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mercoledì 27 maggio 2009

My Bloody Valentine 3D (2009)

E con colpevole ritardo comincerò a narrare della mia prima esperienza col 3D, cominciata guardando un film che neppure mi interessava quando avevo saputo della sua esistenza: My Bloody Valentine 3D di Patrick Lussier, remake de Il giorno di San Valentino (My Bloody Valentine) pellicola diretta da George Mihalka nel 1981. Devo dire che ho dovuto ricredermi, ma andiamo con ordine.

 


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Trama: in una cittadina mineraria degli USA un incidente in miniera manda in coma un uomo, Harry Warden. Al suo risveglio, il giorno di San Valentino, l’uomo fa una strage a colpi di piccozza in ospedale e poi decide di sterminare quasi tutti i giovinetti che si erano radunati proprio nella miniera per festeggiare il giorno degli innamorati. Sopravvivono, per il rotto della cuffia, solo quattro di loro, mentre il maniaco viene fatto fuori. Dieci anni dopo, però, i delitti ricominciano e il primo sospettato è colui che ai tempi causò l’incidente che mandò in coma l’assassino, Tom Hanniger, guarda caso uno dei quattro sopravvissuti.


 


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Premettiamo una cosa. Se questo Bloody Valentine si fosse basato esclusivamente sugli effettacci splatter, che pur non mancano e ai quali il 3D rende un gran bel servizio, sarebbe stato la ciofeca che mi ero aspettata. Fortunatamente per lo spettatore la pellicola, che comincia come un semplice slasher che, alla lunga, porterebbe solo noia a chi lo guarda, prosegue aggiungendo un pizzico di giallo e di thriller. Il film diventa un “whodunnit?” in cui lo spettatore si può divertire a scoprire chi si nasconde dietro la maschera dell’assassino mano a mano che i personaggi diminuiscono: Harry Warden è davvero risorto, oppure non è mai morto? E, se escludiamo il soprannaturale, chi, tra tutti i sospettati, potrebbe essere il picconatore folle?


 


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Ma, ovviamente, la differenza tra questo film visto nella sala 3D e la versione per sale comuni sta nell’effetto tanto decantato. Una volta inforcati gli occhialetti (senza lenti blu e rosse, questo mi ha stupita!) si entra letteralmente in un mondo a parte. Fin dagli splendidi titoli di testa, dove si viene aggrediti dalle prime pagine di vecchi giornali su fondo rosso sangue, lo spettatore viene catapultato all’interno di immagini vivide, realistiche, che sembra di toccare. Al di là della spettacolarità di corpi cavi che parevano davvero solidi (non a caso, per enfatizzare l’effetto 3D l’assassino non si limitava ad uccidere le vittime, ma le spaccava lasciando libero il regista e i responsabili degli FX di mostrare la profondità di un corpo sezionato… in pratica una puntata di Siamo Fatti Così in 3D!), cuori grondanti sangue che sembrava palpitassero a un centimetro dalla mia faccia, picconate che mi portavano a spostarmi per evitarle, alberi che si schiantavano contro l’interno di una macchina ripresa in soggettiva e sembrava mi finissero in faccia, vecchi che puntavano il fucile contro l’audience favellando di fantomatiche ombre e quant’altro… chiamatemi scema, ma io ho apprezzato le piccole cose: la brina sul vetro dell’auto causata dall’umidità, i sassolini che rotolano al passaggio delle macchine o delle persone e altri piccoli particolari che rendevano il tutto davvero realistico. Unica pecca la sfocatura delle figure presenti sullo sfondo e la difficoltà di cogliere alcune scene in movimento (ma forse lì il difetto è imputabile al fatto che tenevo gli occhiali da vista sotto quelli per il 3D? Mah…). Realismo accentuato, nel mio caso, dalla sensazione, ad un certo punto, che la sala si muovesse e sprofondasse, sensazione che mi ha fatta balzare sulla poltrona mentre sullo schermo non stava accadendo proprio un bel nulla. Magie delle nuove tecnologie…!


 


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Gli attori, a parte i vecchietti, sono tutti delle emerite scarpe. Su tutti spicca quello che dovrebbe essere il protagonista, uno sciapo manzetto che risponde al nome di Jensen Ackles e che, mi sovviene or ora, è pure il protagonista di Supernaturals. Ecco perché lo avevo abbandonato dopo due puntate… Hisoka non odiarmi!!! Spiccano come personalità lo sbirro di colore che non serve assolutamente a nulla, la ragazzetta che strilla come un gatto a cui stanno tagliando la coda con una motosega, e la signora assai disnibita che per almeno dieci minuti di film corre con la gnugna al vento MA con i tacchi a spillo, da vera first lady. Tra l’altro mi dicono che senza 3D, guardando la pellicola nelle sale normali, non si capirebbe nemmeno che la tizia è senza veli… questa mi sa tanto di leggenda metropolitana per invogliare il pubblico maschile e porcello ad andare a spendere 10 euro invece che 7!


 


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Insomma, in definitiva un film da vedere, un’esperienza da provare. Non sarà il più bello degli horror, ma sicuramente si eleva una spanna sopra l’orrendo newquel di Venerdì 13 e l’inguardabile Mai Nato. Peccato che sugli schermi arrivano sempre e solo remake, spero che presto venga prodotto un horror 3D che sia una novità assoluta e che possa sfruttare al meglio le potenzialità del mezzo.






Patrick Lussier è il regista della pellicola. La sua carriera si è svolta principalmente come montatore di parecchi horror legati soprattutto al nome di Wes Craven, a partire dalla trilogia di Scream. Nel 2000 comincia a mettere mano personalmente ai film, e dirige il terzo capitolo di una saga splendida, quella de La Profezia con Christopher Walken. Tra i suoi altri film ricordo Dracula’s Legacy – Il fascino del male e White Noise. Ha 45 anni e un horror 3D di prossima uscita, Condition Dead 3D, film di zombie e relativi cacciatori Frase di lancio: Quando i morti risorgono… lasciateli ai professionisti!


 


Patrick_Lussier_Jason_LondonIl regista è quello sulla sinistra...


Jensen Ackles interpreta Tom Hanniger, il figliol prodigo che torna dopo dieci anni. Lieta di consegnargli la palma come peggior attore del film, segnalo le serie, oltre al già citato Supernatural, che vedono presente l’attore texano. Ovviamente tutti telefilm adolescenziali dei più maffi e per questo più seguiti dalle ragazzette se li è passati: Settimo cielo, Dark Angel, Dawson’s Creek, Smallville. Ha 31 anni.


 


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Jaime King interpreta Sarah Palmer, allora fidanzatina di Tom, in seguito moglie dello sceriffo Palmer. L’attrice americana ha recitato in Blow, Pearl Harbor, Il monaco, è stata la splendida Goldie/Wendy di Sin City e la Lorelai di The Spirit (ha il sembiante da donna eterea ed angelicata?). Per la tv ha recitato in O.C. Ha 30 anni e cinque film in uscita.


 


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Kerr Smith interpreta l’ambiguo e fedifrago sceriffo Palmer. Temo che per il pubblico italiano costui sia più famoso come Jack di Dawson’s Creek. Sbaglio o era l’unico personaggio gayo della serie? Vabbé, chissenefrega, anche se tra i tre è il più bravo attore, senza dubbio. Per il cinema ha già lavorato in Final Destination (dev’essere quello che schiatta colpito a tradimento da un cartellone stradale mentre evita di finire schiacciato da un bus… allegria!!), mentre per la TV lo ritroviamo in Baywatch, CSI, Streghe, CSI Miami, CSI NY. Ha 37 anni.


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E ora vi lascio con il trailer del film del 1981... ENJOY!




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