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martedì 9 dicembre 2025

Zootropolis 2 (2025)


Mercoledì scorso sono andata a vedere Zootropolis 2 (Zootopia 2), co-diretto dai registi Byron Howard e Jared Bush, anche sceneggiatore.

Trama

Dopo aver risolto il caso dei predatori impazziti ed essere entrati entrambi in polizia, la coniglietta Judy e la volpe Nick rischiano di venire separati. Cercano così un nuovo caso per dimostrare il loro valore...

Recensione

Nove anni sono passati dal primo Zootropolis, che ci aveva conquistati non solo grazie alla storia della strana amicizia tra la coniglietta Judy e la volpe Nick, ma anche per l'idea di un luogo dove animali di ogni specie potessero vivere in armonia, uniti benché separati da zone climatiche ben precise ma tranquillamente attraversabili da chiunque. In realtà, non è propriamente vero che Zootropolis avesse mostrato ogni specie animale. Mancavano sicuramente i rettili, per esempio, e il nuovo capitolo di quella che promette di diventare una saga composta da almeno tre film risponde alla domanda che forse qualcuno si era fatto, raccontando perché a Zootropolis si vedessero solo mammiferi. Zootropolis 2 racconta anche il periodo successivo all'apparente coronamento dei sogni di Judy e Nick. Avevamo lasciato i due protagonisti nel momento di maggior trionfo, ma non è tutto oro quello che luccica. Nonostante sia riuscita a farsi un nome all'interno del dipartimento di polizia, Judy è sempre alla ricerca di qualcosa che dimostri il suo valore agli occhi di colleghi tosti e rudi che continuano a sottovalutarla, mentre pare che a Nick non freghi nulla di nulla e si limiti a farsi trascinare svogliatamente dall'esagitata coniglietta. La coppia vincente del primo film si scopre assai male assortita, e il comandante Bogo minaccia di "scoppiarla"; l'anniversario della fondazione di Zootropolis, con conseguente esposizione di un antico libro contenente i progetti dei macchinari per mantenere le diverse zone climatiche, è la scusa, per Judy e Nick, per scoprire chi abbia intenzione di rubarlo e dimostrare nuovamente il loro valore. Il progetto, sulla carta semplice, andrà malissimo e il sodalizio di ferro verrà messo duramente alla prova, in primis dal carattere dei due protagonisti e dalla loro incapacità di essere sinceri l'uno con l'altro. Come già succedeva in Zootropolis, anche nel secondo capitolo si sfruttano i topoi del buddy cop movie per affrontare temi più profondi, in primis il razzismo e l'incapacità di andare oltre i preconcetti radicati; qui, inoltre, si cerca di mandare un messaggio positivo agli spettatori, sottolineando l'importanza dell'impegno e della perseveranza nel realizzare i propri obiettivi ma, anche, del "lasciare andare", se necessario, valutando di volta in volta ciò che è davvero importante. Zootropolis 2 è, infatti, una celebrazione dell'amicizia e della famiglia in senso lato; quella in cui nasciamo è importante, ma non tanto quella che ci creiamo con chi è in grado di farci stare bene e ci sprona, con la sua sola presenza, ad essere delle persone migliori. E' vero che il web impietoso è pieno di fanfiction che coronano una storia d'amore fittizia tra Judy e Nick (ammetto che animali antropomorfi così carismatici farebbero capitolare anche chi rabbrividisce all'idea del furry) ma la bellezza del rapporto tra i due protagonisti è proprio l'incanalare la tensione romantica in un'amicizia sempre più grande e profonda, che sul finale smuove lacrime di commozione.

Se Zootropolis 2 è un seguito con tanto cuore, gli animatori non si sono dimenticati di appagare anche l'occhio. Visto sul grande schermo il film è uno spettacolo dettagliatissimo, zeppo di animali talmente ben realizzati e caratterizzati che persino quelli sullo sfondo catturano l'attenzione, tra piccole gag riuscite e miriadi di citazioni. La più bella, quella che mi ha portata ad urlare in sala, è l'omaggio inquadratura per inquadratura ad una delle sequenze più iconiche di Shining, però qui parliamo di qualcosa di macroscopico (non che l'omaggio al "silenzio degli agnelli" sia meno geniale, ma è più breve e sottile). Dietro a Zootropolis 2 c'è un lavoro enorme soprattutto per quanto riguarda gli sfondi, le luci e i colori, le minuzie che rendono viva sia la città titolare che gli ambienti che la circondano, realizzati in modo da essere realistici e "cartooneschi" in egual misura, con un gusto estetico che esplode nel momento in cui si scopre un intero quartiere perduto in cui andrei a vivere anche domani. Molto bello anche il character design dei nuovi personaggi. Le linci sono perfette e il goffo Pawbert mi ha ricordato, nei suoi momenti migliori, la tenerezza del PJ di Ecco Pippo!; il serpente Gary, che lì per lì sembrerebbe il personaggio più ordinario, buca lo schermo nei momenti in cui ai toni freddi viene sostituito il scintillante calore del fuoco e, in generale, i rettili e tutti gli abitanti del quartiere paludoso regalano delle gioie, con un picco supremo raggiunto da un branco di trichechi che farebbero un figurone appaiati ai gabbiani de Alla ricerca di Nemo. Alla colonna sonora ritroviamo Michael Giacchino, che riprende un paio di melodie dal capitolo precedente e poi si sbizzarrisce creando suoni nuovi che accompagnano alla perfezione il ritmo e le situazioni del film. Torna anche la scatenata Shakira, con quella Zoo davanti alla quale non sono riuscita a rimanere ferma in poltrona, ad aprire e chiudere Zootropolis 2 nel migliore dei modi. Zootropolis 2 è uno di quei rari casi in cui un sequel è bello quanto il film che lo ha preceduto e, soprattutto, non ne ripropone pedissequamente le situazioni. Certo, il film è pieno di omaggi a Zootropolis, tornano personaggi amatissimi e anche un paio di gag, ma tutto sommato non c'è quel senso di dejà vu e noia che è poi il rischio di questo genere di operazioni e, per quanto mi riguarda, qualora dovesse uscire un terzo capitolo mi fionderò al cinema senza pensarci due volte, sperando che la qualità della saga continui a rimanere così alta!

Cast

Dei due registi Jared Bush (anche sceneggiatore) e Byron Howard ho già parlato QUI QUAGinnifer Goodwin (voce originale di Judy Hopps), Jason Bateman (Nick Wilde), Ke Huy Quan (Gary De'Snake), Andy Samberg (Pawbert Lynxley), David Strathairn (Milton Lynxley), Idris Elba (Comandante Bogo), Patrick Warburton (Sindaco Winddancer), Danny Trejo (Jesús), Bonnie Hunt (Bonnie Hopps), Jean Reno (Bûcheron/Chèvre), Alan Tudyk (Duke Weaselton/Chef francese/Molt Kahl/Reporter), Macaulay Culkin (Cattrick Lynxley), John Leguizamo (Antony Snootley), Jenny Slate (Bellwether), Tommy Chong (Yax), Michael J. Fox (Michael J. The Fox), Josh Gad (Paul Moledebrandt) e Dwayne Johnson (Zeke, il dik-dik incastrato nella tuba) li trovate invece ai rispettivi link.

Curiosità

Il marito di Ginnifer Goodwin, l'attore Josh Dallas, continua a prestare la voce al "maiale agitato", la bellissima Michelle Gomez, che interpretava Mary Wardwell ne Le terrificanti avventure di Sabrina, è la voce originale del Capitano Hoggbottom, Brenda Song doppia Kitty Lynxley e l'attrice Tig Notaro interpreta Big Tig, uno degli animali nel carcere; Ed Sheeran, che ha scritto la canzone Zoo, cantata da Shakira/Gazelle sul finale, è invece il doppiatore di una delle pecore dal barbiere. Il film è il seguito di Zootropolis, che vi conviene guardare prima di gettarvi su questo! ENJOY!

venerdì 22 dicembre 2017

Better Watch Out (2016)

Natale è vicino, quindi quale occasione migliore per guardare Better Watch Out, diretto e co-sceneggiato nel 2016 dal regista Chris Peckover?


Trama: la vigilia di Natale, Luke e la sua babysitter Ashley rimangono soli in casa e sono costretti a difendersi quando qualcuno cerca di entrare nell'edificio armato di intenzioni palesemente pericolose...


Diversamente dal solito, questo post sarà diviso in due parti. Questo paragrafo sarà SPOILER FREE ma quello dopo sarà necessariamente spoilerosissimo. Lettori avvisati, mezzi salvati. La scelta deriva dal fatto che parlare di Better Watch Out senza rovinare la sorpresa a chi non lo avesse ancora guardato significherebbe scrivere due righe e stop mentre ci sarebbe tanto da dire su questa intrigante commedia horror a sfondo natalizio, uno degli home invasion più bastardi e spiazzanti usciti in questi ultimi anni. Personalmente adoro le pellicole che subiscono in corso d'opera un brusco cambio di registro, soprattutto quelle che iniziano come supercazzola (tutelata da uno dei RE delle commedie USA, il mitico Patrick Warburton, che con Virginia Madsen forma una coppia tutta da ridere) e poi ammazzano lo spettatore con un'ininterrotta sequenza di nefandezze deprimenti, soprattutto in questi tempi in cui la figura delle babysitter, o comunque delle eroine bionde anni '90, è tornata di gran moda. Better Watch Out incarna perfettamente lo spirito del primo Scream, che faceva grande uso del telefono come veicolo di salvezza ma anche di morte e inganni, ci fa ripiombare nell'incubo delle gigantesche magioni americane tanto illuminate dentro quanto oscure ed insidiose fuori e ci mostra una babysitter che non ha paura di nulla (o quasi) quando si tratta di proteggere il cucciolo che le è stato affidato. La prima parte del film, claustrofobica quanto basta, segue ogni cliché dell'home invasion "addolcendolo" con la simpatica interazione tra i due protagonisti, abbastanza simile a quella di The Babysitter nonostante Ashley sia un po' più fighetta di Samara Weaving e più pronta a considerare Luke un rompipalle piuttosto che un compagno di giochi; ciò che viene dopo, ovvero quando la home invasion entra nel vivo, è ben più serio, per quanto il livello di gore si mantenga sempre basso e gli omicidi avvengano spesso fuori campo, enfatizzati da un montaggio mirato (la scena della vernice è spettacolare ed angosciante), e il tutto viene reso più "sopportabile" da ampie dosi di humour nero e citazioni a tema (oltre che da garrule carole natalizie, ça va sans dire). Se vi fidate di ciò che ho scritto fino qui potete anche smettere di leggere e recuperare sereni Better Watch Out, preparandovi per una serata all'insegna del Natale e della cattiveria, altrimenti potete andare avanti fino alla fine ma non dite poi che non vi avevo avvertiti!


SPOILERISSIMO (anche se cercherò di non esserlo troppo)

A metà film Better Watch Out spiazza lo spettatore con un twist inaspettato. O, meglio, con un twist nel twist: uno penserebbe ad una sorta di punizione dopo uno scherzo cretino, invece la realtà è peggio e la sceneggiatura diventa un thriller psicologico avente per protagonista la versione malvagia di Kevin McAllister, dove non a caso Mamma ho perso l'aereo viene citato in più di un'occasione. Il regista, coadiuvato alla sceneggiatura da Zack Kahn, comico autore tra l'altro di sketch per Mad TV, gioca con i cliché del genere e crea un prodotto in costante bilico tra parodia e thriller serio, dove a poco a poco i personaggi si rivelano per quello che sono davvero, gettando maschere o indossandone altre a seconda delle occasioni, in un gioco costante di manipolazioni e prevaricazione che talvolta diventa persino triste e malinconico (a tal proposito Ed Oxenbould è meglio qui piuttosto che in The Visit). Il film a un certo punto comincia ad appoggiarsi quasi interamente sull'interpretazione del bravissimo Levi Miller, croce e delizia della pellicola in quanto foriera di sentimenti ambivalenti. Il ragazzino a tratti mette parecchia inquietudine, soprattutto quando mette in atto i suoi sotterfugi più biechi, mentre altre volte verrebbe voglia di entrare nello schermo e prenderlo a schiaffi per le sue intemperanze e le crisi isteriche da moccioso viziato; d'altra parte, è anche vero che proprio questo ultimo aspetto funziona come una sorta di parodia di tutti i pargoli mediamente geniali che spadroneggiano nelle commedie natalizie e non, quindi basta inghiottire il desiderio di cambiare i connotati a Luke e il film scivola via che è un piacere (per quanto il Bolluomo, poco avezzo al genere, sia rimasto sinceramente indignato all'idea che il villain potesse arrivare a farla franca). Per chi, come me, è ormai avvezzo agli horror e riesce a prevedere i colpi di scena dopo i primi tre minuti, Better Watch Out è quindi un bellissimo regalo da tenere sotto l'albero nonché un validissimo esponente del genere "horror natalizio" o, meglio, ancora, del genere "ragazzini malvagi". Sarebbe stato bellissimo vedere Harry e Marv alle prese con Luke, pronto a dar loro man forte per zittire per sempre lo stramaledetto Kevin!

FINE SPOILERATA


Di Patrick Warburton, che interpreta Robert Lerner, ho già parlato QUI mentre Virginia Madsen, che interpreta Deandra Lerner, la trovate QUA.

Chris Peckover è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha girato anche l'horror Undocumented. E' anche produttore e attore.


Olivia DeJonge interpreta Ashley. Australiana, ha partecipato a film come The Visit e Scare Campaign. Ha 19 anni e un film in uscita.


Ed Oxenbould, che interpreta Garrett, era proprio l'odioso fratellino rapper della DeJonge in The Visit mentre Levi Miller, che interpreta Luke, ha partecipato a Pan - Viaggio sull'Isola che non c'è, ovviamente nei panni di Peter. Altro volto conosciuto, almeno per chi ha guardato Stranger Things 2, è quello di Dacre Montgomery, che qui compare col ruolo di Jeremy mentre nella serie dei Duffer Brothers era il terribile Billy Hargrove, fratello di Max. Detto questo, se il film vi fosse piaciuto recuperate The Babysitter, Red Christmas, The Visit e ovviamente Mamma ho perso l'aereo. ENJOY!

mercoledì 8 luglio 2015

Ted 2 (2015)

Dopo avere ripassato il primo capitolo, la settimana scorsa sono andata a vedere Ted 2, diretto e co-sceneggiato dal regista Seth McFarlane.



Trama: per salvare un matrimonio già allo sfascio, l'orsacchiotto Ted e Tami-Lynn decidono di adottare un figlio. Il problema è che Ted, legalmente, non è umano...


Seth McFarlane è un furbone matricolato a cui è impossibile volere male. Se Ted 2 lo avesse girato uno dei Vanzina probabilmente, in maniera molto ipocrita, starei urlando allo scandalo per la quantità di gag volgari, bambinesche e demenziali di cui è infarcito, anche più del primo Ted. Invece, siccome sotto sotto sono una stronza cinica e nerd, al regista perdono tutto per l'umorismo politically incorrect e le citazioni anni '80 che spesso fanno capolino in tutti i suoi lavori. E dico proprio TUTTI, visto che McFarlane da quando ha creato I Griffin non si è mai allontanato dalla formula magica che gli ha fatto guadagnare tanto successo. Quindi, quali motivazioni potrei addurre per spingere la gente a vedere Ted 2? Beh, intanto se non avete mai apprezzato la McFarlane Factory potete tranquillamente evitare di continuare a leggere il post perché, come ho detto all'inizio, non mi scaglierò contro le stupidità e le banalità sulle quali è costruito il film ed il motivo di questa scelta scellerata è che ho riso, me sciagurata, ho riso tantissimo. Ribadisco, sarei ipocrita se lo negassi. Ho riso e storto il naso, represso dei conati di vomito e dei fangooli ma ho comunque riso e questo è quanto, McFarlane evidentemente sa sempre quale tasto toccare con me. Aggiungo anche che stavolta la trama è un po' più strutturata rispetto a quella di Ted e omaggia spudoratamente un caposaldo della fantascienza di ogni tempo, ovvero "cosa ci rende umani?". Quindi, al di là delle grasse risate c'è anche il tempo per riflettere, forse in maniera un po' facilona, su quesiti per nulla scontati in tempi di migrazioni, "ruspe" e compagnia cantante: quello che alla fine vuol comunicare McFarlane è che non importa quanto una persona sia inutile, imbecille, cazzona e "bambina" finché riesce a provare e far provare empatia al prossimo, a differenza dei cosiddetti "esseri umani di prima classe" che magari hanno tanto cuore quanto una pietra inanimata. L'umanità, quindi, intesa come libertà di essere sé stessi alla faccia di quello che pensano gli altri, soprattutto se si ha la fortuna di avere degli amici che ci accettano per quello che siamo.


Accanto a questi concetti bellissimi ed aulici e all'umorismo di grana mastodontica c'è purtroppo l'altro lato della medaglia rappresentato dalla solita dose di maschilismo McFarlaniano che poco sopporto. La vera novità di Ted 2, infatti, è l'elegantissimo calcio in chiulo rifilato a Mila Kunis e alla sua Lori, troppo "seria" per accettare di stare con un fidanzato di rara idiozia che, neanche a dirlo, sarebbe il vertice perfetto di un ideale triangolo formato da lui, Homer Simpson e Peter Griffin. "Ho sprecato anni dietro ad una donna che non andava bene per me", bravo caprone, vallo a dire a Lori, Marge e Lois, tre poverette che in un mondo ideale ucciderebbero i loro compagni. Fuori la Kunis, dicevamo, dentro la Seyfried che, per quanto mi piaccia molto come attrice, ho trovato fastidiosa per il modo in cui il suo personaggio accontenta per l'appunto le convinzioni e i desideri di McFarlane e di tutti quelli come lui: la donna dev'essere praticamente un uomo con la patata, accettare col sorriso e con tanto aMMore tutte le imbecillità del compagno (giuro, Wahlberg qui è MOLTO più cretino rispetto al primo Ted) mentre l'uomo deve accettare con rassegnata compassione il fatto che le fidanzate di solito siano totalmente ignoranti in materia di film, serie TV, cultura nerd in generale. Ciccio Seth, già che sei un bell'ometto, vieni qui che ti spiego due cose in materia di sapienza femminile, ché se sei rimasto negli anni '50 non è mica colpa mia! Giusto per smentirti, nonostante sia femmina (orrore!!) quel che ho apprezzato maggiormente di Ted 2 è proprio il continuo citazionismo e sono stra-convinta che le sequenze migliori siano quelle in cui ricicciano fuori Sam J.Jones, un Liam Neeson esilarante e appena uscito da una scena della franchise Taken e soprattutto l'omaggio al primo Jurassic Park. Insomma, mi sembra di aver detto abbastanza, nel bene e nel male. Se avete visto Ted sapete cosa aspettarvi (anche perché i riferimenti alla prima pellicola sono pressocché infiniti), ovvero nulla di entusiasmante ma neanche nulla per cui partire e andare negli USA a far sommario scempio del regista... se invece odiate il genere state alla larga da questo film!!


Del regista e co-sceneggiatore, nonché voce di Ted, Seth McFarlane ho già parlato QUI. Mark Wahlberg (John), Amanda Seyfried (Samantha), Giovanni Ribisi (Donnie), Morgan Freeman (Patrick Meighan), Sam J. Jones (Sam Jones), Patrick Warburton (Guy), John Carrol Lynch (Tom Jessup), Liam Neeson (il cliente al supermercato), Dennis Haysbert (Dottore alla clinica della fertilità), Patrick Stewart (Narratore) e Martin Klebba (Chucky) li trovate invece ai rispettivi link.

John Slattery (vero nome John M. Slattery Jr.) interpreta l'avvocato Shep Wild. Americano, lo ricordo per il ruolo di Victor in Desperate Housewives, inoltre ha partecipato a film come Sleepers, Iron Man 2, e ad altre serie come Party of Five e Will & Grace; come doppiatore, ha lavorato nelle serie I Simpson e The Cleveland Show. Anche regista, sceneggiatore e produttore, ha 53 anni e due film in uscita tra cui Ant-Man, dove tornerà ad interpretare Howard Stark.


Tra gli altri attori, segnalo il ritorno di Jessica Barth nei panni della procace Tami-Lynn, l'arrivo di Michael Dorn (il VERO Worf di Star Trek) in quelli di Rick, il fidanzato di Guy, e ovviamente le partecipazioni speciali della sorella del regista, Rachael McFarlane (la segretaria di Meighan), del giocatore di football Tom Brady, dei presentatori Jay Leno e Jimmy Kimmell e dei comici del Saturday Night Live Kate McKinnon, Bobby Moynihan e Taran Killam. Non ce l'hanno fatta invece Mila Kunis (apparentemente perché incinta ma in realtà pare che Seth McFarlane non avesse già da subito contemplato la presenza del personaggio di Lori, salvo un brevissimo cameo) e il reverendo di Settimo cielo Stephen Collins, la cui partecipazione speciale è saltata dopo le recenti accuse di pedofilia. E dopo avervi consigliato di guardare tutti i titoli di coda per un'esilarante scena post credits, se Ted 2 vi fosse piaciuto vi direi di recuperare Ted e... sì, diamine, L'uomo bicentenario! ENJOY!

venerdì 17 gennaio 2014

Bad Milo! (2013)

I più vecchi lettori del Bollalmanacco ricorderanno la mia insana passione per film dalle trame assurde, allegramente a braccetto col trash, come One Eyed Monster, The Human Centipede, Brain Damage - La maledizione di Elmer e altre simili amenità. Non potevo quindi evitare di guardare Bad Milo!, diretto e co-sceneggiato nel 2013 dal regista Jacob Vaughan.


Trama: Duncan soffre di pesanti problemi intestinali acuiti da nervosismo e stress. Un giorno, tuttavia, scopre che i suoi problemi non sono propriamente "normali", ma sono causati da un mostrino mordace che risiede nel suo intestino...


Bad Milo! è una divertente belinata a sfondo horror che, per fortuna, non si prende mai troppo sul serio ma prosegue fino in fondo consapevole della sua fondamentale idiozia. La sceneggiatura mescola con incredibile faccia tosta suggestioni Cronenberghiane, umorismo di grana grossa, schifezzuole in perfetto stile Troma, le situazioni tipiche di una qualsiasi commedia demenziale americana alla Come ammazzare il capo... e vivere felici! e persino qualche suggestione anni '80 alla Gremlins o E.T.. Va bene, l'aspetto cronenberghiano è a livello di parodia ma, se ci pensate, il concetto alla base di Bad Milo! non è molto dissimile da quello di Brood - La covata malefica; lì c'era una donna che partoriva le sue pulsioni negative, mentre qui c'è l'incarnazione demenziale dell'idea freudiana di Es, con un povero imbelle che somatizza talmente tanto lo stress causato da capi, genitori e moglie, da farsi nascere un mostrillo all'interno del chiulo. A dire il vero la cosa farebbe più schifo che ridere viste le innumerevoli scene in cui Duncan, seduto sul cesso, tira fuori dalle terga il mostrillo Milo e lo fa tornare "a casa", ma la cosa davvero esilarante è il personaggio dello psicologo scoppiato che, in assoluta serietà, consiglia al protagonista di "legare" con questa disgustosa (e immagino puzzolente) aberrazione.


Fin qui, tutto bene, il film è una cacata in tutti i sensi. La cosa però che, ad un certo punto, mi ha portata a dubitare della mia sanità mentale è che, nonostante Milo sia un mostro mordace e sanguinario, un "rabid raccoon" che stacca a morsi peni e giugulari con dovizia di momenti splatter, nonostante questo mini-mostro venga letteralmente cacato dal protagonista ogni due per tre... beh, il piccolo Milo fa anche tanta tenerezza. Nel paragrafo precedente parlavo di Gremlins ed E.T. e il nesso me l'ha offerto la povera MMadree quando, entrando in camera mia durante la visione, prima di uscire precipitevolissimevolmente e maledirmi ha detto "quella schifezza ha la stessa vocetta di Gizmo". MMadree ha ragionissima, in effetti buona parte della pellicola è basata sui tentativi di Duncan di superare il disgusto e la diffidenza iniziali nei confronti del mostro anale e cercare di farci amicizia, come accadeva tra Billy e Gizmo o tra Elliot ed E.T, tanto che è difficile resistere agli occhioni dolci di Milo e alla sua vocetta querula, nonostante la sua natura di demone omicida. Bad Milo! procede così tranquillamente tra una macellata e un momento esilarante, un lancio di cacca e un momento tenero (verso il finale questi ultimi aumentano, infatti il ritmo cala e l'atmosfera diventa, paradossalmente, anche troppo edificante e buonista), offrendo allo spettatore disposto ad accettare determinate schifezze un paio d'ore di incredulo divertimento.


Per quel che riguarda l'aspetto tecnico, è apprezzabile innanzitutto la mancanza di effetti speciali digitali, l'aspetto artigianale delle macellate di Milo e l'aspetto "vero" e pupazzoso di quest'ultimo. Gli attori fanno del loro meglio per non soccombere al ridicolo della trama e per rendere dignitosi momenti che, sulla carta, non lo sarebbero affatto: a rimetterci maggiormente, poveraccio, è ovviamente Ken Marino, costretto per buona parte della pellicola a mostrarsi o sul cesso o piegato a novanta nell'attesa che Milo ritorni da dov'è uscito, ma anche Peter Stormare ha le sue belle gatte da pelare a rimanere serio mentre nello studio dello psichiatra da lui interpretato un padre e un figlio risolvono i problemi espellendo mostri dal chiulo. Se devo essere sincera, però, l'attore più esilarante è il bastardissimo Patrick Warburton che, da bravo "socio" della factory di Seth MacFarlane, interpreta un capo talmente infame, carogna, fasullo e perfido da risultare praticamente perfetto ed è un peccato che il suo personaggio non sia stato utilizzato di più. Insomma, come avrete capito Bad Milo! è una belinata fuori da ogni grazia di Dio ma, se ne accetterete i presupposti scatologici, potreste anche divertirvi. Io l'ho fatto e ora, se volete scusarmi, vado dallo psicologo, ché ho un leggero mal di pancia e non vorrei che...

Cu-cu! Tenerino :)
Di Peter Stormare, che interpreta Highsmith, ho già parlato qui.

Jacob Vaughan è il regista e co- sceneggiatore della pellicola. Americano, anche produttore e attore, è al suo secondo lungometraggio.


Ken Marino interpreta Duncan. Americano, ha partecipato a film come Gattaca - La porta dell'universo, Come ti spaccio la famiglia e alle serie Nash Bridges, Angel, Will & Grace, Dawson's Creek, Streghe, Monk, NYPD, Grey's Anatomy, Veronica Mars, CSI: Miami; come doppiatore, inoltre, ha lavorato nel film Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 44 anni e un film in uscita, Veronica Mars.


Gillian Jacobs interpreta Sarah. Americana, ha partecipato a film come The Box, Cercasi amore per la fine del mondo e The Incredible Burt Wonderstone, inoltre ha lavorato come doppiatrice nell'imminente serie Monsters vs. Aliens, tratta dall'omonimo film. Ha 31 anni e sei film in uscita.


Patrick Warburton interpreta Phil. Americano, doppiatore originale del Joe Swanson de I Griffin, ha partecipato a film come Ted, Scream 3, Men in Black II, Comic Movie e alle serie Innamorati pazzi, Ellen, Malcom, Perfetti... ma non troppo; come doppiatore, inoltre, ha lavorato nei film Le follie dell'imperatore, Mucche alla riscossa, Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti e nelle serie Hercules, Biker Mice da Marte, Kim Possible, Robot Chicken, A scuola con l'imperatore, Due fantagenitori, The Cleveland Show e I pinguini di Madagascar. Anche produttore, ha 49 anni e tre film in uscita.


Se Bad Milo! vi fosse piaciuto consiglio la visione di Brood - La covata malefica, Brain Damage - La maledizione di Elmer e Basket Case ma occhio: il primo di ironico non ha assolutamente nulla e gli altri due potrebbero risultare particolarmente sgradevoli, rozzi e disgustosi. Beware quindi e... ENJOY!

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