venerdì 18 maggio 2018

The Midnight Man (2016)

Dopo averlo distribuito al cinema, la Midnight Factory porta anche sul mercato dell'home video The Midnight Man, film diretto e co-sceneggiato nel 2016 dal regista Travis Zariwny.


Trama: due ragazzi scoprono in una soffitta un gioco attraverso il quale viene invocato il Midnight Man. Il gioco prevede una serie di regole da rispettare, pena la morte per mano della cupa entità...



Sulla copertina del DVD del film campeggia la dicitura Robert Englund's The Midnight Man. Lì per lì pensavo che il vecchio Robert avesse scritto, diretto o perlomeno prodotto la pellicola, invece, come purtroppo sempre più spesso accade, si è limitato a metterci la faccia per qualche minuto e a promuovere l'opera con un entusiasmo francamente eccessivo. Mi spiace spendere parole di biasimo per un attore a cui voglio bene ma, davvero, ultimamente il suo nome sta diventando sinonimo di sòla quasi assicurata: di fatto, se deciderete di guardare The Midnight Man solo per la sua presenza fareste prima a procurarvi altri film in quanto Englund qui fa la parte del Dottor Ignazio Spiegonis, la cui presenza si amalgama all'interno della storia come la paprika in una torta Sacher e raggiunge una conclusione a dir poco indegna (SPOILER: Lin Shaye e Robert Englund sono le due star della pellicola. Nella mente dei realizzatori un amante dell'horror dovrebbe bagnarsi, letteralmente, assistendo a uno scontro fisico tra i due. Nulla da eccepire, per quanto se voglio uno scontro tra mostri mi guardo Gamera vs Godzilla... ma davvero c'era bisogno che Englund si lasciasse scassare la faccia da una vecchia fino a farsi uccidere???). Ma, parliamoci chiaro, il pessimo utilizzo di un'icona horror non è proprio l'unico o il più grande difetto di The Midnight Man, l'ennesimo film sui boogeymen fatto con lo stampino e prevedibile dall'inizio alla fine, né bello né brutto ma solo terribilmente banale. Io credo che ormai quando uno sceneggiatore sceglie di cimentarsi in questo genere di pellicola lo faccia tenendo presente uno schema che si passano l'uno con l'altro, a mo' di documento segreto: non si spiega altrimenti perché mai TUTTI i film recenti aventi per protagonista uno spettro malvagio mostrino un'ora e dieci di decisioni scellerate dei protagonisti, "stuzzicati" da ombre che si muovono a bordo schermo, per poi concludersi con venti rapidi minuti in cui succede la qualunque, come se il mostro si fosse stufato di metter paura alle sue vittime e avesse deciso di ucciderle tutte per punire la loro fondamentale demenza.


E questo film, signori miei, è un po' la fiera del demente, eh. O, meglio, è la fiera dell'incertezza. Abbiamo infatti un gioco portato avanti da tre fanciulli (al quale una di loro, per inciso, non potrebbe nemmeno partecipare poiché non ha seguito alla lettera tutte le regole di "ingaggio") e lasciato in eredità dalla nonna della protagonista, all'interno del quale il Midnight Man del titolo dovrebbe uccidere chi non segue le regole alla lettera; in realtà, l'Uomo di Mezzanotte non ha ben chiaro in mente cosa fare perché nei flashback passati lo si vede ammazzare bambini senza troppe menate, mentre nel presente PRIMA tortura le vittime mettendole di fronte alle loro peggiori paure, POI li uccide, ma con calma. Della serie, se ne ho voglia bene, altrimenti vedete voi. In tutto questo, non c'è NESSUNO tra i compaesani dei protagonisti che abbia avuto l'idea di impedire l'accesso a una villa dove dovrebbero essere morti una decina di bambini e altre persone, perché la panzana che è stata propinata a laggente nel corso del tempo per giustificare tutti i delitti pare fosse "Eh, è una famiglia distrutta per colpa del DOLORE". Ah. Capisco il personaggio di Lin Shaye, i cui altarini vengono rivelati poco a poco, ma capire perché SPOILER il Dr. Harding abbia deciso di non emigrare in Antartide dopo aver subito il trauma infantile peggiore della sua vita FINE SPOILER me fallit, sono sincera. A fronte di una storia banale, una regia non particolarmente esaltante, effetti speciali nella norma e attori dimenticabili si salvano solo le belle scenografie, con un manichino più inquietante dello stesso Midnight Man e una parete di orologi molto artistica, oltre al cosiddetto  "momento coniglio", unico guizzo visionario e leggermente weird dell'ennesimo horror usa e getta destinato ad affogare nel mare delle infinite produzioni di genere che arrivano periodicamente dagli USA. Con buona pace, neanche a dirlo, dei fan di Englund e della Shaye.


Di Lin Shaye, che interpreta Anna Luster, e Robert Englund, ovvero il Dr. Harding, ho già parlato ai rispettivi link.

Travis Zariwny è il regista e co-sceneggiatore del film. Probabilmente americano, conosciuto principalmente come production designer, ha diretto film come il remake di Cabin Fever ed è anche attore e produttore.


L'edizione Midnight Factory conta come extra il libretto curato dalla redazione di Nocturno Cinema e il backstage del film. Detto questo, se The Midnight Man vi fosse piaciuto forse saranno di vostro gradimento anche Slumber - Il demone del sonno e The Bye Bye Man, sempre editi dalla Midnight Factory. ENJOY!


10 commenti:

  1. Solo una domanda: è peggio o meglio di The Bye Bye Man che per me ha raggiunto la sufficienza?

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    1. Meglio del Bye Bye Man ma ci voleva poco davvero XD

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  2. anche tu l'hai visto? A me non è piaciuto proprio xD

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  3. Uff, credevo di aver commentato.
    Cosa dicevo? Ah, ecco: che questa settimana ho già dato con l'ultimo Insidious, bleah, quindi rimando...

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    1. Io mi sono fermata al primo Insidious e mi è bastato!

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  4. Bisogna capirlo il povero Englund, i fasti degli anni ottanta sono lontani e lui pur di poter continuare a lavorare si deve adattare al mercato.
    Però un po' di rabbia a vederlo così male utilizzato viene anche a me.

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    1. Male utilizzato è un eufemismo, povero Robert!

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  5. UNa ciofega dimenticabilissima, ma non l'ho trovato orrido, solamente stupido ed inutile, che forse è peggio

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    1. No, esatto. Non si può nemmeno dire che orribile o trash, solo il nulla.

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