Attirata da un paio di nomi eccellenti, qualche tempo fa ho deciso di guardare Twisted, diretto dal regista Darren Lynn Bousman. Non l'avessi mai fatto.
Trama: una truffatrice finisce prigioniera di un geniale ma folle neurochirurgo che vorrebbe far rivivere la moglie...
Era da tantissimo tempo che non guardavo un horror recente che mi facesse pensare "Cristo, che schifezza" e mi dispiace davvero che sia toccato a un film verso cui non dico avessi enormi aspettative, ma almeno delle speranze, visti i nomi di Lauren LaVera e Darren Lynn Bousman. Ma andiamo con ordine. Twisted, già dotato di un titolo generico non particolarmente attinente alla trama, racconta la vita "spericolata" di Paloma Joia (la quale, non si sa perché, parla in italiano, lascia intendere di avere origini nostrane, poi sciorina i nomi di due genitori palesemente ispano-americani, e che gli vuoi dire a quel "Joia"? Toda joia toda belessa?) e della sua compagna Smith (lei ha solo un cognome ad identificarla), le quali prima affittano appartamenti di lusso, poi truffano dei malcapitati fingendosi agenti immobiliari e intascando soldi per vendite farlocche. Non si sa come agisca Smith, ma Paloma usa nomi falsi tratti dai classici della letteratura inglese e, solitamente, come vittime sceglie uomini particolarmente sensibili al suo fascino, intortandoli come in un thriller soft-core anni '80-'90, che è un po' la vibe di tutto il film, come scoprirete più avanti. Le truffe vanno a gonfie vele finché Paloma non punta l'appartamento del Dr. Kezian, un brillantissimo neurochirurgo dalle idee, diciamo, rivoluzionarie; invece di incaprettare, Paloma finisce incaprettata, prigioniera in un dungeon sotterraneo dove il buon dottore porta avanti esperimenti atti a far rivivere la moglie Rebecca, in stato vegetativo a causa di una malattia degenerativa. E se le parole "malattia incurabile", "genio disperato che punisce persone deprecabili pensando di essere meglio di loro", "dungeon" e "crani scoperchiati" vi dicono qualcosa, soprattutto in relazione a Darren Lynn Bousman, siete voi che avete detto Saw, non io. In effetti, Twisted ricorda molto gli episodi peggiori della saga, con motivazioni già risibili in partenza che vengono mandate in vacca dopo brevissimo tempo, perché l'unico scopo del film è quello di scioccare lo spettatore con una violenza spietata e un sacco di gore. Lasciamo perdere Paloma, che gli sceneggiatori hanno pensato bene di caratterizzare come lesbica furibonda e innamoratissima in un mondo di uomini stronzi (è la sua unica peculiarità. Giuro.), ma il Dr. Kezian passa nel giro di un paio di sequenze dall'essere un luminare posato a un Mr. Hyde che vive solo per poter torturare la protagonista, talmente incauto nelle sue azioni da rischiare di farsi beccare dai due investigatori più pistola della storia dell'horror recente e, soprattutto, incapace di imparare dai suoi stessi esprimenti. SPOILER: Cristo, ma se hai visto che inserendo un pezzo di cervello nel cranio di un altro la personalità dominante diventa quella del donatore, perché diavolo tua moglie non dovrebbe trasformarsi in Paloma e tagliarti giustamente la gola? Tra gli sceneggiatori girava della gran bamba, per forza. FINE SPOILER
Fosse solo la trama, il problema. Lo stesso Bousman pare non sapere bene quale tono dare all'intera operazione. Da una parte, si vede che vorrebbe rinverdire i fasti della locura videoclippara di Saw, usando gli stessi tagli di inquadratura, lo stesso montaggio schizzato e i medesimi colori malati, uno stile che viene riservato, in particolare, alle sequenze che vedono coinvolti gli esperimenti di Kezian e il dungeon sotterraneo. Dall'altra, non so, forse è stato preso da una fortissima botta di nostalgia per i film TV o straight-to-video anni '90, o non si spiega come mai la relazione tra Paloma e Smith abbia la stessa valenza visiva di un pruriginoso inserto lesbo in un thriller soft-core, perché tutto ciò che vede protagonisti i due detective sembri uscito da una svogliata puntata di Hunter e perché Cristo i passaggi temporali vengano scanditi da terrificanti timelapse di elementi urbani come palazzi, ponti, strade ecc. Nonostante gli effetti speciali siano eccellenti, al punto che spesso dovevo girarmi dall'altra parte davanti a cervelli allegramente tagliati oppure portati a spasso dentro calotte craniche scoperchiate sul collo di gente ancora viva, la puzza di vecchio che emana Twisted dà l'idea di poterlo trovare, magicamente, all'interno di qualche svendita di DVD all'Autogrill, e ciò ammorba anche le performance degli attori. L'unica degna è Lauren LaVera, la quale se non altro infonde in Paloma un po' di cazzimma e una rabbia palpabile che fa sempre piacere vedere in una final girl. Tutti gli altri attori mi sono parsi inadeguati, per non dire cani (il detective uomo in particolare è imbarazzante), in primis un Djimon Hounsou palesemente fuori parte, incerto su quale direzione fare prendere a un personaggio scritto, purtroppo per lui, col culo. Era un po' che non mi usciva fuori una stroncatura così pesante, quindi approfittatene per evitare di perdere tempo, ché lo faccio già io per voi, e dedicate quello che avreste speso guardando Twisted per fare qualcosa di meglio.
Del regista Darren Lynn Bousman ho già parlato QUI. Djimon Hounsou (Dr. Robert Kezian), Lauren LaVera (Paloma Joia), Neal McDonough (Bradshaw) e Alicia Witt (Rebecca Kezian) li trovate invece ai rispettivi link.
Gina Philips, che interpreta la detective Diane Warricker, era la Trish della saga Jeepers Creepers e questo è il suo ritorno "importante" sullo schermo dopo 13 anni. ENJOY!





Nessun commento:
Posta un commento