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venerdì 7 dicembre 2018

Nickname: Enigmista (2005)

Qualche tempo fa ho recuperato Nickname: Enigmista (Cry Wolf), diretto e co-sceneggiato nel 2005 dal regista Jeff Wadlow.


Trama: un ragazzo arriva al college e diventa amico di un gruppetto di coetanei che lo coinvolgono in uno scherzo ai danni dell'intero corpo studentesco. Far credere però che un assassino circoli per i corridoi del campus rischia di richiamare le attenzioni di un vero serial killer...



Nickname: Enigmista è uno di quei film che, proprio a causa dello stupido titolo italiano, uno rischia di non vedere mai, convinto di avere davanti il cugino povero e scabeccio di Saw: L'enigmista. In realtà, l'intera trama della pellicola poggia sul concetto di "gridare al lupo", come da titolo originale, finché qualcuno, giustamente, smette di crederci proprio quando servirebbe una mano per davvero; di più, la pellicola è un interessante esempio di come le fake news (che all'epoca, in assenza di Facebook, probabilmente nemmeno si chiamavano così) abbiano rapida presa all'interno di una comunità e di come l'informazione può essere manipolata da chi conosce un minimo il pubblico di riferimento. Questo succedeva, vi ricordo, anche in The Hole, a cui Nickname: Enigmista deve moltissimo per un paio di aspetti fondamentali, tuttavia qui la storia non viene raccontata da diversi punti di vista ma solo da quello di Owen, studente trasferitosi in una nuova scuola che entra in contatto con la bella Dodger e il suo gruppetto di amici appassionati di "giochi di ruolo". In realtà, il gioco che vede impegnati i ragazzi è la versione appena più patinata di Killer, dove bisogna semplicemente scoprire l'assassino che si nasconde tra i giocatori, e giustamente a un certo punto Dodger decide di alzare la posta e convince la matricola a far giocare l'intero istituto, diffondendo una mail in cui si parla di uno spietato killer pronto a fare strage di studenti dopo avere già ucciso (questo per davvero) una ragazza poco distante. Un "l'ha detto mio cuGGino" all'ennesima potenza ma, come spesso accade negli horror, chi di fake news ferisce di fake news perisce, stavolta letteralmente, e un killer mascherato comincia a perseguitare realmente un Owen sempre più terrorizzato e i suoi nuovi amici. Questa quindi la trama di un film che, nonostante la sua apparente natura di slasher, offre ben pochi morti ammazzati, preferendo concentrarsi sul whoddunnit?, focalizzando i sospetti dello spettatore ora su questo ora sull'altro protagonista e, soprattutto, ricercando una quadra finale abbastanza invidiabile per questo genere di teen horror dove il WTF è sempre dietro l'angolo.


E' una fortuna che la trama di Nickname: Enigmista sia intrigante perché, obiettivamente, la messa in scena è invece un po' sciapa. Jeff Wadlow non è Wes Craven e si vede; nonostante un paio di "visioni" coloratissime e quasi in acido appioppate al protagonista, la regia non brilla, non brilla la colonna sonora, non brilla il look del killer e, in generale, sembra quasi di vedere la versione povera di So cos'hai fatto privata anche, e questo per fortuna, del "glam" dei protagonisti della famigerata saga. A proposito degli attori, Lindy Booth si mangia tutto il resto del cast con una performance da affascinante little bitch, machiavellica organizzatrice di un gioco che le si ritorce contro nei modi peggiori, "cappuccetto rosso" nelle mire di un lupo che lei stessa ha richiamato. Gli altri si assestano in una scala di valori che va dal dimenticabile (i vari amici di contorno i quali, nonostante abbiano più o meno tutti un ruolo fondamentale, rimangono segregati nella nicchia del cliché, protagonista compreso) al simpatico, dove per simpatico intendo Jon Bon Jovi chiamato a fare da guest star in un ruolo più serio di quanto avrei creduto. Mi si dice QUI che l'adattamento di Nickname: Enigmista è probabilmente uno dei peggiori mai realizzati, con forzature imbarazzanti e ancor più imbarazzanti censure a livello di dialoghi e forse per questo non ho apprezzato il film quanto avrei dovuto/sperato. Di sicuro, l'ho trovato una visione simpatica, rilassante e coinvolgente e se non siete avvezzi al genere ma volete immergervi in una serata a base di brividi "leggeri" ma non stupidi, potreste aver trovato la pellicola che fa per voi... magari, però, recuperatela in lingua originale.


Del regista e co-sceneggiatore Jeff Wadlow ho già parlato QUI. Gary Cole (Mr. Matthews) e Jared Padalecki (Tom) li trovate invece ai rispettivi link.

Lindy Booth interpreta Dodger. Canadese, ha partecipato a film come American Psycho 2, Wrong Turn, L'alba dei morti viventi, Kick-Ass 2 e a serie quali Psi Factor, Relic Hunter,The 4400, CSI: NY, Cold Case, Ghost Whisperer e Supernatural. Anche regista, ha 39 anni e un film in uscita.


Se Nickname: Enigmista vi fosse piaciuto recuperate The Hole. ENJOY!

venerdì 22 agosto 2014

La maschera di cera (2005)

Continuiamo con l'ininterrotta serie di supercazzole horror che riempiono l'estate e parliamo di La maschera di cera (House of Wax), diretto nel 2005 dal regista Jaume Collet-Serra.


Trama: un gruppo di ragazzi rimane bloccato in una cittadina sperduta. Lì scopriranno il terribile mistero che si cela dietro il museo delle cere locale...


La maschera di cera è il tipico slasher che vede cozzare un gruppo di fighetti diversamente adolescenti e un manipolo di zotici campagnoli con umanoide deforme annesso e che sta praticamente alla base dell'horror americano fin dai tempi di Non aprite quella porta. Le variazioni sul tema sono tante quante le stelle nel cielo e in questo caso particolare l'ispirazione è da ricercarsi nientemeno che in precedenti illustri come La maschera di cera del 1933 e La maschera di cera di Andre De Toth con Vincent Price (non a caso uno dei personaggi si chiama Vincent ma le similitudini finiscono lì); all'atavico orrore per il suonatore di banjo che ti accoltella nello sperduto paesino dell'America rurale si aggiunge dunque l'innata paura verso oggetti inanimati, simil-manichini ed esseri umani di cera che, se non sbaglio, prende il nome di "automatonofobia" e che mi coglie ogni volta che mi si parano davanti quei maledetti mimi dipinti d'argento che si muovono appena sentono tintinnare gli spiccioli dello sprovveduto turista. Ma sto divagando. Volevo parlare del perché La maschera di cera, nonostante la sua banalità di fondo, si guarda più volentieri rispetto ad altri film simili e il motivo è molto semplice: è un po' più sadico e crudele del normale e, ovviamente, un po' più trash (indovinate come mai. Se non ci riuscite passate al paragrafo successivo). Jaume Collet - Serra, prima di regalarci un focoso finale dove tutto si squaglia come nei migliori incubi della povera Madame Tussaut, non si fa mancare inquadrature di falangi inaspettatamente mozzate, labbra incollate, torture da salone di bellezza, aghi che si infilano in luoghi inopportuni e, soprattutto, l'efficacissima sequenza in cui si scopre la reale natura delle "bellissime" statue di cera che popolano il museo del titolo originale. La maschera di cera gode inoltre di un ritmo sostenuto che consente allo spettatore di sorvolare sul fatto che i protagonisti sono fondamentalmente un branco di minchiette senza cervello né personalità e che le motivazioni dei villain sono a dir poco risibili e a malapena giustificate da un tristissimo flashback iniziale.


Arriviamo quindi dritti all'elemento trash a cui accennavo sopra, ovvero all'augusta partecipazione di Paris Hilton! Per il "bene" di La maschera di cera la bionda ereditiera ha vinto nientemeno che il Razzie Award come peggior attrice non protagonista, sbaragliando avversarie temibili come il gatto di marmo Katie Holmes in Batman Begins o Jessica Simpson in Hazzard e come dar torto alla giuria? Paris d'altronde non recita ed è per questo che non è neppure lontanamente irritante come ci si potrebbe aspettare: è semplicemente sé stessa, ovvero una zoccolotta dallo sguardo vacuo che corre seminuda e urlante finché il destino non la centra in pieno sottoforma di palo appuntito, scatenando così la standing ovation degli spettatori (l'applauso c'era stato al cinema, lo ricordo benissimo!). Il resto del cast non è purtroppo altrettanto pittoresco, si mantiene nella media di questo genere di produzioni e offre al pubblico un paio di belle facce che sarebbero diventate conosciute grazie alla TV, come quelle di Elisha Cuthbert e Jared Padalecki, per il resto non c'è nulla di particolare da segnalare, tranne forse la location affascinante e un simpatico omaggio a un film troppo spesso dimenticato come Che fine ha fatto Baby Jane?, a proposito della follia che serpeggia nelle famiglie di "artisti" e del giochino tra fratello buono e fratello malvagio. Altro non ho da aggiungere, tranne che La maschera di cera è un horror perfetto per una serata disimpegnata ma con un tasso di gore medio-alto. Sicuramente, sarebbe meglio che gli spettatori più impressionabili stessero alla larga!


Del regista Jaume Collet-Serra ho già parlato qui mentre Paris Hilton, che interpreta Paige, la trovate qua.

Elisha Cuthbert interpreta Carly Jones. Canadese, ha partecipato a film come Captivity, a serie come 24 e ha doppiato un episodio de I Griffin. Anche regista e produttrice, ha 32 anni e un film in uscita.


Jared Padalecki interpreta Wade. Americano, ha partecipato a film come Nickname: Enigmista, Venerdì 13 e a serie come E.R. Medici in prima linea, Una mamma per amica e Supernaturals. Anche stuntman, ha 32 anni.


E' imbarazzante che l'intero cast e l'intera promozione del film siano stati "costruiti" attorno alla partecipazione di Paris Hilton (in lingua originale tutti i personaggi esclamano almeno una volta That's Hot, che è la catchphrase tipica dell'ereditiera) se si pensa che per il ruolo erano state considerate Kate Winslet e Jennifer Connelly; effettivamente, le due attrici sarebbero state sprecate ma a tutto c'è un limite. Detto questo, se La maschera di cera vi fosse piaciuto recuperate anche Vacancy, i remake di Le colline hanno gli occhi e di Non aprite quella porta, Cabin Fever, Jeepers Creeper e Jeepers Creeper 2. ENJOY!

 







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