'è di altri pregi o difetti. I quattro scemi vengono invitati nel regno creato da Bestia e Belle, pieno di magia che NESSUNO usa "perché sennò la vita sarebbe troppo facile" e finiscono in un'orrenda scuola diretta dalla Fata Madrina che, ovviamente, non utilizza più la bacchetta per i motivi di cui sopra. Tal oggetto viene concupito però da Malefica, che incarica la figlia e i suoi lacché di recuperarlo senza immaginare che i quattro virgulti si ammorbidiranno allettati non tanto dalla bontà dei compagni di scuola (se i figli dei villain sono "rotten to the bone", come dice la canzone principale del film, quelli di Cenerentola, Aurora e Fata Madrina sono dei bastardi fatti e finiti, scemi come un tacco) quanto dalla ricchezza e dal cibo che abbondano nel regno di Auradon.
Tolto l'amore del figlio di Belle e Bestia per Mal, infatti, ciò che conquista i quattro malvagetti in erba è fondamentalmente un conforto materiale che getta una terribile ombra su questo cosiddetto regno di bontà. I cattivi non hanno magia, non mangiano dolci né frutta, sono costretti a vivere di espedienti per sopravvivere, all'inizio viene detto che persino i sidekicks delle storie Disney sono stati relegati a calci in culo nell'Isola degli Sperduti (e allora che diavolo ci fa il figlio di Cucciolo ad Auradon???) e i deboli che vivono ad Auradon, come la figlia scema della Fata Madrina, non vengono minimamente aiutati e confortati, anzi: razzismo, maldicenze e diffidenza paiono imperare in questo magico regno! Complimenti quindi agli sceneggiatori per aver trasformato l'intelligente Belle e il sensibile Bestia in due paraculi da primato, secondi per perfidia solo alla Merkel e a Putin! E come se non bastasse tutto ciò, a questa trama zeppa di terribili implicazioni e vilipendi alla storia dei cartoni Disney, bisogna aggiungere dei numeri musicali imposti dal noiosissimo Kenny Ortega che comprendono un'orrida versione hip pop dell'adorata Stia con noi (peraltro messa assolutamente fuori contesto!) e, orrore!, degli oggetti di scena imbarazzanti. Infatti, non è tanto l'interpretazione sopra le righe degli attori adulti (ribasisco che Jafar, Crudelia De Mon e la Regina Cattiva sono aberranti) o quella ancora acerba dei giovani ad affossare completamente Descendants, quanto orrori come il ponte giallo che si materializza sotto un'automobile (sembra un fotomontaggio realizzato da me con Paint), le parrucche delle ragazzine, la corona in plastica con l'effige della Bestia, l'anello di plastica del principe, la mancanza di sincrono tra il labiale e le orribili canzoni; capisco che tutto il budget sia stato speso per il drago finale ma Santo Cielo!, avete persino riciclato gli interni e gli esterni della scuola da X-Men 2, Smallville e Arrow, almeno della bigiotteria decente compratela!!! Potrei ancora andare avanti per ore, ci sarebbe anche da parlare della ragazzina in sedia a rotelle piazzata in mezzo ai numeri musicali per coinvolgere i diversamente abili o della principessa Aurora, figlia di una donna di colore eppure bianca come il latte, ma preferisco lasciare che andiate a curiosare anche nel blog di Acalia prima che arrivi l'ora fatidica. Un consiglio da amica: se i vostri figlioli volessero mai guardare 'sta boiata, portateli al cinema, insegnategli a giocare a carte, leggetegli una storia, andate a trovare i nonni, piuttosto dite che la TV non funziona e internet neppure o per mesi non vi libererete di Mal e compagnia. Oppure bevete pesante, prima di accingervi alla visione.
Di Keegan Connor Tracy, che interpreta Belle, ho già parlato QUI.
Kenny Ortega (vero nome Kenneth John Ortega) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Hocus Pocus, High School Musical ed episodi di serie come Ally McBeal e Una mamma per amica. Anche produttore, attore, sceneggiatore e compositore, ha 65 anni e due film in uscita, tra i quali il probabile remake di Dirty Dancing.
Dan Payne (vero nome Daniel Boyd Payne) interpreta Bestia. Canadese, ha partecipato a film come Watchmen, Quella casa nel bosco e a serie come Supernatural e Once Upon a Time in Wonderland. Anche stuntman, ha 43 anni e quattro film in uscita.
Kathy Najimy interpreta la Regina Cattiva. Americana, la ricordo per film come La leggenda del re pescatore, Sister Act, Hocus Pocus, Sister Act 2, La sposa di Chucky e Rat Race, inoltre ha partecipato a serie come Raven, Zack & Cody al Grand Hotel, Numb3rs, Desperates Housewives e Ugly Betty. Anche produttrice, sceneggiatrice e regista, ha 58 anni e quattro film in uscita.
Cameron Boyce, che interpreta Carlos, aveva già partecipato ai film Riflessi di paura e Un weekend da bamboccioni, il suo collega Booboo Stewart, ovvero Jay, è stato un giovane Warpath nel film X-Men: Giorni di un futuro passato e ha partecipato ai film della serie Twilight nei panni del licantropo Seth Clearwater mentre Sarah Jeffery, che interpreta Jane, l'odiosa figlia della principessa Aurora, era l'altrettanto odiosa Amy di Wayward Pines. Descendants a quanto pare è la nuova gallina dalle uova d'oro della Disney: sul sito USA della casa del topo potete infatti seguire la webserie School of Secrets, dove una non meglio specificata studentessa piazza delle telecamere nascoste per carpire i segreti degli alunni della Auradon Prep, mentre su Disney Channel sta andando in onda Wicked World, serie animata che segue appunto le vicende del film TV; inoltre, esiste anche un libro dal titolo Descendants: The Isle of the Lost, scritto da Melissa De La Cruz, prequel delle vicende narrate nel film. Detto questo, se Descendants vi fosse piaciuto provate a recuperare Once Upon A Time, potrebbe essere la serie che fa per voi! ENJOY!
La sua recensione di questo capolavooooro! la trovate QUI.
Trama: Belle e la Bestia si sono sposati e hanno riunito tutti i buoni dei cartoni Disney sotto l'egida del regno di Auradon, relegando i malvagi e le spalle inutili nell'Isola degli Sperduti, luogo protetto da una barriera che impedisce loro di uscire e usare la magia. Vent'anni dopo, il figlio di Belle e Bestia sta per essere incoronato re e il giovane sovrano decide di consentire a quattro ragazzi "Sperduti" di frequentare la Auradon Prep; Mal, Evie, Jay e Carlos, rispettivamente figli di Malefica, della Regina Cattiva, di Jafar e di Crudelia De Mon, varcano così la barriera, spinti a tessere turpi trame dai loro genitori...
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| Maccheccazz...stiamo guardando? |
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| Oh...DUH! |
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| La pezzenteria in plastica |
Di Keegan Connor Tracy, che interpreta Belle, ho già parlato QUI.
Kenny Ortega (vero nome Kenneth John Ortega) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Hocus Pocus, High School Musical ed episodi di serie come Ally McBeal e Una mamma per amica. Anche produttore, attore, sceneggiatore e compositore, ha 65 anni e due film in uscita, tra i quali il probabile remake di Dirty Dancing.
Dan Payne (vero nome Daniel Boyd Payne) interpreta Bestia. Canadese, ha partecipato a film come Watchmen, Quella casa nel bosco e a serie come Supernatural e Once Upon a Time in Wonderland. Anche stuntman, ha 43 anni e quattro film in uscita.
Kathy Najimy interpreta la Regina Cattiva. Americana, la ricordo per film come La leggenda del re pescatore, Sister Act, Hocus Pocus, Sister Act 2, La sposa di Chucky e Rat Race, inoltre ha partecipato a serie come Raven, Zack & Cody al Grand Hotel, Numb3rs, Desperates Housewives e Ugly Betty. Anche produttrice, sceneggiatrice e regista, ha 58 anni e quattro film in uscita.
Cameron Boyce, che interpreta Carlos, aveva già partecipato ai film Riflessi di paura e Un weekend da bamboccioni, il suo collega Booboo Stewart, ovvero Jay, è stato un giovane Warpath nel film X-Men: Giorni di un futuro passato e ha partecipato ai film della serie Twilight nei panni del licantropo Seth Clearwater mentre Sarah Jeffery, che interpreta Jane, l'odiosa figlia della principessa Aurora, era l'altrettanto odiosa Amy di Wayward Pines. Descendants a quanto pare è la nuova gallina dalle uova d'oro della Disney: sul sito USA della casa del topo potete infatti seguire la webserie School of Secrets, dove una non meglio specificata studentessa piazza delle telecamere nascoste per carpire i segreti degli alunni della Auradon Prep, mentre su Disney Channel sta andando in onda Wicked World, serie animata che segue appunto le vicende del film TV; inoltre, esiste anche un libro dal titolo Descendants: The Isle of the Lost, scritto da Melissa De La Cruz, prequel delle vicende narrate nel film. Detto questo, se Descendants vi fosse piaciuto provate a recuperare Once Upon A Time, potrebbe essere la serie che fa per voi! ENJOY!
giovedì 1 ottobre 2015
(Gio) WE, Bolla! del 1/10/2015
Buon giovedì a tutti! Per una serie di impreviste quanto gradevolissime e financo gioiose circostanze la settimana scorsa ho perso i due film che avrei tanto voluto vedere, The Green Inferno (mai arrivato a Savona) e persino Sicario (tenuto meno di una settimana, praticamente dove abito io bisognerebbe NON avere una vita al di fuori della sala oppure ciaone!) quindi sono particolarmente depressa. Spero di recuperare almeno uno dei due questa settimana anche perché, sinceramente, le nuove uscite non mi sconfinferano... ENJOY!
Straight Outta Compton
Reazione a caldo: Gesù.
Bolla, rifletti!: No, io l'hip pop e il rap non li reggo. Di Ice Cube e Dr. Dre non me n'è mai potuto fregare di meno, non andrò quindi al cinema a vedere un film che parla del loro travagliato passato. Tanto più che un film simile, adattato e doppiato in italiano, non vale una cicca.
Padri e figli
Reazione a caldo: Bwahahaahahah!!!!!
Bolla, rifletti!: Lo sapete che tutte le barzellette finiscono con Muccino? Ecco, se non lo sapete sapevatelo, ché io i film internazionali scritti e diretti da lui li evito come la peste!
Io e lei
Reazione a caldo: Mah...
Bolla, rifletti!: Nel buio panorama della cinematografia italiana spunta improvviso un film su una coppia lesbica, incarnata da Sabrina Ferilli e Maria Sole Tognazzi. Sarà il trionfo della banalità e dei tristi cliché o parliamo di un film che merita? Chissà.
Sopravvissuto: The Martian
Reazione a caldo: MEH
Bolla, rifletti!: La fantascienza, ah! questo terreno minato. Qualcuno mi ha detto "ma è Ridley Scott, VA visto!". E' che io Matt Damon lo patisco un po' e volevo più bene a Tony che a Ridley. Vedremo, magari la settimana prossima mi viene voglia di guardarlo.
E al cinema d'élite che fanno?
La prima luce
Reazione a caldo: Deh!, le scamarciadi!
Bolla, rifletti!: Altro attore che soffro poco, Scamarcio. Nei panni di un padre talmente assorbito dalla sua professione da farsi portare via il figlio non so se riuscirei a sostenerlo. Andate, guardatelo e fatemi sapere!
Straight Outta Compton
Reazione a caldo: Gesù.
Bolla, rifletti!: No, io l'hip pop e il rap non li reggo. Di Ice Cube e Dr. Dre non me n'è mai potuto fregare di meno, non andrò quindi al cinema a vedere un film che parla del loro travagliato passato. Tanto più che un film simile, adattato e doppiato in italiano, non vale una cicca.
Padri e figli
Reazione a caldo: Bwahahaahahah!!!!!
Bolla, rifletti!: Lo sapete che tutte le barzellette finiscono con Muccino? Ecco, se non lo sapete sapevatelo, ché io i film internazionali scritti e diretti da lui li evito come la peste!
Io e lei
Reazione a caldo: Mah...
Bolla, rifletti!: Nel buio panorama della cinematografia italiana spunta improvviso un film su una coppia lesbica, incarnata da Sabrina Ferilli e Maria Sole Tognazzi. Sarà il trionfo della banalità e dei tristi cliché o parliamo di un film che merita? Chissà.
Sopravvissuto: The Martian
Reazione a caldo: MEH
Bolla, rifletti!: La fantascienza, ah! questo terreno minato. Qualcuno mi ha detto "ma è Ridley Scott, VA visto!". E' che io Matt Damon lo patisco un po' e volevo più bene a Tony che a Ridley. Vedremo, magari la settimana prossima mi viene voglia di guardarlo.
E al cinema d'élite che fanno?
La prima luce
Reazione a caldo: Deh!, le scamarciadi!
Bolla, rifletti!: Altro attore che soffro poco, Scamarcio. Nei panni di un padre talmente assorbito dalla sua professione da farsi portare via il figlio non so se riuscirei a sostenerlo. Andate, guardatelo e fatemi sapere!
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