mercoledì 1 marzo 2017

Bollalmanacco On Demand: Un sapore di ruggine e ossa (2012)

Stavo per saltare febbraio per "colpa" degli Oscar ma anche questo mese sono riuscita a far tornare la rubrica On Demand! Nabil mi ha chiesto Un sapore di ruggine e ossa (De rouille et d'os), diretto e co-sceneggiato nel 2012 dal regista Jacques Audiard a partire dal raccolta Rust and Bone di Craig Davidson, quindi ora vi beccate il post. Il prossimo film On Demand dovrebbe essere Terkel in Trouble. ENJOY!


Trama: Alain si trasferisce dal Belgio ad Antibes dalla sorella, portandosi dietro il figlio di cinque anni. Durante una serata da buttafuori conosce la bella Stéphanie, che risentirà solo dopo un terribile incidente in cui la ragazza ha perso le gambe...



Un sapore di ruggine e ossa. Già dal titolo da l’idea di qualcosa di viscerale, stridente, sicuramente doloroso da sopportare, tutte sensazioni “fastidiose” che prendono allo stomaco lo spettatore durante la visione della pellicola diretta da Jacques Audiard e gli lasciano in bocca lo stesso sapore di un cazzotto che spacca labbra e denti. Non esiste titolo migliore, in effetti. Le ossa sono quelle che si spezzano o che addirittura vengono a mancare, come succede alla povera Stéphanie che, di punto in bianco, si ritrova tradita dall’amato lavoro (addestratrice di orche) e perde entrambe le gambe dalle ginocchia in giù; le ossa di Alain, scapestrato improvvisatosi padre, sono invece forti, pronte a piegarsi sotto i pugni devastanti degli avversari affrontati su ring di strada senza rompersi, se non sul finale, quando l'uomo rischia di perdere la persona più importante della sua vita. Sia Stéphanie che Alain sono stati masticati e sputati dalla vita, al punto che entrambi potrebbero semplicemente arrendersi e smettere di lottare, eppure non lo fanno e continuano a stare a galla, ognuno a modo suo. E' questo, probabilmente, che li accomuna e li unisce nonostante l'estrazione sociale differente e il carattere fondamentalmente schivo, che li porta prima a cercarsi e poi unirsi in un modo strano, come raramente si vede al cinema; quella tra Stéphanie ed Alain non è né una storia d'amore né il racconto strappalacrime di come una donna menomata faccia mettere la testa a posto ad uno scapestrato improvvisamente intenerito da tanta fragilità, anzi. Ad Alain non importa nulla della tragedia di Stéphanie e la tratta esattamente come le altre donne, la sorella e il figlio, le sta accanto (con gentilezza, per carità) solo quando ne ha voglia o quando è "opé", come viene detto nel film, per il resto l'uomo continua la sua esistenza fatta di violenza, palestra, scopate e lavoretti al limite della legalità. E' proprio a causa di questo modo ruvido di mostrare affetto (amicizia? interesse?) che Stéphanie risorge come una fenice dalle ceneri, sentendosi trattata come una persona normale in un mondo in cui tutti le ricordano ciò che ha perso (lei che dell'aspetto fisico si faceva giustamente vanto schiacciando uomini come mosche) attraverso gesti di tenerezza eccessiva e persino paura, riappropriandosi così della sua identità di essere umano e soprattutto di donna.


La messa in scena priva di fronzoli, degna "compagna" di due personaggi ambigui nei quali non è proprio facilissimo riconoscersi, è probabilmente il punto forte di Un sapore di ruggine e ossa. La regia di Jacques Audiard rifugge immagini eccessivamente patinate eppure confeziona delle sequenze vagamente oniriche e molto belle, come quella in cui Stéphanie perde le gambe e, in parallelo, quella dell'incidente di Sam, ma per la maggior parte del tempo la macchina da presa si schiaccia addosso ai personaggi, mettendone a nudo la carne menomata, i difetti fisici e anche i pregi, per carità, ché la Cotillard è una gnocca spaventevole anche senza gambe e Schoenaerts un torello da paura (niente, i ruoli da minchietta aristocratica non gli si addicono e ora ho capito perché) oltre ad essere due attori incredibilmente bravi e perfetti per i rispettivi ruoli; allo stesso modo, vengono indagati a fondo ambienti al limite dello squallido, che trasudano povertà e disagio da tutti i pori alla faccia dell'eleganza della spiaggia di Antibes dove i protagonisti cominciano ad intrecciare il loro legame. Questo dualismo costantemente presente nella pellicola, unito alla totale mancanza di patetismo, forse è proprio ciò che me l'ha fatta amare, nonostante all'inizio avessi un po' paura di affrontare Un sapore di ruggine e ossa (per timore che fosse triste ed ammorbante, sapete che il pregiudizio verso i film franzosi è duro a morire...) e nonostante il personaggio di Alain mi abbia comunque rimembrato molte persone conosciute che ancora oggi meriterebbero abbondanza di schiaffi da parte mia. Ringrazio quindi Nabil per avermelo fatto recuperare, anche perché probabilmente senza di lui Un sapore di ruggine e ossa sarebbe probabilmente rimasto nel limbo e sarebbe stato davvero un peccato. Se anche voi che state leggendo siete preda dei pregiudizi come la sottoscritta, scrollateveli di dosso e recuperate subito questo bellissimo film!


Di Marion Cotillard, che interpreta Stéphanie, ho già parlato QUI mentre Matthias Schoenaerts, che interpreta Alain van Versch, lo trovate QUA.

Jacques Audiard è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Francese, ha diretto film come Tutti i battiti del mio cuore, Il profeta e Dheepan - Una nuova vita. Anche attore e produttore, ha 65 anni e un film in uscita.


Nel racconto originale Rocket Ride, che assieme a Rust and Bone compone la struttura della pellicola, è un uomo a perdere le gambe in un incidente, non una donna. Detto questo, se Un sapore di ruggine e ossa vi fosse piaciuto recuperate Quasi amici e La teoria del tutto. ENJOY!

14 commenti:

  1. Risposte
    1. Fai bene perché merita parecchio! :)

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  2. Io fortunatamente l'ho già visto, eh sì, è un bel film, che probabilmente non rivedrò, poiché una seconda visione sarebbe troppa per l'umore.. ;)

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    1. Credo che neppure io lo riguarderò, non tanto presto almeno. E' una di quelle pellicole da metabolizzare a lungo...

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  3. Sarò onesto, del film ricordo soprattutto una Cotillard bellissima :)

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    1. Eh ma ti dirò che qui anche quel moscerlone di Schoenaerts ha il suo perché :) Comunque lei è davvero fuori scala!

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  4. Se non ci fosse stato Nabil, avrei dovuto consigliartelo io.
    Questo film l'ho visceralmente adorato, al punto da averlo incoronato come mia pellicola preferita del 2012.
    Non è mica un onore che capita a tutti... :)

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    1. Sfruttalo allora 'sto benedetto On Demand, mica sono esclusi dalle richieste gli altri blogger :P
      Scherzi a parte, magari nel 2012 sarebbe diventato anche il mio preferito, chissà!

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  5. Il film non l'ho visto... Ma oddio "Terkel in Trouble"! Quando ho adorato quel film :D
    Un giorno vorrei scriverci un post tutto per lui!

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    1. Secondo me fai prima tu a scrivere di Terkel che io a recuperarlo! Sai che con gli On Demand sono lentissima :P

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  6. Te l'avrò tirato in ballo due milioni di volte, vero?
    Inutile dire che l'ho adorato. La Cotillard è grandiosa - e, per i miei dotti lacrimali, meglio delle cipolle.

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    1. Secondo me lo hai tirato in ballo (almeno con me) meno di quanto pensi, sai? :)
      Sinceramente, non ho pianto molto ma sono rimasta in silente sgomento, quello sì XD

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    2. Ogni volta che attaccavi Shoecoso, ossia tutte le volte in cui ne hai parlato, io ti dicevo: guardalo in Un sapore di ruggine e ossa, guardalo in Un sapore di ruggine e ossa.
      La prossima volta, insisterò molto di più! :-P

      Ma no, non avrò pianto neanche io, ma tra la scena di sesso tutta strana e la Cotillard alle prese con Firework, tante emozioni.

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    3. Porca miseria, hai ragione!! E' che è talmente mollo negli altri film che l'avevo praticamente dimenticato XDXD

      Tra l'altro, a proposito di Firework, quanto è versatile? Qui è veicolo di emozioni, in The Interview invece è da morir dal ridere...!

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