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domenica 18 settembre 2016

RocknRolla (2008)

Questa è l’ultima del 2016, prometto. Intendo l’ultima volta che scrivo un brevissimo post dopo praticamente un mese dalla visione del film, cosa che mi porta inevitabilmente ad affidarmi ad una memoria sempre più scarsa e ad emozioni ormai raffreddatesi. Ciò accade, soprattutto, quando si parla di film come RoknRolla, diretto nel 2008 dal regista Guy Ritchie, la tipica sagra del malvivente inglese tanto cara all’autore.


Trama: uno speculatore edilizio senza scrupoli cerca di concludere un grosso affare con un magnate russo ma la commercialista di quest’ultimo è in combutta con un paio di piccoli malviventi e lo deruba sistematicamente di ogni investimento. A complicare un affare che già sta in piedi per miracolo si aggiungono i capricci di un giovane cantante rock fattosi passare per morto…



Ammetto pubblicamente di essere un’estimatrice di Guy Ritchie, del suo stile caciarone e videoclipparo, del montaggio rapido quanto i giri di giostra tra personaggi che si susseguono continuamente sullo schermo, del sottobosco criminale che mette in scena con abbondanti dosi di umorismo nero e anche di un certo modo ruffiano di accattivarsi il pubblico. Tutti questi elementi si ritrovano in RockNRolla eppure, nonostante il mio amore per il regista inglese, la visione del film si è rivelata lievemente pesante, come se avessi davanti uno scherzo tirato per le lunghe; la trama della pellicola fila e tutto torna perfettamente sul finale, nel quale ogni tessera apparentemente stonata riesce nonostante tutto a comporre un mosaico perfetto, però credo che la parte centrale del film venga appesantita troppo da ripetizioni inutili e personaggi superflui. In aggiunta, bisogna dire che il RockNRolla del titolo è uno dei protagonisti più fastidiosi e meno carismatici mai creati da Guy Ritchie. Non so se imputare la colpa all’attore Toby Kebbell, che sembrerebbe un giovane Sacha Baron-Coen molto meno divertente (e già di suo non che Baron-Coen mi faccia impazzire...), sta di fatto che dal momento in cui compare il fantomatico Johnny Quid il film subisce una frenata che non molla neppure con la presenza del fantastico “gangster” di Tom Wilkinson e del sempre valido Mark Strong, punte di diamante di un cast che contempla anche due figoni del calibro di Idris Elba e Gerard Butler, tra gli altri. Ecco, forse RockNRolla mi ha un po’ delusa perché pensavo che il fulcro della storia fosse questa coppia di pregevoli attori, invece la trama a un certo punto si discosta dalle loro disavventure, focalizzandosi su furti di quadri, rockstar drogate, segretucci nascosti e russi psicopatici, questi ultimi protagonisti delle sequenze più genuinamente folli e divertenti di tutta la pellicola. Nonostante questo, quando durante i titoli di coda ho letto che i protagonisti di RockNRolla sarebbero tornati per un secondo film non ho potuto fare a meno di chiedermi cosa aspetti Ritchie a riprendere le fila del discorso, magari con qualche aggiustatina qui e là: o sono completamente psicopatica e mi sbaglio di grosso, oppure potrebbe venire fuori un sequel molto migliore della pellicola originale!


Del regista e sceneggiatore Guy Ritchie ho già parlato QUI. Gerard Butler (One Two), Tom Wilkinson (Lenny Cole), Mark Strong (Archy), Idris Elba (Mumbles), Tom Hardy (Bob il bello), Toby Kebbel (Johnny Quid), Karel Roden (Uri Omovich), Jeremy Piven (Roman), Gemma Arterton (June) e Jamie Campbell Bower (Rocker) li trovate invece ai rispettivi link.

Thandie Newton interpreta Stella. Inglese, ha partecipato a film come Intervista col vampiro, Gridlock'd, Mission: Impossible 2, The Chronicles of Riddick e a serie come E.R. Medici in prima linea, inoltre ha doppiato un episodio di American Dad!. Ha 44 anni e due film in uscita.


Il cantante Ludacris (col vero nome di Chris Bridges) interpreta Mickey, uno dei due manager di Johnny Quid. Apparentemente, quella di RocknRolla avrebbe dovuto essere una trilogia, di fatto nei titoli di coda viene scritto "The Wild Bunch will return in The Real RockNRolla", tuttavia nel frattempo Ritchie ha girato altri quattro film e di un eventuale sequel non c'è ancora traccia. Detto questo, se RocknRolla vi fosse piaciuto recuperate Lock & Stock - Pazzi scatenati e Snatch - Lo strappo. ENJOY!

giovedì 10 maggio 2012

The Abandoned (2006)

Dopo tante visioni ormai è difficile che mi capiti tra le mani qualche horror interessante o ben fatto, soprattutto se parliamo di pellicole recenti. Per fortuna ogni tanto spuntano lavori pregevoli come The Abandoned, diretto nel 2006 dal regista Nacho Cerdá. La recensione contiene qualche leggero spoiler, siete avvisati.

Trama: dopo 40 anni una donna torna in Russia per scoprire la verità sulla sua famiglia. Si riunirà al fratello perduto, ma scoprirà anche che certi segreti del passato sarebbe meglio lasciarli sepolti…


The Abandoned è una pellicola assai particolare, dal gusto europeo. E’ un horror adulto e per nulla lineare, nel quale la trama e la soluzione dei misteri che circondano la famiglia della protagonista vengono portate avanti a poco a poco, senza concedere tutto e subito allo spettatore. In questo senso, è un horror per persone pazienti, che preferiscono l’atmosfera ai colpi di scena che si susseguono senza sosta. E The Abandoned è sufficientemente inquietante da regalare più di un brivido. Nulla di troppo innovativo, per carità; la pellicola sfrutta topoi horror ormai consolidati, come la vecchia casa abbandonata, il luogo da cui non è possibile uscire, il bosco minaccioso, una sorta di loop temporale, un passato terribile e celato, personaggi inquietanti che non parlano o lo fanno per enigmi. Ma la messa in scena di questi topoi è convincente, perché il regista e gli sceneggiatori li sfruttano al meglio senza cadere troppo nella banalità o nel già visto, con la macchina da presa che cerca soluzioni innovative, immagini emblematiche e quasi artistiche, un susseguirsi ininterrotto e straniante di flashback, scene ambientate nel presente e visioni di morte.


The Abandoned non è comunque privo di difetti e quello principale è forse quello di confondere lo spettatore fino a fargli perdere di vista il fulcro della vicenda; per dirla in due parole, secondo me gli sceneggiatori a un certo punto non sapevano più come giustificare la presenza dei due protagonisti nella casa e la loro impossibilità ad uscirne, né se i due sono vivi oppure morti durante la loro permanenza lì perché, a tratti, sembrerebbe che entrambi fossero già schiattati prima di arrivare nella casa o subito dopo (per esempio, la donna finisce nel fiume e il fratello le dice di averla salvata dall’annegamento… ma se non fosse vero? E perché lui viene inghiottito dal pavimento e non si vede per mezz’ora buona, prima di tornare come se non gli fosse successo nulla?). A parte questo, se si accettano le cose come sono e non si punta ad approfondire troppo la faccenda, The Abandoned regala interessanti trovate horror, come quella dei doppelgänger che incarnano il destino di morte dei due fratelli e che non possono essere feriti o uccisi, perché ogni ferita si ripercuoterebbe sui vivi, o come la terribile sequenza dove viene rivelata tutta la follia del padre dei due, follia che farebbe invidia al Mason Verger di Hannibal e dove viene fatto un uso assai creativo di alcuni setolosi purcelli.


Insomma, come sempre più spesso accade, l’horror europeo dimostra di essere molto superiore a quello USA, e di essere in grado di rinnovare temi e trame ormai inflazionati, creando qualcosa di innovativo e particolare. Qui non ci sono grandi nomi, soprattutto per quanto riguarda gli attori, che sono fondamentalmente degli sconosciuti (la protagonista, con la sua aria da donna dura e provata dalla vita, è perfetta per il ruolo) ma c’è sicuramente tanta passione ed impegno e, soprattutto, uno script originale e non tratto da romanzi o altri film. A prescindere dalle incongruenze della trama, quindi, mi sento di poter consigliare The Abandoned ad ogni appassionato horroromane.

Nacho Cerdá (vero nome Ignacio Cerdá) è il regista e sceneggiatore della pellicola. Spagnolo, ha diretto due famosi corti horror, Genesis e Aftermath. Anche produttore e attore, ha 43 anni e un film in uscita.


Anastasia Hille interpreta Marie. Inglese, ha partecipato a film come The Hole e 1921 – Il mistero di Rookford. Ha 46 anni.


Karel Roden interpreta Nicolai. Originario della Repubblica Ceca, ha partecipato a parecchi film per la tv nostrani della mia infanzia come Fantaghirò 2 , Desideria e l’anello del drago, Sorellina e il principe del sogno, oltre a film come 15 minuti – Follia omicida a New York, Blade II, Hellboy, Mr. Bean’s Holiday e Orphan. Ha 50 anni e un film in uscita.


Per il ruolo di Marie si era pensato alle più famose Nastassja Kinski e Holly Hunter, ma il regista è riuscito ad ottenere il la per avere invece un’attrice sconosciuta, che avrebbe reso la protagonista più “umana” e cazzuta. Se il film vi fosse piaciuto, come atmosfere lo vedo abbastanza simile a Echi mortali e Mirrors - Riflessi di paura. ENJOY!

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