venerdì 16 ottobre 2026

Nuovi Incubi Halloween Challenge day 16: L'estranea (2026)


Per la Nuovi Incubi Halloween Challenge di oggi, Casa dolce casa, mi gioco l'horror familiar-casalingo L'estranea, diretto e co-sceneggiato da Paolo Strippoli. Niente spoiler, ovviamente. (Oggi avrei dovuto anche guardare un film per la Horror Challenge settimanale, ma siccome il tema era "TV Movie", baro un po' e vi rimando al Carrie del 2002, in quanto ho scoperto oggi che i film si possono anche non guardare in ordine!). 

Trama

Un incidente rischia di distruggere la perfetta armonia familiare di Anna. Nel massimo momento di disperazione, la donna viene avvicinata da un'estranea, che le propone un patto...

Recensione

Ho promesso di non fare spoiler e ho intenzione di mantenere la parola, ma non sarà facile, così, parlare de L'estranea. Al suo quarto lungometraggio, Strippoli si riconferma un regista originale, una voce freschissima del panorama cinematografico italiano, in grado di rielaborare suggestioni internazionali, immergerle in un contesto nostrano assolutamente riconoscibile, e realizzare opere coinvolgenti ed ipnotiche. L'estranea mi ha ricordato tantissimo, per stile e temi, i film che Lanthimos ha realizzato da inizio carriera a Il sacrificio del cervo sacro, ma Strippoli ha qualcosa che manca al cineasta greco, ovvero un minimo di empatia verso i suoi personaggi, che non sono solo archetipi di una tragedia umana. Nel caso de L'estranea, i protagonisti sono i membri di una famiglia altoborghese del sud (degli arricchiti, detto proprio volgarmente, che si credono, a torto, però meno cafoni di altri), i cui genitori sono vittime delle più tipiche brame italiane: il padre vorrebbe il figlio nella nazionale di calcio, la madre vorrebbe che la figlia diventasse un'attrice famosa, anche perché i ragazzini avrebbero tutte le carte in regola per farcela. Nel corso di un'unica, opulenta giornata di festa, tutto va a catafascio a causa di un incidente e Anna, la madre, viene avvicinata dall'estranea del titolo, che le offre di rimetterle la vita in carreggiata, ma ad una condizione. Da qui in poi non posso essere più esplicita o la visione del film perderebbe di valore. Dico solo che L'estranea è un'angosciante spirale di caos, messa in moto da un singolo evento, che si espande sempre più, nel tempo e nello spazio, trascinando con sé Anna e la sua intera famiglia. L'occhio del ciclone è proprio Anna, mossa da un amore filiale che cela un egoismo strisciante e la rende comunque cieca a ciò che è davvero importante per i suoi ragazzi, misurati in base ad uno stretto metro di giudizio che non ammette sorprese, né deviazioni. Sono i medesimi sentimenti che muovono suo marito Walter, però lui è connotato molto peggio, un maschio "alfa" che perde il controllo al minimo intoppo, ed è per questo che le attenzioni dell'estranea si rivolgono ad Anna. Nelle contraddizioni e nella caparbia durezza della donna, l'estranea trova terreno fertile e una fonte di potere,
la certezza che, per quanto venga alzata la posta, quell'egoismo mascherato da amore, pronto a cambiare pelle come un serpente, non avrà mai una fine, né un limite. 

L'empatia del regista, nominata a inizio post, risiede nella sua capacità di tratteggiare personaggi spesso odiosi, senza mancare di evidenziare quelle fragilità umane che impediscono di giudicarli in maniera tranchant, e senza "disinteressarsi" di loro, trasformandoli in granitiche figurine. In questo senso, per me L'estranea è stato un po' un'ordalia, perché mi sono presa a cuore un personaggio in particolare, pur non essendo mai stata vittima dei suoi stessi problemi, forse perché la persona in questione non segue i soliti cliché che l'avrebbero voluta antipatica, supponente e persino un po' crudele. Vedere il suo destino deciso nel giro di una notte, sacrificato a un bene più grande, è una cosa che mi ha fatto salire un groppo in gola, rimasto lì fino alla fine del film, enfatizzato da un finale tristissimo che dovrebbe suonare come una liberazione, ma che io ho vissuto come una sconfitta. E pensare che l'estranea, come personaggio, non è solo inquietante, ma è dotata di un profondo senso dello humour nero che "alleggerisce" ogni interazione con Anna, quindi il film non avrebbe dovuto risultarmi così deprimente. Mi viene da pensare, allora, di essere finita vittima di un effetto nostalgia. La canzone Liquido, utilizzata per uno dei momenti più scioccanti del film e ripresa durante i titoli di coda, è uno dei pilastri della mia vita al liceo, e sentirla utilizzata in quel contesto mi ha richiamato l'idea di occasioni sprecate, decisioni sbagliate a cui ormai non si può più porre rimedio. Lo stesso vale per la sequenza ambientata nel 2006, la sera in cui l'Italia aveva battuto la Francia ai mondiali. E' un evento che avevo vissuto in Australia, lontana dalla famiglia e dagli affetti, e che quindi mi aveva resa inusualmente patriottica; L'estranea sfrutta quella fatidica sera per veicolare tante di quelle sensazioni potenti (la speranza vana di ricucire un rapporto genitore-figlio, il coraggio di rivelarsi al mondo per ciò che si è, il gesto disperato di chi sa di non avere più una via d'uscita, l'attesa prima e la consapevolezza poi di aver compiuto un gesto irreparabile, la stupida gioia di una vittoria che, per una sera, ha dato l'illusione all'Italia e agli italiani di avere risolto tutti i loro problemi) che l'esperienza ha avuto lo stesso effetto di una commovente madeleine proustiana.

A livello tecnico, L'estranea è un film stupendo. Il mio unico problema, con i film di Strippoli, è l'audio in presa diretta che, unito alla dizione non sempre perfettissima degli attori, a volte mi fa perdere interi pezzi di dialogo, spesso soverchiati da una colonna sonora anche troppo invasiva. Ma, davvero, è l'unico difetto che ho riscontrato, a fronte di una regia e di una fotografia splendide, che un minuto prima travolgono lo spettatore con riprese corali di luminosa gioia, quasi artefatta e surreale (la festa iniziale è il trionfo del bianco abbacinante tirato fuori di peso da una pubblicità, e la ripresa dall'alto in cui la gente corre verso le urla strazianti di Alice la rende, col senno di poi, più simile a un incubo che a un sogno), e un minuto dopo comprimono i personaggi all'interno di luoghi cupi, zeppi di dettagli sfocati, ripresi da angolazioni sghembe e resi per questo ancora più claustrofobici. Gli attori, poi, li ho trovati molto bravi, al netto della mia solita "repulsione" verso le parlate troppo strascicate e gli accenti marcati. Romana Maggiora Vergano, a mio avviso, è la giovane attrice italiana più brava in circolazione, e Jasmine Trinca trasmette allo spettatore tutte le contraddizioni del personaggio di Anna, quell'apparenza di calma, materna dignità che nasconde l'orrore di chi ha perso talmente tanti pezzi della sua anima da non essere più nemmeno umano. Ammetto di non conoscere la filmografia di Valeria Bruni Tedeschi, tanto le opere in cui compare l'attrice sono distanti dai miei gusti cinematografici, ma mi azzardo a scommettere che Strippoli le abbia offerto il ruolo della vita, o almeno quello in cui è potuta uscire dalla comfort zone e mettersi alla prova con un personaggio borderline, sempre un po' sul filo del grottesco, e capace di imprimersi a fuoco nella mente dello spettatore. Mi rendo conto di avere scritto un post un po' confuso ed emotivo, quindi concluderò dicendo solo che, al momento, L'estranea è per me uno dei film più belli visti quest'anno, se non il più bello. Se entrerà nella cinquina delle opere candidate all'Oscar per miglior film straniero, tanto meglio, perché avrà molta più visibilità e le case di produzione italiane forse ricominceranno a puntare sull'horror. Se non sarà così, spero ugualmente che Strippoli continuerà su questa strada, perché il nostro Cinema ha bisogno di autori come lui per sopravvivere.  

Cast

Del regista e co-sceneggiatore Paolo Strippoli ho già parlato QUI. Jasmine Trinca (Anna) e Adriano Giannini (Walter) li trovate invece ai rispettivi link.

  • Valeria Bruni Tedeschi interpreta l'estranea. Nata a Torino, ha partecipato a film come La balia, Munich, Un'ottima annata - A Good Year, Baciami ancora, Il capitale umano, La pazza gioia e Duse. Anche sceneggiatrice e regista, ha 62 anni e un film in uscita. 

Se vi è piaciuto...

Se L'estranea vi è piaciuto, recuperate Il sacrificio del cervo sacro. ENJOY!

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