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martedì 14 luglio 2026

Minions & Monsters (2026)


Sabato sera sono andata al rinnovato cinema di Albisola a vedere Minions & Monsters, diretto e co-sceneggiato dal regista Pierre Coffin.

Trama

Due Minions, James e Henry, decidono di perseguire un sogno ben diverso da quello del resto della loro tribù, ovvero realizzare un film. Per poter girare uno splendido film di mostri, utilizzano un libro di incantesimi che ne evoca davvero uno...

RECENSIONE

Ho sempre amato i Minions e il loro grande capo Gru, ma col tempo mi sono un po' disaffezionata, al punto che non ho mai recuperato Cattivissimo me 4. Stavo quasi per lasciare perdere anche Minions & Monsters, nonostante il trailer simpatico e la presenza di un mini-Cthulhu, ma per fortuna ho dato una scorsa al post entusiasta di Solaris e, spinta dalla curiosità, ho approfittato della programmazione albisolese per andarlo a vedere. Poi dicono che ormai i blog sono morti e non servono più a nulla! Sono felice di essermi fidata, perché Minions & Monsters è sì l'ennesima aggiunta ad un franchise di successo che non accenna a volersi fermare, ma anche e soprattutto un'immensa dichiarazione d'amore al Cinema, la macchina dei sogni in grado di realizzare quelli delle menti più visionarie e poetiche, e di regalarne altri a quanti sono pronti a sedersi per un paio d'ore nelle poltrone di una sala. La storia di Minions & Monsters, da collocarsi cronologicamente prima dei fatti narrati nel primo Minions, si concentra, infatti, su due Minions in particolare, James ed Henry. Mentre i loro colleghi hanno come unico scopo nella vita quello di trovare un "grande capo" malvagissimo da seguire, James ed Henry sono guidati da fantasia e senso dell'umorismo; in particolare, James adora disegnare storie, tanto quanto Henry adora ascoltarle e condividere con l'amico la propria unicità. Dopo tutta una serie di esilaranti vicissitudini, i Minions finiscono nella Hollywood di fine anni '20 e si ritrovano protagonisti assoluti della scena cinematografica dell'epoca, quella precedente la transizione dai film muti al sonoro. E' proprio lì, prima che la trama introduca i Monsters del titolo, che Minions & Monsters diventa un gioiellino per i cinefili adulti (c'è anche una favolosa zampata sul finale, che non vi spoilero); per il modo in cui il film racconta l'energia, l'esagerata opulenza e la gloria di un'industria cinematografica al suo apice, con tutti i suoi pregi e difetti, la facilità con cui chiunque poteva dare forma a sogni e desideri, e anche la tragica velocità con cui i sogni potevano trasformarsi in incubi di indigenza, dopo anni di fama e denaro. Un dualismo incarnato alla perfezione dai geniali produttori Frank ed Elwood, mostro di cattiveria l'uno ed ottimista tutto zucchero l'altro, emblemi del destino estremo che lambiva chiunque si avvicinasse ad Hollywood.

Questa parte di Minions & Monsters è davvero l'equivalente animato di quel trionfo che era il Babylon di Chazelle, di cui riprende alcuni elementi chiave, sia a livello di trama che di messa in scena (la transizione da muto a sonoro avrebbe sicuramente risollevato l'animo del povero Jack Conrad di Babylon, perché pronunciare parole storiche come "Rosebud/Rosabella" in minionese farebbe sembrare perfetta la voce di qualsiasi attore!). A proposito di quest'ultima, dal momento in cui i Minions mettono piede ad Hollywood c'è da diventare matti a trovare tutti gli omaggi alla settima arte, con capolavori parodiati non solo durante gli splendidi titoli di testa, oppure con intere sequenze dedicate, ma anche con riferimenti blink and you'll miss it all'interno delle scene più concitate, in primis quella dell'inseguimento in treno all'interno di una trafficatissima strada; probabilmente, però, la sequenza più emozionante per un cinefilo è quella del dietro le quinte, una lunghissima carrellata che offre un meravigliato sguardo alle magie praticate dalle maestranze, indispensabili protagonisti per il corretto funzionamento della macchina dei sogni, ancor più di attori e registi blasonati. Per quanto riguarda l'aspetto "monsters", l'impatto visivo degli stessi è efficacissimo, perché il character design di Goomi e colleghi è meraviglioso così come le animazioni, ed è interessante anche il modo in cui la parte di trama che li vede coinvolti, assieme a James, Henry ed Ed, scorra in parallelo con l'altrettanto assurda vicenda di Dick e degli altri Minions, finiti dritti all'interno di una storia di fantascienza che, a un certo punto, acquista tutte le sfumature di una love story d'altri tempi. Giuro senza vergogna che non avrei dato un euro a questo Minions & Monsters, invece si è rivelato uno dei capitoli migliori del franchise e una boccata di aria fresca capace di coniugare meraviglia cinefila e grasse risate. Approfittate delle arene estive, all'interno delle quali sarà sicuro mattatore ancora per un po', e recuperatelo!!

CAST

Del regista e co-sceneggiatore Pierre Coffin, che doppia anche i Minions, ho già parlato QUI. Allison Janney (voce originale di Olivia), George Lucas (sé stesso), Christoph Waltz (Max), Jeff Bridges (Frank e Elwood), Jesse Eisenberg (Dort), Trey Parker (Goomi), Zoey Deutch (Debbie) li trovate invece ai rispettivi link.

CURIOSITà

Nella versione italiana, il regista Max è doppiato da Maccio Capatonda. Minions & Monsters si colloca cronologicamente prima di Cattivissimo me, Cattivissimo me 2, Minions, Cattivissimo me 3, Minions 2 - Come Gru diventa cattivissimo e Cattivissimo me 4, tutti film che vi consiglio di recuperare, anche se Minions & Monsters è perfettamente fruibile anche da solo. ENJOY!

martedì 13 settembre 2022

Minions 2 - Come Gru diventa cattivissimo (2022)

Ho lasciato scemare un po' le orde di pargoli in vacanza, quindi ho recuperato con calma Minions 2 - Come Gru diventa cattivissimo (Minions: Rise of Gru), diretto dai registi Kyle Balda, Brad Ableson e Jonathan del Val.


Trama: un undicenne Gru tenta di entrare nei Malefici 6, la sua squadra di supercattivi preferita. Quando il piano va a rotoli, i Minions devono cercare di salvare il loro mini-boss.


Avevamo lasciato i Minions, alla fine del film a loro dedicato, pronti a seguire il piccolo ma già cattivissimo Gru, e Minions 2 comincia per l'appunto con gli omini gialli al servizio del giovane wannabe villain, segregati in una cantina casalinga non ancora trasformata in laboratorio segreto e pronti a combinare disastri. Come da titolo originale, Minions 2 non è dunque la storia di "come Gru diventa cattivissimo", ché la malvagità c'è ed è innegabile, bensì dell'"ascesa" di Gru da aspirante a supercattivo a tutti gli effetti, a partire dal legame con un mentore (per quanto involontario) fino ad arrivare all'accettazione dei suoi stranissimi e pasticcioni collaboratori, i quali questa volta, a differenza della precedente, condividono il titolo col loro boss. Ciò rende Minions 2 molto più legato alla trilogia da cui deriva e, di conseguenza, più articolato, a livello di trama, rispetto al suo predecessore, poiché diventa un altro tassello posto a formare la personalità di Gru, presentato nel primo Cattivissimo me come malvagio tout court ma, in realtà, dotato di saldi principi (im)morali: all'interno della pellicola viene data molta importanza alla lealtà verso i propri compagni o amici, si insegna a non guardare agli altri con superficialità e persino a fare tesoro di chi è dotato di maggiore esperienza, grazie all'introduzione di un nonno "sui generis" che si rivelerà importantissimo per il futuro del giovane protagonista. 


E i Minions, in tutto questo? I buffi omini gialli sono, come al solito, veicolo di gag infinite affidate al già collaudato trio composto da Stuart, Bob e Kevin, con le loro rispettive e strabordanti personalità, ai quali si aggiunge l'ancor più pasticcione e logorroico Otto, il vero portatore di caos della pellicola. L'allegro quartetto si ritrova ad avere a che fare con moltissimi topoi del cinema "di serie Z" anni '70 e di altrettanti titoli cult della Nuova Hollywood, il che offre allo spettatore adulto la possibilità di divertirsi parecchio con citazioni e parodie che, come al solito, rischiano di non arrivare ai bambini: i riferimenti a Easy Rider, L'aereo più pazzo del mondo e le pellicole di arti marziali che spopolavano all'epoca in cui il film è ambientato sono solo la punta dell'iceberg, perché, al di là della colonna sonora vintage, ogni fotogramma è zeppo di riferimenti ironici alle mode di quegli anni, per non parlare della mamma di Gru, in fissa con Tupperware e strani metodi di rilassamento psicofisico. Altro elemento parodico che, ahimé, è andato perduto nella versione italiana, risiede nel doppiaggio. Mezza squadra dei Malefici 6 è stata infatti affidata alle voci di durissimi eroi (spesso anti-eroi o direttamente malvagi) del cinema action internazionale, quali Jean-Claude Van Damme, Dolph Lundgren e Danny Trejo, cosa che mi porta a sottolineare come l'unico vero difetto del film sia l'avere sprecato il potenziale di un gruppo di supercattivi che, di fatto, non risultano particolarmente efficaci... ma siccome il pubblico va al cinema per vedere i Minions, è innegabile che, anche questa volta, i realizzatori abbiano centrato l'obiettivo con un film perfetto per una serata in famiglia.   


Del regista Kyle Balda ho già parlato QUI. Steve Carell (voce originale di Gru), Pierre Coffin (Minions), Alan Arkin (Willy Krudo), Taraji P. Henson (Belle Bottom), Michelle Yeoh (Maestra Chow), Julie Andrews (Mamma di Gru), Russell Brand (Nefario), Jean-Claude Van Damme (Claude-Chelà), Dolph Lundgren (Svendicator), Danny Trejo (Mano di Ferro), RZA (Motociclista), Will Arnett (Mr. Perkins) e Steve Coogan (Silas Caprachiappa) li trovate invece ai rispettivi link. 

Lucy Lawless è la voce originale di Monachacku. Neozelandese, indimenticabile Xena, la ricordo per film come Spider-Man, Boogeyman - L'uomo nero e per altre serie quali Hercules, X-Files, Tarzan, Due uomini e mezzo, Veronica Mars, CSI: Miami, Agents of S.H.I.E.L.D. Ash vs. Evil Dead; come doppiatrice, ha lavorato in I Simpson, Celebrity Deathmatch e American Dad!. Anche produttrice, ha 54 anni. 


Ad aiutare Kyle Balda come co-registi ci sono Brad Ableson, che aveva già diretto il corto Minions Holiday Special, e Jonathan del Val, che invece aveva co-diretto Pets 2 - Vita da animali. Il film segue Minions e, come quest'ultimo, è un prequel di Cattivissimo me, Cattivissimo me 2 e Cattivissimo me 3; ovviamente, e vi piace il genere, recuperateli tutti! ENJOY!

venerdì 1 settembre 2017

Cattivissimo me 3 (2017)

E con Cattivissimo me 3 (Despicable Me 3), diretto dai registi Kyle Balda, Pierre Coffin e Eric Guillon, si conclude la tripletta di novità viste questa settimana. Come sarà andata la rimpatriata con Gru e soci? Mah...


Trama: dopo essere stato licenziato dalla Lega Anti-Malvagi e aver perso il supporto dei Minion, Gru si riunisce al gemello perduto Dru, un ricchissimo allevatore di maiali che vorrebbe intraprendere la carriera di supercattivo.


Sono andata a vedere Cattivissimo me 3 con tre bambini (due cuginette e il Bolluomo, anche se quest'ultimo vi direbbe che la bambina ero io) e siccome era la prima volta che portavo al cinema con me le cuginette, rispettivamente di quasi 12 e quasi 9 anni, ero un po' nervosa e più che guardare il film ho cercato di capire se le piccole si stessero divertendo. La grande, più schiva e, per l'appunto, "adulta", ha riso ben poco mentre la piccola s'è divertita soprattutto davanti ai Minion o nei momenti di comicità più "fisica" però entrambe hanno detto che il film gli era piaciuto; il bambino Mirco, invece, mi ha confessato in privata sede di non aver trovato Cattivissimo 3 divertente come i film che lo hanno preceduto perché, a suo dire, "mancava qualcosa". Mettendo assieme queste tre opinioni e considerato che io ho riso come una matta solo davanti al baffuto e trashissimo Balthazar Bratt, posso dire che stavolta i signori della Illumination hanno un po' mancato l'obiettivo o, meglio, hanno raggiunto quello di fare ancora una volta soldi a palate ma dubito siano riusciti ad invogliare gli spettatori ad attendere un altro, inevitabile sequel della storia di Gru. Anche perché, ammettiamolo, non c'è più molto da dire in merito ed è qui che Mirco (e anche io) ha rilevato la "mancanza". Nel primo Cattivissimo Me il protagonista seguiva un percorso formativo che alla fine lo portava dall'essere cattivo all'essere buono e a trovare uno scopo nella vita, nel secondo capitolo Gru doveva invece fare i conti col suo nuovo stile di vita e scoprire l'amore; nel terzo episodio della saga non esiste invece un'evoluzione dei personaggi (se non contiamo i problemi materni all'acqua di rose di Lucy o la scoperta della disillusione da parte della piccola Agnes) e la trama conseguentemente si "siede", trasformandosi in una serie di gag e storie parallele malamente tenuta assieme da un debole filo conduttore, il gemello perduto Dru, personaggio tra il loffio e l'imbarazzante, sicuramente poco divertente sia per gli adulti che per i bambini i quali, in sostanza, vogliono solo i Minion. E qui casca l'asino perché gli esserini gialli si vedono davvero poco in Cattivissimo me 3, lasciando spazio alle vicende scioccherelle di tre bambine che in tre film non sono cambiate di una virgola e, peggio ancora, non vengono mai inserite costruttivamente all'interno della trama e si limitano a fare le damsel in distress della situazione. A dimostrazione di come gli sceneggiatori non sapessero proprio bene che pesci pigliare, basti solo dire che il Dottor Nefario è stato messo da parte grazie a un barbatrucco nerd che ben pochi bambini potranno capire e che la nuova capa della Lega Anti-Cattivi, introdotta con gran fanfara, scompare dopo un paio di minuti.


Il villain Balthazar Bratt è un altro punto a sfavore del divertimento dei più piccini. Benché io fossi piegata sulla poltrona dal ridere, il personaggio dell'ex bambino prodigio della TV non può necessariamente fare presa su un pubblico di giovanissimi, che al limite potranno trovarlo buffo per il suo aspetto. Come fanno creature dai sei ai quindici anni a capire che Balthazar Bratt è un povero sfigato ancorato alle mode di fine anni '80/inizio '90 e che proprio per questo è esilarante vederlo combattere sulle note di I'm Bad o Into the Groove oppure seguire i video di aerobica di Jane Fonda mentre parla con un robottino assai simile al vecchio Emilio? Persino il mullet coi baffoni sfoggiato dal villain, "impreziosito" da una bella chiazza pelata in cima alla capoccia, è geniale nella sua spietatezza. Eppure, giustamente, le mie cuginette lì non hanno riso e non capivano perché io mi sbellicassi. Cosa rimane quindi di universalmente apprezzabile in questo Cattivissimo me 3? Beh, a me è piaciuta molto la resa visiva del Paese inventato di Freedonia, dove vive Dru. Mix di Bavaria, Europa Orientale, Spagna, Francia, Italia e Grecia, la Freedonia è un posto vivace e zeppo di colori, un luogo suggestivo che ricorda mille immagini da cartolina e raccoglie in sé altrettanti stereotipi, il che probabilmente è anche un modo per mettere alla berlina l'ignoranza crassa degli americani. Altro punto a favore, ovviamente, i Minion. Proprio in virtù del poco tempo a loro disposizione, i creaturini gialli riescono a non nauseare lo spettatore e si fanno desiderare, cosa che li rende ancora più simpatici: certo, la sottotrama a loro dedicata non serve a un'emerita cippa ma è sempre divertente ascoltare Pierre Coffin esprimersi nel folle Minionese (cercando ovviamente di tradurlo) e assistere a numeri musicali sempre più elaborati, che vanno a incastrarsi alla perfezione in una colonna sonora deliziosa e zeppa di successi vintage. In soldoni, Cattivissimo me 3 è il secondo film MEH che vedo questa settimana: non è abbastanza brutto per odiarlo, né abbastanza bello per consigliarlo, a meno che non siate dei CattivissimoMe Addicted. In tal caso, che lo sforzo sia con voi, non sarò certo io a dissuadervi dall'andare al cinema.


Dei registi Kyle Balda e Pierre Coffin (anche doppiatore dei Minion) ho già parlato ai rispettivi link e lo stesso vale per Steve Carell (voce originale di Gru e Dru), Kristen Wiig (Lucy), Steve Coogan (Fitz/Silas Caprachiappa), Julie Andrews (Mamma di Gru) e Andy Nyman (Clive il robot).

Eric Guillon è il co- regista della pellicola, alla sua prima esperienza. Probabilmente Francese, ha lavorato soprattutto come character designer nei film Cattivissimo me (e seguiti) e Lorax - Il guardiano della foresta.


Trey Parker è la voce originale di Balthazar Bratt. Co-creatore di South Park, ha lavorato soprattutto come doppiatore per lo show (sue le voci di Stan e Cartman, per esempio) e per altre serie quali Team America. Americano, anche musicista, sceneggiatore, produttore, animatore e regista, ha 48 anni.


Le voci italiane sono sempre quelle di Max Giusti per Gru/Dru e Arisa (bleagh!) per Lucy, alle quali si aggiunge quella di Paolo Ruffini che doppia invece Balthazar Bratt. Cattivissimo me 3 segue direttamente Minions, Cattivissimo me e Cattivissimo me 2 quindi se vi fosse piaciuto recuperate tutti i suoi "fratelli", nell'attesa che esca Minions 2 nel 2020 (bisogna aspettare un po' in quanto, come si evince dalla maglia indossata da Margo, il prossimo film della Illumination sarà una versione animata de Il Grinch, prevista per l'anno prossimo). ENJOY!

domenica 6 settembre 2015

Minions (2015)

Uscita dritta dritta dalla visione di Minions, diretto dai registi Kyle Balda e Pierre Coffin, ecco un paio di impressioni a caldo su questa pellicola che aspettavo tanto!


Trama: "orfani" di padrone, i minion Stuart, Bob e Kevin vanno in spedizione per conto dell'intera tribù e si imbattono in Scarlett Sterminator, una supercattivissima che vuole rubare nientemeno che la Corona d'Inghilterra...


Cosa sarebbero Cattivissimo Me e il suo sequel senza i Minions? Ammettiamolo, è dal 2010 che stavamo tutti aspettando un film che vedesse i buffi esserini gialli protagonisti assoluti. Quest'anno il nostro desiderio si è avverato e Minions si è confermato, almeno per quel che mi riguarda, un esperimento riuscitissimo, simpatico, garbato e (soprattutto!) della giusta durata: un'ora e mezza di avventure del dinamico trio Stuart, Bob e Kevin è la perfetta via di mezzo tra un cortometraggio poco soddisfacente e un'ininterrotta, lunghissima sequenza di gag che dopo un po' diventerebbe pesante come un macigno. La storia, introdotta da un serissimo Alberto Angela che ci mostra le origini degli ometti gialli (nonché le tristi dipartite dei padroni nel corso delle ere ma non spiega come fanno i Minions a riprodursi, papà Piero non apprezzerebbe tanta superficialità!), si focalizza solo su tre Minions i cui caratteri uniti creano delle dinamiche parecchio esilaranti e, parallelamente alla loro odissea tra Orlando e Londra, riesce anche a seguire con poche, spassose e caotiche sequenze, le vicende del resto della tribù. A fare le spese dello zelo adorante di Stuart, Bob e Kevin sono la cattivissima Scarlett Sterminator e il marito Herb, malvagia osannatissima la prima ed innamoratissimo emulo di Austin Powers il secondo, che come "prova" per assumere i Minions pretendono la corona d'Inghilterra; il film verte interamente sul tentativo dei tre Minions di recuperare il preziosissimo oggetto e sulle impreviste conseguenze del loro gesto scellerato, offrendo al pubblico una simpatica parodia dei film "di spionaggio" e, soprattutto, tutta quella serie di stupidissimi stereotipi britannici che fanno sempre tanto ridere, per di più ambientati all'epoca della Swinging London. Ovviamente non vi racconto nello specifico cosa succederà nel film ma preparatevi a sciogliervi davanti alla dolcezza di Bob, a strapparvi i capelli di fronte alla badassitudine di Stuart e ad entusiasmarvi davanti alla determinazione di Kevin; se non ci fossero loro il film sarebbe ben poca cosa anche perché purtroppo Scarlett Sterminator è tanto cattiva quanto loffia, non certo una nemesi adatta a un branco di scalmanati e carismatici esserini gialli.


Passando all'aspetto tecnico, Minions è coloratissimo, perfettamente animato e soprattutto prevede una serie di numeri musicali che sono quasi più belli e divertenti dell'intero film, sui quali spiccano l'ipnotica danza "bollywoodiana" delle guardie all'interno della Torre di Londra e il numero d'avanspettacolo fatto per festeggiare ed intrattenere il gelido "Capo" delle grotte ghiacciate. Ma la cosa che ho trovato assolutamente spettacolare di Minions, che mi ha lasciata a bocca aperta per tutta la sua durata, alla faccia di tutti gli sforzi dei validissimi animatori, sapete qual è stata? Sentirli parlare, ovvio!! E' vero che i Minions parlavano già nei due Cattivissimo Me ma stavolta il loro meraviglioso patois fa da "colonna sonora" all'intero film, non solo in qualche sequenza, ed è affascinante cercare di dare un senso a quell'inglese italianizzato, mezzo francese, un po' spagnolo, condito da un pizzico di tedesco e zeppo di parole prese da altri idiomi e messe apparentemente a caso che è il loro linguaggio. Con un po' d'attenzione si può capire tutto quello che dicono e dare anche delle rozze regole grammaticali al minionese (tranne forse durante il discorso di Bob. Quello effettivamente mi ha lasciata perplessa...) e non avete idea di quanto mi piacerebbe imparare a parlarlo come fa Pierre Coffin, di cui per fortuna hanno mantenuto la voce originale. Sì perché se vogliamo proprio trovare un neo a questo piacevolissimo cartone animato, è proprio il doppiaggio italiano. La Litizzetto come Scarlett Sterminator, col suo "pinoli" usato per rivolgersi ai Minions, è fastidiosa come al solito, la parola "guappo" in bocca al mollo Fabio Fazio, doppiatore di Herb, non si può sentire (e chissà cosa dice il personaggio in originale...) e anche Riccardo Rossi è inascoltabile quando doppia Walter Nelson (in America avevano Michael Keaton. No, per dire). Peccato, perché senza questo dettaglio Minions sarebbe perfetto. Non un cartone particolarmente memorabile ma sicuramente un prequel degno degli originali! Ah, e non alzatevi durante i titoli di coda, mi raccomando!


Del co-regista e voce dei Minions Pierre Coffin ho già parlato QUI mentre Sandra Bullock (voce originale di Scarlett Sterminator), Jon Hamm (Herb Sterminator), Michael Keaton (Walter Nelson), Allison Janney (Madge Nelson), Geoffrey Rush (il narratore) e Steve Carell (Gru) li trovate ai rispettivi link.

Kyle Balda è il co-regista della pellicola. Americano, ha co-diretto anche Lorax - Il guardiano della foresta e ha lavorato come animatore e doppiatore.


Steve Coogan (vero nome Stephen John Coogan) è la voce originale del guardiano della Torre. Inglese, incarnazione del personaggio comico Alan Partridge, ha partecipato a film come Il giro del mondo in 80 giorni, Marie Antoinette, Una notte al museo, Hot Fuzz, Tropic Thunder, Una notte al museo 2 - La fuga, Notte al museo: Il segreto del faraone e a serie come Little Britain; come doppiatore aveva già lavorato in Cattivissimo me 2. Anche produttore, sceneggiatore e compositore, ha 50 anni e due film in uscita.


Minions segue Cattivissimo me e Cattivissimo me 2 e nel 2017 sarà raggiunto da Cattivissimo me 3; nell'attesa, se Minions vi fosse piaciuto recuperateli tutti e aggiungete Home - A casa, Big Hero 6, Monsters & Co. e Monsters University. ENJOY!

giovedì 21 ottobre 2010

Cattivissimo me (2010)

E’ bello vedere che i cartoni animati, da che mondo è mondo, non ti ingannano mai. Se un trailer ispira fiducia, al 99% anche il cartone animato sarà bello, mentre se il trailer è un’idiozia si sa già che la pellicola potrà essere evitata a pié pari, cosa che purtroppo non è sempre possibile fare con i film. Nel caso di Cattivissimo me (Despicable me), dei registi Pierre Coffin e Chris Renaud, il film mantiene quel che il trailer promette: momenti esilaranti, personaggi geniali e una storia molto bella.

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Trama: Gru è un supercattivo che si ritrova in una fase di empasse, con le nuove generazioni di criminali che riescono ad eseguire furti molto più spettacolari dei suoi. Per recuperare un’arma indispensabile al suo nuovo piano decide di adottare tre adorabili bimbette, con l’intenzione di sbarazzarsene una volta raggiunto lo scopo, ma col tempo anche il cattivissimo Gru scopre di avere ancora un cuore…

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Il primo esponente dell’”invasione dei supercattivi animati” (sotto Natale uscirà Megamind) merita davvero anche più di una visione. Dopo Monsters & co. e il più recente Mostri contro Alieni, che raccontavano il punto di vista di mostri comunque buoni, ora finalmente gli animatori hanno fatto il salto di qualità e hanno deciso di raccontare la storia dal punto di vista di un cattivo vero e proprio, creando una storia godibile a più livelli, allo stesso tempo più adulta ma anche più infantile rispetto a quelle dei suoi due “predecessori”. Gru è davvero despicable, ovvero spregevole più che cattivissimo: scoppia palloncini ai bambini, ghiaccia le persone in coda davanti a lui, spacca le macchine parcheggiate, inquina l’aria, minaccia i vicini, ruba e chi più ne ha più ne metta, senza contare che non si vergogna assolutamente del suo modo di essere. Però c’è qualcosa, oltre alla “mostruosità”, che lo lega ai protagonisti degli altri due film che ho citato: oltre che uno stile di vita quello di essere malvagio per lui è anche un lavoro. E qui la sceneggiatura apre la via a una feroce ed acutissima satira legata all’attuale crisi globale e USA, presentandoci un’inquietantissima Banca del male (ex Lehman Brothers, ovviamente!), uno stuolo di collaboratori stipendiati dallo stesso Gru per aiutarlo nelle sue imprese criminali (i meravigliosi Minions, presenza preponderante del film, il cui nome è proprio quello con cui si indicano comunemente i tirapiedi in inglese) e l’incubo della disoccupazione e del licenziamento per mancanza di fondi. Questa satira, ovviamente, viene addolcita dalla parte più infantile e formativa del film, quella in cui Gru, grazie all’arrivo delle tre meravigliose pesti che è costretto ad adottare per seguire uno dei suoi piani, si riscopre umano e molto più abile come papà che come cattivo, insegnando così ai piccoli spettatori che il calore di una famiglia, per quanto strana, è la cosa più importante nella vita. Credo sia la prima volta che mi capita di vedere il passato del protagonista di un cartone animato, segnato dalla presenza di una madre insensibile e distante, utilizzato come giustificazione del suo carattere: Gru si commuove nel leggere la storia dei tre micini e della loro dolce mamma e si rifiuta fino all’ultimo di dare il bacio della buonanotte alle bimbe, memore di un’infanzia priva di affetto. L’ovvia catarsi finale porta anche la mamma di Gru a ravvedersi, ma non troppo in fin dei conti.

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Al di là dei significati più seri, però, parliamo di quello che alla fine mi attira inevitabilmente al cinema a vedere questo tipo di cartoni: lo sterminato numero di gag. Cattivissimo me è popolato da personaggi secondari uno più esilarante e meglio caratterizzato dell’altro, che sono un degno complemento dello splendido protagonista e che, spesso, gli rubano la scena. Le tre bimbette sono deliziose e ognuna di loro racchiude in sé un aspetto di Gru: la più grande è caustica ed intelligente, quella di mezzo è “malvagia” quanto lui e la piccoletta, pucciosetta da morire, incarna tutta l’infantile innocenza che il Cattivissimo nasconde nel cuore. L’interazione della strana famigliola crea delle situazioni divertentissime (la scena in cui Gru, dopo aver abbandonato le piccole, si trova una testa di bambola nel letto, come succede ad uno dei protagonisti del Padrino, ha rischiato di uccidermi dalle risate), ma mai divertenti come quelle a cui danno vita lo sterminato numero di Minions. Questi esserini giallini, dal vocabolario ridottissimo e dall’intelligenza ancora più ridotta, entrano nel cuore, tanto che questo è l’unico cartone animato che merita i soldi del 3D solo per come consente di vedere il siparietto di queste creature che cercano, durante i titoli di coda, di raggiungere il pubblico in sala inventandosi mille modi per uscire dallo schermo. I miei momenti preferiti comunque sono quelli in cui i Minions al supermercato si mettono a cantare Copacabana versione karaoke, quando si mettono in fila per ricevere il bacino di Gru e tutte le volte che si picchiano o si fanno i dispetti. Dovrebbero emanare una legge che obblighi la presenza nelle case di almeno dieci o venti di queste bestiette, sul serio.

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Vorrei spendere due parole anche per lo sfigatissimo villain Vector, con le sue armi lancia – piranha e seppie, la panza che esce dalla tutina attillata e il mega impianto per la Wii sopra una gigantesca vasca per gli squali, per il geniale Dottor Nefarius, che con la sua sordità crea invenzioni impagabili come i disco – robot e lo sparapuzzette, per l’infamissima direttrice dell’orfanotrofio che infila le bambine nella scatola della vergogna e si emoziona quando Gru la chiama “burro” in spagnolo, dandole dell’asino, e infine per le cariatidi che reggono le colonne del corridoio della banca del male, sempre più gobbe mano a mano che Gru lo percorre, finché l’ultima è definitivamente spiaccicata sotto il loro peso. Spettacolare poi l’inizio, un’impietosa satira del turista americano medio e una stilettata cattivissima agli australiani, il cui monumento nazionale parrebbe essere un’enorme lattina di birra. Non è tutto oro quello che luccica, ovviamente. Per esempio, per quanto non disdegni mai un tocco di sano trash, le citazioni musicali anni ’70 ormai hanno fatto il loro tempo, e il balletto finale dei personaggi sulle note di You Should Be Dancing dei Bee Gees è un po’ troppo tirato per i capelli e risulta decisamente banale, quasi un riempitivo per allungare il cartone. E cacca a piene mani sulla versione italiana di Cattivissimo me: dopo un bellissimo doppiaggio e un’accettabile canzone di Giorgia mi ci mettete un’orrida patacca del Mercatone Uno a coprire l’insegna del supermercato dove vanno a comprare i Minions??? Ma è come se al posto dell’insegna del Kwick – e – mart di Apu ci mettessero quella del Dìperdì! Vorrei davvero sapere chi è l’imbecille che ha tirato fuori una simile idea solo per raccattare due soldi di sponsor, visto che l’immagine che ne risulta è decisamente imbarazzante… Ma, a parte questo, Cattivissimo me è un altro film che mi sento di consigliare vivamente.

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Di Julie Andrews, che in originale doppia la stronzissima madre di Gru, ho già parlato qui, mentre Will Arnett, che presta la voce al cupo Mr. Perkins, lo trovate qua.

Pierre Coffin è uno dei due registi del film, al suo secondo lavoro. Francese, ha 43 anni.

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Chris Renaud è l’altro regista del film, anche lui al secondo lavoro dopo aver già diretto un corto che ha per protagonista lo Scrat de L’era glaciale. Americano, ha 44 anni.

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Steve Carell doppia Gru nella versione originale. Ammetto di non amare troppo quello che è uno dei più “nuovi” comici americani, anche se la sua interpretazione in Little Miss Sunshine è fenomenale, però qualche film dove compare l’ho visto, come Una settimana da Dio e Anchorman: The Legend of Ron Burgundy. Ha 48 anni e due film in uscita. 

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Jason Segel presta la voce a Vector nella versione originale. Questo attore rimarrà sempre nel mio cuore per il ruolo del tontolone Marshall nella serie How I Met Your Mother (no, il titolo italiano non me lo farete mai dire, mi fa schifo!), ma ha anche altri titoli all’attivo come Giovani pazzi e svitati e Ore 11:14 – Destino fatale. Ha partecipato alle serie Alias e CSI, oltre ad aver doppiato un episodio de I griffin. Americano, ha 30 anni e quattro film in uscita, tra cui un probabile film dei Muppet.

Jason Segel

Del film è già in cantiere un seguito, i cui dettagli sono ancora top secret, che dovrebbe uscire nel 2013, e sicuramente un paio di corti che avranno per protagonisti i meravigliosi Minion. E ora, vi lascio con il trailer originale del film, così potrete sentire come Gru, nella versione USA, abbia un meraviglioso accento à la Bela Lugosi che, purtroppo, nell’interpretazione italiana del pur bravo Max Giusti si perde. ENJOY!




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