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mercoledì 29 maggio 2013

Molto forte, incredibilmente vicino (2011)

Come diceva Elio, tra dire e il fare c’è di mezzo e il. Questo per dire che, nonostante sia passato più di un anno dalla lettura dell’omonimo libro di Jonathan Safran Foer, sono riuscita a guardare solo recentemente il film Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud & Incredibly Close), diretto nel 2011 da Stephen Daldry.


Trama: Oskar è un ragazzino quasi geniale ma incapace di integrarsi nella società a causa delle proprie fobie. Quando il padre muore l’11 settembre a causa del crollo delle due torri, il piccolo trova nell’armadio del genitore una chiave con sopra scritto “Black” e decide di cercarne il proprietario…


Il romanzo di Foer, per quanto purtroppo sia ormai lontano dalla mia memoria, è un libro particolarissimo che affronta in modo inusuale una tragedia giustamente ancora molto radicata nell’immaginario collettivo mondiale; all’interno di esso si intrecciano testi, disegni e fotografie, il dolore del protagonista Oskar, il tentativo della madre di rifarsi una vita e, in parallelo, anche un altro terribile capitolo di Storia, quello della seconda guerra mondiale, raccontato dal punto di vista della nonna di Oskar e del suo misterioso inquilino muto. La sceneggiatura della pellicola invece, in qualche modo, semplifica la storia narrata ed eleva Oskar a protagonista unico, facendo diventare la vicenda un lineare  racconto di formazione, per quanto godibile e commovente; scompaiono i riferimenti alla travagliata vita del nonno di Oskar, alla conseguente decisione dell'uomo di fuggire dalla moglie e dal figlio non ancora nato, scompare la figura dell'anziano vicino che, all'inizio del romanzo, aiuta Oskar nella sua ricerca e alcune caratteristiche del personaggio vengono accorpate a quelle dell'Inquilino, che si trasforma così in un vecchietto ben più saggio e simpatico di quello presentato nel romanzo. Insomma, la complessa struttura del libro è stata come al solito rimasticata e appiattita per risultare più appetibile agli spettatori americani e anche i ruoli del padre e della madre di Oskar sono stati ampliati per giustificare la presenza di due "grandi" (a me non piacciono ma sono indubbiamente tra i più famosi al mondo) attori come Tom Hanks e Sandra Bullock, ma il risultato per una volta non è stato totalmente disastroso... solo diverso.


Preso senza considerare il romanzo, ovviamente superiore, Molto forte, incredibilmente vicino è un film gradevole che racconta in modo particolare il disagio di un bambino problematico alle prese con una tragedia enorme e con delle emozioni assai difficili da gestire soprattutto a quell'età, come il senso di colpa, la paura di essere diverso e il distacco dai propri punti di riferimento. Come chiarisce il padre all'inizio, Oskar viene "costretto" ad interagire con le persone, a fare domande, ad uscire dal suo mondo di scienza e regole e ad affrontare l'imprevedibile contando solo su pochi indizi che potrebbero anche essere fuorvianti, di conseguenza viene spinto a crescere così da riuscire a sopravvivere in un mondo folle, spesso privo di senso logico, dove i genitori muoiono perché la gente fa schiantare aerei contro i grattacieli. Il percorso di Oskar, insomma, può tranquillamente essere inteso come il percorso che gli americani sono stati costretti ad intraprendere dopo l'11 settembre, uscendo a tentoni e senza aiuti da una realtà sconvolta per sempre... e purtroppo è questo l'unico, grande limite della pellicola, quel patriottismo latente che fa di Oskar un modello, quell'ottimismo all american che esige un happy ending a tutti i costi, per quanto assurdo e forzato. Ovviamente, sarei ipocrita a dirlo, tutte queste cose mi vengono in mente solo ora ripensando razionalmente alla visione, perché Molto forte, incredibilmente vicino è un film subdolo che annega eventuali giudizi nel mare di lacrime che scaturiscono automatiche davanti agli occhioni del piccolo Thomas Horn, alla scoperta del segreto nascosto nella chiave e alla lettera che il ragazzino scrive a tutti i Black incontrati nella sua faticosa ricerca.


Razionalmente parlando, quindi, Molto forte, incredibilmente vicino (che pur mi è piaciuto) è un film con molti difetti ma sicuramente in essi non rientrano gli attori, tutti straordinari. Il migliore è Max Von Sydow, particolarmente espressivo perché costretto da un ruolo muto a tirare fuori tutta la sua mimica senza risultare teatrale o innaturale, ma anche due attori che di solito non sopporto come Tom Hanks e Sandra Bullock regalano interpretazioni assai valide, soprattutto la seconda. Viola Davis e Jeffrey Wright compaiono poco ma si fanno ricordare per due performance misurate e assai commoventi, mentre a rimetterci è il povero John Goodman, sacrificato nel ruolo di burbero e antipatico portinaio nemmeno fosse l'ultimo dei pischelli trovato per strada. Insomma, rileggendo la recensione mi rendo conto di come i miei sentimenti verso la pellicola siano ambivalenti: tecnicamente Molto forte, incredibilmente vicino è un film ineccepibile, che senza aver letto il libro e lasciandosi trasportare dalle emozioni scatenate dalla visione risulterebbe uno dei più belli del 2011. Con un po' di cinismo in più e memore della lettura del romanzo, però, mi rendo conto che in realtà il film di Daldry è troppo spesso furbo e scorretto, quindi razionalmente giudico l'operazione buona, ma riuscita solo a metà.


Di Tom Hanks (Thomas Schell), John Goodman (Stan il portinaio), Max Von Sydow (l’inquilino), Viola Davis (Abby Black), Jeffrey Wright (William Black), ho parlato ai rispettivi link.

Stephen Daldry (vero nome Stephen David Daldry) è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come Billy Elliot e The Hours. Anche produttore, ha 52 anni e due film in progetto, tra cui l’adattamento cinematografico di Wicked.


Sandra Bullock (vero nome Sandra Annette Bullock) interpreta Lisa Schell. Una di quelle attrici che non ho mai potuto soffrire e che ho sempre trovato di una pochezza imbarazzante, nonostante abbia anche vinto un Oscar come miglior attrice protagonista per The Blind Side; la ricordo per film come The Vanishing – Scomparsa, Speed,  Speed 2 – Senza limiti, Amori & Incantesimi e per aver doppiato Il principe d’Egitto. Americana, anche produttrice, regista e sceneggiatrice, ha 49 anni e quattro film in uscita tra cui lo spin-off di Cattivissimo me, Minions.


Vogliamo aggiungere un altro difetto? Il mio povero James Gandolfini avrebbe dovuto interpretare un uomo conosciuto dalla madre di Oskar durante uno di quegli incontri di gruppo dove gli psicologi aiutano le persone che hanno subito una grave perdita, ma purtroppo le scene in questione sono state tagliate. A parte questo, se Molto lontano incredibilmente vicino vi fosse piaciuto consiglio la lettura dello splendido libro. ENJOY!!


lunedì 26 dicembre 2011

Get Babol #4

Siamo arrivati al quarto appuntamento della rubrica che prende spunto dai suggerimenti settimanali del sito GetGlue per capire cosa ci aspetterà in futuro nelle sale. Questa settimana pochi suggerimenti e poco natalizi, stranamente. Uno dei film suggeriti lo conosco e progetto di andarlo a vedere già da un po', quanto agli altri due sono delle incognite. Ma vediamo nel dettaglio.

The Girl With the Dragon Tattoo
Di David Fincher
Con Daniel Craig, Rooney Mara e Christopher Plummer.

Trama (da Imdb): Il giornalista Mikael Blomkvist viene aiutato da Lisbeth Salander, una giovane hacker, a ritrovare una donna scomparsa da quarant'anni...

Getglue me lo consiglia perché mi sono piaciuti Traffic e, ovviamente, i libri di Stieg Larsson. Chi segue da un po' di tempo il mio blog sa che ho già recensito l'originale Uomini che odiano le donne, con una Noomi Rapace allora praticamente sconosciuta, e sa che non mi è piaciuto particolarmente. Oltre a trovarlo inferiore al libro, l'ho trovato anche girato ed interpretato malissimo, quasi a livello di fiction televisiva, piatto e privo di emozione. In virtù di questo, vorrei dare un'opportunità a questa pellicola di Fincher, anche se temo un po' l'americanata. Non amo molto Daniel Craig e Rooney Mara non mi aveva convinta quando l'avevo vista nel remake di Nightmare, ma sono felice perché la presenza di Robin Wright assicurerà sicuramente maggior spessore al bel personaggio di Erika e poi Goran Visnjic nei panni di Armanski... yum!!! In Italia uscirà il 3 febbraio 2012 col titolo Millenium: Uomini che odiano le donne.




Extremely Loud and Incredibly Close
Di Stephen Daldry
Con Thomas Horn, Tom Hanks e Sandra Bullock.

Trama (da Imdb): un ragazzino di nove anni, pacifista e col pallino delle invenzioni, cerca a New York una serratura che combaci con una misteriosa chiave lasciatagli dal padre, morto l'11 settembre 2001 nella tragedia del World Trade Center.

Getglue me lo consiglia perché mi è piaciuto Tempesta di ghiaccio. Effettivamente, avevo adorato quel film, ma in questo ci sono due degli attori che più detesto in assoluto, ovvero quel bolso di Tom Hanks e quella gatta molla di Sandra Bullock. Tra l'altro, temo che sarà un film di una pesantezza e una tristezza più unica che rara, visto che le trame legate all'11 settembre mi fanno venire un magone infinito. E infatti, ho appena finito di vedere il trailer e ho già le lacrime agli occhi. Maledizione. Non so se avrò la voglia di piangere al cinema, ma credo che un'occasione potrei dargliela, a prescindere dai comprimari adulti sto bambino mi piace un botto. E poi c'è Max Von Sydow, che cavolo. In Italia uscirà il 17 febbraio col titolo Molto forte, incredibilmente vicino.




Albert Nobbs
Di Rodrigo Garcìa
Con Glenn Close, Mia Wasikowska e Aaron Johnson.

Trama (da Imdb): Glenn Close interpreta una donna costretta a travestirsi da uomo per poter sopravvivere nell'Irlanda del XIX secolo. Dopo trent'anni passati ad indossare abiti maschili, si troverà intrappolata in una prigione creata da lei stessa.

Getglue me lo consiglia perché mi è piaciuto L'età dell'innocenza. In Italia è già stato presentato al Torino film festival, pare, ma non ne ho letto nulla, sono sincera. La trama mi ispira, l'ambientazione anche e gli interpreti, poi, non ne parliamo (ci sono anche Brendan Gleeson e quel pezzo di figo di Jonathan Rhys Meyers!!), Glenn Close è una grande. Attendo con ansia un'uscita italiana ufficiale, anche se dispero di vederlo dalle mie parti.

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