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martedì 29 gennaio 2019

A Star Is Born (2018)

Cominciano oggi i recuperi pre-Oscar sperando di riuscire a vedere più film possibili prima della fatidica notte. Stavolta tocca a A Star Is Born, diretto nel 2018 da Bradley Cooper e candidato a otto premi: Miglior Canzone Originale (Shallow), Miglior Missaggio Sonoro, Miglior Film, Miglior Attore Protagonista (Bradley Cooper), Miglior Attrice Protagonista (Lady Gaga), Miglior Attore Non Protagonista (Sam Elliott), Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Fotografia.


Trama: Ally si barcamena tra un lavoro ingrato e qualche piccolo concerto in un club di travestiti. Un giorno, proprio nel club incontra il famosissimo cantautore e chitarrista Jackson Maine, il quale si invaghisce non solo di lei ma anche e soprattutto della sua musica.


A Star Is Born era il film di cui più mi pesava il recupero e la visione non ha sfatato questo mio pregiudizio. Remake del remake del remake del remake di una storia portata al cinema già nel 1932 ma resa immortale da George Cukor prima e Frank Pierson poi, A Star Is Born è un film talmente banale e fasullo che non saprei nemmeno come scrivere un post privo di livore, senza dargli più importanza del necessario. Razionalmente parlando, non merita nemmeno uno degli Oscar che gli sono stati assegnati salvo forse quello per la Miglior Canzone Originale, effettivamente molto bella, e francamente continuo a non capire tutto l'entusiasmo per un film che non è altro che l'ennesima riproposta di un tema vecchio come il cucco: cantante/attrice di belle speranze incontra chi la fa diventare famosa, i due si innamorano, uno dei due ci perde, indovinate un po' chi. E come si fa a biasimare il povero Jackson Maine, cantante e musicista soffocato da un gorgo di alcool e droga, fiaccato dalla solita, tristissima storia di abusi famigliari e da una malattia all'udito, che sperava di aver trovato una cantante sensibile e si ritrova per le mani la brutta copia, per l'appunto di Lady Gaga? Ally, lei così bruttarella col naso importante ma tanto sensibile, con una voce della Madonna (e questo non può negarlo nessuno) e doti di paroliera che nemmeno Mogol, si ritrova all'improvviso centro delle attenzioni di un povero cristiano disilluso che in lei rivede l'innocenza e la forza perdute, e che se la trascina sul palco di un mega concerto a cantare una canzone a) sentita una sola volta b) mai provata prima ma soprattutto c) eseguita perfettamente da Ally, Jackson e persino tutta l'orchestra, cosa che le spalanca le porte della fama nazionale ed internazionale in un batter d'occhio. E certo. Avete idea di quanto ridesse il Bolluomo, provetto bassista? E avete idea di quanto stessi male io, che notoriamente ODIO i film dove mostrano tutto facile, bello e improvviso, soprattutto dopo che Whiplash e Tonya hanno dato un doveroso schiaffo a tutto questo ottimismo d'accatto?  Appunto. E da lì in poi il film è un crescendo, con scene d'aMMore strappalacrime, canzoni orribili, una prevedibilità imbarazzante non solo per la trama ma anche e soprattutto per la scelta del montaggio, le soluzioni di regia, il trucco e parrucco di una Lady Gaga sempre più vajassa (ma oh, lo stesso tanto sensibile!), quel finale fintamente commovente durante il quale la compianta Whitney Houston si stava sicuramente rivoltando nella tomba.


Ecco che mi sono lasciata trasportare, non volevo, lo giuro. Facciamo una cosa più schematica e razionale o da qui non ne usciamo. Allora. Miglior Film. Va bene che questo è l'anno della mediocrità, con Black Panther e Bohemian Rhapsody, due film che mi sono piaciuti ma che sono pellicole di vastissimo consumo, dimenticabili dopo una settimana o due, ma inserire una roba così banale ed ordinaria nella categoria è un insulto ad opere come La forma dell'acqua o ad altri film che invece non ce l'hanno fatta come Gosford Park o Pulp Fiction. Miglior Attrice Protagonista. Nulla da dire contro Lady Gaga ma, andiamo, gente, non è che l'abbiano messa ad interpretare Anna dei miracoli. Deve semplicemente essere se stessa, ovvero cantare e recitare un minimo. Che lo faccia bene è indubbio ma da qui ad elevarla ad attrice della Madonna ne passa. Miglior Attore Protagonista. Bradley Cooper è un figo assurdo, avrebbero tutte le ragioni per dargli l'Oscar come Miglior Mitifarei. Ma, per citare il bardo, "miocuggino è preoccupante e parla coi rutti", e il fatto di avere un personaggio meno monodimensionale di quello appioppato a Lady Gaga non lo rende automaticamente degno di vincere l'ambita statuetta. Su Sam Elliott non mi pronuncio, secondo me le lacrime sul prefinale derivavano dall'aver partecipato a questa cretinata per femminucce sospiranti ma tra i tre obiettivamente è comunque quello che fa una miglior figura. Il resto, lo ammetto, non posso giudicarlo. La fotografia sì, bellina ma non avendola particolarmente notata significa che non ha superato la barriera della mia ignoranza come, che so, quella di Blade Runner 2049 o de La forma dell'acqua, e per la miglior sceneggiatura non originale... davvero, onestamente, ci vuole tanto a sceneggiare una roba così? Per dire, non mi sono emozionata nemmeno per un istante, nemmeno sul finale, e si che io ho la lacrima facilissima. Con due candidati come La ballata di Buster Scruggs e BlacKKKlansman, articolati e complessi, nonché profondi, davvero merita qualcosa questa banalità deprimente? Bah. E' l'unico commento che mi sento ancora di fare su questo film. Evidentemente, non è proprio il mio genere.


Del regista Bradley Cooper, che interpreta anche Jackson Maine, ho già parlato QUI. Sam Elliott (Bobby), Alec Baldwin (se stesso) e Ron Rifkin (Carl) li trovate invece ai rispettivi link.

Lady Gaga (vero nome Stefani Joanne Angelina Germanotta) interpreta Ally. Cantante e compositrice americana, la ricordo per film come Men in Black 3, Machete Kills e Sin City - Una donna per cui uccidere, inoltre ha partecipato a serie quali I Soprano, American Horror Story e doppiato un episodio de I Simpson. Anche produttrice, regista e sceneggiatrice, ha 33 anni.


Dave Chappelle interpreta George "Noodles" Stone. Americano, lo ricordo per film come Robin Hood - Un uomo in calzamaglia, Il professore matto e Con Air, inoltre ha partecipato a serie quali Quell'uragano di papà. Anche sceneggiatore e produttore, ha 46 anni.


Greg Grunberg interpreta Phil, l'autista di Jack. Americano, lo ricordo per film come L'uomo senza ombra, Austin Powers in Goldmember, Ladykillers e Super 8 , inoltre ha partecipato a serie quali Melrose Place, Baywatch, La zona morta, Dr. House, Alias, Monk, Heroes, Lost, CSI - Scena del crimine, e doppiato episodi di American Dad! e Robot Chicken. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 52 anni e quattro film in uscita tra cui Star Wars: Episode IX.


A contendersi il ruolo di Ally c'erano in primis Beyoncé, fortemente voluta dai produttori, poi Jennifer Lopez, Shakira, Demi Lovato, Selena Gomez, Kesha, Rihanna e Janelle Monáe. Il film è l'ennesimo rifacimento di A che prezzo Hollywood? e E' nata una stella (del 1937, 1954 e 1976) quindi se vi fosse piaciuto cercatene tutte le versioni e aggiungete Bohemian Rhapsody, giusto per restare in tema Oscar, e La La Land. ENJOY!

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