domenica 4 novembre 2018

Terrified (2017)



Ne ho letto su I 400 calci e, incuriosita, ho provato a recuperare Terrified (Aterrados), diretto e sceneggiato nel 2017 dal regista Demián Rugna. 



Trama: in un quartiere argentino si susseguono morti, sparizioni ed eventi misteriosi. Un trio di studiosi decide di indagare...



Io non so se è perché l'ho visto in condizioni di favorevole solitudine e buio, ma Terrified è uno degli horror che mi ha messo più ansia in quest'ultimo periodo. E pensare che la solfa è sempre la stessa: voci spettrali, movimenti improvvisi nel buio, un pizzico di found footage che non può mancare, qualche jump scare di tanto in tanto, il solito terzetto di studiosi incuranti della natura maligna delle forze alle quali vanno incontro. E allora, cos'ha Terrified più degli altri film? Probabilmente nulla, ma ecco cosa ho percepito io. Innanzitutto, ha un'atmosfera assai simile a quella del vecchio Ju-On e non solo perché la storia del film non segue una linea cronologica consequenziale; il fulcro di tutto è ciò che accade in casa di quello che, apparentemente, dovrebbe essere il protagonista ma da lì l'indagine dei tre studiosi si dipana toccando ciò che è accaduto prima e mostrando quello che accade dopo, mescolando tre piani temporali diversi. Come in Ju-On, a questo straniamento temporale si aggiunge l'inquietudine di una maledizione, se possiamo chiamarla così, che non si limita a rimanere chiusa tra quattro mura ma si propaga per tutto il quartiere, come un virus, contagiando con la follia e il terrore tutti coloro così sventurati da avere anche solo minimamente a che fare col "male". Nel corso del film viene data una spiegazione a questo "male" ma devo ammettere che l'ho trovata una delle più fiacche e deliranti mai udite (l'acqua? Really?) e conta davvero poco per l'economia della storia, che funziona soprattutto per il suo riversare addosso ai personaggi le peggiori cose senza un perché, soprattutto addosso a personaggi che a un bel momento ammettono di avere una fifa blu e fanno una delle cose più sensate mai viste in un horror, dopo ovviamente l'essere scappati. Una cosa inutile, d'accordo, ma sempre meglio di quelli che si caricano in spalla una cinepresa e riprendono persino il demone che gli sta mozzicando il braccio, per dire.


A proposito di riprese, per me non è facile riportare a parole quello che occhi e mente hanno percepito perché, come avrete capito, di cinema m'intendo praticamente nulla, ma sta di fatto che Terrified ha delle inquadrature molto particolari, che contribuiscono a creare un senso di orrore crescente. La cinepresa di Rugna (cognome che, a dispetto di tutto, mi fa ridere: in dialetto ligure una "rugna" è uno che rompe le palle piagnucolando) ama indugiare su aperture buie, che siano un prosaico e classico spazio sotto il letto oppure gli scarichi dei lavandini, piuttosto che squarci all'interno di qualche mobile; il regista si perde in quei meandri bui, ci riversa addosso l'attesa di vedere chissà quale cosa uscire da lì e ci stuzzica con una colonna sonora da lui creata che accentua il senso di inquietudine, claustrofobia e pessimismo che a poco a poco ci prende guardando Terrified. Anche la fotografia è buia, cupa e malata come quella del già citato Ju-On, al punto che il film appare più raffazzonato di quello che è e le presenze maligne diventano esponenzialmente più brutali e terrificanti proprio perché di loro si vede ben poco. Nell'unica sequenza in cui l'orrore ci viene sbattuto in faccia, esso è un orrore statico e minaccioso, che incombe come una presenza ingombrante, sgradevole e decisamente "sbagliata"; anche in questo caso, più che puntare sullo jump scare il regista e sceneggiatore ha scelto di sfruttare la tensione data dall'attesa che succeda qualcosa, così che i nervi dello spettatore si tendano ben prima che il senso dell'orrore arrivi a sfogarsi. A pensarci bene, tolta una scena decisamente splatter e alcuni esempi di make up a dir poco terrificante, Terrified si basa quasi interamente su sottili suggestioni visive ed uditive, alle quali però i protagonisti consigliano di non affidarsi troppo... e allora, forse, è meglio dar loro retta e fare finta di non aver  sentito quei piccolissimi rumori "casalinghi" che sicuramente vi faranno venire degli infarti dopo aver visto questo film.

Demián Rugna è il regista e sceneggiatore della pellicola. Argentino, ha diretto film come The Last Gateway e You Don't Know Who You're Talking To. Anche produttore, attore, tecnico degli effetti speciali e compositore, ha 39 anni.




6 commenti:

  1. Mi pare una cosa interessante. Me lo segno e vado al recupero.

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    1. Degli horror visti ultimamente è uno dei migliori :)

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  2. Recupero anche io ben volentieri.

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    1. Ottimo. Spero di non aver preso un abbaglio e che possa piacervi!

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  3. A me proprio la spiegazione m'ha spezzato le braccia, e poiché anche troppo (facilmente) visibile è il "male", anche qualcos'altro...comunque non pessimo ma mediocre ;)

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    1. Beh, sicuramente non è un film perfetto ma compensa parecchio come atmosfera :)

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