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giovedì 30 giugno 2011

Machete (2010)

Ho rimandato a lungo, centellinando la visione come si fa col vino. E alla fine sono riuscita a vedere il tanto atteso Machete, diretto nel 2010 da Ethan Maniquis e Robert Rodriguez. Mi è stato chiesto di citare questa frase nell’eventuale recensione, lo faccio subito, giusto per riassumere le mie impressioni: è una cazzata così grande che non potevo non commuovermi.



Trama: Machete è un ex agente federale che viene incaricato di fare fuori un senatore impegnato nella lotta contro l’immigrazione messicana. Il “lavoro” non va a buon fine, Machete viene incastrato e da lì comincia la sanguinosa vendetta…



Cominciamo con un po’ di storia. Machete nasce nel 2007, in uno dei fake trailer che accompagnavano la versione USA del film Grindhouse, feature doppia che univa A prova di morte di Quentin Tarantino e Planet Terror di Robert Rodriguez (anche se il personaggio di Machete lo si incontra fin dal primo Spy Kids). Gli splendidi ed esilaranti fakes in questione erano Hobo With a Shotgun, Werewolf Women of the SS di Rob Zombie, Don’t di Edghar Wright e Thanksgiving di Eli Roth. Se avessi dovuto scommettere su chi per primo di questi registi avrebbe tratto un intero film da questi trailer, avrei detto Eli Roth. Ma siccome lui continua a menarsela con produzioni varie e tempestando i fan di tweets da far morire dal ridere senza mai mettersi dietro la macchina da presa, ecco che ci ha pensato l’infaticabile Rodriguez a prendere lo spirito del tamarrissimo trailer di Machete e a riportarlo fedelmente in un film. E che film!!



Machete è la quintessenza del b – movie, della mexploitation, chiamatelo un po’ come volete. In termini più prosaici è la legittimazione della tamarreide (senza pulmino e senza Fiammetta, per fortuna) più cafona, è un film fatto apposta per essere assurdo, senza senso, mal recitato, pieno di buchi nella trama, con personaggi inconsistenti e terronate assortite, dove il regista molla i freni del buon senso e del buon gusto e mostra sangue, mutilazioni, tette, culi, esplosioni praticamente in ogni scena, con il risultato che Machete si arriva o ad amare alla follia o ad odiare e demonizzare. Che piaccia o meno, è un giocattolo, e come tale va trattato. E’ il divertimento del bimbo Rodriguez, qualcosa che chi ha un minimo di senso dell’umorismo, nostalgia dei “bei tempi andati” e cultura trash non può non apprezzare. Ecco perché mi commuovo davanti a tanto spavaldo senso del ridicolo.



Considerata la marea di attori che si sono prestati all’operazione (tra cui un De Niro matto come un cavallo che si è palesemente divertito a far la parte del senatore razzista e pure un po’ porcello), accettando di indossare mise perlomeno imbarazzanti e pronunciare dialoghi a tratti inascoltabili (il monologo finale di Steven Seagal con corollario di dialogo imbecille tra la Rodriguez e la Alba è qualcosa che non riuscirò a dimenticare tanto facilmente…), mi viene da pensare che non sono l’unica cultrice del trash a questo mondo. E se Danny Trejo è l’icona vivente del (non) attore che mangia lo schermo con la sua inespressività, il capello unto, il corpo tozzo alla Wolverine, le sue frasi storiche (“Machete NON manda messaggi”), la sua capacità inspiegabile di far cadere ai suoi piedi le più belle donne del creato, insomma se lui E’ Machete già di per sé, Rodriguez gli crea attorno un gruppo di personaggi a dir poco splendidi nella loro assurdità e gli da la possibilità di compiere le imprese più sanguinose ed improbabili senza lesinare in effetti speciali, citazioni e gore. Lungi da me descrivere ogni immagine (il bungee jumping intestinale), dialogo, personaggio (Osiris!! Osiris!!) e sequenza ad avermi colpita (nel senso di farmi stramazzare a terra dalle risate urlando “No… ma come puoi?? Ma cos’è???”), perché non basterebbe un libro e rovinerei la sorpresa e l’incredulità di chi ancora non ha avuto la fortuna di vedere Machete. Vi basti sapere che dovete guardarlo, fosse l’ultima cosa che fate. Aspettando che Rodriguez decida davvero di girare Machete Kills e Machete Kills Again.



Attori e registi coinvolti nella realizzazione di Machete hanno già trovato ampio spazio sul Bollalmanacco: Robert Rodriguez, Danny Trejo (Machete), Robert De Niro (Senatore John McLoughlin), Michelle Rodriguez (Luz), Tom Savini (Osiris), persino Nimród Antal (una delle guardie del corpo di Booth, a occhio e croce quella che si fa venire la crisi di coscienza), li trovate tutti cliccando sui link.

Ethan Maniquis è l’altro regista della pellicola. Già collaboratore di Rodriguez dai tempi di Desperado, per quanto riguarda montaggio ed effetti speciali. Di lui non sono riuscita a scoprire né la nazionalità, né l’età, sorry.



Jessica Alba interpreta Sartana. Americana, la ricordo per film come Giovani diavoli, Fantastici 4 e Sin City; ha inoltre partecipato a Beverly Hills 90210, Flipper e Dark Angel, la serie tv che le ha dato la notorietà internazionale. Anche produttrice, ha 30 anni e un film in uscita, il quarto episodio di Spy Kids.



Steven Seagal interpreta Torrez. Prima di Chuck Norris erano lui e Jean Claude Van Damme a spaccare le chiappe a mille anonimi cattivoni in quanto versioni tamarre e più sfigate delle star Stallone e Schwarznegger. In particolare, Seagal ha partecipato a roba come Nico, Duro da uccidere e Sfida tra i ghiacci. Americano, anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 60 anni (Cristo, ha l’età di mio padre… Oddio, Seagal E’ mio padre!!).



Jeff Fahey interpreta Booth. Americano, la maggior parte dei lettori se lo ricorderà come Lapidus, il pilota di Lost, ma ha partecipato a parecchi film come Psycho III, Il tagliaerbe, Grindhouse, Planet Terror, e a serie tv come Miami Vice, Criminal Minds, Cold Case e CSI: Miami. Anche produttore, ha 59 anni e nove film in uscita.



Cheech Marin (vero nome Richard Anthony Marin) interpreta Padre Cortez. Uno dei migliori caratteristi degli ultimi decenni, utilizzatissimo da Rodriguez ma non solo, lo ricordo per film come Fuori orario, Ghostbusters II, Desperado, il meraviglioso Dal tramonto all’alba, Paulie – Il pappagallo che parlava troppo, Spy Kids (e seguiti), C’era una volta in Messico, Grindhouse e Planet Terror. Ha doppiato la versione inglese del Pinocchio di Benigni, i film Disney Oliver & Company e Il re leone, un episodio di South Park e ha partecipato alle serie Nash Bridges, Grey’s Anatomy e Lost. Americano, anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 65 anni e due film in uscita.



Don Johnson (vero nome Donnie Wayne Johnson) interpreta Von. Ex marito di Melanie Griffith, famosissimo per il suo ruolo come protagonista della serie Miami Vice, ha partecipato a film come Harley Davidson e Marlboro Man e a serie come Kung Fu, La famiglia Bradford e Nash Bridges. Americano, anche regista, produttore, compositore e sceneggiatore, ha 62 anni e due film in uscita.



Lindsay Lohan interpreta April. Ennesima ragazzina prodigio rovinata dal precoce successo che è riuscita, in tempo zero, ad affossare la sua carriera grazie a condanne per ubriachezza, furto, droga e quant’altro (infatti alla “veneranda” età di 25 anni è già frusta da morire..), ha partecipato a film come Genitori in trappola, Quel pazzo venerdì, Mean Girls e Herbie – Il super maggiolino, oltre ad alcuni episodi delle serie That’s 70’s Show e Ugly Betty. Americana, ha tre film in uscita.



Le guest star della pellicola sono quasi tutte più o meno legate all’universo “rodrigueziano” e ci vorrebbe un fan sfegatato per riconoscerle tutte. Nel mio piccolo segnalo Daryl Sabara (Julio), ovvero il piccolo Juni presente in tutti gli Spy Kids e Gilbert Trejo, ovviamente figlio di Danny, nei panni del muto disegnatore Jorge; tornano anche il dottore ciccione e le crazy babysitter twins di Planet Terror (le gemelle Elise ed Electra Avellan, nipoti acquisite di Rodriguez), qui “trasformate” in due combattive infermiere, mentre la reporter di origine messicana, interpretata dall’attrice Ara Celi, era la “inca mummy girl” dell’omonimo episodio della terza serie di Buffy l’ammazzavampiri. Vi fosse piaciuto Machete, io vi consiglio di vedervi in sequenza Dal Tramonto all’alba e Planet Terror, giusto per assistere all’escalation tamarra di Rodriguez, poi aggiungerei Desperado, sempre dello stesso regista e l’immancabile I mercenari, altro trashissimo omaggio moderno ai film di una volta. E ora, vi lascio con il trailer di questo capolavoro... ENJOY!!

giovedì 1 ottobre 2009

Planet Terror (2007)

Che tristezza non avere il tempo di vedere film come si dovrebbe (ovvero almeno due al giorno, e che diamine!!), tanto che persino pellicole bramate come il Planet Terror di Robert Rodriguez rimangono in sospeso ben dal 2007. Finalmente l’ho visto e devo ammettere, con rammarico, di essere rimasta un po’ delusa.

 

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La trama: dei soldati rilasciano all’interno di una cittadina un gas che in quattro e quattr’otto trasforma gli ignari abitanti in ammassi di pus zombizzati. Poche persone sembrano immuni al virus, tra cui l’ambiguo El Wray e la sua ex fidanzata, Cherry Darling, a cui gli zombie hanno divorato una gamba. Assieme, riuniscono un gruppetto di sopravvissuti e cercano di mettere un freno all’epidemia dilagante, senza mancare di sterminare quanti più zombie possibili.

 

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Planet Terror è un film che lascia delusi, perché sa tanto di occasione sprecata. Peccato, perché le premesse c’erano tutte. Innanzitutto un’operazione commerciale inaudita, ovvero un film doppio diretto da Tarantino e Rodriguez, un omaggio ai vecchi Grindhouse, due filmacci splatter o in puro stile exploatation al prezzo di uno. L’operazione, almeno in Europa, è sfumata, visto che Planet Terror e Deathproof sono stati distribuiti in separata sede e il secondo meglio distribuito del primo, ma questo non avrebbe dovuto penalizzare più di tanto le due pellicole, visto che la parte di Tarantino era bella come sempre. Altre cose interessanti la trama, e i personaggi: la prima ridotta all’osso, è vero, ma comunque piena di trovate terribili ed esilaranti allo stesso tempo, i secondi ben caratterizzati e cool, come sono stati il buon vecchio Mariachi o i fratelli Jecko. E poi, non ultimi, un insieme di attori da far venire la bava alla bocca, primo fra tutti il divino Bruce Willis, ma anche Rose McGowan, Tarantino, Tom Savini e compagnia cantante non scherzano. Insomma, poteva essere un Dal Tramonto all’alba all’ennesima potenza, e invece qualcosa è andato storto.

 

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Il motivo, secondo me, sta proprio nel fatto che questo film è un calderone confuso di tutte le cose citate sopra. Per carità, l’effetto “vintage” della pellicola utilizzata è splendido e reso ancora più realistico dal “reel missing” durante la scena di sesso, la realizzazione, come gli effetti speciali (uno su tutti la protesi di Cherry Darling) è bellissima, Rodriguez è un regista con le palle e si vede, anche per come sa avvalersi di validi collaboratori. Però quello che dovrebbe essere il cuore della pellicola si perde in un ritmo troppo rapido e confuso. L’inizio, preceduto dal meraviglioso falso trailer di Machete (con Danny Trejo è inquietante ed interessantissimo, con il virus che comincia a prendere piede e la lenta introduzione dei personaggi principali, in un’atmosfera scusa e pervasa da nebbie. La morte dell’amante di Dakota, l’attacco alla polizia e le scene in ospedale sono puro, splendido stile Rodriguez, pervase da nera ironia e decisamente scioccanti. Purtroppo dal momento esatto in cui i sopravvissuti si ritrovano nel ristorante comincia la lenta discesa verso la noia più tamarra.

 

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Ad ogni personaggio comincia a venire dato uno spazio esiguo ed il più delle volte per confessioni lacrimevoli che poco ci azzeccano con la trama ed approfondiscono decisamente poco visto che sembrano dialoghi presi da qualche bignami di psicologia. Persino il cameo di Tarantino, che pur finisce in modo esilarante, è lontano anni luce dall’ironia di Four Rooms, giusto per citare un film, e sembra un tentativo fallito di fare ridere. Altri personaggi sprecati sono Dakota con il marito ed il padre (il solito sceriffo che ci accompagna fin dai tempi di Dal tramonto all’alba), le Crazy Babysitter Twins, lo scienziato pazzo interpretato dal Sahid di Lost, e persino Bruce Willis si perde in un monologo che avrebbe fatto venire il mal di testa al buon Kurtz di Conradiana memoria, delirando su Bin Laden e su un assurdo complotto per mascherarne la morte. Oltre la cacofonia di esplosioni, sparatorie, corpi e cervella spappolati, rimane un finale che non è orrendo… di più: un futuro post apocalittico e bucolico con Rose McGowan nei panni di una novella Xena dotata persino di turbante e marsupio per pargolo. Decisamente un finale da pugno nello stomaco, trash e raffazzonato come pochi.

In definitiva, non un brutto film, per carità. Ma non aspettatevi chissà che: non rimarrete delusi come è successo a me, se seguirete questo semplice consiglio.

 

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Di Tom Savini ho già parlato qui.

Robert Rodriguez è il regista della pellicola. Enfant prodige del cinema americano (nonostante il cognome e i temi spesso trattati nei suoi film è infatti nato in Texas) e collaboratore tarantiniano pressoché costante, ha all’attivo un sacco di pellicole tra le più belle degli ultimi decenni. Tra i suoi film ricordo El Mariachi (che con Desperado e C’era una volta in Messico compone una trilogia tra le più belle), Four Rooms (l’episodio The Misbehavers), il già citato Dal tramonto all’alba, The Faculty, la trilogia di Spy Kids e Sin City. Ha 41 anni e due film in uscita, ovvero il seguito di Sin City e il film che tutti stiamo aspettando: Machete!!


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Bruce Willis interpreta il Tenente Muldoon. Come diceva l’Alberto Tomba imitato da Gioele Dix “chi mi conosce lo sa”: io AMO Bruce. E’ l’uomo ideale, che sia pelato, grasso, scionco, viola… è sempre un fico. Anche quando si scioglie in una colata di pus, come in questo caso. Non ho ancora perso le speranze di convolare a giuste nozze con lui, ma nel frattempo continuo a guardare i suoi film, tra cui ricordo: Appuntamento al buio, la quadrilogia di Die Hard, Il falò delle vanità, Hudson Hawk – Il mago del furto, L’ultimo boyscout, La morte ti fa bella, Palle in canna, il divino Pulp Fiction, il già citato Four Rooms, L’esercito delle 12 scimmie, Ancora vivo, Il quinto elemento, The Jackal, Codice Mercury, Armageddon – giudizio finale, Attacco al potere, Il sesto senso, FBI protezione testimoni (col seguito), Faccia a faccia, Unbreakable – Il predestinato, Bandits, Charlie’s Angels: più che mai, Sin City. E’ stato la voce originale di Mickey nei due Senti chi parla oltre ad aver doppiato alcuni personaggi in Beavis & Butthead alla conquista dell’America e La gang del bosco. Oltre al telefilm che lo ha reso famoso, Moonlighting, ha partecipato anche a episodi di Miami Vice, Ai confini della realtà, Ally McBeal, Friends, That’s 70 Show. Ha 54 anni portati benissimo e la bellezza di cinque film in uscita. Go Bruce!!!!


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Quentin Tarantino interpreta il soldato stupratore. Se Bruce è il futuro marito, Quentin è la divinità che consacrerà il nostro matrimonio, visto il suo assoluto amore ed impegno verso ogni genere di cinema, soprattutto il più becero e trash, e visto che i suoi film sono i miei preferiti in assoluto: Le iene, Pulp Fiction, Four Rooms, Jackie Brown, i due episodi di Kill Bill (gli unici due film in cui non ha fatto una comparsata, di quelli da lui diretti…), Sin City, Deathproof. E ora Inglorious Basterds che aspetto come un bambino aspetta Babbo Natale. E’ riuscito anche a dirigere un episodio di ER e uno di CSI. Come attore invece ha partecipato a Il tuo amico nel mio letto (con un delirante monologo sull’omosessualità latente in Top Gun), Mr Destiny, Desperado (con una delirante barzelletta sugli uomini che pisciano su banconi e baristi), Dal tramonto all’alba e anche ad un paio di episodi di Alias. Se volete sapere che età ha Dio, ha 46 anni. Ma è molto, molto lento, quindi non ha progetti in cantiere. Damn!

 

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Rose McGowan interpreta Cherry Darling. Salita alla ribalta con la serie Streghe come quarta sorella Halliwell, Paige, al momento della dipartita di Shannen Doherty, e famosa per la relazione con il buon Marilyn Manson, effettivamente la filmografia dell’attrice non è delle più esaltanti. Tra i suoi film rammento lo storico Scream e l’interessante Amiche cattive, mentre per la TV ha recitato anche in qualche episodio di Nip/Tuck. L’attrice di origini italiane ha 36 anni e tre film in uscita, tra cui… Machete!


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Freddy Rodriguez interpreta El Wray. Famoso per la sua interpretazione di Federico nell’ormai conclusa seria Six Feet Under, ha avuto piccole parti in film come Il profumo del mosto selvatico, Giovani pazzi & svitati, l’orrendo Lady in the Water. Ha inoltre doppiato un episodio di American Dad oltre ad aver partecipato alle serie Party of Five, Scrubs, ER e Ugly Betty. Ha 34 anni.


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A questi punti, visto che ho sproloquiato a sufficienza, vi lascerei, per la gioia di Toto, con la barzelletta raccontata da Quentin in Desperado.. ragazzi, ENJOY davvero e cercatela in italiano, fa sdraiare!!!




 

mercoledì 6 giugno 2007

Grindhouse - A prova di morte (2007)

Dopo tanto aspettare, ecco arrivare anche in Italia, finalmente, l'ultima fatica di Tarantino. Vero è che dobbiamo vederla, grazie ai fratelli Weinstein e al pubblico bue americano, sottoforma di un banale filn di due ore e passa, invece del divertissement cinefilo che doveva essere nelle intenzioni di Tarantino e Rodriguez, un doppio spettacolo intervallato da Trailers inventati ad hoc, omaggio ai film di serie Z anni 70 e alla cultura dei Drive-In. Tuttavia, al di là di questa mancanza (alla quale spero rimedierà un bel dvd fatto come si deve), a Tarantino donato non si guarda in bocca anche perché il film in sé, nonostante timori iniziali (lo ammetto) è un piccolo capolavoro.



La trama di Death Proof è quanto di più semplice ci sia al mondo, da buon omaggio ai B Movies anni 70. Stuntman Mike (Kurt Russell) è una maniaco che, sulla sua Mustang " a prova di morte" uccide le ragazze di cui si infatua, con un movente, ovviamente, non ben chiaro. Fine. The End. Questo è quanto. In questo film, più che in altre pellicole di Quentin, non è importante cosa ma COME. Al di là del fatto che i dialoghi a base di cibo, sesso, cinema, telefilm, cultura pop sono ormai un pò inflazionati, ciò che Quentin non ha perso ma, anzi, è diventato la base del suo cinema (forse per questo Death Proof potrà essere amato solo da regular Quentin fans  e cinefili incalliti) è il gusto per la citazione e l'omaggio cinefilo.

Detto questo, cominciamo col far notare che la pellicola si può dividere (ed è in effetti divisa) in due parti, prologo e 14 mesi dopo. Nella prima parte ci troviamo di fronte un gruppo di quattro sgallettate alle prese con un'uscita serale a base di ragazzi (uno dei quali è Eli Roth, regista di Hostel e Cabin Fever), alcool, marijuana e una scommessa. Questo frammento di film è un omaggio ai BMovies Horror anni 70, con protagoniste sexy, scosciate ma anche innocenti vittime del maniaco di turno, girati con interpreti trentenni che dovevano farsi passare per adolescenti o poco più. La pellicola è rovinata, Quentin ha avuto anche il coraggio di mettere i puntini neri tipici dei vecchi film la cui qualità è ormai logorata dalle frequenti proiezioni. Il montaggio è dilettantesco, la macchina da presa piuttosto statica, com' era all'epoca. La zampata Tarantiniana qui, qual è? La marea di riferimenti a pellicole più o meno conosciute, una colonna sonora da urlo (Down in Mexico , sulle cui note Butterfly regala a Stuntman Mike la famigerata Lap Dance che solo noi europei, chissà perché, possiamo vedere, è un pezzo splendido), autocitazionismo a piene mani (l'ossessione per i piedi, tipica di Quentin, diventa quasi caricaturale e percorre tutto il film. Si parla del Big Kahuna Burger, c'è un cameo dello stesso Tarantino nei panni del barista e torna anche lo sceriffo, interpretato da Michael Parks, che troviamo in Kill Bill e, prima ancora, in Dal Tramonto all'Alba, sempre accompagnato dal Son number one. Si potrebbe quindi dedurre che la storia narrata avvenga prima degli eventi di Dal Tramonto all'Alba, ma occhio: non siamo negli anni 70 anche se da macchine e abiti così parrebbe, e questo è il bello. Basta un cellulare per infrangere l'illusione, sicuramente escamotage voluto dallo stesso Quentin).



La seconda parte è un omaggio ai film di Russ Meyers, con le sue donne sexy, procaci e soprattutto forti e assassine, nonché ai film come il citato Punto Zero, giocattoloni a base di macchine, velocità e stunts. Proprio nel mondo del cinema e degli stuntman è ambientato questo segmento, che parla di quattro donne, meno sgallettate delle prime, perseguitate dallo stesso maniaco durante una pausa dal set. Lo stacco tra i due frammenti è dato dalla scritta 14 mesi dopo e dal fatto che l'inizio della seconda parte è in bianco e nero. Simbolo di una giuntura tra due pellicole mal eseguita, certo, ma mi pare che anche i film di Russ Meyers fossero in bianco e nero. Anche qui, colonna sonora meravigliosa (c'è anche l'omaggio ai poliziotteschi all'italiana), citazionismo a palate, da quello palesemente dichiarato al fantomatico Punto Zero che è alla base della trama, dialoghi che nominano film quali Zozza Mary Pazzo Gary (con un Peter fonda d'annata) e autocitazionismo: una delle protagoniste, Zoe Bell, era nientemeno che la stunt che sostituiva Uma Thurman in alcune scene di Kill Bill. Nel negozio dove Rosario Dawson va a fare spese si vede una guida TV con CSI in copertina (vorrei ricordare a chi ha vissuto su Marte che Quentin ha girato per la serie l'episodio Grave Danger), la suoneria del suo telefonino è la melodia fischiata da Daryl Hannah in Kill Bill, e una delle ragazze chiede un pacchetto di sigarette Red Apple, la marca inventata da Quentin che campeggia in ogni suo film. Può essere che mi sia sfuggito altro, o me lo sia dimenticato ma, direi che rendo l'idea.


Ma alla fin fin di tutto sto sproloquio... m'è piaciuto Death Proof?

SI mi è piaciuto un sacco e mezzo, è splendido per tutti i motivi elencati sopra e perché i rushdown finali di ogni parte, sia che il maniaco attacchi, sia che venga attaccato, sono una sintesi di quello che deve essere il meccanismo filmico che provoca terrore e ansia, ansia a palate.

Eeeeeeeeeeeeeeeh, non ci credo, ce l'avrà pure un difetto sto film?

Si, lo ammetto. La prima parte del film è più debole della seconda, non fosse altro che per i dialoghi interminabili e vuoti che non portano a nulla e a tratti non sono neppure divertenti. Altro difetto, se così si può chiamare è che questo NON è un film per tutti, e capisco che in America abbia fatto fiasco, così come farà fiasco anche in Italia. E' un film per fan di Quentin, che sanno come divertirsi con lui, col suo citazionismo, e per cinefili trash e insaziabili. Questi erano solo aspetti marginali nei suoi primi film, ma ora gioca parecchio su questo, e ogni film è uno scrigno prezioso per chi ha voglia di stare attento, non per chi cerca un film d'intrattenimento.

E ora, parliamo di Quentin Tarantino, che se non si fosse ancora capito è il mio regista (e sceneggiatore, e produttore) preferito. La sua abilità consiste nel ripescare antichi generi, film e attori (John Travolta, David Carradine, Daryll Hannah, Pam Grier devono ergergli un monumento) e renderli nuovamente cool, oltre che nel promuovere nuovi talenti (tra i registi il fratello di sangue Rodriguez, tra gli attori Michael Madsen, Steve buscemi, Tim Roth, Uma Thurman). Ex commesso di un videostore, divoratore insaziabile di qualunque genere di film, cultore del trash e del cool nonché sopraffino esperto di musica, esordisce nel 1987 con My Best Friend's Birthday un filmetto quasi introvabile girato tra amici. La consacrazione arriva nel 1992 con Le iene. Nel 1994 il film che poi diventerà un cult, Pulp Fiction, premiato con l'Oscar per la sceneggiatura (fu battuito come miglior film da Forrest Gump, tanto di cappello ma condivido poco). Dopodiché arriva l'episodio The Man From Hollywood  per il mezzo flop Four Rooms, Jackie Brown, la definitiva consacrazione a genio con Kill Bill e la collaborazione per Sin City. Attivo anche per la TV ha girato un episodio di ER e uno di CSI. Inoltre è anche un discreto e divertente attore, tra le sue comparsate memorabili (oltre che in quasi tutti i suoi film) cito quella in Dal Tramonto all'Alba, Alias, Desperado. Se siete dei veri fans trovatevi la puntata del Saturday Night Live presentata da lui, è esilarante. Quentin ha 44 anni e un film in produzione, il sospirato e rimandato da tempo Inglorious Bastard.



Kurt Russel è il killer della pellicola, Stuntman Mike. Vecchia gloria degli anni ottanta, compagno di Goldie Hawn (ma non padre di Kate Hudson) ha all'attivo parecchie pellicole più o meno storiche, tra cui ricordo 1997: fuga da New York dove da volto e voce all'icona Jena Plissken (in inglese Snake Plissken) così come avverrà nel seguito Fuga da Los Angeles, sempre di John Carpenter. Con lo stesso regista ha interpretato La Cosa e Grosso guaio a Chinatown, che personalmente adoro. Tra gli altri film più o meno famosi ricordo Vanilla Sky e Stargate. Ha 56 anni.


Rosario Dawson interpreta Abernathy, la protagonista del secondo segmento del film. La splendida attrice ha partecipato a La 25sima ora , splendida pellicola di Spike Lee, Sin City (nel ruolo di Gail), Clerks II e compare anche nelle scene eliminate di The Devil's Rejects di Rob zombie. Ha 28 anni e tre film in uscita tra cui il seguito di Sin City.



Vanessa Ferlito interpreta Butterfly, la protagonista del primo segmento di film. Ha partecipato a diverse serie televisive di successo tra cui 24 e I Soprano e CSI Miami. Ha partecipato al già citato La 25esima ora e inoltre ha una breve comparsata anche in Spider Man 2. Ha 27 anni.

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Rose McGowan interpreta Pam, la sfortunata hippie. Famosa per il ruolo di Paige Halliwell nel telefilm Streghe e per una relazione ormai conclusa con la rockstar Marilyn Manson, la ricordo volentieri in film come Scream e Amiche cattive. Ha un ruolo anche nel segmento Planet Terror di Rodriguez. Ha 34 anni e un film in uscita. Ecco come appare nei due segmenti di GrindHouse.

 Mora e con gambetta armata per Rodriguez....


Bionda e svampita per Quentin...











E ora, visto che i trailers di Grindhouse li ho già messi qui , beccatevi la chicca di Tarantino che partecipa a Muppet's Wizard of Oz e intimorisce Kermit.. da paura, ma for fans only ^^



mercoledì 18 aprile 2007

Aggiornamento GrindHouse

Aspettando Grindhouse di Tarantino & Rodriguez ho trovato on line i

FALSI TRAILER

che intervallano i due film... Ora, io li trovo geniali. Uno spettacolo trash. Partiamo da quello di

ROB ZOMBIE ovvero Women Werewolves of the S.S. <Holy moly!!!>

Attori: Udo Kier (!!!) Sheri Moon Zombie e una guest star esilarante!! Meglio di Maccio Capatonda...



Ecco quello di ELI ROTH ovvero Thanksgiving <esilarante a livelli inauditi...>





E per ultimo... EDGHAR WRIGHT ovvero il regista di Shaun Of The Dead con Don't





Questo farebbe onore a Lucio Fulci...

Ragazzi, non vedo l'oraaaaaaaaaaaaaa *___________*

E spero che sti film vengano effettevamente diretti e prodotti un giorno...

mercoledì 7 febbraio 2007

Grind House Trailer



Solo due parole: Amo Tarantino.

Lui e rodriguez sono tra i pochissimi registi che mi fanno impazzire per l'attesa già dai trailer.

E Rose McGowan è strafiQua con la gambetta armata.

Il trailer che segue, pur se di infima qualità, invece è solo del segmento Planet Terror, diretto da Rodriguez... lo posto in onore di Tom "Sex Machine" Savini, artista di tutto rispetto nel campo degli FX, e del mitico Danny Trejo, caratterista di innumerevoli film, qui nei panni di MACHETE (*___*)



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