giovedì 15 ottobre 2026
Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 15: Deliria (1987)
mercoledì 14 ottobre 2026
Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 14: Colony (2026)
Il tema odierno della Nuovi Incubi Halloween Challenge, "Best Make Up", mi fornisce l'occasione per parlare di Colony (군체 - Gun-che), diretto dal regista Yeon Sang-ho.
Trama
Recensione
Colony è l'ennesima variante di un genere, lo zombie movie, che puntualmente mi stupisce ogni volta che penso non abbia più nulla da dire. Uno degli esempi più eclatanti, guarda caso, era Train to Busan, sempre diretto da Yeon Sang-ho, che mi aveva atterrita e ridotta in lacrime copiose. Colony non raggiunge i livelli di Train to Busan, ma è un action horror spettacolare, spalmato in due ore che sembrano trenta minuti; la trama si concentra sull'esplosione di un'epidemia all'interno di un enorme e centralissimo edificio, per mano di uno scienziato il cui scopo è dimostrare di poter superare quello che per lui è il fulcro di tutti i problemi dell'umanità, ovvero l'incomunicabilità. Gli zombie (i quali, tecnicamente, non sono tali, poiché malati sì, ma ancora vivi) di Colony, come da titolo, si comportano come le formiche all'interno di una colonia, passandosi informazioni di vitale importanza non tanto per la loro sopravvivenza, quanto per il perpetuarsi della loro "specie", trovando la forza nel numero. La cosa interessante del film è vedere messo in pratica questo passaggio di informazioni e la conseguente, progressiva evoluzione degli infetti, di fronte ai quali gli esseri umani ci fanno una ben magra figura, per un paio di motivi. Certo, lo scienziato responsabile dell'epidemia è uno stronzo patentato e vanesio, le cui motivazioni sono quantomeno risibili, ma rimanendo in tema di "comunicazione" e "condivisione", che sono gli elementi portanti del film, la sceneggiatura fa un ritratto delle istituzioni, e di come vengono manipolate le informazioni, più inquietante degli stessi infetti. Chi mostra un minimo di empatia oppure ragiona veramente per il bene comune, invece di riempirsi la bocca di belle parole con l'unico obiettivo di risultare immacolato davanti all'opinione pubblica, viene trattato come un paria quando va bene o sacrificato quando va male; Colony racconta un'umanità appesa a un filo e chiusa in un pericoloso individualismo, tanto che i vaneggiamenti dello scienziato responsabile del contagio, riflettendoci con attenzione, non sembrano poi così campati in aria.Al di là di queste importanti considerazioni morali, che arricchiscono ulteriormente il film, Colony si distingue sia per il make up e la fisicità degli infetti (caratterizzata da contorsioni da brividi e movimenti a scatti alternati ad una velocità micidiale) sia, soprattutto, per un'enorme varietà di dinamiche soluzioni visive che vanno sensibilmente oltre quelle classiche di un film di zombie, per non parlare della disgustosa abbondanza di muco biancastro che trasforma lentamente il gigantesco edificio in un ricettacolo di schifezze insalubri. Il modo in cui gli infetti comunicano tra loro crea dei momenti di "stasi" in cui la tensione si taglia col coltello, e quando attaccano non ce n'è per nessuno, tra perfette coreografie di morte, un montaggio dinamico che consente comunque allo spettatore di non perdere neppure un dettaglio dell'azione, e una regia che lascia spazio anche a momenti riflessivi e persino commoventi, durante i quali la già flebile speranza viene annientata senza possibilità di recupero. Un'altra cosa che ho molto apprezzato di Colony è l'evoluzione dei personaggi e la loro imprevedibilità, caratteristiche attribuibili sia ai due poli della vicenda, l'imperscrutabile Seo Young-chul e la razionale Kwon Se-jeong, sia ai componenti della sparuta banda di sopravvissuti, ad ognuno dei quali è data la possibilità di "brillare" e, spesso, di spiazzare lo spettatore, il quale arriva presto a capire che è meglio non affezionarsi a nessuno. A fronte dell'evidente sforzo produttivo di Colony, non è poi così sbagliato considerarlo un blockbuster (ma esistono ancora?) horror capace di fare impallidire buona parte delle produzioni commerciali occidentali, ed è veramente un peccato non avere l'occasione di goderselo in una sala, su uno schermo quanto più grande possibile. Colony verrà proiettato mercoledì prossimo al ToHorror; speriamo che questo evento dia il la ad una ben più ampia distribuzione in tutta Italia, magari senza aspettare 10 anni com'è successo a Train to Busan!
Cast
Del regista Yeon Sang-ho ho già parlato QUI.Se vi è piaciuto...
martedì 13 ottobre 2026
Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 13: Queens of the Dead (2025)
TRAMA
RECENSIONE
La riuscita di un film come questo, dove i legami tra personaggi sono un aspetto fondamentale della trama, è legata essenzialmente alla bravura degli attori. Tina Romero mette in piedi un cast molto affiatato di volti noti e meno noti, composto di artisti appartenenti all'universo queer, i quali offrono interpretazioni assai convincenti ed emozionanti, con parecchie concessioni ad un aspetto più "comedy" ma mai sciocco o ridicolo, nemmeno quando la situazione cammina pericolosamente sul filo della farsa. La capacità di mantenere questo equilibrio, l'affetto rivolto non solo verso personaggi che si avvicendano sullo schermo, ma soprattutto verso il genere creato dal padre, sono i punti di forza dell'approccio di Tina Romero, la quale fa propria la lezione di George, rileggendola senza mai mancare di rispetto né ai temi sociali né a quelli umani. Un aspetto, inoltre, che ho molto apprezzato del film, è il fatto che gli zombie risultino comunque "fabulous", elegantissimi nelle loro sfumature di blu, molto più brillante e vivido rispetto alla tinta grigio/bluastra utilizzata ai tempi da Romero padre e Tom Savini. Incuriosita da quello che ha scritto Lucia nel suo post, sono andata un po' a documentarmi sui colori e l'universo queer e, davvero, dietro c'è un mondo, che mi ha portata a scoprire articoli come QUESTO, sui quali potrei soffermarmi ore così da riuscire a riguardare film come Queens of the Dead o I Saw the TV Glow con occhio ben più consapevole. Ma anche così, Queens of the Dead è una coccola fatta di paillettes, costumi stupendi, attori bravissimi e momenti di intenso divertimento e commozione. Essendo un'opera prima, posso dirmi estremamente soddisfatta e augurare a Tina Romero una sfolgorante carriera!
CAST
- Tina Romero è la regista e co-sceneggiatrice della pellicola. Americana, figlia di George A. Romero, è al suo primo lungometraggio. E' anche attrice, scenografa, montatrice e produttrice.
- Katy O'Brian interpreta Dre. Americana, ha partecipato a film come Ant-Man and the Wasp: Quantumania, Love Lies Bleeding, The Running Man e serie quali The Walking Dead, Agents of S.H.I.E.L.D.
CURIOSITÀ
lunedì 12 ottobre 2026
Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 12: Il signore della morte (1981)
Il tema della Nuovi Incubi Horror Challenge oggi era "Colonna sonora di John Carpenter". Armata di Wikipedia, andando in ordine cronologico in base ai film non ancora trattati sul blog, ho scelto Il signore della morte (Halloween II), diretto nel 1981 dal regista Rick Rosenthal.
Trama
Scampata a malapena alla furia di Michael Myers, Laurie viene portata in ospedale mentre il killer, nonostante sia stato colpito più volte dai proiettili del Dr. Loomis, scappa e si rimette a caccia di vittime...Recensione
Cast
Di Jamie Lee Curtis (Laurie Strode), Donald Pleasence (Sam Loomis) e Charles Cyphers (Leigh Brackett) ho già parlato ai rispettivi link.- Rick Rosenthal è il regista del film. Americano, sposato con l'attrice Nancy Stevens, che qui interpreta Marion, ha diretto film come Gli uccelli 2, Halloween - La resurrezione ed episodi di serie quali Buffy l'ammazzavampiri, Tru Calling, Veronica Mars, Smallville e 90210. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 77 anni.
Curiosità
Jeffrey Kramer, che interpreta Graham, era Hendricks ne Lo squalo. Il film è il sequel diretto di Halloween - La notte delle streghe ma, se volete la saga completa (anche se nelle intenzioni di Carpenter doveva finire tutto col secondo capitolo), dovete recuperare anche Halloween III - Il signore della notte, Halloween 4 - Il ritorno di Michael Myers, Halloween 5 - La vendetta di Michael Myers, Halloween 6 - La maledizione di Michael Myers, Halloween - 20 anni dopo, Halloween - La resurrezione, Halloween , Halloween Kills, Halloween Ends. ENJOY!venerdì 9 ottobre 2026
Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 9: La torre del male (1972)
La Nuovi Incubi Halloween Challenge oggi si incrocia con la mia Horror Challenge annuale. Il tema odierno della prima era Isole, Porti, Spiagge, il tema settimanale della seconda era Protoslasher. E' uscito così La torre del male (Tower of Evil, anche conosciuto come Horror on Snape Island e Beyond the Fog), diretto e sceneggiato nel 1972 dal regista Jim O'Connolly.
Trama
Dei ragazzi vengono uccisi su Snape Island. L'unica sopravvissuta è accusata di omicidio plurimo ma il consulente della famiglia decide di andare sull'isola ad indagare, assieme a un gruppo di archeologi convinti che lì si nasconda un tesoro fenicio...Recensione
La torre del male (conosciuto in Italia anche col meraviglioso titolo Perché il dio fenicio continua a uccidere?) è uno di quei film che parte benissimo e poi si sgonfia, tanto che verso la fine ho faticato a rimanere sveglia. Diciamo, anzi, che parte a bomba: soltanto nei primi 5 minuti ci sono tre cadaveri, di cui due decapitati, e un efferato omicidio all'arma bianca. In realtà, se La torre del male avesse continuato ad essere la ricostruzione di quanto accaduto a quattro ragazzi che, una sera, hanno deciso di usare il faro di un'isola sperduta come nido d'amore, forse avrebbe avuto tutt'altro genere di impatto, in quanto la narrazione, nella prima metà del film, è affidata alle allucinazioni di una ragazza in stato catatonico. La natura inaffidabile della narratrice, unica sopravvissuta accusata di omicidio, rende la vicenda molto più interessante rispetto a quanto viene mostrato dopo, quando un gruppo di archeologi si reca sull'isola alla ricerca di un tesoro fenicio. E' qui che, in effetti, La torre del male manifesta tutte le caratteristiche dello slasher; all'interno di un luogo più o meno confinato, i protagonisti vengono attaccati o uccisi a turno da una mano sconosciuta, in modi più o meno efferati, e l'unico mistero del film consiste nel capire se, come da fuorviante titolo italiano, l'assassino è una qualche mostruosa divinità satanica, oppure qualcosa di molto più prosaico. L'enorme difetto de La torre del male è il ritmo soporifero della parte centrale, durante la quale i realizzatori mi sono sembrati molto più interessati alle dinamiche sessual-sentimentali tra i vari protagonisti, rispetto a creare un clima di inquietudine, e anche il mistero "familiare" che, a un certo punto, viene sviscerato con uno spiegone inusuale per questo genere di film, risulta in un ulteriore appesantimento.Come ho scritto prima, è un peccato, perché Jim O'Connolly, almeno per la prima mezz'ora, sceglie un approccio psichedelico, colorato e molto gore. Le tecniche sperimentali con le quali i medici cercano di risvegliare la mente di Penny e la rappresentazione dei suoi ricordi confusi, tra urla ininterrotte, immagini ripetute in loop e squarci di un sanguinoso inferno, mettono i brividi e contrastano con lo stile utilizzato a partire da quando gli archeologi mettono piede sull'isola. Da quel momento in poi, La torre del male diventa simile a un film minore della Hammer, solo con qualche scena osé in più. Gli interni gotici del faro si amalgamano alla perfezione con un'isola brulla, avvolta da una cupa nebbia, e con le caverne dove si sposta l'azione verso il finale, ma il tutto è privo di quell'aura weird che rende così particolare l'incipit de La torre del male. Il film si fa anche meno efferato, man mano che prosegue. L'unico omicidio degno di nota è perpetrato tramite mannaia d'oro, per il resto truccatori e reparto effetti speciali si sono concentrati più sulla creazione di cadaveri putrefatti e creature mostruose, che sono i protagonisti indiscussi del tremendo soggiorno degli archeologi sull'isola. Nemmeno gli attori sono particolarmente degni di nota, anzi, direi che un paio sono addirittura intercambiabili, tanto che già mi riesce difficile ricordarne le facce e, come spesso succede, i più interessanti sono i caratteristi impegnati nei ruoli di isolani stundai. Nonostante un po' di delusione, La torre del male ha comunque degli aspetti positivi, e sono contenta di averlo visto, anche perché è un'opera poco conosciuta, e quale momento migliore della spooky season per questi recuperi originali?
Cast
- Jim O'Connolly è il regista e sceneggiatore del film. Inglese, ha diretto altri film come Smokescreen, Il cerchio di sangue e Spogliati... che poi ti sposo!. Anche produttore, è morto nel 1986.
giovedì 8 ottobre 2026
Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 8: Ginger Snaps II: Unleashed (2004)
Giornata della Nuovi Incubi Horror Challenge dedicata a Fratelli e Sorelle! Ho deciso così di continuare il recupero della serie Ginger Snaps col secondo capitolo, Ginger Snaps II: Unleashed, diretto nel 2004 dal regista Brett Sullivan.
Trama
In fuga da uno dei suoi simili e decisa ad arginare la sua lenta ma inesorabile trasformazione in licantropo, Brigitte viene ricoverata in una clinica per tossicodipendenti...Recensione
Ho scelto Ginger Snaps 2, pur consapevole di come fosse finito il primo, perché ero convinta che Ginger avesse un ruolo un po' più preponderante all'interno della psiche sempre più frantumata di Brigitte. In realtà, Ginger si vede davvero pochissimo, e compare più che altro per canzonare la sorella, o metterla in guardia dal suo inevitabile destino. Ginger Snaps, splendido coming of age in salsa licantropica, finiva con la fuga di Brigitte da un'accusa pesantissima di omicidio e occultamento di cadavere, ma soprattutto con la decisione di contrarre lo stesso morbo della sorella, per non abbandonarla alla sua crescente sete di sangue e lasciarla sola in un corpo e una mente che non avevano più nulla di umano. Purtroppo, a differenza di Ginger, la quale abbracciava con gioia la trasformazione in licantropo, Brigitte è ben decisa a non soccombere e a non uccidere le persone, e continua ad iniettarsi la Belladonna, sostanza velenosa e sempre meno efficace. Brigitte è inoltre perseguitata da un suo simile che desidera accoppiarsi con lei e che, nel frattempo, si lascia dietro una scia di cadaveri. Le cose peggiorano ulteriormente quando Brigitte, in overdose da Belladonna, viene ricoverata in un centro di disintossicazione e, sostanzialmente, imprigionata, oltre che privata dell'unica sostanza in grado di rallentare la sua trasformazione. A differenza del primo Ginger Snaps, il secondo capitolo abbandona l'aspetto psicologico legato al coming of age per raccontare una storia il cui fulcro è la differente percezione della verità, gli inganni di cui cadiamo volontariamente vittime pur di sopravvivere, spesso perché incapaci di sopportare una pesante solitudine. Questa scelta rende forse Ginger Snaps 2 più dinamico e vario rispetto al suo predecessore, almeno a livello di personaggi, ma anche più superficiale, soprattutto perché i vari pazienti e medici del centro, Ghost in primis, sono talmente fuori di testa o ridotti a cliché, che simpatizzare con loro non è facilissimo. Oltretutto, inserire all'interno del film delle personalità forti ma "fuorvianti", priva di importanza la stessa Brigitte, la quale per buona parte della durata del film ha un atteggiamento passivo, spinta dalla volontà esclusiva di arginare la maledizione e scappare. Il finale, poi, mi è sembrato frettoloso e anche ingiusto nei confronti di una linea narrativa, quella appunto di Ginger e Brigitte, sacrificata a qualcosa che non posso spoilerare, ma che sembra fare parte di un altro genere di racconto, al quale è stata appiccicata con lo sputo una sottotrama a tema licantropia.Benché lo ritenga inferiore al precedente, Ginger Snaps 2 mi è comunque piaciuto e mi ha divertita parecchio, proprio per quei difetti di cui ho parlato sopra. Ghost è comunque un personaggio intrigante, interpretato alla perfezione da una giovanissima ed irriconoscibile Tatiana Maslany, e a livello visivo è una macchia di colore (per non dire un pugno nell'occhio, sia per gli abiti sia per quanto riguarda la notevole scenografia della casa della nonna, che avrebbe fatto invidia a Kevin McAllister) che spicca all'interno di un horror molto cupo, legato allo stile gotico-adolescenziale del precedente. Una cosa che ho trovato molto interessante, a tal proposito, è la differenza abissale tra la progressiva trasformazione di Ginger e quella di Brigitte. Nel primo Ginger Snaps, Ginger attraversava una fase in cui i suoi tratti ferini ne aumentavano a dismisura la sensualità, rendendola praticamente una dea scesa in terra; qui, Brigitte ha il corpo segnato dalla magrezza tipica dei tossicodipendenti e, man mano che la trasformazione avanza, i suoi tratti diventano sbozzati, grezzi e spigolosi, privandola di quella pur breve fase di bellezza di cui aveva goduto la sorella. E' un dettaglio che ho molto apprezzato, perché l'ho letto come una rappresentazione del diverso approccio delle due sorelle alla maledizione, con Ginger pronta ad abbracciarla, e quindi a fiorire, e Brigitte impegnata in una sofferente lotta all'ultimo sangue per mantenere la propria umanità. A proposito di sangue, il film è sicuramente meno gore e morboso del primo capitolo, che sfruttava anche l'hobby inusuale delle protagoniste per aumentare le scene horror, ma contiene comunque delle sequenze impressionanti, tra corpi dilaniati, animaletti decapitati e, cosa per me anche peggiore, innumerevoli inquadrature di aghi, denti, occhi, lamette che tagliano la carne, ecc. ecc. Onestamente, l'unico vero difetto di Ginger Snaps 2 è la fine ingloriosa della vicenda. Devo ancora recuperare Ginger Snaps Back, che torna, appunto, all'inizio della maledizione, addirittura al 1800, ma forse più che un prequel la povera Brigitte avrebbe meritato un sequel e una vendetta, poverina.
Cast
Di Emily Perkins (Brigitte), Katharine Isabelle (Ginger), Tatiana Maslany (Ghost) e Brendan Fletcher (Jeremy) ho già parlato ai rispettivi link.- Brett Sullivan è il regista del film. Canadese, ha diretto film come A Christmas Horror Story. E' anche montatore, sceneggiatore e produttore.
Se vi è piaciuto...
Il film è il seguito diretto di Ginger Snaps e ha anche un prequel, girato in contemporanea, Ginger Snaps Back: The Beginning; film i cui titoli italiani non mi sento di nominare, ma che vi consiglio di recuperare. ENJOY!mercoledì 7 ottobre 2026
Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 7: China Blue (1984)
Il tema della Nuovi Incubi Horror Challenge oggi era "Bubblegum Horror". Ho scelto per l'occasione China Blue (Crimes of Passion), diretto nel 1984 dal regista Ken Russell.
Trama
La prostituta China Blue si ritrova coinvolta con due uomini, un prete deviato e un padre di famiglia in crisi con la moglie...Recensione
Cast
- John Laughlin interpreta Bobby Grady. Americano, ha partecipato a film come Footlose, Le colline hanno gli occhi II, Il tagliaerbe, Trappola in alto mare, The Rock e a serie quali Hazzard, La signora in giallo, I racconti della cripta e Criminal Minds. Ha 70 anni e un film in uscita.

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