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martedì 14 luglio 2026

Minions & Monsters (2026)


Sabato sera sono andata al rinnovato cinema di Albisola a vedere Minions & Monsters, diretto e co-sceneggiato dal regista Pierre Coffin.

Trama

Due Minions, James e Henry, decidono di perseguire un sogno ben diverso da quello del resto della loro tribù, ovvero realizzare un film. Per poter girare uno splendido film di mostri, utilizzano un libro di incantesimi che ne evoca davvero uno...

RECENSIONE

Ho sempre amato i Minions e il loro grande capo Gru, ma col tempo mi sono un po' disaffezionata, al punto che non ho mai recuperato Cattivissimo me 4. Stavo quasi per lasciare perdere anche Minions & Monsters, nonostante il trailer simpatico e la presenza di un mini-Cthulhu, ma per fortuna ho dato una scorsa al post entusiasta di Solaris e, spinta dalla curiosità, ho approfittato della programmazione albisolese per andarlo a vedere. Poi dicono che ormai i blog sono morti e non servono più a nulla! Sono felice di essermi fidata, perché Minions & Monsters è sì l'ennesima aggiunta ad un franchise di successo che non accenna a volersi fermare, ma anche e soprattutto un'immensa dichiarazione d'amore al Cinema, la macchina dei sogni in grado di realizzare quelli delle menti più visionarie e poetiche, e di regalarne altri a quanti sono pronti a sedersi per un paio d'ore nelle poltrone di una sala. La storia di Minions & Monsters, da collocarsi cronologicamente prima dei fatti narrati nel primo Minions, si concentra, infatti, su due Minions in particolare, James ed Henry. Mentre i loro colleghi hanno come unico scopo nella vita quello di trovare un "grande capo" malvagissimo da seguire, James ed Henry sono guidati da fantasia e senso dell'umorismo; in particolare, James adora disegnare storie, tanto quanto Henry adora ascoltarle e condividere con l'amico la propria unicità. Dopo tutta una serie di esilaranti vicissitudini, i Minions finiscono nella Hollywood di fine anni '20 e si ritrovano protagonisti assoluti della scena cinematografica dell'epoca, quella precedente la transizione dai film muti al sonoro. E' proprio lì, prima che la trama introduca i Monsters del titolo, che Minions & Monsters diventa un gioiellino per i cinefili adulti (c'è anche una favolosa zampata sul finale, che non vi spoilero); per il modo in cui il film racconta l'energia, l'esagerata opulenza e la gloria di un'industria cinematografica al suo apice, con tutti i suoi pregi e difetti, la facilità con cui chiunque poteva dare forma a sogni e desideri, e anche la tragica velocità con cui i sogni potevano trasformarsi in incubi di indigenza, dopo anni di fama e denaro. Un dualismo incarnato alla perfezione dai geniali produttori Frank ed Elwood, mostro di cattiveria l'uno ed ottimista tutto zucchero l'altro, emblemi del destino estremo che lambiva chiunque si avvicinasse ad Hollywood.

Questa parte di Minions & Monsters è davvero l'equivalente animato di quel trionfo che era il Babylon di Chazelle, di cui riprende alcuni elementi chiave, sia a livello di trama che di messa in scena (la transizione da muto a sonoro avrebbe sicuramente risollevato l'animo del povero Jack Conrad di Babylon, perché pronunciare parole storiche come "Rosebud/Rosabella" in minionese farebbe sembrare perfetta la voce di qualsiasi attore!). A proposito di quest'ultima, dal momento in cui i Minions mettono piede ad Hollywood c'è da diventare matti a trovare tutti gli omaggi alla settima arte, con capolavori parodiati non solo durante gli splendidi titoli di testa, oppure con intere sequenze dedicate, ma anche con riferimenti blink and you'll miss it all'interno delle scene più concitate, in primis quella dell'inseguimento in treno all'interno di una trafficatissima strada; probabilmente, però, la sequenza più emozionante per un cinefilo è quella del dietro le quinte, una lunghissima carrellata che offre un meravigliato sguardo alle magie praticate dalle maestranze, indispensabili protagonisti per il corretto funzionamento della macchina dei sogni, ancor più di attori e registi blasonati. Per quanto riguarda l'aspetto "monsters", l'impatto visivo degli stessi è efficacissimo, perché il character design di Goomi e colleghi è meraviglioso così come le animazioni, ed è interessante anche il modo in cui la parte di trama che li vede coinvolti, assieme a James, Henry ed Ed, scorra in parallelo con l'altrettanto assurda vicenda di Dick e degli altri Minions, finiti dritti all'interno di una storia di fantascienza che, a un certo punto, acquista tutte le sfumature di una love story d'altri tempi. Giuro senza vergogna che non avrei dato un euro a questo Minions & Monsters, invece si è rivelato uno dei capitoli migliori del franchise e una boccata di aria fresca capace di coniugare meraviglia cinefila e grasse risate. Approfittate delle arene estive, all'interno delle quali sarà sicuro mattatore ancora per un po', e recuperatelo!!

CAST

Del regista e co-sceneggiatore Pierre Coffin, che doppia anche i Minions, ho già parlato QUI. Allison Janney (voce originale di Olivia), George Lucas (sé stesso), Christoph Waltz (Max), Jeff Bridges (Frank e Elwood), Jesse Eisenberg (Dort), Trey Parker (Goomi), Zoey Deutch (Debbie) li trovate invece ai rispettivi link.

CURIOSITà

Nella versione italiana, il regista Max è doppiato da Maccio Capatonda. Minions & Monsters si colloca cronologicamente prima di Cattivissimo me, Cattivissimo me 2, Minions, Cattivissimo me 3, Minions 2 - Come Gru diventa cattivissimo e Cattivissimo me 4, tutti film che vi consiglio di recuperare, anche se Minions & Monsters è perfettamente fruibile anche da solo. ENJOY!

martedì 26 novembre 2024

Giurato numero 2 (2024)

Ho rischiato di non riuscirci, anche a causa di orari tremendi, ma mi sono incaponita e, alla fine, ho visto in sala Giurato numero 2 (Juror #2), diretto dal regista Clint Eastwood


Trama: Justin Kemp è convocato come giurato per un caso di omicidio, proprio mentre la moglie è quasi giunta al termine di una difficile gravidanza. Il caso sembra di facile risoluzione, ma non tutto è come sembra...


Sono andata a vedere Giurato numero 2 non tanto perché sia fan di Clint Eastwood (ho saltato Cry Macho senza troppi problemi e ancora non l'ho recuperato), né perché il film sia stato pubblicizzato come "l'ultimo" del regista, ma perché quasi tutti quelli che lo hanno visto lo hanno incensato come un'opera splendida. Considerato che il courtroom drama è un genere che interessa molto al Bolluomo, ho colto l'occasione per andare al cinema con lui, cosa che non succedeva da almeno un mesetto, ed entrambi siamo usciti dalla sala soddisfatti. Io con lo stomaco chiuso e lui agghiacciato, è vero, ma comunque felici. Forse è troppo arrivare a citare Mystic River, nel descrivere la sensazione di pesantezza ineluttabile, di angoscia che mi ha presa durante la visione di Giurato numero 2, ma sicuramente mi è venuta voglia di riguardarlo e di farlo vedere a Mirco, perché molto di quest'ultimo Eastwood mi ha ricordato quello che, per me, è il suo capolavoro. E, ovviamente, c'è tanto anche di un'opera più recente, Richard Jewell, e almeno una citazione di un film talmente distante dalla cinematografia di Eastwood, da non sembrare nemmeno suo, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, che mi sento di dover quotare: "Truth, like art, is in the eye of the beholder. You believe what you choose, and I'll believe what I know". Giurato numero 2 parla di pregiudizi, di ciò che le persone scelgono di credere, e di uno stato che le abbandona, mosso da obiettivi che non sono certo la protezione del comune cittadino. E' un film che si fonda sul dilemma morale di un protagonista che, con pochi elementi ficcanti, ci viene presentato fin da subito come un uomo che ne ha passate tante ed è a pochi giorni dall'ottenere una felicità completa. Tuttavia, Justin, a causa di un tragico errore commesso in buonafede, rischia di perdere di nuovo tutto e l'unico modo per evitare che succeda è lasciare che la "giustizia" faccia il suo corso, abbattendosi su un uomo dal passato peggiore del suo, il quale, però, questa volta è innocente. Per salvare capra e cavoli, sgravandosi la coscienza, Justin combatte contro una giuria già pronta ad emettere un verdetto viziato da pregiudizi (razziali, sessuali, sociali, ecc.) e un avvocato dell'accusa in cerca di voti, consapevole che, per gli stessi motivi, anche la sua verità verrebbe travisata, valendogli la fine di un'esistenza finalmente felice. L'angoscia, in Giurato numero 2, sta nel vedere un uomo normale farsi "mostro" per continuare a vivere. Sta nell'orrore della consapevolezza di non potersi liberare dalle etichette negative, una volta che ci si sono appiccicate addosso. Sta nel realizzare, tristemente, che la giustizia è sì uguale per tutti, ma non è perfetta perché viene lasciata nelle mani di esseri umani che, quel giorno, magari vogliono solo tornare a casa presto, sono stanchi, ti hanno già giudicato colpevole per motivi che esulano dal caso specifico, non hanno voglia di riflettere troppo, nonostante abbiano (a volte letteralmente) la tua vita tra le mani. Umani, appunto, costretti a fare un lavoro divino.


L'angoscia, in Giurato numero 2, sta nella verosimiglianza di ciò che Clint Eastwood racconta, ancor più enfatizzata dal suo stile asciutto. La regia del Grande Vecchio è priva di fronzoli, non mostra niente più di quel che serve per capire, con uno sguardo, i personaggi, ciò che li muove e la posta in gioco; addirittura, le fasi iniziali del processo possono tranquillamente definirsi un esempio di anticlimax, perché non ci sono quelle esagerazioni teatrali tipiche del genere, con arringhe infinite e sottili strategie di avvocati superstar. E' tutto piuttosto banale, direi quasi squallido, e per questo ancora più credibile e "vicino" alla quotidianità del pubblico. Nonostante questo, il dilemma morale di Justin, reso palese dopo pochi minuti di film, viene gestito coi ritmi di un thriller e coinvolge per l'impossibilità di incasellare i personaggi in ruoli predefiniti di "buono" o "cattivo"; naturalmente, l'istinto è quello di parteggiare per Justin, persino di sperare nella sua "vittoria" (se di vittoria si può parlare), ma ci sono momenti in cui la volontà di chiudere gli occhi e far finta di nulla si incrinano davanti ad atteggiamenti e scelte moralmente non condivisibili, soprattutto verso il finale. Geniale, in questo, scegliere di far interpretare Justin a Nicholas Hoult, con quella faccia da bravo ragazzo adombrata da occhi di un azzurro freddo, che a volte gli danno un che di calcolatore ed ambiguo. Dove non c'è incertezza, invece, è nello sguardo di Toni Collette. Ho visto il film doppiato ma, giuro, l'occhiataccia fulminante arrivata al culmine del confronto tra Faith e Justin ha costretto persino me a chinare la testa dalla vergogna di avere anche solo pensato di parteggiare per il protagonista. Scherzi a parte (e chi scherza, sulla maestosa Collette?) Giurato numero 2 è un piccolo miracolo in cui si incastrano alla perfezione tutti gli elementi (narrativi, tecnici, attoriali e registici) che contribuiscono a rendere grande un film. Se questa, come dicono in tanti, sarà l'ultima pellicola di Eastwood, mi sento di affermare che il vecchio Clint ha concluso la sua carriera a testa alta, con un film lucido, attuale e perfettamente coerente con la sua pluriennale poetica. Considerato quanti registi più giovani hanno ormai abbracciato allegramente un rincoglionimento consapevole, c'è solo da ammirarlo ed augurargli di fare Cinema ancora per un po' di tempo, perché ne abbiamo un maledetto bisogno.
 

Del regista Clint Eastwood ho già parlato QUI. Nicholas Hoult (Justin Kemp), Zoey Deutch (Allison Crewson), Toni Collette (Faith Killebrew), Leslie Bibb (Denice Aldworth), J.K. Simmons (Harold), Chris Messina (Eric Resnick), Gabriel Basso (James Michael Sythe), Francesca Eastwood (Kendall Carter) e Kiefer Sutherland (Larry Lasker) li trovate invece ai rispettivi link.


Se Giurato numero 2 vi fosse piaciuto recuperate Richard Jewell, Mystic River e La parola ai giurati. ENJOY!


martedì 25 luglio 2017

Prima di domani (2017)

Qualche giorno fa è uscito Prima di domani (Before I Fall), diretto dalla regista Ry Russo-Young e tratto dal romanzo omonimo di Lauren Oliver. Spinta dal trailer intrigante ho deciso di guardarlo. Occhio agli SPOILER del paragrafo centrale.


Trama: tornando a casa da una festa, Samantha e le sue amiche rimangono coinvolte in un incidente stradale. Il mattino dopo Samantha si sveglia e scopre di stare rivivendo lo stesso identico giorno da capo...



Avendo visto il trailer, credevo mi sarei trovata davanti un Ricomincio da capo meets teen-thriller, invece Prima di domani è un Ricomincio da capo meets teen-drama... e che drama!! Talmente tanto drama che ogni tanto mi veniva da toccarmi per capire come fossi riuscita ad aver superato l'adolescenza ed essere ancora viva. Intendiamoci, Prima di domani non è un film brutto (mi cita persino il mito di Sisifo, tanta roba!, anche se vorrei capire quanti appartenenti al target di riferimento avranno capito il perché), bisogna solo metterlo nel giusto ordine delle cose e prenderlo per quello che è, ovvero un racconto moralista e presumibilmente formativo che dovrebbe insegnare al pubblico giovane il rispetto dei sentimenti altrui e l'importanza di ogni singolo giorno, cosa di per sé non sbagliata né deprecabile; il problema sorge dal momento in cui lo spettatore supera i vent'anni e si ritrova a rimpiangere non solo il cinismo adulto di Bill Murray ma anche la casualità misteriosa di un giorno ripetuto in saecula saeculorum. In Ricomincio da capo, infatti, il protagonista si ritrovava bloccato nello stesso giorno senza un perché mentre Samantha è costretta a rivivere il 13 febbraio, cupid day, per un motivo ben preciso che non è solo per punizione, per migliorare sé stessa o l'esistenza di chi la circonda ma anche per risolvere un preciso problemino che al minuto 20 di pellicola lascia già intuire come finirà l'intera faccenda. E qui, se permettete, casca l'asino e parte lo SPOILER perché la rompipalle che è in me proprio non ce la fa a stare zitta. Se non volete leggere saltate pure al paragrafo successivo.


SPOILER I protagonisti di Prima di domani sono delle pittime incredibili, diciottenni traumatizzati e condizionati da eventi accorsi loro... alle elementari. Giuro. Il tizio innamorato di Samantha si porta avanti il sentimento dall'infanzia manco fosse Ben Stiller in Tutti pazzi per Mary (e non si capisce perché lei, nel frattempo, sia arrivata a provare un disgusto irrefrenabile nei suoi confronti visto che un tempo erano amiconi... ma, hey, basta ripetere lo stesso giorno 20 volte per venire pervasa da irresistibile aMMore!!) mentre la fondamentale tizia bionda e sfigata, fulcro dell'intera pellicola, viene ancora derisa per avere presumibilmente bagnato il letto da bambina. Ma si può?? Ma la cosa più spettacolare è il finale o, meglio, ciò che porta ad esso. Samantha capisce che per "sbloccare" il tempo deve impedire alla sfigata di suicidarsi. Ragionevolmente, uno magari potrebbe impegnarsi sin dal mattino a parlare con lei, dissuaderla dai suoi propositi, chiuderla in un armadio, tirarle un colpo in testa ma no: la protagonista SCEGLIE di morire. Di salvarle la vita sacrificando la propria. E, aggiungo, traumatizzare per sempre quel povero cristo che la ama da anni (già orfano di padre, per inciso) dichiarandogli amore eterno dopo anni di onanismo e limonandoselo duro per poi buttarsi sotto un camion DAVANTI AI SUOI OCCHI. Va bene, avrai anche salvato la sfigata, detto una parola carina alla lesbica, instradato quella tsoccola inenarrabile della tua migliore amica e i suoi minion verso comportamenti più urbani (mica detto...) ma come minimo hai costretto lui ad andare dallo psichiatra per l'eternità. COMPLIMENTI. Continuare ad ignorarlo no, visto che hai deciso comunque di morire? Fuckin'drama queen. FINE SPOILER



Tolta dunque "qualche" perplessità a livello di trama, basta stare al gioco e tapparsi il naso e per magia Prima di domani diventa gradevole, comunque sopportabile per la durata che ha. La confezione è patinata il giusto, la fotografia ammanta il tutto con una bella atmosfera malinconica e soprattutto la regia non ricorda prodotti televisivi ma azzarda addirittura qualche soluzione particolare. Ad accattivare l'occhio e l'orecchio delle ragazzine o dei ragazzini, come già per Nerve, c'è l'inevitabile unione tra brani modaioli ed orecchiabili e giovani attrici vestite all'ultima moda, non necessariamente bravissime ma comunque molto belline; Zoey Deutch nei panni di quella che un tempo avremmo definito pu**ansuora (oggi non so come vengano definite) è credibile sia in versione santamariabadessa che in versione dark mentre Halston Sage aggredisce schermo e spettatori con un'interpretazione talmente da bitch che forse persino Barbie o la Chanel di Scream Queens ne sarebbero state intimidite. Il resto del cast è apprezzabile, Erica Tremblay più pucciosa e caruccetta del solito, quasi al livello del fratellino Jacob, e l'unica cosa che mi ha messo un po' tristezza è lo spreco di Jennifer Beals per una semplice moraletta sul pre-finale, come se non bastasse già il monologo della protagonista. Insomma, alla fine Prima di domani è un film senza infamia né lode, carino e nulla più. Basta che non vi facciate ingannare come dei bibini dal trailer fasullo, cosa che è successa anche a me, o rischiate di rimanerci doppiamente male.


Di Jennifer Beals, che interpreta Julie Kingston, ho già parlato QUI.

Ry Russo-Young è la regista della pellicola. Americana, ha diretto film come You Won't Miss Me e Nobody Walks. Anche attrice, sceneggiatrice e produttrice, ha 36 anni.


Zoey Deutch interpreta Samantha Kingston. Americana, ha partecipato a film come The Amazing Spider-Man, Vampire Academy, Nonno scatenato e a serie quali Ringer. Ha 23 anni e un film in uscita.


Halston Sage interpreta Lindsay Edgecomb. Americana, ha partecipato a film come Bling Ring, Un weekend da bamboccioni 2, Piccoli brividi e Manuale scout per l'apocalisse zombie. Ha 24 anni.


Logan Miller interpreta Kent McFuller. Americano, ha partecipato a film come Bling Ring, Manuale scout per l'apocalisse zombie e a serie quali The Walking Dead; come doppiatore, ha lavorato per la serie Phineas & Ferb. Ha 25 anni e tre film in uscita.


Nei panni della sorellina della protagonista c'è la pucciosissima Erica Tremblay, sorella di Jacob già vista e apprezzata in The Bye Bye Man, mentre il prof Diego Boneta era il giornalista Pete Martinez nella prima stagione di Scream Queens. Detto questo, se Prima di domani vi fosse piaciuto recuperate il già stracitato Ricomincio da capo. ENJOY!

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