Attirata come una falena dal trailer, domenica ho portato il Bolluomo a vedere Masters of the Universe, diretto dal regista Travis Knight.
Trama
RECENSIONE
Poveri cristi come Fisto e Ram-Man vengono infatti "scherzati" per i loro nomi inverosimili con giochi di parole che inevitabilmente si perdono nell'edizione italiana, ma che fondamentalmente renderebbero il film "barely legal" quanto l'intero sproloquio a base di spade e terga tirato fuori sul finale da Skeletor. Lo stesso Skeletor è un meme vivente, la versione fantasy (si può dire fantasy per i Masters? Ma chi se ne frega, il blog è mio) del Dr. Male di Austin Powers, circondato da beoti che non hanno il coraggio di dirgli quanto sia, fondamentalmente, pericoloso quanto ridicolo. Persino Evil-Lyn non può fare altro che guardarlo con la morte del cuore, impossibilitata a dirgli quanto sia minchione nonostante quella consapevolezza gliela si legga negli occhi ad ogni inquadratura. Masters of the Universe è tutto così, una gag dietro l'altra ad annullare anche quei due/tre momenti che potrebbero essere tragici, ma se pensate che per me sia stato un difetto, dovete cambiare recensione. Anche perché, là dove manca la tragedia, ci sono momenti epici come se piovessero, grazie ad uno stupendo score invasivo e cafonissimo a cui ha messo pesante mano Brian May, che sottolinea ogni scena d'azione e di battaglia (a un certo punto parte persino Princes of the Universe dei Queen, perfetta per il tema del film, nonostante fosse sigla di Highlander, ma giuro che in Masters of the Universe trova spazio tutto, da Boys Don't Cry a What's Up? passando persino per The Power degli Snap!, dove mi è scesa inevitabilmente una lacrima. E vogliamo parlare dei Darkness? Che meraviglia.). Travis Knight, che ricordavo delicato regista dello splendido Kubo e la spada magica, qui seppellisce ogni cosa di CGI ma, non essendo un cane maledetto come Jon M. Chu, non la usa come pigra stampella per sopperire alla mancanza di senso del ritmo e di gusto per la composizione, quindi non fa venire voglia di strapparsi gli occhi. A quello, purtroppo, ci pensano gli oggetti di scena, l'unica cosa veramente brutta del film, orribili quasi a livello Descendants. Anzi, c'è un'altra cosa bruttina, e non sto facendo body shaming. A fronte di un cast tutto sommato azzeccatissimo, partendo dal protagonista con quella deliziosa faccetta clueless, la scelta di mettere Alison Brie come Evil-Lyn ha privato il personaggio di qualsiasi tipo di fascino, e se non siete d'accordo scrivete pure "Meg Foster" su Google, poi ne riparliamo. Come ho detto, questi sono però difetti trascurabili. Masters of the Universe è un giocattolone perfetto, che purtroppo farà probabilmente schifo alle nuove generazioni che lo percepiranno come il cugino povero e scemo dei supereroi Marvel/DC; per quanto mi riguarda, spero che le TRE scene post-credit, soprattutto una, si evolvano in almeno un seguito, che non mancherò di correre a vedere al cinema!
CAST
- Nicholas Galitzine interpreta Adam/He-Man. Inglese, ha partecipato a film come Il rito delle streghe e Pecore sotto copertura. Anche produttore, ha 31 anni e tre film in uscita.
- Jóhannes Haukur Jóhannesson interpreta Fisto. Islandese, ha partecipato a film come Atomica bionda, Che fine ha fatto Bernadette, Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga e a serie quali LazyTown e Il trono di spade. Ha 46 anni e quattro film in uscita.
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