giovedì 8 ottobre 2026

Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 8: Ginger Snaps II: Unleashed (2004)


Giornata della Nuovi Incubi Horror Challenge dedicata a Fratelli e Sorelle! Ho deciso così di continuare il recupero della serie Ginger Snaps col secondo capitolo, Ginger Snaps II: Unleashed, diretto nel 2004 dal regista Brett Sullivan.

Trama

In fuga da uno dei suoi simili e decisa ad arginare la sua lenta ma inesorabile trasformazione in licantropo, Brigitte viene ricoverata in una clinica per tossicodipendenti...

Recensione

Ho scelto Ginger Snaps 2, pur consapevole di come fosse finito il primo, perché ero convinta che Ginger avesse un ruolo un po' più preponderante all'interno della psiche sempre più frantumata di Brigitte. In realtà, Ginger si vede davvero pochissimo, e compare più che altro per canzonare la sorella, o metterla in guardia dal suo inevitabile destino. Ginger Snaps, splendido coming of age in salsa licantropica, finiva con la fuga di Brigitte da un'accusa pesantissima di omicidio e occultamento di cadavere, ma soprattutto con la decisione di contrarre lo stesso morbo della sorella, per non abbandonarla alla sua crescente sete di sangue e lasciarla sola in un corpo e una mente che non avevano più nulla di umano. Purtroppo, a differenza di Ginger, la quale abbracciava con gioia la trasformazione in licantropo, Brigitte è ben decisa a non soccombere e a non uccidere le persone, e continua ad iniettarsi la Belladonna, sostanza velenosa e sempre meno efficace. Brigitte è inoltre perseguitata da un suo simile che desidera accoppiarsi con lei e che, nel frattempo, si lascia dietro una scia di cadaveri. Le cose peggiorano ulteriormente quando Brigitte, in overdose da Belladonna, viene ricoverata in un centro di disintossicazione e, sostanzialmente, imprigionata, oltre che privata dell'unica sostanza in grado di rallentare la sua trasformazione. A differenza del primo Ginger Snaps, il secondo capitolo abbandona l'aspetto psicologico legato al coming of age per raccontare una storia il cui fulcro è la differente percezione della verità, gli inganni di cui cadiamo volontariamente vittime pur di sopravvivere, spesso perché incapaci di sopportare una pesante solitudine. Questa scelta rende forse Ginger Snaps 2 più dinamico e vario rispetto al suo predecessore, almeno a livello di personaggi, ma anche più superficiale, soprattutto perché i vari pazienti e medici del centro, Ghost in primis, sono talmente fuori di testa o ridotti a cliché, che simpatizzare con loro non è facilissimo. Oltretutto, inserire all'interno del film delle personalità forti ma "fuorvianti", priva di importanza la stessa Brigitte, la quale per buona parte della durata del film ha un atteggiamento passivo, spinta dalla volontà esclusiva di arginare la maledizione e scappare. Il finale, poi, mi è sembrato frettoloso e anche ingiusto nei confronti di una linea narrativa, quella appunto di Ginger e Brigitte, sacrificata a qualcosa che non posso spoilerare, ma che sembra fare parte di un altro genere di racconto, al quale è stata appiccicata con lo sputo una sottotrama a tema licantropia.

Benché lo ritenga inferiore al precedente, Ginger Snaps 2 mi è comunque piaciuto e mi ha divertita parecchio, proprio per quei difetti di cui ho parlato sopra. Ghost è comunque un personaggio intrigante, interpretato alla perfezione da una giovanissima ed irriconoscibile Tatiana Maslany, e a livello visivo è una macchia di colore (per non dire un pugno nell'occhio, sia per gli abiti sia per quanto riguarda la notevole scenografia della casa della nonna, che avrebbe fatto invidia a Kevin McAllister) che spicca all'interno di un horror molto cupo, legato allo stile gotico-adolescenziale del precedente. Una cosa che ho trovato molto interessante, a tal proposito, è la differenza abissale tra la progressiva trasformazione di Ginger e quella di Brigitte. Nel primo Ginger Snaps, Ginger attraversava una fase in cui i suoi tratti ferini ne aumentavano a dismisura la sensualità, rendendola praticamente una dea scesa in terra; qui, Brigitte ha il corpo segnato dalla magrezza tipica dei tossicodipendenti e, man mano che la trasformazione avanza, i suoi tratti diventano sbozzati, grezzi e spigolosi, privandola di quella pur breve fase di bellezza di cui aveva goduto la sorella. E' un dettaglio che ho molto apprezzato, perché l'ho letto come una rappresentazione del diverso approccio delle due sorelle alla maledizione, con Ginger pronta ad abbracciarla, e quindi a fiorire, e Brigitte impegnata in una sofferente lotta all'ultimo sangue per mantenere la propria umanità. A proposito di sangue, il film è sicuramente meno gore e morboso del primo capitolo, che sfruttava anche l'hobby inusuale delle protagoniste per aumentare le scene horror, ma contiene comunque delle sequenze impressionanti, tra corpi dilaniati, animaletti decapitati e, cosa per me anche peggiore, innumerevoli inquadrature di aghi, denti, occhi, lamette che tagliano la carne, ecc. ecc. Onestamente, l'unico vero difetto di Ginger Snaps 2 è la fine ingloriosa della vicenda. Devo ancora recuperare Ginger Snaps Back, che torna, appunto, all'inizio della maledizione, addirittura al 1800, ma forse più che un prequel la povera Brigitte avrebbe meritato un sequel e una vendetta, poverina.

Cast

Di Emily Perkins (Brigitte), Katharine Isabelle (Ginger), Tatiana Maslany (Ghost) e Brendan Fletcher (Jeremy) ho già parlato ai rispettivi link.

  • Brett Sullivan è il regista del film. Canadese, ha diretto film come A Christmas Horror Story. E' anche montatore, sceneggiatore e produttore.

Se vi è piaciuto...

Il film è il seguito diretto di Ginger Snaps e ha anche un prequel, girato in contemporanea, Ginger Snaps Back: The Beginning; film i cui titoli italiani non mi sento di nominare, ma che vi consiglio di recuperare. ENJOY!

Nessun commento:

Posta un commento

Se vuoi condividere l'articolo