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martedì 11 febbraio 2025

Io sono ancora qui (2024)

Approfittando dell'uscita in v.o. al cinema d'élite, domenica scorsa sono andata a vedere Io sono ancora qui (Ainda estou aqui), diretto nel 2024 dal regista Walter Salles e candidato a tre premi Oscar (Miglior film, Miglior attrice protagonista, Miglior film straniero).



Trama: Negli anni '70, poco dopo l'avvento della dittatura in Brasile, l'ex deputato Rubens Paiva viene prelevato dalla polizia per non fare mai più ritorno a casa. La moglie indaga come può, cercando di tenere insieme i cocci di una famiglia distrutta...


Un idilliaco scorcio di vita familiare baciata dal sole, profumata della salsedine del mare, poi le immagini in Super 8 che catturano momenti di pura gioia, e ci trasportano in una casa dove si respirano cultura, progressismo e allegria in ogni angolo. Sullo sfondo, come foschi presagi, il suono di elicotteri militari e le notizie sui rapimenti dei terroristi ai danni di ambasciatori stranieri. Comincia così Io sono ancora qui, film di Walter Salles tratto dalla biografia omonima di Marcelo Rubens Paiva. Nella pellicola, identifichiamo quest'ultimo in un bimbetto abbronzato che ama giocare a calcio con gli amici, unico maschio all'interno di una famiglia composta da padre, madre e quattro sorelle, apparentemente protetto e coccolato dall'ambiente ideale in cui crescere. Purtroppo, papà Rubens è un ex deputato, tornato a Rio De Janeiro dopo essere stato esiliato a seguito del colpo di stato che ha instaurato la dittatura militare in Brasile; la precarietà della condizione dell'uomo riverbera in un terrore sotteso, nella decisione di mandare la figlia maggiore a Londra, in tante telefonate notturne che indicano come l'ex deputato sia comunque ancora attivamente coinvolto nella lotta contro il regime. Questo finché, un giorno, Rubens Paiva viene portato via da militari in borghese. Poco dopo, lo stesso destino tocca anche alla moglie Eunice e alla secondogenita, Eliana. La ragazza viene scarcerata dopo 24 ore, ma alla madre, e al pubblico in sala, toccano 12 giorni di angoscia e torture psicologiche, uno scorcio di inferno che cancella, nel giro di pochi istanti, tutta la calda bellezza dei giorni spensierati passati in spiaggia. Eunice torna a casa, ma l'inferno non l'abbandonerà per il resto della vita: a chi ancora rimane, tocca sopportare il peso dell'incertezza e, infine, di una tremenda verità che è necessario tenere nascosta. Tocca rimettere assieme i cocci di una vita e, possibilmente, rifarsene un'altra, trovando nel dolore la forza di mettersi al servizio degli altri, di tutelare i diritti umani all'interno di uno Stato che, sistematicamente, li ignora. Io sono ancora qui è il ricordo, lucido e sicuramente indulgente, di un uomo che ripercorre la storia di una madre dura come l'acciaio, ritrovatasi a dover affrontare una vita priva di un pilastro non solo emotivo, ma anche economico, col terrore di essere sotto stretto controllo del regime e di subire, a sua volta, il destino del marito, lasciando soli i figli bambini, o poco più che adolescenti.


La regia e la sceneggiatura di Io sono ancora qui riescono nel miracolo di farci innamorare di Rubens, Eunice e figli, con pochi episodi di ordinaria quotidianità che rendono la tragedia ancora più dura da sopportare. Siamo coinvolti dal dramma di Eunice, speriamo scioccamente in una risoluzione felice anche se sappiamo non essere mai arrivata, rimpiangiamo tutte le foto mai scattate, i video mai girati. Pur non essendo costruito come un film strappalacrime (Eunice non ne versa neppure una), Io sono ancora qui induce a un magone nervoso, proprio per lo sguardo privo di fronzoli che offre su un tempo neppure troppo lontano, su un benessere familiare ed economico cancellato dagli strascichi di un colpo di stato, su tutte quelle cose che crediamo a noi non potranno mai succedere, invece basterebbe guardarsi un po' bene intorno per capire che ci siamo quasi (e saranno in pochi quelli che riusciranno a rialzare la testa provando a lottare, migliorandosi, come Eunice). La sceneggiatura consente di brillare non solo ai protagonisti, ma anche ai comprimari, come se il film fosse una piccola saga familiare, e gli squarci di futuro mostrati sul finale non accontentano chi, come me, avrebbe voluto sapere di più sulle strade percorse dai figli di Rubens ed Eunice. A tal proposito, il cast è affiatato, composto da attori bravissimi. E' inevitabile venire attirati dalla performance di Fernanda Torres, che racchiude negli sguardi una dignità e una forza pari al dolore che ne stravolge i lineamenti, eppure i comprimari non rimangono indietro, traggono intensità dall'interpretazione dell'attrice e l'arricchiscono a loro volta. Sul finale, arriva a dare manforte la madre della Torres, Fernanda Montenegro, nei panni di un'Eunice ormai anziana e annebbiata dall'Alzheimer; quell'ombra di sorriso sulle labbra, a ravvivare un primo piano insistente e spietato, consegna allo spettatore un afflato di speranza, la consapevolezza che tutte le tragedie e le ingiustizie del mondo nulla possono se esisterà anche solo una persona dotata della forza di lottare, ricordare, ricostruire. Uno splendido messaggio, per uno splendido film che vi consiglio di recuperare senza indugio! 

Walter Salles è il regista della pellicola. Brasiliano, ha diretto film come Terra Estrangeira, Central do Brasil, I diari della motocicletta e Paris, je t'aime. Anche produttore, sceneggiatore e montatore, ha 69 anni.


Fernanda Torres
interpreta Eunice Paiva. Brasiliana, ha partecipato a film come Terra Estrangeira, 4 giorni a settembre e Love Me Forever or Never. Anche sceneggiatrice e produttrice, ha 60 anni. 



martedì 7 gennaio 2025

Golden Globes 2025

Ieri sono stati assegnati i Golden Globes, ma siccome era la Befana, ho passato la giornata in famiglia, a mangiare come se non ci fosse un domani e a perdere a Scala 40 con papà. Dei premi parliamo dunque oggi, con la tradizionale, ignorantissima disamina! 


Miglior film drammatico
The Brutalist
(USA/UK/Canada, 2024)

Non ho mai visto un trailer, mai una foto spoiler, non so nemmeno di cosa parli questo film che si è preso ben tre Golden Globes. L'unica certezza è che parrebbe un film imperdibile, che dura più di tre ore e che, in Italia, uscirà il 23 gennaio. Attenderò fiduciosa, che vi devo dire.


Miglior regista
Brady Corbet per The Brutalist

Di Corbet avevo visto solo Vox Lux, affascinante ma non particolarmente entusiasmante, né memorabile, quindi sono decisamente curiosa di capire cosa abbia fatto di così favoloso dietro la macchina da presa. Avendo visto solo Conclave e The Substance, tra i film candidati per la categoria,  non posso fare altro che fidarmi e aspettare.

Miglior film - Musical o commedia
Emilia Pérez
(Francia/Belgio/Messico, 2024)

Sono, ovviamente, dispiaciutissima per The Substance, ma ho sentito dire solo cose belle su Emilia Pérez e, in effetti, il trailer visto prima di Maria mi ha invogliata parecchio. Tra qualche giorno, sempre che la distribuzione savonese mi venga in aiuto, capirò come mai la giuria ne è rimasta conquistata.


Miglior attore protagonista in un film drammatico
Adrien Brody in The Brutalist

Tra i candidati ho visto "in azione" solo Ralph Fiennes, il quale mi ha entusiasmata poco, anche in virtù di un doppiaggio poco ispirato. Adrien Brody è un attore che ho sempre amato tantissimo, quindi ho molte aspettative! 

Miglior attore non protagonista
Kieran Culkin in A Real Pain

Affronto questa categoria in totale ignoranza ma sono felice per Kieran, anche se continuo a preferirgli il fratello Rory. A Real Pain, tra l'altro, è uno di quei film che aspetto tantissimo, purtroppo in Italia arriverà solo il 27 febbraio, giusto in tempo per gli Oscar.

Miglior attrice protagonista in un film drammatico
Fernanda Torres in Io sono ancora qui

Non conosco la Torres, non ho assolutamente idea di cosa parli Io sono ancora qui, mi dispiace moltissimo per la Jolie, che in Maria mi ha fatto venire i brividi. Anche in questo caso, non resta che attendere il 30 gennaio, giorno dell'uscita italiana del film.

Miglior attore protagonista in un film musicale o commedia
Sebastian Stan in A Different Man

Benché io sia molto dispiaciuta per Hugh Grant e Jesse Plemons, entrambi favolosi, ho sempre amato Sebastian Stan e A Different Man è un film che mi incuriosisce tantissimo. Purtroppo, il film uscirà solo il 20 marzo. Per fortuna, prepararsi in tempo per gli Oscar è comunque possibile. 

Miglior attrice protagonista in un film musicale o commedia
Demi Moore in The Substance

E qui, la notizia mi ha fatta saltellare di gioia, perché l'interpretazione della Moore è splendida, sicuramente una favolosa rinascita per un'attrice che aveva perso molto del suo smalto e stava scomparendo in film bruttarelli. Spero che il premio coincida davvero con una ripresa, se lo meriterebbe!


Miglior attrice non protagonista
Zoe Saldana in Emilia Pérez

Niente male per un'attrice che, finora, aveva legato il suo nome alla bellezza e all'atleticità surreali di personaggi celati da trucco oppure effetti speciali. Mi spiace per la Qualley ma è giovane e sulla cresta dell'onda, avrà molto tempo per rifarsi! 

Miglior sceneggiatura
Peter Straughan per Conclave

Giuro che non capisco l'entusiasmo. Conclave, di cui parlerò nei prossimi giorni, è un thriller religioso molto all'acqua di rose, obiettivamente perfetto per un pubblico anglofono, ma già solo The Substance (l'unico altro film visto tra i candidati) era molto più fantasioso e particolare. Mah. 


Miglior canzone originale
"El Mal" di Clément Ducol, Jacques Audiard e Camille per Emilia Pérez

Mi fido dei giurati, visto che non conosco neppure una delle canzoni in gara.

Miglior colonna sonora originale
Challengers di Trent Reznor e Atticus Ross

Cosa avevo scritto il 3 maggio 2024? "La struttura stessa del film è quella di una partita a tennis, cadenzata dalla truzzissima colonna sonora di Trent Reznor e Atticus Ross (so che tanti l'hanno odiata, io l'ho adorata, non riuscivo a smettere di andare a tempo con la testa)". Amore batte odio 15 a 0!


Miglior cartone animato
Flow
(Straume - Lettonia/Belgio/Francia, 2024)

E io bestemmio, ché Flow lo hanno tenuto pochissimi giorni a orari per bambini, col risultato che non sono potuta andare al cinema a vederlo. Mi si spezza davvero il cuore, perché come posso essermi persa un film avente per protagonista un micino nero?

Miglior film straniero
Emilia Pérez
(Francia/Belgio/Messico, 2024)

Continuo a non capire il motivo di premiare lo stesso film per due categorie simili, ma, non conoscendo le altre opere in gara, me ne sto sulla fiducia. 

Cinematic and Box Office Achievement
Wicked
(USA, 2024)

L'anno scorso questo contentino era andato a Barbie, quest'anno a un altro film che avrebbe dovuto fare sfracelli, ovvero Wicked. Contentino per contentino, lo avrei dato a Il robot selvaggio, che non ho ancora visto ma mi si dice essere bellissimo.


Come al solito, anche con le serie TV vado FORTISSIMA!! Sono preparata solo sul premio a Jodie Foster come Miglior Attrice in una Serie Limitata, Antologica o Film TV per la serie True Detective Night County. Per il resto, mi limito a segnarmi un improbabile recupero di Shogun, Baby Reindeer e Hacks, le serie che hanno ottenuto più premi. La award season tornerà in occasione del consueto riassuntone degli Oscar, il 3 marzo! ENJOY!

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