Come ho scritto giovedì sul post dedicato a Street Fighter, oggi unisco due temi della Nuovi Incubi Halloween Challenge, ovvero Ballo scolastico e Mean Girls. E' uscito fuori un film che puntavo da parecchio tempo, ovvero The Loved Ones, diretto e sceneggiato nel 2009 dal regista Sean Byrne.
Trama
Il giorno del ballo scolastico, Brent viene rapito dal padre di Lola, una compagna di scuola dagli istinti sadici, e seviziato senza pietà...Recensione
Era tanto che volevo vedere The Loved Ones, di cui avevo sentito parlare solo benissimo. Il film di Sean Byrne è l'ennesimo frutto malato dell'adorabile cinematografia di genere australiana, un'opera sporca e cattiva che strappa il cuore dello spettatore e lo getta nel cestino della pattumiera, mettendolo di fronte all'ordalia di un povero ragazzo innocente, già vittima di sensi di colpa inenarrabili. Il protagonista, Brent, è un adolescente che vive sotto il peso di avere causato la morte del padre mentre stava guidando l'automobile; il limbo di pena in cui vive il ragazzo, incapace di comunicare con la madre e legato alla fidanzata da un sentimento d'amore che non riesce ad esprimere, si trasforma in un inferno il giorno del ballo scolastico. Dopo avere educatamente rifiutato la richiesta della compagna di classe Lola, che avrebbe voluto andare al ballo con lui, Brent viene infatti rapito dal padre della ragazza. Nella casa dei due, Brent subisce le peggiori torture, perché Lola è in realtà una psicopatica incapace di gestire l'attrazione che prova verso i ragazzi, e il padre farebbe di tutto per rendere felice la sua "principessa", alla quale lo lega un rapporto morboso, che sfiora vagamente l'incesto. Sean Byrne, al suo primo lungometraggio, mette in scena l'orrore e il disagio dell'adolescenza, tutto lo squallore che circonda quelli che dovrebbero essere gli anni "più belli", concentrando il suo sguardo su un rito di passaggio tipico dei paesi anglosassoni, ovvero il prom (che però in Australia si chiama "formal", e dovrebbe consistere, come da definizione, solo in un ballo in abiti formali, senza tutte le pacchianate americane). Croce e delizia degli adolescenti d'oltreoceano e del downunder, il prom è l'ennesima fonte di disagio, ansia e inadeguatezza sociale; lo è per il migliore amico di Brent, che crede di aver vinto alla lotteria quando la bella Mia accetta di andare con lui, per poi ritrovarsi tra le mani una ragazza interessata solo a degradarsi quanto più possibile, per fare del male a se stessa e ai suoi genitori, e lo è ovviamente per Lola. Impossibilitata ad andare al ballo col ragazzo che le piace, Lola se ne crea uno tutto suo, aiutata da papà, con tanto di banchetto, incoronazione del re e della regina del prom, tutto il necessaire per una serata da sogno (o da incubo) in cui, per una volta, sono gli altri ad essere reietti e a soffrire, mentre ogni suo desiderio diventa ordine e si traduce in realtà, per quanto distorta.
Se la messa in scena delle torture a cui viene sottoposto Brent è brutale e reiterata al punto che, in alcune occasioni, ho dovuto staccare gli occhi dallo schermo per l'ansia di ciò che rischiavo di vedere, il resto del film si appoggia a due stili distinti e ben definiti. Gli aspetti quotidiani di ciò che circonda Brent, al di là della claustrofobica trappola in cui viene rinchiuso da un certo punto in poi, sono filtrati da un punto di vista atto a sottolinearne la prosaicità, persino lo squallore (due esempi su tutti: il sesso tra ragazzi è sporco, sudato, quasi privo di romanticismo, trasmette proprio una disperata "fame" di contatto; viceversa, gli adulti sembrano disinteressati a tutto ciò che li circonda, persi in un cupo mondo che li separa persino dai loro affetti più prossimi). All'interno della casa di Lola, invece, spiccano l'allucinante fucsia del suo abito da principessa, il colore vivido del sangue, persino l'azzurro elettrico della candeggina all'interno della siringa nelle prime sequenze di tortura. Paradossalmente, quello di Lola è un mondo vivido, più reale e presente del quotidiano, perché scuote il desiderio di vivere sopito nel cuore di Brent, e conseguentemente ogni sua percezione. La stessa Lola è vivida, uno dei villain horror migliori mai creati, una ragazza incapace di affrontare il suo profondo dolore e la propria solitudine senza riversare una rabbia infantile e distorta sulle sue vittime; invece di accettare il rifiuto, Lola preferisce circondarsi di mostri privi di raziocinio, sostenuta da un padre incapace di guidarla come avrebbe dovuto. Una mean girl, certamente, ma una mean girl triste e disagiata, come tutti gli adolescenti che popolano The Loved Ones, che siano belli o brutti, soli o innamorati.
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