lunedì 9 aprile 2012

Get Babol! #15

Settimana ricca quella pasquale! Complice la festa, negli USA escono un sacco di film che il sito Getglue si diletta a consigliarmi, e devo dire che questa volta ce n'è per tutti i gusti: un thriller in bianco e nero dalle atmosfere oniriche, un filmaccio trash a livelli surreali, un classico, solido thriller con un attorone del calibro di Willelm Dafoe, un documentario per nerd e una patacca pseudohorror inguardabile. Pick your choice e... ENJOY!!

Keyhole

Di Guy Maddin
Con Jason Patric, Isabella Rossellini, Udo Kier
Trama (da Imdb): Ulysses Pick, gangster e padre snaturato, comuncia uno strano viaggio all’interno della sua casa.

Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Mulholland Drive, Nosferatu e L’uomo che non c’era. Lì per lì la trama non è che mi dicesse molto, ma il trailer è un delirio! Innanzitutto è in bianco e nero (che, evidentemente, dopo The Artist tira parecchio), sembra quasi uno di quei film espressionisti tedeschi, ci sono degli attori della madonna come la Rossellini e Kier, inoltre ha davvero un che di Lynchiano. Sicuramente, visto che non posso testimoniare la bontà dell'opera, mi incuriosisce e quando uscirà cercherò di andarlo a vedere. La speranza che venga distribuito in Italia è l'ultima a morire, intanto vi metto il trailer!



Iron Sky
Di Timo Vuorensola
Con Udo Kier, Julia Dietze, Kym Jackson
Trama (da Imdb): nel 1945 i nazisti costruiscono una base segreta sulla luna, dove si nascondono e pianificano di tornare al potere nel 2018.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Mars Attacks!. Più che essermi piaciuto, lo avevo trovato divertente, mentre questo Iron Sky rischia di essere una trashata incredibile. A parte che Udo Kier questa settimana fa gli straordinari, vista la sua presenza in ben due film, la locandina mi ricorda pericolosamente quel gigantesco pacco di Sucker Punch. Ma il trailer... Gesù. Come potrei esimermi dal vedere una simile meenkiata? Il mio sangue affamato di trash ribolle, le mie orecchie friggono all'udire il buon Kier sparare idiozie in tedesco, la mia bocca pregusta le risate. Odiatemi pure, ma in qualche modo lo guarderò. Anzi, non vedo l'ora.


The Hunter
Di Daniel Nettheim
Con Willelm Dafoe, Sam Neill, Morgana Davies
Trama (da Imdb): Il mercenario Martin viene mandato nelle foreste della Tasmania da una misteriosa azienda biotecnologica, a caccia dell’ultima tigre della Tasmania.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Ronin. Mettiamo da parte il consiglio e ragioniamo. Veder recitare Dafoe è sempre un piacere e un privilegio, senza contare che anche Sam Neill mi provoca gioia ad ogni sua comparsa. Però, sinceramente, i film uomo vs natura non sono proprio il mio genere preferito, anche se qui mi pare si inserisca un elemento thriller, vagamente misterioso. Sono indecisa, perché il trailer è davvero molto bello. Regia solida, attori bravi, l'unica incognita, almeno per me, è la trama. Vedremo, quando uscirà.


Comic – Con: Episode IV – A Fan’s Hope
Di Morgan Spurlock
Con Kevin Smith, Stan Lee, Eli Roth
Trama (da Imdb): Un dietro le quinte che mostra le migliaia di fan che, ogni anno, si radunano a San Diego per il Comic – Con, la più grande fiera del fumetto mondiale.

Il sito me lo consiglia perché mi piacciono i fumetti, in generale! Quindi, mio malgrado, sono costretta a dire che non lo guarderò mai. Perché passerei tutta la durata del documentario a piangere e farmi del male, maledicendo il destino che non mi consentirà mai di andare al Comic- Con perché nessuna delle persone che conosco, in quanto sane di mente, è così nerd da accompagnarmici. Mi basta anche solo leggere un nome, Eli Roth, a provocarmi sofferenza. Ah, l'uomo della mia vita e lui non lo sa. Sigh. Chiudo il momento bimbaminkia e ribadisco, stolidamente, il mio sofferto rifiuto.


ATM
Di David Brooks
Con Alice Eve, Josh Peck, Brian Geraghty
Trama (da Imdb): Quando uno sconosciuto li intrappola, di notte, in un ATM, tre colleghi si ritrovano a dover combattere per sopravvivere.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Frozen. Ecco, appunto. Già avevo la fobia delle seggiovie, che ora si è acuita, adesso ci manca anche che aumenti quella di dover prendere da sola i soldi dal Bancomat. Questo, sommato al fatto che in Italia il film è già uscito a febbraio (col titolo ATM – Trappola mortale) e al fatto che le recensioni lette non erano sicuramente positive, fa della pellicola in questione un perfetto candidato all'oblio cinematografico.

domenica 8 aprile 2012

Bolla's top 5: l'horror e la religione

Buona Pasqua a tutti!! Vista la festività ho deciso di stilare una top 5 un po’ particolare, dedicata agli horror a sfondo religioso. Mi sono buttata sull’horror perché non ho abbastanza esperienza di film “seri” relativi all’argomento (al massimo potevo limitarmi a La Passione di Mel Gibson oppure I dieci comandamenti, ma avrei finito lì…), quindi vogliate perdonarmi la classifica eretica, e anche se farò storcere il naso a qualche vero esperto di horror ma ho messo ciò che veniva dal profondo del cuore… ENJOY!

5. Racconti della cripta – Il cavaliere del male (Tales From the Crypt: Demon Knight, 1995)

Un motivo per amarlo: Billy Zane che gigioneggia, nei panni del Diavolo, dall’inizio alla fine. Con quella sua faccia da piacione, anche quando si fa cavare un occhio o sputa una spugnetta dalla bocca. Love at first sight, infinitamente trash.



4. Il tocco del male (Fallen, 1998)

Due motivi per amarlo: 1) un cast della madonna, buttiamo giù due nomi: Denzel Washington, John Goodman, Donald Sutherland, Embeth Davidtz, Elias Koteas, James Gandolfini, tutti in stato di grazia. 2) La trama ricorda un po’ l’inquietante L’Alieno, di Jack Sholder. Il terrore di non sapere, di potersi trovare accanto un killer demoniaco a causa di un semplice tocco, l’incapacità di distinguere amici fidati da nemici mortali. Capolavoro di tensione.



3. Il signore del male (Prince of Darkness, 1987)

Tre motivi per amarlo: 1) Alice Cooper che barboneggia senza ritegno assieme ad altri clochard assassini consapevoli della venuta del Signore. Brividi. 2) Un finale che più pessimista e ingannevole non si può, perché dal Principe delle Tenebre non c’è scampo… O forse sì? 3) Quella maledetta colonna di liquido verde che incombe sui protagonisti, li possiede, goccia per goccia, li ingloba e li trasforma in esseri repellenti.



2. L'ultima profezia (The Prophecy, 1995)

Quattro motivi per amarlo: 1) Altro film con un cast incredibile: l’onnipresente Elias Koteas, Christopher Walken, Viggo Mortensen, Amanda Plummer.. devo aggiungere altro? 2) La splendida, poetica e gotica idea che anche altri Angeli, oltre a Lucifero, abbiano deciso di ribellarsi a Dio per il troppo amore nutrito dal Creatore verso gli umani. A tal proposito, leggete anche Angel Sanctuary di Kaori Yuki, tanto per. 3) Christopher Walken nei panni di Gabriel è la quintessenza del fascino del male: si appolaia sulle tombe come un uccello, toglie la vita con un “shh” e la ridà come se niente fosse. Meraviglioso. 4) L'ultima profezia è il primo di una lunga serie di film dedicati all’argomento, ma non fatevi ingannare: l’unico bello da vedere è questo, gli altri sono fuffa.



1. Rosemary’s Baby (id., 1968)

Cinque motivi per amarlo: 1) Non c’è una goccia di sangue in tutto il film eppure Polanski riesce a creare un clima tale di paranoia che c’è da mettersi a piangere per la paura in più di un momento. 2) La scena surreale del sogno con possessione demoniaca è un capolavoro e mette i brividi. Anton La Vey special guest star nei panni di Satana, il che è tutto dire. 3) La triste, dolcissima ninna nanna che accompagna i titoli di testa e di coda del film, cantata da Mia Farrow. 4) Il finale. Quella culla nera, con una croce d’argento capovolta al posto dei giocattoli. L’urlo straziante di una madre inorridita, circondata da satanisti fanatici. Momento di vera ansia. 5) Mia Farrow, ovvio. Mentre le altre madri diventano floride nella gravidanza, lei deperisce, si annulla, si rinchiude nella paranoia. Ovvio, quel taglio Vidal Sassoon non aiuta.


venerdì 6 aprile 2012

WE, Bolla! del 06/04/2012

La domanda, questa settimana, non è se riuscirò a trovare un film interessante (almeno uno c’è) ma se riuscirò a trovare qualcuno che voglia accompagnarmi! Detto questo, cominciamo la carrellata delle nuove uscite del Multisala. ENJOY!


Titanic – 3D
Reazione a caldo: eevrinaitinmaidriims… ai si iu… ai fiiiiiil iu!!!
Bolla, rifletti!: Titanic lo vidi già una volta nell’ormai lontano 1997, beccandomi le mie dosi di mocciose infoiate, Leo di Caprio inespressivo, saccarina come se piovesse, lacrime napulitane ricercate quasi con cattiveria. Lungi da me criticare regia ed effetti speciali, ci mancherebbe. Ma non andrò certo a ricominciare tutto da capo in 3D!!!


Pirati! Briganti da strapazzo
Reazione a caldo: non mi ispira pe’nniente…
Bolla, rifletti!: Amo i pirati. Li adoro, soprattutto da quando ho cominciato a leggere One Piece ormai un mucchio di anni fa. Però, Wallace e Gromitt a parte, sta storia della plastilina non mi è mai andata troppo giù (Galline in fuga era carino, va bene, però… mah…) e poi l’idea che il personaggio principale sia doppiato da Christian De Sica mi abbatte. Lascerò la pellicola ad orde di pargoli in overdose da uova pasquali e passerò oltre.


Biancaneve
Reazione a caldo: pregusto con gioia il momento kitsch!
Bolla, rifletti!: Temo un po’ la meenkiata, ma so che questo Biancaneve è il film che voglio andare a vedere per Pasqua. Il trailer mi fa ridere, adoro le fiabe rivisitate e Tarsem è abbastanza visionario e particolare da rendere la pellicola interessante. Certo, Julia Roberts non mi è mai piaciuta molto, ma ce la vedo bene a fare la matrigna invidiosa. Se qualcuno si immolerà accompagnandomi al cinema, la recensione arriverà la settimana prossima!

Al cinema d’élite ci si butta sull’ormai immancabile commedia francese:


Il mio migliore incubo!
Reazione a caldo: sono talmente volubile che ormai il genere mi ha stufata!
Bolla, rifletti: dalla Francia arriva l’ennesima commedia che mette a confronto due mondi opposti. Se prima c’era nord vs sud, poi ricco e bianco vs povero e nero, adesso c’è ricca, donna e colta vs povero, grebano e uomo. L’interazione tra i due, bla bla bla, li porterà ovviamente a scoprire cose su sé stessi e l’uno sull’altra, bla bla bla, moraletta, felicità. Basta, non ne ho già più voglia!

giovedì 5 aprile 2012

Essi vivono (1988)

Oggi vi voglio parlare di un altro film di John Carpenter che, come ho già ampiamente avuto modo di dire, è il mio regista horror preferito. Questa volta tocca ad Essi vivono (They Live), pellicola da lui diretta nel 1988.


Trama: un vagabondo in cerca di lavoro scopre un giorno un paio di occhiali da sole che, se indossati, mostrano il mondo per quello che è veramente: un grigio universo dove orribili alieni dalle facce scarnificate e gli occhi da insetto dominano in quasi tutte le posizioni di potere, annichilendo la popolazione umana attraverso messaggi subliminali e trasmissioni televisive.


E voi direte: facce scarnificate e occhi di insetto a parte, dov’è la differenza rispetto alla realtà che stiamo effettivamente vivendo noi? Povero Carpenter. Lui ci vedeva lungo, eppure questo è sicuramente uno dei suoi film più sottovalutati anche se, oggettivamente, a me pare uno dei più interessanti. Mostrare la società degli anni ’80, un crogiolo di superficialità e nuovi arricchiti, come il “terzo mondo” da cui una razza aliena trae tutte le sue risorse, prosciugandolo, risulta ancora oggi un bel colpo di genio. Senza contare che anche il modo in cui il regista decide di mettere in scena questa inquietante storia, mescolando la fantascienza all’horror, ai b- movie e anche al western, con tanto di “eroe senza nome” (nei credits viene chiamato Nada, che in spagnolo appunto vuol dire “niente”, ma in realtà durante il film nessuno lo chiama per nome) e praticamente indistruttibile, è decisamente particolare e in grado di far giungere il messaggio a più persone possibili. Certo, visivamente rimane uno dei suoi film più “gretti”, lontano dalla grandiosità lovecraftiana de Il seme della follia o dalle atmosfere inquietanti de Il signore del male, ma non per questo è meno efficace.


Come quasi tutti i film di Carpenter, Essi vivono è un film “maschio”. Questo Roddy Piper che interpreta il protagonista non è un attore professionista, ma un wrestler storico (durante la scazzottata più lunga della storia del cinema ho riconosciuto parecchie mosse, tra cui anche un paio di suplex) e i personaggi principali sono in buona sostanza due, Nada e Frank, che cercano di sopravvivere superando la reciproca diffidenza per poi imparare a pararsi le chiappe come dei bravi commilitoni. Certo, ci sono i personaggi femminili, ma sono o dei banalissimi comprimari, oppure delle figure ambigue da cui è meglio guardarsi, come la conturbante Holly dagli occhi di ghiaccio. Ma la cosa più bella del film sono ovviamente gli alieni e quel terribile, televisivo bianco e nero che mostra la realtà per quello che è: piccole sonde anni ’50 che spiano i cittadini, tunnel sotterranei che gli alieni possono usare per insinuarsi ovunque in città, cartelloni lapidari con scritte come “marry and reproduce”, “obey”, “this is your God” scritto sulle banconote, ecc.


E’ emblematico che il segnale che ipnotizza e illude i cittadini venga da un antenna televisiva e che la maggior parte degli ordini riguardi il conformarsi ad una vita di consumo, priva di valori che non siano quelli meccanici atti ad addormentare le coscienze e sopravvivere. Il distacco tra la comunità di senzatetto e il resto della città è ben evidente, e non è un caso che tra i “dissidenti” ci sia un prete cieco, forte sia della sua fede sia dell’apparente menomazione, che gli impedisce di venire confuso da quello che percepiscono gli altri. E mentre la maggior parte degli abitanti della città (del pianeta, forse?) si integra, consapevolmente o meno, con la razza di invasori, lo spettatore attento non può evitare di farsi una domanda, durante i titoli di coda: considerata l’ultima, beffarda scena, e la donna incinta che il protagonista non uccide… quanto in profondità è arrivata la presenza aliena sulla terra? Forse è meglio non chiederselo. Voi, nel frattempo, non dormite, aprite gli occhi e cercate Essi vivono, non ve ne pentirete!!


Del regista John Carpenter ho già parlato qui, mentre Keith David, che interpreta Frank, lo trovate qua.

Roddy Piper (vero nome Roderick George Toombs) interpreta Nada. Wrestler canadese, ha partecipato a episodi delle serie Zorro, Highlander, Robocop, Walker Texas Ranger, Oltre i limiti e Cold Case. Anche produttore, ha 57 anni.


Meg Foster (vero nome Megan Foster) interpreta Holly. Americana, ha partecipato a film come I dominatori dell’Universo (nei panni di Evil – Lyn, nientemeno!!), l’incubo della mia infanzia Leviathan, Furia cieca e Il patrigno II, oltre a serie come Ai confini della realtà, I Robinson, Miami Vice, E.R. Medici in prima linea, La signora in giallo, Hercules e Xena – principessa guerriera. Ha 64 anni e due film in uscita, tra cui la nuova fatica di Rob Zombie, Lords of Salem.


George “Buck” Flower interpreta l’uomo che Nada e Frank incontrano nei sotterranei. Caratterista americano, ha partecipato a film come Fog, 1997: Fuga da New York, Ritorno al futuro, Ritorno al futuro II, Villaggio dei dannati e Wishmaster – Il signore dei desideri, oltre a serie come ER Medici in prima linea e Jarod il camaleonte. Anche sceneggiatore e produttore, è morto nel 2004, all’età di 66 anni.


Peter Jason (vero nome Peter Edward Ostling) interpreta Gilbert. Altro importantissimo caratterista americano, lo ricordo per film come 48 ore, Per vincere domani (The Karate Kid), Il signore del male, Danko, Caccia a Ottobre Rosso, Aracnofobia, Il seme della follia, Villaggio dei dannati, Mortal Kombat, Fuga da Los Angeles, Dante’s Peak – La furia della montagna, Il ladro di orchidee e Seabiscuit – Un mito senza tempo. Inoltre, ha partecipato a telefilm come Starsky & Hutch, L’incredibile Hulk, Il mio amico Ricky, Pappa e ciccia, La signora in giallo, Nash Bridges, Desperate Housewives, Cold Case, doppiato un episodio di Pinky and the Brain e la versione inglese di Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento. Anche produttore, ha 68 anni e cinque film in uscita.


Da parecchio tempo si vocifera di un remake del film, che più che altro diventerebbe un ennesimo adattamento del racconto breve 8 o’Clock in the Morning, scritto da Ray Nelson, da cui appunto è tratto Essi vivono. Tra l’altro, ora che ci penso l’intera trama del racconto e del film deve avere ispirato Stephen King mentre scriveva La gente delle dieci, inserito nella raccolta Incubi & Deliri del 1993. A questi punti, se Essi vivono vi fosse piaciuto, vi consiglierei di cercare questo racconto, e di dare anche un’occhiata ad altri due capolavori di Carpenter, Fuga da New York e Fuga da Los Angeles. ENJOY!

martedì 3 aprile 2012

I soliti idioti (2011)

Con questa recensione mi gioco un’amicizia importante e (come minimo!!) un lettore fedele, ma l’amaro calice va bevuto fino in fondo, mica si possono solo guardare film belli. Rettifico, scusate: mica si possono guardare solo film! Si perché definire tale una roba come I soliti idioti: Il film, diretto nel 2011 dal regista Enrico Lando, significa essere molto generosi.


La trama (vabbé…): il giorno del matrimonio di Gianluca, suo padre Ruggero decide di “rapirlo” e portarlo a Roma con l’intento di farlo andare a letto con una super top model, ovviamente per scommessa. Nel frattempo, il gay Fabio si convince di aspettare un figlio dal compagno Fabio, che per tutta risposta scappa di casa. Sempre nel frattempo, una coppia di ricconi cerca di raggiungere il luogo del matrimonio, perdendo il biondo figlioletto dentro a uno scuolabus pieno di piccoli immigrati. Infine, un povero fattorino sfigato si scontra con lo strapotere di un’onnipresente impiegata fancazzista.


Rileggete la trama, prego. Fatto? Bene. Potete anche evitare di guardare il “film” che ha portato al cinema milioni di italiani, perché se dicessi che oltre a quel che ho scritto c’è dell’altro sarebbe una bugia. Tanto, tanto tempo fa, quando facevo le superiori mi sembra, c’era sulla MTV italiana un programma chiamato MTV Mad, se non erro, la cui sigla faceva più o meno “Questo è il peggior programma di MTV, fa schifo anche alla nonna di Gip. Ci sono il Nongio e il Biggio…” ecc., ma quello che a voi interessa sta tutto in questo paio di strofe. C’erano già il Nongiovane, nome d’arte di Francesco Mandelli, e il suo degno compare Fabrizio Biggio, ovvero i due protagonisti principali de I soliti idioti. Fate due più due. La povera nonnina non deve più aver avuto voce in capitolo perché, anche se quella roba le faceva schifo, i due hanno continuato ad evolversi come due assurdi Pokémon fino a creare questa presa in giro italiana di un capolavoro comico come Little Britain. Non discuto il valore della serie I soliti idioti perché devo essere l’unica italiana a non averla mai guardata, ma il film è veramente pietoso e manca completamente l’obiettivo, che dovrebbe (in teoria) essere quello di far ridere.


In un’ora e mezza di durata, infatti, mi è capitato di (sor)ridere solo due volte: quando il ciclista si schianta contro la portiera aperta da Ruggero (alla prima, poi basta, visto che la cosa si ripete in tre posti diversi…) e quando lui e il figlio fanno grugnire il porcello di peluche all’autogrill (perché l’ho fatto anche io e più di una volta). Per il resto una tristezza che nemmeno avessi visto un noiosissimo filmato delle vacanze di qualche zio, a dimostrazione che le gag che funzionano come sketch di pochi minuti, diluite in un intero film diventano mortali, ma in senso negativo. Non c’era riuscito nemmeno Albanese con Qualunquemente, per dire, perché avrebbero dovuto riuscirci il Nongio e il Biggio? Ma almeno l’Antonio nazionale aveva dalla sua una divertentissima colonna sonora, quella de I soliti idioti: il film è a dir poco obbrobriosa e forse la cosa peggiore dell’intera pellicola sono i tristi siparietti musicali dei due Fabii, anche perché il Nongio a torso nudo o conciato come San Sebastiano (giuro) non si può guardare!! No, rettifico: la cosa peggiore è il terremoto finale, messo lì senza una motivazione plausibile, solo perché forse non sapevano come concludere degnamente il film. Effettivamente, Ruggero fino a quel momento aveva detto “arivaffanculo” solo poche volte, almeno un centinaio. Mi duole dirlo, ma credo sia meglio il solito, orribile cinepanettone. E il fatto che l'anno scorso abbia fatto fiasco mentre I Soliti idioti: il film è stato campione di incassi la dice lunga sulla strada che sta prendendo questo paese.


Di Gianmarco Tognazzi, che compare nei panni dell'avvocato Peverelli, ho già parlato qui.

Enrico Lando è il regista della “pellicola”. Padovano, ha diretto anche gli episodi televisivi della serie. Ha 46 anni.


Francesco Mandelli interpreta Ruggero, Sebastiano il fattorino, Fabio e Marialuce. Originario di Erba, ha partecipato a film come Tutti gli uomini del deficiente, Manuale d’amore, Natale a Miami e Natale a New York. Anche sceneggiatore e compositore, ha 33 anni.


Fabrizio Biggio interpreta Gianluca, Gisella, Fabio e Giampietro. Come attore, ha partecipato solo a questo film e alla serie da cui è tratto. Originario di Firenze, anche sceneggiatore e compositore, ha 38 anni.

lunedì 2 aprile 2012

Get Babol! #14

Dopo qualche settimana di assenza dovuta alla mancanza di consigli (si vede che le uscite USA fanno pietà quanto quelle italiane, eh!!) torna la rubrica GetBabol!, con qualche film conosciuto e altri meno. Vediamo un po’. ENJOY!

Intruders
Di Juan Carlos Fresnadillo
Con Clive Owen, Carice Van Houten, Izán Corchero
Trama (da Imdb): due bambini che vivono in due paesi diversi vengono perseguitati ogni notte da un'entità senza volto che vorrebbe possederne i corpi.

Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti La città verrà distrutta all'alba, The Orphanage e The Ring. Effettivamente non mi perderei un horror, per di più diretto da un regista spagnolo che ho già avuto modo di apprezzare con 28 settimane dopo, per nessun motivo al mondo. Clive Owen a dire il vero non mi convince moltissimo come attore, ma sono contenta di rivedere Daniel Bruhl e i due ragazzini mi sembrano bravi. Il trailer è un po' troppo "ammeragano" ma promette bene. Promosso! In Italia è stato presentato al Torino Film Festival, mi chiedo quando arriverà la distribuzione ufficiale, se arriverà.

Womb
Di Benedek Fliegauf
Con Eva Green, Matt Smith, Lesley Manville
Trama (da Imdb): il devastante sentimento di una donna la costringe a portare in grembo il clone del suo defunto amante. Dall’infanzia alla maturità della creatura, la donna affronta le inevitabili difficoltà causate dalla propria controversa decisione.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Frankenstein di Mary Shelley. Una bella trama delirante quella di Womb, che sarebbe stata adattissima nelle mani di un Cronenberg o chi per lui. Un film che promette di essere malinconico come Non lasciarmi, che prende la fantascienza come scusa per scavare nell’animo umano e nelle sue emozioni più dolorose. Gli interpreti non mi ispirano granché ma la storia, e il fatto che il film sia un prodotto interamente europeo, mi portano a ben sperare. Ovviamente, data di uscita italiana ancora da definire, se mai ci sarà.


Mirror Mirror
Di Tarsem Singh
Con Julia Roberts, Lily Collins e Armie Hammer.
Trama (da Imdb): Una regina cattiva prende il controllo di un regno e una principessa in esilio cerca l’aiuto di sette astuti ribelli per riprendersi ciò che è suo per diritto di nascita.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto La principessa e il ranocchio. A prescindere dal consiglio (secondo me poco logico, ma vabbé!) Mirror, mirror è un film che volevo vedere da quando avevo saputo della sua realizzazione, perché la favola di Biancaneve è una di quelle che si presta maggiormente a dei riadattamenti particolari, anche se spesso non proprio riusciti, si veda Biancaneve nella foresta nera. Vero è che Cell, sempre del regista Tarsem, mi aveva fatto schifo, però era visionario da morire e dal trailer prometterebbe bene anche questo suo nuovo film, che in una particolare sequenza sembra un film di Bollywood. Sicuramente, meglio questo che Biancaneve e il cacciatore, che non andrò a vedere nemmeno sotto tortura. La settimana prossima Mirror, mirror uscirà in Italia col titolo Biancaneve. Andrò sicuramente a vederlo, vi farò sapere.

Dark Tide
Di John Stockwell
Con Halle Berry, Olivier Martinez e Ralph Brown
Trama (da Imdb): Dopo nove anni, una subacquea professionista ritorna ad immergersi dopo aver rischiato di venire uccisa da uno squalo bianco gigante. Ma l'incubo sottomarino è ancora lì che vaga - più carnivoro ed affamato che mai.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Frozen. Non per questo, però, dovrei andare a vedere un film con "animali - mostri", un genere che detesto, Lo squalo a parte. Come sovrappiù, anche Halle Berry mi è sempre stata un po' sull'anima, troppo sopravvalutata come attrice. Me lo perderò senza remora alcuna, tantopiù che non esiste ancora una data di uscita italiana.

domenica 1 aprile 2012

L'abominevole Dr. Phibes (1971)

Come si diceva, in mancanza di bei film al cinema bisogna ripiegare sull'home video. In questo caso, sono riuscita a tirare fuori dalla collezione di DVD una perla come L'abominevole Dr. Phibes (The Abominable Dr. Phibes), diretto nel 1971 dal regista Robert Fuest.


Trama: il Dr. Phibes, rimasto sfigurato dopo un incidente, cerca di vendicarsi per la morte della moglie, avvenuta durante un'operazione chirurgica, e riversa le piaghe bibliche sui dottori responsabili del misfatto.


L'abominevole Dr. Phibes è una meraviglia. Riduttivo definirlo horror, anche perché ce n'è ben poco nonostante l'inventiva del buon dottore, è una delle poche pellicole al mondo dove il kitsch la fa da padrone senza inficiare la qualità dell'opera, anzi, arricchendola di caratteristiche difficili da trovare in altri prodotti di genere. Davanti a vittime sacrificali espressive come gatti di marmo e come tali impossibilitate a difendersi da Phibes nonostante lui dia loro tutto il tempo di reagire, siparietti comico - polizieschi talmente british da sentirsi quasi in dovere di guardare il film sorseggiando dell'Earl Grey ridacchiando educatamente con la mano davanti alla bocca, dieci piaghe reinventate nei modi più assurdi, la mente dello spettatore vacilla ma nonostante tutto viene rapita da questa storia di vendetta, dall'inventiva del Dr. Phibes e, soprattutto, dalla regia di Fuest e dalla fantasia della messa in scena.


Il regista ricerca inquadrature riprese dagli angoli più assurdi, gioca coi riflessi degli specchi, con le luci di un proiettore, con la nebbia, con i passaggi segreti della casa di Phibes, con il suo gusto macabro assolutamente teatrale: abbiamo così la splendida sequenza delle bottiglie di sangue che a poco a poco aumentano davanti ad una statua piangente, quella magistrale della bara aperta sotto uno specchio sospeso, quella macabra dell'unicorno di ottone conficcato nel muro, solo per citarne alcune. Per non parlare di scenografie e costumi, dal gusto art decò e talmente trash da risultare commoventi, soprattutto le mise dell'assistente di Phibes, dal terribile nome di Vulnavia, che a volte viene conciata come un pavone, altre volte come uno scarabeo dorato, più spesso con un imbarazzante colbacco. Il tutto mentre il grandioso Vincent Price beve e parla grazie ad un buco nel collo, oppure strimpella sul suo organo, talvolta accompagnato da un'inquietante orchestra composta da automi, il cui repertorio varia dal country, al melenso, al gotico, al piacione, a seconda dell'umore del dottore. Potrei aggiungere altri particolari meritevoli di essere ricordati, come il tremendo telefono incorporato all'organo, il cui disco porta l'effige della moglie di Phibes (ma perché???), il lubrico dottore che guarda filmetti sexy a rischio di venire sgamato dalla vecchia governante impicciona, l'intruglio a base di cavoletti di Bruxelles, scelti uno per uno da un Phibes molto piccato, giusto per invogliarvi a cercare il film e guardarlo.


Per quanto riguarda l'aspetto "horror", l'unico momento di vera suspance di L'abominevole Dr. Phibes è il finale, che nulla ha da invidiare alle arzigogolate torture inventate dall'Enigmista di Saw. Il resto delle punizioni inflitte ai vari dottori lasciano un po' il tempo che trovano, soprattutto per l'assurda facilità con cui Phibes riesce a perpetrarle, però regalano momenti di reale gioia se prese nel giusto modo. Personalmente, ho molto amato la piaga delle locuste, soprattutto per la faccia dei due poliziotti alla scoperta della vittima e per l'incredibile aplomb con cui Vincent Price picchia sul barattolo che contiene le bestiole per farle uscire, ma un'altra morte degna di nota è quella dell'uomo ucciso da una splendida maschera a forma di ranocchio. Vedere per credere. Cercate L'abominevole Dr. Phibes se non lo avete mai visto, soprattutto se siete stanchi dei soliti horror, perché questa pellicola racchiude in sé una vitalità, un estro e una cura per i dettagli (che prosegue persino negli incredibili titoli di coda) ormai impossibili da trovare.


Di Vincent Price, che interpreta il Dr. Phibes, ho già parlato qui.

Robert Fuest è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come Frustrazione, Alpha Omega: il principio della fine e Il maligno. Anche scenografo e sceneggiatore, è morto il 21 marzo di quest'anno, all'età di 84 anni.


Joseph Cotten interpreta il Dottor Vesalius. Americano, ha partecipato a film come Quarto potere, L'infernale Quinlan, La figlia di Frankenstein, Gli orrori del castello di Norimberga, Lo scopone scientifico e Airport '77; ha inoltre partecipato a serie come Alfred Hitchcock presenta e Love Boat. Anche sceneggiatore, è morto nel 1994, all'età di 88 anni.


Hugh Griffith interpreta il rabbino. Inglese, ha partecipato a film come Ben - Hur, Gli ammutinati del Bounty, Frustrazione e Alpha Omega: il principio della fine. E' morto di attacco cardiaco nel 1980, all'età di 67 anni.


Peter Jeffrey interpreta l'ispettore Trout. Inglese, ha partecipato a film come Frustrazione (dove ritorna col personaggio dell'ispettore), La Pantera Rosa colpisce ancora e Le avventure del Barone di Munchausen, oltre a serie come Agente speciale e Doctor Who. E' morto di cancro nel 1999, all'età di 70 anni.


Peter Cushing era stato scelto per il ruolo di Vesalius, ma a causa delle condizioni di salute della moglie aveva dovuto declinare. Qualche cambiamento anche per la trama: Phibes avrebbe dovuto essere un personaggio ben più malvagio, e il finale lo vedeva uccidere la povera Vulnavia prima di fuggire assieme al corpo della moglie su una mongolfiera. Quanto alla fanciulla in questione, avrebbe dovuto essere un altro automa, solo dall'aspetto un po' più umano rispetto, per esempio, all'orchestra. Del film esiste un seguito, Frustrazione, nel quale il Dr. Phibes cerca di fare risorgere la moglie. Ovviamente, presto arriverà anche la recensione di questo film! Nel frattempo, cercatevi qualche horror d'annata e... ENJOY!

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