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| Su gentile concessione dell'ufficio stampa del TOHorror Fantastic Film Fest 2026 |
Contro ogni probabilità, anche quest'anno sono riuscita a fare almeno due giorni a Torino per il ToHorror Fantastic Film Fest. I giorni avrebbero dovuto essere tre, ma un incidente d'auto, per fortuna privo di danni fisici sia da una parte che dall'altra, mi ha impedito di salire già giovedì, quindi ho perso i primi quattro film che avrei voluto guardare. Altra enorme sfortuna, ovviamente, è l'essere dovuta andare via domenica, senza riuscire a vedere uno dei film che aspettavo di più, The Glorious Dead, tra l'altro presentato proprio da Toby Poser e John Adams in persona (ma perché fare queste cose proprio domenica, quando molti non autoctoni tornano a casa???). Che dire, quest'anno è andata proprio male e, purtroppo, anche i film visionati non mi hanno convinta granché, salvo per The Cycle, almeno quello, fortunatamente, notevole. ENJOY!
Insectasy (Angus Silver, 2026)
Non lo volevo nemmeno vedere, per ovvi motivi (una ragazza solitaria prova piacere sessuale solo a contatto con gli insetti. Orrore!), ma è stata una delle visioni più interessanti della giornata. Questo perché in realtà, per quanto weird, è un film meno scioccante di quanto potrebbe sembrare, e l'argomento è trattato con una certa sensibilità e persino con un filo di nera ironia. Il rimando a Valerie and Her Week of Wonders, in alcune sequenze, è ovvio, ma mi ha ricordato molto anche Kissed, forse per questo l'ho guardato con occhio indulgente. Purtroppo, mi tocca chiedere scusa alla mia compagna di visioni Gaia: questo film l'ho scelto io, contro When You Open The Door di Eiko Katagiri, che invece ha vinto il premio come miglior lungometraggio. Ve lo avevo detto che quest'anno è andata proprio male!
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| Su gentile concessione dell'ufficio stampa del TOHorror Fantastic Film Fest 2026 |
Turgaud (Adilkhan Yerzhanov, 2026)
Il cocco del Tohorror è tornato con un film a base di violente guardie del corpo col pallino del ballo e della musica, assassine quasi mute e scagnozzi assurdi che fanno da balia a boss ancora meno nel chilo di loro. Regia e fotografie superbe, come sempre, facce bellissime che riempiono lo schermo, tutto quello che volete; stavolta, purtroppo, Yerzhanov mi è parso poco ispirato, tra metaforoni sfacciati e tempi dilatatissimi che forse avrebbero giovato di mezz'ora in meno. Come minimo.
Kraken (Mohamed Chabane e Théo Jourdain Rhodes, 2026) - Vincitore del premio del pubblico, sezione lungometraggi
Storia di maranza franzosi, edifici fatiscenti e pesantissimi scontri sociali. Inizia come un horror a tema case infestate ma diventa presto un'altra cosa, non meno interessante e comunque violenta e divertente. Considerata la giovanissima età dei realizzatori, alcune sequenze sono notevoli ed è simpatico il mix tra POV da cellulare, con tanto di filtri deformanti, e regia classica. Producono sia Netflix che Disney +, quindi è un film che sicuramente arriverà in Italia, magari col titolo internazionale di No Way Down.
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| Su gentile concessione dell'ufficio stampa del TOHorror Fantastic Film Fest 2026 |
The Peril at Pincer Point (Jake Kuhn e Noah Stratton-Twine, 2026)
Durante il Q&A qualcuno ha scomodato The Wicker Man e Terry Gilliam; per me è la versione in acido, e in bianco e nero, di un episodio di SpongeBob, e probabilmente i registi mi darebbero anche ragione. Simpatica storia di un'ossessione radicata all'interno dell'industria cinematografica (il protagonista è un tecnico del suono alla ricerca del sonoro perfetto), è piena di trovate interessanti a livello, appunto, sonoro, ma anche la regia non scherza, visto il basso budget. Nulla di memorabile ma comunque originale e simpatico!
Privadas de suas vidas (Gurcius Gewdner e Gustavo Vinagre, 2026) - Menzione speciale concorso lungometraggi
Comincia con l'inquadratura di un bel caccone nel water, però poi peggiora. Deiezioni assortite, gore, improbabili veggenti, critica sociale e persino messaggi di amore universale si mescolano in un film demenziale, a cui non sono riuscita comunque a voler male. Se non altro è molto originale, ma non lo riguarderei, ecco.
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| Su gentile concessione dell'ufficio stampa del TOHorror Fantastic Film Fest 2026 |
Omnipresentes (Farid Rodríguez Rivero, 2026)
Perfect days ma senza la poesia nipponica, con l'aggiunta di un po' di critica sociale e quattro zombie in croce. Vero, ho imparato come si fa un panino con le olive e come si chiudono le zip degli zaini, ma sono diventata zombie anche io. Un inno all'aburrimiento se mai ne è esistito uno, con buona pace degli importanti temi che sicuramente hanno spinto il regista a realizzare questo film, che diventa vagamente interessante proprio sul finale.
The Cycle (Jordan Downey, 2026)
Dopo disgusto e noia ho puntato tutto su questa produzione Shudder che inizia come un razionalissimo thriller sulla scia de Il silenzio degli innocenti, e poi sconvolge con un notevole twist shyamalano da slogarsi la mascella. Il fatto che, nel 2026, qualcuno sia ancora consapevole della superiorità dell'effetto speciale artigianale sulla CGI mi riempie di gioia e sono felicissima di avere visto The Cycle in sala, nell'attesa che venga distribuito anche in Italia!




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