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venerdì 9 novembre 2018

Il mistero della casa del tempo (2018)

Mercoledì sono andata a vedere Il mistero della casa del tempo (The House with a Clock in its Walls), diretto dal regista Eli Roth e tratto dal libro omonimo di John Bellairs.


Trama: rimasto orfano, il piccolo Lewis va a vivere con lo zio Jonathan, il quale si rivela essere uno stregone. La vita di Lewis si arricchisce così di incredibile magia ma la casa di Jonathan nasconde anche un pericoloso segreto...


E così, dopo l'horror, il thriller sexy e l'action, Eli Roth è approdato al fantasy per ragazzini. Benché la notizia mi avesse fatto storcere abbastanza il naso, una volta visti i primi trailer la curiosità di vedere Il mistero della casa del tempo era indubbiamente salita e così, quando è uscito, sono corsa quasi subito al cinema. Prodotto dalla Amblin, il film è  un'avventura fantastica con tutti i crismi, che strizza l'occhio al vecchio L'apprendista stregone della Disney, alla saga di Harry Potter, al primo Piccoli Brividi e a cose un po' più di "nicchia" e lontane da un pubblico di ragazzini come Hugo Cabret, Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet e persino i capolavori di Wes Anderson. Da questi ultimi è stata sicuramente mutuata la natura weird e fondamentalmente stilosetta del piccolo protagonista, un topino di biblioteca munito di occhialoni e immancabile farfallino d'ordinanza, capitato a casa di un uomo che fa dello "strano", della diversità, i punti di forza dai quali ricavare le magie più folli. Al di là dell'aspetto magico, sul quale tornerò nel prossimo paragrafo, la trama de Il mistero della casa del tempo mette in scena una famiglia che più atipica non si può, composta da due "genitori" che tali non sono, amici di vecchissima data che si aiutano a vicenda a superare i rispettivi traumi del passato e si imbarcano nel difficile compito di tenere sott'occhio un ragazzino con tanti problemi e tantissime qualità positive; attraverso quest'ultimo, persino due maghi scafati impareranno che l'importante nella vita è non arrendersi mai, nemmeno di fronte alle tragedie più grandi (tra le righe, ci sono riferimenti ai campi di concentramento), mentre il piccoletto imparerà a fare tesoro delle proprie particolarità, per quanto possano risultare strane agli occhi degli altri, e a trovare la vera forza in se stesso. Un film per tutta la famiglia, quindi, reso più "pepato" da quel pizzico di horror inserito nella ricetta, tra necromanzia, morti che ritornano, omicidi, qualche goccia di sangue e momenti di genuino terrore a base di pupazzi meccanici e burattini semoventi che probabilmente ai bambini non diranno nulla ma porco schifo io volevo uscire di corsa dalla sala.


Piccoli tocchi alla Eli Roth, dunque? Mah. A parte il cameo del regista e la comparsa della ex (mwahaahahahaha!!! scusate) moglie Lorenza Izzo, la mano di cialtronetto Roth non si percepisce quasi, tanto il "ragazzo" ha ripulito il suo stile. La regia è classica che più non si può e, rispetto all'abilità dietro la cinepresa, quello che si apprezza maggiormente ne Il mistero della casa del tempo è l'immenso lavoro dietro le bellissime scenografie, con la favolosa casa di Jonathan che prende vita più grazie ai dettagli dell'infinità di orologi, arredi, affreschi, vetrate, scale e porte che ai pur validi effetti speciali, per non parlare dei gradevoli costumi, che danno un tocco di personalità in più ad ogni personaggio. Gli effetti speciali invece sono una delle note dolenti del film. Per la maggior parte della durata, il tocco della magia digitale non si avverte quasi o, meglio, è perfettamente amalgamata alle sequenze, le arricchisce con una delicatezza rara per questo genere di pellicola; purtroppo, verso il finale ci sono un paio di aberrazioni capaci di far venire i brividi e non parlo delle già citate bambole (splendide nella loro inquietante bruttezza) quanto piuttosto del povero Jack Black ridotto a infante col testone, picco trash che fa il paio con la scelta di far defecare di continuo la siepe-leone mentre Neil Marshall ringrazia per la citazione al suo The Bad Seed. Niente da dire invece per Jack Black e Cate Blanchett, entrambi bravissimi, palesemente divertiti e dotati di un'alchimia non comune, mentre il povero Kyle MacLachlan purtroppo compare davvero poco e, nonostante tutto ruoti attorno a lui, mi è parso un villain non troppo incisivo. Insomma, l'approccio di Eli Roth al fantasy per ragazzi ha portato a un film gradevole e simpatico, valido per passare un paio d'ore di svago, nulla più e nulla meno. Il rischio, se di rischio si può parlare, è che con questo andazzo Roth diventi uno dei mille registi senza infamia e senza lode che popolano Hollywood, privo di tratti distintivi e perfetto per assecondare i bisogni dei vari studios. Per carità, la gente così ci campa e Roth non è mai stato chissà quale Autore, però mi permetto di provare lo stesso un po' di tristezza.


Del regista Eli Roth, che compare anche nei panni di Compagno Ivan, ho già parlato QUI. Jack Black (Jonathan Barnavelt), Cate Blanchett (Florence Zimmerman), Kyle MacLachlan (Isaac Izard), Colleen Camp (Mrs. Hanchett) e Lorenza Izzo (Mamma) li trovate invece ai rispettivi link.


Sunny Suljic, che interpreta Tarby Corrigan, era l'inquietante figlio di Colin Farrel ne Il sacrificio del cervo sacro. Se Il mistero della casa del tempo vi fosse piaciuto recuperate Piccoli brividi. ENJOY!


giovedì 1 novembre 2018

(Gio)WE, Bolla! del 1/11/2018

Buon giovedì a tutti! Considerato che devo ancora vedere Halloween, probabilmente passerò la settimana al cinema, anche perché sono usciti millemila film interessanti!! ENJOY!

First Man - Il primo uomo
Reazione a caldo: Mmh....
Bolla, rifletti!: Orde di cinefili dell'internet sono riusciti a farmi risultare leggermente invisa l'accoppiata Ryan Gosling/Damien Chazelle fin dall'uscita di La la land ed è quindi con diffidenza che mi approccio alla biografia dell'astronauta Neil Armstrong, già additata come capolavoro prima ancora che fosse girata. Andrò a vederlo ma con una punta di sana freddezza e i piedi per terra.

Il mistero della casa del tempo
Reazione a caldo: Mah.
Bolla, rifletti!: Io a Eli Roth voglio bene ma quest'uomo deve tornare a fare horror, non darsi ai fantasy per bambini. Detto questo, siccome parliamo di "cialtronetto" Roth posso non dare una chance a questo film?

Lo schiaccianoci e i quattro regni
Reazione a caldo: NO.
Bolla, rifletti!: Dopo QUESTO obbrobrio non me la sento, scusate. Non ci voglio nemmeno pensare.

Quello che non uccide
Reazione a caldo: Dubbi atroci.
Bolla, rifletti!: Già Quello che non uccide era un libro parecchio inferiore alla trilogia di Stieg Larsson, in più ho ancora negli occhi la bellezza del film di Fincher e dal trailer questo reboot della saga dedicata a Lisbeth Salander parmi un po' una cazzata... ma probabilmente andrò a vederlo lo stesso.

Ti presento Sofia
Reazione a caldo: no, thanks.
Bolla, rifletti!: Remake di una commedia argentina riscritta per un pubblico italiano, vede Fabio De Luigi nei panni di papà amorevole, alle prese con una fidanzata che non ama i bambini. Lascio questo film agli appassionati ed evito.

Al cinema d'élite si respira aria franzosa assai importante!

Sogno di una notte di mezza età
Reazione a caldo: Gérard!!!
Bolla, rifletti!: Il titolo italiano è geniale e poi c'è Gérard, credo al suo ultimo ruolo prima che silurino anche lui dopo l'accusa di molestie sessuali. Tanto si sfogherà con tavernello e cozze...


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